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Il Comitato Opzione Zero aderisce all’appello dei comitati e dei movimenti ambientalisti e il 4 dicembre invita a votare NO

 

SUI NOSTRI TERRITORI DECIDIAMO NOI!

IL 4 DICEMBRE VOTIAMO NO ALLA RIFORMA

PER RESTITUIRE DEMOCRAZIA AI TERRITORI

Siamo quello che negli ultimi anni è stato definito il popolo del NO.

Migliaia e migliaia di persone, associazioni, comitati che si oppongono alle grandi opere imposte e impattanti, alla devastazione ambientale, alle discariche inquinanti, alle trivellazioni in mare e in terra, agli inceneritori, allo smaltimento illecito dei rifiuti, ad un modello di sviluppo che devasta i nostri territori, mette a rischio le nostre vite e contribuisce ad arricchire gruppi particolari a scapito della collettività.

La riforma Costituzionale formalizzata dal Governo Renzi, e sostenuta da Confindustria e dalle lobbies finanziarie ed economiche è un attacco diretto alla nostra possibilità di decidere sul futuro delle nostre vite e dei nostri territori. Un ulteriore e definitivo attacco da parte di quello stesso Governo che, in spregio ai valori della democrazia, ha sbeffeggiato con un #ciaone gli oltre 13 milioni di persone che il 17 Aprile scorso hanno votato per un modello energetico libero dal petrolio.

Con l’ennesima Riforma del Titolo V, gli Enti territoriali, che spesso si sono fatti carico delle istanze dei cittadini, contribuendo a migliorare la realizzazione di taluni progetti o evitando, quando ciò fosse manifesto, che il territorio venisse devastato, non avranno più voce in capitolo su materie o politiche cruciali per la sorte delle collettività locali: quali, ad esempio, l’energia, le infrastrutture, il governo del territorio, la valorizzazione dei beni culturali e, più in generale, ogni altra materia che il Governo dovesse ritenere – se entrerà in vigore la riforma – di lasciar disciplinare al solo Parlamento nazionale, in virtù della c.d. “clausola di supremazia”.

Chi come noi ha lottato per salvaguardare il proprio diritto alla vita e alla salute e perché si affermasse un modello sociale sostenibile sa bene cosa significano queste parole: commissariamenti, sospensioni democratiche, militarizzazione dei territori a tutela dell’interesse del potentato economico, lecito o no, di turno.

Questa volta con forza sentiamo quindi di definirci il Popolo del NO.

Un NO convinto e deciso alla Riforma costituzionale su cui saremo chiamati alle urne il 4 Dicembre.

Un NO al commissariamento del nostro diritto a decidere.

Un NO che non abbiano timore di dichiarare, forti del senso di giustizia insito nelle nostre proposte, orientate a un cambiamento radicale del sistema in chiave democratica e alla costruzione di un modello economico e sociale sostenibile, rispettoso dell’ambiente, dei territori e delle popolazioni che lo abitano.

Nelle mobilitazioni che abbiamo alimentato negli ultimi anni abbiamo imparato una lezione capitale: la democrazia nel nostro Paese va riformata, sì. Ma nel senso che va estesa e restituita alle collettività locali. Non possiamo accettare una costituzionalizzazione della sospensione democratica, da noi avversata con forza in questi ultimi anni, né accogliere la becera logica sottesa a provvedimenti dannosi come lo Sblocca Italia. In altre parole: non possiamo restare impassibili dinanzi all’idea che gli interessi economici e senza scrupolo dei potentati di turno, delle grandi lobbies finanziarie, energetiche e industriali diventino parte della nostra Costituzione.

In queste settimane costruiremo iniziative in tutto il Paese, rilanceremo le ragioni di chi quotidianamente lotta per il diritto all’autodeterminazione del proprio territorio, daremo vita ad una giornata di mobilitazione nazionale, indetta per il 27 novembre.

Il 4 dicembre riempiremo le urne di NO: un No pacifico che è un Sì per una diversa e nuova concezione democratica per il nostro Paese, per una autentica e più moderna riforma dello Stato, che redistribuisca i poteri, che metta al centro del sistema la persona umana e i suoi bisogni, le comunità locali e il loro diritto all’autodeterminazione.

 

TUTTE LE ADESIONI

Comitato 3 e 32 – L’Aquila, Act – Agire Costruire Trasformare, A Sud, Abruzzo Beni Comuni, Altromodo Flegreo, Altrementi – Sulmona, Amig@s MST – Italia, Anpi – Sezione Edmondo Riva, Arci – Crotone, Arsave – Laboratorio per la città che vogliamo, Assemblea Permanente Prima le Persone, Ass. Antimafie Rita Atria, Ass. Asolapo Italia, Associazione Crs -Centro di studi e iniziative per la Riforma dello Stato, Ass. Culturale P.P.L.A.F., Ass. Culturale Punto Rosso Paderno Dugnano,vAss. Equomondo – Potenza, Ass. Energia Felice, Ass. Garibaldi 101, Ass. Intercomunale Lucana, Ass. Medici per l’Ambiente ISDE Italia, Ass. Michele Mancino, Ass. Nazionale Liberacittadinanza, Ass. Noi genitori di tutti – Terra dei Fuochi, Ass. Nuovo Senso Civico – Abruzzo, Ass. Orsa Pro Natura Peligna, Ass. p.s.  RESET – Potenza, Ass. RCS – Centro di studi e iniziative per la Riforma dello Stato, Ass. Rifiuti Zero – Piemonte, ATTAC-ROMA, Azione Civile Abruzzo, Bassano Bene Comune, Brindisi Bene Comune, Cambiamo Abbiategrasso, Cantieri Sociali Bene Comune, CAPSA – Comitato di Azione, Protezione e Sostenibilità, Ambientale – Nord Ovest Sardegna, Casa Internazionale delle Donne, CAST (Comitato Ambiente Salute e Territorio) Abruzzo, CDCA – Centro Documentazione Conflitti Ambientali, CEA Oasi Bosco Faggeto di Moliterno – Potenza, CEPES – Centro Studi di Politica Economica, Circolo di Legambiente – Chieti, Circolo Dossetti, Circolo Arci Carlo Cafiero –  Barletta, Circolo Arci – Gela, Circolo Arci Sparwasser, Città Felice – Catania, Cleanap, Collettivo attack Irpinia, Collettivo Frastuono – Saviano, Comitato Acqua e Beni – Comuni Mentana e Monterotondo, Comitato Acqua e Territorio – Quarto Flegreo, Comitato Articolouno: la sovranità appartiene al popolo, Comitato “Bassano per il NO”, Comitato Bene Comune – Trani, Comitato Cittadini Attivi Loanesi di Loano (SV), Comitato Cittadini Calcinato, Comitato cuneese del CDC, Comitato Democrazia Costituzionale Comprensorio del Cuoio, Comitato Democrazia Costituzionale – Savona, Comitato Democrazia costituzionale – Voto NO, Comitato “NO al Referendum XIII Municipio”, Comitato No Centrale – Mercure, Comitato No Inceneritore – Greve, Comitato Non Bruciamoci il Futuro di Macomer (NU), Comitato per il NO – Afragola e Casoria, Comitato per il NO – Cinisello Balsamo, Comitato per il NO – Democrazia Costituzionale Genova, Comitato per il NO – Insieme per la Costituzione Palmi, Comitato per il NO – Monterotondo, Comitato per il NO – Nizza – Riviera Ionica, Comitato per il NO – Parma, Comitato per il NO – Roma, Comitato per il NO – Savona, Comitato Diritto alla Città – Rovigo, Comitato Donne 29 Agosto Acerra, Comitati di Base della Valle Bormida, Comitato di base No Muos/No Sigonella, Comitato di Difesa della Salute & Ambiente Molise, Comitato iovotoNO-XII Municipio Roma, Comitato Mattonelle Rosse – Chieti, Comitato Malagrotta, Comitato Mamme No MUOS – Niscemi, Comitato per il NO al Referendum di Grosseto, Comitato No Chimica Verde Porto Torres – Sardegna, Comitato No Corridoio Roma – Latina, Comitato No Megacentrale Guspini – Sardegna, Comitato No Lotto Zero – Isernia, Comitato No Petrolio, Sì energie Rinnovabili – Puglia, Comitato Opzione Zero Riviera del Brenta, Comitato No Triv Avella, Comitato No Triv Brindisi di Montagna, Comitato No Triv Monterotondo, Comitato per la Salute, la Rinascita e la Salvaguardia del Centro Storico di Brescia, Comitato Popolare Lasciateci Respirare – Monselice, Comitato Referendario Napoli No Triv, Comitato Sala Consilina, Comitato San Giovanni Rotondo, Comitato Taranto LIDER, Comitato Tecnico-Scientifico per l’Ambiente e la Salute – AsperilSUD, Comitati Cittadini per l’Ambiente – Sulmona Rete Adriatica, Cooperativa EVA, Coordinamento Cittadini Liberi – Lombardia, Coordinamento Comitati Ambientalisti – Lombardia, Coordinamento Genitori Democratici  Co.Ge.De – Liguria, Coordinamento irpino no triv, Coordinamento Nazionale NO Triv, Coordinamento No Triv Basilicata, Coordinamento No Triv Terra di Bari, CRAP – Coordinamento Romano Acqua Pubblica, Donne 29 agosto – Acerra, Ecoistituto del Veneto Alex Langer, Ex Opg – Je so’ pazzo, Fondazione Lelio e Lisli Basso ISSOCO, Forum Ambientalista, Forum siciliano dei movimenti per l’acqua ed i beni comuni, Forum per la tutela della legalità e del territorio “Stefano Gioia” – Basilicata e Calabria, Fuoritempo, Gruppo Alto Casertano per il NO alla Riforma Costituzionale, Gruppo Rottama Italia – Ravenna, Identità Insorgenti, Il Manifesto Sardo, Il Popolo dice NO – Basilicata, Il Salice Bianco – San Vitaliano, Laboratorio Aprile, Lab. Omar Moheissi, La Città Felice di Catania, La Città Futura – Giornale Online, Lasta – Laino, territorio salute acqu, Lanciano Decide, Libera – Monza e Brianza, LINK – Coordinamento Universitario, Mamme NO Inceneritore Mattonelle Rosse, Medicina Democratica Movimento per la Salute Onlus, Movimento C’at accis’ a salute, Movimento No Coke Alto Lazio, Movimento No TAV della Valle di Susa, No Dal Molin, No Elettrodotto Villanova- Gessi, No Eolico Selvaggio – Alta Irpinia, No Grandi Navi, No Ombrina, No Tav – Val Susa, No Tav- Terzo Valico, No Triv – Sannio – Non si trivella la Costituzione, No Triv – Terra di Bari, Officine Civiche, Ordine AgroForestali Prato, Osservatorio Migranti Basilicata, Pagina On Line, Presidio Piazzale Trento – Cagliari , Rete Autonoma Sibaritide e Pollino per l’Autotutela- rete RASPA, Rete Comitati Veneti “30 novembre”, Rete Commons Chiaiano, Rete della Conoscenza, Reti di pace, RETUVASA – Rete per la Tutela della Valle del Sacco, Rize Up, Sa Nuxedda Free Vallermosa – Sardegna, Salviamo il paesaggio – Roma e Lazio, Solidarietà e partecipazione, Spezia Via dal Carbone – La Spezia, Stop Biocidio, Studenti per l’ambiente, Studenti per il NO – Messina, Taranto Ricerca Futuro, Transform!, Trivelle Zero – Marche, UGI – Unione Giovani Indipendenti – Colleferro, Uallò Uallà – Lanciano, UDS – Unione degli Studenti, Un Popolo in Cammino, Unione Mediterranea Lucania, VeneziAmbiente, Viva la Vida – Sibari, Zero Violenza, Zero Waste Lazio, Zero Waste Sardegna, Zero Waste Sicilia, Zona Ventidue – San Vito Chietino

 

 

 

Precisazione. Nel video non si cita il raccordo Ravenna- Ferrara (vedi immagine): consentirebbe al traffico di lunga percorrenza (soprattutto TIR) di avere un’alternativa alla romea.

 

 

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Comunicato Stampa Opzione Zero 3 novembre 2016

SICUREZZA IN ROMEA: OPZIONE ZERO IN CONSIGLIO COMUNALE A MIRA

La questione della messa in sicurezza della Romea sarà il tema del Consiglio Comunale straordinario convocato a Mira per giovedì 10 novembre alle ore 20.00 in Municipio.
La seduta del “parlamentino” di Mira in sessione straordinaria è stata ottenuta su iniziativa del gruppo Mira Fuori del Comune e di alcuni altri consiglieri di minoranza e di maggioranza dopo gli ultimi gravi incidenti e su sollecitazione proprio dei comitati e di cittadini residenti a Giare, una delle frazioni maggiormente colpite.

E’ prevista la partecipazione di un rappresentante di ANAS, dei Sindaci della zona, dell’assessore Regionale ai Trasporti, e dei Deputati dell’area veneziana presenti in Commissione Trasporti alla Camera.

L’obiettivo prioritario è quello di ottenere da ANAS e dalle altre istituzioni impegni precisi e risposte certe in merito ai tempi e alle modalità di intervento annunciati con il piano di messa in sicurezza della Romea presentato lo scorso maggio. Al momento infatti si sa solo che le risorse stanziate per la SS 309 nel tratto Ravenna-Mestre ammontano a complessivi 118 milioni di euro; ben poca cosa se si pensa che il totale che il Governo intende mettere a disposizione per la sistemazione di E45 e E55 è di circa 1,5 miliardi, e che la tratta emiliano-veneta, lunga 127 km, è una delle più pericolose di tutta Italia.

Il Comitato Opzione Zero, che ormai da 12 anni si batte contro la realizzazione dell’autostrada Orte-Mestre e per la messa in sicurezza della Romea, sarà presente con una propria delegazione per ribadire, non solo l’importanza di interventi strutturali, ma anche la necessità di limitare immediatamente il transito dei TIR di lunga percorrenza.

“La pericolosità della Romea ha raggiunto livelli da vera e propria emergenza – ribadiscono dal Comitato – Moltissimi incidenti  sono provocati dall’eccessiva presenza di camion diretti da e verso l’est europeo che scelgono la statale per evitare i pedaggi troppo esosi delle autostrade.

Un provvedimento di limitazione di transito per i TIR, seppure non risolutivo, andrebbe a scaricare la Romea di una quota di traffico pericoloso, riducendo sensibilmente il numero di incidenti”. Inoltre fondamentale rimane il completamento della variante alla Statale Adriatica SS 16 che collega Ravenna all’autostrada A-13 nei pressi di Ferrara. Questa nuova superstrada, di cui si parla da almeno 35 anni, è già stata finanziata e realizzata per buona parte del suo tracciato; basterebbero solo 100 milioni di euro per realizzare i collegamenti Ravenna-Alfonsine e Alfonsine-Argenta, ultimando così un’opera fondamentale per poter dirottare facilmente il traffico pesante dalla Romea alla A-13 e consentire finalmente di trasformare la statale in strada turistica e di servizio alle comunità locali, mandando definitivamente in soffitta l’autostrada Orte-Mestre.

Opzione Zero invita dunque tutti i cittadini ad essere presenti numerosi al Consiglio Comunale per mandare un messaggio forte e chiaro al Governo, ad ANAS, a tutti gli Enti competenti che sulla questione della messa in sicurezza della Romea non saranno tollerate altre deroghe e perdite di tempo. 

 

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CLICCA SULL’IMMAGINE SOTTO PER SCARICARE IL PROGRAMMA IN .PDF

 

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GIOVEDI’ 6 OTTOBRE ore 20.30

FILM “THIS CHANGE EVERYTHING”
presso Coop Olivotti in via Nazionale 57 a Mira

This Changes Everyting è uno straordinario documentario ambientalista del regista Avi Lewis sul problema dei cambiamenti climatici. Il film è tratto dall’ultimo libro di Naomi Klein “Una rivoluzione ci salverà” ed è frutto del lavoro di quattro anni in giro per il mondo, racconta dalle battaglie contro l’estrazione di bitume nelle foreste del Canada, la fratturazione idraulica in Nord America, le centrali a carbone in India, le miniere in Grecia…

Siamo una specie avida e ottusa, e se questo è vero non c’è speranza – ha affermato la scrittrice canadese – Per fortuna però durante questo cammino ho incontrato persone che lottavano, e ho capito che il problema non sono gli umani ma una storia che siamo andati avanti a raccontarci per 400 anni. E questa storia è il capitalismo”.
Questo film, apparso in poche sale cinematografiche solo per un giorno, è un prezioso contributo per la lotta contro i cambiamenti climatici. Non perdere l’occasione, ti aspettiamo.

L’evento è organizzato dal Comitato Opzione Zero come contributo al FESTIVAL SI PUO’ FARE in programma a Mira il 14-16 ottobre (www.sipuofaremira.it)

 

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AGGIORNAMENTO:

Il Sindaco di Scorzè sta rispondendo all’appello inviato da molti cittadini in questi termini:

Non avete ancora visto il progetto, non avete ancora capito se il risultato finale sarà più o meno inquinante di oggi, e già vi organizzate contro. Sul presupposto che i rifiuti non vadano bruciati, cosa che oggi avviene comunque e in quantità importanti. Forse sarebbe il caso di informarsi prima di organizzare proteste.

Al Sindaco Giovanni Mestriner rispondiamo che:

1) E’ vero che non abbiamo visto il progetto industriale, ma proprio per questo chiediamo a tutti i Sindaci che rappresentano i Comuni ( e non sé stessi) nella società Veritas, di tirare fuori le carte e di avere il coraggio di renderle pubbliche e di discuterle insieme ai propri cittadini e nei Consigli Comunali prima di prendere qualsiasi decisione;

2) Comunque abbiamo documentazione e informazioni certe sul fatto che la cessione di quote di Ecoprogetto srl alla ATI Bioman-Sesa è legata non solo alla contropartita di 22 milioni di euro, ma anche a un progetto industriale in cui “Si propone di realizzare un impianto di valorizzazione energetica dei rifiuti trattati...” finalizzato alla produzione di energia elettrica e al teleriscaldamento. Inoltre secondo quanto riportato in alcuni documenti dalla collaborazione “con l’ATI, il Gruppo Veritas potrebbe acquisire: 1. un consistente ampliamento del volume dei rifiuti da trattare negli impianti di Ecoprogetto di produzione del CSS (Combustibile Solido Secondario da rifiuti), consentendo quindi un miglior utilizzo degli stessi con le conseguenti economie di scala 2. il Know-how e l’esperienza necessari per realizzare un nuovo impianto di valorizzazione energetica del CSS prodotto dagli impianti di Ecoprogetto

3) E’ vero che attualmente una parte dei rifiuti viene trattata per produrre CSS in parte bruciata nella centrale termoelettrica di Fusina e in parte venduto ad altri impianti di incenerimento (es. in Germania). Ma è anche vero che questa quantità sta diminuendo sempre di più negli ultimi anni grazie anche soprattutto alla raccolta differenziata, in particolare quella con il metodo “porta a porta”. A dirlo è la stessa società Ecoprogetto srl a pag. 22 della relazione di Bilancio 2015. Nella stessa relazione si esprime forte preoccupazione non solo per la quantità di rifiuti da trattare, ma anche per la scadenza del contratto con Enel (da rinnovare proprio quest’anno), e per la cessazione di alcune forme di incentivo (certificati verdi) che garantivano un certo rendimento economico nel bruciare il CSS. C’è poi la questione del buco di bilancio della società SIFA (al 40% di Veritas, poi Mantovani e Regione) per la gestione del Piano Integrato Fusina, un progetto che ricomprende l’inceneritore SG-31. Il tutto per dire che Ecoprogetto può continuare a stare in piedi solo se aumenta la sua capacità di produrre CSS e di bruciarlo.

Purtroppo il nuovo Piano regionale Rifiuti prevede che i termovalorizzatori da ora in poi possono ricevere rifiuti da tutto il territorio regionale e non più solo dal proprio ambito di riferimento (per noi il territorio metropolitano). Inoltre con il decreto Sblocca Italia (Art. 35) si consente a tutti gli impianti di incenerimento (compresi i cementifici) di bruciare fino al massimo della loro capacità, oltre a dare disposizione per individuarne alcuni con funzione “strategica”.

4) Sulla pericolosità dell’incenerimento dei rifiuti esistono numerosi studi scientifici nazionali e internazionali, per cui forse è bene che sia il Mestriner di turno ad informarsi, visto che come Sindaco ha una diretta responsabilità sulla salute dei suoi cittadini;

5) Sulle politiche e sulle pratiche per arrivare alla quasi totalità di recupero della materia derivata dai rifiuti siamo molto preparati e ci rendiamo disponibili per un incontro sul tema. Nel mentre consigliamo a Mestriner e agli altri Sindaci di prendere contatto con la Rete Rifiuti 0


 

 

MAIL BOMBING:

E’ di questi giorni la notizia che Veritas spa, l’azienda pubblica che si occupa dei rifiuti, sta per dare avvio una operazione di riorganizzazione societaria che prevede l’ingresso in Ecoprogetto srl, una delle controllate del gruppo, di due aziende private.

Ma attenzione non si tratta solo di una semplice cessione di quote societarie perché il piano industriale connesso all’operazione prevede l’aumento della capacità di Veritas di bruciare rifiuti, che tradotto in parole semplici significa un nuovo termovalorizzatore nella zona di Fusina o il potenziamento di uno di quelli esistenti come il famigerato SG-31.

Assemblea permanente contro il rischio chimico di Marghera e Comitato Opzione Zero  lanciano la mobilitazione contro quella che considerano una vera e propria follia. I termovalorizzatori, anche i più evoluti, emettono infatti emissioni nocive molto pericolose per la salute delle persone e per l’ambiente, oltre a produrre ceneri e reflui da smaltire in discariche speciali.

PARTECIPA DAL 25 AL 29 SETTEMBRE AL MAILBOMBING, SCRIVI AI SINDACI, GLI AZIONISTI DI VERITAS, PER CHIEDERE LORO DI BLOCCARE QUESTA DECISIIONE E DI TORNARE A DISCUTERE CON I PROPRI CITTADINI E CON  I CONSIGLI COMUNALI

GIOVEDI’ 29 SETTEMBRE ALLE ORE 9 PARTECIPA AL PRESIDIO DAVANTI ALLA SEDE DI VERITAS in via Porto di Cavergnago 99 a Mestre

ISTRUZIONI PER IL MAILBOMBING

  1. copia e incolla il testo qui sotto in un nuovo messaggio mail
  2. copia gli indirizzi mail riportati sotto e inseriscili tra i destinatari del tuo messaggio
  3. inserisci l’oggetto, ad esempio I RIFIUTI NON SI BRUCIANO, SI RICICLANO
  4. Invia
  5. Diffondi questa iniziativa tra i tuoi contatti

testo mail da inviare

Egregi Sindaci dei Comuni soci di Veritas S.p.A.,il prossimo 29 settembre siete convocati per l’assemblea del Comitato di Bacino VeneziaAmbiente, e a seguire del Comitato soci di Veritas. Sarete chiamati ad esprimervi in merito all’operazione di cessione di parte delle quote detenute da Veritas in Ecoprogetto Venezia s.r.l., la società che gestisce gli impianti di Fusina per il trattamento del rifiuto secco residuo. Con avviso pubblico del 29.02.2016 Veritas ha avviato la procedura per individuare i soggetti intenzionati all’acquisizione del capitale di Ecoprogetto, per un totale del 40% delle quote corrispondente a 22 milioni di euro. Dalla selezione risulta aggiudicata l’offerta presentata dalla ATI Bioman-SESA, che oltre all’acquisto delle quote ha presentato un progetto strategico nel quale si propone tra l’altro di realizzare un impianto di valorizzazione energetica dei rifiuti trattati. Considerato che questa operazione avrà sicure e importanti ripercussioni economiche, ambientali e sociali per le comunità da voi rappresentate, in qualità di cittadino abitante in questo territorio

vi chiedo

– di reclamare in tutte le sedi di vostra competenza che, prima di prendere qualsiasi decisione, l’operazione di cessione delle quote di Ecoprogetto e il progetto strategico presentato dalla ATI Bioman-SESA, siano illustrati e discussi con i cittadini e con il Consiglio Comunali dei vostri Comuni;

– di non avallare quindi alcuna decisione del Comitato di Bacino, del Comitato Soci o del CDA di Veritas Spa in assenza di questo passaggio;

vi chiedo in ogni caso:

– di fare tutto il possibile per respingere tutte le decisioni che possano portare ad un aumento della produzione di CSS (Combustibile Solido Secondario da rifiuti) negli impianti del gruppo Veritas, nonché alla realizzazione di nuovi impianti di termovalorizzazione o al potenziamento/riqualificazione di quelli esistenti;

Vi ricordo infatti che l’incenerimento dei rifiuti è altamente impattante e pericoloso per la salute delle persone e per l’ambiente. E’ scientificamente dimostrato che le emissioni  dei termovalorizzatori  (anche i più evoluti) contengono sostanze come particolato fine e ultrafine, diossine, furani, acido cloridrico, ossidi di azoto e di zolfo, idrocarburi, metalli pesanti causa di tumori e altre gravi patologie a carico di numerosi organi. Queste emissioni andrebbero poi ad aumentare l’inquinamento atmosferico nel territorio metropolitano di Venezia già oggi molto elevato. Infine l’incenerimento dei rifiuti non risolve il problema dello smaltimento delle ceneri e delle acque reflue prodotte durante il processo, e, per quanto riguarda la produzione di energia elettrica, il rendimento è assai scarso (max 27%). La direttiva 2008/98/CE del Parlamento e del Consiglio europeo in materia di rifiuti ribadisce la necessità di puntare prioritariamente sulla riduzione dei rifiuti prodotti e sul recupero della materia (riuso e riciclo) rispetto al recupero di energia. E’ possibile fare a meno delle discariche e degli inceneritori: molti Comuni in Italia stanno attuando con successo la strategia “rifiuti zero”, attualmente il modo più veloce ed economico attraverso cui i governi locali possono contribuire alla riduzione dei cambiamenti climatici, alla protezione della salute, alla creazione di posti di lavoro “verdi”.

Siate lungimiranti, fatelo anche voi!!

 

indirizzi mail a cui inviare il messaggio

luigi.brugnaro@comune.venezia.it; sindaco@chioggia.org; sindaco@comune.mira.ve.it; mariarosa.pavanello@comune.mirano.ve.it; sindaco@comune.spinea.ve.it; sindaco@comune.martellago.ve.it; sindaco.polo@comune.dolo.ve.it; sindaco@comune.scorze.ve.it;  p.andreotti@comune.noale.ve.it; sindaco@comune-santamariadisala.it; sindaco@comune.salzano.ve.it; sindaco@comunecavallinotreporti.it; aliprandi.l@comune.meolo.ve.it; gianpietro.menin@comune.camponogara.ve.it; sindaco@comune.campolongo.ve.it; sindaco@comune.pianiga.ve.it; sindaco@comune.vigonovo.ve.it; sindaco@comune.stra.ve.it; sindaco@comune.campagnalupia.ve.it; sindaco@comune.fiessodartico.ve.it; sindaco@comune.fosso.ve.it; sindaco@comune.marcon.ve.it; andrea.cereser@sandonadipiave.net; segreteria.sindaco@comune.mogliano-veneto.tv.it; sindaco@comune.preganziol.tv.it; segreteria@comune.quintoditreviso.tv.it; segreteria@comunezerobranco.it; segreteria@cintocao.it; comune@comune.concordiasagittaria.ve.it; segreteria@comune.fossaltadiportogruaro.ve.it; segreteria@comune.gruaro.ve.it; valerio.zoggia@comune.jesolo.ve.it; mariateresa.senatore@comune.portogruaro.ve.it; sindaco@comune.pramaggiore.ve.it; info@opzionezero.org; sindaco@comunesanmichele.it; sindaco@sanstino.it; sindaco@comune.teglioveneto.ve.it; sindacoceggia@comune.ceggia.ve.it; sindaco@comune.eraclea.ve.it; sindaco@comunefossaltadipiave.it; info@comune.musile.ve.it; protocollo@comune.noventadipiave.ve.it;  protocollo@comune.torredimosto.ve.it; affarigenerali@comunequartodaltino.it; sindaco@comune.cavarzere.ve.it; info@comune.annoneveneto.ve.it; segretario@comune.caorle.ve.it; sindaco@torredimosto.it; presidente@veneziaambiente.it;

 

Il Comitato Opzione Zero della Riviera del Brenta aderisce alla manifestazione del 25 settembre indetta dal Comitato NO Grandi Navi e invita tutti a fare il possibile per partecipare.

 

10si

Dieci SI per Venezia

Venezia 25 settembre 2016 ore 15.30

Appello alle associazioni e ai cittadini del Veneto per una grande manifestazione per l’estromissione delle grandi navi dalla Laguna e contro le grandi opere inutili ed imposte, il 25 settembre!

Sono passati quattro anni e mezzo senza che le autorità preposte abbiano ottemperato a quanto previsto dal Decreto Clini Passera, in merito al passaggio delle grandi navi da crociera in Bacino San Marco. La deroga, in attesa di una soluzione alternativa, sta diventando infinita.

La soluzione alternativa viene rinviata, per una precisa responsabilità dell’Autorità Portuale, la quale, invece di accettare l’evidenza che navi sempre più grandi e insostenibili per l’equilibrio idrodinamico e morfologico della Laguna, debbano attraccare fuori in un avamporto alla Bocca del Lido, si intestardisce a voler imporre altre grandi opere inutili e dannose per far entrare le navi da crociera dalla Bocca di Porto di Malamocco, per giungere in Marittima senza passare davanti a San Marco.

 

Come se il problema fosse solo questo e non l’estromissione di navi che provocano erosione dei fondali e la trasformazione della Laguna in un braccio di mare, nonché inquinamento dell’aria ed elettromagnetico. Queste grandi navi, ma anche gli altri natanti, compreso i mezzi ACTV, utilizzano carburanti pessimi (altro che accordi volontari per l’uso di combustibili verdi!) tanto che il Parlamento Europeo ha accolto una petizione popolare che mette in evidenza che non esiste neppure una rete efficiente di rilevazione degli inquinanti, tra i quali le polveri ultrasottili, ed ora il Governo rischia una procedura d’infrazione. Anche la Magistratura ha aperto un’inchiesta per inquinamento atmosferico.

Prima il Canale Contorta – Sant’Angelo, progetto stroncato dalla Commissione di Valutazione d’Impatto Ambientale, poi, su suggerimento del Sindaco Brugnaro, il Canale Tresse – Nuovo, che non ha neppure la dignità di essere un progetto, visto che l’A.P. voleva farlo passare per una variante del Contorta: ipotesi che la Commissione V.I.A. ha prontamente stoppato.

 

E’ nota a tutti, con la conferma del mondo scientifico, la devastazione provocata dal Canale dei Petroli, eppure si vuole ancora insistere con la manomissione ambientale ed idraulica, raddoppiando in pratica il Canale dei Petroli portandolo, con il Tresse Nuovo, direttamente in centro città; quali saranno gli effetti sulla velocità e direzioni delle correnti e sulle maree??? Quali saranno gli effetti cumulativi, oltre alle navi commerciali e ai traghetti, del passaggio delle grandi navi da crociera che dovrebbero percorrere quasi tutto il Canale dei Petroli per arrivare in Marittima tramite questo nuovo ed immane scavo?

Altre soluzioni praticabili di avamporto alla bocca del Lido, potrebbero garantire la permanenza e anzi lo sviluppo del settore, mantenendo le navi di stazza insostenibile fuori della Laguna, conservando la Marittima quale terminal e comunque come attracco delle navi più piccole.

 

Ma perché allora l’Autorità Portuale, la Venice Terminal Passeggeri e le varie lobby continuano ad insistere per far arrivare tutte le navi da crociera alla stazione Marittima a S. Marta e su banchine portuali esistenti (i nuovi soci della VTP vorrebbero pure un attracco a Marghera per le navi ancora più gigantesche)??? La risposta è molto semplice l’Autorità Portuale di Venezia senza alcuna gara ha dato in concessione trentennale (che dovrebbe scadere nel 2024) la gestione delle Banchine della Stazione Marittima di Venezia a VTP; se dovesse passare il progetto di una nuova struttura portuale alla bocca del Lido la gestione di queste nuove banchine dovrebbero passare attraverso un bando europeo e così VTP rischia di perdere il monopolio assoluto sulla gestione del crocerismo a Venezia.

Anche la Cruise Lines International Association (CLIA, che associa gli operatori della croceristica) si oppone ferocemente ad un terminal esterno alla Laguna: per forza, le maggiori corporations della croceristica (Costa – MSC – Royal Carribean e i turchi di Global Liman Isletmeleri) hanno appena comprato le azioni di Veneto Sviluppo (Finanziaria della Regione Veneto) della VTP, arrivando in pratica alla privatizzazione del porto croceristico, sul quale non ci sarà più alcun controllo pubblico.

I nuovi padroni della Marittima faranno il bello e cattivo tempo per garantire i loro interessi speculativi: è stato dimostrato che i porti vanno in perdita quando sono gestiti – in conflitto d’interesse – dagli stessi armatori, per il semplice motivo che le tariffe vengono abbassate per aumentare gli utili delle compagnie di navigazione. E le tariffe magari saranno abbassate contenendo il costo del lavoro dei portuali (stiano attenti, i lavoratori! invece di ascoltare le sirene di Costa, Trevisanato e di qualche sindacato giallo, sui No Navi che fanno loro perdere il lavoro).

Perché invece, per quanto riguardo il traffico petrolifero e i mega container, l’attuale (e in scadenza) presidente dell’A.P. vuole fortissimamente un nuovo porto off shore, davanti a Malamocco, il cosiddetto Voops (Venice Offshore Onshore Port System)?

Perché le sempre più grandi navi porta container, che non entrerebbero neppure per la bocca di porto di Malamocco, potrebbero fermarsi in un nuovo porto in mare aperto (del costo di oltre 2 miliardi), mentre le mega navi da crociera – anche queste sempre più grandi – invece non potrebbero fermarsi in un nuovo terminal alla bocca di porto del Lido?

Il nuovo off-shore per il traffico container, tra l’altro, sembra lo voglia solo Costa, Prodi (si, ancora lui, colui il quale ha regalato a Venezia il bidone del Mose) e qualche altro amico lobbista e che tutta l’operazione pare del tutto insensata dal punto di vista del mercato, dato l’attuale contesto dei traffici marittimi internazionali e le previsioni che si fanno sul futuro; insomma, se il Ministero delle Infrastrutture dovesse dare il via libera a quest’altra grande opera, sarà un’altra grande opera inutile e dannosa: anche il Voops – come il Mose – servirà solo a chi lo fa, le solite grandi imprese, responsabili del più grande scandalo del secolo ai danni dei contribuenti.

Persino l’UNESCO ha dato l’ultimatum a Governo ed amministrazioni locali: se entro il 1 febbraio 2017, non saranno presi provvedimenti credibili contro l’ingresso dei giganti del mare in Laguna e per porre un limite alla monocoltura turistica, che sta trasformando Venezia in una sorta di parco a tema, svuotato dei suoi residenti (a settembre la popolazione della città antica andrà sotto i 55.000 abitanti), Venezia sarà inserita nella lista dei luoghi in pericolo di esclusione dai siti patrimonio dell’Umanità.

Anche noi vogliamo lanciare l’ultimatum ai padroni della città:

Mobilitiamoci tutti il 25 settembre, fuori definitamente le grandi navi dalla Laguna, una vittoria su questo consentirebbe di invertire la tendenza ai processi di devastazione ambientale, all’uso speculativo della città.

E’ per questo che questo appello è rivolto anche ai giovani, agli studenti e ai precari , ai lavoratori, perché si riprendano la possibilità di vivere e ripopolare Venezia, imponendo una politica per il diritto alla casa e al welfare, fermando la privatizzazione e la svendita del patrimonio immobiliare pubblico, scalzando le politiche di austerità che impoveriscono i settori sociali più deboli, ma che continuano a foraggiare le grandi opere volte al profitto per pochi e alla devastazione ambientale e sociale per tutti.

Venezia, 20 agosto 2016

COMITATO NO GRANDI NAVI – LAGUNA BENE COMUNE

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Il sindaco di Pianiga Massimo Calzavara assieme all’ex assessore regionale Renato Chisso.

 

Comunicato Stampa Opzione Zero 25 agosto 2016

Veneto City e la politica dell’interesse Zero.

Su Veneto City il processo è stato regolare e l’interesse Zero”. Così Massimo Calzavara, sindaco di Pianiga, ha risposto alla richiesta del Comitato Opzione Zero di mettere definitivamente la parola fine a una brutta pagina della politica rivierasca sulla travagliata questione del mega insediamento.

Non è sufficiente dichiarare di non avere interessi personali su questioni che hanno gravi ricadute sul territorio dal punto di vista sociale, economico e ambientale. Esiste infatti la responsabilità politica che si assume nel voler continuare a tenere in vita un progetto anacronistico e dannoso per la Riviera e il Miranese.

Ai sindaci di Dolo e Pianiga il Comitato Opzione Zero infatti non chiede di annullare un accordo di programma solamente sulla base di voci o di intercettazioni ma su dati di fatto. La società Veneto City spa, infatti, è stata inadempiente e non ha rispettato alcuni obblighi previsti nell’accordo approvato a fine 2011. E’ inoltre assodato che Piergiorgio Baita, l’attore principale della “Cricca del Mose”, nel 2011 era entrato nei soci di Veneto City. Senza poi elencare le varie irregolarità esposte nel ricorso ora pendente al TAR, e proposto da Comitati, Associazioni e Categorie. Irregolarità delle quali il sindaco di Pianiga non tenne conto, rifugiandosi nel parere di parte dell’avvocatura regionale.

Le intercettazioni uscite nei giorni scorsi hanno solamente spiegato i dettagli delle azioni compiute dall’ex AD di Mantovani che riceve da Claudia Minutillo (assistente di Giancarlo Galan) la conferma che la Giunta regionale approva Veneto City.

Se l’interesse era Zero, perché Claudia Minutillo si preoccupava di avvisare Baita?

Inoltre il processo dell’approvazione di Veneto City non è stato per nulla regolare. Solo per citarne due: mancata esecuzione della VAS (valutazione ambientale strategica) e consiglio comunale di Dolo blindato con agenti in assetto antisommossa.

La pratica Veneto City sta inoltre bloccando la viabilità commerciale della Riviera del Brenta. Infatti l’ex casello di Dolo è ancora chiuso a causa di due progetti nati nell’era dell’ex assessore regionale Renato Chisso (anche per lui patteggiamento nel processo Mose): la Orte-Mestre che prevedeva il suo innesto proprio a Roncoduro e Veneto City che per la sua nascita necessita di un nuovo casello in località Albarea.

Dopo che la Orte-Mestre sembra ormai naufragata, sarebbe sufficiente una chiara scelta politica per chiudere la pratica Veneto City, poter riaprire finalmente l’ex casello di Dolo e investire sullo sviluppo socio-economico dei centri storici della Riviera e del Miranese.

 

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Comunicato Stampa Opzione Zero 22 agosto 2016

“Veneto City: i Comuni abbiano il coraggio di annullare l’accordo di programma”

Dalle intercettazioni dell’inchiesta MOSE ancora conferme sul malaffare intorno al fantomatico polo del terziario avanzato.

Mentre i Comuni di Dolo e Pianiga si azzuffano sugli incassi dell’IMU, la società Veneto City spa continua a non rispettare gli impegni presi.

L’accordo di programma potrebbe essere annullato, basta volerlo.

 

Il processo MOSE è come un pozzo senza fondo dal quale escono continuamente nuove e incredibili nefandezze sul cosiddetto “sistema veneto delle grandi opere”. Di pochi giorni fa le notizie di stampa circa il forte interesse della “cricca”, e in particolare dell’ex AD della Mantovani Piergiorgio Baita, per l’affare Veneto City.

Niente di nuovo per Opzione Zero e per tutti i comitati che in questi anni hanno condotto una battaglia senza quartiere contro uno dei progetti più rovinosi per la Riviera del Brenta e per l’intero territorio regionale, e che fin da subito avevano denunciato con carte alla mano gli interessi speculativi e gli intrecci malavitosi che stavano e stanno tutt’ora alla base dell’operazione Veneto City.

Ma per Opzione Zero il fatto più inaccettabile su questa vicenda è l’inerzia o peggio la recidività delle amministrazioni pubbliche, in particolare dei Comuni coinvolti:

E’ vero che la crisi economica, le inchieste giudiziarie e i vari ricorsi pendenti al TAR hanno impedito fino ad ora al progetto di decollare, ma in teoria nulla vieta che da un momento all’altro tutto riparta visto che la variante urbanistica è ancora valida.

“Veneto City è come una pesante spada di Damocle sospesa sulla Riviera del Brenta – commentano da Opzione Zero – eppure le Amministrazioni di Dolo e Pianiga potrebbero in ogni momento mettere la parola fine a tutta la vicenda. La società Veneto City spa non ha infatti rispettato alcuni obblighi previsti nell’Accordo di Programma approvato a fine 2011 dai rispettivi Consigli Comunali e dal Presidente della Regione Luca Zaia. Se anche solo una delle parti è inadempiente, l’accordo può essere annullato basta volerlo.”

L’Accordo di Programma, all’Art. 5, prevedeva infatti che i Piani Urbanisti Attuativi relativi al primo e secondo stralcio della prima fase dovessero essere presentati dai proponenti entro e non oltre 18 mesi dalla pubblicazione nel BUR del decreto di esecutività. Questa documentazione fu effettivamente presentata nel luglio 2013 tra le proteste dei comitati, ma ciò che ci si dimentica di dire è che la documentazione depositata agli atti è tutt’ora largamente carente rispetto a quanto richiesto dalle norme urbanistiche.

“E’ incredibile – aggiunge il comitato – come di fronte a un quadro che svela in modo ormai inequivocabile i veri interessi che stanno alla base di Veneto City, i Sindaci di Dolo e Pianiga non trovino di meglio da fare che azzuffarsi sugli incassi dell’IMU e degli oneri di urbanizzazione. Peggio ancora, il Sindaco di Dolo Alberto Polo di recente è tornato a proporre la necessità del casello autostradale di Albarea, un’opera pensata esclusivamente in funzione di Veneto City. Perché mai le due amministrazioni non hanno invece pensato di fare qualcosa per inchiodare i proponenti alle loro responsabilità e per far saltare tutta l’operazione? Dobbiamo dedurre che nonostante tutto quello che è accaduto qualcuno intende perseverare sulla stessa strada facendo finta di niente? Forse è bene rammentare ai due Sindaci che il progetto è stato approvato senza la necessaria procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), il che significa che gli impatti sul territori e sulla salute dei loro cittadini sono ancora ignoti”.

Opzione Zero chiede ai consiglieri comunali che in campagna elettorale si sono schierati contro il progetto di fare la loro parte e di portare la questione all’ordine del giorno nei rispettivi Consigli Comunali; e intanto sono allo studio altri atti formali per ottenere l’annullamento del famigerato accordo di programma.

 

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Romea: incidenti quasi ogni giorno, la causa principale è l’eccessivo numero di TIR.

I Prefetti, in accordo con i Sindaci interessati, emettano subito un provvedimento di blocco o di limitazione del traffico pesante di lunga percorrenza:  tutelare la sicurezza e la salute dei cittadini è un loro preciso dovere.

Piano ANAS: su 1,6 miliardi di investimenti, i 13 milioni per il tratto veneto sono una somma ridicola e totalmente insufficiente per realizzare gli interventi di messa in sicurezza. Incompiuta anche la variante SS bis che potrebbe scaricare dai camion la Romea in modo permanente.

A settembre al via una petizione e iniziative, non escluso il blocco della statale.

 

Mentre il Presidente di Confindustria Matteo Zoppas torna a vaneggiare sulla Romea Commerciale senza probabilmente nemmeno sapere di cosa sta parlando, sulla statale maledetta si susseguono ormai quotidianamente gli incidenti; l’ultimo soltanto ieri per puro caso non si è trasformato nell’ennesima tragedia.

E’ una situazione gravissima e intollerabile, alla quale bisogna porre rimedio subito; e per farlo secondo Opzione Zero c’è un solo modo: “La maggior parte degli incidenti è causata dalla eccessiva presenza di TIR che provocano tamponamenti o sorpassi azzardati. In estate, quando oltre ai camion e ai pendolari, si aggiunge il flusso turistico la situazione si fa ancora più drammatica. Per questi motivi è necessario che i Prefetti competenti, in accordo con i Sindaci interessati, emettano un provvedimento di limitazione del traffico pesante di lunga percorrenza. Questo provvedimento, seppure non risolutivo, andrebbe però a scaricare la Romea di una quota di traffico pericoloso, riducendo sensibilmente il numero di incidenti.”

Le ordinanze di limitazione o di blocco dei mezzi pesanti sulle strade statali non sono una novità quando in gioco ci sono sicurezza o problemi di inquinamento, gli esempi sono innumerevoli, ma d’altra parte basti pensare a come sia lo stesso Ministro dei Trasporti ad interdire il transito dei TIR su strade e autostrade durante i fine settimana. “Quando c’è la volontà di risolvere i problemi si supera ogni ostacolo – rincara la dose il comitato rivierasco -la Romea è la strada più pericolosa in Italia, non si capisce cosa aspettino Prefetti e Sindaci per intervenire. Forse è bene rammentare loro che la tutela della sicurezza e della salute dei cittadini è un loro preciso dovere istituzionale.”

Il flusso di mezzi pesanti che transita sulla Statale 309 è da sempre troppo elevato (circa il 35%), ma ora a causa delle tariffe autostradali sempre più esose è aumentato ulteriormente: i TIR, soprattutto quelli provenienti dall’est Europa, percorrono la dorsale adriatica lungo la Romea per risparmiare sui pedaggi del Passante e della A-13 Padova-Bologna.

Opzione Zero attacca poi anche ANAS: “L’investimento di 1,6 miliardi di euro per la messa in sicurezza di Romea e E-45 è un fatto positivo, ma le risorse destinate al tratto veneto che è uno dei più pericolosi sono ridicole, soltanto 13 milioni. Con questa somma si faranno a malapena le asfaltature, mentre gli interventi di messa in sicurezza vera e propria come rotonde, sottopassi e by-pass, sono rimandati a chi sa quando. Così come incompiuta continua a rimanere la variante alla Statale Adriatica SS 16 che collega Ravenna all’autostrada A-13 nei pressi di Ferrara. Questa nuova superstrada, di cui si parla da almeno 35 anni, è già stata finanziata e realizzata per buona parte del suo tracciato; basterebbero solo 100 milioni di euro per realizzare i collegamenti Ravenna-Alfonsine e Alfonsine-Argenta, ultimando così un’opera fondamentale per poter dirottare facilmente il traffico pesante dalla Romea alla A-13 e consentire finalmente di trasformare la statale in strada turistica e di servizio alle comunità locali, mandando definitivamente in soffitta la Romea Commerciale.

Il Comitato, insieme ad altre realtà del territorio prevede una ripresa della mobilitazione a partire da settembre, con una petizione, e varie iniziative; non è escluso il blocco della statale.

 

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Comunicato Stampa Opzione Zero 14-07-2016

Orte-Mestre: progetto insostenibile anche dal punto di vista tecnico. I Sindaci rispettino il mandato.

Sembra assurdo dover tornare a parlare di autostrada Orte-Mestre, soprattutto dopo il grave disastro ferroviario di due giorni fa in Puglia. Un disastro che dimostra per l’ennesima volta come la politica delle “grandi opere”, spesso inutili e insensate, abbia disastrato il Paese assorbendo miliardi e miliardi di euro che invece dovevano essere spesi per interventi di manutenzione, riqualificazione e messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti. Se sulle ferrovie regionali si muore perché non si fanno investimenti sui dispositivi di sicurezza mentre si buttano 20 miliardi di euro per il tunnel di base della TAV in Val di Susa; qui da noi si continua a morire perché da decenni non si è voluti intervenire su una delle strade più pericolose d’Italia per giustificare la necessità dell’ennesima autostrada a debito.

Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici domani dovrà esprimere un parere decisivo per l’iter della Orte-Mestre: da quanto si apprende emerge in modo chiaro come anche i tecnici del Ministero si siano resi conto dell’insostenibilità di questo progetto. E non si tratta solo di insostenibilità ambientale ma anche tecnica ed economica; numerose infatti le osservazioni critiche presenti nel documento in discussione: dalla scarsità dei rilievi geologici e idrogeologici, alla mancanza di un’adeguata progettazione preliminare per tratti importanti come il tunnel sotto il Brenta, alla mancanza di uno studio di fattibilità, alle analisi dei flussi di traffico e di trasporto delle merci datati e inadeguati; anche la stima dei prezzi e la sostenibilità economica vengono messi in discussione.

Tutte questioni già sollevate in tante sedi da vari comitati e associazioni che come Opzione Zero aderiscono alla rete Nazionale Stop Orte-Mestre, ma rimaste troppo a lungo inascoltate.

Il fatto che questi rilievi ora emergano da documenti ufficiali del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici fa ben sperare, peccato però che non sia ancora stata scritta in modo chiaro quella che è la conclusione più logica, e cioè che questo progetto deve essere ritirato definitivamente.

In questo senso, il ruolo dei Sindaci alla riunione di domani è importantissimo, visto e considerato che oltre tutto il nuovo Codice degli Appalti, abolendo la Legge Obiettivo, torna a dare alle amministraioni locali un ruolo non secondario.

Ed è proprio ai Sindaci della Riviera del Brenta che si rivolge il Comitato Opzione Zero, rammentando loro come i Consigli Comunali di Mira, Dolo, Mirano, Camponogara e anche Pianiga abbiano approvato a stragrande maggioranza nel 2014 degli ordini del giorno con i quali si richiede al Governo la cancellazione della nuova autostrada e la messa in sicurezza immediata della Romea.

Un mandato espresso in modo forte e inequivocabile che non lascia spazio ad ambiguità e tentennamenti che in questo momento sarebbero deleteri e ingiustificabili; Opzione Zero è vigile e pronto a inchiodare alle proprie responsabilità i voltagabbana di turno.

 

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