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COMUNICATO STAMPA Opzione Zero 22 aprile 2017

Cogeneratore di Giare: Opzione Zero in azione con i cittadini di Giare

Si è svolto questa mattina in via primo maggio a Giare un flashmob per denunciare una situazione di grave inquinamento da smog. A promuovere l’iniziativa il Comitato Opzione Zero e l’associazione Hilarius insieme a numerosi abitanti della zona.

Il problema è dato da un cogeneratore a biomassa installato da alcuni anni proprio a ridosso delle abitazioni e da poco entrato in funzione, seppure non in maniera continuativa.

Gli abitanti denunciano puzza, nuvole di smog e rumore, tanto che quando il motore diesel è in funzione gli stessi devono barricarsi in casa. A nulla sono valse le poteste e la petizione presentata in Comune a Mira ancora 2 anni fa.

Eppure, dalla documentazione raccolta da alcuni cittadini, è più che evidente come questo impianto sia di fatto fuori norma se no addirittura abusivo.

La storia nasce nel 2010, quando la società S.B. Energy srl con sede a Mestre presenta il progetto per ‘installazione di un cogeneratore a olio vegetale e animale per produrre energia elettrica e termica in zona Giare. Apparentemente l’obiettivo sembrerebbe lodevole: ridurre le emissioni di CO2 fossile grazie alla combustione di biomassa. Ma in realtà è chiaro fin da subito che gli intenti di S.B. Energy sono solo speculativi, cioè finalizzati a fare business grazie alle agevolazioni e ai contributi europei e nazionali destinati alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. L’impianto infatti produce e recupera solo energia elettrica, mentre delle tubazioni per il teleriscaldamento delle abitazioni e degli edifici circostanti non c’è alcuna traccia; senza contare poi che l’approvvigionamento di combustibile avviene tramite camion sembra di provenienza slovena, con buona pace della riduzione degli impatti ambientali. Non bastasse il fumo nero e denso che si si sprigiona ogni volta che l’impianto viene acceso, c’è da considerare che lo stesso sorge in area sottoposta a vincolo ambientale dal PALAV (art. 21/a), cioè in un’area in cui sono vietati la costruzione di nuovi edifici, di impianti e di infrastrutture. Fuori controllo sono poi le emissione, sia quelle gassose che quelle sonore, sembra mai monitorate da ARPAV.

Per il Comitato Opzione Zero il quadro è chiaro: “Il ragionamento sulla riduzione dei gas serra qui non ci entra per nulla; non siamo di fronte ad un impianto pensato per ottimizzare il ciclo produttivo di un’azienda, ma a una operazione puramente speculativa che altro non fa che aumentare lo smog. Il Comune di Mira, l’ente che ha autorizzato il progetto, aveva tutti gli elementi per bloccare questo cogeneratore, e ha tutt’ora la possibilità di chiuderlo e di farlo smantellare. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano il Sindaco uscente e i nuovi candidati, visto che tra poco qui si vota. Noi siamo decisi a supportare i residenti in questa protesta perchè ne va della salute di molte persone e della tutela del territorio. Nelle prossime settimane incontreremo i nostri avvocati insieme ai residenti per intraprendere anche delle azioni legali. Siamo sicuri che riusciremo a far chiudere il cogeneratore”.

 

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