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PAROLA DI CANDIDATO/ Giorgio Gei

«Un fronte comune per difendere l’ospedale»

«Vogliamo creare nuove opportunità per imprenditori e commercianti»

Quanto le sono serviti gli ultimi cinque anni di esperienza come consigliere di opposizione?
«Sono stati importanti. Credo che un’esperienza di opposizione possa senz’altro aiutare a governare meglio».

I vostri detrattori dicono che siete il movimento del “No”.
«È un’affermazione che poteva esser fatta anni fa, oggi i fatti ci hanno dato ragione e molti dei nostri ’no’ sono condivisi da altre forze politiche; potremmo dire che il nostro programma è diventato patrimonio comune».

Fra i “sì” c’è quello relativo al mantenimento dell’ospedale. In caso di elezione, cosa pensa di raggiungere l’obiettivo?
«Le scelte si fanno ovviamente in Regione. Cercherò di ricostruire, con gli eletti della Riviera, un fronte comune per spostare gli equilibri a favore di Dolo e utilizzare gli strumenti urbanistici esistenti per vincolare gli stabili dismessi dell’ospedale».

Nel programma della lista si parla di lavoro e innovazione con start-up high tech.
«Vorremmo gettare le basi per dare nuove opportunità ai nostri giovani e grazie all’uso delle nuove tecnologie favorire la nascita di una nuova imprenditoria».

I commercianti si lamentano che Dolo offre poco e che le tasse sono le più alte della Riviera. Come pensa di poter rimediare?
«La crisi che stiamo attraversando non può essere risolta da un Comune.
Insieme con gli operatori vorremmo condividere un percorso che possa riportare Dolo ad essere il cuore commerciale della Riviera».

Nel vostro programma si parla di tutto tranne che di sport. Come mai?
«Nel nostro programma evidenziamo gli aspetti educativi e sociali che la pratica sportiva riveste e la necessità di valorizzare il lavoro svolto dalle tante società sportive del territorio».

 

DOLO – Al convegno promosso dal Comitato di difesa

DOLO – «L’ospedale di Dolo deve continuare a funzionare a pieno regime, come ospedale di rete».

È quanto emerso e promesso in varie forme dai candidati rivieraschi che si presentano alle elezioni regionali. A prendere l’impegno, al convegno promosso dal Coordinamento a difesa dell’ospedale, Vanna Baldan per Veneto Civico, Luca Fattambrini di Altro Veneto, Franco Scantamburlo del Pd, Francesco Piccolo della lista Tosi, l’ex sindaco di Chioggia Fortunato Guarnieri in rappresentanza del Sel, Denis Gennari della Lega Nord ed Andrea Zampieri di Area Popolare Veneto. Presente la candida sindaca Valentina Peruzzo di M5S che ha letto una dichiarazione.

Dopo l’introduzione di Emilio Zen, per il Coordinamento, sulle vicende che hanno visto il depauperamento del nosocomio dolese, si è acceso il dibattito con i candidati, chiamati a dare risposte sia sulla sanità veneta che sull’effettiva volontà di garantire il mantenimento della struttura. Vanna Baldan ha ricordato: «La posizione dell’ospedale è strategica ed è fondamentale che venga conservata perché serve dieci comuni e 130.000 abitanti». Luca Fattambrini ha aggiunto: «La salute è un bene che va sempre e comunque difeso». Fortunato Guarnieri ha parlato senza giri di parole: «Il problema è la presenza di lobby che condizionano le scelte politiche anche a dispetto di logiche e bisogni reali. L’ospedale di Dolo è stato penalizzato dall’assenza di effettiva volontà politica di salvaguardarlo. Un territorio come questo non è ammissibile perda l’ospedale, ma se verrà smantellata Chirurgia sarà il segnale che si va verso il depotenziamento».

Francesco Piccolo ha assicurato: «Sino al 31 dicembre non vi sarà nessuna decisione e sono certo che la partita è ancora aperta e che il polo sanitario dolese possa rimanere funzionante e migliorato». Ma Franco Scantamburlo ha replicato: «Le schede ospedaliere sono state bloccate, ma non l’atto aziendale ed intanto continuano ad essere effettuate dismissioni di servizi che portano ad un irreversibile ridimensionamento».

Alla fine Emilio Zen ha letto un documento col quale ha chiesto ai candidati di sottoscrivere l’impegno manifestato in caso di elezione.

Lino Perini

 

DOLO – La centralità e l’importanza dell’ospedale di Dolo per la Riviera e la necessità di fare tutto il possibile per salvaguardare e potenziare strutture e reparti. Questo è emerso durante il dibattito con i candidati consiglieri regionali della Riviera organizzato martedì allo Squero dal Coordinamento per la salvaguardia dell’ospedale di Dolo.

All’incontro hanno partecipato sette candidati: Vanna Baldan (Veneto Civico), Luca Fattambrini (L’Altro Veneto), Denis Gennari (Lista Zaia), Fortunato Guarnieri (Veneto Nuovo), Francesco Piccolo (Lista Tosi), Franco Scantamburlo (Pd) e Andrea Zampieri (Area Popolare).

Alla fine del dibattito il Coordinamento ha consegnato un documento ai candidati con alcune richieste per l’ospedale, chiedendo loro di impegnarsi perché possano attuarsi. Nel documento il Coordinamento chiede che qualunque sia la nuova Asl derivante dalla riforma annunciata, Dolo si troverà al centro del nuovo bacino territoriale e dovrà avere le caratteristiche di ospedale per acuti di area Medica e Chirurgica, mantenendo gli attuali reparti.

Viene chiesta poi la sospensione dell’attuazione delle schede ospedaliere e il blocco dell’atto aziendale.

 

dolo verso le elezioni. marco cagnin (dolo del fare)

DOLO – Marco Cagnin è il candidato sindaco della lista civica “Dolo del Fare” composta da sostenitori di Flavio Tosi. Perché si è candidato? «Ho creduto che fosse necessario mettersi in gioco per garantire nuove prospettive ai nostri figli. Credo si debba superare il momento di stagnazione attuale e guardare con fiducia nel futuro». Qual è la sua posizione sulle grandi opere? «Il progetto di Veneto City va rivisitato nel rispetto delle regole, ammettendo e favorendo variazioni solo quando queste aumentino, anche in termini di impatto sociale, la compatibilità con il territorio. Nel declassamento della Romea Commerciale la priorità resta la messa in sicurezza dell’attuale, vediamo con interesse la soluzione “B ricalibrata” che potrebbe portare la messa in sicurezza dell’arteria, servire le realtà produttive e garantire il territorio. Il completamento dell’Idrovia rende inutile la “camionabile”. L’ elettrodotto Dolo-Camin, utile per la razionalizzazione della rete elettrica, deve essere realizzato interrato sfruttando l’Idrovia». Come intende agire per la salvaguardia dell’ospedale? «Il nostro obiettivo è la tutela dell’ospedale come ricchezza per la comunità. Ci attiveremo per l’adeguamento e la razionalizzazione delle strutture e dei servizi esistenti e per l’inserimento di specialità che siano di riferimento nel territorio». Quali le sue politiche per il lavoro e per i giovani? «Vedi sotto». Il commercio ha visto scomparire molti storici negozi. Quali sono le sue ricette per rivitalizzarlo? «Le due domande richiedono una risposta unica. La città deve essere espressione delle attività che vivono al suo interno. Le politiche per il lavoro e per i giovani sono legate allo sviluppo del territorio così come a queste sono legate le politiche per l’istruzione e per le attività commerciali e produttive. Vogliamo creare condizioni “ambientali” per favorire lo sviluppo di idee e attività nuove, salvaguardando e innovando le esistenti. Questo favorirà nuovi posti di lavoro, richiedendo anche la formazione di nuove competenze. Andranno trovate forme di agevolazione che vadano a premiare chi investe». Qual è il ruolo di Dolo e della Riviera nell’asse Padova e Venezia e nella Città Metropolitana? «Dolo deve essere di nuovo un riferimento all’interno della Città Metropolitana. La Riviera non deve essere periferica ma “protagonista” con un’offerta turistica, commerciale e produttiva che competa con la concorrenza».

Giacomo Piran

 

Della new town tra Dolo e Pianiga nessuno parla. Ma vale 2 miliardi di euro. E di cementificazione

«Stop al consumo di suolo» e «tutela del nostro territorio» sono stati gli slogan più usati rispettivamente da Alessandra Moretti e Luca Zaia per comunicare all’opinione pubblica la loro intenzione di dare un taglio netto al passato rispetto alle politiche urbanistiche che hanno negli anni consegnato al Veneto in cima alle classifiche italiane per la cementificazione.

Quando poi alcuni giorni fa i media nazionali e regionali hanno puntato l’indice sulla crisi dei centri commerciali il livello della discussione è tornato a salire. Una crisi sì dovuta alla domanda interna ancora asfittica in una Italia, e in un Veneto, con un potere d’acquisto calato di molto.

Ma la regione della laguna, del Garda e delle Dolomiti vanta un altro primato poco edificante: quello della maggior superficie di shopping centre per abitante. Il proliferare dei centri acquisti, fino a poco tempo fa considerati la panacea per occupazione e sviluppo, ha mandato in tilt il sistema tanto che non mancano le strutture che debbono affrontare gravi cali negli introiti, che poi sono il preludio dei licenziamenti. Il caso Auchan è emblematico in tal senso.

Ridotti così, ci si sarebbe aspettato che una delle operazioni più contestate, quella di Veneto city, che per altro non prevede solo aree commerciali, finisse dritta nel carnet della campagna elettorale. Invece non è stato così, ad eccezione delle prese di posizione dei comitati locali e di alcuni esponenti del M5S.

E questi silenzi in parte possono essere spiegati in ragione del pedigree della committenza. Tra i proprietari o promotori c’è, o c’è stato, un pezzo del gotha dell’imprenditoria veneta: da Stefanel a Benetton passando per Pittarello fino all’onnipresente Piergiorgio Baita, ex dominus della Mantovani. Soggetti che presso la politica di rango godono di appoggi e legami di primissimo livello.

Ad ogni buon conto quei 500mila metri quadri di edilizia commerciale, direzionale e civile (715mila è la superficie totale del piano) che dovrebbero trovar vita nel Veneziano tra Dolo e Pianiga, ma che sul piano delle ricadute lambirebbero anche il Padovano, potrebbero assestare «un colpo terribile» alla campagna veneta già martoriata dal Passante di Mestre. Così sostiene per esempio Mattia Donadel, storico esponente dei gruppi ambientalisti locali raccolti attorno al portale OpzioneZero, che ha legato il suo nome proprio alle battaglie contro Veneto city. Ovviamente di parere avverso è il progettista, l’archistar Mario Cucinella, noto a Vicenza per la lottizzazione Laghetto bis, il quale invece ritiene che l’intervento, su un comparto già pensato per un insediamento industriale, ricucirà il territorio migliorando la qualità intrinseca di quei luoghi.

Su tale maxi-lottizzazione, che per certi versi è figlia del Passante di Mestre, da anni piovono le critiche di una parte dell’opinione pubblica padovana che chiede la realizzazione della cosiddetta idrovia commerciale. Un’opera da 600 milioni di euro, che la Regione tiene in un cassetto. E che oltre a fornire una valida alternativa al traffico merci su gomma avrebbe il vantaggio di deviare verso l’Adriatico le piene dei fiumi che sistematicamente si abbattono sul Padovano orientale.

Appurato che il tracciato dell’idrovia è ancora oggetto di dibattito, una delle questioni più discusse dagli esperti è se debba o non debba sfociare il laguna per gli effetti che potrebbe avere su quest’ultima. Da mesi i comitati padovani hanno maturato un convincimento preciso: l’idrovia rimane in standby perché il suo tracciato ostacolerebbe la nascita di Venetocity. La new town porterebbe in pancia infatti un business da 2000 milioni di euro ed è in quest’ottica miliardaria che si devono leggere le divisioni trasversali nonché i silenzi eccellenti che si sono registrati pure in seno al singolo partito o alla singola associazione (Confcommercio docet) dove favorevoli contrari e neutrali stanno giocando un match tattico che potrebbe risolversi proprio dopo le regionali.

Sullo sfondo rimane un nodo irrisolto. Il Pd con i sui candidati al consiglio regionale chiede a forza lo stop al consumo di suolo. Ma sono i Comuni, d’intesa con la Regione, ad avere negli anni garantito i loro bilanci, nonché la soddisfazione dei grandi portatori d’interesse, proprio con i proventi dei cambi d’uso delle aree agricole, nonché con le trasformazioni medesime.

E il centrosinistra in tal senso non è stato una eccezione. Di più: i candidati non hanno ancora spiegato se lo stop vale per ogni piano o se da questo eventuale blocco saranno escluse le aree già oggetto di trasformazione.

Se a tutto ciò si aggiungono i recenti dati pubblicati dall’Ispra che parlano di un Veneto in cima alla classifica della cementificazione, allora risulta chiaro che la questione deve essere affrontata non solo da tutta la politica, ma dalla intera classe dirigente della regione. Da questo punto di vista infatti lobby come costruttori, cavatori, immobiliaristi e cementieri, in una con la Federdistribuzione, hanno avuto gioco facile – al netto delle condotte penali, che con le infiltrazioni mafiose spesso costituiscono il retrobottega del business – nel piegare politica ed amministrazione regionale e locale verso una deregulation urbanistica della quale il Veneto sta ancora pagando le conseguenze. Non solo in termini di snaturamento del territorio, ma pure di dissesto idrogeologico.

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dolo verso le elezioni. valentina peruzzo (m5s)

DOLO – Valentina Peruzzo è il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle. Perché si è candidata? «Perché finora ho visto la politica come qualcosa che bussa alla porta solo quando ci sono le elezioni e che crede, perché ha vinto le elezioni, di avere la verità in mano e imporre alla collettività le proprie scelte. Nel M5S non è così, noi siamo i portavoce dei cittadini e siamo lì per loro, per costruire assieme qualcosa di diverso. Credo che la cosa più sbagliata sia smettere di ascoltare e di dar voce alle persone. Essere trasparenti e dimostrare con i fatti non a parole, aver rispetto delle persone e del loro denaro perché i soldi non sono del Comune e di chi lo amministra ma dei dolesi. Costruire un ambiente più vivibile per i nostri bimbi che porti la ricchezza dell’esperienza e il rispetto di chi ti circonda». Qual è la sua posizione sulle grandi opere? «Il M5S è sempre stato contrario: sono opere che non hanno tenuto in minima considerazione gli abitanti, né fatto un’analisi effetti/benefici. Il M5S in Parlamento ha presentato una mozione per la messa in sicurezza della Romea e l’archiviazione della Romea Commerciale e il Pd ha votato contro. La scomparsa della Orte- Mestre dal Def non ci basta perché non esclude la possibilità che l’opera venga reinserita in futuro». Come intende agire per la salvaguardia dell’ospedale? «Abbiamo partecipato all’interno del comitato per la sua difesa. Il nostro programma regionale prevede il mantenimento e il miglioramento dei servizi sul territorio, la riduzione sulla parte burocratica e sui costi inutili». Quali sono le sue politiche per il lavoro e per i giovani? «Le politiche del lavoro nazionali hanno portato allo svilimento del lavoro. Un Comune può cercare di mettere in rete i propri giovani o le imprese locali. Il reddito di cittadinanza aziona la ripresa dei consumi e consente dignità alla persona con un percorso per l’inserimento nel mondo del lavoro». Il commercio ha visto scomparire molti storici negozi. Quali sono le sue ricette per rivitalizzarlo? «Puntare sulla perla turistica che è Dolo e far rivitalizzare il centro dai giovani e dalle associazioni, mettendole in coesione con i commercianti». Qual è il ruolo di Dolo e della Riviera nell’asse Padova e Venezia e nella Città Metropolitana? «Ritengo che la Città Metropolitana sia l’ennesimo modo di togliere voce e potere ai cittadini e non sopprimere le province».

Giacomo Piran

 

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Iniziativa pubblico-privata per incentivare il turismo grazie alle dimore storiche lungo il Naviglio Brenta

MIRA – Nasce Ville Card, il passepartout che apre al pubblico le porte di alcune delle più belle dimore storiche della Riviera del Brenta. Il progetto è nato dall’iniziativa di alcuni proprietari e gestori di ville venete della Riviera, pubbliche e private, ed è coordinato da Coopculture e La Piccionaia (Polo culturale Villa dei Leoni), in sinergia con gli enti pubblici del territorio e con l’Unione dei Comuni della Riviera del Brenta.

Ville Card è un collettore che ha messo in rete spazi a gestione pubblica e privata, dislocati lungo il Naviglio che lega Padova a Venezia, e si pone sul territorio con l’obiettivo di incentivare il turismo e promuovere le bellezze storico-architettoniche e paesaggistiche del territorio.

«Con Ville Card si spalanca una porta su antiche dimore, eleganti saloni affrescati, maestose e storiche architetture – spiegano gli ideatori del progetto – È un personale invito, lungo tutta una stagione, a scoprire perché generazioni di nobili veneziani scelsero queste terre come luogo di soggiorno e di residenza».

Con Ville Card si può accedere a prezzo ridotto a quattro ville a scelta tra le otto che, ad oggi, sono entrate nel progetto: villa Allegri von Ghega a Oriago, villa Badoer Fattoretto a Dolo, villa Contarini dei Leoni a Mira, villa Foscarini Rossi a Stra, Villa Tito a Sambruson, villa Valmarana, villa Valier e villa Widmann a Mira. Ville Card è già in vendita nella maggior parte delle biglietterie delle ville aderenti al circuito, in alcuni punti vendita facilmente accessibili in Riviera e negli hotel che hanno preso parte all’iniziativa.

 

“Itinerari della Riviera” in dono agli studenti

DOLO – Nei giorni scorsi è stato presentato il 4. volume della collana “Luoghi e itinerari della Riviera del Brenta e del Miranese” agli studenti degli istituti superiori dolesi. La collana è stata promossa dall’Associazione Cavalieri della Repubblica – Riviera del Brenta, in collaborazione con La Specola. Il sodalizio guidato da Pasquale Di Gennaro ha donato delle copie agli studenti del Liceo “Galilei” e degli istituti “Lazzari” e “Musatti”.

(L.Gia)

 

DOLO – In vista delle elezioni numerose iniziative. Stasera alle 20.30 nella Barchessa di Villa Concina, sede della Biblioteca comunale, si presenta la lista “Dolo Democratica – Alberto Polo sindaco”.

Domani alle 20.45 sotto lo Squero Monumentale, il Coordinamento pro-ospedale incontrerà alcuni dei candidati al Consiglio Regionale sul tema “Sanità e ospedale”, introdurrà Emilio Zen.

Venerdì 22 maggio alle 20.30 nella sala polivalente della parrocchia di Arino l’associazione “Arino per il futuro” organizza un incontro pubblico con i sette candidati sindaci dolesi che illustreranno i loro programmi elettorali.

Antonio Di Luzio e la Lega Nord promuovono tre incontri pubblici alle 20.30, il primo domani in piazza Don Gazzotti ad Arino, quindi mercoledì in via Brusaura a Sambruson e giovedì nella Barchessa di Villa Concina di via Comunetto.

(L. Per.)

 

MIRA – Offerta turistica che consente sconti

MIRA – Otto splendide dimore storiche della Riviera visitabili con una card che prevede sconti già in vendita da questo fine settimana. Erano almeno quindici anni che, in via sperimentale, i gestori di ville, proprietari ed enti pubblici cercavano di coordinare le visite alle dimore storiche per offrire una proposta di livello ai turisti diretti a Venezia o di passaggio in Riviera del Brenta. Un progetto che diventa realtà con la «Ville card» presentata ieri in villa dei Leoni da Irene Martini ed Enrico Papa di Coopculture, l’ente che coordina l’iniziativa e che gestisce il complesso di villa dei Leoni con la Piccionaia, insieme ai proprietari e gestori di ville, Cristina Rossi, Mauro Genovese, Maurizio Corò e Michela Guggia.

Il progetto è stato sviluppato in sinergia con gli enti pubblici del territorio e con l’Unione dei Comuni della Riviera del Brenta e prevede la visita a prezzo ridotto a quattro delle otto ville che hanno aderito ovvero: Villa Allegri Von Ghega a Oriago, Villa Badoer Fattoretto a Dolo, Villa Contarini dei Leoni a Mira, Villa Foscarini a Stra, Villa Tito a Dolo, Villa Valmarana, Villa Valier e Villa Widmann a Mira. La card sarà acquistabile sin da questo fine settimana a 4 euro negli hotel, nelle biglietterie delle Ville aderenti al circuito e in alcuni punti vendita facilmente accessibili in Riviera.

«Proporre un network di ville nel territorio della Riviera del Brenta – ha spiegato Cristina Rossi – sul modello dei castelli della Loira è l’arma vincente per valorizzare il territorio e dare nuovo impulso al turismo di quest’area».

Attraverso lo spazio web sul sito www.rivieradelbrenta.com sarà possibile avere informazioni sugli orari di apertura e costi dei biglietti d’ingresso alle varie ville del circuito.

Luisa Giantin

 

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