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dolo verso le elezioni / Il ponte

DOLO – Giorgio Gei è il candidato a sindaco della lista “Il Ponte de Dolo”.

Perché si è candidato? «Il gruppo con cui abbiamo condiviso il lavoro in questi 5 anni ha ritenuto opportuno fossi di nuovo io il candidato».

Qual è la sua posizione sulle grandi opere? «Parlano i fatti: lo stop alle grandi opere era nel nostro programma di 5 anni fa, e contro queste ci siamo battuti. Constatiamo con piacere che sulle nostre posizioni sono convenuti molti che 5 anni fa ci accusavano di essere contro tutto a priori».

Come intende agire per la salvaguardia dell’ospedale? «Con il nuovo Consiglio Regionale cambieranno molte cose, spero che la Riviera sappia esprimere uno o più consiglieri per far sentire la nostra voce. Sarà importante la collaborazione con gli altri sindaci, alcuni sono più sensibili di altri, dobbiamo portarli sulle nostre posizioni. Fondamentale saranno gli strumenti urbanistici del Comune per vincolare a beneficio di Dolo gli stabili dismessi dell’ospedale».

Quali sono le sue politiche per il lavoro e i giovani? Il commercio ha visto scomparire molti negozi. Quali sono le ricette per rivitalizzarlo? «Non c’è molto che un Comune come Dolo possa concretamente fare per il lavoro. La perdita del tribunale, la ventilata chiusura dell’Inps, il previsto trasferimento a Noale del personale d’ufficio dell’ospedale sono colpi pesanti per l’economia dolese. Non ci sono soluzioni miracolose, ma non si può nemmeno continuare a subire, bisogna intervenire dove è possibile (Inps e uffici Asl). Il commercio patisce per la situazione economica complessiva, per la concorrenza dei centri commerciali; con la associazioni di categoria e i commercianti vanno studiate iniziative per supportare le attività. Per i giovani ci piacerebbe realizzare un incubatore di start up hi tech, che permetta loro di restare sul territorio a porre le basi del loro futuro sfruttando il ruolo baricentrico tra Padova e Venezia».

Qual è il ruolo di Dolo e della Riviera nell’asse Padova e Venezia e nella Città Metropolitana? «La Riviera e Dolo nella strategia regionale rischiavano di essere crocevia di mega opere dannose, la crisi economica e la magistratura hanno posto un freno, possiamo ridare all’area nuovo impulso con un turismo di qualità e con le nuove tecnologie, cambiando il nostro orizzonte. Ritengo sciagurata la creazione della Città Metropolitana, ente di secondo grado che rischia di riprodurre i perversi meccanismi appena sradicati».

Giacomo Piran

 

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