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Elettrodotto TERNA Dolo – Camin

 

Elettrizzanti, non c’è altro termine per definire le sorprendenti decisioni di Terna in merito a decine di km di elettrodotto, fra Camin e Dolo e fra Malcontenta e Mirano da realizzare in via aerea anziché interrate. Una premessa va fatta. Dallo studio di impatto ambientale, che ammette “solo” un rilevante impatto paesaggistico, manca il convitato di pietra: viviamo già in una delle zone più inquinate del pianeta soprattutto a causa degli insediamenti industriali e della mole di traffico.

Vale a dire che non è un caso se la percentuale di tumori registrata nella nostra zona è fra le più alte al mondo. In un contesto come questo è scellerato decidere (per un risparmio economico) di realizzare oltre 50 km di linee elettriche ad alto voltaggio che sono scientificamente correlate a forme di leucemia.

Certo, nella Valutazione di impatto ambientale si specifica che “E’ stata verificata la compatibilità magnetica delle due linee con i valori limite previsti dalla normativa nazionale: in particolare sono state individuate le fasce di rispetto entro le quali il campo elettromagnetico rimane al di sotto dei 3 microtesla previsti dal D.P.C.M 8 luglio 2003:

30 m per l’elettrodotto Dolo-Camin

38 m per l’elettrodotto Malcontenta- Mirano

L’unica criticità e stata riscontrata nella linea Dolo-Camin per l’attraversamento della linea tra due fabbricati esistenti, tuttavia da una analisi approfondita risulta sempre rispettato il limite dei 3 microtesla”. Esiste, però, il “principio di precauzione” secondo cui va preferita la soluzione meno impattante per territorio e cittadini. Sulle barricate contro l’elettrodotto aereo i comuni di Vigonovo e Saonara. Il tracciato dell’elettrodotto andrebbe ad impattare, sia a Vigonovo sia a Saonara, in zone residenziali e in aree di verde pubblico attrezzato. Un prezzo troppo alto da pagare per i due comuni.

Ariano Mantuano, ingegnere elettrico nominato dal comune di Vigonovo, ha affermato la preferibilità dell’interramento dell’elettrodotto, definendola una soluzione “meno impattante sia da un punto di vista estetico sia per la notevole riduzione di inquinamento ambientale e quindi in direzione di una maggiore salvaguardia della salute pubblica”. Tanto che l’elettrodotto aereo si affiancherebbe alla Camionabile: gli impatti dovuti alla perdita di biodiversità, al consumo di suolo, aggressione del territorio, deprezzamento dei valori immobiliari, problemi sociali, rischio per la salute e deturpazione del paesaggio sono quindi doppi.

Considerazioni non peregrine visto che dopo la provincia di Padova (centro destra), pure la neo eletta presidente leghista della Provincia di Venezia, Francesca Zaccariotto, ha confermato le posizioni del suo predecessore di centro sinistra, Davide Zoggia, pro interramento.

Tralicci da 61 metri lungo la Riviera del Brenta con il nuovo elettrodotto

 

Non si capisce quindi perché, esistendo una concreta soluzione meno impattante, la commissione regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale (Via) ha licenziato la soluzione di un elettrodotto completamente aereo che passerà sui comuni compresi fra Dolo e Camin, senza neppure prendere in seria considerazione l’ipotesi dell’interramento che, invece, veniva chiaramente indicata dalle delibere delle Province coinvolte (Padova e Venezia) e dal Piano territoriale di Coordinamento provinciale (Ptcp).

In pratica la commissione Via ha preso una decisone politica e non tecnica, perché quella tecnica non poteva che essere a favore dell’interramento. A ben guardare la vicenda stupisce solo fino ad un certo punto, perché infatti la questione elettrodotto è legata all’accordo sul Vallone Moranzani. In questo accordo Terna si accolla il costo di interramento dei cavidotti della zona dei Moranzani-Fusina dove devono essere stoccati i fanghi derivati dall’escavazione dei canali lagunari, ma in cambio ottiene di fare l’elettrodotto aereo che, ovviamente, comporta costi molto più contenuti. Alla faccia della tutela della salute pubblica e della sostenibilità ambientale.

Attualmente le amministrazioni dei comuni interessati dal tracciato hanno depositato un ricorso al Consiglio di Stato dopo che il TAR del Lazio ha respinto la richiesta di interramento, rigettando il ricorso di fatto da Opzione Zero assieme agli altri comitati di CAT (unitamente ai cittadini) e quello dei Comuni.

IL PROGETTO TERNA

Razionalizzazione rete Alta Tensione area Venezia e Padova. Progetto per la realizzazione di 2 nuovi elettrodotti a 380 kV. Comuni interessati: Dolo, Camponogara, Strà, Fossò, Vigonovo, Spinea, Mira, Mirano, Venezia.

Il progetto è stato depositato il 18.03.2008

– nuovo elettrodotto in semplice Terna sdoppiata e ottimizzata a 380 kV tra la stazione elettrica esistente di Dolo (VE) e quella di Camin di lunghezza pari a 15 Km;

– nuovo elettrodotto in doppia ottimizzata a 380 kV tra la S.E di Malcontenta (VE) e la nuova S.E. di Mirano di lunghezza pari a 7 Km circa.

Si sta, inoltre, procedendo ad una serie di potenziamenti della rete e di interramenti nell’area di Fusina-Marghera e nella laguna rientranti in parte nell’ambito dell’accordo di Programma “Vallone Moranzani” relativo alla riqualificazione ambientale, paesaggistica, idraulica e viabilistica dell’area Malcontenta-Marghera. In questo punto l’elettrodotto sarà, invece, interrato.

Commissario straordinario a…tutto!

Sulla vicenda dell’elettrodotto Terna fra Dolo e Camin, così come su tutte le grandi opere, Governo e Giunta Regionale hanno deciso di calpestare le comunità locali. La commissione VIA Regionale (commissione per la Valutazione di Impatto Ambientale) dà il via libera all’opzione aerea dell’elettrodotto senza nemmeno prendere in considerazione l’ipotesi di interramento.

Non basta, Il Governo si accinge a nominare un commissario straordinario e plenipotenziario che potrà evitare anche la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Si fa così, rapidamente, piazza pulita dei pareri contrari delle popolazioni, dei Comuni e delle Province interessate con buona pace del rispetto degli enti locali, del federalismo e della salute dei cittadini.

La commissione regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale (Via) ha licenziato la soluzione di un elettrodotto completamente aereo che passerà sui comuni compresi fra Dolo e Camin.

Nella relazione finale non si è neppure presa in considerazione l’ipotesi dell’interramento che, invece, veniva chiaramente indicata dalle delibere delle Province coinvolte (Padova e Venezia) e dal Piano territoriale di Coordinamento provinciale (Ptcp), oltre che da numerosi Comuni interessati, in primis quelli di Vigonovo e Saonara.

Ma ancora più grave è quanto previsto dall’art. 4 del recente “decreto anticrisi”, che, con la scusa di “particolari ragioni di urgenza in riferimento allo sviluppo socio-economico” prevede la nomina dei “famosi” commissari straordinari per semplificare e accelerare la realizzazione di opere per la produzione e distribuzione di energia.

Come si evince anche dalle dichiarazioni dell’ex Ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo, i poteri del commissario sarebbero talmente smisurati da consentirgli di sostituirsi alle Commissioni VIA, VAS e AIA nazionali, vale a dire a ben 80 esperti del settore. Secondo quanto si apprende in ambienti parlamentari,sarebbero 11 le opere che potrebbero essere affidate ai nuovi commissari secondo la bozza dello schema di attuazione.

Tra questi, ci sono sei elettrodotti, quattro impianti eolici e una centrale a carbone. Con lo stesso principio anche le centrali termonucleari potevano godere di un commissario straordinario.

L’elenco delle reti che verrebbero affidate a un commissario comprende anche l’elettrodotto Dolo-Camin.

Quindi, oltre alla Regione, anche il Governo si appresta a calpestare la partecipazione e i pareri espressi dagli enti locali nelle decisioni che riguardano il loro territorio liquidando di fatto le procedure VIA e VAS, procedure nate in Europa per garantire la partecipazione, la sostenibilità ambientale e la tutela della salute, come una fastidiosa formalità burocratica, da adempiere come diktat politico: Claudio Scajola ordina, i Commissari ratificano.

La filastrocca è sempre la stessa, fare presto e bene; ma che fine ha fatto il principio di sussidiarietà in campo urbanistico-amministrativo-ambientale? Le reti di produzione e distribuzione hanno tra i più alti fattori di emissione di inquinamento (in particolare elettromagnetico, ecologico e visivo) con l’art. 4 del decreto Anticrisi non sarà più possibile per un Sindaco o un Presidente di Provincia difendere i propri concittadini da emissioni dannose per la salute e da impianti potenzialmente pericolosi.

NIENTE DI PERSONALE

Si scrive “commissario straordinario”, si legge Silvano Vernizzi. È lui il deus ex machina che la Regione ha scelto per risolvere e gestire i nodi del “progresso infrastrutturale” veneto. Vernizzi, ingegnere ai vertici della Segreteria infrastrutture e mobilità della Regione Veneto, è commissario straordinario del Passante di Mestre, è vice – commissario operativo per la terza corsia dell’autostrada A4 Venezia-Trieste, è stato nominato nuovamente commissario straordinario per la superstrada Pedemontana Veneta. Vernizzi è anche amministratore delegato di Veneto Strade. Conflitti di interesse a parte, è infine Presidente della commissione VIA Regionale. Guadagno all’anno: 160.000 euro.

 

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