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Gazzettino – Manifestazione in Romea contro la Mestre-Orte

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20

set

2014

Rallentamenti e disagi a Mira per la mobilitazione organizzata per dire “no” alla realizzazione dell’autostrada

Rallentamenti in Romea questa mattina a Giare di Mira per la mobilitazione interregionale contro la Mestre – Orte. Ci sarà anche l’associazione «Salvaguardia idraulica del territorio padovano e veneziano» alla manifestazione organizzata da Opzione Zero e da molte altre associazioni, comitati cittadini e liste civiche per protestare contro la realizzazione dell’autostrada «indirettamente finanziata», secondo gli organizzatori, dal Decreto «sblocca Italia».
«Tra l’altro – spiegano gli organizzatori – tra tutti gli interventi previsti e finanziati per strade e autostrade nello “Sblocca Italia”, non figura nemmeno un centesimo per la messa in sicurezza della SS 309 Romea né della E-45. Mettere in sicurezza E-55 e E-45 costerebbe molto di meno e darebbe risposte alle comunità in tempi più rapidi».
La mobilitazione avrà inizio in Riviera del Brenta: i comitati al mattino saranno sulla Statale Romea in località Giare di Mira (ore 10.30) e proseguiranno con una festa in piazza a Dolo nel pomeriggio (dalle ore 15). Altre iniziative sono previste a Cesena, a Terni, ad Adria, Piove di Sacco e Cavarzere oltre che in Emilia Romagna.

 

Nuova Venezia -Treno, bus e vaporetto con lo stesso biglietto

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4

giu

2014

Actv e Sistemi Territoriali stanno per firmare l’accordo sul “sistema integrato”

Orari omogenei e abbonamento unico: «Se funziona lo allarghiamo a Trenitalia»

DOLO – Un servizio integrato fra Actv e Sistemi Territoriali che permetterà agli utenti di risparmiare un 10% su abbonamenti e biglietti e avere orari più fruibili da Venezia-Mestre in direzione della Riviera del Brenta e del Piovese fino ad Adria ( e viceversa). Ad annunciarlo è il presidente dell’Actv Luca Scalabrin che spiega come questo accordo sarà un modello anche per future intese con le Ferrovie dello Stato. «In questi giorni», spiega Scalabrin, «abbiamo messo a punto un accordo per poter creare una tariffa integrata, cioè un biglietto unico e un abbonamento unico, e di fatto un servizio unico con Sistemi Territoriali, la società della Regione che fa gestisce la linea ferroviaria Mestre-Adria. Vogliamo dare un servizio integrato simile a quello che si offre all’utenza nelle città europee dove i servizi ferroviari e automobilistici sono interconnessi. In questo modo per fare un esempio gli orari dei treni e le coincidenze con le vicine fermate dei bus, saranno studiate ad hoc e permetteranno a chi usa i mezzi di evitare di perdere inutilmente del tempo in attesa». Ma non solo. «Chi ad esempio », spiega Scalabrin, «salirà su un treno alla mattina per arrivare a Mestre o Venezia, userà un vaporetto e alla sera potrà tornare a casa con un bus Actv e viceversa con unico abbonamento o biglietto». In queste settimane una squadra di tecnici dell’Actv e di Sistemi territoriali hanno cercato di omogeneizzare gli orari di treni e bus. Ci sarà ovviamente anche un risparmio in termini economici per chi userà questo servizio. Lo scopo finale è di far usare di più i mezzi pubblici per evitare smog e code soprattutto nelle ore di punta. «È chiaro», dice Scalabrin, «che lo scopo finale è quello di togliere traffico dalle strade e l’ostacolo finora trovato per modificare le abitudini di lavoratori e turisti è che i servizi spesso sono poco integrati e per questo poco appetibili ». L’accordo che sta per essere definito con Sistemi Territoriali entrerà in funzione nel giro di qualche settimana e se funzionerà sarà proposto anche a Trenitalia sulla linea Venezia- Padova e Venezia-Bassano. Sistemi Territoriali nel frattempo sta lavorando all’intesa. «I tecnici di Actv e della nostra società», dice il presidente Gianmichele Gambato, «stanno studiando una proposta che porti in poco tempo alla realizzazione del servizio integrato che ci è stato proposto da Actv».

 

CAMPONOGARA – La Regione, non solo, ha approvato l’aumento, in media del 15%, delle tariffe sui treni regionali Fs, ma anche di quelle in vigore sulle littorine in servizio sulla linea Mestre-Mira- Camponogara- Piove di Sacco- Adria, gestita dalla società Sistemi Territoriali. E così, da tre giorni, il biglietto da Mestre a Oriago non costa più 1.35,ma 1.50 euro. Più cara anche la tratta sino a Camponogara-Campagna Lupia: da 1,75 a due euro. Ma l’aumento più consistente è quello da Mestre a Piove di Sacco. Il prezzo del biglietto è cresciuto di 30 centesimi, pari alle 600 lire del vecchio conio. Non più 2,50, ma 2,80. Ancora più cara, naturalmente, la tariffa da Mestre sino ad Adria: 4,55 ( prima 4,05). «Una stangata vera e propria », sottolinea Andrea Castellan, della segreteria provinciale di Padova della Filt-Cgil e dipendente di Sistemi Territoriali. «Tra l’altro sono aumenti ingiustificati. Mentre sui treni regionali di Fs l’aumento andrà a coprire i maggiori costi del servizio regionale dopo che, dal 15 dicembre, circolano 130 treni in più, sulla linea dell’ex Vaca Mora tutto è rimasto poco prima. La Cgil da sempre chiede un potenziamento e un miglioramento radicale della qualità del servizio».

(f.pad.)

DOPO ANNI DI ATTESE

Metropolitana da settembre

Dieci treni Sfmr da Mestre a Padova. Orario già pronto

Prima linea Sfmr in partenza dall’8 settembre. La cosiddetta metropolitana di superficie, con dieci anni di ritardo, muove i primi passi. Il percorso è quello di Mestre-Padova e la segnaletica è già esposta nelle due stazioni interessate. Saranno dieci convogli andata/ritorno che si aggiungeranno agli altri treni regionali in servizio.

 

i nuovi trasporti » in veneto

La metropolitana partirà l’8 settembre tra Padova e Mestre

Dieci treni al giorno in andata e ritorno, c’è già l’orario

Il sindacato resta critico: «Costi altissimi e opere da finire»

PADOVA – Con (minimo) dieci anni di ritardo, finalmente, è stata fissata la data definitiva della partenza della Metropolitana di Superficie del Veneto. Come si può già leggere sull’orario delle Ferrovie dello Stato, esposto all’interno della stazione di Padova ed in quella di Venezia/ Mestre, la prima linea della Sfmr (Sistema ferroviario metropolitano regionale) partirà il prossimo 8 settembre sul percorso Padova-Mestre. D’altronde a Padova Centrale è stata già installata la segnaletica interna alla stazione, che indica che il primo metrò sulla tratta per Mestre partirà dai binari 2 e 3 Mtr (metropolitana) e sono stati già sistemati i cartelli generali, che guidano i viaggiatori ad effettuare il percorso pedonale più breve sino alla stazione Giardino, da dove partiranno i nuovi treni metropolitani. Si tratta di dieci convogli all’andata ed altrettanti al ritorno, che andranno ad aggiungersi a tutti gli altri treni regionali attualmente in servizio in tutta la regione a partire dal 15 dicembre 2013, giorno in cui, in tutto il Veneto, è partito il nuovo orario cadenzato, croce e delizia dei pendolari di TrenItalia.

Il primo metrò per Padova da Venezia partirà alle 8.10. Quello successivo alle 9.10 e così via sino alle 20.10.

Da Padova, invece, il primo metrò si muoverà alle 6.49. Il secondo alle 8.49, mentre l’ultima corsa sarà alle 19.49.

Tempo di percorrenza: 35 minuti con fermate in tutte le stazioni intermedie. Ad esempio quello delle 6.49, partirà da Ponte di Brenta alle 6.58; da Vigonza-Pianiga alle 7.03; da Dolo alle 7.08 e da Mira-Mirano alle 7.14. L’arrivo a Mestre è previsto alle 7.24.

Al momento TrenItalia, in stretta collaborazione con Rfi, ha messo in orario i primi treni in vigore dall’8 settembre solo sino al 13 dicembre di quest’anno, ma resta implicito che il nuovo metrò continuerà a correre anche in base al nuovo orario annuale delle Ferrovie dello Stato, che partirà dal 14 dicembre.

Nonostante la buona notizia arrivata ieri mattina direttamente dai tecnici di Rfi, Ilario Simonaggio, segretario regionale di Filt-Cgil, resta critico nei confronti del programma stabilito dalla Regione Veneto per quanto riguarda i ritardi cronici del sistema Sfmr:

«La delibera Cipe, la numero 121, risale addirittura al 2001, ossia a tredici anni fa» spiega il sindacalista padovano della Cgil «Il costo complessivo era di 273,7 milioni. La seconda fase è partita nel 2006. Tant’è che già nel 2008, con la delibera numero 244, il governo ha autorizzato alla Regione un contributo di 10 milioni all’anno, gravato, però, dal contenzioso a tutt’oggi non ancora risolto con lo studio di progettazione Net Enginering. Ammettiamo pure che il prossimo 8 settembre si parta veramente, restano i pesanti buchi neri con i quali la Regione ha affrontato l’iter del programma generale, che, all’inizio dei lavori, prevedeva 172 km di nuove tratte ferroviarie, 407 passaggi a livello da eliminare, 162 tra stazioni e fermate da ristrutturare e 120 nuovi treni. Come mai gli obiettivi non sono stati ancora raggiunti? Caro Renato Chisso, quando finirà una volta per tutte il tempo delle chiacchiere e della propaganda?».

Felice Paduano

 

Ritardi, in Veneto restano ancora 500 chilometri a binario unico

VENEZIA. Se ancora oggi, anche con il nuovo orario cadenzato di tutti i regionali, i treni locali, specie nelle fasce orarie più utilizzate dai pendolari, non arrivano puntuali e accusano problemi tecnici in particolare con condizioni meteorologiche critiche, è perché , in tutta la regione, circa 500 chilometri di linea sono ancora a binario unico.

Fra le tratte con un solo binario anche la Montebelluna- Feltre- Belluno- Calalzo (108 km), la Treviso-Motta di Livenza- Portogruaro (52km ), la Conegliano -Vittorio Veneto-Ponte nelle Alpi (39 km), Camposampiero-Cittadella- Bassano (30 km), la Castelfranco -Bassano-Primolano ( 50), Maerne Martellago-Castelfranco ( 25 ), Vicenza-Schio ( 32 ), Chioggia -Adria-Rovigo( 52 ), Rovigo-Verona e Monselice-Montagnana- Legnago.

In un’epoca in cui domina la tecnologia, una gran parte del servizio ferroviario regionale è ancora a binario unico. In genere, poi, le ferrovie locali sono obsolete, anche se la manutenzione resta a buoni livelli, perché sono state costruite tantissimi anni fa. Alcune risalgono alla seconda metà dell’Ottocento, a cavallo del tramonto dell’impero asburgico (1866) e i primi anni del Regno d’Italia, quando la prima linea ad essere costruita fu la Padova-Mestre-Fusina.

«Eppure la realizzazione del doppio binario nei tratti ferroviari in cui manca sarebbe importante sia per la sicurezza, sia per far circolare più treni e più velocemente» speiga Sandro Miccoli, ex capostazione a Padova e a San Donà «In Italia si spendono tanti soldi per opere che, alla fine, si rivelano inutili. Investire, invece, di più sullo sviluppo della rotaia significherebbe innanzitutto creare nuovo lavoro,ma anche e specialmente realizzare le condizioni per vivere in un territorio meno inquinato e con meno auto sulle strade».

(f.pad.)

 

L’INTERVENTO

di Ilario Simonaggio – Segretario generale Filt Cgil Veneto

SFMR, ecco tutto quello che non è stato ancora fatto

Il consiglio regionale che voterà il bilancio di previsione 2014 dovrà decidere che Veneto intende realizzare: basta trasportare persone come se fossero merci

Le federazioni sindacali dei Trasporti hanno insistito nella recente audizione in commissione regionale Bilancio sulla necessità di completare entro la legislatura regionale almeno la prima fase del Sistema ferroviario metropolitano regionale. L’opera è inclusa nella delibera Cipe numero 121 del 2001, nell’ambito dei sistemi urbani con un costo di 273,7 milioni di euro. Nel 2006 la Regione Veneto trasmette al Mit il decreto con il quale è approvato il progetto definitivo. L’intervento è incluso nella delibera Cipe numero 130 dello stesso anno. La seconda fase del SFMR, anno 2006 compresa nel rapporto “infrastrutture prioritarie” del MIT, con un costo stimato di 140 milioni di euro, di cui 56 milioni di euro stanziati dalla Regione, per un fabbisogno residuo di 84 milioni di euro. La Finanziaria 2008 (legge 244/97) autorizza un contributo decennale di dieci milioni di euro anno, a decorrere dal 2008, per la realizzazione del secondo stralcio del SFMR. Nel 2011, la rilevazione dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici AVCP sullo stato di attuazione delle opere comprese nel PIS, che si basa su dati comunicati dal RUP al 31 maggio 2011, risulta che il progetto definitivo per appalto integrato non è ancora stato approvato per carenza di finanziamenti. Progettazione definitiva affidata a Net Engineering Spa in data 2 luglio 2007, con iter di conclusione 30 giugno 2011, purtroppo non ancora approvato e all’origine di un lungo contenzioso economico tuttora in corso.

Questa grande opera che doveva costituire assieme al Passante di Mestre (inaugurato il 8 febbraio 2009) la migliore dimostrazione del Veneto “del fare”, con una larga ed estesa condivisione degli stessi ambientalisti e comitati che contestano le grandi opere viarie e stradali, è invece ogni giorno che passa su un“binario morto”.

Si sono sforati tutti i cronoprogramma stabiliti dalla Regione Veneto e rimane grave che non ci sia una assunzione di responsabilità collettiva per quantomeno completare la prima fase del SFMR entro l’attuale legislatura regionale.

Cinque anni di legislatura che non possono annoverare nessuna opera per la mobilità degna di nota. I tre obiettivi stabiliti nella pianificazione: l’appuntamento, il cadenzamento, la continuità sono tuttora in attesa di tempi migliori. Il ritardo cronicizzato della realizzazione del SFMR trascina nella polvere pure le restanti azioni disposte: l’integrazione treno-bus con il ridisegno della rete delle autolinee su gomma e l’integrazione tariffaria; l’integrazione urbana con politiche di regolazione del traffico privato nelle aree urbane, in particolare di politiche di tariffazione della sosta. Gli interventi di sintesi SFMR (previsione iniziale) fatti da 172 km di lunghezza nuove tratte ferroviarie; 407 passaggi a livello eliminati; 162 stazioni o fermate ristrutturate; 37 fermate di nuova costruzione; 120 nuovi complessi di treni per il servizio regionale. Buona parte degli impegni al palo con le conseguenze quotidiane sul servizio tra stazioni fatiscenti, stazioni nuove in degrado (vedi Busa di Vigonza), materiale rotabile vecchio, insufficiente o inadeguato.

Dopo 25 anni dal piano regionale dei trasporti; oltre 10 dal limite del completamento della prima fase del SFMR la situazione del “Veneto del fare” è impietosa:

fase 1 SFMR, investimento e finanziato per 640 milioni di euro, completata per il 90%, nessuna previsione certa di fine lavori;

fase 2 SFMR investimento per 350 milioni di euro, finanziato in origine per 250 milioni di euro, completata per il 5%, nessuno è in grado di fissare cronoprogramma; collegamento aeroporto Marco Polo, investimento di 260 milioni di euro; modifica progetto nel 2006 con tracciato basso e fermata TAV, revisione 2013, nessuna modifica formale della progettazione romana, figuraccia e tempi dilatati a dismisura, nessuna realizzazione;

fase 3 SFMR investimento 1200 milioni di euro, finanziati 5 milioni di euro,nessuna realizzazione; SFMR Veneto occidentale investimento 550 milioni di euro, nessun finanziamento, nessuna realizzazione; interventi complementari investimento 1200 milioni di euro, nessun finanziamento, nessuna realizzazione;

fase 4 SFMR investimento 1100 milioni di euro, nessun finanziamento, nessuna realizzazione; materiale rotabile investimento 600 milioni di euro, finanziato 350 milioni di euro, realizzato l’acquisto di 20 complessi di treni con mutuo trentennale, rimangono da acquistare altri 100 complessi di treni per il rinnovo del parco rotabile necessario al servizio regionale.

Il consiglio regionale che in questa settimana voterà il bilancio di previsione 2014, è chiamato a decidere che Veneto del terzo millennio intende costruire e realizzare. Senza nemmeno una dotazione minima di fondi strutturali in spesa per investimenti ferroviari, per quest’anno e gli anni a venire, è difficile prevedere se ci sarà ancora un servizio ferroviario regionale. Oggi trasportiamo le persone come fossero merci, quando va bene, altro che treni giapponesi invocati dal Presidente della Regione. Dovremo invece trasportare le merci come fossero persone. Il tempo delle chiacchiere e della propaganda è finito per tutti. Dalle risorse stanziate per il trasporto pubblico locale (ferroviario, bus, vaporetti) è possibile immediatamente comprendere se il trasporto collettivo passeggeri è una priorità del Veneto.

 

Comunicato stampa Comitato Opzione Zero 26/02/2014

Orte-Mestre: DOVE STA LA DEMOCRAZIA?

Un’informazione corretta e libera non può negare il diritto di replica alle false e gravi accuse rivolte ai cittadini che, nel pieno del loro diritto, hanno partecipato al convegno pubblico di Adria di sabato scorso sulla Orte-Mestre. Riteniamo gravissimo il livore e i toni intimidatori delle dichiarazioni apparse su alcuni media, da parte dei “sostenitori” dell’opera.

I cittadini e le associazioni presenti hanno preso liberamente posto e parola, in modo del tutto civile e pacifico, in una delle poche occasioni pubbliche in cui le corporazioni politico-affaristiche escono dai loro palazzi. Giacché gli spazi di partecipazione democratica non esistono o sono di fatto spazi propagandistici privati blindati, dove proprio il confronto viene negato.

Nessuno è stato offeso o zittito. Tutt’altro, su esplicito invito a rimanere ad ascoltare e a confrontarsi con la società civile – stanca di essere ignorata, esclusa dalle scelte e succube di decisioni calate dall’alto sul proprio territorio e sulle proprie vite – come sempre hanno preferito sottrarsi e fare orecchie da mercante.

Chi parla tendenziosamente di irruzione o di indebita occupazione è palesemente a digiuno dei più elementari criteri di democrazia ed abituato all’aggressività e all’arroganza che prende forma nell’imposizione di opere che i territori, quando sono debitamente informati nel merito, rifiutano.

Non a caso, la settimana scorsa l’amministrazione del Comune di Mira (VE) ha votato un ordine del giorno (in allegato) che chiede il ritiro in blocco del progetto Orte-Mestre e l’immediata messa in sicurezza della SS 309 Romea e della E45, sulle cui vittime si sta speculando da oltre 20 anni per “vendere” la nuova autostrada. Dello stesso orientamento altre amministrazioni del veneziano: Dolo, Codevigo, Campagna Lupia, Camponogara, Mirano, Spinea e Venezia si preparano a discutere odg e mozioni in tal senso.

La campagna di opposizione alla Orte-Mestre è solo all’inizio, ma già lo schieramento contrario si sta ampliando e radicando in modo esponenziale: i dati reali e le trappole sottaciute di quest’opera, che vanno dai flussi di traffico irrisori all’uso privatistico del project financing, ne dimostrano tutta l’insostenibilità per i territori, per gli abitanti e per le casse pubbliche. Contestare un’opera anacronistica, inutile e devastante, sulla quale sono in preparazione i ricorsi, fa ancora parte dei nostri diritti e definirli vergognosi è un insulto alla stessa Costituzione.

CLICCARE QUI PER LEGGERE L’ORDINE DEL GIORNO DEL COMUNE DI MIRA

 

Nuova Venezia – Treni in ritardo sulla Mestre-Adria

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22

feb

2014

 

LA PROTESTA

CAMPONOGARA – Ancora ritardi e disagi negli ultimi giorni sulla linea Mestre Adria dopo le lamentele degli utenti. Di fronte a questa situazione Federconsumatori della Riviera del Brenta e del Miranese chiede a Sistemi Territoriali che per il periodo in cui ci sono i ritardi venga fatto uno sconto sui biglietti ed abbonamenti.

«Anche questa mattina – spiegano decine di pendolari della linea Mestre Adria alle fermate di Mira Buse e Oriago – i treni sono arrivati in ritardo anche di 30 – 40 minuti. La situazione peggiore si è verificata durante l’orario di punta cioè dalle 7 alle 8, ma anche verso le 9 i treni erano completamente sballati negli orari».

Si tratta di ritardi dovuti a dei lavori di manutenzione della linea necessari dopo piccoli franamenti causati dalle ingenti piogge delle scorse settimane. Essendo questa, una linea prevalentemente a binario unico, si creano continuamente rilevanti problemi di coordinamento dei tempi di transito dei convogli. I lavori in questione si stanno facendo nel tratto tra Adria e Piove di Sacco. Saranno conclusi, assicura Sistemi Territoriali, l’azienda che gestisce la linea, nel giro di una settimana dieci giorni al massimo. Sulla vicenda interviene anche Federconsunatori della Riviera del Brenta e del Miranese che non ci sta.

«Questi ritardi sistemici – spiega il referente di zona Alfeo Babato – dovrebbero essere risarciti. Non si possono fare continui aumenti del costo dei servizi di trasporto e quando il servizio funziona a metà far finta di nulla. Chiediamo per questo a Sistemi Territoriali di fare una riduzione di biglietti o abbonamenti e nel caso di tariffe già pagate rimborsare parzialmente la somma a causa del disservizio».

(a.ab.)

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Nuova Venezia – Mestre-Adria: ritardi quotidiani

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19

feb

2014

Pendolari infuriati: «Non riusciamo mai a rispettare l’orario di lavoro»

CAMPONOGARA – Pendolari infuriati lungo la linea Mestre-Adria a causa di ritardi che ogni giorno da quasi due settimane si accumulano anche per 30-40 minuti. Motivo? Lavori urgenti di manutenzione della linea dopo i dissesti causati dalle recenti forti piogge.

A fare la denuncia per i residenti è l’ex vicesindaco di Fossò, Paolo Carraro, che ogni giorno sale in treno alla stazione di Calcroci di Camponogara per andare a lavorare a Venezia. «Ogni giorno», dice Carraro, «migliaia di pendolari che prendono il treno dalle 7 alle 8, sulla linea Mestre-Adria dalle stazioni di Mira Buse, Oriago, Porta Ovest, Sambruson, Calcroci, Prozzolo, Campagna Lupia e Bojon, arrivano in ritardo agli uffici a Mestre e Venezia dove lavorano o dove, come gli studenti, vanno a scuola. Queste persone accumulano ritardi che poi significano disagi per tutta la giornata. Molte persone, a causa dei ritardi dei treni, sono costrette a perdere importanti appuntamenti o a viaggiare nei treni ammassate e in piedi».

I treni, ricordano i pendolari, latitano per 30-40 minuti e poi arrivano con il contagocce. Chiede che questa situazione termini al più presto anche il sindaco di Camponogara Giampietro Menin. «Sistemi Territoriali deve garantire un servizio continuativo e di qualità», chiosa Menin, «non sono accettabili questi ritardi».

Qualche mese fa alla stazione di Prozzolo i pendolari infuriati per i costanti ritardi sulla linea hanno protestano mettendosi di traverso sulle rotaie ed impedendo ai convogli di partire. Sistemi Territoriali, la società che gestisce la linea, sua ammette i ritardi e ne spiega i motivi assicurando che i disagi termineranno nel giro di pochi giorni .

«Si tratta di ritardi dovuti», spiega il presidente Gianmichele Gambato, «a lavori di manutenzione della linea necessari dopo piccole frane causati dalle ingenti piogge delle scorse settimane. Essendo questa una linea prevalentemente a binario unico, si creano rilevanti problemi di coordinamento dei tempi di transito dei convogli. I lavori si stanno facendo nel tratto tra Adria e Piove di Sacco. Saranno conclusi nel giro di qualche giorno».

Alessandro Abbadir

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Sbarra abbattuta nel Trevigiano disagi sulla linea Venezia-Bassano 

NOALE. Ancora disagi per i pendolari dei treni sulla Venezia-Castelfranco-Bassano. Colpa dell’ennesima sbarra abbattuta, questa volta tra Castello di Godego e Castelfranco. I regionali hanno subito ritardi fino a 51 minuti, specie per i convogli provenienti da Vicenza. Stessa scena della scorsa settimana: studenti in ritardo, coincidenze e appuntamenti saltati o posticipati. Tutto è partito attorno alle 7.30 e, a cascata, i treni hanno iniziato a non rispettare più l’orario; così il regionale 5706 da Santa Lucia a Bassano, è arrivato a destinazione con 30 minuti di ritardo, anziché le 8.05 come previsto. Il regionale 5709 è stato cancellato così come il 5014. Il regionale 5713, in partenza da Bassano alle 8.25, è giunto a Santa Lucia 17 minuti dopo: è andata peggio a chi, a quell’ora, faceva il tragitto inverso, perché il Venezia-Bassano delle 8.56 (regionale 5714) è giunto a destinazione con 27 minuti di ritardo. Anche i regionali 5717, 5721 e 5726 hanno avuto dei problemi; il primo da Bassano a Venezia è arrivato 16 minuti dopo, il secondo, sempre sulla stessa direttrice, 39 minuti più tardi e il terzo, stavolta verso Bassano, ha viaggiato 17 minuti oltre il previsto. Solo dopo mezzogiorno il traffico è tornato regolare.

(a.rag.)

 

Sabato 22 febbraio ore 9 ad Adria – Partecipiamo al convegno

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14

feb

2014

In occasione della giornata di mobilitazione nazionale

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IL VENETO AFFOGA NEL CEMENTO

Basta consumo di suolo, fermiamo grandi opere inutili e dannose

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Sabato 22 febbraio ore 9 ad Adria presso l’agriturismo – centro convegni Amolara è in programma un convegno per propagandare la costruzione della Nuova autostrada Romea.

Al convegno sono stati invitati tra gli altri anche il ministro Lupi e l’assessore veneto Chisso.

Invitiamo a partecipare numerosi per dire che questa è un’opera costosa, devastante e inutile che impatta sul territorio già in questi giorni sofferente per i numerosi allagamenti causati dall’incuria e dalla cementificazione.

VI ASPETTIAMO

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Chi desidera partecipare invii una mail ad  info@opzionezero.org per ricevere informazioni  su orario e sede ritrovo partenza dalla Riviera del Brenta

 

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