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CASALE SUL SILE – «Dobbiamo aspettare altri 10 anni per sapere cosa c’è sotto l’ex mega discarica in via del Carmine?». Non molla la presa il comitato sorto a Conscio di Casale in difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini. Ed è grazie alla loro pressante azione se nei prossimi giorni sono previsti i primi carotaggi del terreno dell’ex discarica.

Il terreno, di proprietà di Enrico Cerello, verrà sottoposto ad alcuni carotaggi eseguiti dalla ditta specializzata Chelab, di Resana, dopo l’accordo a cui sono giunti Comune, Provincia e lo stesso proprietario che pagherà le spese delle analisi.

Sono stati individuati i siti per i carotaggi e soltanto dopo avere in mano i risultati delle analisi il Comune potrà decidere se in quel sito è possibile realizzare un impianto a biogas.

Intanto, i residenti di via del Carmine protestano: «Vogliamo sapere se le falde fratiche sono state inquinate dalla montagna di ceneri industriali che sono accatastate nell’area da anni. Queste ceneri, nelle giornate ventose, vengono disperse nell’aria».

Sono state anche raccolte 3000 per avviare la bonifica dell’area sequestrata. La discarica era stata posta sotto sequestro nel 2002 dopo che è stata scoperta la presenza di rifiuti speciali non assimilabili al trattamento di materiali inerti. A distanza di 13 anni tutto è fermo.

(nd)

 

PREGANZIOL – Non conosce pause la battaglia dei pendolari di “Treno, fermati”. La conferma al termine dell’assemblea pubblica dell’altra sera in sala Granziol.

Irene Mori e Cristina Vianello, promotrici della raccolta di 940 firme e del sit-in della scorsa settimana in stazione, hanno confermato che proseguiranno le iniziative per ottenere le stesse fermate dei treni della stazione di Mogliano.

Richieste ribadite nella lettera che il comitato ha inviato al presidente della Regione Luca Zaia, all’assessore alla mobilità Elena Donazzan e ai consiglieri della Seconda Commissione regionale che si occupa anche di trasporti.

I pendolari ricordano che prima dell’entrata in vigore dell’orario cadenzato a Preganziol fermavano 230 treni in più nell’arco di una settimana.

«Le stazioni di Preganziol e San Trovaso -sostengono i pendolari- servono un bacino d’utenza molto ampio che va dalla zona di Treviso sud fino a Casier, Casale, Quinto e Zero Branco».

Chiedono perciò il ripristino del treno che parte da Venezia a mezzanotte, utile a chi lavora nel settore alberghiero. Attualmente l’ultimo treno da Venezia è alle 21.15.

(nd)

 

Gazzettino – L’ira dei sindaci sale sui treni

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1

nov

2014

I primi cittadini della Portogruaro-Venezia in Regione, ma l’assessore non c’è

C’erano tutti, tecnici regionali e dirigenti di Trenitalia, con i Comitati pendolari e i sindaci di tutti i Comuni interessati, per discutere i problemi dei treni dei pendolari. Mancava l’assessore regionale, Elena Donazzan. E così ai sindaci non è rimasto che protestare.

 

IL VERTICE – Fronte compatto: «I problemi dell’orario cadenzato si aggiustano solo investendo»

Treni, domande senza risposte

Sindaci e assessori della linea Portogruaro-Venezia all’incontro in Regione. Ma la Donazzan non c’è

Ormai è una corsa contro il tempo quella dei sindaci della tratta Venezia-Portogruaro per riuscire a portare a casa, prima delle prossime elezioni regionali, qualche soluzione ai problemi che affliggono i pendolari dall’entrata in vigore dell’orario cadenzato.

Quasi due ore di incontro ieri mattina a Palazzo Linetti tra i tecnici regionali della direzione Mobilità e un dirigente di Trenitalia. Comitati pendolari, sindaci e assessori ai Trasporti dei comuni coinvolti (Quarto D’Altino, Marcon, Roncade, Casale sul Sile, Meolo, San Donà di Piave, San Stino di Livenza, Portogruaro e Fossalta di Portogruaro) se ne sono usciti con i dati delle frequentazioni ferroviarie sotto il braccio scuotendo la testa: all’incontro mancava quel tanto richiesto interlocutore politico nonostante la recente assegnazione delle deleghe ai Trasporti all’assessore Elena Donazzan.

I dati resi pubblici ai primi cittadini sono quelli delle linee ferroviarie del 2013 e 2014, il rapporto della puntualità e le rilevazioni grafiche delle frequentazioni, prima e dopo le modifiche dell’orario cadenzato. «Il problema è puramente politico – spiega il sindaco di Marcon Andrea Follini – ma la politica non era presente all’incontro. I disagi annunciati dai pendolari continuano, le corse che saltano al mattino e alla sera, quelle cancellate al sabato e alla domenica mettendo in difficoltà i lavoratori pendolari del week-end».

«I dati delle frequentazioni li avevamo richiesti mesi fa – ribadisce Silvia Conte, sindaco di Quarto D’Altino – per poter fare dei confronti con quanto affermato dai pendolari. La scelta di investire oltre il fondo nazionale deve esser assunta dalla politica, come avviene in altre regioni.» Un finanziamento regionale al servizio pubblico ferroviario potrebbe presto arrivare, se inserito nel prossimo assestamento del bilancio. Al confronto ieri, c’era anche il consigliere regionale Bruno Pigozzo (Pd). «Ho intenzione di richiedere la quantificazione economica delle risorse disponibili – spiega il consigliere – così che si possa inserire nell’assestamento qualche risorsa in più, una promessa che già aveva fatto Chisso». Ad oggi però, i sindaci sono ben lontani dall’aver risposte rassicuranti ai disagi. «Nei dati mancano le frequentazioni estive del 2014, attendiamo di vedere anche quelli -. aggiunge l’assessore ai Trasporti di Portogruaro Patrizia Daneluzzo – Per quanto ci riguarda i disagi li sentiamo meno nella linea “Portogruaro-Venezia” ma sono più critici in quella “Treviso-Portogruaro”».

Nessuno cita la «carta di intenti» annunciata alcuni giorni fa dopo l’incontro tra Zaia e l’Ad di Trenitalia Vincenzo Soprano che dovrebbe «aggiustare» molte delle variazioni problematiche dell’orario cadenzato. Il pensiero dei primi cittadini di «Venezia-Portogruaro» è che gli «aggiustamenti tecnici» ventilati ieri (dalla Regione) e verificati (da Trenitalia) siano solo una toppa ad uno strappo talmente ampio che solo un cospicuo contributo può ricucire. «Se c’è l’interesse della Regione ad un investimento sul servizio – aggiunge Francesca Zotti, assessore ai Trasporti e Mobilità del Comune di San Donà – lo scopriremo tra un mese, con l’assestamento di bilancio».

 

FOLLINI (MARCON) – I disagi continuano e le corse saltano

I PENDOLARI «Alla mattina presto e di sera i problemi restano rilevanti»

Ritardi, tagli notturni, al sabato, nei giorni festivi ed estivi. Tra i disagi che i pendolari della tratta Venezia-Portogruaro continuano a segnalare, c’è il problema dei due autobus notturni che hanno sostituito i treni che partivano da Venezia alle 23.05 e 00.20. «Gli utenti continuano a segnalarci che gli autobus da Venezia a Portogruaro non sono sufficienti a contenerli tutti – racconta l’assessore ai Trasporti di Portogruaro Patrizia Daneluzzo – sarebbe quindi importante reintegrare quel servizio ferroviario». Ad una prima occhiata, ai dati delle frequentazioni delle linee ferroviarie 2013 e 2014, i Comitati di Quarto D’Altino e Veneto Orientale storcono il naso. «I dati regionali sono attendibili – spiega Nicola Nucera, incaricato del confronto tra i dati segnalati dagli utenti e quelli forniti dalla Regione – però poco conta che i treni in ritardo di oltre quindici minuti siano pochi, se poi si tratta di treni di punta che contengono centinaia di lavoratori».

I comitati hanno guardato con attenzione le linee cancellate. «Quelle estive e festive, ritenute non scolastiche – aggiungono Marco Natella e Gianni Foffano – ma non per questo il lavoro e i lavoratori si fermano!» «Un esempio – aggiunge Nucera – riportato dai dati regionali, è quello del treno 11102 che da Portogruaro arriva a Mestre alle 6.04 e trasporta, in media, 200 persone. Questo treno dopo l’entrata in vigore del cadenzato è stato soppresso da giugno a settembre, al sabato e durante tutte le festività, ma prima, tra sabato e domenica, veniva preso stabilmente da una sessantina di lavoratori. Ora come fanno?» Tra le preoccupazioni e disagi dei lavoratori pendolari ci sarebbero infatti quelle linee che da Portogruaro giungono a Venezia e Mestre prima delle 7.30 ma, dopo l’orario cadenzato, sono sparite nei fine settimana e nei giorni festivi. Tagli che hanno conseguentemente portato un sovraffollamento nelle altre corse, soprattutto nelle giornate turisticamente più appetibili in laguna.

 

QUARTO D’ALTINO – La richiesta dei sindaci della tratta Venezia-Portogruaro è stata accolta e il tavolo di confronto sull’orario cadenzato può ripartire.
Dopo la lettera inviata dai Comuni al presidente della Regione Luca Zaia, è arrivata la convocazione per il 31 ottobre. Si parlerà delle «problematiche» dell’orario cadenzato, che il 15 dicembre compie un anno e che non piace ai comitati dei pendolari. I sindaci chiederanno ancora una volta la pubblicazione dei dati sulle frequentazioni delle corse sulla tratta «prima» e «dopo» l’entrata in vigore del nuovo orario, porteranno l’elenco dei disservizi, con le cancellazioni e i ritardi, elencati puntualmente dai pendolari.
Con molta probabilità chiederanno risposte sul problema dei «buchi» in alcuni orari, che non rendono realmente cadenzato il servizio, e sui tagli delle corse nei fine settimana e nei mesi estivi. Il Comune di Quarto presenterà anche i risultati dell’indagine condotta sul proprio territorio, dalla quale risulterebbe che più della metà degli intervistati ritiene che con l’entrata in vigore dell’orario cadenzato il trasporto pubblico locale sia peggiorato. In Regione quindi, il 31 ottobre, saranno attesi i sindaci di Quarto d’Altino, Marcon, Roncade, Casale Sul Sile, Meolo, San Donà di Piave, San Stino di Livenza, Portogruaro e Fossalta di Portogruaro.

(m.fus.)

 

CASIER – Ultime formalità burocratiche prima dell’inizio dei lavori dell’attesa bretella di Dosson

Se tutto procederà per il verso giusto, entro la fine dell’anno è previsto l’inizio lavori di costruzione della bretella di collegamento tra via delle Industrie a Dosson di Casier e il grande rondò sulla provinciale Schiavonia, a poche centinaia di metri dal casello del Passante tra Preganziol e Casale sul Sile. Ad aggiudicarsi l’appalto della bretella di circa 700 metri (primo stralcio del Terraglio Est) è stata la ditta Carron per un importo di 6,1 milioni di euro. L’aggiudicazione definitiva dell’opera da parte di Veneto Strade richiederà ancora qualche giorno per verificare se ci saranno ricorsi da parte delle imprese che, pur partecipando all’appalto, sono state battute dall’offerta dell’impresa Carron che nella primavera scorsa aveva terminato di realizzare l’adeguamento della provinciale Schiavonia e la variante di Casale.
Il sentore che attorno all’atteso Terraglio est qualcosa si stesse muovendo l’avevano avuto a metà settembre gli imprenditori di via delle Industrie dopo il picchettaggio dell’area interessata dalla nuova bretella. Intanto è iniziata la procedura dell’esproprio dei terreni, che riguardano in prevalenza le aree a ridosso delle aziende produttive.
Il nuovo collegamento stradale è essenziale per l’attività delle circa 300 attività produttive di Dosson, che in questi anni hanno dovuto sopportate grossi disagi per le operazioni di carico e scarico delle merci con i mezzi pesanti costretti a transitare sulla rete viaria comunale.
Intanto il sindaco di Casier, Miriam Giuriati, pensa all’attuazione completa del Terraglio Est: «Bene il progetto molto atteso della bretella sud di via delle Industrie. La mia amministrazione è impegnata anche ad attuare la continuazione dell’opera in direzione nord perchè ritiene l’arteria essenziale per il collegamento con la futura cittadella della salute di Treviso».

Nello Duprè

 

Parte da Quarto la protesta dei primi cittadini della linea Venezia-Portogruaro

Chiedono al governatore un riscontro alle tante proposte lanciate dai comitati

QUARTO – Il tempo passa inesorabile e manca ormai sempre meno al 14 dicembre, data in cui entrerà in vigore l’orario ferroviario invernale. Per questo i sindaci dei Comuni interessati dalla tratta Venezia-Portogruaro hanno scritto al governatore Zaia, sollecitando la richiesta di un incontro per avere risposta alle tante questioni aperte riguardo all’introduzione dell’orario cadenzato. La lettera è stata sottoscritta da ben nove sindaci. Oltre a Silvia Conte di Quarto, hanno apposto la loro firma Andrea Follini (Marcon), Loretta Aliprandi (Meolo), Andrea Cereser (San Donà), Matteo Cappelletto (San Stino), Antonio Bertoncello (Portogruaro), Natale Sidran (Fossalta di Portogruaro), nonché i sindaci trevigiani di Roncade, Pieranna Zottarelli, e Casale sul Sile, Stefano Giuliato. Nella lettera i Comuni ribadiscono la richiesta di avere da Trenitalia i dati sulla frequentazione dei convogli prima e dopo l’entrata in vigore del cadenzamento. Ma, soprattutto, chiedono di avere un riscontro alla proposta di orario cadenzato trasmessa alla Regione nell’agosto dello scorso anno come base per avviare una verifica di un modello di servizio più efficiente. «A oggi l’orario cadenzato presenta diverse criticità, come segnalato in varie occasioni con i rappresentanti dei pendolari e ribadito anche dal Consiglio comunale di Quarto con un ordine del giorno approvato lo scorso 23 luglio», spiega Silvia Conte, «l’orario cadenzato, infatti, non copre in modo equo e completo né l’arco della giornata, né tutti i giorni dell’anno, né tutto il territorio regionale. Questo emerge anche da un’indagine conoscitiva condotta dal Comune di Quarto sul proprio territorio, dalla quale risulta che più della metà degli intervistati (il 53,2% per la precisione) ritiene che con l’entrata in vigore dell’orario cadenzato il trasporto pubblico locale sia peggiorato». Nella lettera i sindaci sottolineano al governatore Zaia la necessità per i Comuni e per i comitati pendolari di avere un interlocutore politico con cui rapportarsi. All’ultimo incontro, che risale allo scorso 28 luglio, Zaia non era seduto al tavolo e a rappresentare la Regione c’erano solo i tecnici. Infine, i Comuni chiedono «l’avvio di un tavolo permanente della mobilità che coinvolga le amministrazioni pubbliche e i rappresentanti dei pendolari, anche in vista della nuova gara per l’affidamento del trasporto pubblico locale per i prossimi anni». Nei giorni scorsi anche il Tavolo dei Pendolari, che riunisce i vari comitati esistenti in Veneto, ha sollecitato un incontro con Zaia.

Giovanni Monforte

 

Gazzettino – Ferrovie “Orario cadenzato, troppi disagi”

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10

ott

2014

FERROVIE – I sindaci dei Comuni interessati chiedono un incontro con Zaia

PENDOLARI – Ancora disagi con l’orario cadenzato dei treni

«A quasi un anno dall’avvio dell’orario cadenzato, i disagi sono ancora troppi. Abbiamo bisogno di un interlocutore politico». Nell’ultimo tavolo di luglio si sono presentati solo i tecnici e ora i sindaci dei comuni della tratta ferroviaria Venezia Portogruaro chiedono di nuovo un incontro al presidente della Regione, Luca Zaia.
Da tempo infatti sollecitano la pubblicazione dei dati sulle frequentazioni delle corse sulla tratta «prima» e «dopo» l’entrata in vigore del nuovo orario, avviato lo scorso 15 dicembre. I sindaci inoltre attendono un riscontro alla proposta di orario ferroviario cadenzato presentata in Regione nell’agosto del 2013. Una proposta che, a loro avviso, potrebbe rendere più efficiente il servizio.
«Ad oggi – spiega la Sindaca di Quarto d’Altino, Silvia Conte – come segnalato in diverse occasioni con i rappresentanti dei pendolari e ribadito anche dal consiglio comunale di Quarto d’Altino con un ordine del giorno, l’orario cadenzato presenta diverse criticità: non copre in modo equo e completo né l’arco della giornata, né tutti i giorni dell’anno, né tutto il territorio regionale. Questo emerge anche da un’indagine conoscitiva condotta dal Comune di Quarto sul proprio territorio, dalla quale risulta che più della metà degli intervistati ritiene che con l’entrata in vigore dell’orario cadenzato il trasporto pubblico locale sia peggiorato.» La lettera, inviata a Zaia, è stata sottoscritta dai sindaci di Quarto d’Altino, Marcon, Roncade, Casale Sul Sile, Meolo, San Donà di Piave, San Stino di Livenza, Portogruaro e Fossalta di Portogruaro. Tra le richieste, anche l’avvio di un tavolo permanente della mobilità che coinvolga le amministrazioni pubbliche e i rappresentanti dei pendolari.

 

Caos in stazione

Treno cancellato corriera in ritardo: la rabbia sul web

MONTEBELLUNA – (L.Bon) Salta il treno e la corriera è in ritardo: caos in stazione. Ennesima mattinata da incubo, ieri, per i pendolari sulla linea Calalzo Padova. Il treno delle 8.16, infatti, è stato soppresso, fra le proteste di chi doveva raggiungere le stazioni di Castelfranco e Padova. Agli utenti è stato assicurato, come spesso accade, il servizio sostitutivo, rappresentato dalla corriera. Peccato che il mezzo sia arrivato a destinazione con quasi un’ora di ritardo, quando ormai i passeggeri si erano decisi a prendere il treno successivo. E se ne è andato praticamente vuoto. Ovvia la rabbia degli utenti sul web. C’è chi evidenzia le coincidenze perse a causa del ritardo e chi invita ad essere previdenti. «Dopo aver fatto 3 anni da pendolare giornaliero Montebelluna/Padova -afferma uno degli internauti del gruppo Montebelluna city- bisogna essere fatalisti o iperprevidenti. Quando hai lezioni importanti o esami devi prendere il treno prima in modo da avere un lasco e se proprio ci sono problemi puoi anche andare a Padova in auto. Il 18 settembre avevo un esame all’Università di Padova alle 11; ho preso il treno delle 7 quando avrei potuto prendere quello delle 8 e, al limite (molto rischioso) anche quello delle 9».

 

Dopo la pausa di agosto ripartirà la battaglia dell’associazione ambientalista “Civiltà Sostenibile” presieduta da Maurizio Salami contro la grande discarica 2-B prevista in via delle Grazie a Lughignano di Casale. La prima petizione contro l’impianto di smaltimento della società Coveri era stata sottoscritta da circa 4mila cittadini. La Giunta comunale di Casale è impegnata nella battaglia a tutto campo per bloccare sul nascere il progetto della discarica da 320mila tonnellate di rifiuti di derivazione industriale. È un problema che si trascina da 14 anni ormai tra ricorsi al Tar e controricorsi al Consiglio di Stato. Nel febbraio scorso la Giunta regionale aveva negato il riconoscimento della “compatibilità ambientale” del discusso progetto. Ma la Coveri non si è data per vinta ed è tornata alla carica con un nuovo ricorso al Tar, sapendo di avere contro il comune di Casale, l’Ente Parco del Sile, il Comitato Civiltà Sostenibile e la stessa Giunta regionale. Il sindaco di Casale, Stefano Giuliato, ha in più occasioni affermato che l’amministrazione non lascerà nulla di intentato perchè possa al più preso essere scritta la parola fine all’annosa questione della discarica 2-B di Lughignano. Se ne parlerà il prossimo 22 ottobre quando il Tar dovrà pronunciarsi nel merito del ricorso presentato dalla Coveri. Maurizio Salami presidente del Comitato Civiltà Sostenibile, che conta 1000 iscritti, invita tutti a tenere la guardia alta: «La salute dei cittadini e la tutela ambientale vengono prima di ogni altra cosa». La Giunta casalese e il piccolo esercito degli ambientalisti portano avanti la battaglia unitaria contro la discarica 2-B. Non si accontentano del dispositivo previsto dalla legge finanziaria regionale, la n.11 del 2 aprile scorso, che ha stabilito la sospensione fino al 31 dicembre 2015, di ogni procedura autorizzativa di aprire nuove discariche nell’area del Parco del Sile e nei territori adiacenti.

Nello Duprè

 

 

Casale. Ieri l’udienza, la società ha rinunciato alla richiesta di sospensiva. Esultano Comune e comitato

CASALE SUL SILE – Discarica di via delle Grazie a Lughignano: ieri l’udienza al Tar sul ricorso presentato dalla società contro lo stop al progetto deciso dalla giunta regionale. Coveri ha rinunciato alla richiesta di sospensiva della delibera. L’annosa questione è dunque destinata a essere affrontata definitivamente nell’udienza fissata per dicembre, quando molto probabilmente il Tar sarà chiamato a pronunciarsi nel merito. La rinuncia alla sospensiva rappresentava un passo che appariva pressoché obbligato: la nuova Finanziaria regionale ha infatti disposto la sospensione fino al 31 dicembre 2015 di ogni procedura autorizzatoria per nuove discariche che interessano le aree all’interno del Parco del Sile e tutti i territori dei Comuni ricadenti. Soddisfazione da parte dell’amministrazione comunale per l’esito dell’udienza al Tar di ieri: con una propria memoria, il Comune aveva evidenziato l’impossibilità da parte dei giudici di autorizzare la discarica a causa proprio dell’intervento del legislatore regionale. Per il momento, insomma, Coveri dovrà rinunciare al progetto, nonostante la vicenda giudiziaria rimanga ancora aperta. «Si tratta di un’importante ulteriore tappa verso un esito della vicenda che confidiamo sarà positivo non tanto per il Comune in sé, quanto per la cittadinanza», spiegano il sindaco Stefano Giuliato e l’assessore all’Ambiente Massimo Da Ros. Il Comune, con l’avvocato Antonio Pavan, proseguirà nella linea finalizzata a evidenziare i vizi che hanno caratterizzato il procedimento di valutazione d’impatto ambientale e l’inutilità e pericolosità della discarica.

(ru.b.)

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Gazzettino – Casale. Discarica Coveri oggi al Tar.

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16

apr

2014

CASALE SUL SILE – (nd) Discarica 2-B Coeri, ancora col fiato sospeso i cittadini di Casale sulla spinosa questione del progetto della discarica per rifiuti speciali (capienza 320mila tonnellate) che la ditta Coveri intende realizzare nell’area in via delle Grazie a Lughignano. Il problema si trascina da 14 anni tra ricorsi al Tar, al Consiglio di Stato e la raccolta di migliaia di firme a sostegno delle petizioni in difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini. Stamane il progetto della discarica 2-B sarà ancora una volta all’esame del Tar. Nel febbraio scorso la Giunta regionale aveva negato il riconoscimento della “compatibilità ambientale” del discusso progetto. Ma la Coveri non si è data per vinta ed è tornata alla carica. Contro la discarica si battono la Giunta di Casale, l’Ente Parco del Sile, il Comitato di cittadini “Civiltà Sostenibile” e la stessa Giunta regionale. Oggi ci sarà battaglia al Tribunale Amministrativo Regionale tra i legali della Coveri, del Comune di Casale, del Comitato “Civiltà Sostenibile” e della stessa avvocatura regionale.

 

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