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Gazzettino – Via libera per Alles, Marghera non ci sta.

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7

mag

2015

MARGHERA – Rifiuti pericolosi Il Consiglio di Stato dà via libera ad Alles

Il Consiglio di Stato ha ribaltato lo “stop” del Tar ai rifiuti tossici

Alles, ricorso accettato. Marghera ripiomba nell’incubo inquinamento. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dall’azienda di Porto Marghera contro la sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Veneto. Sentenza con cui, lo scorso 10 luglio, il Tar aveva bloccato la delibera regionale di via libera all’ampliamento (revamping) dell’impianto di trattamento di rifiuti pericolosi di via dell’Elettronica.

La decisione che cancella il pronunciamento del Tar è stata presa dalla sezione quinta del Consiglio di Stato lo scorso 24 marzo ma se ne è venuti a conoscenza ieri con la pubblicazione della sentenza. Uno dei motivi che hanno indotto il Consiglio ad accogliere il ricorso presentato da Alles e dalla Regione è legato al fatto che si tratta di un ampliamento di un impianto esistente e non di una nuova costruzione.

Il Tar, invece, aveva bloccato la delibera regionale accogliendo un ricorso del Comune che aveva notato anche come il progetto di Alles avesse un impatto in termini urbanistici.

«Il fatto che l’autorizzazione regionale consenta di ampliare i Codici Cer di classificazione dei rifiuti trattati di circa quattro volte rispetto alle tipologie prime ammesse – spiega preoccupato il presidente della Municipalità di Marghera Flavio Dal Corso – non è stato considerato elemento rilevante per essere considerato un nuovo impianto».

Sta di fatto che il pronunciamento del Consiglio di Stato – ultimo grado di giudizio – dà il via libera al “revamping” dell’impianto ridando validità alla delibera della Giunta Zaia su Alles.

«L’unico modo per fermare la tendenza a considerare Marghera pattumiera dei rifiuti pericolosi del Veneto sta nella volontà politica. Ci auguriamo – auspica Dal Corso – che in Regione si cambi, vista anche la compromissione di molti esponenti nello scandalo Mose, in modo da poter assicurare prospettive diverse a Porto Marghera. Chissà che il nuovo Consiglio Regionale ribadisca, come ha fatto il precedente, il no alla delibera della Giunta Zaia e faccia pesare questo no sull’esecutivo, cosa che il vecchio consiglio non è riuscito a fare».

Richiama i cittadini alla mobilitazione l’ex-assessore e candidato alla presidenza della Municipalità Gianfranco Bettin che sottolinea come «saranno le nuove amministrazioni comunale e regionale a dover fare definitiva chiarezza, in favore, si spera, di una Porto Marghera non destinata a essere la pattumiera universale di rifiuti tossici e nocivi evocata dalle scelte della Regione in questi anni».

 

Affollamenti sulla tratta Venezia-Portogruaro. Conte: «L’orario cadenzato non funziona»

QUARTO D’ALTINO – Ritardi e sovraffollamento ieri mattina lungo la tratta Venezia-Portogruaro, tanto che il comitato pendolari ha messo in allarme i viaggiatori dalla sua pagina Facebook, per avvertirli di possibili disagi in varie ore del giorno, ma i maggiori problemi, si sono avuti al mattino.

«Prosegue il malfunzionamento della tratta», spiegano i comitati.

A intervenire sulla questione è anche il sindaco di Quarto e candidata in Regione con il Pd, Silvia Conte. «È dal dicembre 2013 che con il nuovo orario cadenzato il servizio ferroviario voluto dalla giunta Zaia-Chisso è peggiorato su alcune tratte, per esempio la Venezia-Portogruaro, ma anche la Venezia-Treviso, con la cancellazione delle prime corse del mattino, le ultime della sera, nei festivi e prefestivi. Già allora era stato promesso “gara subito”.

Nel frattempo, solo grazie alla tenacia di comitati pendolari e di sindaci e di associazioni, qualche modifica è’ stata introdotta, ma il livello del servizio è ancora molto lontano da quella metropolitana di cui parla Zaia come testimoniano le cronache».

E ancora: «Apprezzo gli sforzi di Trenitalia che per prepararsi a competere con la concorrenza sta investendo anche in Veneto. Rimane il dato che la Regione guidata dalla Lega non ha investito un euro aggiuntivo al fondo nazionale per il trasporto pubblico locale in tutti questi anni».

(m.a.)

 

SAN DONÀ – Domani la presentazione da parte di Legambiente

SAN DONÀ – Cemento e criminalità organizzata, come il settore edile porti ad interloquire con operatori economici, professionisti e politici nel Veneto Orientale.

Segnali inquietanti, fatti accaduti anche di recente, per cui si sono visti capannoni bruciati, escavatori distrutti o interrati nella zona. E società nel 2012 finite sotto la lente della magistratura utilizzate come schermatura, come una srl attiva a Jesolo ma con sede ad Aversa, una società di San Donà e una società cooperativa a Portogruaro, o ancora tentativi di riciclaggio da parte di funzionari di banca fino ad arrivare ad un personaggio di spicco del mondo sportivo.

Sono alcuni dei punti del dossier di Legambiente che saranno esposti da Maurizio Billotto e Gianni Belloni, coordinatore dell’Osservatorio su “Ambiente e Legalità del Veneto” all’incontro “Ambiente e legalità” che si terrà domani, giovedì 7, alle 17 al Forte del ’48.

«Una campagna di sensibilizzazione in cui toccheremo anche alcuni aspetti relativi alla burocrazia: come certi Comuni non attuino abbastanza trasparenza negli atti – spiega Billotto – o come vengano date le autorizzazioni. Le questioni relative ai rifiuti, o ancora l’intervento previsto in valle Ossi che doveva essere compiuto da una persona sconosciuta al Fisco e in assenza di una valutazione di impatto ambientale che abbiamo chiesto noi di Legambiente», sintomo di insediamento, più che di infiltrazione, di criminalità di tipo mafioso.

«Forme meno evidenti che sottendono ad una questione di legalità pregnante, da parte di chi finge di non conoscere requisiti autorizzativi per mandare avanti grandi progetti».

All’incontro pubblico prenderanno parte il sindaco di San Donà Andrea Cereser e l’assessore all’Urbanistica Francesca Zottis, oltre al presidio di Libera.

Davide De Bortoli

 

«Questa volta gli slogan li lanciamo noi». È così che Confesercenti Venezia vuole invertire le parti, candidandosi a sindaco della città. Una candidatura simbolica, ovviamente, visto che gli aspiranti sindaci non mancano. Ma con tanto di programma elettorale, che l’associazione degli esercenti ha scelto di riassumere in brevi ed efficaci slogan.

«E adesso saremo noi a incontrare tutti i candidati sindaci per proporre le nostre semplici idee per costruire il futuro della città» spiega Francesco Mattiazzo, presidente di Confesercenti Venezia – perché stiamo vivendo un momento difficile, gli esercenti non ce la fanno più e i negozi continuano a chiudere”.

E ovviamente il programma di Confesercenti, composto da sette punti, è dedicato a loro. I candidati sono stati invitati per venerdì 8 maggio dalle 11 alle 12 al gazebo in Piazza Ferretto, dove ci sarà un primo confronto su questi temi, aperto ai commercianti e a tutti i cittadini.

Hanno già confermato la presenza Casson, Brugnaro, Scano e Bellati. Zaccariotto invece parteciperà all’appuntamento di Marghera in programma per mercoledì prossimo.

Un’altra giornata in piazza con gazebo e manifesti, è organizzata per martedì 12 a Favaro davanti al municipio.

La ricetta di Confesercenti partirà quindi dallo slogan «meno tasse», che non ha bisogno di spiegazioni, per continuare con «più vitalità al commercio», «una città più bella», «meno burocrazia», «più sicurezza» e finire con lo «stop ai centri commerciali» e un sì «alla politica onesta».

E su questi sette punti Confesercenti raccoglierà i voti simbolici dei veneziani.

«Non c’è niente di nuovo e tutti sanno benissimo cosa deve fare un Comune per rendere il commercio più vitale» afferma Maurizio Franceschi, direttore di Confesercenti Venezia.

«Tra i temi – aggiunge – abbiamo inserito anche quello dei centri commerciali. I licenziamenti di Auchan, infatti, dimostrano che quel sistema è solo una grande bolla di sapone».

Ai candidati, quindi, chiederanno poche cose. «Ma ci aspetteremo delle risposte precise – aggiunge Franceschi -. E ci dovranno dire che cosa pensano di fare, perché di idee ce ne sono molte ma poi manca la concretezza. Ogni spunto è legato all’altro, perché la tassazione è legata al commercio che è a sua volta collegato alla sicurezza dei cittadini».

«Noi abbiamo preparato gli slogan e abbiamo le idee chiare – conclude il vice direttore Michele Lacchin -. Ora tocca ai candidati dirci che cosa vogliono farne».

 

Gazzettino – Mestre. Don Torta con i lavoratori di Auchan

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6

mag

2015

COMMERCIO IN CRISI – Il parroco di Dese: «Gli esuberi? Un delitto annunciato»

Anche don Enrico Torta con i lavoratori di Auchan. Il parroco di Dese, da tempo in prima linea contro le aperture domenicali dei centri commerciali tanto da essere ricevuto un anno fa in Vaticano dal segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, parla dei licenziamenti annunciati dalla catena francese come di un “delitto annunciato”.

Sabato mattina il presidio in via Don Tosatto inizierà alle 9, lo sciopero di otto ore (per ogni turno) dalle 3 e mezza di mattina, quando arrivano i primi dipendenti. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno comunicato ieri le modalità della manifestazione collegata allo sciopero nazionale contro i 1.426 licenziamenti annunciati da Auchan, 65 nella sola sede di Mestre.

«Ciò che sta innescando il supermercato Auchan in tutta Italia è un delitto annunciato – sostiene don Torta -. Fuori le persone chiamate “esuberi”: non ci interessate più. Siamo divenuti un piccolo bicchiere di plastica: prima ti uso e poi ti getto. In tutte le aziende, soprattutto in questa crisi così dirompente, bisogna accettare e mettere in conto i momenti difficili, come abbiamo accumulato nei momenti facili. Io spero tanto che i lavoratori della grande distribuzione si ribellino, tutti insieme, a questa logica rendendosi conto della gravità di ciò che sta accadendo. Il lavoro e la vita di ogni uomo sono sacri – conclude il parroco di Dese -, e non sono vendibili all’idolo del denaro».

Intanto, a Roma, il deputato del Pd, Andrea Martella ha presentato un’interrogazione ai ministri del Lavoro e dello Sviluppo Economico per chiedere un intervento per scongiurare gli annunciati tagli del personale e salvaguardare i livelli occupazionali, «in particolare del centro commerciale di Mestre dove – scrive Martella -, secondo le organizzazioni sindacali non vi sarebbero le ragioni di un così rilevante intervento sul personale».

(f.fen.)

 

DOLO – Meno 30% la richiesta di quella in deroga

DOLO – «Il 2015 si è aperto con una significativa riduzione delle richieste di ore di cassa integrazione in deroga rispetto al 2014, circa il 30% in meno, dovute anche ad una maggior oculatezza delle aziende nel circoscrivere sempre di più i periodi di effettiva necessità di tale strumento.»

È un dato interessante per il settore calzaturiero. Il segretario territoriale della Uiltec della Riviera del Brenta, Giorgio Lovatel, ne spiega le motivazioni.

«La situazione economica non dà alcun spiraglio positivo sotto l’aspetto occupazionale nel territorio, per il momento, perciò, si cerca di tamponare solo le situazioni di emergenza nella ricerca di personale specializzato ove effettivamente serve.»

Ad incidere anche il fenomeno della concorrenza illegale.

Il segretario territoriale Uiltec ne constata i danni: «Purtroppo è presente in molti laboratori clandestini con manovalanza assolutamente sconosciuta al fisco, con la complicità di committenti locali e non, che portano solo danni innumerevoli al mercato del lavoro e alle aziende stesse. Inoltre la svalutazione della moneta russa e l’embargo internazionale hanno causato problemi con le aziende che prevalentemente lavorano con tale mercato, quasi paralizzando le vendite.»

E gli aspetti positivi?: «Il valore aggiunto è l’artigianalità del manifatturiero locale, valorizzato soprattutto dalle numerose firme presenti nel territorio – conclude Lovadel – Ciò fa sì che i segmenti di mercato presieduti si possano mantenere stabili. La richiesta di personale specializzato nelle aziende è sempre elevata».

(l.per.)

 

Gazzettino – Porto Marghera tiene nonostante la lunga crisi

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6

mag

2015

Non si può dire che gode di ottima salute, questo no. Ma nemmeno che sia morta. Porto Marghera ha avuto un crollo durato almeno quindici anni, passando da oltre 30 mila dipendenti a più o meno 11 mila, ma negli ultimi dieci anni è rimasta così. Lo stato di salute di Porto Marghera, volendo riassumerlo in una definizione, è “più o meno”.

L’indagine 2014 dell’”Osservatorio Porto Marghera”, condotta congiuntamente da Comune di Venezia, Ente Zona Industriale, Autorità Portuale e, da questa edizione, anche dalla Regione del Veneto, ha rilevato che l’area industriale ha perduto 173 aziende, passando dalle 953 del 2013 alle 780 del 2014, e 1057 dipendenti (da 11.117 a 10.080). Se si considera che cento aziende già nel 2013 erano state inserite nel conto solo perché erano ancora registrate alla Camera di commercio ma, a seguito dei sopralluoghi, risultavano non attive o non presenti, il numero delle imprese che hanno effettivamente chiuso nel 2014 è 73.

Dall’analisi emerge, inoltre, un fattore importante, come sottolinea Gianluca Palma direttore dell’Ente Zona Industriale, e cioè che «Porto Marghera rimane comunque un’area vitale la cui forza è l’avere al suo interno tante componenti produttive: terziario, logistica portuale, industria. In tal modo l’entrata in crisi di parte di una categoria non provoca la crisi dell’intera zona industriale, chiaro che non si devono verificare chiusure di settori interi, come ad esempio del manifatturiero. In definitiva si assiste a un equilibrio mobile tra settori, ad esempio cala quello industriale ma cresce il terziario e viene immessa sempre nuova linfa».

È vero, dunque, che nel 2014 si è consumata un’altra agonia, quella di Vinyls che ha chiuso definitivamente la sua lunga storia, e che sono defunte pure tante piccole imprese, ma nel complesso Porto Marghera rimane un territorio a vocazione industriale, anche se si impongono nuove categorie come quella del terziario avanzato che ormai rappresenta il 34% delle aziende e il 21,5% degli addetti; contro i settori tradizionali del manifatturiero con 113 fabbriche (oltre il 14% del totale) e 4.011 addetti (39,9%), e delle attività logistiche e di trasporto con 182 imprese (23,3%) e 1.731 occupati (17,2%).

Un’altra novità dell’indagine 2014 è l’introduzione dei numeri riguardanti le aziende e i lavoratori dell’indotto: sono 254 con 3500 persone impiegate, che fanno salire il totale delle imprese operanti a 1034 e dei lavoratori a 13.560. I dati dell’indotto, però, non sono stati divisi per fabbriche servite perché risentono dei periodi con picchi di lavoro, ad esempio Fincantieri aveva il pieno a ridosso della consegna di una nave e poi è calata, mentre è cresciuta la Raffineria in concomitanza con i lavori di revamping per trasformarla in bio raffineria.

Quanto alle dimensioni delle fabbriche, anche Porto Marghera è diventata come il resto del Veneto: l’80,7% rientra nella classe delle micro imprese con meno di 15 dipendenti, mentre oltre il 94% ne ha meno di 50. Le realtà medio grandi (oltre il 5% del totale) sono concentrate soprattutto nel Nuovo Petrolchimico e a Fusina, mentre la maggior parte operano tra Prima Zona Industriale, Nord e Portuale.

 

Sabato corteo cittadino

VENEZIA «Liberiamoci da mafia e corruzione. Basta con le grandi opere: l’unica grande opera che vogliamo è il diritto alla casa e al lavoro». Sono già una cinquantina le associazioni e le organizzazioni politiche che hanno aderito alla manifestazione contro le grandi opere e le grandi navi dentro la laguna.

Appuntamento per sabato 9 maggio in campo Santa Margherita, poi corteo fino a campo Sant’Angelo dove ci saranno dibattiti e concerti.

Riprende fiato la polemica del Comitato «No Grandi Navi» e di Ambiente Venezia contro la presenza delle navi da crociera in laguna.

«Ci sono alternative praticabili, vogliamo dire basta», ripete il portavoce Luciano Mazzolin.

Tommaso Cacciari assicura che sarà una manifestazione tranquilla con larghissima partecipazione.

Non ci sono soltanto i comitati, ma associazioni per la difesa del territorio come Italia Nostra, Wwf, Lipu, LegaAmbiente, ma anche i Cobas, Beati i costruttori di pace, Centri sociali e Medicina Democratica. Ma anche i circoli veneziani del Pd, Sel, la Sinistra, i verdi e il Movimento Cinquestelle, VeneziaCambia e Venezia 2020.

Una grande manifestazione che secondo i promotori deve rilanciare il tema delle grandi navi fuori della laguna.

Domenica mattina al teatro Toniolo tre esponenti dei comitati hanno consegnato al premier Renzi, venuto in laguna per inaugurare il padiglione Aquae dell’Expo e per sostenere la candidatura a sindaco di Felice Casson, 70 mile firme raccolte su Internet.

Una battaglia che per i comitati va avanti da anni. Culminata nella manifestazione del 2012 quando ci furono denunce per il famoso «tuffo» nel canale della Giudecca al passaggio delle grandi navi. Denunciano anche l’inquinamento perché le navi tengono i motori accesi anche quando sono ferme in banchina. Anche ieri si vedeva uscire dai camini un fumo nero. Il progetto di cold ironing, cioè l’alimentazione da terra che dovrebbe consentire di spegnere i motori e ridurre l’inquinamento, non è ancora partito. Ci vogliono investimenti importanti. E prima di farli, Vtp vuole sapere «quale sarà il futuro della Marittima».

(a.v.)

 

Brugnaro vuole il vittorio emanuele, Casson il lido

«No al Contorta». Candidati sindaci (quasi) unanimi

VENEZIA – Sì alle crociere, no allo scavo del Contorta. I candidati sindaci sono in buona parte contrari al nuovo canale in mezzo alla laguna. E tutti molto critici sulla presenza delle navi a San Marco. Un tema che nessuno, nemmeno gli operatori portuali, ormai mette in discussione. Il problema è come realizzare in tempi rapidi un’alternativa.

«Nessuno vuole andare contro la crocieristica», dice Felice Casson, candidato sindaco del centrosinistra, «ma noi siamo contrari allo scavo di un canale distruttivo. Esistono alternative pronte come il Lido che possono dare anche nuovi posti di lavoro».

Per mantenere le navi in Marittima ma senza scavare il Contorta si schiera Luigi Brugnaro, candidato del centrodestra. «Quando ero presidente di Confindustria avevo proposto di fare arrivare le grandi navi attraverso le Tresse e il Vittorio Emanuele», dice, «ma la Marittima deve restare».

Favorevole alle grandi navi Francesca Zaccariotto, che vuole mantenere l’industria croceristica in laguna.

Per allontanarle dalla laguna e costruire un nuovo terminal si schiera invece Davide Scano, avvocato candidato sindaco per il Movimento Cinquestelle.

Prudente Gian Angelo Bellati, candidato della Lega, mentre il suo capolista Marco Sitran, del Movimento per la separazione di Venezia da Mestre, si è sempre schierato contro le navi in Bacino.

(a.v.)

 

Ripristinate nei weekend le prime e le ultime corse. I pendolari: «Grazie, ma non basta»

PORTOGRUARO «È una modifica che avevamo richiesto noi, per cui è un piccolo passo senz’altro positivo. Ma è evidente che non basta». Così i comitati pendolari della tratta Venezia-Trieste giudicano le correzioni all’orario cadenzato che saranno introdotte dal 17 maggio.

Le variazioni sono state illustrate da Regione e Trenitalia a margine della consegna di un nuovo convoglio Vivalto per i trasporti regionali.

Le novità più importanti riguardano i Regionali 10000 (Portogruaro 4.13 – Mestre 5.25), 10001 (Mestre 5.25 – Portogruaro 6.23) e 10005 (Venezia 6.11 – Portogruaro 7.23) che circoleranno tutti i giorni, mentre attualmente si effettuano solo dal lunedì al venerdì.

Il ripristino anche al sabato e nei festivi del primo treno del mattino verso Venezia, quello delle 4.13 da Portogruaro, era tra le principali richieste formulate dai pendolari.

«È una modifica che avevamo richiesto per cui è sicuramente positiva, perché permette di prendere al mattino la coincidenza con le Frecce per Roma e Milano, oltre a consentire di usare il treno ai turnisti che il sabato e la domenica vanno a lavorare presto», commenta Nicola Nucera, dei comitati pendolari, «ma anche con questa modifica, di domenica, nelle stazioni minori, rimane un buco di quattro ore».

Per esempio a Meolo, dopo il Regionale 10000, che transita alle 4.46, il treno successivo è alle 8.17. L’altra novità, già in vigore, riguarda lo sdoppiamento e la velocizzazione del bus sostitutivo notturno tra Venezia e Portogruaro. Una corsa (la VE807) parte da Venezia alle 0.20 e percorre diretta l’autostrada fino a San Donà per poi proseguire fermando in tutte le località fino a Portogruaro (arrivo 1.55); l’altra corsa (la VE 805) parte da Venezia alle 0.20 e ferma ovunque fino a raggiungere Fossalta di Piave (1.23). Entrambe circolano tutti i giorni.

Ma la modifica non soddisfa i pendolari, che chiedono il ripristino del treno. E comunque non assolvono la giunta Zaia: «Ha ripristinato il treno del mattino, ma non dimentichiamoci che per un anno e mezzo ha mandato le persone al mattino a lavorare in macchina».

Mentre i comitati giudicano positivo il clima instaurato con la nuova dirigenza regionale di Trenitalia. «Finalmente con Trenitalia si può parlare», conclude Nucera.

Dopo le modifiche previste dal 17 maggio, il nuovo orario estivo da metà giugno non dovrebbe segnare variazioni. Sulle altre richieste avanzate dai pendolari il confronto slitterà all’orario di dicembre.

Giovanni Monforte

 

Nuova Venezia – Ferrovia-Bus “Nel 2017 biglietto unico”

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5

mag

2015

Potenziate le linee Padova-Bassano, Mantova-Monselice, Venezia-Conegliano

Otto nuove corse stradali e sdoppiata la linea notturna fra Venezia e Portogruaro

Treni, un nuovo Vivalto

VENEZIA – A poche settimane dalla chiamata alle urne la Regione riprende in mano la patata bollente del trasporto pendolare: ieri mattina, nel palazzo Grandi Stazioni di Venezia, è stato presentato il nuovo programma del trasporto pubblico veneto, che intende unificare biglietti e tariffe di autobus, treni e vaporetti entro due anni.

Il governatore Luca Zaia, l’assessore Elena Donazzan e l’amministratore delegato di Trenitalia Vincenzo Soprano hanno inoltre inaugurato un nuovo treno a due piani «Vivalto», firmato la proroga per la gestione dei servizi al gruppo ferroviario e illustrato le prossime modifiche negli orari regionali.

«Questo è un giorno importante per tutti i pendolari» ha esordito l’assessore Donazzan « il coronamento di un percorso i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti: abbiamo identificato le criticità e siamo subito intervenuti, migliorando i treni, aumentando i posti e le corse. Abbiamo stanziato 52 milioni per due nuovi centri di manutenzione, investito sulle locomotive diesel e reso gratuito il trasporto per le forze dell’ordine e l’esercito, allo scopo di aumentare la sicurezza sui convogli; ora con il biglietto unico siamo al punto di non ritorno per migliorare il trasporto, è stato acquistato il sistema di interoperabilità che consentirà entro 10 mesi di utilizzare una sola tessera per caricare i ticket di autobus, treni e vaporetti ed entro due anni anche le tariffe saranno unificate».

«Non è facile occuparsi di 160mila viaggi al giorno, quanti sono quelli nella tratta veneta» ha fatto eco lo stesso Zaia «ma già con l’orario cadenzato abbiamo ottenuto grandi risultati: oggi i pendolari non devono neanche più guardare i tabelloni, possono raggiungere i binari ad occhi chiusi sapendo già quando passerà la prossima corsa. Adesso vogliamo dare risposte alle esigenze dei lavoratori che magari viaggiano la notte e che rientrano nel dieci per cento dei treni non coperti dal cadenzamento. Sono infine in arrivo 250 carrozze riqualificate e 20 «Vivalto» nuovi di zecca, per avere un parco macchine finalmente adeguato».

Regione e Trenitalia hanno poi comunicato i potenziamenti previsti nelle prossime settimane: due nuovi treni fra Bassano e Padova al sabato mattina (il primo in partenza alle 10.40 dal comune vicentino, il secondo alle 12.16 dal capoluogo patavino); saranno ridotti i tempi di percorrenza dei treni sulla Mantova – Monselice per rendere più agevole l’interscambio con i regionali veloci della Venezia – Bologna, e tutti i regionali veloci della tratta Venezia-Conegliano-Sacile fermeranno a Preganziol, che sarà quindi servita da 83 treni al giorno; i regionali 10000, 10001 e 10005, ora disponibili solo da lunedì a venerdì, circoleranno tutti i giorni, mentre i regionali 5818/9 e 5844/5 partiranno anche di sabato. Dal 14 giugno, infine, i regionali 2876, 2875, 20489, 20490 e il bus VE708 circoleranno anche nel periodo estivo. Sono inoltre state istituite otto nuove corse stradali, è stata sdoppiata e velocizzata la corsa notturna fra Venezia e Portogruaro: uno dei bus collega direttamente, via autostrada, il capoluogo lagunare con San Donà di Piave, per poi proseguire fermando normalmente in tutte le stazioni eccetto Lison.

Giacomo Costa

 

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