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Comunicato stampa congiunto 15 gennaio 2021

Rifiuti: bollette più care per le scelte sbagliate di Veritas

Veritas accusa i comitati di essere responsabili dell’aumento delle bollette dei rifiuti a causa delle proteste contro il nuovo impianto di Fusina. Pronta la replica del fronte No Inceneritore: “Si tratta di dichiarazioni evidentemente risibili che denotano un certo nervosismo della dirigenza di Veritas dopo il deposito del nostro ricorso al TAR e dopo l’importante presa di posizione di Italia Nostra.

I veri motivi dell’aumento della TARI sono da ricercarsi nelle scelte industriali sbagliate e senza visione fatte in questi anni da Veritas su mandato dei Comuni soci, nella scarsa innovazione dei processi produttivi e probabilmente anche in una gestione poco attenta dei costi generali del servizio”.

Particolarmente grave per i comitati la decisione di puntare sulla produzione di CSS e in definitiva sull’incenerimento:

“La scelta strategica di produrre Combustibile Solido Secondario (CSS) dal rifiuto residuo per poi bruciarlo nella centrale a carbone di Enel era erronea già in partenza non solo per motivi ambientali, ma anche per ragioni economiche. L’accordo raggiunto con Enel nel 2007 e poi rinnovato nel 2013 stava in piedi solo grazie agli incentivi economici erogati dallo Stato (i cosiddetti “certificati verdi”), dunque in definitiva dai contribuenti. Quell’accordo inoltre non teneva in considerazione il già conclamato problema dei cambiamenti climatici che presto o tardi avrebbe potuto portare alla messa in discussione della produzione di energia da carbone. Ora, con la chiusura della centrale e il venir meno del “doping” dei certificati verdi il “castello” economico costruito intorno all’impianto di Ecoprogetto rischia di crollare. Del resto se il tanto decantato CSS fosse un combustibile così pregiato e conveniente, questo sarebbe sostenuto da una domanda di mercato che invece non c’è. Infatti ci troviamo nella situazione unica e paradossale in cui un produttore di “combustibile” per piazzare la sua merce è costretto a pagare gli acquirenti affinché lo ricevano e lo smaltiscano.

A fronte di questa situazione, con il nuovo impianto, Veritas continua a puntare sul CSS aumentando la produzione, e sull’incenerimento finalizzato alla generazione di energia elettrica “incentivata”, invece che su riduzione dei rifiuti, riciclo e energie rinnovabili pulite. Una scelta evidentemente assurda, senza futuro ed estremamente pericolosa i cui costi economici, ambientali e sanitari vengono già oggi scaricati sui cittadini. D’altra parte è ormai chiaro che l’investimento di circa 100 milioni di euro necessari per la realizzazione degli interventi proposti e autorizzati non sarà coperto con anticipo di capitale proprio (di Veritas o dei soci privati), ma tramite finanziamenti bancari e comunque attraverso il rincaro delle bollette.

Per mesi abbiamo chiesto di fermare l’iter di approvazione dell’inceneritore per discutere in modo approfondito su come ridurre la produzione dei rifiuti, migliorare la raccolta differenziata a Venezia e in molti Comuni dell’area metropolitana, per ragionare sulle alternative tecnologiche che consentono il recupero di materia anche dalle frazioni di rifiuto più difficili, in modo da chiudere davvero il ciclo dei rifiuti. La stessa Comunità Europea, con le nuove Direttive in materia di economia circolare (di recente recepite a livello nazionale), impone ai Paesi membri di svoltare con decisione verso questo obiettivo escludendo dal concetto di recupero l’incenerimento, che viene invece equiparato allo smaltimento in discarica; e ciò indipendentemente dal fatto che il calore prodotto in fase di combustione sia utilizzato o meno per la produzione di energia.

Regione, Comuni e Veritas hanno scelto di andare nella direzione diametralmente opposta, ora ciascuno deve assumersi la propria responsabilità di fronte alla comunità. Per parte nostra continueremo ad esercitare i nostri diritti di liberi cittadini, a smascherare le fandonie, e a difenderci dalla minaccia di questo ecomostro con tutti i mezzi a disposizione”.

Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Assemblea contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Laboratorio Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, FFF Venezia-Mestre, Forum dell’Aria, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Marghera libera e pensante, WWF Venezia, Comitato No Grandi Navi, Associazione Valore Ambiente, Associazione APIO onlus, Coordinamento associazioni ambientaliste Mares Mogliano, Associazione Progetto Nascere meglio Mestre, Società della Cura Venezia, Casa del Popolo Cà Luisa, PFAS Land, Extiction Rebellion Venezia

 

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