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Antenna Tre – Romea, la strada killer

Posted by Opzione Zero in Filmati, Rassegna stampa | 0 Comments

24

ott

2015

TGR – Veneto sempre piu’ cementificato

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

21

ott

2015

COMUNICATO STAMPA 16 OTTOBRE 2015

Messa in sicurezza della Romea e deviazione traffico pesante: alle parole seguano i fatti.

Nel servizio del TG2 andato in onda la sera di martedì 14 ottobre, il neo presidente dell’Anas Ing. Gianni Vittorio Armani, subentrato al dimissionario Pietro Ciucci, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“La nostra necessità è quella di investire in modo più importante e quindi di abbandonare il progetto di grande opera, grande autostrada e andare verso il rifacimento magari la deviazione del traffico pesante fuori dai centri abitati con strade adeguate non autostrade necessariamente e il ripristino della sicurezza.”

Per la prima volta le dichiarazioni di un alto dirigente corrispondono con quanto detto da almeno un decennio dai comitati della rete nazionale Stop Orte-Mestre.

Ormai è evidente che le grandi opere non sono utili per la popolazione ma sono solo utili per chi le fa. Un esempio per tutti è il Mose. La classe politica veneta ha delle grosse responsabilità: non è un caso che per 14 anni le giunte di Galan e di Zaia abbiano insistito per portare avanti il devastante, inutile e costossisimo progetto dell’autostrada Orte-Mestre, lasciando irrisolto il problema della sicurezza della SS 309.

Per evitare di allungare la lista nera dei morti e degli incidenti in romea, alle parole devono seguire subito i fatti. Bisogna da subito eseguire quelle piccole opere necessarie  e poco costose per mettere in sicurezza la statale romea (eliminazione degli incroci a raso, etc) e completare un’opera che da almeno 35 anni aspetta di essere finita: il raccordo Ferrara-Ravenna per deviare il traffico pesante sull’A13.

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L’A13 è l’alternativa alla romea per raggiungere Ravenna dall’innesto del Passante (Roncoduro, Dolo). Basterebbe completare la variante alla Statale Adriatica 16 (superstrada di cui si parla da almeno 35 anni). In rosso i tratti da realizzare.

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Il Sole 24 Ore – Il clima (e il disastro) che verra’

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

11

ott

2015

I guai da effetto clima che hanno martoriato l’Italia anche quest’estate? Altro che congiunzioni astrali. Altro che colpo di coda del destino. È il segnale, o meglio la prova generale, di quello che promette di accadere entro qualche decennio: un vero disastro ambientale, e dunque sociale. Con una ulteriore sorpresa, naturalmente negativa, proprio per il nostro paese. Il più esposto in tutto il continente europeo all’onda dei cambiamenti climatici. A causa della sua conformazione geografica, e della morfologia del suo territorio.

Colpa del destino più che dell’uomo. Che però ha la sua pesante responsabilità. Perché è in gran parte sua la responsabilità dell’incalzante dissesto idrogeologico. Ecco allora l’ultima e qualificata diagnosi previsionale, decisamente terrificante. Viene dal Cmcc, il centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici, in un articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista International Journal of Climatology, che sintetizza una ricerca condotta dagli studiosi Alessandra Lucia Zollo, Valeria Rillo, Edoardo Bucchignani, Myriam Montesarchio e Paola Mercogliano.

Le cifre dell’allarme

Tra una cinquantina d’anni, il tempo di un paio di generazioni, l’Italia si ritroverà ben oltre i parametri di guardia indicati dagli scienziati mondiali per i disastri dell’effetto clima. Ben oltre i 2 gradi di aumento delle temperature medie, con tutto il loro corredo di sciagure. Sarà così che nell’ultimo trentennio di questo secolo le precipitazioni medie aumenteranno di quasi il 10% mentre le temperature, sia nei valori minimi che in quelli massimi, cresceranno di soli 2 gradi centigradi (che pur rappresentano la soglia del disastro) solo se noi e la comunità internazionale riusciremo a fare l’impossibile per frenare l’effetto serra. Altrimenti, ad atteggiamenti e politiche invariate rispetto ad oggi, i nostri territori si scalderanno ben di più, fino a 6 gradi.

I ricercatori del Cmcc giurano di aver utilizzato le tecnologie più avanzate nella modellistica climatica, aggregando le previsioni sulle variazioni di temperatura e precipitazioni medie di tutto il nostro stivale anche se sono stati privilegiati i trend degli eventi estremi in quattro regioni considerate emblematiche: il Veneto, la Calabria, la Sardegna e la Toscana. Il tutto confrontando i dati dello scorso trentennio (dal 1981 al 2010) con quelli prodotti dal modello previsionale per l’ultimo trentennio del secolo corrente (2071-2100).

Veneto sulla graticola

L’allarme colpisce in particolare il Veneto, per il quale sono previsti aumenti della temperatura fino a 7 gradi. Ma nelle altre regioni esaminate a campione non andrà molto meglio. Le notti tropicali, cioè i giorni con temperatura minima sopra i 20 gradi, o i giorni estivi (quelli con temperatura massima superiore ai 25 gradi) aumenteranno nella loro frequenza annuale soprattutto in Calabria e in Sardegna. E siccome sono questi i principali sintomi dei disastri ambientali che si materializzano sotto forma di siccità o di improvvise alluvioni, con il loro drammatico carico di conseguenze, ecco che dallo studio emerge un sicuro e progressivo aumento degli eventi più estremi che colpirà tutti i territori italiani.

Gli scettici e i negazionisti dell’allarme climatico (che continuano a non mancare) sono serviti. Che fare? Il warning sulla necessità di un intervento pronto e deciso, come ben sappiamo, riguarda i governanti dei singoli paesi ma soprattutto l’indispensabile coordinamento della comunità internazionale, visto che l’effetto serra all’origine dei cambiamenti climatici è frutto, anche per le conseguenze locali, delle emissioni complessive e non di quelle generate sul posto. Certo, nel frattempo i paesi possono e devono operare con solerzia a casa propria per tamponare se non altro gli effetti pratici degli sconquassi ambientali. E la cosa riguarda in particolare il nostro paese, visti i suoi problemi, appunto, di dissesto idrogeologico.

Pesi supplementari

A confermare che l’Italia è particolarmente esposta sono i coordinatori del IPCC, l’Intergovernmental Panel on Climate Change, il comitato Onu sul clima. Proprio qui da noi la temperatura sta crescendo più velocemente della media globale: un grado e mezzo in più rispetto all’ultimo trentennio del secolo scorso nel 2014, più del doppio della media globale. E proprio l’anno scorso il disastro ha lanciato sonori avvertimenti con alluvioni a Genova, Modena, Senigallia e Chiavari, solo per citare le più rilevanti.

Una spia eloquente è rappresentata anche dalla progressiva disgregazione dei nostri ghiacciai, che negli ultimi anni ha subito un’ulteriore accelerazione rispetto all’allarme rosso lanciato cinque anni fa in uno studio coordinato dal CNR: già nel 1991 i ghiacci del versante piemontese del Gran Paradiso avevano perso la metà della loro area ottocentesca. E ancora peggio era successo sul Monte Rosa, mentre nell’intera Val d’Aosta i ghiacciai si sono ritratti per oltre il 40%.

 

E INTANTO IL RACCORDO FERRARA – RAVENNA ASPETTA DA ALMENO 35 ANNI DI ESSERE COMPLETATO

L’A13 è l’alternativa alla romea per raggiungere Ravenna dall’innesto del Passante (Roncoduro, Dolo). Basterebbe completare la variante alla Statale Adriatica 16 (superstrada di cui si parla da almeno 35 anni). In rosso i tratti da realizzare.

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Comunicato stampa Opzione Zero 09 ottobre 2015

Le ultime dichiarazioni del ministro Del Rio sembrano andare verso l’archiviazione della Orte-Mestre, ma il rischio di una nuova autostrada tra Ravenna e Mestre è tutt’altro che scongiurato.

Le organizzazioni Emiliane e Venete della Rete Stop Or-Me sono infatti preoccupate per le dichiarazioni dell’assessore regionale ai trasporti dell’Emilia-Romagna Raffaele Donini apparse oggi sul Resto del Carlino.

Nell’intervista Donini parla della realizzazione di una nuova arteria tra Ravenna e Mezzogoro attraverso le Valli del Mezzano: un tracciato di circa 76 km del costo variabile tra 270 e 500 milioni di euro (a seconda del numero di corsie, due o quattro) che andrebbe a ricalcare quello già individuato con la Orte-Mestre.

Secondo Opzione Zero questa proposta non ha alcun senso, e si spiega solo con un completamento a nord fino al Passante di Mestre, praticamente il vecchio progetto di “Nuova Romea” proposto nel 2003 della cordata Emiliano-Veneta, di cui facevano parte varie imprese coinvolte nello scandalo MOSE come Mantovani Spa, Adria Infrastrutture, e il Consorzio Cooperative Costruzioni.

“Ci aspettiamo da un momento all’altro che la Giunta Zaia se ne esca con l’idea di collegare questa nuova tratta con la Nogara Mare e con il Passante – dichiarano dal Comitato – una prospettiva che ci farebbe tornare indietro al punto di partenza con la realizzazione di uno dei segmenti più devastanti del progetto Orte-Mestre, e una Romea abbandonata al degrado”.

L’idea dell’assessore Donini appare ulteriormente paradossale se si considera che proprio la Regione Emilia Romagna e ANAS sembrano finalmente interessati a completare la variante alla Statale Adriatica SS 16 che collega Ravenna all’autostrada A-13 nei pressi di Ferrara. Questa nuova superstrada, di cui si parla da almeno 35 anni, è già stata finanziata e realizzata per buona parte del suo tracciato; basterebbero solo 100 milioni di euro per realizzare i collegamenti Ravenna-Alfonsine e Alfonsine-Argenta, ultimando così un’opera fondamentale per alleggerire la Romea dal traffico pesante.

Come si sa uno dei problemi più grossi della Romea non tanto il volume di traffico, ma la grande quantità di camion che la percorrono (almeno il 35% dei 18.000 veicoli medi giornalieri). La maggior parte dei TIR sono diretti o provengono dall’est europeo e usano la statale per non pagare i pedaggi autostradali. Ma introducendo una “vignetta” o in alternativa degli incentivi si potrebbe facilmente dirottare questi mezzi sulla A-13 proprio attraverso il raccordo Ferrara-Ravenna.

Per quanto riguarda il nodo di Chioggia invece, le risposte giuste sono quelle proposte dal comitato locale e cioè il collegamento ferroviario con Padova e Mestre, e il completamento della strada Arzeron.

“Queste soluzioni noi le proponiamo da più di 10 anni ma sono sempre cadute nel vuoto -dichiarano da Opzione Zero -ora qualche spiraglio sembra aprirsi, tanto che il Tg2 dedicherà un intero servizio a questo tema nell’edizione delle 20.30 in onda martedì 13 ottobre. Ma per sconfiggere definitivamente lo spettro dell’autostrada è necessario costringere ANAS a riqualificare la statale con investimenti concreti. Le amministrazioni locali della Riviera del Brenta possono e devono agire in modo più insistente e convinto prima che sia troppo tardi”.

Pubblichiamo il servizio realizzato da Alessia Zampieri il giorno dello spettacolo con intervista agli artisti.

Lettera aperta di Eleonora

Posted by Opzione Zero in Comunicati Stampa, Rassegna stampa | 0 Comments

5

ott

2015

Pubblichiamo con piacere la lettera aperta di Eleonora.

Sabato 26 settembre scorso, come tante, tante altre persone sono andata a vedere lo spettacolo di Bertelli, Balasso e Paolini organizzato dai tre artisti, in collaborazione con il Comitato Opzione Zero e Jole Film, per raccogliere fondi da destinare alle vittime del tornado dello scorso 8 luglio.

Lo spettacolo è stato organizzato in via Seriola a Dolo, definita dallo stesso Paolini “La strada più stretta della Pianura Padana”: una location insolita ma significativa perchè la via passa in mezzo ai campi dietro la fornace dove il fortunale ha fatto innumerevoli danni.
Ed io, i miei amici e la mia sedia a rotelle color ciclamino eravamo lì, assieme a tutti gli altri: ragazzi, ragazze, uomini, donne, bambini, bambine, cani, cimici (mamma mia, quanti cimici!). Alle 17.15 eravamo tutti lì, come formiche. E perchè anch’io, così come altri che non avevano la sedia a rotelle elettrica siamo riusciti ad andare? Per l’ORGANIZZAZIONE. Il Comitato Opzione Zero e la Jole Film si erano organizzati per permettere anche a disabili, donne incinta ed anziani di accedere il più comodamente possibile alle zone rurali in cui a breve si sarebbe tenuto lo spettacolo. Almeno due volontari pronti ad aiutarti ad ogni difficoltà, indipendentemente dal fatto che tu fossi accompagnato. Addirittura c’era una zona ristoro. Addirittura avevano recintato fossati secchi e messo tavole per poterli attraversare, con tanto di paratie laterali per non cadere.

Immagino che questa organizzazione abbia comportato dedizione, ampie vedute, cura per i dettagli, sensibilità e buona volontà. Ma l’organizzazione ce l’ha fatta.
Credo che le persone che si sono adoperate per la buona riuscita dell’evento abbiano avuto soddisfazione. Io me lo auguro vivamente, soprattutto per contraccambiare la serenità che, una volta ogni tanto, ho provato nel partecipare ad un evento pubblico senza diventare matta per conciliare la mia voglia di vivere e partecipare alla vita sociale con i limiti imposti dalle barriere architettoniche ma più spesso da dimenticanza, faciloneria e menefreghismo.

Per una persona come me, in carrozzina, andare a La Biennale di Venezia, soprattutto nella zona dei Giardini è quasi un viaggio della speranza.
La mia patologia m’impone una carrozzina semplice, non a telaio rigido come quella di Zanardi oppure l’uso di un deambulatore.
Ma quanto matta divento con la ghiaia tra i vari padiglioni? Se in tre o quattro amici non si coordinano per trascinarmi dove le ruote della carrozzina affondano nei punti di ghiaia più profonda (zona fronte padiglione USA, Giappone, Gran Bretagna, ad esempio) io La Mostra INTERNAZIONALE d’Architettura non la vedo. Così come non vedo i padiglioni dell’Egitto o dell’Olanda (sempre ad esempio) l’anno successivo quando fanno La Mostra INTERNAZIONALE d’Arte.
Spesso, richiedendo la pedana per entrare nel padiglione della Spagna (sempre più ad esempio), ti sbolognano dicendo che devi aspettare perchè è momentaneamente in uso in un altro punto de La Mostra INTERNAZIONALE d’Arte.

Io non credo di avere qualcosa da insegnare alle persone, ma i fatti dimostrano che il Comitato Opzione Zero e la Jole Film hanno qualcosa da insegnare in merito ad accessibilità, sensibilità ed organizzazione a Baratta, all’organizzazione de La Biennale e forse qualcosina anche a Brugnaro, dal momento che si è recentemente unito al club delle teste pensanti della venezianità. La disponibilità economica di cui dispone La Biennale sono sicura gli permetterà di fare grandi cose.

Un sasso lo aveva già tirato Bertolucci qualche anno fa, qualcuno lo raccoglie?

E. S. Nalesso

 

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TUTTI ALLE ZATTERE, DOMENICA 4 OTTOBRE ALLE 15.30

Nel tratto delle Zattere tra il ponte del rio di San Trovaso e la piattaforma ex Adriatica troverete gazebo con materiali informativi, e musica

Venite come volete o a piedi o in barca ! Portate bandiere, cartelli, fischietti e altri strumenti “rumorosi”!

CONTRO LE GRANDI NAVI E I NUOVI SCAVI IN LAGUNA
PER IL LAVORO E LE SOLUZIONI ALTERNATIVE

Fuori le grandi navi crociera dalla laguna: un lungimirante sviluppo sostenibile

Leggiamo nei giornali il caos creato e le molteplici scomposte reazioni alle dichiarazioni del ministro Franceschini
Pochi giorni fa’ erano emerse in Consiglio Comunale le posizioni pregiudiziali di Brugnaro, il voto negativo sul progetto Duferco era scontato, il passaggio in commissione e la discussione in consiglio erano puramente formali.
Bene hanno fatto le opposizioni ad abbandonare l’aula e non partecipare al voto.
Questa concezione autoritaria della dialettica democratica dovrebbe far riflettere i vertici del PD soprattutto coloro che vogliono patti di collaborazione negli interessi della città. L’interesse della città non c’entra proprio nulla e questa vicenda lo dimostra. L’imprenditore Brugnaro cerca solo accordi di potere per difendere quegli interessi di potere economico che si sono consolidati in questi anni all’interno del porto dove la difesa del lavoro viene usata strumentalmente.
Si sta svelando così quell’intreccio consociativo utilitaristico tra istituzioni, imprenditoria e vertici sindacali fondato su una visione corporativa e conservatrice dello sviluppo che non è più in grado di cogliere quella sfida di un futuro sostenibile che sappia coniugare ambiente e lavoro (e che un progetto del genere potrebbe interpretare).
Per quanto ci riguarda noi continueremo a batterci come abbiamo fatto nel corso di questi anni per una soluzione progettuale che mantenga la crocieristica ed il lavoro a Venezia compatibilmente con la tutela del patrimonio urbanistico della città e della salvaguardia della laguna.
Ciò significa un no netto a qualsiasi scavo di nuovi canali in laguna o allargamento di quelli esistenti quali il canale dei petroli o il Vittorio Emanuele, una assoluta contrarietà alla proposta del nuovo tracciato Trezze Est che è quasi peggio del Contorta-S.Angelo ed un si ragionato alla realizzazione di un nuovo avamporto alla bocca di Lido. Il progetto Duferco in valutazione Via con i miglioramenti portati dimostra che questi obiettivi si possono realizzare.
Ora la decisione finale spetta agli esperti della commissione VIA che devono operare liberi da condizionamenti politici e di lobby ed al Governo che dopo la decadenza del progetto Contorta-S.Angelo deve prendere atto che ci sono altre soluzioni alternative fuori della laguna che se non piacciono al nuovo Sindaco ed al Presidente Costa in scadenza di mandato godono di un consenso crescente non solo dei cosiddetti ambientalisti, ma tra i lavoratori del porto (quelli veri, non quelli che pretendono di rappresentarli e non hanno i loro voti ) e nell’opinione pubblica.
Noi comunque continuiamo la nostra battaglia, forti della straordinaria partecipazione all’ assemblea di S.Leonardo del 21 settembre

INVITIAMO TUTTI ALLE ZATTERE, DOMENICA 4 OTTOBRE ALLE 15.30

Nel tratto delle Zattere tra il ponte del rio di San Trovaso e la piattaforma ex Adriatica troverete gazebo con materiali informativi, e musica

Venite come volete o a piedi o in barca !
Portate bandiere, cartelli, fischietti e altri strumenti “rumorosi”!

CONTRO LE GRANDI NAVI E I NUOVI SCAVI IN LAGUNA
PER IL LAVORO E LE SOLUZIONI ALTERNATIVE

Il 22 ottobre con l’occasione della mostra di Gardin saremo in piazza S. Marco.

Venezia, 2 ottobre 2015

ASSOCIAZIONE AMBIENTEVENEZIA

 

Comunicato stampa Opzione Zero 28 settembre 2015

52.155,22 euro la somma totale delle donazioni raccolte in favore delle vittime del tornado durante l’evento con gli artisti Marco Paolini, Natalino Balasso e Gualtiero Bertelli sabato scorso nei campi di via Seriola. Massiccia la partecipazione, che nonostante il tempo incerto, ha visto l’affluenza di almeno 5000 persone, tantissime in bicicletta o a piedi, provenienti dalla Riviera del Brenta, oltre che da altre province e regioni.

Grande soddisfazione esprime il comitato Opzione Zero, che insieme ai gruppi La Fornace e Mira On Air Festival, ha supportato l’organizzazione dello spettacolo: “Questo risultato è stato possibile prima di tutto grazie all’intuizione e alla straordinaria disponibilità degli artisti Marco Paolini, Natalino Balasso e Gualtiero Bertelli. Un ringraziamento speciale va poi a tutte le volontarie e i volontari che hanno lavorato duramente prima, durante e dopo lo spettacolo; e infine anche alle tante ditte, agli enti e alle associazioni che hanno voluto in forme diverse sponsorizzare l’iniziativa”.

Come indicato dal palco da Marco Paolini, i soldi sono stati raccolti al termine della manifestazione in modo differenziato, lasciando cioè a ciascuno la responsabilità di scegliere a quale via o zona far pervenire la propria donazione. Nel dettaglio il risultato è stato il seguente:

– per il Comune di Dolo: 5.026 euro per via Ettore Tito, 4317,47 euro per via Carrezioi, 4163,5 euro per via Seriola, 4147,92 per via Melloni, 2392,78 euro per la località Cesare Musatti, 2567,72 euro per via Martiri della Libertà, 1929,12 euro per via Galvani, 1770,5 euro per altre zone in Comune di Dolo, 2580,40 euro per via Fratelli Bandiera

– per il Comune di Mira: 2480,46 euro per via Brenta Bassa, 919,1 euro per via Agnesi, 1656,87 euro per altre zone di Mira;

– per il comune di Pianiga: 3511,97 euro per la zona di Cazzago

Infine, molte persone hanno scelto di delegare Paolini, Balasso e Bertelli su come meglio destinare le sottoscrizioni, rispettivamente: 7299,89 , 5318,26 e 2073,23 euro.

Nel rispetto della modalità di raccolta delle offerte, e come già annunciato, tutte le donazioni saranno distribuite nel più breve tempo possibile, con piena trasparenza e in modo diretto alle famiglie più disagiate, senza cioè ulteriori passaggi attraverso associazioni o enti pubblici.

Unica nota stonata le dichiarazioni rilasciate dalle amministrazioni di Dolo e Mira sulla gestione dei soldi raccolti dalle associazioni e sulla necessità di versare tutti i fondi nei conti correnti dedicati dai tre Comuni di Dolo. Sul punto interviene Mattia Donadel, presidente di Opzione Zero:

“Come comitato troviamo quanto meno inopportune queste dichiarazioni rilasciate a ridosso di un evento di questa portata, evento tra l’altro patrocinato dai medesimi Comuni. Noi siamo stati fin da subito chiari con i Sindaci sul fatto di non accettare altre mediazioni per la distribuzione dei fondi raccolti dalla nostra organizzazione, al contempo ci siamo impegnati a rendicontare il tutto in modo trasparente. Del resto questo è quello che ci è stato chiesto dagli autori dello spettacolo, oltre che da tante persone. Il problema non sta nella mancanza di fiducia verso le amministrazioni comunali, quanto piuttosto nel fatto che ci sono difficoltà evidenti e oggettive nella erogazione delle somme raccolte nei conti correnti pubblici. Di fatto i pochi aiuti economici o materiali ricevuti dalle vittime del tornado, fino ad ora sono arrivati proprio da associazioni e gruppi spontanei, non certo dal Governo, né dalla Regione e nemmeno dai Comuni. Quindi prima di aprire inutili polemiche forse sarebbe il caso che ciascuno riflettesse sulle proprie responsabilità”.

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