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Gazzettino – “Rischio idrico, servono investimenti”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

25

feb

2013

CONSORZIO ACQUE RISORGIVE

I prossimi parlamentari non devono lasciare in un cassetto il rischio idrogeologico. In occasione delle elezioni, Ernestino Prevedello, presidente del Consorzio di bonifica «Acque Risorgive», lancia un appello ai candidati veneziani. Secondo Prevedello il nuovo Governo, in particolare, dovrà dare il via ad un grande piano di manutenzione del territorio, articolato per distretti idrografici, valorizzando il lavoro di realtà quali le Autorità di Bacino ed i Consorzi di bonifica.

«Non si deve parlare di prevenzione e di rischio idrogeologico solo in occasione di emergenze quali alluvioni e siccità»,

spiega Prevedello.

«Non servono nuovi livelli decisionali, né nuove norme – aggiunge il presidente di “Acque Risorgive” – bisogna altresì agire in fretta, perché la crescente cementificazione del territorio non si ferma, aumentando i problemi di equilibrio ambientale, e rendendo sempre più difficile garantire la sicurezza del nostro territorio dagli eventi alluvionali. L’investimento in prevenzione per la tutela del territorio – conclude Prevedello – va inquadrato nell’indispensabile revisione della spesa pubblica, perché abbiamo dimostrato che riparare i danni post-emergenza costa cinque volte di più che prevenirli».

 

FOSSÒ – Comune troppo “virtuoso” nella spesa per la salvaguardia idraulica e la Corte dei Conti vuole vederci chiaro. Sarà che Luciano Compagno, ex sindaco di Fossò, è stato per anni anche amministratore del Consorzio idraulico di bonifica Bacchiglione di Padova, nel cui territorio ricade il comune di Fossò. Sarà che per rimediare agli allagamenti subiti nel 2008 e nel 2009, sono stati realizzati molteplici e razionali interventi di escavazioni dei fossati del territorio comunale, nessuno tra i 39 comuni attinenti al Consorzio Bacchiglione, però, è mai riuscito a fare altrettanto. Tanto che Fossò è indicato proprio dall’ente idraulico come un esempio da seguire.
Ma gli interventi che sono complessivamente costati un milione e trecentomila euro hanno acceso qualche controllo. Troppi, secondo la Corte dei Conti di Venezia, alla quale l’attuale sindaco di Fossò, Federica Boscaro, ha inviato tutta la documentazione per una verifica di legittimità amministrativa ed economica sui lavori di escavo dei fossati.
La Corte dei Conti vuole vederci chiaro perché l’ex sindaco Compagno avrebbe attuato interventi di sicurezza idraulica con soldi pubblici, andando però ad attuare operazioni di scavo su aree di proprietà privata. Vari esposti pervenuti alla Procura avrebbero infatti evidenziato che il Comune avrebbe effettuato opere che per legge avrebbero dovuto essere realizzate dai proprietari dei rispettivi fossati. Per raggiungere l’obiettivo, Compagno avrebbe anche frazionato in più tranche la spesa necessaria, in modo tale da non sottostare alle regole contemplate dal bando di gara europeo previsto per le opere pubbliche.

 

MARTELLAGO – Interventi per 752mila euro per la sicurezza idraulica

MARTELLAGO – Partono i lavori di ricalibratura del Rio Storto nel tratto tra via Roma e il parco Laghetti: quello più a monte è stato appena sistemato con la Variante di Robegano. Realizzata dal Consorzio Acque Risorgive, l’opera prevede interventi per un importo di 752mila euro.

«Un progetto di grande valenza idraulica e ambientale, che drena un comprensorio di 2.200 ettari divenuto ad alto rischio idraulico»,

spiega il direttore del Consorzio, Carlo Bendoricchio. Saranno ricalibrati due tratti del canale per garantire lo smaltimento in condizione di sicurezza idraulica delle piene. I livelli saranno regolati con manufatti di sbarramento mascherati per un migliore inserimento nell’ambiente naturale delle cave, al cui interno sarà anche rifatto un ponte.

«In alcune anse del Rio – precisa Bendoricchio – saranno realizzati ampliamenti golenali che, oltre a migliorare il deflusso, garantiranno condizioni di biodiversità e contribuiranno alla naturale depurazione delle acque».

Soddisfatto il sindaco Brunello: «In concomitanza coi lavori, il Comune realizzerà il breve tratto di ciclabile lungo il Rio Storto che ancora manca per collegare la pista su via Roma a quella interna su via dei Ronconi e completare così il percorso ciclo pedonale da Martellago a Maerne».
(N.Der)

 

NOALE: SÌ della regione 

NOALE.

«Dopo il definitivo decreto della direzione regionale Progetto Venezia, lavoreremo sul progetto esecutivo del secondo stralcio per disinquinare e mettere in sicurezza il Rio Moniego e il Rio Storto».

L’annuncio è del direttore del consorzio di bonifica Acque Risorgive Carlo Bendoricchio che, dopo aver incassato il parere positivo della commissione veneta di Valutazione d’impatto ambientale (Via), aspetta l’ultimo passo per procedere.

I Comuni interessati sono Martellago, Noale, Salzano e Scorzè, che riguarderà un tratto di circa 4 chilometri e 300 metri e il valore totale dell’intervento si aggira sul milione di euro. Questo si farà nel segmento del Rio Storto, dall’incrocio con il Passante di Mestre alle case più a est di Robegano, subito dopo il suo centro abitato, alla confluenza con il Rio Moniego e fino con quello con la futura variante alla Noalese.

Ci saranno lo scavo e il recupero del terreno, circa 20 mila metri cubi, in parte reimpiegato, e saranno costruiti dei manufatti in calcestruzzo e piantate degli alberi che serviranno a fitobiodepurare le acque. In alcune anse lungo il corso d’acqua, sono previste delle espansioni dell’alveo fluviale per formare delle golene con canneto.

Inoltre, il consorzio conta di realizzare degli sbarramenti, trasversali al Rio Storto per regolarne i livelli, e troveranno posto uno a nord di Robegano, l’altro a valle, circa 300 metri a monte del Passante.

Opere necessarie per mettere in sicurezza due corsi d’acqua che, in caso di piene, potrebbe creare problemi ai centri abitati.

Alessandro Ragazzo

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Fossò. La Corte dei Conti indaga sulle spese, l’ex sindaco Compagno si difende

«L’intervento di escavazione dei fossati doveva essere fatto su tutto il territorio comprese le aree private al fine di consentire il deflusso delle acque e scongiurare così il ripetersi di altre alluvioni».

È questa l’opinione di Luciano Compagno (Udc), ex sindaco di Fossò, che ha autorizzato, nel 2010, gli interventi di risezionamento dei fossati per un importo complessivo di un milione e trecentomila euro. Il Comune di Fossò, guidato dal primo cittadino Federica Boscaro, ha inviato tutta la documentazione alla Corte dei Conti di Venezia per verificare la legittimità della competenza amministrativa e di quella economica in merito ai lavori eseguiti.

Gli esposti dei privati cittadini e gli incartamenti dell’ente inviati alla Procura hanno evidenziato come il Comune si sarebbe sostituito all’obbligo di manutenzione dei privati, previsto dal regolamento comunale di polizia idraulica approvato con il Piano delle acque, utilizzando beni capitali derivanti da alienazioni per effettuare opere di straordinaria manutenzione su aree che in realtà sono private.

Inoltre la procedura di appalto applicata ha autorizzato l’intervento in due trance da 700 e 600mila euro bypassando il bando di gara europeo previsto per le opere pubbliche di tale importo.

«Le alluvioni del 2008 e 2009», precisa Compagno, «avevano causato ingenti danni senza che i cittadini ottenessero un equo indennizzo. La giunta pertanto ha approvato, con parere dei tecnici comunali, il progetto di messa in sicurezza del territorio e successivamente i tecnici comunali hanno correttamente provveduto all’appalto dei lavori. Affermare il contrario è da persone non informate sui fatti».

Sarà la Procura regionale presso la Corte dei Conti di Venezia a stabilire se sia stato commesso il danno erariale. Se così fosse il conto per gli amministratori che hanno concesso l’autorizzazione potrebbe essere salato.

Davide Massaro

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CONSORZIO DI BONIFICA

SALZANO – Un progetto da un milione di euro per migliorare la sicurezza idraulica e contro l’inquinamento in un’area di 4.300 metri quadrati compresa tra quattro comuni: Salzano, Martellago, Scorzé e Noale.
Si tratta degli interventi previsti sul rio Storto e sul rio Moniego, sottobacini del Marzenego, che consisteranno soprattutto nella posa di piante per la fitodepurazione delle acque, nella costruzione di manufatti in calcestruzzo a salvaguardia di argini e canali, e nello scavo dei letti. Alcune anse verranno allargate per formare delle golene con canneto e, per regolare il livello del rio Storto, verranno costruite due paratoie di sbarramento, una a nord dell’abitato di Robegano, l’altro circa 300 metri a monte del Passante di Mestre. Il Consorzio di bonifica “Acque Risorgive” attende ora solo il definitivo nulla osta della Direzione regionale Progetto Venezia: «Una volta completato l’iter progettuale – spiega il direttore del Consorzio Carlo Bendoricchio – potremo aprire i cantieri». I lavori si concentreranno sui tratti del rio Storto dall’intersezione con il Passante di Mestre alle abitazioni più a est di Robegano, estendendosi fino alla confluenza con il rio Moniego e fino all’intersezione con la futura strada statale 515 “Noalese”. (g.vat.)

 

Opere di recupero per 315mila euro

MIRANO-S.M. SALA – Via libera all’intervento di ripristino degli argini franati a Mirano e Santa Maria di Sala. L’annuncio è arrivato ieri dal consorzio di bonifica «Acque Risorgive», che nei prossimi giorni consegnerà i lavori a un’impresa specializzata. L’intervento interesserà in particolare lo scolo Cavin Caselle nel salese e gli scoli Lusore, Refosso Vallona e Caltressa nel miranese. Il ripristino dei tratti franati avverrà mediante infissione di pali di legno e posa di materiale lapideo. «Si tratta di lavori importanti per la messa in ripristino di alcune opere di bonifica danneggiate dalla piena dell’ultimo periodo – spiega Carlo Bendoricchio, direttore del consorzio -. Un intervento finalizzato più in generale alla messa in sicurezza del territorio». L’intervento nei due comuni costerà circa 315mila euro ed è previsto un ulteriore stanziamento di 100mila euro per la messa in sicurezza di frane di piccole estensioni distribuite nel territorio. (g.pip.)

 

240mila euro dalla Provincia

La Provincia ha comunicato l’approvazione definitiva del finanziamento di 240 mila euro che il Comune di Campagna Lupia aveva richiesto per un intervento idraulico in località «Ai Vasi». Si tratta di un intervento di un bypass in maniera da permettere il deflusso delle acque del Brentoncino e del Cornio. Si tratta di alcuni corsi d’acqua che coinvolgono non solo il territorio di Campagna Lupia, ma anche altri sette Comuni della Riviera del Brenta. «Mi piace ricordare – dice il sindaco, Fabio Livieri – che questi Comuni lo scorso anno avevano valutato la messa in sicurezza di questa parte di territorio, perché il beneficio delle opere idrauliche coinvolge tutto il territorio dell’area e quindi ci sarà anche una compartecipazione alla spesa da parte di tutti i sette Comuni. Avevamo stimato un intervento di circa 25 o 30 mila euro pro capite a Comune». A tali somme si aggiungono i 240 mila euro, e l’opera e alla progettazione che rimarrà in carico al consorzio di bonifica Bacchiglione-Brenta. (e.com.)

 

NOALE. Via libera dalla giunta regionale al secondo stralcio del progetto di ricalibratura e sostegni sui sottobacini del Marzenego, ramo di Noale, e Rio Storto, a monte di Maerne. Il governo di Luca Zaia ha approvato il realizzo nei Comuni di Scorzè, Noale, Salzano e Martellago, rilasciando anche le autorizzazioni. L’obiettivo è migliorare la qualità delle acque che si sversano nella laguna di Venezia ma anche della sicurezza idraulica del territorio. È prevista una riduzione dell’azoto totale che si riversa in mare di 0,53 tonnellate l’anno e una diminuzione del fosforo totale di 0,02 tonnellate l’anno. Sono previste la ricostruzione di un ambiente fluviale naturale, creando delle golene e ricalibrando gli alvei, per un’estensione di circa sei chilometri e mezzo, e l’ottimizzazione della gestione idraulico ambientale delle cave di Martellago. Il costo complessivo degli interventi è stimato in un milione di euro. Nell’adottare il provvedimento, la giunta ha fatto proprio il parere favorevole, con prescrizioni, espresso all’unanimità dalla commissione regionale di Valutazione d’impatto ambientale (Via). (a.rag.)

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Gazzettino – Stra, Una golena anti-allagamenti

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10

gen

2013

Realizzata dal Consorzio Bacchiglione in accordo con il Comune

Servirà a salvare dal rischio idraulico i territori di Dolo, Fossò e Camponogara

IL PROGETTO – La prima in Riviera del Brenta – Un’area umida di 17.000 metri quadrati e una gigantesca golena in grado di raccogliere grandi quantità di acqua piovana: è la prima in Riviera.

Un’area umida di 17.000 metri quadrati e una gigantesca golena in grado di raccogliere grandi quantità di acqua piovana, specialmente in occasione di forti e improvvise precipitazioni meteoriche conosciute col nome di «bombe d’acqua».

È la prima del genere realizzata in Riviera del Brenta dal Consorzio idraulico Bacchiglione di Padova e precisamente nel territorio di Stra, nella frazione di San Pietro.
Oltre al territorio di Stra, l’intervento idraulico andrà anche a vantaggio delle zone poste a valle dell’opera, ossia in parte dei territori comunali di Fossò, Dolo e Camponogara. Il progetto è frutto di un accordo stipulato tra il Comune di Stra e il Consorzio Bacchiglione in fase di stesura del nuovo «Piano Comunale delle Acque» appena adottato dall’amministrazione straense presieduta dal sindaco Mario Collini.
Un piano reso difficile dalla suddivisione idraulica del territorio di Stra, con il 22% della superficie posta a nord del Naviglio Brenta controllata dal Consorzio Acque Risorgive di Mirano e il 78% controllata dal Consorzio Bacchiglione di Padova.
Nel territorio di Stra, dopo gli importanti interventi idraulici realizzati dal Genio Civile oltre 150 anni fa con la deviazione del Naviglio Brenta e lo scavo della Brenta Cunetta, esistono ancora estesi avvallamenti in grado di creare ristagni e allagamenti. E allora, perché non sfruttarle per convogliarvi le acque piovane in esubero con la creazione di aree umide e golene?
«È un vero e proprio “Piano Regolatore delle Acque” – dice il sindaco Mario Collini – uno strumento di primaria importanza per il Comune nella gestione e prevenzione del dissesto idrogeologico, in grado di dettare le linee guida specifiche per una pianificazione di sviluppo urbanistico e territoriale coerente con un’adeguata trasformazione della rete idraulica».

 

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