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Il sindaco Barbiero: sono tranquilla, gli atti sono regolari

Piano urbanistico

Il M5S denuncia il Comune in Procura

MARTELLAGO – Il Piano d’assetto del territorio di Martellago finisce in Procura della Repubblica. Il Movimento 5 Stelle, infatti, considera che il documento approvato dal Consiglio comunale meno di tre anni fa presenti delle irregolarità. A presentare l’iniziativa sono arrivati anche il candidato presidente della Regione Jacopo Berti e i due parlamentari veneziani Emanuele Cozzolino e Arianna Spessotto. Il sindaco Monica Barbiero, di contro, si sente tranquillo.

Pat. Quanto approvato prevede che si potrà lottizzare su poco meno di 19 ettari, per 633.250 metri cubi, compresi i 168.337 mila del vecchio Piano regolatore. Il 72 per cento delle trasformazioni riguarderà le aree urbanizzate e le riconversioni. A livello di residenti, Martellago non avrà più di 25 mila abitanti, aumentando di 2.500-3.000 quelli attuali.

M5S. Cozzolino e Spessotto sono i firmatari dell’esposto consegnato il 7 marzo scorso. Il Movimento sostiene che in 40 anni sono stati consumati 427 ettari di terreno, facendo scomparire il 35 per cento della superficie agricola coltivata, con una media di 10,7 ettari l’anno. E il Pat contribuirà a ridurla ancora.

«Siamo per una regione a consumo zero del suolo», esordisce Berti, «e qui siamo davanti a una delle più grandi farse. Per poter costruire, hanno inserito come aree agricole il campo da Golf, alcune zone lungo il Passante verde, punti ferroviari e così via. Una tendenza diffusa, che poi provoca alluvioni, disastri ecologici e danni enormi».

Rincarano la dose i tre consiglieri comunali di Martellago. «Il primo Pat approvato», dice Andrea Marchiori, «presentava degli errori, con gravi irregolarità nel calcolo della Superficie agricola utilizzabile (Sau) fatte notare dalla Provincia. Poi ha dovuto eliminarle ripresentando una seconda versione, che consentiva al Comune, secondo dei calcoli, di avere comunque la massima trasformabilità».

Fa eco Barbara Simoncini. «Nella prima ipotesi», spiega mostrando il Pat, «era stato inserito il campo da golf, nella seconda hanno messo altre aree non indicate all’inizio. Si sono contraddetti».

Per Davide Da Ronche il passaggio in Procura è obbligato perché «il Tar costa troppo e non possiamo permettercelo». Maggioranza.

Il sindaco Barbiero si dice tranquilla. «Non sapevo dell’esposto», commenta, «ma abbiamo avuto tutto i permessi dagli organi competenti e c’è stato un regolare percorso in Consiglio comunale».

Alessandro Ragazzo

 

Il Pat torna in Procura e sempre per via della superficie agricola “gonfiata” per avere più aree edificabili. Dopo l’iniziativa del Comitato Pro Complanare, il Movimento Cinque Stelle di Martellago ha depositato un altro esposto, illustrato ieri, presenti anche i deputati firmatari Arianna Spessotto ed Emanuele Cozzolino e il candidato governatore Jacopo Berti. Che spiega: «Vogliamo un Veneto a consumo di suolo 0: siamo sommersi di cemento. Presentiamo un esposto su una grande farsa: pur di costruire e far felici gli amici, questa Amministrazione ha spacciato per aree agricole stazione dei treni, campo da golf e Passante, mancando di rispetto al territorio».

«Per mantenere – ha chiarito Enrico Chiuso, candidato alla regionali – il rapporto tra superficie agricola e comunale sopra il 61,3 e ottenere il massimo indice di trasformabilità, aumentata del 122,5%, hanno passato per agricoli giardini e parchi privati, aree verdi del Passante, laghetti da pesca, argini fluviali».

«Abbiamo contato 186 aree irregolarmente valutate agricole: qualche errore passi, ma non così tanti e clamorosi. Cosa seminiamo sulla linea dei Bivi o su chilometri di piste ciclabili? E, cosa ancor più grave, la Provincia ha rimandato indietro la prima versione del Pat imponendo di scomputare il campo da golf, ma l’Amministrazione, per compensare e mantenere il rapporto di 61,3, ha riclassificato agricole 89 aree che in origine non lo erano, smentendosi. Prima dell’esposto abbiamo fatto i passaggi in consiglio ma ci hanno riso in faccia», incalzano i consiglieri 5 Stelle Andrea Marchiori, Barbara Simoncini e Davide Da Ronche.

«Siamo la seconda regione più cementificata: uno dei motivi sono i Pat. In quello di Martellago ci sono gravi irregolarità e omissioni di chi doveva controllare. Speriamo vengano individuate le responsabilità», ha concluso Spessotto, che aveva presentato anche un’interrogazione parlamentare, chiamando in causa, oltre al Comune, Regione e Provincia. Ma il sindaco Barbiero ripete: «Il Pat è stato approvato e in consiglio abbiamo già dato ogni spiegazione. Siamo sereni sul lavoro e il percorso».

Nicola De Rossi

 

MIRA «Il nostro è un Pat a consumo di suolo pari allo zero, altro che quello dell’ex sindaco, Carpinetti che puntava a disseminare il territorio di una serie infinita di capannonii». A spiegarlo è l’assessore all’urbanistica Luciano Claut, che ribatte alle accuse di Gabriele Bolzoni, illustrando le caratteristiche salienti del nuovo strumento di riordino urbano.

«Piacciano o meno», spiega Claut, «i dati salienti della pianificazione urbanistica sono molto chiari: il volume di nuova previsione in aree di espansione, cioè in suolo attualmente agricolo, passa da 240.000 metri cubi a zero. Con una riduzione del 100%. Il volume di previsione in aree già urbanizzate passa da 150.000 mc a 100.000, con una riduzione del 33%. Una volumetria che sarà impiegata in modo strategico per la riqualificazione dei centri e per il miglioramento delle urbanizzazioni esistenti. Le aree di espansione per attività commerciali e produttive passano da 17,5 ettari a zero. Cioè è stato tolto il cosiddetto “Distretto della sostenibilità”, che avrebbe trasformato la Romea in una parata di centri commerciali. Le aree di espansione per attività residenziali passano da 28,5 ettari a zero. Complessivamente c’è un risparmio di suolo agricolo di 46 ettari».

(a.ab.)

 

MIRA – Mozione unanime del Consiglio per sollecitare la Regione a realizzare la struttura sanitaria ora trasferita a Camponogara

I servizi medico-specialistici trasferiti da via Lago di Lugano a Oriago a Camponogara torneranno a Mira solo quando sarà realizzato il nuovo distretto sanitario.

Ma l’iter per la sua realizzazione, prevista in piazza Mercato a Oriago è bloccata in Regione ed il consiglio comunale spera che le prossime elezioni regionali siano l’occasione per dare una scossa all’approvazione.

La risposta all’interrogazione dei consiglieri del Pd che chiedevano chiarimenti sul trasferimento degli ambulatori di dermatologia, otorinolaringoiatria e oculistica da Oriago a Camponogara l’altra sera in consiglio comunale a Mira si è trasformana in una discussione sul nuovo distretto sanitario che dovrebbe essere realizzato, a costo zero per l’amministrazione mirese, a Oriago, sostituendo così l’obsoleto distretto in villa Levi, lungo la Regionale 11.

«Il trasferimento a Camponogara – ha spiegato il sindaco – si è reso necessario per l’assenza di requisiti di sicurezza nella struttura ormai vetusta. Un trasferimento comunque temporaneo fino alla realizzazione del nuovo Distretto».

Il problema però è proprio il via alla realizzazione del nuovo distretto che la Regione stenta a concedere. «Le richieste e le sollecitazioni alla Regione per un nuovo incontro che possa mettere in moto l’iter per la sua realizzazione – ha spiegato il sindaco Maniero – sono rimaste lettera morta».

Per questo motivo i consiglieri di maggioranza e all’opposizione hanno deciso di votare all’unanimità una mozione che impegna il Sindaco e la Giunta «perché si attivino con sollecitudine presso gli organi competenti per pretendere risposte adeguate ai fini di definire una nuova tempistica del cronoprogramma e garantire ai cittadini di Mira la realizzazione del Distretto».

Per attirare l’attenzione sul distretto anche in vista delle prossime elezioni regionali il Consiglio ha chiesto che la mozione sia trasmessa ai candidati consiglieri alle prossime elezioni regionali espressione del territorio dell’Asl 13, e anche ai candidati presidenti, invitandoli a un pronunciamento pubblico magari nel corso di un incontro con cittadini e amministratori da realizzarsi nei prossimi giorni.

Luisa Giantin

 

Nuova Venezia – Minutillo mette all’asta 20 borse Hermes

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17

apr

2015

E poi scarpe e tailleur: l’ex segretaria di Galan (attesa da due processi per corruzione ed evasione) deve pagare gli avvocati

VENEZIA. Per sopravvivere e per pagare le parcelle dei suoi difensori (deve ancora affrontare il processo per corruzione a Venezia e quello per evasione fiscale a San Marino, dopo aver patteggiato in laguna per frode fiscale) sta svendendo il suo tesoro. Un tesoro fatto soprattutto di borse, scarpe e vestiti.

Chi ha frequentato la sua villa, in una delle zone più esclusive della terraferma veneziana a due passi dal Terraglio, racconta di aver visto nella sua cabina-armadio decine di borse Hermès, Gucci, Prada, Chanel, poi file infinite di scarpe e tanti, tanti completi e tailleur.

Qualche commessa chiacchierona delle boutique alla moda di piazza Ferretto ha riferito alle amiche che Claudia Minutillo, l’ex segretaria dell’allora presidente della giunta regionale Giancarlo Galan poi trasformatasi in manager grazie all’aiutino di Piergiorgio Baita, quando rimaneva stregata da un vestito, ne acquistava due o tre, di colore diverso.

E in questi giorni alle amiche, attraverso il suo Iphone, ha inviato le fotografie delle borse che vuole vendere, insomma quasi un asta che, c’è da scommetterci, non andrà di certo deserta. Ha inviato le istantanee di almeno una ventina di borse Hermès, modello «Birkin», ispirate alla maison francese dall’omonima attrice diventata famosa per la più erotica canzone degli anni Settanta. Una borsa che è necessario prenotare e attendere per mesi prima di avere: stando, al messaggio da lei inviato alle amiche, ne avrebbe una ventina di svariati colori da piazzare.

Per ora, i prezzi dell’asta non si conoscono, ma quello medio per una «Birkin» Hermès è noto: novemila euro, c’è poi quella più cara perché di pelle esotiche, 44 mila euro. Tra le sue borse c’è anche un modello più a buon mercato, il «Kelly», ispirato dalla grande Grace, perché l’appoggiava sulla pancia per nascondere ai giornalisti che era incinta del marito Ranieri, principe di Monaco. Per la «Kelly» bastano 3800 euro.

Per mantenere il livello di vita precedente, che era davvero alto visto quello che si poteva permettere di acquistare, Claudia Minutillo si trova dunque costretta a svendere il suo lussuoso guardaroba. A differenza di altri personaggi il suo futuro professionale si è dissolto, difficilmente potrà trovarsi altre sistemazioni con prebende simili a quelle precedenti.

Imprenditori e manager arrestati e scarcerati, dopo il patteggiamento o comunque la condanna, possiedono professionalità che qualcuno può utilizzare ancora e quello che sta accadendo a Baita, che è tornato ad operare, anche se non direttamente, per i lavori del Mose è un esempio.

Minutillo, invece, è arrivata ai vertici grazie alle conoscenze, alle capacità di mettere in relazione manager e politici, ora la sua scelta processuale, quella di collaborare (è stata la prima a raccontare ai pubblici ministeri chi e come pagava l’ex ministro Galan, l’ex assessore regionale Renato Chisso, l’ex magistrato alle acque Cuccioletta) difficilmente le permetterà di rientrare in quel mondo.

Giorgio Cecchetti

 

Gazzettino – Ospedali, consulti piu’ facili

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17

apr

2015

SANITÀ – Firmato un accordo per mettere in rete gli specialisti di cardiologia

Le Asl di Riviera e Chioggia faranno “ponte” con Trieste e la Slovenia

Un ponte che collega le Ulss 13 e 14 con l’azienda sanitaria di Trieste e con cinque strutture slovene. Una rete per condividere le proprie eccellenze, per permettere ai medici di confrontarsi continuamente e soprattutto per consentire ai pazienti di essere monitorati sempre dai migliori specialisti. Se un paziente di Dolo avrà un raro problema cardiaco, ad esempio, i medici dell’Ulss 13 potranno inviare in tempo reale i video degli esami ai colleghi triestini per ottenere un ulteriore parere sulle tipologie di intervento. I protocolli di cura saranno uniformati, il dialogo sarà costante e permetterà alle varie Ulss di acquisire le competenze delle altre.

Il progetto è stato presentato ieri dall’ente “Geie Net Europe” e coinvolge le Ulss di Mirano-Dolo, Chioggia e Trieste, oltre alle strutture slovene di Isola, Capodistria, Jesenice, Sesana e Lubiana. I progetti avviati con finanziamenti europei sono due: “E-Surgerynet” (ambito chirurgico) e “E-Cardionet” (ambito cardiologico). Il primo è coordinato proprio dall’Ulss 13: «La collaborazione è nata per condividere informazioni ed esperienze utili a favorire protocolli standard in ogni ospedale, lo scopo è condividere le metodiche chirurgiche e anestesiologiche all’avanguardia. Il finanziamento ci ha consentito di acquistare tecnologie per le varie sale operatorie», spiega Mario Godina, primario della Chirurgia di Dolo.

«Il secondo progetto – spiega invece Franco Giada, responsabile della Cardiologia riabilitativa dell’Ulss 13 – prevede invece la creazione di una rete d’eccellenza cardiologica per condividere modelli clinici all’avanguardia per quanto riguarda il trattamento degli infarti con angioplastica, le cure agli scompensi cardiaci e lo sviluppo dell’attività cardiologica riabilitativa». Il dottor Roberto Valle, primario della Cardiologia di Chioggia, riassume il concetto di questa collaborazione: «Non tutti sanno tutto. Il consulto reciproco permetterà di discutere i casi complicati con i massimi esperti senza spostare il paziente».

Le immagini di coronarografie, elettrocardiogrammi e altri esami potranno dunque essere trasmesse e poi discusse collegialmente in un blog specifico tra i vari specialisti.

Gabriele Pipia

 

NOALE – La Casa di riposo contro la Regione: farà causa per i 40 posti letto

Posti letto, la casa di riposo fa causa

Il presidente Cazzaro: «La decisione del Consiglio ha vanificato un investimento di 4 milioni»

NOALE – Azioni legali dopo la decisione di privilegiare l’Ospedale

All’interno della casa di riposo “Santa Maria dei Battuti” il reparto sarebbe già pronto. Scintillante e nuovo di zecca, costato la bellezza di quattro milioni di euro. Il presidente Mauro Cazzaro indica con orgoglio la grandezza delle stanze, i servizi previsti per gli ospiti e le tecnologie d’assistenza più avanzate. Erano già stati selezionati anche 35 dipendenti, pronti ad entrare in servizio. «E invece niente, e invece è bastato un emendamento per rovesciare tutto. Un documento ha annullato un percorso di due anni».

Mauro Cazzaro non ha affatto digerito la scelta del consiglio regionale di destinare i 40 posti letto dell’Ospedale di comunità al vecchio plesso ospedaliero “Pier Fortunato Calvi” anziché alla sua casa di riposo, inaugurata due anni fa dalla società Relaxxi in via De Pol. Alla casa di riposo si sentono scippati e annunciano azioni legali: «Quei 40 posti letto ci erano già stati assegnati con moltissimi documenti – sbotta Cazzaro – e poi ci sono stati tolti inspiegabilmente e improvvisamente. Così si perdono quattro milioni e 35 posti di lavoro. Eravamo pronti per partire a maggio, Noale poteva inaugurare il primo Ospedale di comunità del Veneto. E invece questo reparto così grande e moderno rischia di restare inutilizzato». Cazzaro inizialmente dice di non voler fare polemica, ma la rabbia è tanta e allora la polemica diventa inevitabile: «L’ospedale di Noale è vecchio e obsoleto. Mancano anche le più basiche disposizioni antisismiche, ma la Regione prevede il solo investimento di una cifra ridicola come 20mila euro».

Il direttore della struttura, Battista Camporese, rincara la dose: «Siamo stati gravemente e ingiustamente danneggiati. Arriveremo alle azioni legali. Le parti politiche vengano a visitare questa struttura, siamo a livelli di assoluta eccellenza». Alla conferenza stampa di ieri mattina erano stati invitati anche sindaci, direzione dell’Ulss 13 e rappresentanti della Regione; non si è presentato nessuno e solamente Fabio Livieri, sindaco di Campagna Lupia ed ex presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 13, ha diffuso una nota a sostegno della casa di riposo: «La scelta era stata presa all’unanimità da tutti i sindaci, avrebbe comportato una riduzione di tempo e di denaro».

 

LE TAPPE DELLA VICENDA – I sindaci indicarono la struttura privata

NOALE – L’ospedale di comunità è una struttura di ricovero intermedia tra l’ospedale per acuti e la degenza a domicilio. Le schede ospedaliere emanate dalla giunta Zaia indicano 40 posti letto per il territorio dell’Ulss 13. Il 18 giugno 2014 la Conferenza dei sindaci approvò all’unanimità la scelta della casa di riposo di Noale. Anche il Piano aziendale dell’Ulss 13 prevedeva questa collocazione, come dimostra un documento del 22 gennaio 2015. Ma non tutti erano favorevoli. A spingere per la scelta del vecchio ospedale c’era per esempio il sindaco di Noale Patrizia Andreotti, nel frattempo succeduta a Michele Celeghin: «Il Calvi ha tutti i requisiti necessari – spiegò la Andreotti -. Il nostro obiettivo è quello di valorizzarela nostra struttura pubblica». I consiglieri regionali Bruno Pigozzo (Pd) e Pietrangelo Pettenò (Sinistra) si sono fatti promotori dell’emendamento, poi approvato, con cui si chiedeva di scegliere il vecchio plesso.

(g.pip)

 

Gazzettino – Rifiuti, a Mira sbarca la raccolta porta a porta

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17

apr

2015

NOVITÀ – Per spiegare le modalità della raccolta previsti incontri informativi

AMBIENTE – Il nuovo tipo di differenziata verrà attivato a ottobre e sarà completato ad inizio 2016

Al via a Mira la raccolta differenziata «porta a porta»: verrà attivata a ottobre ma gli incontri informativi cominceranno già dalla prossima settimana.

«Si inizierà coinvolgendo il 50% delle utenze – spiega l’amministrazione comunale – ed entro la primavera del 2016 tutto il territorio di Mira adotterà il nuovo sistema di racconta differenziata».

Lunedì 20 aprile alle 17.30, nell’auditorium della biblioteca di Oriago prenderà il via la campagna informativa per introdurre il «porta a porta», il primo appuntamento sarà dedicato agli amministratori condominiali e successivamente alle utenze non domestiche e, a seguire, da settembre, tutti i cittadini che verranno coinvolti dal nuovo sistema.

«Sarà molto importante partecipare a questi incontri – ha sottolineato l’assessore all’Ambiente Maria Grazia Sanginiti – rispettando la data che si troverà indicata nell’invito per consentire una informazione completa su tutte le novità che saranno introdotte».

In pratica il territorio di Mira verrà diviso in due parti, la prima introdurrà il «porta a porta» da ottobre e riguarderà la totalità dei residenti di Oriago e Malcontenta, mentre a Borbiago, Mira Porte, Gambarare e Marano sarà attuata intanto parzialmente secondo la planimetria elaborata da Veritas, pubblicata nel sito del Comune di Mira.

Il completamento del passaggio al sistema di raccolta “porta a porta” avverrà nella primavera del 2016 e anche in questo caso prima dell’avvio saranno programmati incontri informativi con tutte le tipologie di utenza.

«Con Veritas e i tecnici dell’Ufficio Ecologia del Comune – ha sottolineato l’assessore Sanginiti – illustreremo agli amministratori condominiali, appositamente invitati, le nuove modalità di raccolta e gestione relative a questa specifica tipologia di utenza».

Il 22 e 23 aprile alle ore 20, al Teatro di Villa dei Leoni saranno incontrate le utenze non domestiche, che hanno tutte ricevuto l’invito nei giorni scorsi. In tale occasione saranno forniti chiarimenti e informazioni anche per la compilazione del modulo «Stima di produzione rifiuti», già trasmesso alle utenze stesse. Presto sarà anche attivato un apposito sportello informativo «Ecosportello» a disposizione della cittadinanza per chiarimenti e per la fornitura di materiali e linee guida.

 

Gazzettino – Campolongo, serata di musica e legalita’

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17

apr

2015

L’INIZIATIVA – Domenica il concerto di Marco Ligabue “contro tutte le mafie”

CAMPOLONGO MAGGIORE – «Il silenzio è dolo». Marco Ligabue domenica 19, alle 18, sarà in concerto al teatro del centro civico di Bojon. Con la Nazionale Italiana Cantanti il cantautore presenta il suo nuovo singolo nato con la collaborazione straordinaria del cantautore agrigentino Lello Amalfino dei Tinturia e del rapper palermitano Othelloman.

Si tratta di un progetto, e non solo di un brano musicale, che vuole sostanziarsi in una campagna contro tutte le mafie. Marco Ligabue ha scritto il brano quando ha scoperto la storia del contestato sorteggio con cui sono stati “selezionati” gli scrutatori per le ultime elezioni europee nei seggi di Villabate, in Sicilia.

Partecipare all’evento sarà un’occasione unica non solo per ascoltare buona musica, ma anche per parlare di legalità. La serata sarà impreziosita anche dalle testimonianze di Francesco Saverio Pavone, magistrato, e Maurizio Dianese, giornalista de “Il Gazzettino”.

(e.com.)

 

POVEGLIANO – Finiti i soldi. Il commissario per la Pedemontana Vernizzi conferma il taglio dell’opera

Il sindaco pronto a mettersi in mezzo alla strada: «Il traffico rischia di soffocare il nostro paese»

Su una cosa sono tutti d’accordo: «La Pedemontana devasterà il paese». Le paure non nascono solo dagli espropri che toccano 145 famiglie, ma anche e soprattutto dagli effetti collaterali che la nuova superstrada rischia di avere sul traffico. Il progetto parla chiaro: nelle campagne di Camalò verrà realizzato un casello. Peccato che la relativa bretella, quella che dovrebbe salvare i centri dai fiumi di auto e camion portandoli direttamente sulla provinciale 55 tra Ponzano e Volpago, verso la Postumia, sia ferma sulla carta. Non finanziata.

«Il commissario Vernizzi ci ha detto che non ci sono soldi e non ci sono accordi per la sua realizzazione – rivela il sindaco Rino Manzan – La Regione ha un preventivo di spesa per 7 o 8 milioni di euro. Ma i soldi non ci sono». Il Comune non vuole nemmeno sentir parlare della possibilità che il casello venga aperto senza la bretella. «Se queste due opere non verranno fatte contemporaneamente – ha già messo in chiaro il primo cittadino – mi metterò fisicamente in mezzo alla strada per bloccare la Pedemontana». Non è difficile immaginare il perché: senza il collegamento verso la Postumia, tutto il traffico in entrata e in uscita dalla nuova superstrada si riverserebbe sulle vie dei centri di Povegliano e anche di Ponzano.

Per gli abitanti è impensabile. Tanto che più di qualcuno ha proposto di rinunciare al casello. Ma ormai è troppo tardi: non si può più. «Abbiamo sondato questa possibilità – spiega Manzan – ma ci hanno detto che il Cipe (Comitato per la programmazione economica, ndr) l’ha già approvato». Si è in un vicolo cieco: anche volendo, non si può tornare indietro.

«La precedente giunta aveva concordato la progettazione della bretella e la realizzazione – sottolinea Paolo Vidotto, consigliere comunale di opposizione – ora la nuova amministrazione deve portare a casa la finanziabilità dell’opera». «Allo stesso tempo – aggiunge – si deve seguire da vicino tutta la partita degli espropri». Questa inizierà con la stesura dei verbali tra il 23 e il 28 aprile. Dopo l’assemblea pubblica urgente di lunedì, il Comune ha messo a disposizione un tecnico per togliere ogni dubbio ai cittadini: il geometra Manuele Manzan, che sarà presente in municipio dalle 10 a mezzogiorno del 16, 20 e 27 aprile.

 

CASALE SUL SILE – «Dobbiamo aspettare altri 10 anni per sapere cosa c’è sotto l’ex mega discarica in via del Carmine?». Non molla la presa il comitato sorto a Conscio di Casale in difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini. Ed è grazie alla loro pressante azione se nei prossimi giorni sono previsti i primi carotaggi del terreno dell’ex discarica.

Il terreno, di proprietà di Enrico Cerello, verrà sottoposto ad alcuni carotaggi eseguiti dalla ditta specializzata Chelab, di Resana, dopo l’accordo a cui sono giunti Comune, Provincia e lo stesso proprietario che pagherà le spese delle analisi.

Sono stati individuati i siti per i carotaggi e soltanto dopo avere in mano i risultati delle analisi il Comune potrà decidere se in quel sito è possibile realizzare un impianto a biogas.

Intanto, i residenti di via del Carmine protestano: «Vogliamo sapere se le falde fratiche sono state inquinate dalla montagna di ceneri industriali che sono accatastate nell’area da anni. Queste ceneri, nelle giornate ventose, vengono disperse nell’aria».

Sono state anche raccolte 3000 per avviare la bonifica dell’area sequestrata. La discarica era stata posta sotto sequestro nel 2002 dopo che è stata scoperta la presenza di rifiuti speciali non assimilabili al trattamento di materiali inerti. A distanza di 13 anni tutto è fermo.

(nd)

 

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