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Gazzettino – L’ombra del boss sull’impero al Lido

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

16

mag

2015

L’INCHIESTA – L’imprenditore arrestato. Il gip: «Era completamente a disposizione del clan di Lamezia»

Le accuse di un pentito: «Attraverso De Martino il capocosca Iannazzo ha investito su Venezia»

«Saverio De Martino è a completa disposizione di Vincenzino Iannazzo e dei sodali della cosca, condividendone interessi e obiettivi illeciti». Lo scrive il gip di Catanzaro, Domenico Commodaro, nell’ordinanza di custodia cautelare che ha fatto finire in carcere l’imprenditore di origine calabrese, dal 1995 trasferitosi al Lido di Venezia assieme al figlio Antonio, dove in vent’anni ha costruito un piccolo impero immobiliare.

Saverio De Martino è indagato per associazione per delinquere di stampo mafioso nell’ambito di un’inchiesta che ha portato in carcere una trentina di persone, tutte ritenute aderenti alla cosca di Iannazzo, detto “U Morettu”, accusate di vari reati, tra cui numerose estorsioni.

ORGANICO ALLA COSCA – L’arresto dell’imprenditore è stato chiesto in un secondo momento rispetto agli altri, lo scorso febbraio, con un’istanza integrativa della Procura. E il giudice dedica 40 pagine alla sua posizione: contro Saverio De Martino vi sono intercettazioni telefoniche e attività di appostamento (le prime indagini del Ros di Padova sono dei primi anni Duemila, quelle più recenti dei carabinieri di Catanzaro arrivano fino al 2013), ma soprattutto le confessioni di due collaboratori di giustizia che lo indicano come uomo vicinissimo al boss: «Come fratelli sono», racconta Angelo Torcasio. Ma non solo di amicizia si tratterebbe. Anzi, secondo il gip, Saverio De Martino apparirebbe bensì «organico alla cosca».

«C’ERA ALLE RIUNIONI» – Torcasio riferisce che l’imprenditore era a conoscenza dello spessore criminale di “U Morettu”, tanto da partecipare a varie riunioni in cui si sarebbe parlato di attività illecite, ma anche da sostenere le spese di Iannazzo quando si trasferì in Irlanda per sottrarsi ad una misura di prevenzione. Il pentito ha dichiarato, inoltre, che l’imprenditore del Lido avrebbe cercato di convincerlo, per conto di Iannazzo, ad aderire alla sua cosca, lasciando quella di Giampà.

GLI INVESTIMENTI – Il secondo collaboratore di giustizia è Giuseppe Giampà, il quale ha riferito che Iannazzo ha effettuato investimenti importanti a Venezia tramite Saverio e Antonio De Martino. «Vincenzo andava sempre là a Venezia, andava sempre là per affari, ditte e cose insieme con De Martino….. Non so se ha investito un euro o un milione, comunque c’ha investito soldi», ha raccontato. Aggiungendo un episodio che, secondo gli investigatori, è sintomatico del “peso” dell’imprenditore, incontrato in casa del boss in un’occasione in cui entrambi erano stati chiamati per sistemare un «litigio tra ragazzi» che riguardava parenti di Giampà e dello stesso De Martino.

I FAVORI AL BOSS – Secondo i pentiti, l’imprenditore era a disposizione per qualsiasi esigenza: prenotare visite mediche nelle strutture del Nord, fare assistenza ad un’amica di Iannazzo ricoverata in un ospedale del Trevigiano, riceverlo a Venezia. In cambio il boss fa assumere la figlia Vincenza, detta “Cinzia”, come ragioniera in una ditta a Lamezia Terme.

I RAPPORTI POLITICI – È il pentito Torcasio a raccontare che Saverio De Martino era riuscito a fare affari in laguna grazie agli appoggi politici. Il gip di Catanzaro fa riferiemento alla «vicinanza dei De Martino all’allora sindaco di Venezia che, dalla descrizione (“è uno piccolino, bassino…”) e dall’epoca in cui si sono svolti i fatti (aprile 2011) dovrebbe verosimilmente essere Giorgio Orsoni». Torcasio ha raccontato che l’imprenditore del Lido aveva cercato di coinvolgerlo in un progetto per un centro commerciale denominato “Parco delle rose”. Mentre un altro componente della n’drangheta, Antonio Provenzano, avrebbe detto a Torcasio che «De Martino si puliva, cercava di infilarsi in politica…»

LE PARENTELE – Sono citate nell’ordinanza di custodia cautelare, assieme all’elenco delle aziende di De Martino: la figlia di Saverio è sposata con il fratello di un affiliato alla cosca Giampà. Un componente di spicco del clan Iannazzo fu dipendente della De Martino srl nei primi anni Duemila.
L’interrogatorio di garanzia è previsto per questa mattina alle 10 davanti al gip di Venezia Massimo Vicinanza. De Martino è difeso dall’avvocato Renato Alberini.

 

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