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Inceneritore di Fusina: Veritas continua a confondere le acque

Posted by Opzione Zero in News | 0 Comments

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Comunicato Stampa congiunto 30 gennaio 2020

Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Comitato contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Laboratorio Venezia

 

Inceneritore di Fusina: I numeri del progetto sono chiari, Veritas invece continua a confondere le acque.

I Comitati sono pronti al confronto e invitano i cittadini alle prossime iniziative: il 4 febbraio alle ore 18.00 al teatro Kolbe di Mestre, il 10 febbraio alle ore 18.00 al Municipio di Chirignago, il 10 febbraio alle ore 19.00 al Consiglio Comunale di Mira.

E’ inaudito che la società Veritas a totale partecipazione pubblica continui fare disinformazione sul progetto di inceneritore a Fusina presentato da Ecoprogetto.

I dati diffusi nel comunicato stampa di ieri (29 gennaio) da Veritas sono privi di ogni fondamento perché non corrispondono in nessun modo a quanto riportato nella documentazione tecnica presentata in Regione ai fini del procedimento di valutazione di impatto ambientale e di autorizzazione integrata ambientale; nemmeno a quanto riportato nella documentazione integrativa dello scorso 6 dicembre che pure introduce alcune modifiche rispetto a quanto inizialmente espresso.

I numeri ai quali si riferiscono i comitati sono dunque quelli depositati ufficialmente presso gli organi competenti, tutto il resto sono solo tentativi di confondere le acque da parte di Veritas che evidentemente ha qualcosa da nascondere.

Nel progetto, precisamente nello schema a blocchi richiesto dalla Regione, Ecoprogetto afferma che dalla fase di pretrattamento dei rifiuti in ingresso al Polo di Fusina si otterranno ogni anno 84.000 t di legno derivato da rifiuti urbani e speciali, 150.000t di CSS (combustibile solido secondario) a partire da 258.500t di rifiuto urbano residuo e sovvalli lavorati, materiale da destinare alla co-combustione nella sezione energia del Polo. A questo quantitativo devono poi aggiungersi le 34.000 t di fanghi e di percolati di discarica essiccati ottenuti dal trattamento di 90.000 t di fanghi e 40.000 t di percolati tal quale. Complessivamente il materiale prodotto ai fini dell’incenerimento nella fase di pretrattamento risulta pari a 268.000 t all’anno.

Nella sezione dello schema a blocchi dedicata alle linee di incenerimento L1 e L2 si afferma che il quantitativo massimo di rifiuto misto che può essere incenerito è pari a 120.000t/a, valore che scende a 74.000t/a qualora il mix di alimentazione fosse unicamente a base di CSS; un valore che tra l’altro stranamente differisce dalle 81.000t/a di CSS per le quali si chiede comunque l’autorizzazione a bruciare (pag. 15 della nuova relazione tecnica). Il riferimento al livello massimo di 68.000t/a di CSS da avviare a combustione citato da Veritas nel suo comunicato non compare da nessuna parte. Del resto è proprio questo balletto di cifre che dimostra come già oggi, in fase preliminare, Veritas stia “giocando” sul potere calorifico del CSS che produce: a parità di potenza termica nominale, abbassando il potere calorifico del rifiuto automaticamente aumenta la quantità di materiale che può essere avviata a combustione.

Quanto alla promessa di bruciare solo il CSS attualmente prodotto i dubbi dei comitati sono più che fondati: per quale astrusa ragione economica Ecoprogetto, e soprattutto i soci privati Bioman e Agrilux del gruppo FINAM della famiglia Mandato, dovrebbero accontentarsi di bruciare solo 40 tonnellate di rifiuto per ogni 100 tonnellate trattate per essere avviate ai forni smaltendo il resto non si sa dove? Un’ipotesi evidentemente non credibile.

A ciò si aggiunga che, secondo quanto dichiarato da Veritas, la Linea 3 funzionale all’essiccamento dei fanghi e dotata di forno combustore della potenza di 20 MWt, del costo di circa 25 milioni di euro, pure essendo inserita nel piano finanziario tra il 2021 e il 2029, dovrebbe rimanere ferma se non nel caso di disservizio delle linee 1 o 2.

Infine, in merito ai fanghi di depurazione civile contaminati da PFAS e da altre sostanze pericolose concordiamo con Veritas sul fatto che non debbano essere utilizzati per fare compost. Precisamente sono proprio i comitati quelli che da anni denunciano sversamenti di materiale sospetto nei territori del Veneto e del Friuli e proveniente dagli impianti di Maniago e di Este gestiti dal principale socio di Ecoprogetto, la società Bioman. Veritas sa benissimo che per produrre biometano e godere dei generosi incentivi erogati dal Governo, negli impianti di trattamento delle frazioni organiche, oltre all’umido domestico, si utilizzano fanghi civili e industriali, addirittura quelli derivati dall’industria conciaria, ceneri e scorie derivati da centrali termiche, scarti della lavorazione della carta, e molto altro.

Ora propone di “risolvere” il problema con la bacchetta magica dell’inceneritore, dimenticando di dire che la miriade di sostanze pericolose che si sprigionano dopo la combustione si disperderanno nell’ambiente sotto forma di polveri sottili e ultrasottili, mentre scorie e ceneri dovranno essere smaltiti in discariche speciali. Se si vuole affrontare davvero il problema dei fanghi è necessario agire subito e in modo deciso per rimuovere le fonti di inquinamento, e nel contempo trattare, inertizzare e poi stoccare quanto non si può recuperare.

I comitati e le associazioni invitano i cittadini a partecipare ai prossimi appuntamenti previsti:

  • martedì 4 febbraio ore 18.00 incontro pubblico al Teatro Kolbe a Mestre con il prof. Gianni Tamino; in contemporanea commissione consiliare nel Comune di Pianiga
  • lunedì 10 febbraio Consiglio Comunale straordinario a Mira alle ore 19 (orario da confermare) e lo stesso giorno alle 18 incontro pubblico al Municipio di Chirignago

 

 

OpzioneZero, Medicina Democratica, Assemblea Permanente Contro il Pericolo Chimico a Marghera, MalaCaigo – Riviera del Brenta, Laguna Ambiente Archivio AmbienteVenezia, Ecoistituto del Veneto Alex Langer, Eddyburg Eddyburg, COBAS Autorganizzati Comune Venezia, @Laboratorio Venezia

 

 

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