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verso le elezioni. alberto polo

DOLO – Alberto Polo è il candidato sindaco della civica “Dolo Democratica” formata da esponenti del Pd, della società civile e dell’associazionismo. Perché si è candidato? «Credo che Dolo abbia perso troppo. Il suo ruolo, la sua vocazione di centro della Riviera, la competitività del suo commercio e il prezioso tessuto composto dal mondo dell’associazionismo. Sono stanco di una città rassegnata allo stato delle cose». Qual è la sua posizione sulle grandi opere? «Abbiamo sempre manifestato la nostra contrarietà, lottando contro il sindaco Gottardo, l’assessore Ballin e la Lega Nord che hanno blindato la sala consiliare con la polizia per approvare Veneto City. Abbiamo combattuto contro l’allora assessore regionale Chisso e per questo ci ha denunciati. Direi che le nostre posizioni sono chiare». Come intende agire per la salvaguardia dell’ospedale? «Dolo deve riuscire a far sentire la propria voce a livello regionale. Cinque anni fa, Lega, Forza Italia e il sindaco Gottardo hanno sostenuto che, grazie a loro, la Regione avrebbe avuto un occhio di riguardo. La divisione della maggioranza uscente in quattro diverse liste è la dimostrazione di un fallimento del quale anche il nostro ospedale paga i danni». Quali i progetti per il lavoro e per i giovani? «Abbiamo un preciso dovere: costruire opportunità di crescita. Il Comune può fare molto incentivando l’imprenditoria giovanile attraverso forme di garanzia bancaria e detassazione, rilanciando il commercio, garantendo vitalità e sicurezza». Il commercio in questi ultimi mesi ha visto scomparire molti storici negozi. Quali sono le sue ricette per rivitalizzarlo? «Dolo è la piazza dei servizi e il commercio di questo ha spesso beneficiato. Per rivitalizzare la città dobbiamo combattere il degrado, potenziare la sicurezza, prevedere sgravi fiscali e incentivazioni. E poi niente centri commerciali». Qual è il ruolo di Dolo e della Riviera nell’asse Padova-Venezia e nella Città Metropolitana? «Dolo è stata tra le prime a realizzare un’Unione di Comuni: fu un’importante intuizione che gli uscenti non hanno saputo portare avanti. Adesso Dolo dovrà guidare un processo di rilancio della Riviera perché, oltre alla messa in comune dei servizi amministrativi, maturi un’identità, anche dal punto di vista politico, che ci permetta di essere protagonisti. Se saremo forti non ci sarà Romea Commerciale, non chiuderà l’ospedale e potremo anche provare a riaprire il casello».

Giacomo Piran

 

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