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L’Opzione di dicembre vale doppio!

Posted by Opzione Zero in Appuntamenti, Opzione Zero, Rassegna stampa | 0 Comments

9

dic

2019

piantiamola_promo_2019

 

Chi ci segue sa che da quindici anni siamo impegnati come volontari e in completo autofinanziamento. Anzi, che spendiamo di tasca nostra, non solo in termini di tempo ma anche di denaro. Chi ci segue sa che non abbiamo mai fatto campagne per sollecitare donazioni, ciò che abbiamo sempre chiesto è la sola vostra presenza e partecipazione.

Ma quest’anno, grazie al progetto Piantiamola, si è aperta una bella opportunità. Patagonia, che da 40 anni aiuta piccole organizzazioni come la nostra nel loro impegno per l’ambiente, ci ha offerto il suo sostegno e per tutto dicembre raddoppierà ogni donazione che riceveremo. Attraverso la piattaforma Action Works (senza alcun impegno o costi aggiuntivi) per ogni importo che donerete, Patagonia ci metterà altrettanto: donando 10 euro ne riceveremo 20!

Si può donare come privati, come realtà organizzate, oppure come regalo da fare a qualcuno accedendo a questo link https://eu.patagonia.com/gb/en/actionworks/grantees/comitato-opzione-zero-aps/

Chi ci conosce sa che lavoriamo su problemi concreti e locali senza mai perdere di vista la dimensione globale. Ci mettiamo competenza, indipendenza e totale trasparenza, questo è il nostro DNA. Per il mese di dicembre si presenta l’occasione di ‘premiare’ il nostro impegno quotidiano e contribuire affinché questa piccola, ma solida e combattiva realtà si rafforzi nelle sue azioni di presidio e protezione del territorio. Contiamo su di voi perché è solo con l’aiuto di tanti che possiamo affrontare le prossime sfide, grandi o piccole che siano!

 

RINVIO INTERVENTO PIANTIAMOLA DEL 10 NOVEMBRE

L’intervento di riforestazione previsto per domenica 10 novembre 2019 a Rivale di Pianiga è stato spostato a data da definire.

La pioggia abbondante di questi giorni sta rendendo impraticabile il terreno, tanto da non permettere la messa a dimora delle piantine forestali.

E’ nostra intenzione realizzare questo impianto prima della fine dell’anno, ma ovviamente dobbiamo fare i conti con le condizioni meteo-climatiche.

Rimanete in contatto con noi sulla pagine Facebook di Piantiamola e sui canali di Opzione Zero per essere aggiornati sul prossimo appuntamento.

 

 

 

 

piantiamola_2019

PIANTIAMOLA – terzo intervento 2019

Domenica 10 novembre terzo intervento di piantumazione del 2019

Appuntamento ore 9.00 in via Carlo Carraretto 20 a Rivale di Pianiga presso il terreno di Alessandro Tassetto. link

Realizzeremo un altro boschetto di 2500mq mettendo a dimora circa 300 piantine forestali.

Un azione concreta per riforestare un altro pezzo di territorio e contrastare i cambiamenti climatici.

Per facilitare l’organizzazione ti chiediamo di comunicare la tua partecipazione scrivendo una mail a info@opzionezero.org

 

ISTRUZIONI

Munirsi di abbigliamento adeguato, di vanghetto da giardinaggio e di guanti da lavoro. Le operazioni di messa a dimora delle piantine proseguiranno ad oltranza fino al termine dell’intervento. In caso di pioggia rimanderemo alla prima data utile.

 

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PIANTIAMOLA è un progetto permanente di riforestazione del nostro territorio, la Riviera del Brenta. Partito a fine 2017, oggi, grazie all’impegno di tanti sostenitori, volontari e attivisti e alla disponibilità di piccole aziende bio, abbiamo realizzato 5 interventi nei Comuni di Dolo, Vigonovo, Camponogara e Mira per un totale di 1665 piantine forestali messe a dimora, che andranno a ricostituire 12 fasce tampone e 4 macchie boscate

PIANTIAMOLA è un’iniziativa concreta, locale, efficace per mitigare i cambiamenti climatici causati dalle emissioni antropiche di CO2 e di altri gas serra. Ripristinare queste aree significa anche contrastare gli inquinanti atmosferici, contribuire all’abbassamento delle temperature al suolo, migliorare la tenuta idrogeologica del territorio, favorire la biodiversità, proteggere la salute.

Prendersi cura della ‘casa’ in cui abitiamo, la Terra, è un dovere che spetta a ciascuno di noi. Modificare i propri comportamenti e stili di vita per renderci più sostenibili è necessario ma è davvero importante partecipare alle iniziative collettive per riunirci e costruire insieme alternative e beni comuni. Lavorare assieme significa rinsaldare i legami di comunità e ricavare spazi benefici di convivialità… perché le azioni collettive sono anche un’occasione per divertirsi!

E se desiderate contribuire potete farlo così:

– con una donazione (anche piccola) con bonifico bancario all’IBAN IT64L0359901899050188525842 specificando la causale “Sostegno al progetto Piantiamola”

– mettendo a disposizione un terreno o segnalandone a info@opzionezero.org

 

patagonia_action_works

Oltre all’appuntamento di domani delle ore 20.45 a Mira, sempre domani alle 19.00, vi aspettiamo anche a Montebelluna (TV) in Via Feltrina Nuova 43, 31044 assieme agli amici di “Io non ho paura del lupo” per conoscerci e presentare PIANTIAMOLA al lancio di #PatagoniaActionWorks, la nuova piattaforma che mette in contatto le persone con associazioni no-profit.

 

30_ottobre_inceneritore

 

globalclimatestrike

 

Il 27 settembre 2019 è indetto lo sciopero generale di 8 ore contro i cambiamenti climatici e per la tutela dell’ambiente e della salute. Tante le manifestazioni programmate in Italia, in Europa e nel mondo.

Opzione Zero aderisce e e partecipa alla manifestazione promossa dai giovani di Fridays For Future a Venezia. Appuntamento ore 08.30 presso la Stazione dei treni Santa Lucia

 

#globalclimatestrike #opzionezero #climatestrikevenice

27 settembre – global strike for climate 3 a Venezia

 

Venerdì 27 settembre il movimento dei giovani di Friday for Future ha indetto il terzo sciopero mondiale climatico. Nel nostro Paese le sigle sindacali USB, USI e Cobas hanno aderito alla giornata di mobilitazione proclamando lo sciopero generale di 8 ore (ad esclusione del settore trasporti), dunque anche per i lavoratori sarà possibile partecipare.

In piazza ci saranno anche i comitati e i tanti movimenti che si battono contro le grandi opere, la cementificazione, la devastazione il saccheggio dei territori perché tutte queste vertenze stanno esattamente dentro a una lotta più ampia e generale che vuole mettere in discussione il modello che è la causa dei riscaldamento globale.

Il riscaldamento globale non è una catastrofe del domani ma del presente; gli effetti sono sotto gli occhi di tutti: eventi meteo sempre più estremi e frequenti, desertificazione, innalzamento del livello dei mari, scioglimento dei ghiacci sono solo un assaggio degli sconvolgimenti che potranno accadere nei prossimi decenni. Perché tutto quello che vediamo oggi è la conseguenza di un riscaldamento medio di “solo” 1,1 °C, ma se le cose non cambiano subito la prospettiva al 2100 è di +4-5°C!!

Siamo ancora in tempo per limitare i danni!

Abbiamo la possibilità di invertire la rotta subito prima che sia troppo tardi. Abbiamo le competenze, la tecnologia, le risorse economiche per farlo. Manca solo la volontà politica di cambiare un sistema economico e sociale predatorio ed estrattivista, che mette al primo posto il profitto, l’accumulazione di ricchezza nelle mani di pochissime persone, mentre il resto dell’umanità e il Pianeta intero pagano in termini di guerre, fame, esclusione, devastazioni ambientali, morte.

Mentre la Terra letteralmente brucia, come abbiamo visto in Amazzonia, in Siberia e in Africa, si susseguono i summit mondiali sul clima senza che nessuna vera decisione venga presa.

I Governi italiani, quelli nuovi e quelli vecchi, continuano a spendere belle parole ma in realtà con il Piano Energia e Clima vorrebbero farci credere che, per uscire dall’emergenza climatica, dobbiamo abbandonare il carbone per passare al metano, un gas più pulito certo, ma sempre fossile. Ne è la riprova l’avvio della procedura per convertire la Centrale Enel Palladio di Fusina a turbogas. Siamo nelle mani di folli ed incapaci.

Un cambiamento radicale e urgente può avvenire solo con una forte scossa dal basso.

I giovani di tutto il mondo e le lotte territoriali per la difesa dell’ambiente ci stanno dicendo questo.

Diamoci da fare adesso, mettiamoci in marcia tutti insieme!!

 

climate_march_09_2019

Opzione Zero partecipa e invita a partecipare al Climate Camp organizzato da Comitato No Grandi Navi e da Friday for Future Venezia a Lido di Venezia dal 4 al 8 settembre che avrà come appuntamento più importante la Climate March in programma sabato 7 settembre in occasione della Mostra del Cinema di Venezia.

Qui il programma e tutte le info su climate camp e climate march: https://www.veniceclimatecamp.com/it/

Di seguito articolo su motivazioni della manifestazione.

 

Nel cuore della Mostra del Cinema, nel cuore del sistema: dichiariamo dal basso l’emergenza climatica.

Sabato 7 settembre la Climate March al Lido di Venezia.

7 / 8 / 2019

Avviato il countdown, mancano esattamente trenta giorni alla Climate March. Sabato 7 settembre entrerà nel cuore della Mostra del Cinema di Venezia quella rivendicazione che le nuove generazioni di tutto il mondo hanno riportato in primo piano oltre lo scetticismo, l’arrendevolezza, quanto non la vera e propria complicità di chi le ha precedute. Una marcia per la giustizia climatica.

Quando si parla di clima, c’è uno slogan a cui ci si è abituati: “non c’è più tempo”. Ma questa frase non significa “è troppo tardi” ma l’esatto contrario: “bisogna agire subito”.

Agire contro i negazionisti e gli sviluppisti. Contro Trump che ha sancito l’uscita degli Stati Uniti dagli accordi di Parigi (protocolli di per sé insufficienti, certo, ma la scelta politica del presidente a stelle e strisce non lascia adito nemmeno più al dubbio); contro Bolsonaro e le sue politiche di distruzione dell’Amazzonia, cui si aggiunge la licenza d’uccidere gli Indios che la abitano e la preservano; contro Putin che considera “antieconomico” spegnere gli incendi in Siberia, non intervenendo di fronte a una delle più grandi sciagure ambientali della storia; ma anche contro il governo giallo-verde che continua a puntare sui combustibili fossili (TAP e trivellazioni), sulle produzioni devastanti e inquinanti (ILVA), su grandi opere inutili e dannose (a Venezia, ad esempio, si persevera invocando più soldi per il MOSE, un’opera inutile che ha già drenato sei miliardi di euro, gran parte finiti in corruzione).

Le ultime scelte politiche sul TAV hanno dimostrato come sia il governo quanto l’opposizione siano concordi nel mantenere un certo modello di sviluppo. Una classe politica ostaggio dei loro rapporti con i gruppi finanziari che spingono per le grandi opere. Non ci può essere giustizia climatica se non bloccando tutte le grandi opere, soprattutto se superflue.

Quei fondi vanno invece destinati alla messa in sicurezza di un territorio, il nostro, che sta già affrontando i sintomi del cambiamento climatico che spesso si manifestano attraverso l’improvvisa potenza distruttrice del tornado, dell’uragano, della tempesta di grandine. Basta leggere le cronache degli ultimi anni.

I dati ufficiali sul climate change, le scadenze che ci impongono istituzioni altrimenti prudenti come l’ONU, dimostrano che non basterà trasformare i nostri stili di vita (anche se è necessario). Bisognerà soprattutto intraprendere una trasformazione culturale, sociale, economica e del modo di produzione. La versione green del capitalismo non è un’opzione, anche perché spesso sono le compagnie più compromesse con la tragedia climatica a presentarsi come le più avanzate sul versante della sostenibilità: vedi il caso ENI che costruisce bio-raffinerie in Italia, mentre devasta il Delta del Nigere vince, a suon di tangenti, ricchissimi appalti nel continente africano.

Si sa che l’estrattivismo è, dalle origini, uno dei segni sempre rinnovati nel susseguirsi delle accumulazioni capitalistiche e che, storicamente, il prelievo e l’uso dissennato di risorse hanno colpito seguendo divisione di classe, di genere, razza e specie. Anche al giorno d’oggi, i costi della crisi climatica sono scaricati secondo asimmetrie individuabili sugli stessi assi. A pagare sono, nel Sud globale, soprattutto le popolazioni indigene, e tutti i migranti climatici, costretti dall’avanzare delle desertificazioni a spostarsi verso nord. In Occidente sono prevalentemente le zone più povere, o magari quelle con maggiore densità di popolazione non bianca, a subire le scelte della collocazione di discariche, produzioni inquinanti, depositi di rifiuti tossici e così via. Non si comportano forse allo stesso modo le italiche grandi opere, di cui fanno le spese le comunità locali e chi non possiede le risorse per spostarsi altrove e mettersi al sicuro? Ovunque il capitale preda la “natura non umana” (per usare un’espressione di Jason Moore), trattandola come una risorsa a buon mercato, costringendo milioni di esseri viventi (gli animali non umani) a vite infernali, materia prima per un’industria responsabile di un impatto ambientale devastante.

Vanno prese delle contromisure urgenti.

Tra queste contromisure, la prima è dichiarazione d’emergenza climatica. Lo hanno già fatto diverse città in Europa e lo ha fatto il parlamento britannico. Ma cosa vuol dire dichiarare l’emergenza climatica? No, non significa l’applicazione di una legge marziale planetaria, ma vuol dire bloccare le produzioni climalteranti (da quelle collegate a petrolio e gas fino all’industria agricola ed alimentare) garantendo, però, un reddito per i lavoratori che verranno espulsi. Vuol dire indirizzare i finanziamenti pubblici verso la transizione, sottraendoli alle attività legate ai combustibili fossili; vuol dire impostare una decrescita non primitivista, ma favorita dalle tecnologie digitali e dalla potenza degli algoritmi, ora quasi totalmente appannaggio del capitale. Vuol dire per una volta, far pagare la transizione ai ricchi, alle imprese, a chi ha costruito imperi finanziari a spese del clima e della biosfera.

Tutto ciò sarà possibile solo se il grande movimento globale per la giustizia climatica sarà in grado di indicare le proprie priorità e di esprimerle con forza.

La climate march di Venezia, il prossimo 7 settembre, sarà un appuntamento importante in questo percorso globale. Dal Climate Camp, da tutti i territori, è fondamentale portare la richiesta di giustizia climatica fino nel cuore della Mostra del cinema.

 

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Ora basta ! Manifestazione no grandi navi a Venezia.

Andiamoci tutti, andiamoci insieme!

Treno da Mira Mirano ore 15,30 – N treno 20853

Dopo il gravissimo incidente provocato dalla Costa crociere domenica scorsa, il Comitato No Grandi Navi ha indetto una grande e importante manifestazione a Venezia sabato 8 giugno alle ore 16 alle Zattere.

Opzione Zero sarà presente una volta di più e lancia un invito accorato a tutti gli abitanti della Riviera del Brenta a partecipare al corteo, perchè questa situazione non è più tollerabile.

Per anni il comitato No Grandi Navi ha denunciato non solo gli impatti provocati da questi mostri del mare su Venezia e sull’ambiente, ma anche i rischi legati al loro passaggio attraverso la storica Città. Eppure, nonostante il Decreto Clini vieti il loro transito nel Canale della Giudecca, nessuno ha avuto il coraggio di fermarli.

La soluzione da chi come Salvini, Zaia e Brugnaro vorrebbe scavare il canale dei petroli e il canale Vittorio Emanuele sarebbe disastrosa per l’equilibrio lagunare e per la stessa Città di Venezia, senza contare il problema dei fanghi tossici e dei rischi di incidente in zona industriale. Il problema riguarda anche la Riviera del Brenta e in particolare il Comune di Mira che ha più di un terzo del suo territorio costituito da laguna e barene.

Esiste già più di un progetto per spostare le navi alle bocche di porto, uno di questi ha già superato il vaglio della commissione nazionale di valutazione impatto ambientale.

Ma per chi blatera di scavo di nuovi canali il vero obiettivo è lasciare le cose come stanno a tutto vantaggio delle compagnie croceristiche che l’anno scorso hanno realizzato complessivamente ben 14 miliardi di utile.

È ora di dire basta con la speculazione delle compagnie croceristiche, con un turismo esasperato ed esasperante che sta letteralmente consumando una delle Città più belle del mondo.

Per smascherare e sconfiggere ipocrisia e interessi che gravitano intorno a questa partita è necessario e urgente ribadire con una grande mobilitazione popolare che le Grandi Navi devono rimanere fuori dalla Laguna.

Sabato andiamo in tanti a Venezia e andiamoci insieme con il treno delle 15.30 in partenza dalla stazione di Marano.

FUORI LE NAVI DALLA LAGUNA

 

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Anche la società civile italiana verso il deposito di una causa climatica contro lo Stato

Prende il via oggi 5 giugno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, la campagna “Giudizio Universale – Invertiamo il processo” che precede il deposito, previsto in autunno, della prima causa legale intentata in Italia contro lo Stato per l’inazione di fronte ai cambiamenti climatici.

Giudizio Universale è una campagna promossa da movimenti, associazioni e centinaia di singoli cittadini, nata per preparare il terreno ad un processo senza precedenti nel nostro paese, che ha l’obiettivo di chiedere ai giudici di condannare lo Stato per la violazione del diritto umano al clima.

Il livello della minaccia rappresentata dagli stravolgimenti climatici e la debolezza delle misure messe in atto dagli Stati destano una crescente preoccupazione nell’opinione pubblica, che si organizza attraverso mobilitazioni sempre più intense a livello internazionale. Il movimento per la giustizia climatica rappresenta oggi uno dei fenomeni più rilevanti sulla scena internazionale, denunciando senza sosta l’immobilismo dei poteri pubblici nella protezione dei diritti umani connessi al clima.

Da questo punto di vista, l’Italia non fa eccezione. Il nostro Paese ha obiettivi di riduzione delle emissioni scarsamente ambiziosi e non in linea con le raccomandazioni espresse dalla comunità scientifica per centrare l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale entro la soglia prudenziale dei +1,5 °C.

Serve un deciso cambio di passo per invertire la rotta nei prossimi 11 anni, o gli scompensi climatici porteranno enormi aree del pianeta a subire l’impatto sempre più grave e frequente di fenomeni estremi come inondazioni, ondate di caldo, alluvioni e siccità. A soffrirne maggiormente saranno le comunità più deboli ed emarginate, ma anche il mondo occidentale è destinato a fare i conti con pesanti perdite economiche e con ricadute sociali, sanitarie e ambientali. Anche in Italia, infatti, si rischia un innalzamento eccezionale delle temperature (soprattutto in estate), l’aumento della frequenza degli eventi meteorologici estremi (ondate di calore, siccità, episodi di precipitazioni intense) e una riduzione delle precipitazioni medie annue e dei flussi fluviali.

Di qui nasce il boom di contenziosi – ad oggi più di 1000 in tutto il mondo – che vedono la società civile in oltre 25 paesi portare alla sbarra lo Stato, le imprese o singoli progetti dal forte impatto sul clima. In Olanda, nel 2015, un migliaio di persone hanno fatto causa allo Stato per le scarse politiche climatiche, vincendo il ricorso in primo e in secondo grado con sentenze di condanna che impongono al governo di rivedere i suoi piani.

È giunto il momento di fare lo stesso in Italia.

In autunno, il deposito dell’atto di citazione sancirà l’avvio del primo climate case mai intentato nel nostro paese: la campagna Giudizio Universale è patrimonio di tutte le organizzazioni e i movimenti sociali impegnate in questi mesi contro i cambiamenti climatici, e vuole essere un ulteriore strumento di pressione per il nostro governo in vista della prossima Conferenza Mondiale sul Clima, in Cile, per fare in modo che la COP di Santiago non sia l’ennesima occasione sprecata.

 

Piantiamola!

Posted by Opzione Zero in Appuntamenti, Opzione Zero | 0 Comments

3

giu

2019

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Per contrastare i cambiamenti climatici è necessario ridurre drasticamente le emissioni di gas serra, ma anche catturare la CO2 in eccesso presente in atmosfera. Gli alberi in questo senso sono i nostri migliori alleati!

 
Il progetto PIANTIAMOLA promosso dal comitato Opzione Zero vuole essere un’azione concreta di mitigazione dei cambiamenti climatici, ma anche un modo per restituire spazio a boschi e foreste anche in pianura. Tra il 2018 e il 2019, grazie all’aiuto di tanti volontari e attivisti e alla disponibilità di piccole aziende bio, abbiamo realizzato 5 interventi di riforestazione nei Comuni di Dolo, Vigonovo, Camponogara e Mira. Abbiamo messo a dimora 1665 piantine forestali che andranno a ricostituire 12 fasce tampone e 4 macchie boscate.
 
Ma PIANTIAMOLA  è un progetto permanente e dunque anche se non è stagione di lavori in campo stiamo lavorando per trovare nuove aree da riforestare e ovviamente per raccogliere fondi. Puoi contribuire anche tu facendo un versamento sul conto corrente di Opzione Zero specificando la causale “Piantiamola”, oppure segnalandoci possibili terreni.
 
Il 23 giugno faremo un pranzo autogestito presso uno dei boschetti realizzati a Camponogara, sarà l’occasione per festeggiare il lavoro fatto e per rilanciare le prossime attività.  Il pranzo conviviale e autogestito sarà presso il bosco realizzato a Camponogara nella proprietà dell’amico Amedeo. Maggiori dettagli verranno dati in seguito, ma intanto per chi vuole già segnalare la propria partecipazione è sufficiente una mail a info@opzionezero.org.
 
Qui puoi scaricare la presentazione del progetto e il depliant. Per maggiori informazioni scrivi a: info@opzionezero.org 
 
 
 

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Comunicato stampa Opzione Zero 16 marzo 2019

Dopo il Global Climate Strike parte The Climate Ride

Sono ancora straordinariamente vive e cariche di energia le immagini dei tantissimi studenti scesi in piazza ieri per rivendicare il loro diritto al futuro, ma non c’è tempo per fermarsi perchè il riscaldamento globale avanza rapidissimo e il tempo rimasto è davvero poco.

Parte domenica 17 alle ore 7.00 da Venezia la Climate Ride, una pedalata che attraverserà mezza Italia per arrivare a Roma e partecipare alla grande manifestazione IN MARCIA PER IL CLIMA E CONTRO LE GRANDI OPERE INUTILI indetta da tantissimi comitati di tutto il Paese.

Opzione Zero partecipa al Ride con alcuni attivisti, contribuisce a supportare la logistica, e ovviamente accoglierà con un presidio in Riviera  il passaggio dei Climate Riders.

“Il successo del Global Climate Strike che ha visto scendere in piazza centinaia di migliaia di giovani e giovanissimi in tantissime piazze del Veneto, dell’Italia e del mondo intero segnano una svolta per tutti quei movimenti che si battono contro il riscaldamento globale e contro la devastazione dell’ambiente e dei territori e dà ai comitati una grande speranza. – affermano da Opzione Zero – In Riviera del Brenta abbiamo toccato drammaticamente con mano cosa significano i cambiamenti climatici con ben due alluvioni negli ultimi 10 anni e un tornado. Per questo motivo continuiamo a contrastare le grandi opere che distruggono il territorio, ma allo stesso tempo abbiamo messo al centro della nostra azione la lotta al cambiamento climatico, per esempio con il progetto permanente di riforestazione del territorio Piantiamola.

Per questo abbiamo investito tanto sull’appuntamento di Roma contribuendo ad organizzare il pullman che parte dalla Riviera e partecipando direttamente alla Climate Ride”.

Il Comitato rivierasco invita tutti gli amici, i simpatizzanti i cittadini della Riviera a partecipare al presidio o ad unirsi alla carovana ciclistica anche solo per dei tratti.

L’appuntamento al presidio è per le ore 9.00 di domenica 17 marzo in centro a Dolo; un rendez vouz per i ciclisti è previsto anche a Mira in Piazza Municipio alle ore 8.30.

Per partecipare, organizzare eventi, aiuto logistico e diffusione dell’iniziativa, scrivere a: 23mromainbicicletta@gmail.com

Tutte le notizie, la rassegna stampa ed il reportage della carovana saranno disponibili su www.ecomagazine.info e sulle pagine facebook di ecomagazine, opzione zero e global project

Di seguito la descrizione del progetto e il dettaglio delle tappe. 

 

THE CLIMATE RIDE

In Bici da Venezia a Roma verso la manifestazione nazionale del 23 marzo

IN MARCIA PER IL CLIMA E CONTRO LE GRANDI OPERE

Da RIDE WITH US ALLA CLIMATE RIDE

A partire dal 2014 un variegato gruppo formato da ambientalisti, ciclisti del Pedale Veneziano e di altri sodalizi, cicloviaggiatori e attivisti della FIAB, riuniti sotto la sigla RideWithUs, hanno organizzato carovane che da Venezia hanno traversato l’Europa con l’idea di coinvolgere e sensibilizzare un gran numero di persone sull’importanza di un’azione rapida e radicale sui cambiamenti climatici causati dall’uomo.

Nel 2018, durante la carovana di RideWithUs verso Katowice, sede della COP24 alcuni partecipanti hanno lanciato l’idea di una nuova carovana che da Venezia raggiungesse Roma a supporto della grande mobilitazioni contro il cambiamento climatico e le grandi opere inutili e per un nuovo modello di sviluppo sostenibile.

Una dozzina di ciclisti hanno già dato la loro disponibilità a partecipare a tutti il viaggio e almeno altrettanti saranno coloro che si uniranno ad ogni singola tappa. Il percorso individuato tiene conto di vari aspetti: dalla ciclabilità all’organizzazione di eventi e all’ospitalità.

La partenza è prevista domenica 17 marzo per favorire la più ampia partecipazione di chi vorrà accompagnarci. L’arrivo a Roma nel pomeriggio di venerdì 22 marzo in tempo per un evento legato alla manifestazione del giorno dopo, organizzato dalla rete Genuino Clandestino.

 

 

LE TAPPE

DOMENICA 17 MARZO 1. VENEZIA (MARGHERA) – FERRARA km 128 dislivello 40 mt

Si parte da Piazzale Roma alle 7.00, sosta alle 8.00 al Municipio di Marghera con saluto Presidente della Municipalità – 08.40 Municipio Mira rendez vouz con ciclisti della Riviera – 09.00 in centro a Dolo saluto al presidio del comitato Opzione Zero – 10.15 Porta Portello Padova incontro con Comitato Zero PFAS e assessore all’ambiente – 13.00 pranzo al Parco Buzzacarin di Monselice a cura del Comitato Lasciateci Respirare e dei comitati della Bassa Padovana – 15.10saluto al presidio dei comitati Polesani in Piazza Vittorio Emanuele a Rovigo – 16.30 arrivo a Ferrara per evento organizzato da comitati e associazioni ambientaliste estensi e incontro con amministrazione comunale in Piazzetta Savonarola. Segue cena tutti insieme.

LUNEDI 18 MARZO 2. FERRARA – RAVENNA ca. 105 km dislivello 40 mt questa tappa si snoderà attraverso Portomaggiore, Argenta e Sant’Alberto, dove sono previsti incontri volanti con comitati e cittadini, per arrivare a Ravenna, dove CSA Magazzini Posteriori Autogestiti e altri comitati locali stanno organizzando evento in centro città.

MARTEDI 19 MARZO 3. RAVENNA – PIEVE SANTO STEFANO km 115 dislivello 1200 mt è la tappa più impegnativa dal punto di vista altimetrico, quella che prevede il vallico dell’Appennino in località passo del Verghereto. Da Ravenna raggiungeremo Cesena da dove risaliremo la valle del Savio ove possibile lungo strade secondarie per poi immetterci nella vecchia statale che da Bagno di Romagna sale tortuosamente ma dolcemente fino ai circa 870 m.s.l. del valico per ridiscendere fino alla sede di arrivo della nostra tappa fissata appunto a Pieve Santo Stefano una ventina di km dopo. qui previsto incontro con amministrazione comunale.

MERCOLEDI 20 MARZO 4. PIEVE SANTO STEFANO – PERUGIA km 105 dislivello 700 mt il tracciato si snoda in massima parte lungo la Ciclabile del Tevere attraversando Sansepolcro, Città di Castello e Umbertide. Qui prevista incontro e ristoro con gli organizzatori della Fiera Altrocioccolato presso il negozio equo Il Colibrì. Arrivo a Perugia nel tardo pomeriggio si terrà un incontro al circolo Circolo Island, insieme a Lautoradio, Ciclofficina Popolare Porta pesa, BSA Umbria e altre realtà umbre. In serata cena e musica tutti insieme.

GIOVEDI 21 MARZO 5. PERUGIA – TERNI km 88 dislivello 800 mt tappa che segue la bassa valle del Tevere fino a Todi (60 km) lungo il percorso ciclabile della Romea Tiberina, da Todi si prosegue verso Marsciano dove è previsto un veloce incontro con i cittadini ed i comitati locali. Arrivo a Terni nel tardo pomeriggio. Alle 19.00 evento presso la ciclofficina Biciclario Bistrot con il Popolo dei Ciclisti di Terni, il Comitato No Inceneritori e altri comitati locali.

VENERDI 22 MARZO 6. TERNI – ROMA km 120 dislivello 700 mt le ultime fatiche si svilupperanno attraverso la vallata della Nera verso Narni da dove inizia un tratto collinare di una 40ina di km che ci porterà a sud sulle rive del Tevere dopo Ponzano e prima di Fiano Romano, A Monterotondo previsto l’incontro con una staffetta di ciclisti romani che verranno a prendere la carovana per condurla verso il centro cittò. Previsti incontri con comitati locali, Centro Sociale Astra, e arrivo al Centro Sociale Forte Prenestino al termine della riunione nazionale di Genuino Clandestino.

SABATO 23 MARZO MARCIA PER IL CLIMA La carovana sarà presente in corteo poi sfilare in bicicletta in quella che si annuncia come la più grande manifestazione PER IL CLIMA E CONTRO LE GRANDI OPERE mai tenuta in Italia.

 

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