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Gazzettino – Breganze. Spv e cave, Epifania della Terra

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2015

Epifania della Terra tra Spv e cave

Domani a Breganze manifestazione promossa dal CoVePa con la messa di don Bizzotto

BREGANZE – (g.b.) Si terrà a Breganze in via Fratelli Laverda, domani martedì 6 gennaio alle 14.30, la celebrazione per l’Epifania della terra promossa da CoVePA, coordinamento Tutela Territorio Breganze e LABC Laboratorio Civico.

Nel 2014 la messa, presieduta da don Albino Bizzotto, si era tenuta tra le uscite di Cartigliano e Bassano nel parco regionale rurale Civiltà delle Rogge.

Il motivo che ha spinto i promotori ad organizzare l’evento a Breganze è legato alla particolare situazione in cui si trova quest’area.

«Intanto per condividere assieme alcune riflessioni sui luoghi maggiormente maltrattati della Terra Madre – spiegano – A Breganze, siamo assediati dagli eventi e pericoli incombenti. Qui a giugno sono stati tagliati i vigneti del torcolato senza rispetto per gli agricoltori, fra pochi mesi verrà aperto il primo casello della SPV, sono iniziati celermente i lavori sul resto del territorio di Breganze da poche settimane.

Poi, per non farci mancare nulla, Breganze è uno dei territori del Veneto e d’Italia col maggiore aumento di consumo di suolo degli ultimi anni, con non ultima, l’incombenza di una ampia area di nuova escavazione per i bacini di laminazione, con la duplicazione delle aree di cava esistenti di Mirabella-Sandrigo, tra le più grandi in Veneto, per questo è simbolo di tutta la terra».

 

LA DENUNCIA DELL’EURODEPUTATO PD ANDREA ZANONI

La Regione ha già anticipato tutta la spesa, i rincari saranno pagati con le tariffe dagli utenti

TREVISO – La Pedemontana costerà altri 500 milioni di euro che arriveranno dalle tasche dei cittadini. A cinque anni dall’avvio del piano per la realizzazione della superstrada che dovrebbe collegare Montecchio Maggiore a Spresiano l’eurodeputato Pd Andrea Zanoni ha svelato i segreti del contratto di project financing stipulato tra la Regione e l’Ati tra Itinere infrastrutture e Consorzio Stabile Sis, ovvero i due attori privati che hanno vinto la gara d’appalto. Da cinque anni a questa parte tutti avevano provato a scovare la convenzione. Ma a nulla erano servite interrogazioni parlamentari, richieste dei consiglieri regionali. Poi a dicembre il Co.Ve.Pa (Coordinamento Veneto Pedemontana alternativa) e Zanoni hanno notato in una delibera regionale una postilla, in cui si diceva che la convenzione e la sua modifica erano depositate presso lo studio di un notaio. Da lì è partita la caccia. In poche settimane è stato individuato il notaio Roberto Gasparotto, a cui sono stati chiesti i documenti. Dopo alcuni giorni, e un pagamento di 700 euro per gli atti notarili, la convenzione è arrivata sul tavolo di Zanoni.

A metà dicembre con una modifica alla convenzione alla base dell’accordo sono stati aggiunti al bilancio del piano (ora di 2,3 miliardi di euro) altri 441 milioni, provenienti dalle casse della Regione Veneto e dello Stato. In tutto il finanziamento pubblico all’opera sale a 1.050.000 euro.

«Un aumento di capitale per coprire nuove spese» ha spiegato Zanoni, «che viene interamente finanziato dai contribuenti».

E proprio sul fronte dell’impegno per pagare la Pedemontana, Zanoni sfodera un altro asso: i pedaggi. «Uno specchietto per le allodole la gratuità della strada fin qui sbandierata, la Pedemontana sarà a pagamento. Gli sconti? Del 50%, ma solo per i primi 15 anni. Esenti saranno solo gli over 65 anni e under 23». Quindi ben poche persone rispetto a quelle, residenti della zona o meno, che transiteranno per la strada. Dal 15esimo anno ilo sconto si abbasserà al 25%, e dal ventesimo pagheranno tariffa piena tutti.

Zanoni svela quelli che sono gli accordi in caso di un’improvvisa sospensione del piano.

«La Regione sarà costretta a pagare ai costruttori il 10% dei guadagni previsti nei successivi 40 anni» dice l’eurodeputato, e questo anche nel caso in cui i costruttori «avessero difficoltà» ad ottenere i finanziamenti da parte dell’ente pubblico e decidessero quindi di recedere dall’impegno contrattuale. Si parla di circa 500 milioni di euro. A ciò si aggiunga il fatto che l’amministrazione sarebbe costretta ad un rimborso di tutte le spese: di fatto viene eliminato il rischio d’impresa, assicurando un guadagno ai privati anche nel caso l’opera venga fermata», prosegue l’eurodeputato.

Alla “Ati” la Regione verserà inoltre 436 milioni di euro a titolo di contributo per colmare eventuali ricavi inferiori rispetto alle previsioni. Dovrà versarli fin dall’entrata in esercizio anche di un solo tratto della strada. Ma i guadagni, al contrario, se li terrà il privato. Nella prima convenzione era prevista una restituzione in trent’anni della cifra, ma con la modifica si è lasciato campo libero all’azienda, “il Commissario e il Concessionario calcoleranno l’eventuale restituzione del canone”, si legge ora nella convenzione.

“Inoltre è stato stabilito”, spiega Massimo Follesa del Covepa, “che se il costo del denaro rincara, la convenzione può essere modificata con la previsione di ulteriori fondi pubblici alla Sis».

La Superstrada Pedemontana Veneta dovrebbe essere ultimata entro il 2016, queste le previsioni. Oggi il cantiere è aperto solo in provincia di Vicenza, secondo il commissario Silvano Vernizzi è stato completato circa il 10% dell’opera. In tre mesi dovrebbe essere già completato il tratto da Montecchio maggiore a Montecchio Precalcino. In aprile le ruspe intanto inizieranno a lavorare nel tratto Breganze Cassola, e entro maggio sarà completato l’acquisto di tutte le aree in cui insisterà la superstrada. A settembre invece cominceranno i lavori nel trevigiano.

Federico Cipolla

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IL COMMISSARIO VERNIZZI RESPINGE LE CRITICHE

«Spese lievitate per soddisfare i Comuni»

VENEZIA «Per rispondere alle richieste dei Comuni abbiamo dovuto cambiare i piani sul pedaggio». Silvano Vernizzi, commissario della Pedemontana Veneta, spiega così le modifiche apportate alla convenzione a metà dicembre. Fino a quel momento la gratuità era garantita a tutti i residenti. «Ma le richieste di modifica al progetto da parte dei comuni sono state molte. Trincee, gallerie e altri interventi hanno fatto aumentare i costi, e abbiamo dovuto riparare attraverso i pedaggi», spiega Vernizzi. Comitati e Zanoni sostengono però che non si tratta di maggiori richieste dei sindaci, quanto di una valutazione d’impatto ambientale non scrupolosa: «Si sono accorti solo ora che alcuni pozzi idropotabili andavano protetti. Molti di quei contributi serviranno a pagare interventi ambientali trascurati in precedenza», afferma Massimo Follesa di Covepa. Vernizzi poi rispedisce al mittente le accuse di un’eccessiva tutela dell’investimento privato, «Dare il 10% dei guadagni stimati, in caso l’amministrazione receda dal contratto, è una norma del codice degli appalti, introdotta da Di Pietro quand’era ministro. Zanoni lo dovrebbe sapere. Non dipende da noi, è identica per ogni concessione e ogni project financing». Vernizzi invece conferma che degli utili le casse pubbliche non ne vedranno nemmeno l’ombra: «Sono del concessionario, è normale. Salvo il caso in cui al decimo di gestione abbia ottenuto un incasso superiore a quello previsto dal piano economico. Se così fosse il surplus sarebbe diviso al 50% tra Regione e privati». Infine i nuovi 370 milioni arrivati da Roma: «Si sapeva che sarebbero arrivati. Rientrano nel Decreto del fare, abbiamo approvato i progetti esecutivi entro fine anno in tempo per riceverli».

( f.c.)

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GRANDI INFRASTRUTTURE. Breganze-Marostica e casello Riese

E la legge sul femminicidio spiana la strada agli atti di Vernizzi: non più controlli della Corte dei Conti 25/10/2013

VENEZIA – Cosa c’entra la Pedemontana con il femminicidio? C’entra perché degli 11 articoli diventati legge nei giorni scorsi solo 5 come noto si riferiscono alla violenza sulle donne, i rimanenti 6 toccano altri temi. Tra cui l’aggiunta di nuove norme riguardanti la sfera di protezione civile, i cui interventi potranno essere più immediati. Per esempio gli atti dell’ingegner Silvano Vernizzi, super dirigente della Regione Veneto, che nel 2009 fu nominato dall’allora premier Silvio Berlusconi commissario delegato per l’emergenza nell’area interessata dalla realizzazione della Pedemontana Veneta a fronte di «disposizioni urgenti di protezione civile per fronteggiare l’emergenza determinatasi nel settore del traffico e della mobilità nel territorio delle province di Treviso e Vicenza». Gli atti del commissario, in base alla nuova legge, non saranno più soggetti al controllo della Corte dei Conti. Tra di essi i progetti esecutivi del tracciato: per chiuderli la Regione sta facendo una corsa contro il tempo e la nuova norma arriva a spianare la strada. E non è l’unica novità che riguarda la Pedemontana: è di ieri il parere positivo della Conferenza dei servizi sulla variante alla tratta Breganze-Marostica con il nuovo svincolo e del casello di Riese Pio X, entrambi nei giorni scorsi avevano avuto il via libera dalla commissione nazionale Valutazione d’impatto ambientale.

STRADA SPIANATA. La norma contenuta nella legge sul femminicidio spiana quindi il cammino della superstrada di 94 km da Montecchio Maggiore a Spresiano che sta vivendo dal punto di vista delle “carte” passaggi cruciali per vedersi assicurata l’erogazione dei fondi pubblici.

CORSA CONTRO IL TEMPO. Il decreto sblocca-cantieri di fine agosto aveva assegnato 370 milioni alla Pedemontana da erogare in tre tranche, necessari a colmare la differenza tra i costi del progetto preliminare pari a 1,8 miliardi e quelli del progetto definitivo lievitati a 2,130 e imputati secondo la Regione alle richieste arrivate dai sindaci per alleviare l’impatto dell’arteria sul territorio. Un extra-costo di 330 milioni sul quale il Governo era corso in aiuto, aggiungendo in più la somma di 40 milioni, necessari per equilibrare le condizioni finanziarie dell’opera che nel tempo sono cambiate. L’erogazione però avverrà ad una condizione: l’approvazione dei progetti esecutivi entro la fine del 2013, pena la perdita dei 370 milioni. Le tratte finora approvate sono due: la Villaverla-Breganze di 5,7 km e la Marostica-Rosa di 8,5 km, entrambe appartenenti al secondo lotto (i lotti sono tre). Mancano da approvare 12 tratte. Ieri l’ing. Vernizzi ha assicurato che i progetti esecutivi «saranno ultimati entro la fine di novembre».

PEF IN DIRITTURA. Anche il piano economico finanziario a quanto pare è in dirittura d’arrivo a metà novembre in Giunta regionale: sarà variato il contratto principale con il concessionario, con l’atto aggiuntivo dei 370 milioni in arrivo dallo Stato. In buona sostanza la nuova norma che ritiene gli atti del commissario non più soggetti alla Corte dei Conti permette nel caso dei progetti esecutivi di non dover ricorrere all’approvazione in Giunta per la loro sostenibilità economica per poi indirizzarli alla magistratura contabile, ma di avere una certa sicurezza di chiudere la partita senza particolari affanni.

ULTIMI VIA. Ieri infine è arrivato il parere della Conferenza dei servizi su due nodi mancanti: il casello di Riese e la variante del tratto Breganze-Marostica con il nuovo casello di Villaraspa di Mason. Nel progetto definitivo del 2010 erano previsti i due caselli di Breganze est e Marostica-Pianezze sui quali però non c’era l’intesa dei sindaci dell’area. Insieme alla Provincia avevano firmato un protocollo e con la Regione avevano trovato la soluzione di un nuovo casello: al Ministero – era l’8 agosto 2012 – era stata presentata la variante e riaperto l’iter di Via. Ieri, dopo 14 mesi, si è chiuso.

Roberta Bassan

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