Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

8_marzo_2016

 

VERTICE ITALIA – FRANCIA l’8 MARZO A VENEZIA

MOBILITAZIONE CONTRO LA DEVASTAZIONE E IL SACCHEGGIO

 

Il prossimo 8 marzo – a Palazzo Ducale a Venezia – si terrà un vertice bilaterale Hollande/Renzi su temi vari ed in particolare il progetto Tav Torino – Lione.

Il movimento No Tav della Val di Susa ha lanciato un appello alla mobilitazione a tutti i movimenti e i comitati che da anni si battono contro la devastazione e il saccheggio dei territori e dell’ambiente.

Questo appello è stato raccolto e rilanciato con forza dai comitati veneziani No Mose e No Nav.

Venezia, non è solo una vetrina, è una delle poche città dove le cosiddette grandi opere sono state realizzate per davvero, e abbiamo visto con quali conseguenze. Su tutte il MOSE, un’opera che probabilmente (e per fortuna) non entrerà mai in funzione, che ha sfigurato la Laguna di Venezia, che non servirà a salvare Venezia dalle acque alte, che dei 6 miliardi di euro pubblici già spesi ben 1 miliardo se ne è andato in tangenti.

Un’opera che soprattutto è servita per costruire un vero e proprio blocco di potere politico e economico malavitoso che ha condizionato pesantemente il Veneto, che ha continuato ad alimentarsi di mega progetti e ha finito per insozzare questa Regione di cemento e di asfalto fino a farla diventare una delle più cementificate e più inquinate d’Italia. Già perché dopo il MOSE ci si è tuffati sul Passante di Mestre, l’autostrada più cara d’Europa ma che ciò nonostante sta generando un debito pubblico fuori controllo, senza per altro risolvere il problema del congestionamento dell’area metropolitana. E poi ancora Pedemontana, Valdastico, camionabili, centinaia di centri commerciali, direzionali, cave, discariche… e chi più ne ha più ne metta.

I progetti che solo 5 anni fa sembravano sulla rampa di lancio e che avrebbero sfigurato per sempre la Riviera del Brenta ora sono bloccati o impantanati grazie anche alle lotte dei comitati come il nostro. Ma la cricca legata a questi affari non è stata ancora spazzata via: le inchieste della magistratura hanno messo fuori gioco alcuni esponenti della politica e delle imprese, hanno rallentato alcuni progetti, ma il sistema è ancora in piedi e si sta riorganizzando.

Ecco perché il fatto che Renzi e Hollande abbiano scelto proprio Venezia, proprio il Veneto per stipulare altri accordi per la TAV, che abbiano deciso di dedicare il vertice a Valeria Solesin, la ragazza uccisa dai terroristi a Parigi, mentre intanto a Palazzo Ducale discuteranno dei nuovi piani di guerra in Libia, è non solo un insulto ma anche una provocazione inaccettabile.

La manifestazione dell’8 marzo non vuole però essere solo una risposta a questa provocazione, e nemmeno una mera sommatoria di rivendicazioni. Questa manifestazione sarà l’occasione per dire tutti insieme che il problema non è solo la TAV, non sono solo le Grandi Navi, il MOSE o la Orte-Mestre, il problema è il modello di sviluppo che questi governanti continuano a propugnare che è un modello fatto di devastazione e saccheggio, di impoverimento e di guerra. E’ un modello che, con il surriscaldamento globale, sta mettendo a repentaglio la stessa possibilità di sopravvivenza su questo Pianeta per noi e per gli altri esseri viventi.

Noi a questo modello non ci arrendiamo, non ci rassegnamo, e lo contrasteremo con tutte le forze che abbiamo a disposizione.

Con questo spirito Opzione Zero aderisce alla manifestazione e invita tutti gli attivisti, i simpatizzanti, e i cittadini a fare il massimo sforzo per essere presenti a questa importante, pacifica e determinata giornata di mobilitazione!!

L’appuntamento è per le ore 10 di martedi’ 8 marzo presso il piazzale della stazione Santa Lucia a Venezia

 

 

Ogni anno crescono le tariffe, anche se gli investimenti garantiti dallo Stato sono già ammortizzati. I casi dell’Autobrennero, che il ministro Delrio vuole affidare a una società interamente posseduta dalla Regione Trentino-Alto Adige per evitare la gara, e delle proroghe in arrivo per la Sias del gruppo Gavio

Ogni anno si registrano aumenti di pedaggi autostradali, mentre dovrebbero registrarsi vistose diminuzioni, vista che per la gran parte la rete autostradale italiana è largamente ammortizzata. L’origine di questa assurda situazione è scritta in una serie di contratti di natura privatistica, difficilmente alterabili in modo unilaterale, che garantiscono ai concessionari elevati profitti e pochissimi rischi, a danno degli utenti e dell’economia.

Delrio vuole dare senza gara l’Autobrennero

Vediamo ora due esempi molto illuminanti delle logiche in corso. Sembra che il ministro Delrio sia incline ad assegnare – senza gara – la concessione dell’Autobrennero, già scaduta da un anno, a una società interamente posseduta dalla Regione Trentino-Alto Adige, dalle due province di quella regione e per piccole quote da alcuni enti veneti. La scappatoia per evitare la gara (che vari governi hanno tentato invano di effettuare da anni) è stata infine trovata con la costituzione di una società interamente pubblica e il ricorso alla parola magica “in house”, cioè assimilando questo al caso di un ente pubblico che decida di gestire in proprio un servizio pubblico invece di affidarlo in gara a un gestore esterno. Ma questa operazione appare molto criticabile.

Un regalo che dura trent’anni

Come si può mai giustificare l’assegnazione gratuita per trent’anni di questa lucrosa infrastruttura (ricavi netti di 150 milioni l’anno) agli enti pubblici della regione? I pedaggi erano stati introdotti per finanziare l’investimento; visto che l’autostrada del Brennero è ormai pressoché interamente ammortizzata e non sono necessari nuovi rilevanti investimenti, i pedaggi dovrebbero, finita la concessione, essere eliminati o sostanzialmente ridotti. Lo Stato, con “arbitrio del principe”, può benissimo decidere di gestire in proprio l’autostrada a fine concessione e di mantenere i pedaggi: però questi dovrebbero essere chiamati e riconosciuti per quel che sono, cioè, almeno per la parte prevalente, imposte sul transito. Si creerebbe un precedente pericoloso. Se vale in questo caso la logica di assegnare gratuitamente autostrade, e quindi gli introiti di pedaggi assimilabili a imposte di transito, alle Regioni che da queste autostrade sono attraversate, come evitare poi che domande analoghe vengano avanzate da ogni altra Regione? E perché poi il principio non dovrebbe essere esteso anche a gasdotti, elettrodotti ed altre infrastrutture? Come giustificare una sola eccezione, per di più a favore di una Regione già tanto privilegiata?

I finanziamenti per l’autostrada li ha garantiti lo Stato. E ai privati restano 600 milioni di liquidità

Gli azionisti, nella società concessionaria dell’Autobrennero, versarono come capitale solo cifre simboliche. L’autostrada fu finanziata tutta a debito formalmente o sostanzialmente garantito dallo Stato. Ora, ripagati i debiti con i pedaggi, si ritrovano una società che ha più di 600 milioni di liquidità, con cui potrebbero finanziare molteplici opere pubbliche. La società ha poi anche oltre 500 milioni accantonati in esenzione fiscale per il “fondo ferrovia” da destinarsi al finanziamento del nuovo traforo del Brennero ma la cui titolarità è ancora incerta (e la società ha ritardato lo sblocco di questo fondo come arma di pressione sul governo), perché la legge che lo istituì (in una legge finanziaria del governo Prodi) non lo specificava.

Le proroghe in arrivo per il gruppo Gavio

Il ministro Delrio sta anche trattando col gruppo Gavio per concedere proroghe alle autostrade della Sias. Il suo predecessore, Maurizio Lupi, aveva sciaguratamente concordato di consolidare tutte le concessioni della Sias prorogandole al 2043 e aveva sottoposto questo piano all’approvazione della Commissione europea. Pertanto le tariffe erano state aumentate, a gennaio 2015, “solo” dell’1,5%, su richiesta del governo, in attesa dell’approvazione del piano suddetto. La direttiva europea sulle concessioni emanata successivamente aveva richiesto un ripensamento, e pare che il ministro Delrio sia orientato a concedere un proroga ma per minore durata. Il gruppo Sias minaccia ora ricorsi se non venisse approvato il piano concordato con Lupi o altro ad esso gradito, e pretende il recupero degli incrementi tariffari che sarebbero loro stati dovuti dal gennaio 2015 oltre al “solo” 1,5%. Attendiamoci dunque nuove proroghe e nuovi balzi di tariffe.

La maestria delle società di gestione

Le concessionarie sono maestre nell’alternare carota e bastone per ottenere nuovi privilegi, questa è la loro vera specialità, assai più difficile del banale lavoro di gestire un’autostrada. Le proroghe di concessioni senza gara, come quelle chieste dal gruppo Sias, sono sempre giustificate con la necessità di finanziare nuovi investimenti. Sembra che il nostro Stato sia tanto malmesso da aver bisogno di capitali privati per finanziare questi investimenti, ma la realtà è ben diversa: gli azionisti delle concessionarie non hanno mai versato capitali se non per cifre simboliche né prevedono di sottoscriverne di nuovi per finanziare questi piani. I concessionari finanzieranno tutto a debito, come sempre, contando sul flusso dei pedaggi con tariffe che garantiscono sempre e comunque lauti ritorni. Perché lo Stato non lascia decadere le concessioni alla loro scadenza contrattuale e finanzia i nuovi investimenti col flusso dei pedaggi, senza ricorrere alla costosissima “mediazione” dei concessionari? Mancano nel settore pubblico le competenze per gestire un’autostrada?

Occorrerebbe muoversi in senso opposto, per proteggere gli utenti da rendite improprie: accelerare tutti i meccanismi di gara possibili, in particolare nell’affidamento dei lavori di manutenzione e di investimento, e frazionare il sistema, che non presenta economie di scala di rilievo. Questo nella grande tradizione della regolazione pubblica americana, che ha visto nello “spezzatino” delle aziende telefoniche e di quelle petrolifere i suoi maggiori successi storici.

Di Marco Ponti e Giorgio Ragazzi

da Il Fatto Quotidiano del 13/01/2016

link articolo

 

tir_slide

Comunicato stampa Opzione Zero 16 gennaio 2016

Romea: vietare subito il transito ai TIR

Sulla sicurezza in Romea le promesse del Governo non bastano più, bisogna agire subito senza ambiguità, in gioco c’è la pubblica incolumità dei cittadini. Per ridurre drasticamente gli incidenti è necessario vietare il transito del traffico pesante di “attraversamento” con una ordinanza specifica delle Prefetture; un provvedimento facile, immediato e a costo zero che è già stato emanato in situazioni analoghe.

Come si sa uno dei problemi più grossi della Romea non è tanto il volume di traffico, ma la grande quantità di camion che la percorrono (almeno il 35% dei 18.000 veicoli medi giornalieri). La maggior parte dei TIR sono diretti o provengono dall’est europeo e usano la statale per non pagare i pedaggi autostradali.

Visto che l’elevata densità di traffico pesante è una delle maggiori cause di incidenti, Opzione Zero ribadisce la necessità di vietare il transito ai mezzi pesanti che usano la statale come alternativa all’autostrada. Si tratta di un provvedimento che le Prefetture competenti potrebbero emanare facilmente al fine di tutelare la pubblica incolumità, un modo concreto e tempestivo per dare finalmente una risposta all’annoso problema della sicurezza nella famigerata statale.

Opzione Zero torna a rilanciare con forza questa proposta soprattutto dopo la inconsistente risposta data dal Governo lo scorso 13 gennaio alla camera in occasione di una specifica interrogazione presentata dai Deputati veneti Crivellari e Mognato. Una risposta per nulla convincente secondo il comitato rivierasco, perché se da un lato viene confermato lo stanziamento di 1,6 miliardi di euro per la messa in sicurezza di E 45 e SS 309 nel periodo 2015-2019, nulla si dice su come questi fondi verranno ripartiti tra due tratte che necessitano di interventi ben differenti per complessità tecnica e per costi. Niente nemmeno sui tempi con i quali si intende avviare i cantieri, e intano già il primo dei 5 anni è stato perso inutilmente.

Nessuna risposta si trova poi sulla “Romea Commerciale”, tema ambiguamente inserito nella interrogazione dai due parlamentari del PD. Il silenzio del Governo sul futuro della nuova autostrada potrebbe essere letto positivamente, ma le preoccupazioni per i comitati rimangono tutte visto che il progetto non è ancora stato derubricato dalla Legge Obiettivo e potrebbe riprendere facilmente quota anche solo per la tratta Ravenna-Mestre.

Del resto solo pochi mesi fa era stato lo stesso assessore ai trasporti dell’Emilia Romagna a rilanciare l’idea di una nuova arteria (a due o quattro corsie) tra Ravenna e Mezzogoro attraverso le Valli del Mezzano sullo stesso tracciato della Orte-Mestre; una proposta questa che avrebbe senso solo in funzione di un completamento a nord fino al Passante di Mestre. L’idea dell’assessore Donini appare ulteriormente paradossale se si considera che proprio la Regione Emilia Romagna e ANAS sembrano finalmente interessati a completare la variante alla Statale Adriatica SS 16 che collega Ravenna all’autostrada A-13 nei pressi di Ferrara. Questa nuova superstrada, di cui si parla da almeno 35 anni, è già stata finanziata e realizzata per buona parte del suo tracciato; basterebbero solo 100 milioni di euro per realizzare i collegamenti Ravenna-Alfonsine e Alfonsine-Argenta, ultimando così un’opera fondamentale per poter dirottare facilmente il traffico pesante dalla Romea alla A-13 e consentire finalmente di trasformare la statale in strada turistica e di servizio alle comunità locali.

L’A13 è l’alternativa alla romea per raggiungere Ravenna dall’innesto del Passante (Roncoduro, Dolo). Basterebbe completare la variante alla Statale Adriatica 16 (superstrada di cui si parla da almeno 35 anni). In rosso i tratti da realizzare (cliccare sull’immagine per ingrandirla).

alternativa_romea

 

L’asta e’ aperta

(Dopo la mancata partenza annunciata per il 6 gennaio a causa di motivi tecnico-burocratici di cui ci scusiamo, al via l’asta)

Fino a domenica 24 gennaio in vendita all’asta il meraviglioso tandem di Paolini & Co. (Balasso, Bertelli)

http://www.ebay.it/rpp/beneficenza/aste/opzione-zero/

Come per i fondi raccolti dallo spettacolo anche il ricavato del tandem andrà alle famiglie colpite dal tornado in Riviera del Brenta l’8 luglio 2015.

Marco Paolini racconta così quel tandem speciale. “Siamo partiti con due biciclette diretti a Mira per lo
spettacolo. Balasso è partito da Rovigo, io da Belluno e siamo arrivati insieme. Io avevo più km, ma Balasso sostiene che da Rovigo è tutta salita e guardando l’atlante si capisce che ha ragione, perché Rovigo è sotto. A Mira siamo arrivati insieme e abbiam fatto la volata, lui con la bici da corsa bianca, io con la mia nera, e c’è stata una caduta. Noi non ci siamo fatti tanto male, ma le bici sì. Le abbiamo portate dal meccanico Roberto Abbiati, che come attore è bravo, come scenografo pure, ma non è un vero meccanico di biciclette. Di due bici rotte ne ha fatto un tandem, di ruote buone ne erano rimaste solo due. Lo abbiamo dipinto insieme io e lui, e lo abbiamo anche firmato. Balasso che non dipinge, ha firmato coi denti il copertone davanti dove adesso c’è un buco… Il tandem era posteggiato sotto al palco/carro il pomeriggio dello spettacolo, avremmo dovuto usarlo durante il duetto improvvisato, ma poi il duetto ha preso una piega storta e ci abbiamo rinunciato. Avremmo dovuto metterlo all’asta a fine spettacolo, ma stava diventando buio e non volevamo rallentare il pubblico che tornava a casa. Allora il tandem lo offriamo adesso, al miglior offerente, in ricordo di quel giorno e di quell’umanità che ci ha fatto sentire tutti insieme, cittadini”.

Per vedere o rivedere lo spettacolo: www.youtube.com/user/adomandarispondeit

Per donazioni o rendicontazione del ricavato: www.opzionezero.org/rdb8715

 

La visione del video è gratuita, ma è suggerita un’offerta:

Iban     IT64L0359901899050188525842 – causale “Donazione per i colpiti dal tornado”.

 

RAI TGR – Passante di Mestre: gli utili della CAV

Posted by Opzione Zero in Filmati, Rassegna stampa | 0 Comments

27

dic

2015

VVOX.IT – Infrastrutture venete, De Stavola superstar.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

18

dic

2015

L’ingegnere padovano di origini beriche è il crocevia di tante opere: dal Tav a Vicenza e Padova al delicato casello di Montecchio. Ma con il ministro Delrio la musica potrebbe cambiare

Un pezzo importante del risiko infrastrutturale del Veneto passerà ancora, come sembrava qualche mese fa, sulla scrivania di Gianmaria De Stavola? Il noto professionista di origini vicentine, di residenza veneziana ma con base nel Padovano, su quali sicurezze potrà contare dopo che in Regione sarà completato il valzer delle nomine in Venetro Strade? E soprattutto: dopo le dimissioni di Maurizio Lupi (Ncd) dal dicastero delle Infrastrutture, l’attuale ministro Graziano Delrio (Pd), avrà il medesimo feeling che i Lupi boys di origine ciellina e neo-dorotea avevano con l’ex ministro?

VARIATI SCARICA L’INGEGNERE

De Stavola fa la sua prima seria comparsata sui media regionali quando, da esponente del Pd di Pianiga nel Veneziano (proveniente dalla Margherita), si fa alfiere del mega-progetto di Veneto City. All’epoca, il 2009, deve affrontare la reprimenda degli oppositori di una iniziativa ancora oggi nel limbo. Ma l’ingegnere è tipo coriaceo. E grazie a Confindustria e al sindaco berico Achille Variati (Pd anche lui) entra dalla porta principale nella partita progettuale per la cosiddetta Tav di Vicenza. Il nuovo volto della città pensato dall’ingegnere con la stazione principale spostata in zona industriale e il ripensamento di quella attuale puntano ad una ricucitura urbana tra le parti smembrate dal passaggio della ferrovia e a suo dire nel delineare questo progetto pensa in grande immaginando Vicenza come un grande polo di attrazione. Durante gli ultimi mesi però la situazione è mutata. Variati non è più sicuro come un tempo della soluzione De Stavola (bollata dai detrattori come foriera di speculazioni urbanistiche). Apre ai comitati e di fatto mette in stand-by il disegno approvato dal consiglio comunale. A Palazzo Trissino si maligna che lo stop sia il frutto del cattivo rapporto, un tempo più idilliaco, tra il capo della giunta ed il premier del Pd Matteo Renzi, il quale vorrebbe fare piazza pulita, almeno in parte, degli eredi di Lupi. Uno scenario del genere lo tratteggia e lo conferma anche la professoressa Francesca Leder, uno dei volti più noti dell’osservatorio urbanistico vicentino Out, da sempre fortemente contraria alla opzione De Stavola: «Il quadro politico è cambiato profondamente con l’arrivo di Delrio in via Nomentana. Variati che è un animale politico dotato di buon fiuto lo ha capito. E che sulle infrastrutture non si possa più ragionare solo in termini di interventi pesanti cominciano a dirlo anche i soggetti portatori di forti interessi come i grandi costruttori ferroviari».

TAV PADOVA, SCHEMA VICENZA

A Padova lo schema sembra riproporsi. Il sindaco, l’iperleghista Massimo Bitonci – si dice anche lui dietro pressioni confindustriali, degli uffici e di una parte di Fi – si affida al metodo Vicenza: questa almeno è la voce che giunge costantemente da palazzo Moroni. Il capo dell’esecutivo infatti dà la sua benedizione all’incarico che vede De Stavola nuovamente protagonista: per lui c’è un cachet da 50 mila euro, «concordato con Regione, Camera di Commercio e Confindustria, per la redazione di uno studio di prefattibilità ferroviario e viabilistico della nuova stazione a San Lazzaro»: Così riferisce il Mattino del 30 maggio di quest’anno. Il tema non conquista la campagna elettorale delle ultime regionali, ma tra gli addetti ai lavori, specie in materia ambientale, è ben coperto.

ETERNA PRIMA REPUBBLICA

De Stavola però non è solo sinonimo di ferrovia. Andando a ritroso nel tempo a lui vanno ricondotto anche i tram di Venezia e Padova. Ancora: una delle società a lui riconducibili, la Proteco, è stata incaricata negli anni di una serie di studi collegati alla Pedemontana Veneta. E ancora De Stavola con la sua Idroesse è il progettista del nuovo casello di Montecchio-Alte. Croce e delizia, anzi solo croce, visti gli ingorghi perenni delle auto in uscita a causa di un raccordo con la viabilità locale massimamente inadeguato, che rimane tale da quando al comando della Brescia-Padova c’era l’ex presidente leghista della Provincia di Vicenza, Manuela Dal Lago. Ma anche in questo frangente emergono le liasons democristiane. Titolare della progettazione non è solo Idroesse, ma pure la Silec, una spa che fa riferimento alla galassia di Vito Bonsignore. Ras delle autostrade lombardo-piemontesi ben ammanigliato a destra come a sinistra, noto per i suoi trascorsi burrascosi con la giustizia, e arcinoto per essere stato durante la Prima Repubblica un visir prima dei doretei e poi degli andreottiani del Piemonte. Il gruppo Bonsignore, tra l’altro, è il promotore del maxi-progetto della Orte-Mestre. Una arteria da dieci miliardi che periodicamente entra ed esce dalla programmazione ministeriale a seconda degli equilibri politici in seno al governo, e da ultimo affondata. Tra il 2008 e il 2009 i siculo-piemontesi Bonsignore sono affiancati nel progetto della Ragusa-Catania dai vicentini della Maltauro. Ne parla anche il Corriere Economia ed Il Sole 24 Ore. Maltauro peraltro è una primaria impresa di costruzioni data per vicinissima a Variati.

MONTECCHIO, CASELLO DECISIVO

Ora De Stavola però deve affrontare una nuova sfida. Il completamento del casello di Montecchio nel Vicentino (il primo stralcio dell’opera che è in super ritardo e  vale ben 125 milioni di euro), anche per l’effetto del cambiamento della disciplina in materia di appalti delle imprese private titolari di concessioni pubbliche, non potrà più avvenire in house, ma dovrà essere affidato ad una gara. Un cambiamento che ha generato un singolare fronte comune tra i concessionari, i loro dipendenti e i sindacati, i quali uniti vedono nella liberalizzazione lo spettro della riduzione dei profitti, di eventuali licenziamenti e pure di possibili ritardi nelle consegne (in foto uno striscione al casello di Montecchio). La protesta ha avuto la sua eco anche al cantiere di Montecchio. Ma poiché la liberalizzazione vale anche per la progettazione, Brescia-Padova proprio per l’autostazione di Alte –  nodo importantissimo perchè vicino é prevista la immissione nella Spv – ha dovuto indire una gara pubblica. Ora, non è dato sapere se De Stavola parteciperà (interpellato in merito, non risponde) al bando da 800mila euro indetto dalla società capitanata dall’ex leghista Flavio Tosi (anche lui in ottimi rapporti conVariati). Quello che è certo è che la commissione chiamata a valutare le offerte inizierà a riunirsi il 16 dicembre 2015, quel giorno in seduta pubblica, a Verona in via Gioia 71, sede della spa autostradale.

link articolo

 

percorso_MCV

GCM_VENEZIA

IL RESPIRO DELLA TERRA

IN MARCIA PER IL CLIMA – VENEZIA

29 Novembre ore 14 Stazione S. Lucia

leggi l’appello

Alle scuole, alle associazioni culturali e religiose, sindacali e politiche, ai comitati e ai gruppi informali della cittadinanza attiva, a tutte le persone sensibili alle sorti della Terra.

Domenica 29 Novembre, alla vigilia della apertura della 21° Conferenza delle Parti dell’Onu sul clima che si tiene a Parigi, in tutto il mondo vi sarà una giornata di mobilitazione per chiedere di fermare il surriscaldamento del pianeta, provocato da attività umane insostenibili, principalmente dalla combustione di materie fossili (carbone, petrolio, gas).

Siamo all’ultima chiamata utile, prima che i processi diventino irreversibili con conseguenze catastrofiche: eventi climatici estremi, ondate di calore, alluvioni e mareggiate che aumentano i rischi idrogeologici, perdita di fertilità del suolo e della biodiversità, desertificazioni, salinizzazione delle falde acquifere, erosioni delle coste e innalzamento del livello medio dei mari.

I cicli vitali della biosfera, ad incominciare da quello dell’acqua, sono in pericolo.

Milioni di “profughi ambientali” si aggiungono a chi cerca di fuggire dalle guerre e dalle miseria. Le città costruite lungo le coste sono in pericolo. Il simbolo è Venezia, ma tutta la Pianura Padana rischia di essere sommersa se le tendenze non verranno subito invertite.

Il 29 novembre si leverà un grande grido di allarme che deve essere recepito dai governi, dagli industriali, dai cittadini tutti.

Stop Global Warming, Fossil Free

Servono politiche energetiche alternative a tutti i livelli: fermare la corsa alle pericolosissime trivellazioni per la ricerca di nuovi giacimenti di combustibili, sviluppare le energie rinnovabili, eliminare gli sprechi, l’obsolescenza programmata e indotta, gli oggetti “usa e getta” e aumentare l’efficienza degli impianti esistenti, riforestare e cambiare i sistemi di produzione agricola, modificare e ridurre i consumi, cominciando dai trasporti, dall’edilizia e riducendo drasticamente il consumo di carne d’allevamento.

Riconvertire il modello economico e sociale si può. Lo dimostrano gli esempi di Comuni virtuosi che adottano “Piani clima”, bloccano il consumo di suolo, salvaguardano l’agricoltura contadina.

Ognuno deve fare la sua parte, a partire da sé e dalla realtà in cui vive.

Anche nel Veneto che, pure essendo tra le Regioni a più elevato rischio idrogeologico, non ha né piano paesaggistico, né dei trasporti, né un piano organico per la mitigazione dei fenomeni e l’adattamento degli insediamenti umani ai cambiamenti climatici.

Le associazioni, i comitati e i gruppi informali impegnati in tanti ambiti della difesa della salute e dell’ambiente (acqua, aria, suolo, aree naturali) dagli inquinamenti, dalla cementificazione, dalle opere inutili e dannose stanno promuovendo in vari modi una campagna d’informazione e sensibilizzazione, a partire dalle scuole, che si concluderà a Venezia, domenica 29 novembre, con la manifestazione IL RESPIRO DELLA TERRA:

Ore 11.50-12.00: IL RESPIRO DELLA TERRA‘OM’ GLOBALE PER IL CLIMA Meditazione individuale silenziosa.

Ore 14.00-19.00: IL RESPIRO DELLA TERRAIN MARCIA PER IL CLIMA Manifestazione gioiosa con partenza dal piazzale della Stazione Ferroviaria di Venezia ed arrivo in Campo S. Margherita.

L’evento è parte delle iniziative organizzate nel nostro Paese dalla “Coalizione Italiana per il Clima” per la costruzione di una mobilitazione unitaria in occasione della Marcia Globale per il clima contro il cambiamento climatico.

Noi vogliamo partecipare alla mobilitazione mondiale del 29 Novembre: sottoscrivi l’appello e partecipa all’evento.

Firmatari al 9 novembre 2015:

AmbienteVenezia – Luciano Mazzolin
Amici del Verde- Padova – Elena Macellari
ASPO Italia – Mirco Rossi
Associazione per la Decrescita nodo Triveneto – Luca Lazzarato, Paolo Cacciari
Associazione Studenti Universitari e Rete della Conoscenza – Teresa Ditali
Beati i costruttori di pace – Albino Bizzotto
Centro Sociale Morion – Tommaso Cacciari
CGIL Democrazie e Lavoro – Giorgio Molin
Comitato Cittadini di Tessera e di Campalto contro l’inquinamento acustico atmosferico ed
ambientale da traffico aeroportuale – Cesare Rossi
Eddyburg – Edoardo Salzano
Ecoistituto del Veneto – Michele Boato
Forum Acqua – Francesco Penzo
Centro Pace – Luigi Barbieri
Gruppo Vegan – Cristina Romieri
Italia Nostra – Cristiano Gasparetto, Myriam Pilutti Namer, Manuela Pellarin, Susanna Kuby
Istitito I.S. F. Algarotti – Mara Franco preside
Istituto Nazionale Bioarchitettura Venezia – Matteo Pandolfo, Adriana Fasano
Laboratorio Altra Europa Venezia – Laura Di Lucia
Legambiente Veneto – Luigi Lazzaro
Liceo Artistico M. Guggenheim – Isabella Albano preside
Liceo Scientifico G.B. Benedetti – Roberto Sintini preside
ITCS Lazzari Dolo – Donatella Calzavara Vice Preside
Mestre in Transizione – Roberto Cargnelli
Municipalità di Venezia – Andrea Martini presidente
Movimento Consumatori – Giulio Labbro Francia
Movimento per la Decrescita Felice di Venezia – Paola Malgaretto
NoGrandiNavi – Silvio Testa, Lia Vianello, Giuseppe Tattara, Flavio Cogo
Opzione Zero
Padova2020 – Francesco Fiore
Pax Christi – Nandino Capovilla
Segreteria Regionale FIOM – Luca Trevisan
Sorella Palma – Antonella Barina
Università Ca’ Foscari Venezia – Francesco Vallerani, Fabio Pranovi, Ivana Padoanx
VeneziaCambia – Gianpietro Pizzo
Zero Energy – Luca Fattambrini
Elisabetta Chinellato
Franca Franzin
Gabriella Giaretta
Josip Ruciz
Salvatore La Rosa

Per segnalare la tua adesione invia una e-mail a: inmarciaperilclima2015@gmail.com

Seguici sulla pagina facebook: Inmarciaperilclima Venezia

Scarica e diffondi il documento Appello per la giustizia climatica da coalizioneclima.it

MANIFESTAZIONE 29 NOVEMBRE

I prossimi incontri della scuola sui cambiamenti climatici promossi da EcoMagazine e Laboratorio Occupato Morion.

DOMENICA 24 GENNAIO

“Apocalypse Now? Una rotta percorribile verso una società sostenibile”
Luca Lombroso, Meteorologo e divulgatore scientifico

DOMENICA 31 GENNAIO

“Da Rio a COP21: la politica internazionale di fronte al clima che cambia”
con Marica di Pierri, Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali (CDCA) e associazione A Sud

DOMENICA 14 FEBBRAIO

Tra natura e valore: per una critica ecologica dell’economia politica e del Carbon Trading Dogma”
con Emanuele Leonardi, ricercatore dell’Università di Coimbra

DOMENICA 6 MARZO

“Crollo della biosfera e cambiamenti climatici: impatti antropici e scenari”
con Eugenio Salvatore Pappalardo, PhD in Geografia all’Università di Padova

Tutte le lezioni si terranno dalle 16 alle 18 presso il Laboratorio Occupato Morion, salizada S. Francesco della Vigna 2951 . Venezia. Le dispense relative ad ogni lezione sono scaricabili dal sito Eco-Magazine.info

 

 

 

#caosclimate

Dal 30 novembre all’11 dicembre 2015 si svolgerà a Parigi la Conferenza Internazionale dell’ONU sul Clima (COP21), un appuntamento decisivo per le sorti di tutto il Pianeta. Il rischio che il tutto finisca in un nulla di fatto è molto alto.
Tantissimi movimenti e associazioni ambientaliste si stanno dando appuntamento per essere presenti in massa a Parigi e far sentire forte la voce dei popoli della Terra.

Per il 29 novembre è indetta una giornata di mobilitazione in numerose città del mondo, una di queste è Venezia (appuntamento ore 14.00 presso la stazione S. Lucia). Il 12 dicembre le manifestazioni si svolgeranno invece a Parigi.

Ma il tema dei cambiamenti climatici è assai complesso e di certo non basta qualche dimostrazione di piazza. E’ necessario che i movimenti altermondialisti assumano questo tema come centrale e prioritario nella loro agenda, e per farlo occorre prima di tutto studiare.

Per questo Ecomagazine, l’osservatorio ambientale veneto a cui contribuiscono diversi comitati (Opzione Zero tra questi), ha organizzato  #ChaosClimate: una vera e propria scuola di formazione rivolta agli attivisti e ai simpatizzanti delle organizzazioni ambientaliste, con l’obiettivo di fornire loro strumenti scientifici di comprensione ed un bagaglio di conoscenze da tradurre in azioni.

Il calendario completo degli incontri e tutti i relatori saranno comunicati quanto prima. In ogni caso il corso prevede 8-10 lezioni (da novembre al prossimo maggio) con esperti e personalità preparate in materia, la distribuzione di dispense, una bibliografia di riferimento. Il costo di iscrizione al corso completo è di 20 euro/persona.

Il primo appuntamento è per domenica 15 novembre dalle ore 16 alle ore 18 presso il Laboratorio Occupato Morion (sede del corso) con il fisico triestino Luca Tornatore.

 

Antenna Tre – Romea, la strada killer

Posted by Opzione Zero in Filmati, Rassegna stampa | 0 Comments

24

ott

2015

TGR – Veneto sempre piu’ cementificato

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

21

ott

2015

Pagina 5 di 848« Prima...34567...102030...Ultima »

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui