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Nuova Venezia – «Tra un mese rischio allagamenti»

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

18

ago

2012

«Tra un mese rischio allagamenti»

Il presidente dei sindaci Livieri lancia l’allarme: «Si è perso tempo prezioso»

CAMPAGNA LUPIA. «Il rischio idraulico in Riviera del Brenta è ancora fortemente presente. Se tra un mese pioverà come è piovuto nel 2007 (e come sembra ormai dover piovere ogni autunno) sarà un bel problema: nonostante gli interventi fatti ci sarà poco da fare e si finirà sott’acqua di nuovo. Mancano, in termini di interventi, una ventina di milioni di euro. Soldi che ora non possono essere recuperati visto il periodo di crisi». A dirlo è il presidente della Conferenza dei sindaci Fabio Livieri che fa un’analisi preoccupante dello stato dell’arte dei lavori compiuti per evitare altri allagamenti. Nel 2007 Livieri fu uno dei coordinatori con il sindaco di Mira dell’epoca,a Michele Carpinetti, degli interventi antiallagamenti previsti per tutta la Riviera del Brenta assieme al commissario straordinario, Mariano Carraro. I danni erano stati enormi. A Campagna Lupia fini sott’acqua il municipio e a Mira furono 600 le famiglie che ebbero danni. «In Riviera del Brenta sono stati dati lavori ai Consorzi di Bonifica per una quindicina di milioni di euro. Sia nell’area sud cioè Campagna Lupia , Campolongo , Camponogara che nell’area di Mira e fra Fiesso Stra e Fossò. Insomma qualcosa con il coordinamento del commissario straordinario agli allagamenti Mariano Carraro, si è fatto. Poi, dal 2009 in poi, tutto si è praticamente fermato. Ma il rischio resta altissimo». Il sindaco di Campagna Lupia fa il punto dei soldi che mancano e delle opere che servirebbero per riuscire a dare a tutta l’area una sicurezza accettabile.

«La prima opera da realizzare», dice, «è l’idrovia Padova – Venezia. Quest’opera, che di fatto va completata anche come canale navigabile, metterebbe in sicurezza sia il territorio padovano che quello veneziano. Ci si chiede qual è la volontà della Regione dopo che ha commissionato uno studio di fattibilità. Vuole l’idrovia o solo un canale scolmatore?

Oltre all’idrovia mancano interventi di media grandezza senza i quali quanto fatto servirà a poco». Livieri fa degli esempi.

«Per l’area sud bisognerebbe potenziare l’Idrovora di Lova. Il progetto c’è», spiega, «Si tratta di un intervento che costerebbe 6 milioni di euro, ma su quest’opera il Magistrato alle acque e la Regione hanno fatto capire di avere dei dubbi. Benissimi, ma dicano l’alternativa.Se non si fa però tutti gli interventi fatti finora potrebbero essere vani».

 

RIVIERA – Zoggia: vantaggi per un’area estesa ben mille ettari tra Stra, Dolo, Vigonovo e Fossò

Il piano di interventi ha interessato comuni e frazioni colpiti dall’alluvione del 2009

PRESIDENTE  «Essenziale il contributo economico della Regione»

Un’area di mille ettari posta a sud della Riviera del Brenta messa in sicurezza idraulica dal Consorzio di Bonifica «Bacchiglione». «Opere – sottolinea il presidente Eugenio Zaggia – che il consorzio ha da poco ultimato grazie a un considerevole contributo economico erogato della Regione Veneto per un importo complessivo di 1.588.494 euro, somma derivata dal fondo economico per il disinquinamento della laguna di Venezia». A trarne vantaggio saranno i territori delle frazioni di San Pietro e Paluello di Stra, Galta di Vigonovo, Sambruson di Dolo e Fossò.        Paesi che nel 2008 e ancor più nel 2009 sono stati testimoni di vere inondazioni dovute a una carente portata idraulica dei canali di scolo consorziali.        I lavori sono consistiti in una risoluzione di allargamento e rinaturalizzazione di alcuni corsi d’acqua che avrà come effetto la depurazione naturale delle acque e una migliore sicurezza idraulica del territorio. Termini tecnici come «calibrazione» e «sostegni», che significano rispettivamente «aumento delle dimensioni degli scoli» e la «dotazione nei corsi d’acqua di paratoie in grado di regolarne e controllarne il deflusso». Lavori che il Consorzio di Bonifica Bacchiglione di Padova ha eseguito espropriando terreni appartenenti a 69 proprietari diversi, per una superficie complessiva di 51.100 metri quadrati.        Le operazioni hanno comportato l’escavo di 94mila metri cubi di terra, nonché la realizzazione di diversi manufatti dotati di paratoie metalliche di regolazione dell’acqua.        Tra i tanti lavori eseguiti, a Sambruson di Dolo è stato provveduto all’allargamento e rinaturalizzazione dello scolo Marinelle, con la realizzazione di una piccola area di espansione per le acque a monte dell’impianto idrovoro.        A Galta di Vigonovo, Stra e Fossò la ricalibratura e la rinaturalizzazione di un tratto dello scolo Brentoncino con la creazione di golene di espansione lungo il canale per 860 metri di lunghezza e di un’area umida di 17mila metri quadrati.

(V.Com)

 

FIESSO D’ARTICO – Zaramella: incontro sgradito

Molto probabilmente a qualcuno non va troppo a genio l’incontro organizzato per venerdì 22 giugno, alle 20.45 nella sala dell’ex Cinema parrocchiale di Fiesso d’Artico, dal Movimento Cittadino di Fiesso «Promotori per la sicurezza idraulica».

Volantini e manifesti affissi dal promotori sembrerebbero oggetto di una insolita campagna di “oscuramento” se si dimostrerà fondata l’accusa del loro portavoce Adriano Zaramella, che denuncia come ignoti continuino a staccare i volantini per promuovere l’incontro e sollecitare la partecipazione dei cittadini.            «Manifesti doverosamente timbrati e pagati per la pubblica affissione – denuncia Zaramella – ma che devono far saltare la mosca al naso a qualcuno che forse vede Fiesso immune dagli allagamenti».          Il tema sarà: «Dissesto idrogeologico “un diluvio” di parole!».

Ed il programma della serata ruoterà su due ben precise domande: «Dai gravi avvenimenti di maggio 2008 ad oggi, cosa è stato fatto per la prevenzione? È possibile considerare l’emergenza una regola ed una condizione di vita?».          Per il Movimento, infatti, sono necessari degli interventi urgenti, specie in alcune zone del paese; magari partendo proprio con il montaggio ed il funzionamento di alcune idrovore, da attivare non appena la caduta delle acque meteoriche diventa incessante. Secondo il movimento a Fiesso si attende l’emergenza prima d’intervenire, in un territorio che considerato troppo edificato. Dal canto suo il sindaco Andrea Martellato ha già sollecitato anche il Consorzio ad accelerare i tempi dei lavori.

(G.D. C)

 

FIESSO. L’emergenza idraulica del territorio, alla luce degli allagamenti avvenuti la scorsa settimana, sarà il tema centrale dell’incontro pubblico organizzato dal movimento cittadino di Fiesso “Promotori per la sicurezza idraulica” in programma venerdì alle 20.45 nell’ex sala cinema del patronato. «Nell’incontro di venerdì», spiega Adriano Zaramella, portavoce del movimento, «affronteremo le tematiche dell’urbanizzazione e cementificazione del territorio, il dissesto idrogeologico, le ripetute emergenze idrauliche dal 2008 ad oggi nell’area, la questione della prevenzione e difesa degli insediamenti urbani dagli allagamenti. Vogliamo capire cosa è stato fatto per la prevenzione e se è possibile considerare l’emergenza una regola e una condizione di vita». Nel frattempo Adriano Zaramella lancia un’accusa. «Numerosi manifesti che preannunciano la serata, tutti regolarmente pagati e affissi in zone per ottenere la massima diffusione, sono stati costantemente tolti da ignoti ai quali evidentemente non interessa far divulgare l’incontro».

(g.pir.)

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Nonostante le rassicurazioni del sindaco Andrea Martellato, seppur condite da qualche frecciatina verso il Consorzio di Bonifica, a Fiesso torna la paura degli allagamenti. Un rischio concreto. Almeno stando a quanto raccolto dal Movimento Cittadino promotori per la sicurezza idraulica.

«È stato sufficiente un’acquazzone di meno di 2 ore – chiosa il portavoce Adriano Zaramella – per mettere in crisi la rete idraulica di scolo del comune di Fiesso d’Artico». Strade, scantinati, garage, abitazioni allagate, con conseguenti disagi per i cittadini nuovamente costretti a far fronte a danni materiali oltre che morali. «La scarsa manutenzione e l’eccessiva cementificazione tutt’ora in corso – evidenziano dal Comitato – che ha oramai il 60 per cento della sua superficie, fa si che attraverso l’impermeabilizzazione intercorsa del suolo, le grandi quantità d’acqua piovana scorrano velocemente verso i punti di raccolta, mettendo in crisi il regolare deflusso e mandando il tilt la rete fognaria che in alcune strade dovuta all’eccessiva pressione, dai tombini uscivano dei flussi con un’effetto geyser».

E ricordano: «All’interno del piano delle acque adottato dal comune nel lontano 2009 venivano poste delle priorità di attuazione per la sicurezza idraulica di Fiesso, tra cui il posizionamento in pianta fissa di alcune idrovore distribuite in specifiche aree del territorio, lungo il perimetro del rio Serraglio, pronte ad intervenire durante gli eventi emergenziali del tipo di quello registrato ieri». Zaramella rilancia sull’idrovora del Ponte dei Cento: «Oggetto di varie interpellanze, da parte dei gruppi consiliari resta incompiuto, abbandonato da tempo tra le sterpaglie, manca il posizionamento e la messa in servizio dell’idrovora. Questo ritardo è perché è tra gli interventi urgenti e non ancora completati che può contribuire a prevenire le forme degli allagamenti agli insediamenti urbani». Evidenziando, poi, come sia necessario intervenire fin dalle prime avvisaglie di possibili precipitazioni e non aspettare la piena emergenza.

 

Nuova Venezia – “Perso il 70 per cento del raccolto”

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15

giu

2012

 

Cia e Coldiretti preoccupate. A Mira danni e disagi per 300 famiglie, l’assessore Gatti: «Non saranno risarcite»

MIRA.

Nubifragi: danni per milioni di euro in Riviera del Brenta e Miranese e cittadini doppiamente infuriati: da un lato perché gli interventi anti-allagamento di questi anni sembrano non essere serviti a nulla, dall’altro perché non saranno risarciti.        Agricoltura. La grandinata di mercoledì pomeriggio ha messo in ginocchio l’agricoltura. Per il presidente della Cia Venezia Paolo Quaggio una valutazione più attendibile dei danni sarà possibile solo nei prossimi giorni. I danni, però, sono ingenti.

«Le zone più colpite» spiega Quaggio «sono state quelle di Dolo, Pianiga e Vetrego di Mirano. Valutiamo una perdita media del 60-70% delle produzioni vegetali. In particolare il frumento ha subito perdite superiori al 70%. Per il mais si stimano perdite del 50% ma anche superiori laddove la grandine è stata accompagnata da forti venti. La soia in alcune aree dovrà essere riseminata. Unica nota di speranza: non si segnalano danni alle strutture agricole».        Anche Coldiretti sottolinea una situazione davvero difficile. «Ci vorrà una settimana per fare stime attendibili» spiegano Paolo Capuzzo e Fabio Livieri «ma quello che è certo è che nell’area a cavallo fra Riviera e Miranese il maltempo è stato estremo».         Allagamenti a Mira. A Mira hanno subito disagi e danni oltre 300 famiglie. Molte persone hanno perso elettrodomestici, mezzi, oggetti di valore.  Sono state colpite in particolare via Cesare Pavese, via Toti e le strade laterali, via Fratelli Bandiera, via Alfieri, via Gramsci, via Verga. A Oriago la zona di via Lago di Misurina e le strade laterali, ma anche via Sabbiona e parte di via Lomellina. Sott’acqua anche via Valmarana a Mira Porte e i sottopassi sulla Miranese fra Marano e Mira e quello fra Borbiago e Oriago in via Valdarno.   I residenti sono infuriati. «È stato colpito di nuovo il quartiere “ex Lissandrin”» spiega Roberto Mozzato per il comitato cittadini attivi di Mira Taglio «quello più popoloso del capoluogo. Qui dal 2007 avevamo chiesto di collocare pompe idrovore che scaricano l’acqua sul Serraglio da 1700 metri cubi al secondo. Da 5 anni ne abbiamo invece due da 1200. Perché il Consorzio di bonifica non le autorizza?».   Risarcimento danni. Dal Comune brutte notizie per chi spera nei risarcimenti. «Abbiamo incontrato decine di persone che hanno subito danni» spiega l’assessore alla Protezione Civile Michele Gatti «L’idrovora di via Gramsci, ora azionata manualmente, dovrà essere automatizzata. Comunque per il fatto che l’evento è stato violento ma circoscritto a Mira e Comuni limitrofi, non ci saranno risarcimenti».  Dolo e Fiesso. In via Leopardi a Dolo sono finite sott’acqua diverse famiglie: si chiede di potenziare le pompe idrovore. A Fiesso Adriano Zaramella denuncia il fatto che «l’impianto idrovoro nello scolo Castellaro è incompiuto, abbandonato da tempo tra le sterpaglie, manca il posizionamento e la messa in servizio dell’idrovora».

di Alessandro Abbadir    (ha collaborato Giacomo Piran)

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Nuova Venezia – Riviera, “Interventi bloccati dai tagli”

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15

giu

2012

 

L’ex commissario Carraro: «Realizzato solo il 25% del programma»

MIRA. «Molto si è fatto ma degli interventi che avevo programmato dal 2007 in poi è stato realizzato solo il 25 % anche in Riviera del Brenta». A dirlo è MarianoCarraro l’ex commissario straordinario agli allagamenti che per quattro anni si è occupato soprattutto in provincia di Venezia a dare risposte per risistemare un territorio che dal 2007 in poi (l’evento maggiore è del settembre di quell’anno) aveva mostrato gravi squilibri nell’assetto idrogeologico con tracimazioni e danni per migliaia di famiglie.           «A Mira e Dolo, ma anche a Campagna Lupia Campolongo e Camponogara, Fiesso e nel Miranese in realtà come Santa Maria di Sala e Mirano, Noale e Scorzè» spiega l’ex commissario Mariano Carraro «ho cercato di far attivare tutti i fondi a disposizione per realizzare interventi idraulici come il risezionamento di canali, la realizzazione di aree di golenaggio, l’installazione di nuove pompe idrovore, vasche di laminazione e la realizzazioni di nuove botti sifone. Come commissariato agli allagamenti abbiamo risarcito in parte i danni subiti da molte famiglie. I fondi che maggiormente sono stati utilizzati sono quelli destinati dalla Legge Speciale per Venezia, fondi finalizzati al disinquinamento della laguna. Tutto questo è in parte servito anche in questa occasione per mitigare i danni del maltempo e del nubifragio visto che senza questi interventi si sarebbero ripetuti i danni del 2007».        Carraro però lancia un monito a Comuni e Consorzi di bonifica. «Dal 2008 in poi a causa della crisi economica i lavori in programma per la sistemazione idraulica del comprensorio di Riviera e Miranese in molti casi non sono più partiti» conclude Carraro «perché risorse non ce ne erano più.        Si deve capire invece che questi lavori vanno completati altrimenti i danni che produrranno i mancati interventi saranno maggiori dei supposti risparmi».

(a.ab.)

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Il sindaco di dolo

DOLO. «Chiederemo di poter sforare il patto di stabilità per svolgere lavori per la sicurezza idraulica nelle zone più a rischio di Dolo». Maddalena Gottardo, sindaco di Dolo, vuole intervenire subito dopo gli allagamenti di mercoledì. A Dolo si sono registrati numerosi allagamenti in garage, scantinati e anche nello stadio comunale Walter Martire. Le zone più colpite sono state l’area nord in prossimità di via Saffi, Raffaello e Botticelli, e a nord–est in via San Pio X, via Leopardi e le laterali. A sud ci sono stati disagi in via Marzabotto e in via Rosselli dove i canali erano ricolmi di grandine. Due auto sono rimaste bloccate nei garage. A Sambruson la Protezione civile è intervenuta in piena notte in via Brentasecca per permettere il normale deflusso dell’acqua. A subire i danni maggiori sono stati gli spogliatoi dello stadio, finiti sott’acqua, con il materiale tecnico della società Atletica Riviera del Brenta. Anche a Fiesso si sono registrati allagamenti su strade, scantinati, garage, abitazioni con disagi per i cittadini.

(g.pir.)

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Nuova Venezia – Tempesta e grandine nel Miranese

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15

giu

2012

MIRANO – Nel Miranese si contano i danni della tempesta di pioggia e grandine che mercoledì pomeriggio ha flagellato per quasi due ore campagne e quartieri residenziali. A Mirano i disagi maggiori sono stati in centro storico e nel quartiere ovest, zona impianti sportivi. Diversi gli interventi dei vigili del fuoco per scantinati allagati e strade finite sott’acqua. Problemi alla scuola materna Collodi, che anche oggi rimarrà chiusa per infiltrazioni: la grande quantità di grandine caduta si è accumulata nelle grondaie, ostruendole, così sul tetto si è formata una chiazza d’acqua che ha iniziato a impregnare il soffitto e gocciolare all’interno. Si registrano danni per qualche centinaio di euro, grazie al personale della scuola che è riuscito ad asciugare l’acqua evitando di danneggiare anche il pavimento in legno. I 69 bambini iscritti potranno comunque rientrare solamente lunedì. Problemi simili anche all’asilo Meneghetti, che però non è stato necessario chiudere. Nel quartiere Matteotti invece protestano i residenti finiti a mollo per l’ennesima volta: «Ogni volta che piove ci troviamo in queste condizioni», afferma il portavoce di via Rosselli Mario Da Lio. «Diverse vie del quartiere sono state invase dall’acqua allagando garage, scantinati e pure l’edicola di via Matteotti, con 30 centimetri d’acqua all’interno». Da Lio ha più volte segnalato al Comune il problema, sostenendo la necessità di liberare caditoie dall’erba sfalciata, che a quanto pare non viene raccolta finendo per intasare i tombini. Problemi si sono verificati anche in via Gramsci, in via Villafranca e in via Belluno, mentre i sottopassi autostradali hanno mostrato ancora una volta la loro inadeguatezza a sopportare piogge intense. Allagati quelli di Vetrego, via Taglio e quello ferroviario di Ballò, che avrà bisogno di ulteriori lavori alle pompe idrauliche lunedì e martedì prossimi, con una nuova chiusura dopo quella di due mesi fa. Si lamentano anche i residenti di via Luneo a Spinea, finiti ancora con l’acqua in casa: «È la storia di ogni temporale», protesta il portavoce del comitato Gianni Corò, «da quando hanno costruito il Passante, viviamo con continui disagi per via dell’acqua che non defluisce regolarmente, tracimando dai fossati. Siamo stanchi, da Comune e Veneto Strade arrivano solo promesse e sopralluoghi inconcludenti, vogliamo i lavori».

Filippo De Gaspari

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