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«Dove finisce tutta quella terra prelevata durante i lavori per il casello del Passante tra Cappella e Martellago? Da chi è autorizzato? È solo scavo?». I componenti del comitato Cappella Vive seguono con preoccupazione i lavori che stanno interessando da inizio anno l’area a cavallo del fiume Dese. Nei giorni scorsi erano stati avanzati dubbi sulla possibilità di avere le opere di mitigazione promesse quando il progetto era stato presentato. Oggi si va oltre.

«Ci riesce difficile comprendere» si legge in una nota «che da 26 ettari manchi la terra per una duna perimetrale dell’area da boscare. Ancor più difficile è capire perché si sta facendo tale scempio. Qual è l’obiettivo? Sole se si considera che dall’area escono, anche in questo novembre, fino a settanta camion al giorno carichi di terriccio, forse si capisce che dietro a tanto scavare si potrebbe celare qualcosa. Forse un commercio di terreno di alta qualità?».

I lavori del casello, intanto, stanno proseguendo. Secondo il programma, per la fine del 2014 dovrebbero chiudersi, compresa la costruzione della tangenziale a nord e del collegamento dalla rotonda di via Boschi, entrambe a Martellago.

(a.rag.)

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SCORZE’ – CappellaVive: «Serviva per le mitigazioni ambientali»

SCORZÈ – Dove è andata a finire tutta la terra dall’escavo per il casello autostradale? Se lo chiede l’associazione CappellaVive che sottolinea come sia stato asportato terreno per circa 114mila metri cubi invece dei circa 34mila previsti nel progetto impiegando fino a 70 camion al giorno carichi di terriccio.

I 26 ettari del casello, dal costo di quasi 70 milioni, sarebbero stati ormai quasi tutti sbancati – sostiene il comitato in una nota – Dei 70 milioni di spesa, secondo CappellaVive , non rimarrebbe un soldo per le promesse mitigazioni ambientali, né la terra per le dune .

«Cittadini e amministrazione comunale – sottolinea il Comitato – avevano chiesto e concordato nel 2011 con Commissario e Cav una fascia boscata a nord del Dese che va dal Desolino Nuovo sino al Passante, e poi fino a via Ariosto a nord della Moglianese. Questa fascia dovrebbe, in caso di pericolo inondazioni, essere anche argine per una vasta area golenale. Ma pare che la duna perimetrale, vitale per tutto il paese, venga rimpiazzata come al solito solo da parole, nient’altro che parole».

Renzo Favaretto

 

 

DOLO – Proseguono le proteste dopo l’approvazione del progetto della Romea commerciale da parte del Cipe.

«O ci sarà un risveglio nelle coscienze», precisa Giorgio Gei, consigliere comunale di Dolo, «oppure il nostro territorio subirà nei prossimi dieci anni devastazioni che lo renderanno irriconoscibile. La Romea commerciale è solo uno dei tasselli del puzzle che si sta componendo dopo Passante, Veneto City e precede la Camionabile sull’Idrovia, il nuovo casello di Albarea che presto arriveranno. Si faccia fronte comune per respingerla. Se le istituzioni locali si schierano con nettezza tutto è possibile: la Val di Susa insegna».

Critico Emilio Zen, coordinatore de “Il Ponte del Dolo”, che chiede di investire sulla viabilità esistente «con attenzione al pendolarismo, alle arterie di utilizzo normale, ai percorsi per l’utenza debole. Investiamo nella ferrovia locale, sulle vie d’acqua, mettiamo in sicurezza il territorio, ripuliamo l’ambiente. Riprendiamo megafoni e bandiere e torniamo a protestare, sperando di essere affiancati, sostenuti da tutti i sindaci».

Anche Pietrangelo Pettenò critica l’opera. «Invece di pensare a mettere in sicurezza l’attuale Romea, deviando il traffico pesante sulle arterie autostradali esistenti, si è optato per una soluzione che distruggerà ettari di suolo agricolo».

Giacomo Piran

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Gazzettino – Scorze’, “Il casello ci soffoca”

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12

nov

2013

SCORZÈ – Il Comitato “Cappella Vive” torna all’attacco

«Secondo le rilevazioni Arpav abbiamo l’aria peggiore d’Europa»

Aria irrespirabile fino al centro di Cappella. Lo denuncia il Comitato CappellaVive che con grande sconforto mette a confronto le fotografie di come era l’area un anno fa e di come appare ora irrorata di calce e cemento con sullo sfondo i plinti del futuro ponte sopra il passante di sedici metri d’altezza.

All’inquinamento dovuto al traffico del Passante si aggiungerebbe anche quello della costruzione del nuovo casello e delle strade collaterali.

In un comunicato il Comitato sottolinea che, nel periodo di monitoraggio fatto dall’Arpav dell’aria di Cappella e lungo il Passante, si sarebbero rilevati dati talmente fuori controllo da considerare la qualità dell’aria di Cappella come la peggiore d’Europa.

Sconfortanti, come scrive il Comitato, anche le affermazioni dell’assessore regionale all’Ambiente che per fronteggiare i dati provenienti dall’Agenzia Europea avrebbe affermato che l’inquinamento nel triangolo Padova-Treviso-Venezia sarebbe “un inquinamento da crisi” come se ozono e benzopirene derivassero da stufe a pellet e legna.

«In Regione – dicono i portavoce del Comitato – a nessuno importa dell’inquinamento dovuto al Passante, né di Cappella in cui esiste un’agricoltura di assoluto pregio priva di opere di mitigazione ambientale. Il casello di Cappella poi, a dispetto di quelli di Spinea e Preganziol che occupano poco più di sei ettari, verrebbe costruito su più di ventisei ettari con un costo di quasi settanta milioni di euro, a dispetto del rischio idraulico dovuto alle tracimazioni del Dese».

«Su queste criticità Cav, Anas, assessore regionale all’Ambiente, dell’Agricoltura, il Consorzio, la Provincia, Arpav – si legge nel comunicato – non parlano e né rispondono. Gestisce tutto in fase esecutiva un ingegnere per la Società Passante di Mestre dimenticandosi probabilmente delle promesse opere di mitigazione».

Non ci sarebbero, secondo il Comitato, i soldi e nemmeno la terra per i 1300 metri di barriera di terreno, alta cinque metri, da rimboschire. Anche se ci si trova in presenza di montagne di escavi di terra per proteggere il futuro casello.

 

ped

 

Da Venezia a Trieste il pedaggio resta a 10,10 euro

VENEZIA – L’aumento di un punto percentuale dell’Iva, che dal primo ottobre scorso è passata dal 21 al 22 per cento, si ripercuote sulle spese e il portafoglio dei veneti. Fra gli aumenti dei prezzi in corso, che peseranno sui consumi delle famiglie per almeno un centinaio di euro all’anno, c’è anche il rialzo dei pedaggi autostradali. Dalla mezzanotte fra il 30 settembre e il primo ottobre scorso, ai caselli delle autostrade venete – gestite da cinque diversi concessionari – gli aumenti sfiorano il 7%. L’aggiornamento delle tariffe è scattato alla mezzanotte fra il trenta settembre e il primo ottobre, ed è stato calcolato in base alla norma sugli arrotondamenti varata dal Ministero dei trasporti.

La norma prevede che fino a 5 centesimi, i prezzi debbano essere arrotondati per difetto, cioè a zero. Oltre i 5 centesimi, invece, vanno arrotondati per eccesso a 10 centesimi.

Sul Passante di Mestre – gestito da Cav, Concessioni autostradali venete Spa – la tratta da Padova Est al casello di Venezia-Mestre è passata da 3,20 euro a 3,30 euro per i veicoli di classe “A”, con un aumento del 3,1 per cento rispetto alla tariffa precedente.

Ma il percorso più “salassato” è quello da Spinea a Padova Est per i veicoli di classe “B”, che se fino a settembre pagavano il pedaggio 1,50 euro, da questo mese lo pagano 1,60 per un aumento del 6,7 per cento.

Da Padova Est alla Stazione di Preganziol, la tariffa è invece passata da 3,70 a 3,80 euro per i veicoli di classe “B”: l’aumento è del 2,7 per cento.

Nei tratti autostradali gestiti da Autovie Venete, per i veicoli di classe “A”, la tariffa è rimasta invariata a 10,10 euro fra Venezia est e Trieste Lisert, così come a 2,70 euro fra Venezia est e Meolo/Roncade. Il pedaggio è stato aggiornato anche sulla tratta fra Venezia est e San Donà di Piave, passando da 3,30 a 3,40 euro; fra Venezia est e Cessalto, dove la tariffa è di 3,90 euro contro i 3,80 precedenti; e fra Venezia est e Portogruaro, passato da 5,90 euro agli attuali 6,00.

Anche Autostrada Brescia-Padova Spa rende nota la variazione tariffaria dovuta all’aumento dell’Iva dal primo ottobre. Da Padova est a Vicenza ovest, i veicoli di classe “B” pagano 2,40 euro anziché i 2,30 della tariffa precedente, mentre per i veicoli di classe “A”, il pedaggio è passato da 6,50 a 6,60 euro nella tratta da Padova est a Peschiera, e da 3,90 a 4,00 euro da Padova est a Piovene Rocchette.

Il concessionario Autostrade per l’Italia segnala infine il passaggio da 0,70 euro a 0,80 nella tratta fra Padova Sud e Terme Euganee per i veicoli di classe “B”, mentre per i veicoli di classe “A” la tariffa è rimasta invariata.

Silvia Zanardi

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SCORZÈ «Traffico ovunque». È la critica che arriva dalle opposizioni di Scorzè (Pd, Idv e lista civica Pizzolato sindaco) alla giunta, con auto e camion sia sulle strade principali che secondarie.

«Paghiamo le scelte di questi ultimi dieci anni», osserva il capogruppo del Pd Gianna Manente, «e ora le polveri sottili soffocano le scuole, le case, i negozi e gli uffici. C’era la circonvallazione sud di Scorzè, che doveva arrivare al Drizzagno, già fatta e finanziata. Poi è stata bloccata e chissà quando partirà. Si parlava di un collegamento fra l’incrocio della Crosarona fino a via Milano e pure quello è saltato. Solo queste due opere avrebbero liberato dai veicoli il centro di Scorzè. Intanto fra pochi mesi aprirà il casello del Passante».

Per il futuro, la minoranza “vede” problemi proprio per il cuore del capoluogo. «Per i mezzi in arrivo da Robegano» aggiungono «Maurizio Civiero (Pizzolato sindaco) e Gennaro Piscopo (Idv), per chi è diretto in via Treviso passerà ancora per il centro di Scorzè, dalla Castellana la circolazione sarà deviata su via Milano fino a via Volta. Ma poi, mancando della bretella con la Crosarona, via Milano ne pagherà le conseguenze. Finché ci sarà questa situazione, nessuno vorrà investire da noi con ristrutturazioni e nuovi negozi. Il centro di Scorzè è lo stesso di dieci anni fa, con fabbricati vecchi, disabitati e, in alcuni casi fatiscenti».

(a.rag.)

 

I tecnici dell’impresa che realizzerà Hill Montello hanno incontrato il sindaco

Il piano rispetta i canoni regionali, il primo stralcio sarà pronto per il 2014

MONTEBELLUNA – Sta andando avanti il progetto dell’Hill Montello, il centro commerciale previsto nel Parco delle Imprese, a ridosso del futuro casello di Montebelluna Est della Pedemontana Veneta. A realizzarlo sarà la Ca.Bi, ossia la società che vede assieme Carron e Biasuzzi. Che nulla si sia fermato come speravano invece i commercianti del centro storico, lo testimonia una recente visita che tecnici della Carron hanno fatto qualche giorno fa al sindaco Marzio Favero per discutere alcuni aspetti tecnici legati alla realizzazione del centro commerciale, come gli allacciamenti alla rete del gas e altre questioni legate alla operatività del complesso una volta costruito.

Le procedure per la realizzazione del nuovo centro commerciale non dipendono più dal comune di Montebelluna, ma dalla Regione, e a quanto pare i tecnici di Ca.Bi. al sindaco hanno detto che i loro progetti rispettano i parametri della nuova legge regionale sugli insediamenti commerciali. Quindi Hill Montello va avanti. Intanto per il primo stralcio, che comprenderà 23.240 metri quadri, e che secondo le previsioni iniziali avrebbe dovuto essere pronto per l’estate del 2014, è prevedibile qualche slittamento. Lì sono previsti 21 spazi commerciali: dal più vasto che è un ipermercato da 5mila metri quadri, a strutture più piccole come una libreria da 600 metri quadri, una parafarmacia da 250 metri quadri, negozi di abbigliamento che vanno da un massimo di 3mila metri quadri a spazi di poco più di 100 metri quadri. Sempre nel primo stralcio è previsto uno spazio per il bricolage di 5mila metri quadri. Sempre lì, nel lato lungo del nuovo centro commerciale sono previsti due ristoranti, un bar caffetteria e un bar gelateria. C’è poi il secondo stralcio, i cui tempi di realizzazione per ora non sono stati programmati. Ha una dimensione di 7760 metri quadri e occupa il lato corto della “L” (questa la forma di Hill Montello). Spazi più ridotti in questo secondo stralcio: lo spazio più vasto è costituito dai 2000 metri quadri di una struttura per hi fi e elettronica, anche lì sono previsti negozi di abbigliamento, uno di alimenti per animali e, in uno spazio separato, un ristorante da 500 metri quadri. Secondo i calcoli fatti da Ca.Bi., Hill Montello avrà una utenza di 51mila abitanti nello stretto circondario, ossia da dove è raggiungibile in 10 minuti, altri 81mila in un raggio distante al massimo 20 minuti di strada, ulteriori 260mila in un territorio da cui si può raggiungere Hill Montello al massimo in mezz’ora: in tutto un bacino quindi di oltre 393mila abitanti.

(e.f.)

 

 

 

Dolo. Gei contro l’aumento dei ticket al casello di Vetrego

E alla stazione tolte anche le panchine della sala d’attesa

DOLO – I mezzi di trasporto e le infrastrutture, in particolare la stazione ferroviaria Dolo-Mirano e il casello autostradale di Vetrego, sono i temi centrali di due interrogazioni presentate da Giorgio Gei, capogruppo de “Il Ponte del Dolo”, in vista della prossima seduta del Consiglio comunale.

L’esponente di minoranza chiede al sindaco Maddalena Gottardo di attivarsi per risolvere alcune questioni che riguardano i pendolari.

«Con l’avvicinarsi della stagione invernale», esordisce il consigliere comunale, «si è ritenuto opportuno togliere dalla piccola sala d’aspetto della stazione ferroviaria di Dolo le due panche che la arricchivano conferendo alla stessa un’ulteriore dose di tristezza e obbligando così gli utenti ad attendere in piedi l’arrivo del treno».

L’esponente del “Ponte del Dolo”, che ricorda ancora le strutture accoglienti che c’erano una volta, sollecita un intervento del primo cittadino dolese.

«Chiedo al sindaco di contattare i responsabili di Rfi», prosegue Giorgio Gei, «affinché il degrado a cui è sottoposta la stazione ferroviaria di Dolo-Mirano venga fermato».

Dal trasporto su rotaia si passa poi a quello “su gomma” con al centro della discussione il casello autostradale di Vetrego.

«Stando a quando riportato dai giornali riguardo l’aumento dei pedaggi a decorrere dal primo gennaio 2014», domanda Gei, «chiedo quali provvedimenti il sindaco intenda prendere per impedire questo nuovo salasso per i cittadini dolesi e della Riviera del Brenta. Gli accordi prevedevano l’arretramento della barriera di Villabona a Roncoduro e la liberalizzazione del tratto Mirano–Mestre».

Infine una doppia frecciata al sindaco Gottardo: «Vorrei sapere come il sindaco vuole tutelare i cittadini residenti di Dolo che non raggiungono i 20 ingressi al mese, ma che utilizzano l’autostrada con discreta frequenza. Tra pochi mesi l’incremento dei pedaggi spingerà molti automobilisti a modificare le proprie abitudini, aumentando la mole di traffico sulla Brentana. Non ritiene che l’aumento del pedaggio vada già ad inficiare lo studio sul traffico che la sua amministrazione sta avviando?».

Giacomo Piran

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MIRANO. INTERVENTI COMPLEMENTARI AL PASSANTE

Pigozzo (Pd) promuove un incontro tra Pavanello e Chisso

MIRANO – Di nuovo in commissione regionale il caso dei 19 milioni di euro “fantasma” per le opere complementari al Passante, che Mirano rischia di non vedere più. Mentre in città cresce l’insofferenza e la voglia, anche delle istituzioni, di scendere in strada, in Regione parla l’assessore alla Mobilità Renato Chisso, che conferma la mancanza di copertura finanziaria per le opere previste dagli accordi, ma esclude la volontà di non realizzarle.

«Il problema», spiega il vicepresidente della commissione regionale trasporti e viabilità Bruno Pigozzo, «sono i tempi. Chisso ha detto di non essere mai stato contattato direttamente dal Comune di Mirano per parlare dell’urgenza delle opere complementari, quando sindaco, assessori e consiglieri, hanno incontrato più volte il commissario delegato, i funzionari e le società collegate alla Regione. Visto che il problema è di comunicazione, mi sono fatto subito promotore di un incontro tra il sindaco Pavanello e l’assessore regionale stesso».

L’obiettivo è sbloccare almeno una parte dei soldi spettanti al Comune: vero che i 19 milioni restano ormai un miraggio, ma Mirano vuole sbloccare almeno quelli per le opere più urgenti, in particolare nell’area sud e attorno al casello di Vetrego.

«Abbiamo insistito sulle priorità», ribadisce Pigozzo, «almeno 5 milioni subito a Mirano, per risolvere i problemi più urgenti, si possono trovare».

Per quanto riguarda il disegno di legge che sembra cassare le opere complementari, Chisso ha spiegato che si tratta di un atto di indirizzo che non cancella nulla, ma raggruppa le opere di fascia A con quelle di fascia B per sbloccare i fondi necessari.

«Rimane il fatto», conclude Pigozzo, «che la maggior parte delle opere non ha copertura e a questo bisogna trovare una soluzione».

(f.d.g.)

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Gazzettino – Mirano. Passante, si va verso l’incontro.

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18

ott

2013

MIRANO – Ma Pavanello punge Chisso: «Problemi di dialogo? È sempre stato informato»

Opere complementari, Pigozzo si propone come mediatore tra sindaco e assessore regionale

Un incontro Chisso-Pavanello per sbloccare la situazione delle opere complementari al Passante nel comune di Mirano, trovando un accordo almeno per una prima tranche del finanziamento. A prospettare questo scenario è il consigliere regionale del Pd Bruno Pigozzo: il sindaco di Mirano e l’assessore regionale alle Infrastrutture potrebbero incontrarsi a breve per fare chiarezza sugli accordi relativi al Passante e sui lavori che potrebbero partire nel 2014.

La proposta di incontro è nata mercoledì in Regione dopo una commissione Urbanistica in cui si è parlato pure delle opere richieste a gran voce da Mirano: si è discusso della carenze di risorse ma pure degli evidenti problemi di dialogo tra l’amministrazione comunale e la Regione.

Pigozzo si pone da intermediario: «Di sicuro per il Comune di Mirano ottenere almeno una prima tranche di cinque milioni è una necessità – dichiara – Servono interventi urgenti soprattutto nell’area di afflusso al casello di Vetrego».

In commissione l’assessore Chisso ha illustrato una proposta di disegno di legge che presto sarà discussa in consiglio: sostanzialmente le risorse previste per alcune opere di fascia B sarebbero destinate ad altre infrastrutture considerate più impellenti. Nessuna opera sarebbe annullata definitivamente, si tratterebbe solo di una procedura tecnica per consentire di sbloccare alcuni finanziamenti per quei progetti che sono già esecutivi.

Ma a Mirano nel nuovo anno potrà essere finalmente aperto qualche cantiere? In città la questione è molto sentita, le amministrazioni che si sono succedute negli ultimi quattro anni hanno sempre fatto sapere che per realizzare ciclabili e rotatorie servono i fondi promessi dalla Regione. L’accordo sul Passante prevede lo stanziamento di 19 milioni, il Comune ne chiede subito almeno cinque.

«Problemi di dialogo? La Regione è sempre stata informata su tutto, Chisso ha sempre ricevuto le nostre lettere – precisa Pavanello – Comunque siamo disponibilissimi ad un confronto, il prima possibile. Anche domani».

 

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