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Vi invitiamo a vedere tutto il filmato tratto dalla puntata della trasmissione di Rai3 Report andata in onda nel 2004. Dura 18 minuti e 22 secondi (la prima parte è di 12 minuti e 20 secondi e la seconda parte è di 6 minuti e 2 secondi).

Se non avete tempo di vederlo tutto, vi invitiamo a vederlo almeno dal 5° minuto e 15 secondi (sotto sono riportati gli argomenti del filmato).

Quando la trasmissione è stata realizzata il conflitto d’interesse sull’aumento dei pedaggi vedeva coinvolti il Presidente dell’Anas Vicenzo Pozzi (proveniente dalla società autostrade) e il ministro Lunardi (la sua società ha lavorato con la società autostrade).

Ora il Presidente dell’Anas è Pietro Ciucci che ha lavorato presso la Società Autostrade dal settembre 1969 al marzo 1987.  Corrado Passera è invece il Ministro in carica dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti del governo Monti ed è stato Consigliere e membro del Comitato Esecutivo dell’ ABI – Associazione Bancaria Italiana.

Inoltre su Pietro Ciucci segnaliamo quest’articolo sugli appalti del Ponte dello Stretto di Messina. 

Prima parte (12 minuti e 20 secondi)

Seconda parte (6 minuti e 2 secondi)

 ———————-  Argomenti Prima parte  ————————–

Fino al 2° minuto e 20 secondi:

autostrade di germania, svizzera, austria, francia e spagna.

Dal 2° minuto e 20 secondi al 3° minuto e 19 secondi:

condizioni stradali delle nostre autostrade

Dal 3° minuto e 19 secondi al 5° minuto e 15 secondi:

aumenti dei pedaggi e società autostrade

Dal 5° minuto e 15 secondi al 7° minuto e 15 secondi:

nars (nucleo di valutazione tecnica) presso il ministero economia e price-cap

intervista a Marco Ponti (ex esperto nas)

Dal 7° minuto e 15 secondi all’8° minuto al 7° e 15 secondi:

intervista a  Giorgio Ragazzi (economista)

Dall’8° minuto e 5 secondi al 9° minuto e 20 secondi:

Tremonti si è rifiutato di firmare al Cipe l’aumento

Intervista ad Anna Donati (senatrice)

Il  governo ha preso la convenzione anas autostrade e l’ha approvata per legge all’interno di un decreto creando un grave precedente

Dal 9° minuto e 20 secondi all’11 minuto:

Conflitto d’interessi: dentro il comitato consultivo della società autostrade c’è anche il presidente della sezione enti della corte dei conti che è un magistrato che vigila sull’anas la quale vigila sulla società autostrade.

Dall’11° minuto fino alla fine del filmato:

Intervista a Luigi Zanda (senatore)

Campagna telepass del costo di 5 milioni di euro finanziata dall’Anas

———————-  Argomenti Seconda parte  ————————–

Fino al 15° minuto e 20 secondi:

investimenti autostrade dal 1997 al 2003.

Interviste a Anna Donati (senatrice) e Paolo Brutti (senatore)

Dal 15° minuto e 20 secondi fino alla fine del filmato:

società autostrade inadempiente: anas e ministro potrebbero revocare la concessione ma la società di lunardi ha lavorato con la società autostrade e Vincenzo Pozzi (Presidente Anas) proviene dalla società autostrade

Il gruppo Benetton ha acquistato la società autostrade tramite la controllata schemaventotto alla quale ha girato l’indebitamento di circa 7 miliardi di euro fatto per acquistare la società e quindi ripagato con i pedaggi.

 

Un casello di ordinaria follia

Posted by Opzione Zero in Filmati, Rassegna stampa | 16 Comments

7

dic

2012

prodotto dalla Doliwood Films

 

VOLANTINO CONTRO L’AUMENTO DEL PEDAGGIO

 

 

RAI TG3 VENETO

RETE VENETA

ANTENNA TRE

Guerrilla gardening contro Veneto City

in concomitanza con l’assemblea provinciale di Apindustria che si è svolta al cinema teatro Italia di Dolo.

 

CLICCARE QUI PER VEDERE TUTTE LE FOTO

— — —

SABATO 24 NOVEMBRE DALLE ORE 9.00

a Dolo davanti al cinema Italia

SOTTO LA NEVE PANE, SOTTO IL CEMENTO FAME!!!

PRESIDIO DI PROTESTA E PROPOSTA

PIANTIAMOLA: RISCOPRIAMO IL VERO VALORE DELLA TERRA

Organizzano tavole rotonde e incontri in cui discutono di economia, di “centralità dell’uomo”, di avvio di “nuovo modello di sviluppo”, privando queste parole del loro vero significato e valore.

SI TRATTA PIUTTOSTO DI UNA SAPIENTE OPERAZIONE DI MARKETING.
UN GIRO DI PAROLE PER “VENDERCI” ANCORA CEMENTO E ASFALTO,
VENETO CITY E’ LO STESSO VECCHIO MODELLO CHE HA GENERATO LA CRISI!!!

La centralità dell’uomo non passa per l’infinito consumo di territorio, per l’accaparramento incessante di risorse e di beni comuni, mettendo a rischio la sicurezza idrogeologica dei territori, la salute e le economie locali. La centralità dell’uomo e del suo ambiente non può essere sbandierata e piegata alle regole di mercato, alla mercificazione, alla speculazione di pochi. La centralità dell’uomo deve passare per la salvaguardia dell’ambiente di cui è parte. Deve passare dal rispetto dei suoi bisogni reali e primari.

L’UOMO E’ ELEMENTO DI UN ECOSISTEMA VIVENTE CHE DEVE ESSERE RISPETTATO PER CONSENTIRE A TUTTI DI VIVERE!

In 50 anni l’Italia ha perso 5 milioni di ettari, il 20% del suo territorio agricolo, con un trend in crescita: secondo Coldiretti, negli ultimi 10 anni sono scomparse 800.000 aziende del settore. Il Veneto, in particolare, è la seconda Regione più cementificata dopo la Lombardia, con oltre l’11% di suolo impermeabilizzato. Ma l’agricoltura, si sa, non è una priorità strategica, non fa crescere abbastanza il PIL, né può essere fonte di speculazione per le potenti cricche affaristiche; mentre l’edilizia e le infrastrutture sì.

Il piccolo commercio dei centri storici ha subito una rapida e inarrestabile crisi dovuta al proliferare di ipermercati, centri commerciali e outlet. Veneto City diventerà il più grande centro polifunzionale d’Europa e la preoccupazione per l’economia dei paesi circostanti è stata più volte sollevata dalle Associazioni di categoria.

La diffusione di questi “non-luoghi” offende l’identità originaria della nostra cultura e induce una fruizione distorta del tempo libero e della socialità, sostituendosi alle piazze, con 40.000 presenze al giorno stimate, che di notte “spariranno” nei paesi ridotti a dormitori.

Recentemente, abbiamo assistito al “blocco” di altri due eco-mostri: l’insediamento di Rotocart a Castalefranco Veneto e il mega-insediamento industriale di 500.000mq a Barcon di Vedelago. Anche in questo caso, non è stata certo la lungimiranza e la responsabilità della classe politica a decidere, ma la forza e la volontà di comitati di cittadini ed associazioni che hanno combattuto per far sentire la loro voce riuscendo a difendere il loro territorio dalla speculazione.

CAMBIARE MODELLO SI PUO’ DAVVERO, PROTEGGENDO I NOSTRI TERRITORI E I BENI COMUNI DALLA RAPINA DI POCHI E NON ACCETTANDO PIU’

– di sentire parlare di “sviluppo”, quando la situazione socio-economica dimostra che è necessario puntare al recupero del costruito, ad una gestione sostenibile del territorio ad una valorizzazione dell’agricoltura e della TERRA come risorsa primaria LIMITATA E VITALE

 di non ascoltare la voce di ben 11.000 cittadini che hanno sottoscritto un appello per un confronto sul destino futuro del proprio territorio.

di essere depredati ogni giorno del nostri suoli, della nostra salute, di temere di subire esondazioni ed allagamenti nelle nostre case e attività.

GLI SPECULATORI CI PROPONGONO CEMENTO. NOI PROPONIAMO PANE!
Con grano coltivato a Vetrego, macinato, controllato e prodotto a Mira.

 

PARTECIPIAMO AL PRESIDIO E DIMOSTRIAMO QUAL’E’ LO SVILUPPO CHE VOGLIONO I CITTADINI!!!!

STOP VENETO CITY


Veneto City in numeri:

Superficie totale interessata (comprese le strade): 1.600.000 mq di superficie
Superficie area d’intervento: 1.290.000 mq (prima fase 718.000 mq)
Infrastrutture complementari: Nuovo casello A4 di Albarea, nuova stazione FS, viabilità di accesso
Infrastrutture correlate: Romea Commerciale, Camionabile, Tangenziali BS-PD, bretella TAV per Vigonza
Traffico giornaliero attratto:Almeno 70.000 veicoli/giorno in più
Valore dell’operazione: Circa 2 miliardi di euro

 

 

Prime adesioni pervenute:

Movimento Mira 2030 – Lista civica Mira Fuori del Comune, Lista civica il Ponte del Dolo, Italia Nostra Riviera del Brenta, Legambiente Riviera del Brenta, PRC circolo di Dolo, Lista Primavera Civica di Vedelago, Associazione Isola Bassa di Dolo, Movimento 5 stelle Castelfranco, Circolo SEL di Dolo, APS Villa Bembo

 

Nonostante le pressioni degli interessi speculativi, gli opportunismi politici e l’assurdità delle procedure amministrative; nonostante il trito richiamo per le allodole su presunti posti di lavoro e sul falso mito dello sviluppo, il cosiddetto “progetto Barcon” di Vedelago non è passato.

L’affollata seduta del consiglio comunale di Vedelago di lunedì sera, assediata all’esterno da comitati, associazioni e cittadini contrari, ha visto l’affossamento del mega-insediamento industriale di 500.000mq ancora agricoli, che doveva comprendere il macello più grande d’Europa, una cartiera e un casello autostradale, giusto per dimostrare l’utilità pubblica! Opzione Zero era presente a sostegno dei valori che ci vedono contro V.C., contro il consumo speculativo di suolo, in difesa dei beni comuni e nel rispetto di quella necessaria pratica di mutuo soccorso e cooperazione con le realtà che condividono sorti simili a quelle della Riviera del Brenta.

Inevitabile, infatti, il parallelo con il “caso” Veneto City: stessi slogan promozionali, stessa procedura di Accordo di Programma, stessi ricatti e stesse minacce per la sopravvivenza dei beni comuni e della salute dei cittadini. E anche lo stesso teatrino, che ha visto i posti disponibili della Sala Consiliare occupati per tempo dalla claque “a favore”. Nel caso di Barcon ha certamente influito il “disorientamento” dell’asse PdL-Lega che nell’ultimo anno si è scompaginato, ma… paese che vai, leghista che trovi… e il fuoco incrociato di chi ha ancora un barlume di buon senso politico, di chi ha il coraggio di dissociarsi da scelte scellerate e della sempre più potente voce della società civile hanno giocato un ruolo fondamentale. Quando l’asservimento alle logiche clientelari politiche e lobbistiche e l’incompetenza amministrativa nel governo reale del territorio prevalgono, assistiamo alle più basse nefandezze. Veneto City è un chiaro esempio di come la debolezza della politica locale, incapace di assumersi la responsabilità e il diritto/dovere di esercitare il proprio potere a beneficio dei cittadini e incurante delle loro istanze democratiche, conduca alle più temibili devastazioni. Ma la società civile è sempre più vigile, sempre più esasperata e sempre più capace di alzare la voce e spostare gli equilibri di una politica inadeguata e distante.

E anche se la Regione Veneto inventa strumenti sempre più arroganti per spianare la strada alla speculazione e agli interessi privati – come l’ultimo DDL commercio del 2 ottobre che spalanca le porte ad altri centri commerciali – questi mostri si possono e si devono fermare: in Veneto siamo al collasso, non possiamo più permetterci di consumare territorio, mettendo a rischio sicurezza, salute e quel poco di economie locali che restano. L’esempio di Barcon parla a tutti noi: dobbiamo e possiamo dire BASTA!

 

TG3 RAI – 3a Conferenza Internazionale sulla Decrescita

Posted by Opzione Zero in Filmati, Rassegna stampa | 0 Comments

17

set

2012
Verso la 3a Conferenza Internazionale sulla Decrescita

 

3a Conferenza Internazionale sulla Decrescita

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TG3 RAI – Pedalata In-Festante e Manifestazione a Venezia

Posted by Opzione Zero in Filmati, Rassegna stampa | 0 Comments

17

set

2012

In bici da Mira a Venezia

Manifestazione a Venezia

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