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Nuova Venezia – Fiumi sorvegliati speciali fino a domenica.

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31

gen

2014

consorzi di bonifica e protezione civile allertati

CAMPOLONGO. Protezioni civili allertate da ieri pomeriggio nell’area sud della Riviera del Brenta dopo che il livello del fiume Brenta e dei canali si è innalzato per via delle precipitazioni. Ad assicurare che la situazione è monitorata è il sindaco, Alessandro Campalto. «Da mercoledì notte stiamo controllando con attenzione il livello del Brenta, abbiamo allertato una ventina di volontari della Protezione Civile. È previsto, infatti, che il livello del fiume aumenti nei prossimi giorni a causa anche della gran quantità di neve caduta sulle Alpi che si scioglierà». Si sono verificati episodi di fontanazzi a Sandon e Campolongo con risalite dell’acqua in mezzo ai campi. Anche a Campagna Lupia la situazione è monitorata. «Il livello del Novissimo sarà tenuto sotto controllo costantemente», precisa il sindaco Fabio Livieri, «e anche quello del canale Fiumazzo nella frazione di Lova. Problemi per la tenuta della rete idraulica nel capoluogo per il momento non ce ne sono».

Ci sono state tracimazioni di canalette consorziali a Lughetto e nell’area di Premaore di Camponogara che hanno inondato i campi. Vento e pioggia battente hanno provocato la caduta di grossi rami a Gambarare di Mira e a Oriago, con qualche danno alle auto in sosta. Allagamenti parziali di strade in via Valmarana a Mira Porte a ridosso degli impianti sportivi e in via Molin Rotto a Gambarare. Fossi ai limiti di guardia a Pianiga all’interno del graticolato romano. Il livello di Lusore, Pionca e Serraglio e del canale Taglio fra Mira e Mirano, sono sotto controllo.

Precisa il Consorzio di Bonifica Acque Risorgive: «Al momento non sono segnalate esondazioni, ma le previsioni meteo non sono promettenti fino a domenica. Alcuni impianti stanno per essere messi in funzione. Le squadre sono state tutte già attivate».

(a.ab.)

link articolo

 

CAMPAGNA LUPIA – Dal consorzio di Bonifica

Si concretizza il progetto per la nuova idrovora. Il consorzio di bonifica Acque Risorgive ha presentato il progetto per il potenziamento dell’idrovora di Lova. L’idea si protrae già dal 2007, ovvero da quando si è verificata l’alluvione in Riviera del Brenta. Si vuole così installare una nuova pompa per travasare l’acqua dall’entroterra alla canaletta del Cornio, realizzando anche una botte a sifone che sottopassa il Nuovissimo e la Romea attuale, con l’obiettivo di scaricare poi sulla canaletta. La portata di questa pompa dovrebbe essere di 2,9 metri cubi, 2,5 metri cubi al secondo e servirà soprattutto in aggiunta a quella già esistente, che è di 11,9.
«Si tratta – dice il sindaco, Fabio Livieri – di un ulteriore passo in avanti, è un progetto che complessivamente costerebbe 6 milioni di euro più un milione per la ricalibratura dei canali di quell’area. Di questi sette milioni esistono già quattro milioni a disposizione. Il progetto, quindi, in qualche maniera viene un po’ ridimensionato».
Ora sono in corso i periodi prescritti dalla legge affinché la cittadinanza possa visionare il progetto e presentare anche delle osservazioni in merito. Il progetto attualmente si trova depositato in Regione alla Commissione Vas per le valutazioni di impatto ambientale. Allo stesso tempo si deve esprimere anche il Magistrato alle Acque. Il ridimensionamento del progetto porterà, secondo il sindaco, ad un minor costo, ma allo stesso tempo anche un minor beneficio.

 

Nuova Venezia – Brenta sicuro, oltre 700 firme

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15

gen

2014

IL PROBLEMA

Va a gonfie vele l’iniziativa per arrivare al sistema anti alluvioni

CAMPOLONGO – Va a gonfie vele la raccolta di firme organizzata dal comitato Brenta Sicuro che punta ad una raccolta di firme per il completamento dell’idrovia Padova – Venezia. La raccolta di firme on-line ha quasi raggiunto le 700 sottoscrizioni.

«Abbiamo avuto – spiega il coordinatore Marino Zamboni – tante adesioni di cittadini comuni, deputati ed esponenti politici. Hanno sottoscritto la nostra petizione il deputato del Pd, Simonetta Rubinato, il consigliere regionale Piero Ruzzante, il vicesindaco di Padova Alessandro Zan (Sel), ma anche tanti attivisti del Movimento 5 Stelle del Veneziano e del Padovano. Puntiamo a raggiungere il migliaio si sottoscrizioni in poco tempo».

Il Comitato intercomunale Brenta Sicuro si occupa da oltre tre anni della sicurezza idrogeologica, ha organizzato mostre, momenti d’informazione, incontri, la manifestazione del 21 settembre sulle rive del Brenta e la conferenza del 29 novembre a Piove. Sul territorio resta il problema della tenuta del sistema complessivo, evidenziato dagli studi del professor D’Alpaos: si pensi all’alluvione del Roncajette nel 2010 dovuta a una piena del Bacchiglione prevista nel 2007.

«L’unica soluzione – dice Zamboni – è rappresentata dall’idrovia che permetterebbe una vera “via di fuga” delle acque in eccesso che non trovano, in caso di piena, sfogo con il Bacchiglione e il Brenta».

I rappresentanti dei comitati raccoglieranno firme in tutti i comuni interessati, (sia Riviera che Piovese) con banchetti via mail si potrà dare adesione a brentasicuro@libero.it.

(a.ab.)

 

CAMPOLONGO – Brenta e canali monitorati ora per ora in Riviera a causa del maltempo. Disagi per straripamenti di canalette e strade allagate si sono avuti a Mira, Pianiga e Campagna Lupia. Il fenomeno dei fontanazzi a Liettoli di Campolongo Maggiore e a Sandon di Fossò.

«Da sabato sera», spiega il sindaco di Campolongo Alessandro Campalto, «stiamo monitorando con grande attenzione la situazione degli argini del Brenta. Si sono verificati anche dei fontanazzi a Liettoli e a Sandon».

Si tratta di risalite d’acqua importanti dal letto del fiume che sta accogliendo i suoi affluenti come il Bacchiglione.

«Sul territorio c’è la protezione civile con una trentina di persone che sta controllando che sugli argini non si verifichino dei cedimenti», assicura Campalto«.

Ma non c’è solo il Brenta a preoccupare. A Mira la pioggia insistente ha mandato sott’acqua via Valmarana a Mira Porte, parte di via Molin Rotto e laterali di via Malpaga fra Marano e Borbiago. Il livello di canali come il Navigli , il Taglio e il Novissimo sono sotto osservazione La situazione è controllata dal comune e dal consorzio “Acque risorgive”.

A Pianiga e Campagna Lupia sono straripati invece nelle frazioni di Lughetto e Rivale diversi fossati ai lati della strade . Disagi per la viabilità minore.

Alessandro Abbadir

 

Vigilati speciali Marzenego, Dese e Zero. In ansia anche per Muson e Lusore

Super lavoro già da sabato: disagi alla viabilità locale e lungo la Noalese

MIRANO – Vigilia d’Epifania in apprensione nel Miranese per il livello raggiunto ieri, nel primo pomeriggio, da alcuni dei principali corsi d’acqua che attraversano il comprensorio. Sono tornati a far paura Lusore, Muson, Marzenego e Dese, dopo una notte di piogge intense e una domenica mattina che ha visto i livelli dei corsi d’acqua alzarsi a vista d’occhio anche a causa dei colmi di piena in arrivo da monte. Fortunatamente ovunque i canali sono rimasti dentro gli argini. Ma è stata una domenica di gran lavoro per i tecnici del consorzio di bonifica Acque Risorgive, che hanno monitorato ora dopo ora la situazione dei canali. Le squadre di operai in reperibilità erano al lavoro già da sabato, per effettuare tutte le manovre necessarie a svuotare i canali in vista delle precipitazioni annunciate per ieri mattina.

«Le pompe nella parte alta del comprensorio sono a pieno regime», spiegavano ieri dal consorzio, «quelle dell’area di bonifica, verso Mestre, lo sono state del pomeriggio, con l’arrivo dell’onda di piena».

Vigilati speciali sono stati per tutto il giorno il Dese, lo Zero e il Marzenego, nella parte nord del Miranese. La zona è quella tra Scorzè e Noale, che in passato ha dato problemi con allagamenti, anche di aree urbanizzate. Ieri i tre fiumi si sono gonfiati nella parte centrale della giornata, nonostante avesse smesso di piovere già dalla tarda mattinata. Non si sono tuttavia segnalate esondazioni. Qualche rischio ha corso anche il Miranese sud. Se il Muson non ha dato grossi grattacapi, così come gli altri corsi d’acqua della zona, Tergola e Vandura, qualche tracimazione si è avuta lungo i corsi d’acqua minori e lungo la rete secondaria di scolo, nella solita zona depressa tra Mirano e Santa Maria di Sala. Il Lusore a Campocroce di Mirano ha spinto alla tracimazione i fossati collegati, nell’area del cimitero del paese, allagando anche alcuni tratti di strada nel cuore del Graticolato romano, tra via Barbato e via Braguolo. Stesso problema a Caltana, nella zona di via Zinalbo, in zona industriale di Santa Maria di Sala (via Rivale) e anche a Sant’Angelo di Sala, dove il rio Desman ha allagato alcuni tratti di campagna lungo la provinciale. Qualche preoccupazione anche al Castello di Stigliano e Mazzacavallo, per il Muson salito a livelli di guardia, ma rimasto sempre sotto controllo. I problemi maggiori alla fine si sono avuto lungo le strade, con qualche sottopasso allagato e soprattutto interi tratti di viabilità locale, ma anche lungo la regionale Noalese, interamente allagati a causa delle solite difficoltà di deflusso della rete urbana di scolo.

Filippo De Gaspari

 

Gazzettino – “Franano gli argini del Cunetta”

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5

gen

2014

Il Comitato Brenta sicuro denuncia: «Situazione critica da Sandon a Bojon»

«È bastata una modesta piena per azzerare i lavori eseguiti dal Genio»

SOS – Cedono le rive del canale Brenta Cunetta tra Sandon e Bojon di Campolongo

Polemiche anche per gli scavi sul Contorta

«Non ci volevo un genio (civile) per capire, con il lavoro fatto, che alla prima pioggia sarebbero franate le rive».
Questo il commento del «Comitato intercomunale Brenta sicuro» sull’esito dei lavori eseguiti nel mese scorso dal Genio Civile di Venezia lungo il tratto degli argini del Brenta Cunetta da Sandon di Fossò a Bojon di Campolongo Maggiore. Lavori che hanno visto il disboscamento degli argini interni del fiume, ma che con la prima modesta piena dei giorni scorsi hanno avuto l’effetto di far nascere nuove frane lungo le fragili rive in sabbia del corso d’acqua.

«Vogliamo sicurezza. Lo stesso governatore del Veneto, Luca Zaia, dopo le nostre proteste dei mesi scorsi ha affermato che i nostri corsi d’acqua sono delle autentiche bombe ad orologeria. L’innesco è acceso: non possiamo aspettare inerti che scoppi la bomba».

Marino Zamboni, presidente del Comitato intercomunale Brenta Sicuro, ha appena inviato una lettera aperta agli organi di stampa di tutto il Veneto per denunciare la grave situazione.

«La Regione del Veneto ha appena approvato lo scavo in laguna del canale Contorta. Se il progetto è considerato tra le opere strategiche dello stato e avrà quindi una corsia preferenziale per la sua realizzazione, ci è difficile comprendere come non sia altrettanto strategico il completamento dell’idrovia Padova-Venezia quale canale scolmatore in caso di difficoltà idrauliche. Per la parte dell’idrovia già completata nei suoi due terzi sono stati spesi finora 150 milioni di euro. Il suo completamento, assieme ad una più attenta manutenzione delle rive del Brenta, del Bacchiglione e di altre reti d’acqua minori, risolverebbe definitivamente l’annoso problema delle inondazioni che periodicamente si abbattono sui nostri territori. Inspiegabilmente il progetto è invece fermo in Regione da tre anni, mentre sarebbe fondamentale accedere subito ai fondi strutturali europei che saranno finanziati nel corso del 2014».

Vittorino Compagno

 

Cittadini mobilitati per la sicurezza idraulica

CAMPOLONGO MAGGIORE – Una raccolta d ifirme per il completamento dell’idrovia e per la manutenzione di canali e fiumi. Il comitato Brenta Sicuro si mobilita per raccogliere firme al fine di chiedere alla Regione un intervento urgente sul sistema idrogeologico locale. Dopo la manifestazione del 21 settembre il comitato attende le risposte delle istituzioni oltre alle opere di pulizia e sondaggi delle rive del Brenta.

«Non è stato risolto il problema di tenuta del sistema – dicono dal comitato – come evidenziato dagli studi del professor D’Alpaos, basti ricordare l’alluvione del Roncajette nel 2010 dovuta a una piena del Bacchiglione prevista nel 2007».

Secondo il comitato anche il presidente della Regione, Luca Zaia, avrebbe constatato che il Brenta è una bomba da disinnescare.

«Il presidente – continua il comitato – conosce bene che l’unica soluzione è rappresentata dal canale scolmatore “idrovia”, capace di permettere una vera «via di fuga» delle acque in eccesso. Secondo il comitato la messa in sicurezza del territorio deve divenire la vera priorità. Per questo motivo Brenta Sicuro chiede ai sindaci di intercedere per l’approvazione dell’idrovia, progetto fermo in Regione da tre anni.

Emanuele Compagno

 

Mattino di Padova – Bacchiglione, piena senza conseguenze

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28

dic

2013

Dal Bassanello fino a Bovolenta ieri l’onda è passata con la Protezione civile schierata

Stavolta la piena del Bacchiglione è passata senza conseguenze. Ieri mattina la piena del fiume in città è stata monitorata: l’acqua non ha destato allarme, anche se ai residenti della golena Paltana si erano visti portare a casa i sacchi di sabbia dalla Protezione civile.

L’allarme – scattato nel pomeriggio di Santo Stefano – aveva impensierito Vicenza e alcuni Comuni del Padovano che confinano con il territorio della provincia berica. Ovviamente non è venuta meno l’attenzione da parte degli amministratori dei Comuni attraversati dal fiume, specie nei punti critici a rischio allagamenti, così come i volontari dei gruppi di Protezione civile erano in stato di allerta in caso di necessità. Ma non ce n’è stato bisogno, il livello dell’acqua è cresciuto meno del previsto grazie alle favorevoli condizioni meteo e di marea.

Ieri sera l’onda di piena ha raggiunto Bovolenta, l’ultimo passaggio critico lungo l’asta del Bacchiglione, tenendosi al di sotto del livello di guardia.

«Le previsioni davano una piena di cinque metri per ieri mattina» racconta Josè Oletto, coordinatore della Protezione civile di Bovolenta, «Invece il livello del fiume è cresciuto molto lentamente e solo dopo le 18 ha superato i quattro metri, restando quindi ben dentro i limiti di sicurezza». Qualche ora prima la piena aveva attraversato Padova senza creare problemi.

«La sera prima avevamo portato quattro bancali di sacchi di sabbia» spiega l’assessore Andrea Micalizzi, «In caso di emergenza. Per fortuna il fiume è cresciuto di pochi centimetri ma era mio dovere intervenire al minimo allarme del Genio Civile».

Ieri mattina intorno alle ore 10 il livello del fiume a Cervarese, Veggiano, Saccolongo e Selvazzano si era tenuto ben sotto il limite di guardia. Mentre a Vicenza l’acqua scendeva nella notte sono state invase alcune aree golenali come quella intorno al castello di San Martino della Vaneza, dove l’acqua rispetto alla piena del maggio scorso, quando aveva sommerso gli scantinati e alcune sale, come quella dei Carraresi, è rimasta ben lontana dalla mura di cinta del mastio. A Selvazzano una squadra ha monitorato gli argini tutta la notte di giovedì e anche per buona parte di ieri.

Gianni Biasetto – Nicola Stievano

 

Mattino di Padova – Bacchiglione minaccioso, torna la paura

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27

dic

2013

In attesa della piena distribuiti ieri sera sacchi di sabbia alle famiglie che vivono nell’area golenale della Paltana a Padova

PADOVA – A poco più di sette mesi dalla piena di maggio, che ha creato seri problemi e disagi anche nel Padovano, il Bacchiglione è tornato a mettere ansia. Ieri, visto l’andamento meteorologico (le piogge si sono intensificate soprattutto nel corso della notte di Natale nell’area pedemontana), la Protezione civile regionale ha dichiarato lo stato di preallarme e in serata, in vista della piena del Bacchiglione, i residenti della golena Paltana di Padova si sono visti portare a casa i sacchi di sabbia. Verso le 21, infatti, l’assessore Andrea Micalizzi, dopo essersi confrontato con i responsabili della Protezione civile, ha messo in allerta i residenti, in vista di un innalzamento del livello del Bacchiglione previsto per le prime ore di questa mattina.

«Il colmo di piena misurato a Vicenza è di 4,56 metri e questo dato ci fa pensare che il passaggio per Padova sarà gestibile senza particolari problemi», afferma Micalizzi «Non si può escludere però che gli innalzamenti del livello del fiume possano interessare alcune zone più basse della golena della Paltana a partire dalle 6 di domani mattina (oggi ndr). Per questo abbiamo invitato i residenti a tenere monitorato il Bacchiglione ed abbiamo consegnato loro, in via precauzionale, i sacchi di sabbia da utilizzare in caso di bisogno per proteggere le zone più esposte».

In preallarme anche i quattro comuni padovani (Cervarese, Veggiano, Saccolongo e Selvazzano) che si trovano lungo l’asta del fiume che va dal ponte di Montegalda fino alle porte di Padova.

A Vicenza. L’ondata di piena è passata poco prima delle 18, con il Bacchiglione al livello di 4,56 al Ponte Angeli, simbolo dell’alluvione del 2010. Il fiume, durante la giornata, era cresciuto in maniera vertiginosa: alle 8 di mattina era a 3,20 metri, mentre alle 10,30 aveva già superato i 4 metri. In serata a Montegalda il livello dell’acqua era sotto di appena un metro dell’arcata del ponte che divide il centro di Montegalda da Montegaldella.

A Cervarese. Il livello del fiume intorno alle 20 continuava a salire ma rimaneva nell’alveo, salvo qualche modesta invasione delle zone golenali. Nessun problema, almeno fino a tarda sera, per il castello di San Martino della Vaneza che contiene il museo del Bacchiglione, martoriato dalle piene del 2010, 2011 e 2013. Stesso discorso a Veggiano e Saccolongo dove per tutta la notte il fiume è stato un sorvegliato speciale.

A Selvazzano. Venticinque dei quaranta volontari di cui dispone il gruppo di Protezione civile di Selvazzano sono reperibili. Una squadra è operativa per sorvegliare lo stato degli argini che in questo territorio, dopo i danni creati dall’alluvione del 2010, sono stati oggetto di grossi lavori di consolidamento. Proprio in questi giorni è stato completato il progetto di messa in sicurezza della golena Sabbionari a ridosso del ponte di Tencarola.

Gianni Biasetto e Valentina Voi

 

Oggi prevista un’attenuazione dei fenomeni ma torneranno le foschie in pianura

La depressione che ha interessato nelle ultime ore in maniera diffusa anche la nostra regione, con abbondanti piogge e venti dai quadranti orientali in pianura e rinforzi di Scirocco sulla costa adriatica, tenderà ad attenuarsi nel corso della giornata di oggi quando avremo una pausa dei fenomeni accompagnata da un sensibile calo delle temperature. Un crollo dei valori termici che sarà più marcato sulle aree pianeggianti a partire dalla serata. Le precipitazioni nelle prossime giornate (almeno fino a lunedì prossimo) saranno generalmente deboli nelle zone pianeggianti dove, invece, a partire dalle prime ore di domani torneranno le foschie e le nubi basse. I meteorologi del Centro Meteo regionale di Teolo non escludono per domani qualche spiraglio di sole. La giornata più perturbata sarà quella di domenica con piogge diffuse in montagna e nelle aree pedemontane venete. Il limite della neve scenderà intorno agli 800/1100 metri. L’inizio dell’ultima settimana del 2013 sarà caratterizzato ancora da tempo instabile. Lunedì torneranno le gelate notturne in pianura e nelle valli. Stando alle previsioni dei meteorologi del centro dell’Arpav sui colli Euganei dobbiamo prepararci ad una notte di San Silvestro sicuramente più fredda di quella della vigilia di Natale. D’altronde siamo in pieno inverno e questi imprevisti vanno messi in conto. Lo sanno bene anche i ristoratori del Veglione.

(g.b.)

 

Nuova Venezia – Campolongo. Raccolta firme per l’idrovia.

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27

dic

2013

Da gennaio petizione in tutti i Comuni della Riviera per sbloccare il progetto

CAMPOLONGO «Vogliamo subito il completamento dell’idrovia Padova – Venezia, non vogliamo nuove esondazioni e allagamenti con il 2014». Parte ora una mobilitazione che punta a raccogliere migliaia di firme per realizzare l’opera con il comitato Brenta Sicuro.

«Dobbiamo raccogliere – spiega Marino Zamboni referente dei comitati in una nota – migliaia di firme per risolvere il problema. Il nostro Comitato intercomunale Brenta Sicuro si occupa da oltre tre anni di temi legati alla sicurezza idrogeologica, ha organizzato mostre, momenti d’informazione, incontri, la manifestazione del 21 settembre sulle rive del Brenta e la conferenza del 29 novembre a Piove di Sacco. Abbiamo assistito in questi mesi alla partenza dei lavori di manutenzione e sondaggio delle rive del Brenta. Non basta».

Zamboni va nello specifico. «Rimane- dice – il grosso problema di tenuta del sistema complessivo, evidenziato dagli studi del professor D’Alpaos: basti ricordare l’alluvione del Roncajette nel 2010 dovuta a una piena del Bacchiglione puntualmente prevista nel 2007. Lo stesso presidente Luca Zaia ha affermato che il Brenta è una bomba ad orologeria che va disinnescata. Sappiamo bene che l’unica soluzione è rappresentata dall’idrovia che permetterebbe una vera “via di fuga” delle acque in eccesso che non trovano, in caso di piena, lo sfogo con il Bacchiglione e il Brenta.

«Chiediamo ai nostri sindaci – conclude Zamboni – che spingano per l’approvazione del progetto, fermo in regione da tre anni. È fondamentale per accedere ai fondi strutturali europei che saranno finanziati nel corso del 2014». I rappresentanti dei comitati raccoglieranno firme da gennaio in tutti i comuni interessati, (sia Riviera che Piovese) con banchetti via mail si potrà dare adesione a brentasicuro@libero.it.

(a.ab.)

 

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