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Promossi i cambi di orario sulla Adria-Mestre e l’inserimento di corse in autobus

Per rendere effettive le novità ora manca soltanto l’approvazione della Regione

PIOVE DI SACCO – Il vicesindaco Lucia Pizzo ha strappato una piattaforma di accordo alla direzione di Sistemi Territoriali per rivedere treni e orari della line Adria-Mestre e superare i disagi che il nuovo orario cadenzato ha portato soprattutto ai pendolari. Ora l’ultima parola, per avviare le modifiche all’orario, spetta all’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso. Ma c’è ottimismo per il buon esito della vertenza.

«Nel corso dell’ultimo incontro con Sistemi Territoriali, per cui erano presenti il presidente Gianmichele Gambato e il direttore Bruno Caleo, siamo arrivati a un’intesa per apportare alcune modifiche all’attuale orario», spiega il vicesindaco, «e stavolta era presente anche il sindaco di Adria. Si è trovata una soluzione condivisa proprio per andare incontro ai pendolari della città polesana. In particolare il treno che partiva da Piove alle 7.22 viene anticipato alle 7.16 così da arrivare a Mestre alle 7.52 e non più alle 8.04: per i pendolari di Adria e Cavarzere Sistemi Territoriali mette a disposizione un servizio di autobus per portarli fino a Piove e poter prendere questo treno. La base di partenza del confronto», sottolinea Pizzo, «è che comunque l’orario cadenzato non può essere stravolto, quindi possiamo ritenerci moderatamente soddisfatti».

L’accordo prevede altre novità: «Le partenze da Adria per Venezia delle 9.10 e delle 15.10 saranno garantite tutto l’anno e non solo nel periodo scolastico così come il treno in partenza da Venezia alle 13.19», illustra il vicesindaco, «mentre sul fronte dei festivi l’accordo prevede il ripristino del treno in partenza da Piove per Venezia delle 19.47 e quello di ritorno da Venezia alle 20.49. In questo caso, siccome quello che lo precede è alle 19.19, quindi con un’ora e mezza di buco, l’idea è di chiedere all’Actv di inserire un autobus in partenza da Venezia alle 20. È una richiesta che condividono e supportano con noi anche il Comune di Campolongo Maggiore e altri della Riviera. Mi auguro che l’Actv, che tra l’altro a Piove usufruisce del parcheggio all’ex foro boario, accolga questa istanza dal momento che ha già cancellato tutte le corse nei festivi e tutte quelle dopo le 19».

Per i treni c’è solo da sperare che la Regione approvi il nuovo piano. «Contiamo che una risposta possa giungere in tempi rapidi», conclude il vicesindaco di Piove, «anche perché il nuovo orario potrebbe essere applicato da marzo per il Carnevale di Venezia. Inoltre credo che Sistemi Territoriali possa recuperare con le soluzioni trovate nuovi abbonati».

Elena Livieri

link articolo

 

Gazzettino – Trenitalia: la Regione ci deve 50 milioni

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23

gen

2014

VENETO – Chisso: «Per finanziare treni aggiuntivi, possibili aumenti dei biglietti, ma non per i pendolari»

La società: «Carrozze affollate? Facciamo quello che ci è stato chiesto»

Tre milioni di euro in più per i treni. È la spesa che la Regione Veneto dovrà sostenere per pagare quest’anno i servizi aggiuntivi al nuovo orario cadenzato, 18 corse giornaliere istituite per far fronte alle falle. E se quei fondi non dovessero saltare fuori con il bilancio 2014, non resterà che aumentare il biglietto. «Ma non gli abbonamenti», si è affrettato a precisare l’assessore Renato Chisso, rassicurando così i pendolari. L’eventuale rincaro riguarderà solo i passeggeri “singoli”, a partire dai turisti. Ma – ha aggiunto Chisso – non da subito «perché adesso il servizio non è adeguato».

All’annuncio dell’aumento dei biglietti si è arrivati al termine della seduta di ieri mattina della commissione Trasporti del consiglio regionale del Veneto, tutta dedicata – con l’audizione di Chisso e della responsabile di Trenitalia, l’ingegnere Maria Giaconìa – alle proteste esplose con l’entrata in vigore dell’orario cadenzato. Lo stesso governatore Luca Zaia è intervenuto nei giorni scorsi schierandosi dalla parte dei pendolari e annunciando la disdetta del contratto a Trenitalia: per il 2015 si farà la gara.

Ieri, però, all’ennesimo intervento sull’affollamento dei treni, l’ingegnere Giaconìa ha chiesto l’immediata replica: «Trenitalia sta effettuando i servizi nelle composizioni richieste dal committente». Cioè dalla Regione.

Tradotto: non è colpa di Trenitalia se in certe fasce orarie nei treni si sta stretti come sardine, toccherebbe alla Regione chiedere più convogli. E, possibilmente, pagarli.

Proprio sul tema degli investimenti c’è stato l’affondo di Giaconìa che, per usare le parole di Chisso, si è tolta non un sassolino dalla scarpa, ma «un pieròn»: «Il contratto di servizio per il trasporto regionale siglato per il 2013 vale 130 milioni di euro, aumentati a 140 con il nuovo orario cadenzato – ha detto Giaconìa – La Regione non ha ancora finito di pagare il contratto 2012, mancano 23 milioni, e deve ora far fronte ai costi del nuovo orario, 10 milioni, e agli investimenti per migliorare il servizio, altri 3 milioni. Inoltre la Regione non ha ancora finito di pagare i treni cofinanziati: aspettiamo ancora 15 milioni».

Altra bordata: Trenitalia sta facendo supplenza di mezzi e personale pure a Sistemi Territoriali sulle linee Adria-Mestre, Rovigo-Chioggia e Rovigo–Verona. Colpa della società presieduta da Gian Michele Gambato? No – si è affrettato a puntualizzare lo stesso Gambato: se il personale non è pronto, è perché la giunta ha approvato la delibera in ritardo.

Ultima sciabolata di Giaconìa: «Dal 2008 Trenitalia ha investito oltre 10 milioni nelle officine di Verona e di Mestre. Per Mestre erano in programma altri 6 milioni di investimenti, ma a questo punto ci fermiamo».

Dunque, programmazione e fondi. Ma con i ritardi come la mettiamo? Ecco, a leggere la relazione di Trenitalia consegnata ieri pare di aver visto in queste settimane «un altro film», come ha detto il consigliere Piergiorgio Cortelazzo: perché dal report di Trenitalia la puntualità è addirittura migliorata rispetto all’anno scorso. Certo, sul concetto di puntualità si può discutere: per Trenitalia è puntuale un treno regionale che arriva anche cinque minuti dopo e lo è pure un interregionale che arriva ben un quarto d’ora dopo. Il pendolare può perdere la coincidenza, ma di questo nel report di Trenitalia non c’è traccia.

Chisso, nel frattempo, chiede «pazienza»: l’orario cadenzato – ha detto – ha portato 200 treni in più. È vero che in alcune tratte ci sono ancora problemi da risolvere (lunedì l’assessore incontrerà i sindaci dell’area Portogruaro-Venezia), ma siamo ancora in rodaggio e comunque per «aprile il 90% delle situazioni lamentate sarà risolto». Con che fondi? Alla peggio aumentando i singoli biglietti.

 

CAMPAGNA LUPIA – Il Consiglio comunale di Campagna Lupia approva la convenzione con i Comuni di Campolongo Maggiore, Camponogara, Fossò, Mira, Stra e Vigonovo per la realizzazione di itinerari cicloturistici in Riviera del Brenta. I Comuni si impegnano, quindi, a collaborare per studiare dei percorsi volti a favorire il turismo in Riviera. L’idea era stata oggetto anche di un master con l’Università Ca’ Foscari. L’iniziativa prevede anche di sfruttare il servizio di trasporto biciclette della ferrovia Mestre-Adria.

Verranno attivati dei tavoli di confronti con tutti i portatori di interessi, sia nell’ambito turistico e sia con i venditori di biciclette. Con questa convenzione si mira a svolgere in modo coordinato i servizi rientranti nel progetto “Itinerari cicloturistici”, creare un efficace rapporto fra le istituzioni locali e i soggetti interessati allo sviluppo del progetto, coinvolgere le associazioni locali permettendo l’adesione di altri soggetti.

Nella sostanza si punta alla creazione di una rete informativa che descriva le peculiarità del territorio, i suoi aspetti culturali, artistici ed enogastronomici, la creazione di una rete di contatti con tutti coloro che hanno interesse alla moltiplicazione del numero dei ciclisti: rivenditori, ma anche albergatori, titolari di aziende agrituristiche, associazioni ambientaliste e culturali.

Emanuele Compagno

 

Gazzettino – Riviera. Nascono gli itinerari cicloturistici.

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17

gen

2014

CAMPAGNA LUPIA – Siglato l’accordo tra Comuni

Il consiglio comunale approva la convenzione con i Comuni di Campolongo Maggiore, Camponogara, Fossò, Mira, Stra e Vigonovo per la realizzazione di itinerari cicloturistici in Riviera del Brenta. I Comuni si impegnano, quindi, a collaborare per studiare dei percorsi volti a favorire il turismo in Riviera. L’iniziativa è quella di sfruttare anche il servizio di trasporto biciclette della ferrovia Mestre-Adria. Verranno attivati dei tavoli di confronti con tutti i portatori di interessi, sia nell’ambito turistico e sia con i venditori di biciclette. Con questa convenzione si mira a svolgere in modo coordinato i servizi rientranti nel progetto «Itinerari cicloturistici», creare un efficace rapporto fra le istituzioni locali e i soggetti interessati allo sviluppo del progetto, coinvolgere le associazioni locali permettendo l’adesione di altri soggetti.

(e.com.)

 

Sistemi territoriali accoglie le proposte dei Comuni

In due settimane una risposta alle richieste dei pendolari

PIOVE DI SACCO – Buone notizie per i pendolari della linea ferroviaria Adria-Venezia: il vicesindaco Lucia Pizzo è uscita dall’incontro di giovedì pomeriggio con i vertici di Sistemi Territoriali dopo aver strappato l’impegno di trovare entro poche settimane le soluzioni ai problemi che affliggono i passeggeri, in particolare da quando è entrato in vigore l’orario cadenzato. Pizzo ha definito l’incontro positivo e costruttivo e guarda già alla prossima riunione, prevista tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio.

«La premessa», anticipa il vicesindaco, «è che nella rimodulazione dell’orario è necessario tener conto di numerosi vincoli, da quelli legati alle possibilità di arrivo dei nostri treni nelle stazioni di Mestre e Venezia senza interferire con gli altri convogli, al limite determinato da una linea a binario unico e, non ultimo, i vincoli finanziari con cui deve fare i conti la società. Le modifiche non potranno essere molte», prosegue Pizzo, «ma il presidente di Sistemi Territoriali Gianmichele Gambato, il direttore generale Bruno Caleo e lo stesso responsabile incaricato dalla Regione per la programmazione dell’orario cadenzato, si sono impegnati a trovare una soluzione per aggiungere un treno nell’ora di punta del mattino, per rispondere alla soppressione di quello delle 7.03 che tanti disagi sta creando a lavoratori e studenti, e per rivedere le corse festive tenendo conto del taglio dei collegamenti tra Piove e Venezia con i bus Actv».

Sistemi Territoriali si è impegnata a effettuare nel giro di un paio di settimane tutte le verifiche tecniche ed economiche per formulare una soluzione concreta alle istanze dei pendolari.

«Un dato positivo», aggiunge Pizzo, «è che gli abbonati al treno sono aumentati del 10 per cento quest’anno, quindi non è una linea in sofferenza. Anzi, siamo tutti convinti che con i giusti accorgimenti possa essere utilizzata ancor di più. Ho ribadito la necessità di creare un sistema integrato efficiente fra mezzi pubblici».

All’incontro che si è tenuto nella sede piovese di Sistemi Territoriali ha partecipato anche il sindaco di Adria i cui concittadini sono ugualmente penalizzati dai problemi che interessano la linea ferroviaria

Elena Livieri

 

MIRA – A gennaio arriverà un nuovo sistema di sincronizzazione delle sbarre di chiusura dei passaggi a livello sulla linea Mestre – Adria, questo dopo l’incidente della scorsa settimana che ha visto in Riviera del Brenta tre passaggi a livello restare aperti con i treni in transito.

Uno si trova a Mira in via Ghebba gli altri due a Camponogara e Campagna Lupia. La promessa è stata fatta ieri mattina in Regione durante un incontro fra il presidente di Sistemi Territoriali Gian Michele Gambato e il sindaco di Mira Alvise Maniero.

Da parte del presidente di Sistemi Territoriali ci sono state ampie assicurazioni che: «In queste situazioni i macchinisti sono allertati in tempo e transitano quindi a passo d’uomo al suono di una sirena. Sistemi Territoriali si è impegnata anche a mettere a punto entro gennaio una migliore sincronizzazione tra chiusura delle sbarre e transito dei treni, per evitare che le sbarre stiano abbassate troppo a lungo, creando tempi di attesa esagerata e quindi disagi agli automobilisti e ai cittadini».

Il caso è proprio quello di via Ghebba a Oriago. «L’incontro – ha detto l’assessore mirese Claut – è stato utile per porre all’attenzione questioni che andranno affrontate: il potenziamento del servizio sulla linea Venezia- Adria e i miglioramenti da concertare con l’Anas sulla sicurezza in Romea.

Altri punti importanti: il potenziamento della stazione Porta Ovest con un servizio navetta da e per Venezia, il miglioramento della segnaletica stradale sulla brentana e navigabilità del Naviglio Brenta con un nuovo servizio di navigazione da e per Venezia.

Alessandro Abbadir

 

Mattino di Padova – Treno dei pendolari, a Mestre si cambia

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10

dic

2013

Il vicesindaco Pizzo punta il dito sull’orario cadenzato: «Utenti penalizzati. Soppressa l’ultima corsa la domenica sera»

PIOVE DI SACCO – Dal 15 dicembre anche sulla linea ferroviaria Adria-Mestre, gestita da Sistemi Territoriali, sarà applicato il nuovo orario cadenzato. Ma la novità non è stata accolta con favore dai molti pendolari che utilizzano la linea, tanto meno dal vicesindaco e assessore ai Servizi pubblici di Piove, Lucia Pizzo. Quest’ultima vuole un incontro urgente con l’assessore regionale Renato Chisso per “aggiustare” il tiro sui nuovi orari, e non solo. Nelle scorse settimane, fra i pendolari, è stata avviata una raccolta di firme per chiedere garanzie soprattutto per gli orari di punta.

«Purtroppo le istanze che avevamo portato in Regione, per dar voce alle esigenze dei pendolari», sottolinea Pizzo, «non sono state accolte. In particolare è gravissima la scelta di ridurre l’offerta di treni nell’ora di punta del mattino. Con il vecchio orario le partenze da Piove erano alle 6.32, alle 7.03, la corsa più utilizzata, poi alle 7.37 e alle 8.06. Dal 15 dicembre saranno alle 6.47, alle 7.22, alle 7.47 e alle 8.47. Tra l’altro proprio il treno delle 7.22, che già ritarda rispetto a quello attuale delle 7.03, sarà uno dei pochi che non proseguirà fino a Venezia. Per lavoratori e studenti sarà necessario scendere a Mestre e prendere una coincidenza, con inevitabili disagi. Eravamo stati chiari su un punto», ricorda il vicesindaco, «ovvero che gli orari di punta trovassero una risposta nel servizio pubblico. Il nuovo orario non va in questa direzione, tanto più che viene a cadere gran parte dell’integrazione con i pullman Actv, di cui sono state tagliate numerose corse. Manca una vera sinergia che renda efficiente il sistema di trasporto pubblico gomma-rotaia».

Da diversi giorni i treni subiscono frequenti ritardi: «Vorrei che l’assessore Chisso fosse ferreo nell’applicare le multe ed esigere i rimborsi per gli utenti anche con Sistemi Territoriali», appunta Pizzo, «così come fa con Trenitalia. Invece per gli utenti della nostra linea non c’è mai stato alcun tipo di ristoro per ritardi e disservizi».

Un altro neo del nuovo orario è la soppressione nei giorni festivi del treno che parte da Venezia alle 20.49, con l’ultima corsa alle 19.19: «Avevamo chiesto di inserire un treno in tarda serata per favorirne l’utilizzo da parte dei turisti che preferiscono non prendere alloggio a Venezia: questa scelta va in direzione opposta. Infine», conclude il vicesindaco, «va fatto notare che i pendolari hanno acquistato l’abbonamento a inizio dicembre senza sapere come sarebbe cambiato l’orario.

Elena Livieri

 

Mattino di Padova – Caos orari treni, Chisso concede un bus

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8

dic

2013

LA RABBIA DEI PENDOLARI » PRIME MODIFICHE

La Regione viene incontro ai viaggiatori dell’Alta Padovana, ma quelli della Bassa sulla linea “Mantova” restano penalizzati 

SIMONAGGIO della FILT – Cgil L’assessore regionale ha accolto solo una parte delle richieste presentate dagli utenti. Ma gli aggiustamenti migliorano la situazione

MONSELICE – Le proteste dei pendolari per i “buchi neri” sui treni regionali, creati dal nuovo orario cadenzato che entrerà in vigore il 15 dicembre, hanno già raggiunto un primo importante risultato. Ieri mattina l’assessore regionale ai Trasporti Renato Chisso ha presentato le prime modifiche concrete rispetto all’orario già pubblicato sul sito di TrenItalia e ancora prima su quello delle Ferrovie Tedesche (Deutsche Bahn) che, da sempre, resta l’orario di riferimento internazionale per le ferrovie di ogni Paese dell’Unione Europea.

I primi cambiamenti riguardano le linee da Venezia per Portogruaro, da Belluno per Conegliano, da Padova per Verona e anche la Camposampiero – Belluno. La notizia più attesa da decine di pendolari, in particolare da gruppi di residenti che abitano nell’Alta o nella zona di Castelfranco, è l’istituzione di un bus sostitutivo (che un giorno potrebbe diventare un treno vero e proprio, ndr) che partirà alle 22.40 da Padova Centrale. La corriera fermerà in tutte le stazioni. Ossia anche a Vigodarzere, Campodarsego, San Giorgio delle Pertiche e, naturalmente, anche a Camposampiero. Non proseguirà, però, come oggi succede con il treno delle 22.46, per Montebelluna, Feltre, Belluno, ma farà capolinea a Castelfranco, dove arriverà alle 23,47. Non è una soluzione ideale, ma è sempre meglio di niente visto che nel nuovo orario l’ultimo treno partirà alle 21,29.

Novità anche per i pendolari che da Padova sono diretti in Lombardia. I regionali, che partono da Venezia Santa Lucia alle 16.12 e alle 19.05 (che quindi passano anche per la città del Santo), non faranno capolinea, come tutti gli altri a Verona Porta Nuova, ma proseguiranno per Brescia, dove arriveranno, rispettivamente, alle 18,34 e alle 22,09. Non ci saranno più, invece, i quattro regionali veloci per Milano.

Intanto prosegue, su Internet, l’indagine sulle cancellazioni e sui ritardi curata dai ragazzi del sito www.trenitardo.org. Sinora hanno accertato che, in tutto, i ritardi segnalati dai pendolari, alle 17.15 di ieri, assommavano a 26 giorni, 7 ore e 26 minuti.

Per quanto riguarda le segnalazioni degli utenti che si spostano in treno nel territorio padovano, è stato verificato che la maglia nera spetta alla linea Mantova – Legnago – Este – Monselice -Terme Euganee – Padova, dove un treno su quattro viaggia sempre in ritardo. Ed i ritardi coinvolgono anche singoli casi significativi. Ieri un utente ha comunicato che è stato cancellato il regionale delle 12.49 da Padova per Belluno, mentre Michele Costola fa sapere che, quasi ogni giorno, i locali tra Padova e Verona viaggiano con una media di 15 minuti di ritardo. Un altro ha segnalato di avere preso il regionale Padova – Venezia delle 7.50, ma a Mestre ha perso la coincidenza perché il treno ha viaggiato con 12 minuti di ritardo. Domani, intanto, nella stazione di Padova si terrà il secondo desk informativo sul nuovo orario, mentre gli utenti, per segnalare inconvenienti, possono chiamare l’ 800 042 822. «L’assessore Chisso, finalmente, ha accettato una prima parte delle proposte dei pendolari» dice Ilario Simonaggio, segretario Filt-Cgil «I primi aggiustamenti sono positivi».

Felice Paduano

 

LINEA ADRIA – VENEZIA

Raccolta di firme per un convoglio

È quello che passa da Piove alle 7.03, cancellato dal 15 dicembre

PIOVE DI SACCO – Sta suscitando preoccupazione il nuovo orario cadenzato che dal 15 dicembre sarà applicato anche alla linea ferroviaria Adria-Venezia gestita da Sistemi Territoriali. Preoccupa i pendolari la soppressione del treno che passava per Piove di Sacco alle 7.03, quello in assoluto più utilizzato da lavoratori e studenti. La corsa è stata posticipata alle 7.22, quella precedente parte alle 6.47. Per il mantenimento del treno delle 7.03 è stata avviata anche una raccolta di firme tra i pendolari e la stessa amministrazione di Piove di Sacco aveva ribadito in occasione degli incontri con l’assessore regionale Renato Chisso la necessità di implementare il servizio negli orari di punta. Tra l’altro proprio il treno delle 7.22 rimarrà uno dei pochi di Sistemi Territoriali a fermarsi a Mestre, costringendo i pendolari a cambiare treno, con inevitabili disagi e ritardi, per raggiungere Venezia.

Da circa un mese su tutta la linea si registrano frequenti ritardi e, diversamente da quanto fa con Trenitalia, la Regione non multa Sistemi Territoriali (società al 100% controllata dalla stessa Regione) per risarcire gli utenti. Tra l’altro anche l’Actv ha tagliato numerose corse, rendendo più difficile una sinergia di trasporto pubblico misto gomma-rotaia.

(e.l.)

 

Il pd di este fa la voce grossa

Panfilo stigmatizza i disservizi e invita i sindaci a protestare 

ESTE – Ritardi dai 35 ai 200 minuti. Giovedì, al primo ghiaccio di stagione, la linea Padova-Bologna è andata letteralmente in tilt e tra i pendolari costretti all’ennesima giornata di disagi c’era anche Francesco Panfilo, capogruppo del Pd in consiglio comunale a Este. Panfilo da oltre un mese raccoglie e segnala tutti i ritardi dei treni: il consigliere mostra per esempio quelli del 28 novembre (30 minuti di ritardo per i tre treni in partenza dalle 7 a Este), del 13 novembre (20 minuti di ritardo medio per gli stessi convogli), del 7 novembre (un picco di 39 minuti di ritardo nella medesima fascia oraria).

Commenta Panfilo: «Ho chiesto al sindaco di Este un intervento: so che sta cercando di contattare l’assessore veneto Renato Chisso, anche se con grosse difficoltà. Quello che mi sorprende è il silenzio degli altri sindaci della Bassa: anche i loro cittadini sono danneggiati da questi disservizi. C’è stata una levata di scudi per il pedaggio sul nuovo tratto della statale Carceri-Legnago ma sui treni non dicono una parola: è incomprensibile. Tutti i sindaci devono fare blocco, a prescindere dal loro colore politico, per dare peso e difendere il nostro territorio dal meschino trattamento che riceve da chi comanda in Provincia e in Regione».

(n.c.)

 

TRASPORTI – On line sul sito di Trenitalia, polemica sulla mancanza di informazioni sui servizi

Dal 15 dicembre i treni cadenzati, ma nessuno li ha concordati con enti locali e aziende di trasporto

TRENI – Ecco tutte le corse dell’orario cadenzato. Ma i pendolari sono sul piede di guerra

TRENI – Finalmente on line i nuovi orari cadenzati in vigore dal prossimo 15 dicembre sulle linee regionali

La sorpresa è arrivata di prima mattina, con la pubblicazione “on line” sul sito di Trenitalia dei nuovi, fatidici orari cadenzati in vigore dal 15 dicembre. Ma è bastata una rapida occhiata ad alcune schermate per rendersi conto che gli orari corrispondono (con trascurabili variazioni) ai “dati provvisori” – così li aveva definiti Trenitalia – comparsi già nei giorni scorsi sul sito delle ferrovie tedesche. Nessuna novità dunque per studenti e pendolari che, in assenza di comunicazioni ufficiali sui nuovi orari, attesi e allo stesso tempo temuti, avevano “smanettato” sul computer in cerca di qualche dato certo sui loro spostamenti quotidiani.

Di buono c’è che, a 25 anni dalla firma del primo protocollo d’intesa fra Regione e Ferrovie, il progetto Sfmr comincia a prendere corpo: su ciascuna delle quattro linee che gravitano sul nodo di Mestre (in assenza dei nuovi orari della linea per Adria, ancora non disponibili) partenze e arrivi saranno a cadenze fisse, come illustrato dalla grafica pubblicata a parte.

Fra San Donà e Venezia ci saranno due corse orarie, tre (con cambio) sulla linea da Noale-Scorzè, quattro fra Treviso e Venezia e cinque sulla Venezia-Padova, due delle quali con regionali veloci.

Il problema è che, nella stesura degli orari, Trenitalia ha fatto di testa sua, ignorando aziende di trasporto, enti locali e passeggeri, che alla fine sono che pagano il biglietto.

«Nessuno ci ha consultato – tuona il presidente dell’Atvo, Fabio Turchetto – Siamo la Cenerentola dei trasporti. Il risultato è che su dieci corse, solo tre o quattro corrispondono a quelle preesistenti. Le altre arrivano a San Donà alcuni minuti dopo le coincidenze con l’autobus o in prossimità di queste. Il risultato è che, per pochi minuti, studenti e pendolari rischiano di dover attendere dai 30 ai 40 minuti». Con gli studenti, come osservato alcuni giorni fa dal sindaco di San Donà Andrea Cereser, “costretti” a vagare per le strade in attesa delle rispettive coincidenze.

Ma è soprattutto la mancanza di comunicazione a disorientare i viaggiatori: «Sin da quando si è iniziato a parlare di Sfmr, la Regione Veneto si è distinta per una certa noncuranza sul fronte della comunicazione», si legge sul sito dell’associazione “Ferrovie a Nordest”. Niente mappe, tantomeno orari (se non quelli comparsi ieri mattina sul sito di Trenitalia), tantomeno informazioni su tariffe, servizi e coincidenze con altri mezzi di trasporto. No stupisce così che, sui social network, i commenti si sprechino. Così scrivono su Facebook i pendolari del Veneto orientale: «Ora che sul sito di Trenitalia sono stati pubblicati gli orari e per la nostra linea sono identici a quelli tedeschi… possiamo sentirci presi in giro»? Chissà se arriverà una risposta.

 

AFFOLLATO INCONTRO IERI SERA DEI COMITATI DI QUARTO, SAN DONÀ E PORTOGRUARO

Pendolari scontenti e arrabbiati  «Inascoltate le nostre richieste»

L’orario cadenzato è ufficiale e fa arrabbiare quasi tutti. Erano in molti ieri sera a Quarto d’Altino per l’incontro organizzato dai Comuni di Quarto, Marcon e Casale sul Sile. Presenti i sindaci Silvia Conte e Andrea Follini, l’assessore di Quarto Radames Favaro, il vicesindaco di Casale, Lorenzo Biotti, e i riferimenti storici della lotta ai disservizi ferroviari della tratta Venezia-Portogruaro, Luciano Ferro e Gianni Foffano del Comitato pendolari di Quarto. Ma questa volta c’erano anche molte altre persone, in rappresentanza dei pendolari di San Donà di Piave, come Marco Natella, e di Portogruaro, alcuni studenti, lavoratori dello spettacolo e numerose altre persone abituate a prendere il treno e che dal 15 dicembre dovranno stravolgere le loro abitudini. Perché dopo le anticipazioni nel sito delle ferrovie tedesche, ieri l’orario è stato ufficializzato anche nel portale di Trenitalia, confermando i loro timori, i tagli alle corse al sabato e ai festivi, i disagi alle prime ore del mattino e in fascia notturna che preoccupano i turnisti e gli albergatori. Ad illustrarlo due rappresentanti dell’associazione Ferrovie a Nordest, che da mesi propongono delle alternative che stiano nel limiti del budget.

«Da agosto più nessun segno di vita ed ora scopriamo, nello sconforto, che l’orario è ufficiale» aggiunge Conte. Per gli abitanti di Marcon è anche più difficile perché gli autobus sostitutivi attualmente saltano la fermata di Gaggio e collegano direttamente Quarto a Mestre:

«C’è rabbia e frustrazione» aggiunge Follini – perché abbiamo offerto un’alternativa meno costosa, capisco rivedere l’orario ma non peggiorarlo». Poi c’è il problema degli autobus sostitutivi e dei numerosi treni che fermeranno a Mestre, al binario Giardino distante circa 200 metri dal primo sottopassaggio utile.

«Io lavoro al pronto soccorso e da metà dicembre dovrò prendere macchina, autobus e vaporetto» spiega Luciano Ferro. Un’arrabbiata lavoratrice della Fenice aggiunge che per il mondo dello spettacolo non avere più il treno delle 23 sarà un disastro e gli studenti temono che il lungo buco dell’ora di pranzo renderà ancora più difficile salire sul treno strapieno di mezzogiorno. Ora si troveranno tutti il 2 dicembre alla manifestazione di Legambiente e il giorno successivo, martedì 3 dicembre alle 14, per la manifestazione dei comitati pendolari che da piazzale Roma raggiungerà palazzo Balbi.

Melody Fusaro

 

FERRROVIE – Treni, pendolari sul piede di guerra e Reolon (Pd) chiede le dimissioni di Moretti

VENEZIA – Grande fermento per il sistema ferroviario del Nordest. Ieri l’assessore ai trasporti del veneto Renato Chisso si è presentato alla stazione di Oderzo per rassicurare i pendolari che sono sempre più arrabbiati. La tratta Treviso-Portogruaro è infatti più che calda, con 837 firme raccolte per segnalare i disagi legati alla soppressione delle corse. Ma non è l’unico “nucleo di protesta”.

Il sindaco di Montegrotto, Massimo Bordin ha scritto una pesante lettera a Trenitalia per denunciare la riduzione del numero dei convogli regionali veloci sulla linea Padova-Bologna. Denuncia che è arrivata in copia anche alla presidente della Provincia Barbara Degani e all’assessore Renato Chisso. E sulle Ferrovie si scaglia anche il consigliere del Pd Sergio Reolon che è arrivato a chiedere le dimissioni dell’amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti, dopo aver letto che il numero uno delle Ferrovie dello Stato sostiene che i comuni devono adeguarsi agli orari di Trenitalia.

«Il Paese non può rimodulare la propria vita sulla base dei costi e delle esigenze di Trenitalia – afferma Reolon – l’Italia non può adeguarsi a tempi e orari delle ferrovie. Moretti è alla guida di FS da sei anni, è venuto il momento di un ricambio salutare per cercare di migliorare un servizio in continuo peggioramento».

E nel Friuli Venezia Giulia la situazione non è migliore e i Comitati stanno vigilando sull’applicazione dell’orario cadenzato.

«La Regione ha sempre garantito un rapporto con i pendolari. – sottolinea l’assessore alla Mobilità Mariagrazia Santoro – Ciò è successo anche in occasione dell’attuazione dell’orario cadenzato. Tale nuova modalità di orario porta tra l’altro a una semplificazione del sistema».

 

LETTERE AL DIRETTORE

In piedi, immobili, senza fiato. I treni indecenti dei pendolari.

Caro direttore,
esasperata dalla disumana situazione del treno mattutino 5705 che percorre la tratta Bassano del Grappa-Venezia, decido di scrivervi, portavoce anche di tutti i malcapitati che come me devono usufruire di questo treno.
Ogni mattina si ripete l’incivile situazione che ci vede stipati come deportati all’interno di due soli vagoni, che sono assolutamente insufficienti a contenere il numero dei passeggeri. E ogni mattina si ripete la sagra di lamentele e ingiurie da parte di tutti noi che paghiamo un abbonamento o un biglietto molto oneroso per non avere alcun servizio. Se chiediamo spiegazioni al capotreno la risposta è che “non può far niente, siamo noi utenti che ci dobbiamo attivare”. Qui non si tratta di servizio scadente, ma improponibile.
Io sono incinta e sto cominciando ad avere seri problemi su questo treno. Perché passi la condizione dello stare in piedi, che poco importa, ma il fatto di non potersi muovere e respirare credo vada oltre ogni umana sopportazione. Devo in qualche modo far sapere ai signori di Trenitalia che per qualsiasi danno fisico io possa subire su questo treno, saranno direttamente giudicati responsabili e chiamati in causa.
Michela L.

——
Cara lettrice,
non è la prima volta che pubblichiamo proteste e denunce come la sua. E purtroppo non solo per la tratta ferroviaria Bassano-Venezia. Nonostante impegni e dichiarazioni d’intenti, però, la condizione in cui sono costretti a viaggiare moltissimi pendolari a Nordest sembra essere immutabile: trattati alla stregua di buoi e caricati su carri buoi. Con scarso o nessun rispetto per le persone.
Tantomeno ovviamente per quelle che, come lei, incinta, avrebbero bisogno di poter trovare almeno un posto a sedere. Una situazione indecente e incivile che non ci stancheremo di denunciare. A costo di apparire noiosi e ripetitivi.

A Verona in 59 minuti, a Venezia in 27 (costo 3 euro e 55)

La protesta della Cgil: «Errore tagliare il diretto a Milano»

Il nuovo orario dei treni entrerà in vigore il 15 dicembre. Per quanto riguarda gli orari di partenza e di arrivo delle Frecce che si spostano sulle linee Venezia-Padova- Vicenza-Verona-Brescia-Milano / Torino e Venezia–Padova-Bologna-Firenze-Roma non ci sono modifiche. Da Padova si continuerà ad andare a Roma con 15 corse di Frecce Argento al giorno ed a Milano con le Frecce Bianche con un Eurostar ogni mezz’ora.

Totalmente rivoluzionato, invece, l’orario dei treni locali, che, per la prima volta, sarà cadenzato: ogni singolo convoglio partirà ed arriverà alla stessa ora ed agli stessi minuti. Un cambiamento che rappresenterà un notevole vantaggio per i pendolari anche perché, dopo le infinite proteste degli utenti, si potrà viaggiare su 20 treni nuovi ad alta frequentazione, costruiti dall’azienda svizzera Stadler.

«Il grande errore», dice Ilario Simonaggio della Cgil, «è l’abolizione dei quattro regionali per Milano, che sono sempre pieni. La rottura di carico crea problemi, E poi, siamo sicuri che a Verona la coincidenza sarà sempre immediata?».

Da Venezia i treni partiranno al minuto 12: tappe a Padova, Vicenza, San Bonifacio, Verona Porta Vescovo e Verona Porta Nuova. Per la prima volta la città lagunare sarà collegata con Verona anche con treni regionali veloci, come accade sulla linea Venezia-Padova-Rovigo-Ferrara-Bologna. I pendolari padovani potranno andare da Padova a Verona in 59 minuti (oggi ci vuole un’ora e venti); appena 27 minuti da Padova a Venezia Santa Lucia senza pagare come sulle Frecce Bianche. Oggi andare in laguna con un regionale costa 3.55 euro, mentre con gli Eurostar si devono sborsare 15 euro (Freccia Bianca). I nuovi regionali veloci saranno 13 all’andata ed altrettanti al ritorno. Da Padova in direzione Venezia si partirà al minuto 21; mentre da Padova a Verona si parte al minuto 40.

Sempre sulla linea (Venezia)-Padova-Verona continueranno a circolare treni «ad andamento lento» che fermeranno anche a Grisignano di Zocco, Mestrino, Ponte di Brenta/Busa di Vigonza, Pianiga/Vigonza, Dolo e Mira/Mirano. Da Padova i lenti per Verona partiranno sempre al minuto 56 (un’ora e 26 minuti di percorrenza).

Tasto dolente, come faceva notare Simonaggio della Cgil, l’abolizione dei quattro regionali veloci per Brescia-Rovato-Milano Centrale. La battaglia degli universitari lombardi che studiano a Padova non è servita a niente. Chi vorrà andare a Milano con i prezzi dei regionali (15 euro e 65 anzichè 34.50 del Freccia Bianca), dovrà scendere a Verona e prendere il treno regionale veloce corrispondente per Milano.

Novità sulla Padova-Camposampiero-Castelfranco- Montebelluna- Feltre-Belluno/Calalzo- Pieve di Cadore/Cortina. Per le Dolomiti i treni resteranno gli stessi di oggi, ma ci sarà l’orario cadenzato e saranno introdotte novità destinate a modificare il modo di viaggiare dei padovani che si spostano verso Camposampiero e Castelfranco. I regionali, provenienti o diretti verso le Alpi, non fermeranno più nelle stazioni intermedie tra Padova e Camposampiero. Ossia a Vigodarzere, Campodarsego e San Giorgio delle Pertiche. Stazioni, però, dove si fermeranno ugualmente sia i treni per Cittadella e Bassano del Grappa che gli altri (tredici convogli) per Castelfranco, Paese, Treviso. Il primo treno per Belluno partirà alle 5.29 e l’ultimo alle 21.29. Il primo da Belluno alle 4.48 (Padova 7.09) e l’ultimo alle 19.48 (Padova 21.59). Abolito il regionale delle 22.46 da Padova, che sta già provocando proteste da parte di chi lavora in città e alla sera torna a Camposampiero. Cambiamenti in arrivo anche sulle linee per Monselice-Mantova, Cittadella –Bassano e Mestre-Piove di Sacco-Adria.

Felice Paduano

 

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