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Battimarzo 2015

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25

feb

2015

battimarzo_2015

 

blocca_italia

 

Giovedi’ 19 febbraio ore 20.30

via Molinella 1, Cazzago (ve)

SBREGA ITALIA

 

Il decreto sblocca Italia, spacciato dal Governo renzi come rimedio per uscire dalla crisi, è in realtà una minaccia per la democrazia e per il nostro futuro. Scopriamo tutte le insidie dell “Sbrega Italia” insieme a:

AUGUSTO DE SANCTIS (Forum italiano movimenti per l’Acqua)

REBECCA ROVOLETTO (portavoce Opzione Zero)

vi aspettiamo numerosi

 

Sabato 21 febbraio manifestazione popolare NoTav a Torino

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8

feb

2015

truffa_alta_velocita

Il Movimento No Tav:

Ogni euro speso per il Tav è un euro rubato a qualcosa di utile per tutti e tutte, per questo recentemente 48 notav sono stati condannati ad oltre 140 anni di carcere e al risarcimento di 131.140 euro.

Da oltre venticinque anni ci battiamo contro un’opera inutile e dannosa, non solo per il territorio e per la vita della Valsusa, ma per i bisogni e il futuro di tutti i cittadini.

Parliamo di un progetto di cui nessuno, presidenti del consiglio, ministri della repubblica, commissari di governo, tecnici e docenti, è mai riuscito a dimostrare realmente la effettiva necessità per il nostro Paese.

Al contrario, il movimento No Tav ha dimostrato in ogni sede, non solo come si possa fare a meno di una nuova linea veloce tra Torino e Lione, ma come questo progetto sia un attentato alle finanze pubbliche e che ogni risorsa dedicata al Tav sia sottratta alle vere esigenze della società.

Mentre la crisi economica miete vittime quotidianamente e tutti i governi che si sono succeduti hanno concorso all’impoverimento generale, il “sistema tav” non è mai stato messo in discussione, anzi ha sempre avuto un assenso continuo da parte dei vari inquilini dei palazzi del potere, a prescindere, con la motivazione recitata a memoria: “ormai è stato deciso” o addirittura “lo vuole l’Europa”.

Nessuna di queste due affermazioni è vera, l’opera è giorno dopo giorno sempre più messa in discussione proprio in Europa, l’organismo che dovrebbe cofinanziare il Tav.

Il movimento No Tav ha sempre fatto la sua parte in questa vicenda, osteggiando con ogni mezzo possibile la realizzazione dell’opera, e per questo da oltre due anni frequenta quotidianamente le aule di tribunale se non le patrie galere.

Non potendoci sconfiggere con altri mezzi, da oltre due anni è la magistratura a portare avanti con più determinazione gli interessi del “sistema Tav”, ingaggiando una campagna senza precedenti contro i No Tav, che ha visto solo negli ultimi due anni oltre mille indagati, decine di arresti, capi d’imputazione fantasiosi, risarcimenti esorbitanti, accuse di terrorismo, e solo poche settimane fa a 46 No Tav sono toccati 140 anni di prigione, ben 130 anni in più degli autori della strage del Vajont. 3 ragazzi sono ancora in carcere, 4 ai domiciliari e in decine non possono frequentare la Valle di Susa a causa dei fogli di via.

Una costruzione capillare del nemico pubblico No Tav utile a difendere un progetto che vale al centimetro quanto un buon stipendio mensile: milleseicento euro.

Questo quando ogni volta che piove ci tocca contare le vittime dell’incuria del territorio, quando cade il tetto di una scuola, quando una famiglia dorme in macchina, quando si taglia sul trasporto pubblico ma aumenta il biglietto per bus e tram, quando senza soldi non ci si può curare.

E nonostante questo le priorità del governo rimangono sempre altre: come l’Expo di Milano, un vero e proprio affare per mafie e lobby, che ha trasformato Milano in un cantiere a cielo aperto, mentre viene spacciato come un’ occasione di rilancio per il nostro Paese.

Se siamo colpevoli di batterci contro quest’immondo (quanto consapevole) spreco di denaro pubblico a favore di interessi di pochi non abbiamo problemi a dirlo: siamo tutti colpevoli, dal più anziano al più giovane, ed è per questo che invitiamo tutti alla manifestazione che si terrà sabato 21 febbraio a Torino.

Vogliamo essere in tanti quel giorno perché la libertà è una cosa seria e come tale va trattata. Perché tutti insieme siamo imbattibili, perché fermarci è veramente impossibile.

 

Mira – Sabato 15 novembre – Slot mob

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9

nov

2014

Slotmob Slotmob2

 

Cittadini e Associazioni mobilitati per il buon gioco contro le nuove povertà e dipendenza dall’azzardo

Associazioni Aderenti: • AGESCI MIRA 1 E MIRA 2• acli mira• ASSOCIAZIONE ARCO• AUSER MIRA “PEPPINO IMPASTATO”• BANDERA FLORIDA• CENTRO ITALIANO FEMMINILE• CENTRO SERVIZI VOLONTARIATO PROV. VENEZIA • CITTADINANZA ATTIVA – TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO• CENTRO STUDI RIVIERA DEL BRENTA • CODACONS VENETO • COOPERATIVA OLIVOTTI • ASSOCIAZIONE CULTURALE “LA MALCONTENTA”• FEDERAZIONE NAZIONALE PENSIONATI CISL • GA (GIOCATORI ANONIMI) • GAM.ANON• GIOVANI PER UN MONDO UNITO• ASSOCIAZIONE CULTURALE IGRALI • ASSOCIAZIONE INCONTRO E PRESENZA • LEGA CONSUMATORI PROV. VENEZIA• LIBERA PRESIDIO RIVIERA DEL BRENTA E MIRanESE • MIRATTIVA• MOVIMENTO PER LA VITA RIVIERA DEL BRENTA • MOVIMENTO DEI FOCOLARI• MPPU • PROGETTO ECONOMIA NUOVA • ASSOCIAZIONE “SUOR ARMANDA” ONLUS DI ORIAGO

CON IL PATROCINIO DI COMUNE DI MIRA

COMUNICATO STAMPA

Slot Mob – Campagna Nazionale di cittadini e associazioni  mobilitati per il buon gioco contro le nuove povertà e la dipendenza dal gioco d’azzardo: il giorno 15 NOVEMBRE 2014 la campagna approda a MIRA!

Il dilagante e irrazionale affidarsi alla ‘dea fortuna’, sta creando nuove vittime, povertà e dipendenze. Si rovinano famiglie, si riempiono i centri di cura delle ASL, si arricchiscono le multinazionali del gioco d’azzardo e si crea un terreno fertile per l’azione della criminalità organizzata.

Non stiamo più a questo gioco!

Per questo vogliamo agire su tre fronti:

1. Richiedere una legge che limiti e regolamenti seriamente il gioco d’azzardo nell’interesse non delle lobby ma dei cittadini, soprattutto i più vulnerabili;

2. Non aspettare i tempi, a volte troppo lunghi della politica, ed agire subito, e soprattutto insieme, dando vita ad uno slot mob, recandoci insieme a consumare in un bar che ha scelto la disinfestazione dalle slot e/o altri giochi d’azzardo;

3.Curare il cattivo gioco con il buon gioco, che è sempre un bene relazionale.

La manifestazione prevederà due momenti:

–    mattino: dalle 10:00 in poi “giochi di una volta” insieme in Piazza Municipio e Flash MOB! Colazione insieme presso Bar “La Griffe” – via Nazionale, 173

–    pomeriggio: dalle 14:30 in poi “giochi di una volta” insieme in Piazza Mercato e Flash MOB! Caffè insieme presso Cicchetteria – Bar “Ea voja mata” – via Risorgimento, 16

Alle 16.30 presso Auditorium della Biblioteca di Oriago: conferenza sul tema “ludopatia e azzardo”. E’ previsto il saluto dei promotori, alla presenza delle Istituzioni Locali. Si alterneranno interventi di vari relatori sul tema ludopatia da vari punti di vista: sanitario, sociale, economico, legale. Non da ultime, sono previste delle testimonianze.

Contiamo sulla partecipazione di tutti i cittadini – di tutte le età – di Mira e dei comuni del Veneziano.

Per informazioni:
www.nexteconomia.org/slots-mob
http://www.economiafelicita.it/slotmob/
www.facebook.com/Slotmob
Twitter #slotmob

 

16 novembre 2014 – Manifestazione per l’Ospedale di Dolo

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9

nov

2014

Dolo_ospedale

 

domenica 16 novembre 2014

GIU’ LE MANI DALL’OSPEDALE

MANIFESTAZIONE POPOLARE

– contro lo smantellamento dell’ospedale di Dolo e per il suo rilancio

– perché torni ad essere il grande e funzionale riferimento  della Riviera del Brenta

 

Programma:

ore 10,00 ritrovo a Dolo – Foro Boario, di fronte ingresso ospedale vecchio

ore 10,10 partenza del corteo

percorso: S.R. 11, via Zinelli, via Rizzo, Squero – Piazza Cantiere

ore 10,45 saluto e interventi

 

Opzione Zero aderisce

e invita a partecipare in tanti!!!

 

 

FINALMENTE IN PIAZZA TUTTI ASSIEME!

Il tacito, lento, graduale smantellamento dell’ospedale di Dolo ha finalmente scosso e unito chi governa la Riviera del Brenta: molti sindaci, si auspica tutti, saranno in testa alla manifestazione del 16 novembre.  È noto che le schede ospedaliere emanate dalla Regione Veneto negano all’ospedale di Dolo proprio la funzione di “Ospedale”.  Successive azioni della direzione, in atto e programmate, lo stanno privando di servizi essenziali, cui si aggiungono liste d’attesa di mesi per visite e diagnostica.

 

Perché tutto questo?

Perché vogliono declassare un ospedale che fu, e vorremmo che rimanesse, saldo riferimento per i 130.000 abitanti della Riviera del Brenta e di un vasto territorio limitrofo?  Perché vogliono eliminare l’ospedale di Dolo, che si trova in una posizione geografica baricentrica, che ospita i suoi servizi in immobili di proprietà pubblica, che vanta una storia illustre, che rappresenta ancora un riferimento per la cittadinanza grazie a crescita e sviluppo faticosamente raggiunti?

A questo tentativo, noi da tempo diciamo no  e ora lo dicono anche i Comuni Un risultato importante e non scontato per il Coordinamento che da più di due anni sta lottando strenuamente in tal senso.

 

Allora chiediamo assieme:

  • che le schede ospedaliere siano congelate e riviste come per altri ospedali della nostra Provincia e del Veneto, con blocco immediato dell’atto aziendale;
  • che sia mantenuto per Dolo, come per Mirano, il ruolo di ospedale per acuti, con servizi e reparti complementari tra loro;
  • che siano concessi quei finanziamenti sempre promessi, già stanziati e mai erogati, necessari al completamento del Pronto Soccorso e ad altri interventi urgenti.

 

La voce dei cittadini va ascoltata perché esprime bisogni, difficoltà, esigenze, aspettative a cui la “politica” dovrebbe dare risposte serie e concrete senza demagogie e opportunismi.

 

Manifestazione organizzata da: Comitato Bruno Marcato, Il Ponte del Dolo, Sinistra Ecologia Libertà, Opzione Zero, ANPI, Rifondazione Comunista, Movimento 5 Stelle, Circolo AUSER Dolo, AIDO Dolo, Mira 2030, Associazione Culturale Arcobaleno Dolo, Associazione Isola Bassa Dolo, Mira Fuori del Comune, Insieme di Stra, Psiche 2000, Associazione Diabetici Riviera del Brenta…

e con l’adesione dei Comuni di Campolongo Maggiore, Camponogara, Dolo, Fiesso d’Artico, Fossò, Mira, Pianiga, Stra, Vigonovo

 

 

 

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Documento approvato dalla Conferenza dei Sindaci

 

Premesso

che il PRSS aveva previsto una nuova classificazione degli Ospedali, la dotazione delle Schede Ospedaliere, delle Schede Territoriali ed una nuova riorganizzazione dei servizi nel territorio per meglio rispondere ai bisogni oltre che a contenere la spesa anche attraverso una razionalizzazione dei servizi;

che per quanto riguarda la nostra ASL tale riorganizzazione è stata già da tempo avviata ed anche a seguito di questa, è stato portato a pareggio il bilancio e la nostra ASL è considerata virtuosa, nonostante il perdurare sottofinanziamento regionale rispetto ad altre ASL,

che l’allora riorganizzazione aveva avuto nell’approvazione della Conferenza dei Sindaci con l’indicazione di mantenere l’Ospedale per Acuti organizzato in due sedi, Dolo e Mirano e con accorpamento dei reparti doppioni e razionalizzazione dei servizi,

che in sede di approvazione definitiva delle Schede Ospedaliere cambiava invece la classificazione dei nosocomi, indicando Mirano Ospedale ad Area Chirurgica e Dolo ad Area Medica, unico esempio presente nella nostra Regione, ma sicuramente non funzionale e rispondente sia al necessario contenimento costi che ai bisogni territoriali

che le Nuove Schede Ospedaliere approvate, prevedendo una completa revisione e classificazione degli ospedali ed introducendo un nuovo modo nell’organizzazione dei servizi sanitari e sociali, non possono altresì essere attuate senza le conseguenti Schede Territoriali in definizione dei servizi e delle Strutture Intermedie definite in Ospedale di Comunità, Riabilitazione e Lungodegenza ed Hospice, programmabili nel territorio

Considerato

che è già stata programmata e definita La localizzazione di tali strutture senza l’approvazione delle Schede Territoriali e che è stato inoltre approvato a suo tempo l’Atto Aziendale che da avvio alla riorganizzazione delle Strutture e dei Servizi Ospedalieri prefigurando, di fatto, qualsiasi nuova e più razionale proposta in sede di approvazione delle Schede Territoriali

che è proprio su questo tema che va avviata una riflessione anche al fine di non depauperare il patrimonio di capacità gestionali e tecniche esistente nella nostra ASL, raggiunte in particolar modo nell’Ospedale di Dolo, ma attualmente messo in discussione ma va ripensato anche l’utilizzo del patrimonio edilizio dismesso e disponibile per le Strutture Intermedie indicate dal Piano Sanitario in alternativa alla sola disponibilità offerta dai privati

che considerato l’attivo di bilancio e il considerevole avanzo di gestione della nostra ASL, non sia possibile consentire l’utilizzo di tale risorse per altri scopi come ipotizzato dalla Regione, se non quello di rinforzare la sanità della nostra ASL ed in particolare dell’Ospedale di Dolo, oltre ai servizi in Riviera del Brenta, un territorio fragile e complesso, in un bacino di utenza di quasi 150mila abitanti, sui 270mila che vivono nell’intera area dell’attuale Ulss.

che se la Regione Veneto ritiene necessario anche definire il nuovo riassetto territoriale delle USSL su cui ricalibrare anche le ASL proprio per una diversa e risposta ai bisogni di servizi per i prossimi anni e che tale nuovo disegno potrà interessare anche il territorio dell’attuale USLL 13, senza queste importantissime scelte preliminari, qualsiasi attuazione delle Schede Sanitarie pregiudicherebbe in maniera irreversibile il futuro dei presidi ospedalieri esistenti nell’USL 13 con particolare riferimento a quello di Dolo,

che attualmente a Dolo esiste l’Ospedale per Acuti con idonee e sufficienti condizioni per essere classificato Ospedale di Rete, considerata anche l’ideale posizione geografica che lo colloca proprio a metà strada da Mestre e Padova e da Piove di Sacco e Mirano, un bacino di utenza molto superiore agli abitanti residenti che si troverebbero senza alcun riferimento sanitario ed ospedaliero presente e programmato invece in altri bacini territoriali simili al nostro

che tale nosocomio possiede un patrimonio immobiliare derivante da lasciti, da rivalutare e riconvertire o ricapitalizzare secondo quanto previsto dalle leggi e normative regionali recentemente adottate al fine di poter essere completamente autonomo ed autosufficiente sia nella spesa per investimenti che per la riorganizzazione e finanziamento di quella corrente, in aggiunta a quanto viene assicurato dalla quota capitaria, pur rimanendo questa tra le più basse di tutte le USSL nella Regione Veneto.

Il consiglio comunale di ………… impegna il Sindaco

A chiedere:

– la temporanea sospensione dei provvedimenti relativi all’Atto Aziendale già predisposto dal Direttore Generale, in attesa degli indirizzi sia relativi alle Schede Territoriali che sulle nuove USLL, oltre a non definire con scelte irreversibili anche la collocazione delle Strutture Intermedie direttamente funzionali ai nuovi riassetti territori delle USLL;

– impegnare in tal senso la Conferenza dei Sindaci per i provvedimenti di competenza, ed inoltre, per una audizione specifica con la V° Commissione Consigliare della Regione Veneto, indicando e richiedendo una diversa definizione e modifica delle Schede Ospedaliere adeguandole a seguito delle decisioni che la Giunta ed il Consiglio Regionale prenderanno sia sulle Schede Territoriali che sulle eventuali nuove USLL,

– di prevedere, come in tutte le atre ASL del Veneto, una gestione di Ospedale di Rete in due sedi (Mirano e Dolo) come sta avvenendo nelle altre ASL che presentano analogie con la nostra e sospendendo l’attuazione della inutile, artificiosa
definizione di area medica e chirurgica, che appare anche inutilmente costosa oltre che rischiosa, bloccando i  preventivati e già programmati trasferimenti di reparti da un presidio all’altro.

“Blocca lo Sblocca Italia”, difendi la tua terra!

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10

ott

2014

NoSbloccaItalia_banner

 

Partecipa alla campagna contro il decreto che distrugge il belpaese

Mercoledì 15 e giovedì 16 Ottobre (ore 10-14) a Roma (P.zza Montecitorio) due giorni di presidio di comitati e cittadini davanti al Parlamento.

Care e cari,
Opzione Zero sostiene e invita ad aderire, come singoli e/o organizzazioni, all’appello lanciato dal Forum dei Movimenti per l’Acqua contro il decreto “Sblocca Italia”, uno dei provvedimenti più devastanti per l’ambiente, il welfare e le economie italiane.

Cliccare qui per leggere le istruzioni per l’adesione.

In proposito, segnaliamo il libro di Altreconomia “Rottama Italia”, scaricabile gratuitamente cliccando qui : in cui si parla anche di Orte-Mestre. E’ un regalo, un PDF da diffondere per animare il dibattito intorno a una legge probabilmente incostituzionale che il governo andrà ad approvare entro il prossimo 12 novembre.

Partecipate e diffondete !!!

 

2014_09_20_manifestazione

 

SERVIZIO RAI TGR

SERVIZIO ANTENNA TRE

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CLICCARE QUI PER VEDERE LE FOTO

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 ARTICOLO DEL FATTO QUOTIDIANO

ORTE-MESTRE, PROTESTA CONTRO L’AUTOSTRADA. LEGAMBIENTE: “PROGETTO ISOSTENIBILE”

Il 20 e il 21 settembre in cinque regioni la mobilitazione contro l’opera approvata dal Cipe. Per l’associazione ambientalista i flussi di traffico previsti sono talmente bassi da imporre tariffe alte. Così “più cittadini e trasportatori si riverseranno sulle strade normali rendendo impossibile il rientro del capitale investito” CLICCA E LEGGI

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Ore 09.30-10.00 ritrovo attivisti in bicicletta presso parcheggio del supermercato Lando in Romea a Mira. Trasferimento in bici lungo la statale fino all’incrocio di Giare

Ore 10.45-13.00 Presidio presso l’incrocio sulla SS 309 Romea a Giare di Mira con azioni di sensibilizzazione e “traffic calming”

Ore 13.30-15.00 Spuntino collettivo presso lo Squero a Dolo in collaborazione con Osteria dai Kankari

Ore 15.30-21.00 Festa a Dolo con stand informativi di associazioni e comitati, produttori agricoli locali, laboratori, magna&bevi

ore 18.30 concerto con il gruppo OSTERIA DEI PENSIERI 

 

PARTECIPA E DIFFONDI!!!!

 

Il 20-21 settembre la rete Nazionale Stop Orte-Mestre ha indetto due giornate di mobilitazione nazionale in tutti i territori minacciati dalla nuova grande opera. La Riviera del Brenta c’è!!

 

La Orte-Mestre, la nuova autostrada di 400km, è un’opera inutile, distruttiva, bocciata pure dalla Corte dei Conti perché rischia di creare un “buco” di almeno 10 miliardi di euro. Eppure il Governo Renzi, con il decreto”Sbanca Italia”, vuole portarla avanti a tutti i costi infischiandosene dei rischi per le casse pubbliche, degli impatti ambientali, delle comunità e delle amministrazioni che chiedono di spendere questi soldi  in modo più intelligente , per esempio mettendo subito in sicurezza la Romea.

La verità è che questa autostrada serve solo a chi la fa, serve alle cricche mafiose del cemento che dopo il MOSE vogliono mettere le mani su un “bottino” ancora più succulento. A pagare saranno sempre e solo i cittadini e i lavoratori con tagli ai servizi e al welfare, tasse e disoccupazione!!

Basta con la mafia delle grandi opere, con i colpi di mano autoritari di un Governo irresponsabile, con una classe politica inadeguata e arraffona: il fronte del no alla Orte-Mestre è ogni giorno più forte e più ampio, sempre più determinato a impedire la distruzione delle terre e  delle vite di chi ci abita. Per far ripartire il Paese bisogna redistribuire la ricchezza, bisogna rimettere al centro il lavoro vero, i diritti delle persone, l’ambiente e la salute.

 

Hanno già aderito e sostengono l’iniziativa: Legambiente Riviera del Brenta, Legambiente Saonara, Associazione per la Decrescita Salzano, LIBERA, Emergency, Osteria dai Kankari, CIA (Confederazione Italiana Agricoltori Venezia), Comitato No Grandi Navi…

 

Comunica la tua adesione personale o dell’organizzazione che rappresenti a info@opzionezero.org

 

TUTTE LE INIZIATIVE ORGANIZZATE DAI NODI LOCALI DELLA RETE STOP ORTE-MESTRE:

Riviera del Brenta: i comitati si attivano per un’intera giornata con manifestazione al mattino sulla SS 309 Romea in località Giare di Mira (ore 10.30) e festa in piazza a Dolo nel pomeriggio (dalle ore 15.00) ;

– A Cesena il coordinamento Stop Or-Me ha indetto una biciclettata domenica 21 con partenza alle ore 14.30 dalla stazione dei treni di Cesena;

– La rete di Terni organizza un presidio con volantinaggio al casello dell’autostrada A1 a Orte sia sabato che domenica pomeriggio;

– In Umbria il Coordinamento Umbro – No E45 Autostrada organizza sabato 20, alle ore 15.30, un assemblea popolare con i cittadini a Deruta, presso l’Hotel Asso di Coppe; in contemporanea volantinaggi in altre città;

– Altri presidi e volantinaggi sono previsti venerdì in piazza a Adria, sabato a Cavarzere e a Ravenna domenica a Piove di Sacco nel padovano e alla chiusa di S.Marco a Ravenna;

– Il coordinamento Stop Al Consumo di Territorio di Argenta sarà presente con striscioni e volantini all’incrocio tra la vecchia SS 16 e la Strada S. Antonio;

– Infine la Legambiente dell’Emilia-Romagna organizza un tour regionale nei paesi minacciati dall’autostrada per lunedì 22;

 

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Alcune note informative per attivisti e simpatizzanti:

– ore 9.30-10 per tutti quelli che vengono in bici ritrovo presso il parcheggio del supermercato Lando nei pressi della Romea a Mira;

Partenza da qui verso il presidio di Giare alle ore 10.20 (circa 2,5 km lungo la Romea)
Per motivi di sicurezza ci si muove tutti insieme tenendo la destra e senza occupare tutta carreggiata; saremo comunque scortati dai vigili urbani.

– ore 10.30-13.30 Presidio presso l’incrocio tra via Primo Maggio e la S.S. 309 Romea.
Si tratta di un incrocio pericoloso, perciò chiediamo a tutti di seguire scrupolosamente le indicazioni che verranno date dagli attivisti sul posto evitando di prendere iniziative personali non concordate; in ogni caso invitiamo tutti a prestare la massima attenzione!!!

 

E’ molto importante che ciascuno venga munito di pettorina arancione o gialla!!!

 

LA MANIFESTAZIONE SI SVOLGE CON QUALSIASI TEMPO

 

8 luglio 2014 ore 10 – Tutti da Renzi

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5

lug

2014

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7-8 GIUGNO TUTTI A VENEZIA PER FERMARE LE GRANDI NAVI.

GIORNATE DI MOBILITAZIONE PER SALVARE LA LAGUNA BENE COMUNE

CONTRO LE GRANDI OPERE

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La battaglia contro le Grandi Navi a Venezia è arrivata a un punto cruciale.

Da quando due anni fa è nato il movimento di cittadini che si batte contro i mostri del mare, numerose indagini hanno dimostrato come queste “grandi opere galleggianti” danneggino irreparabilmente un ecosistema fragile come quello della laguna veneziana, attentando ogni giorno alla nostra salute: dall’inquinamento atmosferico causato dalle polveri sottili, pari alle emissioni di 14.000 automobili, a quello elettromagnetico, provocato dai radar costantemente accesi delle navi attraccate nel cuore del popolato quartiere di Santa Marta, dall’erosione dei fondali, che avviene al loro passaggio, allo spostamento di masse d’acqua enormi, che danneggiano rive e palazzi e molto altro ancora.

Ma numerose sono state anche le battaglie che ci hanno visto protagonisti e con le quali abbiamo tentato in tutti i modi di interrompere questo disastro, utilizzando le nostre barche e i nostri corpi, opponendoci a chi da Roma voleva decidere del destino della nostra città.

Tutto questi sforzi sono riusciti a far emergere la drammaticità di questa situazione veneziana, non solo sul piano nazionale, ma anche su scala internazionale. Siamo riusciti a ottenere che l’amministrazione locale si schierasse e a costringere il governo centrale a occuparsi del problema. Ma le cosiddette “soluzioni” attorno alle quali si stanno accordando il ministro delle Infrastrutture Lupi, quello dell’Ambiente Galletti e le lobby della crocieristica sono tra le peggiori che ci potessimo aspettare. Lo scenario potrebbe addirittura essere quello dell colpo di grazia per la Laguna veneta, già resa fragile dal passaggio delle navi da crociera e da cinquant’anni di politiche di sviluppo insostenibili e azzardate.

Come tutte le grandi opere, il previsto scavo del canale Contorta-Sant’Angelo è imposto da quei poteri forti che vogliono mantenere la centralità dell’attuale Terminal Passeggeri alla Marittima, e che si coagulano attorno alla figura di Paolo Costa (ex rettore di Ca’ Foscari, ex sindaco di Venezia, ex ministro delle Infrastrutture e Trasporti, ex commissario governativo per la realizzazione della base USA Dal Molin a Vicenza). Quando Costa parla di “ricalibrare” il canale Contorta-Sant’Angelo, attualmente già esistente, profondo meno di 2 metri e largo circa 4, cerca in realtà di vendere un’operazione invasiva e distruttiva: uno scavo che lo porterebbe a 10 metri di profondità e una larghezza di 200, nel bel mezzo della laguna. Sarebbe come “ricalibrare” un sentiero di montagna in un’autostrada! Le conseguenti erosioni dei fondali, e il collegamento diretto tra il canale dei Petroli e il cuore del centro storico di Venezia, renderebbero la città un vero e proprio braccio di mare, sempre più vulnerabile alle ondate di marea.

Tutto questo quando le alternative per vietare subito il transito in laguna delle grandi navi incompatibili e per portare fuori dalle bocche di porto il loro approdo, mantenendo e anzi creandi nuovi posti di lavoro, sarebbero a portata di mano!

Di fronte a questa situazione, a un passaggio fondamentale della battaglia di un’intera città, Venezia, per il proprio futuro di comunità, invitiamo tutte e tutti a una nuova straordinaria mobilitazione: non solo per riaffermare che le grandi navi devono stare fuori dalla Laguna, ma anche per dare più forza a tutte le lotte che ci vedono impegnati, per ribadire che i beni comuni non possono essere svenduti o messi a profitto, per contrastare la logica della distruzione del territorio e quella delle grandi opere che favoriscono l’intreccio tra affari e politica, cioè sempre le stesse lobby che, dal Passante al project financing ospedaliero, dalla Pedemontana al Mo.S.E., dall’autostrada Mestre-Orte fino allo scavo del Contorta grandi navi, sostengono questi progetti inutili e devastanti, fino ad alimentare le cosiddette “economie criminali”.

La battaglia per allontanare definitivamente i “mostri del mare” dalla Laguna è arrivata ad uno snodo decisivo: la posta in gioco è alta e deve essere compresa da tutti sia a livello nazionale sia internazionale. A tutte le realtà sociali e a tutti i cittadini di Venezia, ma non solo, chiediamo quindi di costruire e partecipare insieme a noi a due giornate d’iniziativa per fermare una volta per tutte le grandi navi, per impedire che queste “grandi opere galleggianti”, i poteri forti e gli interessi parassitari che le governano, continuino a entrare nella nostra città. Perché la laguna torni a essere un bene comune per chi la vive e la difende.

Sabato 7 e domenica 8 giugno vi invitiamo tutte/i a manifestare con noi a Venezia!

Assemblea NoGrandiNavi

Venezia, 14 maggio 2014

 

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