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Comunicato stampa

Il malaffare veneto che ruota attorno alle infrastrutture e alla filiera asfalto-cemento, denunciato da anni di proteste, è sotto al naso di tutti. Date, nomi, composizioni societarie, scatole cinesi e intrecci saltano agli occhi anche dei profani. E il filo rosso che si sta dipanando porta alla galassia societaria che orbita attorno alla Regione.

2,1 milioni di euro è la cifra contestata a Veneto Strade Spa per fatture false emesse da BMC Brokers, nell’ambito dell’inchiesta “Chalet” che ha portato all’arresto di Piergiorgio Baita, amministratore delegato della Mantovani Spa.

2,1 milioni di euro che Veneto Strade (partecipata al 70% tra Regione e Province venete), per bocca del suo amministratore delegato Silvano Vernizzi, avrebbe speso per stand, fiere e affini. Un’uscita di cassa a dir poco vergognosa, sia per importo che per destinazione di spesa.

Parlare di Veneto Strade e di Vernizzi significa toccare il braccio operativo della Regione sul fronte delle infrastrutture stradali voluto dal tandem Galan-Chisso. Tanto più che i vertici di Veneto Strade ricoprono un doppio ruolo anche in Regione sui medesimi temi: Silvano Vernizzi è infatti anche segretario regionale per le Infrastrutture e commissario al Passante e alla Pedemontana.

Tutto questo mentre si continuano a “spremere” e vessare i cittadini; mentre la Regione, per mezzo di CAV, da mesi sta minacciando aumenti spropositati dei pedaggi autostradali sulla tratta Padova Mestre; mentre si dirottano i finanziamenti ai servizi e ai trasporti pubblici verso colossi privati che li utilizzano non solo per cementificare il territorio ma anche per corrompere e influenzare la politica.

Riteniamo che sia ora e tempo che questi figuri abbiano almeno la dignità e il tempismo di dimettersi, prima di essere travolti dalla mannaia della giustizia.

Parafrasando il titolo della nota canzone di Branduardi, chissà non sia davvero l’inizio della fine della fiera, dell’assurda ventennale orgia del malaffare veneto legato alle infrastrutture e all’urbanizzazione selvaggia…. in quel caso si partiva dal minuscolo topolino per finire, a catena, con un castigo divino. Chissà.

 

Comunicato stampa Opzione Zero 28 febbraio 2013

Arresto di Baita: ora si blocchi subito Veneto City

L’arresto di Piergiorgio Baita e di Claudia Minutillo non è una sorpresa per i comitati come Opzione Zero che da anni denunciano il malaffare celato dietro alle grandi opere e ai grandi progetti che stanno distruggendo il Veneto. Ed è certo motivo di soddisfazione la consapevolezza di aver contribuito, con ostinate battaglie, a far emergere la vera natura del sistema politico-affaristico che spadroneggia in Veneto da 20 anni, a colpi di project financing e accordi di programma.

D’altra parte, la vicenda dell’arresto di Piergiorgio Baita, amministratore delegato della Mantovani SpA, potrebbe avere ricadute importantissime sulle grandi opere che interessano la Riviera del Brenta. Il nome di Baita compare infatti nei consigli di amministrazione della GRAP SpA, la società promotrice del grande raccordo anulare di Padova e della Camionabile, nonché nel consiglio di amministrazione di Veneto City.

Ed è proprio sulla questione Veneto City che Opzione Zero intende tornare alla carica, perché dopo l’approvazione dell’accordo di programma avvenuta a fine 2011 da parte delle amministrazioni di Dolo e Pianiga e da parte del Presidente Zaia, ora si attendono i primi piani attuativi.

Per Opzione Zero il fatto che uno dei soci di maggioranza di Veneto City SpA sia ora pesantemente sotto inchiesta getta un’ulteriore ombra sinistra sulla grande operazione immobiliare promossa dall’Ing. Endrizzi.

Per Rebecca Rovoletto e Lisa Causin, portavoce del comitato, i Sindaci Maddalena Gottardo e Massimo Calzavara hanno il dovere morale di bloccare l’iter del progetto Veneto City, almeno fino a quando l’inchiesta in corso non avrà fatto piena luce su un sistema affaristico che rischia di travolgere l’intera regione Veneto. Se i due primi cittadini dovessero nascondere un’altra volta la testa sotto la sabbia la loro responsabilità politica nell’affare Veneto City non avrebbe più alcuna attenuante.

 

Opzione Zero ha aderito e promuoverà la campagna nazionale “Rifiuti Zero”, per una legge di iniziativa popolare di modifica della Legge Nazionale in vigore per la gestione dei rifiuti (Testo Unico Legge n° 152/2006 e successive modifiche), sulla base delle indicazioni votate nella recente Risoluzione del Parlamento Europeo di maggio 2012 che prevede la chiusura di inceneritori e discariche in Europa entro il 2020. http://www.leggerifiutizero.it/

Preghiamo i cittadini e le associazioni interessate a partecipare alla campagna di mettersi in contatto con noi.

 

Terna ha annunciato in questi giorni l’inizio dei  lavori per l’elettrodotto Dolo – Camin: una nuova linea elettrica area da 380.000 volt lunga ben 15 km. Anche in questo caso, si manifesta lo stesso modus operandi comune alle grandi  opere venete: l’imposizione autoritaria dall’alto di nuove infrastrutture. Governo e Giunta Regionale ignorano e calpestano le comunità locali dando il via libera alla soluzione aerea dell’elettrodotto, senza nemmeno prendere in considerazione l’ipotesi di interramento chiesto a gran voce dai comitati, dai sindaci e dai cittadini.

L’interramento della linea porterebbe non solo all’eliminazione dell’impatto sul paesaggio ma, cosa ben più importante, alla notevole riduzione di inquinamento ambientale in direzione di una maggiore tutela della salute pubblica, ispirata se non altro dal principio di precauzione. Tanto più grave il fatto che l’elettrodotto aereo, nei funesti progetti regionali, dovrebbe affiancarsi alla Camionabile: gli impatti dovuti alla perdita di biodiversità, al consumo di  suolo, al deprezzamento dei valori immobiliari, alle ricadute socio-economiche, al rischio per la salute pubblica e alla deturpazione del  paesaggio potrebbero  dunque essere doppi.

Ma come al solito non è il buon senso ed il bene comune a dettare le regole della pianificazione e della gestione del territorio, bensì il mero conto economico: in una situazione di totale monopolio, infatti, Terna punta al risparmio sulla pelle dei cittadini. A ciò si aggiunge che si è in attesa di una sentenza del Consiglio di Stato che non si è ancora pronunciato sulla fattibilità dell’infrastruttura in modalità aerea.

In occasione della Settimana dell’Ambiente Veneto 2013 gli uffici regionali annunciano in un comunicato stampa “Vieni a vedere quanta strada stiamo facendo insieme per garantire al Veneto un futuro eco-sostenibile”. Noi ci sentiamo di suggerire con cognizione di causa “Guardate che quella intrapresa è la strada sbagliata: la strada giusta è quella che guarda alla salute dei cittadini e al rispetto dell’ambiente e non agli interessi economici di pochi!”

 

C.S. Op.Zero 16/02/2013 – Le regole e i paraventi

Posted by Opzione Zero in Comunicati Stampa | 0 Comments

16

feb

2013

COMUNICATO STAMPA: Le regole e i paraventi

Non c’è cittadino italiano che non sappia delle leggi ad personam ,a cui ci hanno abituato da decenni; ma forse non tutti sanno che esistono leggi “ad operam” che parimenti impediscono le normali procedure amministrative che regolano le opere pubbliche.

In Italia, le maggiori devastazione territoriali avvengono “a norma di legge”, specie con leggi che – come la famigerata Legge Obiettivo del 2001 – dietro gli altisonanti termini di “strategicità”, “urgenza” e “utilità” nascondono i più indegni attacchi ai territori e alle popolazioni, imponendo autoritariamente opere gigantesche, inutili e costose. A prevaricare poi sulle regole democratiche ci si mette pure la figura del “commissario”, funzionario ubiquo e onnipresente, come direbbe Carlo Emilio Gadda.

Leggi speciali, regime emergenziale e commissari straordinari nominati per decreto sono la prassi veneta evidenziata ancora una volta dalla trasmissione di ieri di “Codice a barre” andata in onda su RAI 3 e che ha visto ospiti Lanfranco Tarabini (Comitati Difesa Salute Territorio), portavoce dei comitati contro la Pedemontana Veneta, e il super-commissario Silvano Vernizzi, braccio operativo delle politiche qualunquemente asfaltatrici della Regione Veneto.

Anche in questa occasione, il plenipotenziario dell’apparato regionale alle infrastrutture impone le regole del gioco e pretende, all’ultimo momento, il taglio del servizio video con le legittime proteste dei cittadini che si oppongono all’autostrada. Poi, come sempre assistiamo in questi casi, si paraventa dietro a leggi (ma fatte da chi e in che modo?) e pareri delle avvocature per eludere le vere questioni di merito, ben evidenziate dai comitati CDST: false emergenze, sottrazione di potere alle amministrazioni locali, accelerazione negli espropri dei terreni, lievitazione dei costi da 300 ml a 2.5 mld di euro, mancanza di trasparenza e pubblicità degli atti…

i comitati CDST e ai cittadini di quella martoriata e vicina parte del Veneto va tutto il nostro appoggio. Mentre al commissario, che si appella alle direttive europee, ricordiamo la Convenzione di Aarhus (siglata nel 1998, approvata a nome della Comunità europea mediante la decisione 2005/370/CE del Consiglio) secondo cui il pubblico interessato deve poter partecipare al processo decisionale sin dall’inizio, vale a dire dal momento in cui tutte le alternative sono ancora praticabili e deve, a tal fine, poter consultare gratuitamente tutte le informazioni rilevanti per opere ad elevato impatto ambientale. Ma questa forse al commissario è sfuggita…

 

A fronte di una sempre crescente pressione e richiesta di pronunciamento e risoluzione, il governo regionale si preoccupa più delle poltrone romane che dei cittadini a cui deve una risposta da mesi. Cav e Regione approfittano della campagna elettorale per continuare a tergiversare ed eludere la questione, consapevoli che la soluzione che vogliono attuare è completamente inaccettabile per i cittadini e potrebbe condizionarne il voto.

 

GAZZETTINO 11 FEBBRAIO 2013

STANGATA IN AUTOSTRADA POST – ELEZIONI

TARIFFA – Manca ancora l’accordo sullo sconto pendolari. Il Comitato di Vetrego minaccia il blocco della rotonda

MIRANO – Tutto come previsto: la «stangata» probabilmente arriverà, ma solamente dopo le elezioni. Le nuove tariffe autostradali, decise da Cav con il benestare della giunta regionale, saranno applicate da fine marzo e in ogni caso dopo la tornata elettorale del 24-25 febbraio. Una tempistica che eviterebbe polemiche e cali di consensi proprio alla vigilia del voto. Il piano è noto: per risolvere il nodo degli ingorghi al casello di Mirano-Dolo (dove i pendolari della tratta Mestre-Padova escono e rientrano per godere del pedaggio gratuito tra Mestre e Mirano), Cav punta ad uniformare le due tariffe. Mestre-Padova e Mirano-Padova costeranno dunque lo stesso, si parla di 2.50 euro: una buona notizia per i pendolari mestrini (che attualmente pagano 3.20 per andare a Padova Est), una stangata per chi attualmente per la tratta Mirano-Padova paga 80 cent. Il malumore è già nell’aria e, prevedendo forti contestazioni, Cav e Regione stanno studiando sconti ad hoc per i pendolari, che utilizzando il telepass pagherebbero circa un euro in meno. Il piano sembrerebbe pronto, ma di ufficiale non c’è ancora nulla. «Stiamo lavorando» si è limitato a dichiarare l’assessore regionale Renato Chisso. E i cittadini aspettano.
Il Comune di Mirano si attendeva una risposta nel mese di gennaio. I sindaci di Mirano e Mira si dichiarano disponibili a un vertice congiunto con dirigenti Cav e sindaco di Dolo. «La nostra posizione non cambia, attendiamo risposte: speriamo che Cav stia lavorando per istituire tariffe accessibili ai cittadini» commenta il sindaco di Mirano, Pavanello.
Ma la protesta è dietro l’angolo: «Avevamo detto che se il problema degli ingorghi al tornello non fosse stato risolto entro il 1. Marzo ci saremmo fatti sentire – fa sapere il comitato “Pensionati e Casalinghe” di Vetrego – lo confermiamo: arriveremo al blocco della rotonda dell’autostrada».

Gabriele Pipia

 

Un milione di firme per l’acqua come diritto umano!

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12

feb

2013

Ieri abbiamo raggiunto un milione di firme per l’ACQUA come DIRITTO UMANO in Europa!
Ma in Italia dobbiamo continuare a firmare perché non abbiamo ancora raggiunto un numero sufficiente di firme italiane per far passare l’iniziativa. Sappiamo che nel Blueprint (“libro blu”, un documento d’indirizzo politico) ci sono chiare indicazioni per la privatizzazione di acqua e servizi pubblici in tutta Europa! FIRMA e FAI FIRMARE ONLINE con un documento di identità su questo sito! Ci vogliono pochi minuti!

Clicca qui per firmare

 

C.S. Op.ZERO 11/02/13 – Prima Assemblea Annuale

Posted by Opzione Zero in Comunicati Stampa | 0 Comments

11

feb

2013

Venerdì 8 febbraio si è tenuta la prima assemblea annuale del comitato Opzione Zero, in cui sono stati invitati tutti i cittadini attivisti e simpatizzanti.

L’iniziativa, la prima di altre che saranno organizzate, ha voluto offrire un’occasione di incontro con le persone e le altre realtà presenti in zona, impegnate sui temi della tutela del territorio, dei beni comuni e della democrazia.

La serata ha permesso al comitato di presentarsi ripercorrendo la sua storia, iniziata nel 2004 sulla specifica vertenza della Romea Commerciale, poi proseguita all’interno del coordinamento CAT fino al 2012, con le numerose battaglie territoriali – Veneto City, Camionabile, Polo Logistico, Elettrodotto, ecc. Dall’inizio dell’anno, infatti, Opzione Zero non aderisce più al coordinamento CAT e si sta sviluppando in piena autonomia e in continuità con quanto fatto sinora.

Opzione Zero ha chiarito la sua natura di comitato territoriale, a presidio della Riviera del Brenta e impegnato sulle battaglie che la riguardano, esulando però dalla stretta logica nimby: da un lato guardando a quanto sta succedendo nell’intero territorio Veneto e oltre – per “leggere” in modo più completo e corretto le vicende locali – dall’altro, intessendo relazioni e costruzione di iniziative con realtà simili, con le quali condividere metodi e obiettivi, allo scopo di aumentare l’efficacia e l’incisività delle azioni.

Da questo momento Opzione Zero intende allargare la partecipazione alle proprie riunioni a tutti quanti avranno il tempo, la voglia e la curiosità di prendervi parte (facendo richiesta di inserimento alla mailing list info@opzionezero.org) e di cominciare assieme a noi un bel percorso di attivismo propositivo, che contrasti i continui attacchi al territorio e alle comunità e che, al contempo, costruisca  nuove pratiche di partecipazione collettiva alla vita della Riviera.

 

COMUNICATO STAMPA

IL COMITATO OPZIONE ZERO REPLICA ALLE DICHIARAZIONI DELL’ASSESSORE REGIONALE RENATO CHISSO

La debolezza delle argomentazioni di chi sostiene la Roma Commerciale (Orte-Mestre) è ben evidenziata nelle parole dell’assessore regionale Chisso, apparse sui giornali, che si limitano a spot propagandistici su fattibilità e necessità della nuova autostrada.

Emblematico, in proposito, l’annullamento ieri sera del convegno sulla Orte-Mestre in programma per il 2 febbraio a Ravenna. Anche lì, la fragilità della politica si è manifestata nell’incapacità degli amministratori di sostenere un confronto di merito sull’opera, preferendo tirarsi indietro su due piedi, di fronte al coordinamento nazionale contro la Orte-Mestre, Rete Stop OR-ME, cui anche Opzione Zero aderisce.

Da luglio 2012 e per 4 mesi, Ciaccia e Passera hanno proclamato l’imminente approvazione della Romea Commerciale. Ma il tentativo di arrembaggio si è fermato a un pre-CIPE, trovando l’ostacolo del Ministero dell’Economia, ben prima delle dimissioni del governo. Perché? “Problema tecnico”, dicono i ‘tecnici’, ma di che natura? Proprio economica, infatti la questione era, ed è tutt’ora, l’impossibilità di trovare un accordo tra Ministero delle Infrastrutture e quello dell’Economia per finanziare l’opera. Il piano economico-finanziario è un fantasma che non si mostra poiché proverebbe l’insostenibilità della Romea.

La Orte-Mestre è un progetto vecchio del 2001, travolto come tutte le grandi opere europee dalla crisi economica e dimostratamente inutile, se non per avvantaggiare le lobby del cemento che fanno profitti sulle opere in project finance. L’ulteriore truffa che sarà applicata alla Orte-Mestre si chiama project bond. Si tratta di obbligazioni garantite e coperte dalla Cassa Depositi e Prestiti con i soldi del risparmio postale.

Evidentemente, per  l’assessore Chisso l’opera è finanziariamente solida perché pagata dai cittadini risparmiatori, con gli stessi stratagemmi che abbiamo visto per il Passante di Mestre e che stanno portando ai noti aumenti dei pedaggi per coprire i buchi di bilancio. Il fatto incontrovertibile è che queste opere non stanno in piedi da sole e il 44% sono ferme al palo (dati ANCE) per problemi economici.

Questa classe politica deve smettere di mascherare dietro ai termini vuoti di ‘sviluppo’ e ‘crescita’ scelte devastanti, non solo sotto i profili ambientale e territoriale ma anche sotto quello economico, che scaricano sulle tasche dei cittadini i debiti contratti dalle lobby affaristiche.

 

Gli utili di CAV SpA vengano utilizzati per la messa in sicurezza della Statale Romea, per la manutenzione delle strade esistenti e per la realizzazione concreta del SFMR.

E’ di sabato 18 gennaio 2013 l’ennesimo grave incidente sulla statale Romea che, secondo l’ACI, è la strada più pericolosa d’Italia con una media di 1,70 incidenti a Km e di 0,10 morti per Km.

La pericolosità della SS309 è l’ulteriore faccia delle logiche speculative che stanno alla base delle scelte politiche di questa Regione. L’irresponsabile disegno strategico regionale in materia di mobilità sta erodendo, bloccando e distogliendo risorse che dovrebbero servire proprio per rispondere alle numerose emergenze, prima fra tutte quella della sicurezza dei cittadini.

E infatti tutto si ricollega: la Statale Romea è gestita dall’Anas che, assieme alla Regione Veneto ha costituito la CAV SpA, gestore del Passante e dell’autostrada Mestre-Padova e oggetto delle nostre proteste per i vergognosi aumenti dei pedaggi. CAV – che nel 2011 ha incassato 17 milioni di euro di utile – oltre a rimborsare all’ANAS le somme anticipate per la costruzione del Passante di Mestre, ha il compito di destinare le risorse per ulteriori investimenti di infrastrutture nel Veneto.

Opzione Zero sostiene, allora, che la soluzione è sotto agli occhi e a portata di mano: gli utili di CAV SpA vengano utilizzati per la messa in sicurezza della Statale Romea, per la manutenzione delle strade esistenti e per la realizzazione concreta del SFMR, il sistema ferroviario metropolitano che da 15 anni attende di essere messo in funzione. E venga subito e contestualmente, dirottato il traffico pesante sulla rete autostradale esistente, a partire dalla A13. Tutto questo può essere realizzato in tempi rapidi e con una spesa limitata.

Se non si procederà con queste azioni sensate e immediatamente attuabili sarà chiaro l’intento di ANAS e Regione Veneto di mantenere irresponsabilmente tale situazione di pericolo per giustificare la costruzione della Romea Commerciale. In media il traffico sulla Romea è diminuito a circa 15-18.000 veicoli/giorno, ciò che è aumentato è la percentuale di mezzi pesanti (ora al 30%). Quindi non è affatto vero che un’altra autostrada come la Romea Commerciale è necessaria e potrà risolvere i problemi, perché non solo l’attuale Romea rimarrà ugualmente insicura, ma sarà ancor meno manutentata e il trasporto pesante continuerà a preferirla perché gratuita.

Opzione Zero ribadisce dunque che si deve cominciare finalmente ad attuare una mobilità diversa come unico modo per assicurare i necessari parametri di sicurezza, di equità, di qualità della vita e di salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo.

 

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