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DOLO – Impegno comune

DOLO – Anche i candidati a sindaco di Dolo, com’era successo una settimana prima per i candidati rivieraschi in Regione, si sono schierati compatti per il salvataggio dell’ospedale. All’incontro pubblico, promosso dal Comitato Bruno Marcato, hanno assistito anche i sindaci Gianpietro Menin di Camponogara e Alessandro Campalto di Campolongo Maggiore e molti candidati consiglieri. Sono intervenuti tutti ad eccezione di Elisabetta Ballin che presentava la sua lista ad Arino. Valentina Peruzzo del M5S ha letto una lettera d’impegno ed ha chiesto a tutti i candidati di sottoscriverla.

L’impegno comune è quello di battersi per bloccare e rivedere le schede ospedaliere, anche se nel frattempo l’atto aziendale sta depotenziando i reparti, rivedere il Piano regolatore che nel 2010 consentiva di vendere la parte vecchia dell’ospedale per costruirvi un parcheggio ed un albergo, evidenziare la centralità territoriale e la rilevanza del bacino servito dal nosocomio.

Un bacino, come ha sottolineato Giorgio Gei, “penalizzato da scelte politiche regionali che non hanno fondamento né tecnico, né economico».

Il sindaco Maddalena Gottardo ha rilanciato l’idea di un ospedale unico e ha ricordato che la scelta del Distretto nei locali dell’ex tribunale è strategica. «Perché gli spazi esistenti sono conformi alle esigenze – ha analizzato – e darebbero impulso economico alla zona mentre per Villa Massari il mio sogno è quello di spostare la Casa di riposo».

Marco Cagnin ha aggiunto: «Non capisco perché sono stati stanziati 22 milioni di euro per l’ospedale e non sono mai iniziati i lavori».

Antonio Di Luzio sullo spostamento a Noale dei servizi amministrativi: «È una decisione che non si spiega né dal punto di vista logico, né funzionale».

E Alberto Polo ha aggiunto: «C’è bisogno dell’impegno di tutti nella Conferenza dei sindaci perchè l’ospedale è un bene non solo dolese, ma di un territorio che comprende 10 Comuni e 140.000 abitanti».

(L.Per)

 

Gazzettino – “Romea, situazione insostenibile”

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23

mag

2015

IL CASO – Ancora un incidente, i sindaci di Campagna Lupia e Camponogara insorgono

«Non serve una nuova autostrada, bensì la messa in sicurezza di corsie e svincoli»

«Il caos viabilità sulla ’Romea’ è una routine quotidiana. La strada è inadeguata rispetto al flusso di veicoli. Ritengo prioritario l’obiettivo di trovare urgenti soluzioni per la sua riqualificazione».

A riaffermare ancora una volta il concetto è il sindaco di Campagna Lupia, Fabio Livieri, all’indomani dell’ennesima chiusura forzata al traffico della strada per due incidenti stradali verificatisi in contemporanea, giovedì pomeriggio, a Malcontenta e a Campagna Lupia. Come sempre succede in questi casi, il traffico è stato deviato sui percorsi comunali di Camponogara, Campagna Lupia e Campolongo Maggiore, con il conseguente intasamento di tutte le strade della fascia a sud della Riviera del Brenta. Proprio nei giorni scorsi i comuni di Campagna Lupia, Camponogara e Codevigo (Pd) avevano sottoscritto un protocollo d’intesa per la realizzazione di interventi di messa in sicurezza della strada “Romea”. Su tale questione c’era stato un incontro con la Regione del Veneto e Anas, in attesa di portare l’istanza anche al Ministero dei Trasporti.

«La ’Romea’ è uno dei principali assi di attraversamento stradale nord-sud del territorio veneziano – ha annotato ancora Livieri – L’arteria evidenzia criticità più volte manifestate alle autorità competenti. Esistono dieci svincoli in 30 chilometri e una geometria spesso inadeguata. Non ci sono inoltre corsie di emergenza o piazzole di sosta e i livelli di incidentalità risultano essere assai superiori alla media regionale».

Sulle stesse note anche il sindaco di Camponogara, Giampietro Menin. «La situazione sta peggiorando di giorno in giorno e non è più sostenibile. La nascente Città metropolitana e la Regione Veneto devono provvedere subito. Gli sbocchi in ’Romea’ di Lugo, Lughetto e Rosara creano continui pericoli per tutti i cittadini dei centri abitati che ne usufruiscono. Non serve una nuova autostrada, bensì la messa in sicurezza di quella esistente, da Venezia a Codevigo».

Vittorino Compagno

 

CAMPOLONGO MAGGIORE – Grazie ai minori costi che derivano dall’aumento della raccolta differenziata

CAMPOLONGO – Non accadeva da 10 anni che il costo di un servizio pubblico venisse ridotto. La nuova modalità di raccolta differenziata premia anche il Comune di Campolongo, che con voto unanime di tutti i consiglieri comunali ha decretato la riduzione della bolletta sui rifiuti.

L’aumento della differenziata e i maggiori ricavi prodotti dalla vendita del materiale riciclato hanno permesso infatti l’abbattimento della tariffa. L’approvazione delle nuove tariffe al ribasso è stato votata mercoledì sera in Consiglio, durante la discussione del piano finanziario per l’anno 2015. La riorganizzazione complessiva del servizio è iniziata a luglio del 2014. Ora stanno arrivando i primi risultati positivi.

Soddisfatto il sindaco Alessandro Campalto: «L’incremento della raccolta differenziata è passata dal 67% al 78% in soli sei mesi. Meno rifiuti secchi conferiti in discarica, maggiore valorizzazione dei materiali riciclabili. Il calo medio in bolletta sarà di circa il 6%».

«Inoltre il passaggio alla nuova tariffa permetterà alle utenze non domestiche la detrazione dell’IVA, che fino allo scorso anno era un costo aggiuntivo – ha dichiarato l’assessore all’Ambiente Giancarlo Fanton. La raccolta del secco a domicilio è passata da 26 asporti annuali standard a 10 svuotamenti per nuclei familiari fino a due componenti, a 14 per nuclei con tre e quattro componenti, a 16 per cinque componenti e a 18 per sei o più componenti. Il merito di questo risultato è soprattutto dei cittadini. Grazie al loro impegno si può ancora migliorare il servizio e ridurre maggiormente i costi».

(v.com.)

 

Gazzettino – Campolongo, serata di musica e legalita’

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

17

apr

2015

L’INIZIATIVA – Domenica il concerto di Marco Ligabue “contro tutte le mafie”

CAMPOLONGO MAGGIORE – «Il silenzio è dolo». Marco Ligabue domenica 19, alle 18, sarà in concerto al teatro del centro civico di Bojon. Con la Nazionale Italiana Cantanti il cantautore presenta il suo nuovo singolo nato con la collaborazione straordinaria del cantautore agrigentino Lello Amalfino dei Tinturia e del rapper palermitano Othelloman.

Si tratta di un progetto, e non solo di un brano musicale, che vuole sostanziarsi in una campagna contro tutte le mafie. Marco Ligabue ha scritto il brano quando ha scoperto la storia del contestato sorteggio con cui sono stati “selezionati” gli scrutatori per le ultime elezioni europee nei seggi di Villabate, in Sicilia.

Partecipare all’evento sarà un’occasione unica non solo per ascoltare buona musica, ma anche per parlare di legalità. La serata sarà impreziosita anche dalle testimonianze di Francesco Saverio Pavone, magistrato, e Maurizio Dianese, giornalista de “Il Gazzettino”.

(e.com.)

 

Duro attacco del comitato Opzione Zero a Pd, Ncd e Fi e alla Lega di Zaia

«Sulle grandi opere sono sempre d’accordo». Ma resta il “no” di sei Comuni

DOLO «La Romea Commerciale esce dalla porta, rientra dalla finestra e per il momento si posiziona nel sottoscala, in attesa di poter rispuntar fuori in tempi migliori».

A dirlo è il comitato Opzione Zero che denuncia i deputati locali del Pd ed esponenti di Legambiente di aver salvato dal suo affossamento definitivo la Mestre-Orte.

«Il governo», spiega per il comitato Mattia Donadel, «toglie dal Def la Orte-Mestre, ma i partiti di maggioranza mantengono in pista la nuova autostrada. Alla Camera erano infatti in votazione le mozioni parlamentari del Movimento 5 Stelle e di Sel che chiedevano il ritiro definitivo del progetto e che se fossero state approvate avrebbero scritto la parola “fine” sulla Orte-Mestre. Peccato che Pd, Ncd e Fi, sempre uniti quando si tratta di grandi opere, abbiano votato contro respingendo i due documenti; a dar loro manforte anche la Lega Nord che in Veneto continua a sponsorizzare la Romea Commerciale».

I comitati sono durissimi: «Nel testo approvato», spiegano per Opzione Zero Rebecca Ruvoletto e Lisa Causin, «oltre a difendere il “project financing”, si chiede al governo di trasformare la Romea in una non meglio precisata “arteria veloce a basso impatto ambientale” che con ogni probabilità sarà a pagamento. Su questa posizione hanno votato: il segretario del Pd regionale Roger De Menech, Andrea Martella, Michele Mognato e l’ex presidente della Provincia di Venezia Davide Zoggia. Il segnale politico che esprime questo voto per Opzione zero è fin troppo chiaro».

«Con questa operazione di fatto», spiega Donadel in vena di allegorie, «si dice di fatto mettiamo in congelatore la Orte-Mestre fino a quando si saranno calmate le acque agitate delle varie inchieste in corso, poi al momento opportuno la scongeliamo con il microonde».

Il progetto della Romea Commerciale è stato osteggiato dal territorio della Riviera del Brenta in questi anni in tutti i modi. Contro l’opera si erano espressi con mozioni in consiglio comunale i Comuni di Mira, Dolo, Campagna Lupia, Camponogara, Pianiga e Mirano che insieme ai comitati hanno ribadito in più di una occasione l’inutilità dell’ennesima grande opera e la necessità di mettere in sicurezza la Romea attuale.

Il Comune di Chioggia, dopo la notizia dell’esclusione della Romea Commerciale dal Def, è andato su tutte le furie denunciando che la mancata realizzazione dell’opera porterà all’isolamento la città e il suo porto. A favore della Commerciale il sindaco di Campolongo, Alessandro Campalto, per il quale l’opera contribuirà“a diminuire gli incidenti mortali”.

Alessandro Abbadir

CAMPOLONGO – Quattro serate ad hoc per far andare avanti con forza il progetto dell’idrovia Padova-Venezia. Questa l’iniziativa del comitato “Brenta Sicuro” che in questi giorni ha raggiunto i 25 incontri con gli amministratori del territorio.

«Un enorme grazie a loro», spiega per il comitato Marino Zamboni, «alla loro disponibilità e ferma determinazione. 25 è anche un numero simbolico: sono le amministrazioni, del Padovano e del Veneziano, che nel 2014 hanno chiesto alla Regione il completamento dell’idrovia Padova-mare. Negli anni precedenti altri cinque erano stati i Comuni che avevano chiesto il completamento. Ora aspettiamo la conferenza servizi che la Regione con l’assessore Maurizio Conte ha promesso di indire prima delle elezioni».

Intanto il comitato insieme ad altre associazioni e a Legambiente organizza quattro incontri sempre alle 2: il 10 aprile a Caselle di Selvazzano Dentro, al centro civico di Caselle in piazza Carlo Leoni 11. Il 17 aprile a Stra alla biblioteca di via Fossolovara 1. Parteciperà il professor Luigi D’Alpaos. Il 7 a Piove di Sacco, all’auditorium Papa Giovanni Paolo II, in via Ortazzi 9; infine il 15 maggio a Ponte San Nicolò, al centro civico Rigoni Stern.

(a.ab.)

 

«Decisione presa sopra le nostre teste chiediamo il ripristino delle corse tagliate»

CAMPAGNA LUPIA – Lettera-appello ai candidati alla Regione: «Noi lavoriamo anche nei giorni festivi»

Soppressi tre autobus, la rivolta dei pendolari

«Alla domenica siamo appiedati». Un folto gruppo di cittadini capitanati da Marilena Salso e domiciliati nei comuni di Campagna Lupia, Campolongo Maggiore e Camponogara, hanno scritto una accorata lettera ai futuri candidati alla presidenza della Regione del Veneto per evidenziare il problema del trasporto pubblico che li affligge durante i fine settimana.

«Caro Luca Zaia, cara Alessandra Moretti, caro Flavio Tosi, caro Enrico Berti, caro Alessio Morosin e cari tutti gli altri che decideranno di candidarsi alla guida della Regione, noi la domenica siamo a piedi – spiegano i pendolari – Siamo un gruppo di lavoratori ed imprenditori che si muovono da Campagna Lupia, Campolongo Maggiore e Camponogara e che devono andare e tornare da Venezia. Lavoriamo non solo nei giorni feriali, ma anche in quelli festivi. Tra noi ci sono persone che operano all’interno degli ospedali, nei supermercati, negli alberghi. Mentre nei giorni feriali i trasporti pubblici funzionano, in quelli festivi ci troviamo bloccati perché le aziende hanno soppresso ben tre corse. Una decisione presa senza pensare che molti pendolari si recano regolarmente a Venezia anche al sabato e alla domenica. Tra l’altro, i turisti che trovano posto nelle strutture ricettive di quest’area della Riviera del Brenta non riescono a capire perché la domenica non ci siano mezzi pubblici per andare o tornare da Venezia».

«Cari candidati – proseguono i cittadini – ci è stato spiegato che il servizio extraurbano relativo alla provincia di Venezia è stato interessato dal 2011 da tagli nei trasferimenti di risorse di oltre 6 milioni di euro e che si prospetta un ulteriore taglio. Capiamo tutto, ma voi cercate di capire che la gente normale ha bisogno dei mezzi per andare e tornare dal lavoro. Non si possono isolare interi paesi. Non chiediamo la luna, solo il ripristino delle corse soppresse della linea Piove di Sacco – Venezia (ore 4.40) e della Venezia-Piove di Sacco (ore 14.10 e 22.15). Chiediamo inoltre la possibilità di valutare una deviazione dalla strada Romea della linea di autobus Chioggia-Venezia, in maniera tale che le corse possano transitare all’interno dei centri abitati della bassa Riviera del Brenta nei giorni festivi. Vi auguriamo una buona campagna elettorale, ma pensate anche al bene comune».

 

L’ESEMPIO DELLA RIVIERA DEL BRENTA

«Non potremmo erogare i servizi che eroghiamo se non ci fossimo messi insieme». Parola di Andrea Martellato, sindaco di Fiesso d’Artico, nel cuore della Riviera del Brenta e del distretto della scarpa. Da alcuni anni le piccole amministrazioni comunali di Fiesso, Dolo, Fossò e Campagna Lupia, che si sviluppano intorno al Naviglio del Brenta si sono messe insieme per dare vita all’Unione dei comuni della Riviera del Brenta.

«Solo così», prosegue Martellato, «riusciamo a tagliare l’erba delle aiuole, avere una polizia locale efficiente, e godere anche di alcune risorse per progetti turisti nella Riviera del Brenta. Mi trovi altri piccoli Comuni che riescono a investire in turismo: non ne troverà, noi invece ce la facciamo».

E dopo le elezioni di maggio (si voterà a Dolo) dovrebbero entrare nell’Unione dei Comuni anche Camponogara, Campolongo e Stra. Martellato, a capo di un’amministrazione di centrodestra, è anche membro della commissione Finanza locale dell’Anci Veneto.

«L’idea che ci siamo fatto, come sindaci, è che il legislatore voglia arrivare alla creazione di comuni di 35-40 mila abitanti. Così adesso le unioni, per sopravvivere, sono obbligatorie per i comuni di 3-5 mila abitanti, tra 2 o 3 anni lo saranno per i comuni intorno ai 10-15 mila abitanti, e tra 5 anni per i comuni con 20 mila residenti. È una strada segnata, anche se non facile da percorrere».

Ci sarà anche il sindaco di Fiesso d’Artico domani all’incontro dei vertici dell’Anci per preparare un documento da inviare a Roma e che segnerà una rottura con l’Anci nazionale: «Le modifiche previste a livello nazionale avvantaggiano le grandi città e penalizzano i comuni di piccole e medie dimensioni che non avranno più soldi per investire in opere pubbliche, per questo faremo sentire la nostra opposizione».

(f.fur.)

 

L’opera incompiuta

VIGONOVO – Cinque video clip dei sindaci di Vigonovo, Campolongo, Arzergrande Sant’Angelo e Piove di Sacco saranno inviati alla Regione con un appello preciso: fare presto l’idrovia Padova Venezia. A registrare i video a Vigonovo con il sindaco Damiano Zecchinato e a Campolongo con il sindaco Alessandro Campalto e nei giorni scorsi negli altri comuni sono stati i volontari di Legambiente e del comitato “Brenta sicuro”.

I comitati hanno consegnato ai sindaci il documento di aggiudicazione definitiva dell’esito di gara per l progetto preliminare dell’idrovia.

«Le consegniamo il documento che abbiamo ricevuto dalla Regione», ha scritto Marino Zamboni in una lettera inviata ai sindaci, «che ci invita a presentare osservazioni sul progetto stesso e, nel contempo, garantisce la nostra presenza per discutere sulle soluzioni. Secondo noi serve una portata di almeno 400/450 metri cubi al secondo e navigabilità di V classe. Crediamo che ci sia bisogno di una ulteriore “spinta” dei cittadini e delle amministrazioni locali affinché la politica, anche nazionale, si interessi dell’opera e del suo rapido completamento, per la salvaguardia dalle alluvioni che incombono nei nostri territori, contribuendo al cambio di “rotta” rispetto alla diffusa cementificazione e scriteriato consumo di suolo. La navigabilità commerciale (senza ferrovia o, peggio, camionabile) contribuirà a ridurre l’inquinamento ambientale ed avrà positivi risvolti su economia e occupazione».

L’Idrovia aspetta da 50 anni. Se ultimata, proteggererà una zona ad alto rischio di alluvioni, darà impulso al turismo sulle vie d’acqua e toglierà parte del traffico merci dalle strade. Mancano 13 chilometri da scavare, ma dopo 50 anni e 55 miliardi di vecchie lire spesi, il canale è incompiuto. Un flash mob pro idrovia è stato fatto dai sindacalisti della Fillea Cgil mercoledì mattina a Vigonovo.

(a.ab.)

 

CAMPOLONGO – Tiziano e Nicola Lando, padre e figlio, di Campolongo Maggiore, titolari della Ecolando Srl, con sede a Piove di Sacco, sono a processo a Padova, per un traffico illegale di rifiuti non pericolosi.

A far loro compagnia davanti al giudice monocratico Beatrice Bergamasco ci sono Maria Marchesin, legale rappresentante della Bruneco Srl di Marghera, Lorenzo Marchesin, Michele Casarin e Moreno Casarin, soci della stessa ditta, Cristiano Nordio e Francesco Marchesin, dipendenti di Bruneco.

Secondo l’accusa, rappresentata dal pm della Distrettuale Antimafia Giovanni Zorzi, le due ditte avrebbero gestito tra il 2007 e il 2009 il traffico abusivo di oltre tre milioni di chilogrammi di rifiuti, soprattutto imballaggi, in partenza dalla sede della Bruneco e diretti all’impianto di smaltimento della Ecolando, a Sant’Angelo di Piove.

La struttura deputata a trattare carta, cartone e cartoncino avrebbe in realtà accolto rifiuti di vario tipo, dai prodotti in plastica, al nylon, alla gomma, al polistirolo, al vetro, e persino al legno e all’alluminio.

Secondo quanto accertato dagli investigatori del Corpo Forestale dello Stato, nell’impianto di Sant’Angelo sarebbero arrivati addirittura rifiuti polverosi di colore scuro, con tutta probabilità resti della pulizia di pavimenti.

Sarebbe stata Bruneco Srl ad occuparsi delle formalità burocratiche, ovvero l’assegnazione del codice Cer, il Codice europeo dei rifiuti, la predisposizione dei formulari di trasporto e l’individuazione dell’impianto di destinazione.

Ecolando Srl si sarebbe limitata ad espletare l’attività di smaltimento dei rifiuti. Ieri sono sfilati in aula un investigatore della Forestale e due dipendenti delle ditte coinvolte. Si riprende il 24 aprile.

Luca Ingegneri

 

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