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LA7 – Il parere di Salvatore Settis sulla Orte-Mestre

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11

nov

2014

 

 

 

Piano Finanziario dell’A4 senza terza corsia tra San Donà e Portogruaro fino al 2030: il sindaco di Gruaro, Giacomo Gasparotto, chiede la Convocazione della Conferenza Sindaci.

«Da notizie di stampa – scrive Gasparotto nella sua richiesta – Autovie Venete sta predisponendo il Piano Finanziario relativo al completamento della terza corsia San Donà – Villesse con investimento di circa 1,5 miliardi euro. Il piano prevede che l’opera sia realizzata tramite due stralci funzionali: un primo tratto San Donà-Portogruaro, in territorio veneziano, e un secondo tratto Portogruaro Villesse in territorio Friulano. Sembra che il Cda di Autovie Venete, controllato dalla Regione Friuli, stia privilegiando, come tratto prioritario, lo stralcio in territorio friulano. Questo comporterebbe uno slittamento dei lavori del tratto veneto al 2030 e quindi anche del nuovo casello di Bibione, penalizzando in tal modo il litorale turistico veneziano (Caorle/Bibione) con 8 milioni di presenze annuali. Sotto l’aspetto del traffico è noto a tutti che la congestione riguarda soprattutto il tratto Veneto perché, superata la biforcazione (Udine-Trieste) in località Palmanova, la situazione è senza dubbio meno problematica».

Partendo da queste considerazioni il sindaco di Gruaro chiede «che l’argomento venga inserito nel prossimo odg della Conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale, a fine di invitare il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il Vice Presidente del cda di Autovie (nominato dal Veneto), il bellunese Ivano Faoro, a farsi parte attiva nei confronti di Autovie e Regione Friuli perché venga considerato prioritario il tratto Veneto, anche promuovendo un incontro con la Governatrice Serrachiani».

Maurizio Marcon

 

Gazzettino – Pedemontana, un’accelerata ai lavori

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9

nov

2014

Respinto il ricorso degli espropriati su Vernizzi, la Spv riapre i cantieri

Era stata posta in merito alla nomina del commissario straordinario Vernizzi

SPV – La Corte Costituzionale boccia il ricorso dell’associazione Parco delle Rogge e degli espropriati.

Un’accelerata ai cantieri della Superstrada Pedemontana arriva dalla Corte Costituzionale, che con una sentenza depositata venerdì scorso ha dichiarato infondata la questione di legittimità costituzionale posta in merito alla nomina del commissario straordinario Silvano Vernizzi. La consulta era stata chiamata in causa dal Tar del Lazio, in seguito ad alcuni ricorsi presentati dall’associazione Parco Rurale delle Rogge di Bassano e da una quarantina espropriati sostenuti dal Covepa, il coordinamento dei comitati contrari al progetto infrastrutturale. Se la nomina del commissario avesse presentato vizi di legittimità, e lo stesso fosse decaduto, tutti gli atti da lui controfirmati sarebbero stati resi privi di efficacia, e i lavori avrebbero subito una nuova brusca interruzione. Invece Vernizzi è salvo, e proprio lui in questi giorni ha rilanciato con entusiasmo la prosecuzione degli interventi sul territorio, affermando come l’ultima sentenza arrivata dalla capitale abbia reso la Spv “definitivamente intoccabile”.

Non è però dello stesso avviso il Covepa.
«Aspettiamo l’esito di tre sentenze al Tar Lazio uguali alle due precedenti sul commissario dimezzato e emergenza inesistente – spiega il portavoce, Massimo Follesa – dato che appaiono gravi illegittimità e violazioni di legge sulla finanziabilità pubblica dell’opera, che non ha completato il progetto esecutivo. Sono atti del governo, del ministero Lupi, del commissario su cui chiediamo l’intervento della magistratura e del Commissario Cantone. Leggendo anche l’ultima sentenza, che per alcuni versi non è facile da interpretare, non ci sembra chiusa la partita che rinvia comunque la decisione finale al Tribunale amministrativo regionale. Esso potrà emettere le tre sentenze sospese dal luglio 2013 con l’ordinanza di rinvio».

Giovanni Guarise

 

Non sono decollati i contratti “Telepass Family” da stipulare con Cav per poter usufruire delle tariffe agevolate per i residenti dopo i forti rincari

MIRANO. Lo sconto in autostrada? Sono appena 12 i nuovi contratti Telepass Family sottoscritti da gennaio a giugno per usufruire dell’agevolazione che riguarda i residenti di Mirano, Dolo, Mira, Spinea e Pianiga. Lo rivela lo stesso ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, rispondendo a un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato 5 Stelle miranese Emanuele Cozzolino.

«L’agevolazione», spiega Lupi, «ha determinato nei primi sei mesi dodici nuovi abbonamenti Telepass Family per la tratta Padova Est-Mirano Dolo. L’adesione allo sconto rispetto al numero dei transiti totali sulla stessa tratta è stata pari all’8,53% ad aprile, all’8,27% a maggio e all’8,27% a giugno».

Sconto snobbato dunque. Era stato previsto a inizio anno, nel vortice delle polemiche per gli aumenti sulla tratta Padova-Mestre. Ma subito erano anche state trovate le alternative: uscire al casello di Spinea sul Passante, invece che da quello di Mirano Dolo sulla A57 o riversarsi sulla rete ordinaria. Cosa, quest’ultima, che i comuni hanno subito visto a occhio nudo. Il beneficio per i residenti proposto da Cav-Concessioni autostradali venete dopo gli aumenti è del 40%, ma riguarda un numero minimo di 20 transiti mensili. In pratica oggi per percorrere la tratta Mirano Dolo-Padova est e viceversa si pagano 2,80 euro. Fino all’anno scorso erano 90 cent. Risultato: anche con lo sconto è comunque più che in passato e dunque a molti conviene scegliere altre vie. Come dire: i pendolari alla fine preferiscono il risparmio reale allo sconto di Cav.

Cozzolino non usa mezzi termini: «Lupi non solo ammette le criticità, ma dichiara pure di non volerle risolvere», afferma il deputato, «conferma una realtà evidente a tutti: il progetto originario del Passante non è stato realizzato e l’arretramento della barriera di Venezia-Mestre neppure. Abbiamo contestato la mancata liberalizzazione della tratta Mestre-Mirano Dolo, con contestuale realizzazione del casello a Dolo e gli aumenti tariffari sulla Mestre-Padova: la risposta del Ministero prova a giustificarli con il tentativo di ridurli e non di eliminarli, attraverso le agevolazioni. Preoccupa che il ministro Lupi si limiti a fotografare la realtà e non dia invece alcuna risposta in merito alla domanda su cosa intenda fare per eliminare i disagi. Un silenzio eloquente che equivale a dire: non intendo fare nulla, se la risolvano i pendolari».

Filippo De Gaspari

 

MEOLO – Via del Mare: i sindaci degli undici Comuni coinvolti hanno chiesto un incontro all’assessore regionale Coppola, che ha sostituito Renato Chisso come referente alla viabilità, per discutere sul progetto di superstrada a pedaggio.

Intanto, domani sera, venerdì, alle 20,30 nella sala consiliare di Roncade, si terrà un incontro pubblico sul progetto in procinto di essere aggiudicato. Parteciperanno i parlamentari del Pd Rubinato e De Menech, il consigliere regionale Pigozzo e il segretario del Pd Stradiotto.

(e.fur.)

 

PROCESSO A VENEZIA – I periti confermano valori oltre norma

«I materiali conferiti nei cantieri della Autostrada A31 Valdastico Sud e utilizzati per la formazione del sottofondo e del rilevato nei lotti 4,5 e 6…presentano numerosi superamenti delle soglie limite stabilite, dalle norme di riferimento, per alcuni parametri di interesse».

Lo scrivono i periti del gip Andrea Odoardo Comez nelle conclusioni discusse ieri mattina in Tribunale a Venezia, in contraddittorio tra il rappresentate dell’accusa e i difensori dei 27 indagati, sotto accusa per traffico illecito di rifiuti. Il pm Rita Ugolini ipotizza che i materiali utilizzati per realizzare l’autostrada, provenienti da scarti di acciaierie, non siano stati trattati in maniera adeguata al fine di renderli non pericolosi.

L’analisi del terreno prelevato in vari punti attraverso specifiche operazioni di carotaggio ha rilevato la presenza di floruri, bario, rame, nichel, cromo totale e C.O.D. (parametro che indica la presenza di sostanze ossidabili) in quantità superiori a quanto previsto dalla legge. Tutti elementi normalmente presenti nelle scorie di acciaieria.
I periti del gip scrivono che allo stato non è possibile dare giudizi di concreta pericolosità dei veleni per l’ambiente e la salute. La non conformità dei livelli riscontrati alle norme in vigore, infatti, «non risulta di per sè indicativa di un pericolo per ambiente o per la salute», scrivono i periti. Pericolo che dipende dal “movimento” di tali veleni e dal fatto che vadano ad inquinare “bersagli” sensibili, quali falde acquifere.

La discussione dei risultati della perizia proseguirà a febbraio dopo il deposito di documentazione e osservazioni da parte della difesa.

 

CAMPOLONGO «Speculare sulle vittime degli incidenti in Romea per giustificare la nuova autostrada è una consuetudine vergognosa e non più sopportabile, specie quando a parlare sono amministratori pubblici». Questa la dura presa di Rebecca Rovoletto e Lisa Causin portavoci del Comitato Opzione Zero in merito alle dichiarazioni del Sindaco di Campolongo dopo l’ennesimo fatale schianto che ha causato la morte della piccola Lucia Tasso.

«Chi continua a spacciare la Orte-Mestre come la soluzione dei problemi di sicurezza della statale è in malafede o non sa nemmeno di cosa sta parlando – aggiunge Mattia Donadel presidente del Comitato – perché il progetto di nuova autostrada non prevede alcun intervento per la messa in sicurezza della Romea; senza contare poi che nel migliore dei casi sarebbe pronta non prima di 15 anni. Intanto continuiamo a contare le croci?»

Anche l’effetto di separazione dei flussi dovuto alla nuova autostrada, di cui parla Campalto per Opzione Zero “rimane tutto da dimostrare con tariffe che si prevedono addirittura più care di quelle del Passante, i TIR continuerebbero a percorrere gratis la “vecchia” Romea come fanno già oggi».

(a.ab.)

 

MIRANO – A Mirano asfaltano via Porara. Non tutta, a pezzi, ma è già un evento. L’annuncio scuote la città, che sulla manutenzione del tratto di strada compresa tra la rotatoria del casello di Vetrego e quella con viale Venezia aveva ingaggiato una guerra con il mondo. Nessuno pareva esserne proprietario, dunque nessuno provvedeva alla sua manutenzione. Di fatto la querelle non è ancora stata risolta, ma nel fine settimana sono comunque entrate in azione le macchine asfaltatrici. Nelle scorsi notti infatti la strada è stata asfaltata a tratti, quelli più dissestati, proprio nel tratto incriminato, cioè tra l’ingresso dell’autostrada a Vetrego e la rotatoria con la provinciale 81, viale Venezia. Per farlo è stato istituito un senso unico alternato, ma non si sono verificati disagi a causa dell’orario in cui sono stati effettuati i lavori.

A effettuare l’intervento è stata Cav-Concessioni autostradali venete, dopo le ripetute segnalazioni del Comune di Mirano relative a dissesti e avvallamenti sulla sede stradale, che in alcuni casi avevano creato vere e proprie situazioni di pericolo per la circolazione. Nei giorni e nelle settimane scorse altre strade colabrodo di Mirano erano state interessate da interventi di asfaltatura, come in via Scortegara a Zianigo, ai limiti della percorribilità e alcuni tratti di via Cavin di Sala. Fuori comune risolti alcuni problemi anche in via Desman, soprattutto tra Veternigo e Sant’Angelo di Sala e a Salzano, dove è stata finalmente risolta la vergognosa situazione di via Circonvallazione. Infine una curiosità: tra le strade asfaltate, dopo anni di denunce di incuria e presenza di buche, c’è anche il percorso che il prossimo 22 maggio sarà interessato dal passaggio del Giro d’Italia: via Desman, Noalese, via Cavin di Sala, via Vittoria, Miranese e via Roma a Spinea.

(f.d.g.)

 

Grandi opere

JESOLO – Stop all’Autostrada del Mare. Un appello al governatore Zaia perchè sia bloccata la gara per l’aggiudicazione della superstrada a pagamento “Via del Mare”. La deputata del Movimento 5 Stelle Arianna Spessotto si è mossa prima dell’imminente nomina dei componenti della commissione di gara che valuterà l’offerta in project financing di Adria Infrastrutture. Spessotto spiega che «Tutti i Comuni direttamente attraversati dalla nuova superstrada, eccetto Jesolo, hanno espresso la loro contrarietà alla realizzazione della nuova arteria a pagamento e hanno chiesto espressamente a Zaia di rivedere il progetto. Quanto emerso dalle indagini sul Mose a proposito della società Adria Infrastrutture, citata dal gip di Venezia come esempio di “sistema corruttivo diffuso e ramificato”, indagini che hanno portato all’arresto, tra gli altri, dell’amministratore della società Claudia Minutillo, dovrebbero farci riflettere sull’esigenza di procedere con una verifica immediata di legalità delle condizioni di aggiudicazione della gara. Il Ministero dell’Economia non ha ancora rilasciato il nulla osta per la verifica sugli effetti di finanza pubblica della delibera, necessaria per il controllo preventivo di legittimità della Corte dei Conti».

(g.ca.)

 

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