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MIRANO «Convenzione tra Cav e Anas avvolta nel mistero» e il deputato Emanuele Cozzolino (M5s) presenta un’interrogazione al Governo Renzi.

«In Italia è più facile conoscere un segreto di Stato che prendere visione di una convenzione autostradale», afferma il deputato a 5 stelle, «questa è la conclusione a cui sono arrivato dopo che da più di un mese e in via ufficiale ho chiesto di poter avere copia della convenzione autostradale tra Anas e Cav del 2010 e del relativo decreto ministeriale, senza ottenere alcun risultato».

Così giovedì Cozzolino ha presentato un’interrogazione al ministro dei Trasporti Maurizio Lupi e a quello della Funzione pubblica Marianna Madia, per chiedere se esista qualche forma di secretazione a impedire l’accesso agli atti da parte di un parlamentare della Repubblica.

Cozzolino ha da tempo puntato gli occhi sulla questione della A4 tra Venezia e Padova, in gestione a Cav, soprattutto dopo i rincari di inizio anno.

«La vicenda degli aumenti dei pedaggi e degli eventuali sconti impatta non poco sui cittadini», conclude Cozzolino, «ma ogni via ufficiale per ottenere informazioni a riguardo sembra sbarrata da un muro di gomma».

(f.d.g.)

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Nuova Venezia – Sconti al casello, ecco quanto si paga

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1

mar

2014

 

Prima settimana di agevolazioni: per i pendolari resta il rebus tra l’abbonamento nazionale e quello proposto da Cav

MIRANO – Due abbonamenti, quattro alternative. “Pezo el tacon del sbrego” è il commento più ricorrente dalle parti di Mirano, dove l’accavallarsi di agevolazioni e abbonamenti dopo il salasso storico ai caselli autostradali assume i contorni di un pasticcio in piena regola.

Cos’è successo? In pratica da martedì sono entrare in vigore le agevolazioni per i pendolari autostradali previste dall’accordo tra il Ministero dei trasporti presieduto da Maurizio Lupi e le concessionarie autostradali aderenti all’Aiscat. È prevista un’agevolazione sul pedaggio autostradale fino al 20% per i pendolari che usufruiscono del servizio Telepass per un tratto non superiore a 50 chilometri. Origine e destinazione fissa vanno dichiarate al momento della richiesta di agevolazione (come è ben spiegato su www.cavspa.it). La novità riguarda diversi tratti autostradali italiani.

Tra Mestre e Padova est, dove maggiori sono stati gli aumenti a inizio anno, l’abbonamento abbasserà la tariffa dai 2,80 euro fissati dal 1° gennaio a 2,24. Attenzione però: perché ai residenti di Mirano, Dolo, Mira, Spinea e Pianiga era già stata offerta un’agevolazione-sconto dopo gli aumenti di inizio anno. Attraverso un contratto Telepass Familiy e con almeno 20 transiti in un mese sulla tratta Padova est-Mirano Dolo, si ha diritto, infatti, alla riduzione del pedaggio pari al 40%, pagando 1,70 invece i 2,80 previsti.

Prima considerazione: conviene l’abbonamento pendolari voluto dal ministro Lupi e in vigore dal 25 febbraio o l’agevolazione per i pendolari proposta da Cav dal 1° gennaio?

Verrebbe da dire la seconda, in realtà nessuna delle due. Per un semplice motivo: al casello di Mirano-Dolo conviene pur sempre quello sul Passante di Spinea, località Crea. Che si può imboccare percorrendo una manciata di chilometri in più di viabilità provinciale, ma che offre tariffe più vantaggiose a parità di chilometri percorsi. Con lo sconto del 20% dell’accordo Ministero-Aiscat, infatti, un pendolare verrà a pagare 1,28 euro anziché l’1,60 senza agevolazione previsto per la tratta Spinea-Padova est.

In pratica l’abbonamento nazionale conviene solo imboccando l’autostrada a Spinea, quello di Cav mai.

Un pendolare miranese-tipo che effettui la tratta da casa a Padova tutti i giorni per lavoro, se entra in A57 a Mirano spende comunque almeno 1,70 euro (con sconto Cav), in A4 a Spinea non ne spenderà più di 1,60. E con sconto nazionale addirittura solo 1,28. In conclusione: nell’uno o nell’altro caso il pendolare deve sottoscrivere un contratto Telepass, poi fatti due conti, scoprirà che il casello di Spinea è più conveniente.

Terzo, tutti i pendolari abbandoneranno pian piano il tanto sbandierato abbonamento di Cav lanciato a inizio anno per smorzare le proteste contro il salasso del 2014, per il solo fatto che quello nazionale (da Spinea) dà diritto a uno sconto maggiore. In definitiva Spinea resterà il casello preferito dai pendolari, con conseguente aumento del traffico attorno alla barriera di Crea e sulla viabilità ordinaria.

Filippo de Gaspari

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NUOVO VIDEO FIRMATO DOLIWOOD

DOLO – «Semo in ritardo per andare a lavoro, speremo de non catare traffico al caseo de Vetrego». «Seto quanto che costa l’autostrada? 2.80 euro. Ma te par possibie? Te fasso veder mi come che se va a Padova senza pagare. Passo per Scaltenigo e taglio per Fiesso». Il filmato è stato lanciato da alcuni giorni e su Facebook spopola già.

Dopo il successo di “Un casello di ordinaria follia”, i celebri doppiatori di “Doliwood” hanno proposto in collaborazione con il comitato Opzione Zero una nuova parodia per protestare contro il rincaro dei pedaggi autostradali.

Questa volta il film è “Die Hard”, che diventa “Pay Hard”, duri a pagare. Con un esilarante doppiaggio Bruce Willis e Samuel Jackson sono protagonisti di una corsa forsennata per raggiungere Padova senza percorrere l’A4. Per poi arrivare alle porte della città e trovarsi imbottigliati nel traffico. Lo slogan che chiude il filmato è sempre lo stesso: «Mestre-Padova, un euro può bastare».

(g.pip.)

 

RAI TGR – Pedaggi scontati, poche le tratte utili

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27

feb

2014

Trieste-Udine, da casello a casello, sono 44 chilometri ma zero riduzioni

VENETO – Venezia-Portogruaro nessun ribasso tariffario

Sconti “beffa” anche in Veneto. Resta fuori dalla riduzione del 20 per cento la trafficata tratta Venezia Est-Portogruaro: nel calcolo chilometrico rientra infatti anche il cosiddetto «pedaggio virtuale» che porta la distanza a 70 chilometri con un prezzo del biglietto di 6,30 euro. La distanza effettiva tra casello e casello è di circa 44 chilometri. Va meglio per gli altri. I pendolari la tratta Mestre-Padova Est potrà dunque arrivare a costare 2.24 e non più 2.80 euro. Sulla Venezia-Trieste gestita da Autovie Venete, invece, le buone notizie sono per i pendolari della Venezia Est-San Donà (2.80 euro anziché 3.50) e della Venezia Est-San Stino (3.68 euro anziché 4.60).

 

INFRASTRUTTURE – Iscrizioni aperte. Ecco i percorsi penalizzati a Nordest. Oggi la firma dell’intesa tra concessionarie e governo

Autostrade, la beffa degli sconti

Sono conteggiati i chilometri sottoposti a pedaggio, non quelli effettuati. E su alcune tratte “saltano” le detrazioni

TRIESTE – Non contano i chilometri fra due caselli ma quelli effettivamente sottoposti a pedaggio, anche virtuale. Fra queste parole di “colore oscuro” si nasconde una cocente beffa per molti dei pendolari autostradali convinti di poter fruire degli sconti annunciati dal Governo, che proprio oggi a Roma firmerà al Ministero delle Infrastrutture la convenzione con le concessionarie autostradali per praticare, via telepass, riduzioni dal 10 al 20% con vigenza retroattiva al primo febbraio. Da ieri, intanto, le iscrizioni alle agevolazioni sono aperte: basta accedere al sito www.telepass.it nell’area «Telepass Club», selezionare il proprio contratto e individuare i due caselli di riferimento della propria tratta. Lo stesso si può fare rivolgendosi agli sportelli delle concessionarie autostradali.

Ma ecco la beffa: le prescrizioni governative parlano di tratti con lunghezza massima di 50 chilometri. Prendiamo le decine di migliaia di pendolari che ogni giorno vanno da Trieste a Udine e viceversa: la distanza fra un casello è l’altro è di 44 chilometri. Bene – direte voi – si ha diritto allo sconto. Invece no: niente riduzione. Perché si contabilizzano anche i 7 chilometri sottoposti a pedaggio virtuale (pagato da chi entra o esce alla barriera del Lisert) fino a Sistiana, dove finisce la competenza gestionale di Autovie venete e comincia quella dell’Anas, che va a finire al confine sloveno in raccordo con l’inizio della Sesana-Lubiana gestita da Dars. Siccome 44 più 7 fa 51, per un solo chilometro non si avrà diritto ad alcuna riduzione.

Lo stesso discorso vale per chi esca o entri al casello di Villesse: si considera anche la distanza da Villesse a Gorizia (17 chilometri) e pertanto chi debba percorrere una tratta autostradale superiore ai 33 chilometri sarà escluso dai benefici tariffari. Come conferma la concessionaria Autovie, analoghe situazioni si riscontrano, nel solo Friuli Venezia Giulia, anche sulla A28 per chi entri o esca a Godega Sant’Urbano o a Portogruaro). Così anche alla barriera di Ugovizza sulla A23 Palmanova-Tarvisio, poiché in direzione Nord la gestione di Autostrade per l’Italia prosegue in realtà fino al confine austriaco, dove comincia la rete autostradale gestita dalla concessionaria transalpina Asfinas.

Autovie venete conferma, precisando che non si tratta di una volontà societaria o della Regione (l’azionista di controllo), ma piuttosto di una prescrizione ministeriale. A sollevare il caso è stato ieri pomeriggio il Gruppo regionale del Movimento 5 Stelle, che con la portavoce Elena Bianchi annuncia un’interrogazione alla presidente Debora Serracchiani (per inciso responsabile nazionale del Pd per le infrastrutture di trasporto), per chiederle un intervento urgente sul Governo che cancelli la beffa.

«Abbiamo ricevuto conferma che stanno fioccando i reclami da parte di cittadini arrabbiati. E non poteva essere diversamente – spiega Bianchi – visto che gli euro “risparmiati” da Autovie venete non sono pochi». Del resto i numeri sono numeri: «Il tratto Udine Sud – Trieste Lisert costa 3,90 euro. Se un pendolare fa questo tratto due volte al giorno per cinque giorni alla settimana, si arriva a 156 euro al mese», calcola la grillina. Lo sconto massimo possibile del 20% sarebbe quindi di 31,2 euro al mese e su base annua (11 mesi effettivamente lavorati) si potrebbe così arrivare a 343,2 euro», che invece «resteranno ad Autovie venete per ogni singolo automobilista».

Maurizio Bait

 

SCATTATE LE RIDUZIONI

Pendolari dell’autostrada: ecco come ottenere gli sconti

I pendolari autostradali possono finalmente sottoscrivere l’abbonamento per godere degli sconti sui pedaggi. Da ieri e fino a venerdì gli utenti potranno compilare i moduli richiesti per ottenere

SUPERA I 50 KM – Mestre-Portogruaro, niente riduzioni

Resta fuori dagli sconti, previsti per tratte di 50 km, la tratta Venezia Est-Portogruaro: nel calcolo chilometrico rientra infatti anche il cosiddetto «pedaggio virtuale», così i chilometri sarebbero circa 60.

PENDOLARI – In arrivo le riduzioni per chi usa frequentemente l’autostrada per ragioni di lavoro

TRASPORTI I moduli online o agli sportelli di Cav e Autovie. Per febbraio c’è tempo sino al 28

Sconti in autostrada, ecco come si fa

Da ieri è possibile sottoscrivere l’abbonamento per ottenere la riduzione del 20% lungo l’A4

L’attesa è finita, i pendolari autostradali possono finalmente sottoscrivere l’abbonamento per godere degli sconti sui pedaggi. Da ieri e fino a venerdì gli utenti potranno compilare i moduli richiesti per ottenere le agevolazioni retroattive pure per il mese di febbraio. Sulla parte destra dell’homepage del sito www.telepass.it è ora presente una sezione che permette ad ogni utente di accedere all’area «Telepass Club», selezionare il proprio contratto e individuare i due caselli di riferimento della propria tratta: dopo aver selezionato un casello di partenza, il sistema fornisce automaticamente l’elenco dei possibili caselli di arrivo, tra quelli distanti non più di 50 chilometri. Non è necessario fornire particolari attestazioni o giustificare il motivo della propria pendolarità. Chi non ha la possibilità di sottoscrivere l’abbonamento tramite internet, potrà rivolgersi ai classici sportelli delle concessionarie autostradali: per la provincia di Venezia si tratta di Autovie Venete per la Venezia-Trieste e Cav per la Venezia-Padova. Le tariffe agevolate sono in vigore dal 1.febbraio, ciò significa che chi compilerà i moduli entro il 28 potrà ottenere gli sconti retroattivi pure per il mese che si sta chiudendo. Se un utente sottoscriverà l’abbonamento a marzo, invece, godrà degli sconti solo a partire da marzo. L’accordo firmato tra il ministro Maurizio Lupi e l’associazione delle concessionarie autostradali Aiscat prevede sconti fino al 20% per i pendolari che percorrono una tratta di massimo 50 chilometri tra due caselli prefissati. Per i pendolari la tratta Mestre-Padova Est potrà dunque arrivare a costare 2.24 e non più 2.80 euro. Per molti rimarrà comunque più conveniente imboccare il Passante a Spinea: con lo sconto del 20% i pendolari pagano 1.28 euro anziché 1.60 sulla tratta che porta a Padova Est. Gli sconti matureranno gradualmente a partire dal 21. transito, fino ad un massimo di 46 viaggi (cioè 23 andate e 23 ritorni). Al 21. viaggio lo sconto su tutti i viaggi (compresi i 20 precedenti) sarà dell’1%, al 22esimo del 2%, al 23esimo del 3% e così via fino al 40esimo viaggio che garantirà una riduzione del 20 per cento.

Ma attenzione: per i residenti di Mirano, Spinea, Mira, Dolo e Pianiga resta in vigore il piano agevolato avviato il 1. gennaio: sconto del 40% sulla Mirano-Padova Est per chi fa 20 accessi, anche 10 andate e 10 ritorni. I pendolari di questi cinque Comuni continueranno dunque a pagare 1.70 anziché 2.80 euro. Sulla Venezia-Trieste gestita da Autovie Venete, invece, le buone notizie sono per i pendolari della Venezia Est-San Donà (2.80 euro anziché 3.50) e della Venezia Est-San Stino (3.68 euro anziché 4.60). Resta fuori la tratta Venezia Est-Portogruaro, il nodo è stato sciolto nei giorni scorsi dai tecnici del Ministero: nel calcolo chilometrico rientra infatti anche il cosiddetto «pedaggio virtuale», un tratto di raccordo gratuito gestito sempre da Autovie. In questo caso i chilometri sarebbero circa 60, quindi troppi per godere degli sconti.

 

L’agevolazione sarà retroattiva, cioè partirà dal primo giorno del mese in cui viene fatta la registrazione.

Ad esempio: se le registrazione viene fatta entro il 28 febbraio, la riduzione verrà applicata a partire dal 1° febbraio.

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LA7 – Venezia – Padova, ma quanto costi ?!

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23

feb

2014

 

Blitz al casello, un’ora di transiti gratis

Alla barriera di Mestre comitati e centri sociali in azione contro il caro pedaggi. Disattivati i sensori di tre corsie di uscita

MESTRE – Un blitz promosso dai comitati “30 novembre” e organizzato con teutonica precisione. Dura un’ora in tutto, senza incidente alcuno, la dimostrazione che ha «liberalizzato» la Padova-Mestre nel primo giorno della mobilitazione nazionale contro le grandi opere.

Si danno appuntamento i comitati che si battono contro il passaggio delle Grandi navi a Venezia, la Superstrada Pedemontana, la Nogara Mare, la Orte Mestre: ci sono Beppe Caccia, consigliere comunale a Venezia, Tommaso Cacciari, Mattia Donadel di Opzione Zero e Francesco Pavin del No Dal Molin. Ed altri centocinquanta giovani armati di slogan: «Paga Galan, paga Galan» e striscioni a tema: «Dal Veneto alla Val di Susa, no grandi opere no Tav». Il luogo è la barriera di Villabona, giusto sotto le finestre della sede direzione di Cav, il concessionario pubblico (50% Regione del Veneto, 50% Anas) che ha in gestione la Mestre-Padova e travolto dalle critiche per aver aumentato del 300 per cento il pedaggio sulla tratta più trafficata del Veneto: da 80 centesimi a 2,80. Per un’ora esatta riescono a disattivare tre corsie di uscita e a far passare centinaia di autoveicoli senza il pagamento dei pedaggio.

Una «liberalizzazione» pacifica contro il caro pedaggi. Così, esattamente alle 14,20, i manifestanti hanno vestito pettorine gialle fosforescenti, varcato le barriere del casello, messo fuori uso i sensori, oscurato le telecamere. Un’azione pianificata con cura che ha colto di sorpresa i dirigenti di Cav, usciti dagli uffici armati di macchina fotografica ma impotenti di fronte alla mobilitazione improvvisa messa in campo dai comitati. Con del nastro adesivo i giovani hanno bloccato le barre di tre corsie e sostituito la segnaletica con degli striscioni verdi dalla scritta «gratis» per indurre i veicoli ad adoperarli. Poi si sono disposti a raggio lungo la carreggiata e, distribuendo volantini, hanno indicato agli automobilisti di imboccare le uscite gratuite. Un blitz in piena regola che ha consentito a un centinaio di automobilisti di uscire dalle corsie gratis dell’autostrada, non pagando il pedaggio. I più contenti erano i camionisti, magari con alle spalle alcune centinaia di chilometri, che hanno approfittato della situazione.

«Siamo alla resa dei conti – ammette Beppe Caccia – di questi grandi progetti inutili e costosi. Opere fatte pagare ai cittadini. Se le inchieste andranno avanti sapremo che cosa abbiamo finanziato negli ultimi quindici anni, oltre alle strade».

I comitati hanno criticato duramente l’aumento esponenziale dei pedaggi della Cav scattati dal primo gennaio (ma negli ultimi due anni gli aumenti sono stati del 20%).

«La convenzione tra Cav e Anas prevede che Cav restituisca ad Anas circa un miliardo in 23 anni attraverso il gettito dei pedaggi – spiega una nota dei comitati –: si tratta della somma anticipata dalla stessa Anas per la costruzione dell’opera.

Ma i furbetti si dimenticano di dire che Anas è totalmente pubblica, e quindi i soldi che hanno usato per fare il passante sono stati prelevati dalle nostre tasche.

Ma poiché il traffico è in forte calo allora si aumentano le tariffe alle stelle».

Oggi si replica, ad Adria, a un convegno sulle infrastrutture dove era atteso anche il ministro Lupi sulla Mestre-Orte. I comitati continuano la lotta contro le grandi opere: « Pensare a un nuovo modello di sviluppo non è una bestemmia. Con questo gesto abbiamo voluto attirare l’attenzione sul tema delle autostrade e del caro pedaggio: si fanno grandi opere inutili e le si fanno pagare ai cittadini. Non può più funzionare così».

Daniele Ferrazza

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Gazzettino – Blitz dei noTav: in autostrada gratis

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22

feb

2014

MESTRE- Assalto al casello: telecamere oscurate, A4 per un’ora gratis

AUTOSTRADA Presi di mira per un’ora i tre caselli dei pendolari contro gli aumenti e le opere in project financing

A4, blitz dei no global uscite gratis a Villabona

Per poco più di un’ora i tre caselli dei pendolari, quelli più colpiti dagli aumenti dei pedaggi tra i più cari d’Europa, sono stati “liberati”. Auto e camion all’uscita dell’autostrada Padova-Venezia di Villabona sono transitati gratuitamente. Poco dopo le due del pomeriggio gli attivisti dell’Assemblea dei comitati del Veneto contro le grandi opere e per i beni comuni “30N”, indossando giubbini ad alta visibilità arancioni e gialli, sono entrati dall’accesso degli uffici della Cav, la società pubblica creata nel 2008 per la gestione del Passante, della tangenziale e, appunto, dell’autostrada. In pochi minuti hanno oscurato con sacchetti neri le telecamere dei tre caselli e bloccato le sbarre, con alte scale si sono arrampicati sulla cima dei portali srotolando tre giganteschi striscioni con la scritta “gratis” coprendo i cartelloni che indicano le uscite dedicate a carte e ViaCard; nel frattempo il resto della truppa ha occupato il piazzale spingendosi fino alla base del cavalcavia, segnalando ai veicoli le tre uscite gratuite e distribuendo volantini.

Dopo dieci minuti gli ausiliari della Cav hanno piazzato dei furgoni con i lampeggianti per avvisare gli automobilisti del possibile pericolo, dopo una ventina sono arrivate due pattuglie della Polstrada e anche gli agenti si sono limitati a controllare la viabilità; a loro si sono aggiunti un paio di carabinieri in borghese e alcuni funzionari della Digos. Al momento non si sa se ci saranno conseguenze giudiziarie per gli autori della protesta, non c’è stato nessun problema di ordine pubblico ma una perdita di incassi per la Cav, e quindi una denuncia potrebbe partire dalla società pubblica, considerando che mediamente in 12 ore al casello di Villabona passano sui 35 mila veicoli.

Gli automobilisti si sono comportati nei modi più disparati: chi ringraziava e strombazzando passava per i varchi gratuiti, chi non si fidava e tentava comunque di inserire il biglietto, chi sceglieva il Telepass o gli altri varchi operativi.

«L’autostrada l’abbiamo già pagata con le tasse» urlavano dai megafoni gli attivisti mentre il consigliere comunale di “in Comune”, Beppe Caccia spiegava che l’iniziativa rientra nelle due giornate di mobilitazione regionale (ieri e oggi) «per fermare le grandi opere inutili e devastanti e l’abbandono del trasporto pubblico, per battere il sistema politico affaristico del project financing e la logica del profitto per pochi, per una mobilità sostenibile, pubblica e di qualità».

Il leader dei no global, assieme a Tommaso Cacciari e ad altri del centro sociale Rivolta, ricordava che «Galan, Chisso e Zaia hanno scelto di devastare il territorio con strade e grandi opere in project financing: le prime in passivo per il calo del traffico, le seconde in perdita portano vantaggi solo ai privati che le hanno realizzate e le gestiscono. Ora è arrivata la resa dei conti, al momento pagano solo i pendolari ma ho la sensazione che, se le inchieste vanno avanti, forse si capirà dove sono andati a finire tutti i soldi dei pedaggi».

 

CASELLO DI MESTRE

I cartelli della protesta anti Tav allo sbocco della A4: per circa un’ora i manifestanti hanno fatto passare gratis gli automobilisti

MESTRE – Al casello di Villabona hanno forzato le sbarre facendo passare le auto per un’ora

Blitz dei noTav: in autostrada gratis

TORINO – Altro che terroristi. «I No Tav devono essere ringraziati perché hanno ridato dignità all’Italia, una dignità che nei palazzi del potere ormai è definitivamente persa». Parole che un avvocato, Cristina Patrito, pronuncia pubblicamente in tribunale a Torino nel difendere i 21 attivisti e simpatizzanti (fra cui Beppe Grillo) processati per la vicenda della baita-presidio in Valle di Susa: «Hanno restituito un ruolo alla passione civile. Negli ultimi vent’anni sono stati il più alto esempio di democrazia dal basso. E quando una maggioranza schiaccia e reprime la minoranza non è democratica, ma terroristica». Fra i presenti qualcuno applaude, altri addirittura si commuovono.

È un caso che l’arringa dell’avvocato cada alla vigilia della mobilitazione nazionale di oggi, che prevede varie iniziative in almeno 40 città, dalla Valle di Susa alla Sicilia (e anche in Francia), sugli stessi contenuti: no alla «criminalizzazione» del movimento, no all’accusa di terrorismo mossa ai quattro giovani arrestati a dicembre. Il motore della protesta sarà Torino, dove si terranno sei presidi e un corteo, ma il cuore batterà in Valle, a Chiomonte, dove i No Tav raggiungeranno le reti che circondano l’odiato cantiere del supertreno.

 

Eco-magazine.info – Blitz in A4: oggi non paghiamo!

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21

feb

2014
Blitz in A4: OGGI NON PAGHIAMO!

 

“Abbiamo già dato, oggi non paghiamo”. Questo o slogan scelto per il blitz di oggi pomeriggio alla barriera di Villabona a Mestre, organizzato da comitati e gruppi che si oppongono al salasso tariffario che la società CAV ha introdotto dal primo gennaio e riconducibile al debito generato dal Passante di Mestre.

Per un’ora e mezza 150 attivisti hanno “liberalizzato” e mantenuti aperti tre varchi, consentendo ai molti utenti in uscita dall’autostrada A4 in direzione Mestre, di uscire senza pagare il pedaggio in piena sicurezza.

Un’azione forte e significativa quella di oggi, accompagnata da un’ingente opera di volantinaggio, per spiegare i trucchi e i misfatti che ruotano attorno alla vicenda Passante e causano gli spropositati aumenti delle tariffe.

Il caro-pedaggi è l’ultimo anello della catena debitoria legata alla realizzazione e alla gestione delle grandi opere, che non solo distruggono ambiente e  territori, ma succhiano soldi dalle casse pubbliche e dalle tasche dei cittadini, regalando miliardi di euro pubblici ai colossi e alle cricche del cemento. E al contempo si tagliano servizi pubblici essenziali come sanità, trasporti e scuole.

La farsa degli sconti promessi da governo e CAV – che prima aumentano del 300% e poi “scontano” del 20% e solo a determinate condizioni –  non basteranno a fermare la protesta né ad oscurarne propagandisticamente le ragioni.

Presenti, tra gli altri il Rivolta, il No Dal Molin, No Pedemontana, Lasciateci Respirare, Morion, Opzione Zero… per denunciare i veri “furbetti” di CAV, ANAS, Giunta regionale di Zaia e Chisso che usano il “debito fantasma” del Passante per spremere cittadini e lavoratori, che già devono fare i conti con la crisi. Mestre-Padova? Un euro può bastare!

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