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Comunicato stampa congiunto 28 aprile 2020

Inceneritore Fusina: comitati chiamano in causa il garante della Privacy e il Ministro Costa

Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Assemblea contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Laboratorio Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, FFF Riviera del Brenta e Venezia, Forum dell’Aria, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Associazione Valore Ambiente, Associazione APIO

 

Sms propagandistici di Veritas:  inviato esposto al Garante della privacy preparato dai legali dei Cobas del Comune di Venezia.

Istanza sottoscritta solo da alcuni cittadini, ma pronti ad estendere l’azione contro Veritas.
Comitati all’attacco anche del Ministero: irricevibile il rifiuto di sottoporre il progetto al VIA nazionale.

Ora la responsabilità diventa politica, il Ministro Costa deve intervenire.

Chiesto un incontro a Roma dai comitati.

 

Il fronte ambientalista contro l’inceneritore non si ferma e apre di fatto due nuovi fronti a Roma: uno presso il garante della privacy  per gli sms spediti da Veritas, e l’altro direttamente presso il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

Non si è fatta attendere la risposta dei comitati all’azione messa in atto da Veritas nei giorni scorsi, quando molti cittadini sono stati bersagliati da sms propagandistici in favore dell’inceneritore.

Nella giornata di ieri, grazie al prezioso supporto dei legali messi a disposizione dai Cobas del Comune di Venezia, è stato formalmente inoltrato al Garante per la protezione dei dati personali un Reclamo ai sensi di quanto previsto dall’art. 77 del Regolamento (Ue) 2016/679 e dagli artt. da 140-bis a 143 del Codice in materia di protezione dei dati personali.

Secondo i legali dei Cobas infatti, il servizio di “allert”, al quale gli utenti aderiscono in modo volontario, dovrebbe servire esclusivamente per la comunicazione di notizie relative a modifiche, ritardi o mancata effettuazione dei servizi gestiti da Veritas. Il messaggio oggetto della diatriba riguardava invece scelte gestionali e industriali della società, che evidentemente esulano da quanto previsto. Nell’esposto si rilevano inoltre vistose carenze per quanto attiene alla informativa sulla raccolta e sulla gestione dei dati personali.

Complici le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria, l’istanza è stata sottoscritta a titolo personale solo da alcuni cittadini che hanno effettivamente ricevuto il messaggio; ma se il tutto dovesse andare a buon fine l’obiettivo è quello di coinvolgere centinaia di persone  nell’azione contro Veritas.

Sempre nella giornata di ieri è giunta ai comitati la notizia che il Ministero dell’Ambiente ha di fatto respinto la loro richiesta di sottoporre il progetto alla Commissione VIA nazionale.
Dura la presa di posizione del fronte no-inceneritore: “La risposta del Dirigente della seconda Divisione Gianluigi Nocco è assurda e irricevibile, perché nella sua disamina non entra per nulla nel merito della previsione di una terza linea di incenerimento. Eppure nella nostra lettera avevamo sottolineato in modo molto chiaro questo aspetto, visto che sono proprio i 20 MW del terzo forno a far superare all’impianto di Ecoprogetto la soglia dei 50 MW, un dato del resto ammesso ufficialmente dallo stesso proponente. Oltre questo limite la competenza passa per legge alla Commissione VIA nazionale”.

Su questo, secondo i comitati, la norma del Testo Unico Ambientale è inequivocabile e la risposta elusiva del Dirigente ministeriale di fatto è la conferma che la questione sollevata è fondata.

“Se qualcuno pensa di cavarsela con una letterina del tutto inconsistente si sbaglia di grosso. – ribattono le organizzazioni ambientaliste – A questo punto la questione diventa tutta politica, e chiediamo quindi direttamente al Ministro Sergio Costa di prendere una posizione chiara e netta.  Oggi stesso inviamo una comunicazione alla sua attenzione per metterlo al corrente di quanto sta accadendo e per ottenere un incontro a Roma in modo da poter illustrare le nostre ragioni. Qui la questione è grossa, ci sono molti interessi in gioco e aspetti poco chiari del  progetto che vanno approfonditi prima di prendere qualsiasi decisione, a cominciare da quello relativo all’incenerimento  dei PFAS”.

 

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