Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

CAMPOLONGO MAGGIORE – Due appuntamenti sugli argini del fiume Brenta per tenere vivo il problema della sicurezza idraulica. Li ha organizzati il Comitato Intercomunale Brenta Sicuro il prossimo 5 luglio. Alle 10.30 il primo incontro si terrà presso la sede municipale di Codevigo (Pd), con un successivo spostamento in un punto critico arginale già concordato con il sindaco locale Annunzio Belan.
Alle 11.30 la manifestazione si sposterà a Campolongo Maggiore, dove sarà visitato un ulteriore tratto arginale con problemi di tenuta, già segnalato alle competenti autorità dal locale sindaco Alessandro Campalto. Lo scopo dell’iniziativa è di segnalare, con la presenza dei sindaci, Protezione civile, comitati e cittadini, le frane e i cedimenti in atto che stanno creando parecchia apprensione tra i residenti delle due zone.
Le dichiarazioni dei due sindaci,congiuntamente a materiale fotografico e filmati dei luoghi, saranno successivamente trasmessi al Genio civile, alla Regione del Veneto e al Consorzio Bacchiglione. Al termine delle visite, sindaci, membri del Comitato Intercomunale Brenta sicuro e cittadini saranno ospiti in una speciale trasmissione televisiva ripresa da varie emittente locali. «Oltre alle grandi opere – fa presente il presidente di “Brenta Sicuro”, Marino Zamboni – riteniamo fondamentale porre anche l’attenzione sulle piccole ma grandi problematiche create dalla mancanza di manutenzione delle rive dei fiumi. Problemi non secondari, considerato che anche il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha definito i nostri fiumi “autentiche bombe ad orologeria”».

(v.com.)

 

MIRA «Prima di fare l’Idrovia va fatto uno studio di impatto ambientale che spieghi quali sono i rischi dell’arrivo di questo nuovo fiume che porterà sedimi da tutto il Veneto». A chiederlo sono il comitato Opzione zero e il Pd di Mira insieme all’Associazione cavanisti e al Comune. «La Regione», dice Mattia Donadel di Opzione Zero, «vuole investire un milione e 200mila euro per il progetto preliminare del completamento dell’Idrovia Padova Venezia. Il canale diventerà sia uno scolmatore per le acque del padovano e del vicentino che un canale navigabile che collegherà il futuro Porto Off shore di Venezia con l’interporto di Padova. È importante che sia scartata l’ipotesi di una camionabile ai lati della via d’acqua e che venga realizzata un nuovo canale idroviario di classe 5». Sull’opera ha espresso il suo parere contrario il sindaco di Mira Alvise Maniero che ha ribadito che rappresenta un rischio per l’ambiente. Sulla stessa linea il Pd di Mira “La Regione per accontentare padovani e vicentini, che hanno cementificato il loro territorio », dice il consigliere del Pd Maurizio Barberini, «ora vuole scaricare le piene dei loro fiumi in laguna. Serve uno studio».

(a.ab.)

 

VIGONOVO – «Dopo anni di discussioni e contrasti, finalmente una buona notizia. Ho sempre sostenuto che il percorso dell’idrovia rappresenta l’unica vera via di fuga delle acque in eccesso che non trovano, in caso di piena, lo sfogo tramite i fiumi Brenta e Bacchiglione». È questo il primo commento dell’ingegnere idraulico Luigi d’Alpaos, uno dei massimi esperti di idrodinamica dell’Università di Padova, alla notizia dello stanziamento da parte della Regione di un milione e duecentomila euro per la redazione del progetto preliminare dell’idrovia Padova-Venezia. Da almeno dieci anni D’Alpaos porta avanti una battaglia mirata al completamento dell’opera sia come canale scolmatore delle piene d’acqua di Brenta e Bacchiglione, sia come canale navigabile. «Rivendico il merito di avere suggerito il completamento dell’idrovia anche per altri due importanti motivi – aggiunge D’Alpaos – L’opera si integra perfettamente nel progetto del sistema idroviario padano ed è di grande valore ambientale se si saprà associare una decente pianificazione del territorio circostante. Ma soprattutto il canale risulterà essere vettore di sedimenti e acqua dolce verso la laguna di Venezia per mitigare i processi di erosione che stanno sconvolgendo barene e velme, con la conseguente ricrescita del vecchio stato lagunare».

(v.com.)

 

Gazzettino – Idrovia, ok al nuovo progetto

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

19

giu

2014

L’OPERA – La Padova-Venezia potrà essere utilizzata per la navigazione e per il trasporto merci

La Regione ha stanziato un milione e duecentomila euro per il documento preliminare

Ad oltre 50 anni dall’approvazione del primo finanziamento per la realizzazione dell’idrovia Padova-Venezia con uno stanziamento di 7,6 miliardi di lire (legge n. 92 del 3 febbraio 1963), la Regione del Veneto ha avviato le procedure per la redazione di un nuovo progetto preliminare per il completamento dell’asse navigabile. Un corso d’acqua che potrà essere utilizzato come via navigabile per le merci, ma che avrà anche la funzione di canale scolmatore del fiume Brenta, a garanzia dei rischi idraulici e delle criticità da sempre presenti nell’area padovana.
A dare notizia dell’adozione del provvedimento è stato l’assessore regionale alla Difesa del Suolo, Maurizio Conte, che la scorsa settimana su tale tema si era incontrato una delegazione di sindaci, parlamentari e rappresentanti dei comitati che hanno raccolto oltre 2.500 firme a sostegno del progetto.
La Regione ha stanziato un milione e duecentomila euro per la redazione della progettazione preliminare dell’intervento. Si procederà ora all’affidamento dell’incarico tramite gara europea, in base alle vigenti norme in materia.
«Nel corso dell’istruttoria gli uffici della Regione hanno sentito anche i rappresentanti dell’Autorità Portuale di Venezia – ha detto Conte. È emerso che l’iter relativo alla realizzazione del porto d’altura di Venezia al largo di Malamocco si trova in fase alquanto avanzata. Questo aspetto, unitamente all’interesse dell’Autorità Portuale di espandere la propria attività anche nell’entroterra, rende ancora più ragionevole il percorso di completamento dell’Idrovia Padova-Venezia, secondo la soluzione che coniuga la doppia funzione. Tale soluzione, oltre a costituire un importante elemento di garanzia contro i rischi idraulici e le criticità da sempre presenti nell’area padovana, costituisce anche un asse navigabile, di non secondaria importanza, per il trasporto merci fra l’interporto di Padova e la Laguna di Venezia».

Vittorino Compagno

 

MIRA – Un altro passo in avanti per il completamento dell’idrovia Padova-Venezia. L’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte annuncia che sono state avviate le procedure per la redazione del progetto preliminare dell’idrovia come canale navigabile a con funzione anche di scolmatore del fiume Brenta. Conte la scorsa settimana si era incontrato con una delegazione di sindaci, parlamentari e rappresentanti dei comitati che hanno raccolto 3000 firme in 100 comuni a sostegno del progetto. La Regione ha stanziato 1.200.000 euro per la redazione della progettazione preliminare. Ci sarà poi l’affidamento dell’incarico con gara europea. «Nel corso dell’istruttoria», spiega l’assessore Conte, «gli uffici della Regione hanno sentito anche i rappresentanti dell’Autorità Portuale di Venezia ed è emerso che l’iter per la realizzazione del porto d’altura di Venezia al largo di Malamocco si trova in fase avanzata. Questo aspetto, rende ancora più ragionevole il percorso di completamento dell’idrovia Padova- Venezia che costituirà anche un asse navigabile, di non secondaria importanza, per il trasporto merci fra l’interporto di Padova e la Laguna di Venezia ».

(a.ab.)

 

Nuova Venezia – “Idrovia, va coinvolta Venezia”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

12

giu

2014

L’assessore Bergamo: la Regione non ci ha mandato i progetti, qual è l’impatto ambientale?

MIRA «Il Comune di Venezia deve esser coinvolto dalla Regione con l’invio dei progetti e dello studio di fattibilità in merito alla soluzione trasportistica ed ambientale legata al completamento dell’Idrovia . Serve inoltre che sia fatto uno studio di impatto ambientale per valutarne le conseguenze sulla laguna» .A chiarirlo è l’assessore alla Mobilità e ai Trasporti del Comune di Venezia Ugo Bergamo, dopo che la Regione con l’assessore all’Ambiente Maurizio Conte ha dato il via libera, dopo una riunione con i sindaci della Riviera e del Piovese, alla realizzazione del progetto preliminare finanziato con 1,2 milioni di euro. Venezia insomma sembra far asse con Mira e si scopre per ora davvero tiepida nei confronti di questo progetto voluto soprattutto dall’area del Padovano. Da quanto emerso in Regione infatti si va verso la realizzazione di una Idrovia navigabile di classe 5 per il trasporto merci, abbandonando quasi del tutto la possibilità di creare un canale scolmatore a cui affiancare una camionabile. L’opera potrà essere realizzata, se i lavori procedono spediti, nel giro di 6-7 anni e servirà anche per collegare l’Interporto di Padova al Porto Off shore di Venezia. L’assessore regionale ha poi ceduto anche sulla richiesta della convocazione di una conferenza di servizi per i lavori del completamento dell’Idrovia. Bergamo però punta i piedi: «Ad ora non siamo stati minimamente coinvolti come Comune. Non ci è stato spedito dalla Regione né lo studio di fattibilità, né ovviamente il progetto preliminare. Penso che dovrà essere fatto se non si vuole escludere il Comune di Venezia. Serve anche uno studio di impatto ambientale puntuale». La realizzazione del completamento dell’Idrovia è sostenuto, oltre che dai Comuni dell’area, anche dai comitati Brenta Sicuro e dal Comitato Salvaguardia del Territorio di Selvazzano Dentro. Comitati che hanno consegnato all’ assessore regionale oltre 3000 firme raccolte in cento Comuni. Contro l’idrovia per ora sono schierati il Comune di Mira e anche il Pd locale. Arriva un no anche dai cavanisti miresi, da sempre attenti ai delicati equilibri delle barene. «Il rischio», spiega il presidente Gianni Marchiori, «è che l’Idrovia scarichi tonnellate di sedimi provenienti dal Padovano e dal Vicentino dentro la laguna di Venezia con il forte rischio di interrarla e inquinare pesantemente un habitat unico al mondo».

Alessandro Abbadir

Nuova Venezia – “Completiamo l’idrovia Venezia-Padova”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

11

giu

2014

La promessa dell’assessore regionale Conte a comitati e sindaci che hanno partecipato al sit-in davanti a Palazzo Balbi

VENEZIA – L’idrovia Padova Venezia sarà completata, entro l’anno il progetto preliminare finanziato con 1,2 milioni di euro redatto e presentato. Si va verso la realizzazione di una idrovia navigabile per il trasporto merci, abbandonando quasi del tutto la possibilità di creare un canale scolmatore a cui affiancare una camionabile. L’opera potrà essere realizzata, se i lavori procedono spediti, nel giro di 6-7 anni. È stato questo, ieri mattina in Regione, l’esito dell’incontro fra l’assessore all’ambiente regionale Maurizio Conte e una folta rappresentanza di sindaci della Riviera del Brenta, del Piovese e dell’Alto padovano, sostenuti dai comitati Brenta Sicuro e dal “Comitato salvaguardia del territorio” di Selvazzano Dentro. Comitati che hanno consegnato allo stesso assessore regionale oltre tremila firme raccolte in cento comuni del padovano e del veneziano. I comitati e i sindaci insieme ai senatori Giampiero della Zuanna di Scelta Civica e Paola Pin (ex Movimento 5 Stelle) hanno inscenato fuori da palazzo Balbi una protesta con cartelli chiarissimi. «Basta allagamenti, vogliamo l’idrovia, vogliamo sicurezza idraulica”. La Regione aveva già commissionato uno studio di fattibilità che ha preso in esame gli interventi per il completamento dell’idrovia Padova-Venezia sia come canale navigabile, sia come scolmatore. Lo studio ha verificato che esiste la possibilità a tutti gli effetti di conciliare il progetto per la sicurezza idraulica con il completamento dell’idrovia da Padova fino alla laguna di Venezia cioè il trasporto merci fra l’interporto e il nuovo porto off–shore, previsto dall’Autorità Portuale di Venezia. «La sicurezza idraulica» ha detto Conte «è una delle priorità della Regione. Proprio partendo da questo studio si tratta di vedere come procedere per realizzare l’intervento e trovare le risorse adeguate; non solo per il 2014maanche per gli anni successivi». Il provvedimento che sarà portato in giunta prevede 1,2 milioni di euro per la fase progettuale da completare entro l’anno. Servirà la successiva apertura di un bando europeo per l’appalto dei lavori. Conte ha sottolineato che il problema fondamentale resta però quello del Patto di stabilità, sollecitando i parlamentari veneti a fare fronte comune per chiedere al governo che questa tipologia di opere venga stralciata dai vincoli imposti. Conte ha poi accolto la richiesta di convocazione di una conferenza di servizi per i lavori del completamento dell’idrovia. È stato concordato con l’assessore che sarà indetta non appena pronta la bozza del bando per l’affidamento della progettazione preliminare. Per il consigliere regionale del Pd Bruno Pigozzo, per Alessandro Campalto sindaco capofila degli enti locali, per Marino Zamboni e Marco Destro per i comitati, «da questo momento bisogna fare presto. Entro l’anno il progetto deve essere presentato o si perderanno i fondi strutturali previsti per le grandi opere dalla Ue».

Alessandro Abbadir

 

I sindaci: presentiamo l’opera ai cittadini

La senatrice De Pin (ex M5S) punge Maniero: «Torni sui propri passi». Favorevole anche Opzione Zero

VENEZIA «Realizzare l’idrovia costerà dai 600 ai 700 milioni di euro. Ora bisogna fare presto e reperire le risorse; il progetto va condiviso e presentato in una serie di assemblee». A dirlo sono i rappresentanti dei comitati Brenta Sicuro e del Comitato Salvaguardia del territorio di Selvazzano Dentro. Soddisfatti i sindaci della Riviera del Brenta. «La Regione»commenta il sindaco di Vigonovo Damiano Zecchinato «ha preso l’impegno di completare quest’opera in tempi rapidi per andare incontro alle necessità dei cittadini che hanno subito danni a causa degli allagamenti ». Per il neo sindaco di Stra Caterina Cacciavillani «il completamento dell’Idrovia fa parte del nostro programma elettorale; speriamo i lavori vengano portati avanti in tempi rapidi». Sulla stessa linea il sindaco di Fossò Federica Boscaro. C’erano anche i sindaci e amministratori dei comuni di Dolo, Stra, Arzergrande,Noventa Padovana, Camponogara. Sugli sprechi fatti sulle grandi opere è caustica la senatrice ex Movimento 5 Stelle Paola De Pin. «I soldi che sono stati spesi per le tangenti del Mose pare ammontino a un miliardo di euro. Per realizzare il completamento dell’idrovia che si attende dagli anni Sessanta ne basta la metà. Ora speriamo che anche il sindaco Alvise Maniero torni sui suoi passi per non restare completamente isolato». Appoggia infine l’azione dei comitati pro–idrovia il comitato Opzione Zero. «Va fatta l’idrovia come canale navigabile» dice Mattia Donadel «questo eviterà di creare una nuova camionabile come voleva l’assessore Renato Chisso».

(a.ab.)

 

«La sicurezza idraulica del territorio tra Padova e Venezia e il completamento dell’idrovia Padova-mare sono conciliabili».
Lo ha assicurato lunedì mattina l’assessore regionale alla Difesa del suolo, Maurizio Conte, durante l’incontro avvenuto a Palazzo Balbi, di fronte a 13 sindaci del territorio padovano e veneziano, al «Comitato Intercomunale Brenta Sicuro» di Campolongo Maggiore, alle associazioni Legambiente, al Comitato «Opzione zero», al «Comitato Difesa Suolo» di Selvazzano (Pd) e al Comitato per la Salvaguardia del Territorio «Antonio Canova» di Vigonovo.
Le associazioni hanno presentato all’assessore oltre 2.500 firme di cittadini per chiedere più attenzione ai problemi idraulici di Brenta e Bacchiglione. Oltre a Conte era presente il Consigliere regionale Bruno Pigozzo.
La raccolte di firme è il risultato della sottoscrizione promossa in oltre 100 comuni delle provincie di Padova e Venezia per porre l’attenzione degli amministratori regionali sul rischio idraulico che incombe su tutto il territorio, padovano e veneziano, compreso tra i due fiumi, abitato da oltre 500.000 persone.
Il documento è stato inoltre sottoscritto dai dieci sindaci dei comuni della Riviera del Brenta e dai comuni padovani di Codevigo, Arzergrande, Piove di Sacco, Veggiano, Albignasego, Ponte San Nicolò, Veggiano, Albignasego e Padova.
Per completare l’opera servono circa 300 milioni di euro.
Secondo il progetto l’idrovia diventerà canale navigabile con chiatte per il trasporto delle merci e nello stesso tempo servirà come canale scolmatore in caso di piene di fiumi Brenta e Bacchiglione.
I fondi per completare l’opera saranno messi a disposizione dalla Comunità Europea e in tal senso la Regione del Veneto ha già fatto presente la questione al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Per accedere ai fondi europei è necessario presentare domanda entro il 31 dicembre 2014.

(v.com.)

 

CAMPOLONGO – Sit in di protesta davanti alla sede della Regione a Venezia domani dalle 9.30 per ottenere la realizzazione del completamento dell’Idrovia Padova -Venezia. Alla manifestazione di protesta indetta dal comitato Brenta Sicuro, a cui seguirà un incontro con l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte parteciperanno tanti amministratori locali e molti comitati locali con l’arrivo a Venezia di diverse centinaia di persone. «Ci saranno», spiega per il comitato Brenta Sicuro il referente Marino Zamboni, «i sindaci di Piove di Sacco, Dolo, Strà, Arzergrande, Noventa Padovana, Campolongo, Vigonovo, Fossò, Camponogara». Ma non solo. Hanno dato la loro adesione le associazioni Legambiente Vene.to, il comitato Opzione zero, il comitato difesa suolo Selvazzano, il comitato Canova di Vigonovo. Ci saranno anche i senatori Giampiero Della Zuanna e Paola De Pin ed il consigliere regionale Piero Ruzzante. Il comitato ha raccolto 2500 firme che saranno consegnate all’assessore regionale all’ambiente.

Alessandro Abbadir

 

Campolongo. Il comitato “Brenta sicuro” le porterà all’assessore regionale Maurizio Conte

CAMPOLONGO – Sono state raccolte oltre 2500 firme dal comitato “Brenta sicuro” per chiedere il completamento dell’idrovia Padova Venezia. Le firme saranno portate in Regione il prossimo 10 giugno in un incontro che si terrà con l’assessore all’ambiente Maurizio Conte. Lo ha annunciato ieri lo stesso comitato che ha promosso in questi giorni le sottoscrizioni, in oltre 100 comuni delle provincie di Padova e Venezia (ad esclusione del Veneto orientale e grossa parte dell’alta padovana), di un documento che chiede alla Regione di indire la conferenza di servizi per il completamento dell’opera. «L’idrovia», spiega il rappresentante del comitato Brenta sicuro, Marino Zamboni, «è un tassello fondamentale per risolvere, assieme alla manutenzione delle rive dei fiumi, il grosso problema delle continue esondazioni dovute a fenomeni atmosferici. É vero», nota Zamboni, «che alcuni comuni hanno già sottoscritto il documento in passato o recentemente (9 comuni in Riviera del Brenta, oltre che Padova, Veggiano, Pone san Nicolò, Albignasego) ma l’azione è risultata isolata, non coordinata. Noi, invece, abbiamo spedito a 100 comuni l’invito alla sottoscrizione per creare forza. La raccolta ha portato finora a 2500 sottoscrizioni. Abbiamo concordato l’incontro con l’assessore regionale Maurizio Conte al quale consegneremo le firme raccolte dal nostro comitato, dal Comitato Salvaguardia del territorio di Selvazzano Dentro, e da tantissimi gruppi politici e non che hanno condiviso il problema». Sulla questione del completamento dell’Idrovia anche i sindaci della Riviera, come detto hanno espresso il loro parere per il completamento di un tracciato a patto però che permetta la navigabilità del futuro canale (cioè tecnicamente si punti ad un canale idroviario di classe 5 ). Contrari sia i comitati che i comuni al fatto che al posto dell’Idrovia si preferisca la realizzazione di un semplice canale scolmatore affiancato magari da una camionabile diretta all’interporto di Padova .

( a.ab.)

 

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui