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CONEGLIANO – (f.f.) È appena arrivato ma fa già sua una battaglia che infiamma in questo periodo soprattutto il Vittoriese, ma che ha le implicazioni anche sulla viabilità di tutta la sinistra Piave, al punto da richiedere un confronto pubblico tra i prossimi candidati alla guida della Regione, Zaia e Moretti in prima battuta. Così Nicola Atalmi, nuovo coordinatore della Cgil di Conegliano si insinua nel dibattito aperto sulla liberalizzazione della A27 che arriva dal Comune di Vittorio Veneto. «Il problema delle infrastrutture e del traffico nei territori della Sinistra Piave – dice – possano essere affrontate in modo nuovo e coraggioso e pensiamo che proprio la scadenza elettorale delle imminenti regionali possa essere il momento per chiedere impegni chiari e precisi con il territorio».

Il dato certo che mette sul tavolo è sintomatico: sull’autostrada A27 l’attraversamento del Piave, a 3 corsie, conta meno di 20.000 veicoli al giorno mentre sulla statale 13 Pontebbana attraversano il Piave sul Ponte della Priula, poco lontano, oltre 75.000 veicoli al giorno.

Per il coordinatore un evidente sottoutilizzo della autostrada che può essere affrontato in vari modi: «Si possono aumentare i caselli e le bretelle di collegamento, favorendo l’utilizzo della struttura con i conseguenti investimenti o anche favorendo l’utilizzo della autostrada attraverso una liberalizzazione che la renda più conveniente. Ora l’unica cosa che la politica, in particolare quella regionale, non può fare è continuare a non decidere. Su questi temi ci piacerebbe portare al confronto i candidati Zaia e Moretti assieme ai cittadini e le parti sociali per affrontare concretamente il tema dell’idea di sviluppo sostenibile dei nostri territori».

 

MESTRE – Revocato lo sciopero del personale Cav, niente passaggio gratuito ai caselli autostradali. «L’azienda intende diminuire il personale al casello, noi invece chiediamo un operatore per ogni casello. Non importa che sia tutto automatizzato» aveva spiegato Gusson precisando che la battaglia sindacale riguarda anche diversi aspetti contrattuali. Ieri il parziale dietrofront: «Cav ha assicurato che farà uno sforzo per rivedere gli organici minimi ai caselli, non c’è ancora nulla di concreto ma siamo fiduciosi».

(g.pip)

 

Scorzè. Il Pd accusa l’amministrazione: per vedere il bosco serviranno vent’anni

Il sindaco Mestriner: avremo dieci ettari di alberi e le barriere fonoassorbenti

SCORZÈ – Sempre il casello e sempre il problema della sicurezza dei cittadini al centro della polemica a Scorzè tra Pd e maggioranza, a poco più di un mese dall’apertura al traffico.

Se prima si era parlato dei problemi che potrebbero avere pedoni e ciclisti con le piste ancora da fare o completare, stavolta lo scontro è sulla mitigazione ambientale, bosco o barriere fonoassorbenti che siano, per ridurre i rumori provocati dal passaggio dei mezzi.

E il maggior partito di minoranza chiede che si ritardi l’apertura al traffico finché non ci saranno opere almeno sufficienti.

«Mancano poche settimane all’apertura del casello», spiega il capogruppo del Pd Gianna Manente, «e non ci sono segnali dei dieci ettari di area verde promessa. Si era parlato, addirittura, di vederla prima che terminassero i cantieri del casello. A seconda del tipo di alberi da mettere, crediamo che ci vorrà qualche lustro prima di vederne i risultati. Ma intanto che si fa per tutelare la salute della gente? Che non sia il caso di posticipare l’apertura del casello? Credo che sia un argomento su cui riflettere».

Per il consigliere Gigliola Scattolin ci vorranno vent’anni prima di vedere gli alberi cresciuti. «E i benefici», continua, «si potranno avere solo quando avranno le dimensioni tali per essere efficaci».

Per il sindaco Giovanni Battista Mestriner il bosco si farà e tra qualche giorno dovrebbero essere definiti gli accordi con gli altri enti, soprattutto il consorzio di bonifica Acque Risorgive. «Solo grazie a noi», replica, «avremo dieci ettari di superficie verde e non zone industriali. Il Pd di Scorzè ci dica in quali altri Comuni da loro governati è stata fatta un’area così grande di mitigazione. Invece di collaborare, ci hanno sempre criticati in modo pretestuoso. Ricordo che il Comune di Scorzè non ha voluto il Passante e il casello. La gestione del primo e l’apertura del secondo, fatta con legge obiettivo, è in carico a Cav. Abbiamo acquisito le superfici e trovato i finanziamenti, non possiamo anche rivoluzionare le leggi della botanica perché gli alberi crescano prima: intanto è stato importante seminarle. Stiamo lavorando perché le aree cedute diventino di mitigazione idraulica e su questo c’è la necessità di definire un accordo con il consorzio Acque Risorgive: sarà fatto a breve».

Mestriner, poi, punta ad avere le barriere fonoassorbenti, che costano attorno al milione di euro a chilometro: «Tra poco», osserva, «partiremo con la procedura da adottare per impedire lo sforamento dei limiti acustici; questo consentirà ad Anas di riorganizzare il suo piano di risanamento come previsto».

Alessandro Ragazzo

 

Gazzettino – Autostrada gratis, casellanti in sciopero

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24

gen

2015

VENERDÌ PROSSIMO

«Venerdì 30 gennaio su tutti i caselli Cav si potrà passare gratis per sei ore. È stato indetto uno sciopero per le ultime due ore di ogni turno».

Ad annunciarlo è il segretario provinciale per la Ugl Viabilità e Logistica, Stefano Gusson, e lo sciopero è stato proclamato anche per tutti i venerdì del mese di febbraio: in questo caso le ore saranno tre perché i lavoratori sciopereranno nell’ultima ora di ogni turno.

«Confidiamo in una forte adesione» aggiunge il sindacato, rimarcando che il 30 gennaio gli orari interessati saranno dalle 4 alle 6 del mattino, dalle 12 alle 14 e dalle 20 alle 22. Nei venerdì di febbraio, invece, lo sciopero scatterà dalle 5 alle 6, dalle 13 alle 14 e dalle 21 alle 22.

«L’azienda intende diminuire il personale ai caselli, noi invece chiediamo un operatore per ogni casello. Non importa che sia tutto automatizzato, la presenza fisica del personale Cav è fondamentale» aggiunge Gusson, sottolineando che la battaglia sindacale riguarda anche diversi aspetti contrattuali.

Il sindacato spiega poi cosa succederà in caso di sciopero ai caselli della tratta Venezia-Padova Est: quelli che prevedono la presenza del personale avranno direttamente le sbarre alzate; per i caselli con sportelli automatici basterà premere il pulsante per l’intervento dell’operatore: se quest’ultimo sarà in sciopero la sbarra si alzerà automaticamente.

Nelle corsie Telepass gli utenti invece pagano regolarmente il pedaggio.

(g.pip.)

 

Scorzè. Manente (Pd): lo snodo apre in febbraio ma su viabilità e sicurezza il Comune non ha deciso nulla, le strade sono inadatte al traffico pesante

SCORZÈ – Meno di due mesi all’apertura del casello Martellago-Scorzè del Passante e in quest’ultimo Comune sale la preoccupazione per la sicurezza di alcune strade, che a breve diverranno uno snodo importante per il traffico cittadino.

«Si devono tutelare pedoni e ciclisti», attacca il capogruppo del Pd Gianna Manente, partito che nei giorni scorsi ha presentato un’interrogazione sull’argomento. «Si deve ancora finire la pista ciclabile su via Ponte Nuovo da via Tiziano fino a ponte del fiume Dese», continua Manente, «e manca quella dalla rotonda di via Spangaro fino al collegamento con il centro di Peseggia. Di più, perché via Vecchia Moglianese Peseggia e via Ponte Nuovo sono strette e negli ultimi anni c’è stato un forte aumento dei veicoli e della velocità di percorrenza, nonostante i 50 all’ora».

Secondo le ultime informazioni, il casello dovrebbe aprire al traffico tra fine febbraio e inizio marzo. In questi giorni, gli operai stanno sistemando la segnaletica orizzontale e i cartelli verdi che indicano l’autostrada sono già stati messi da qualche giorno. I lavori del casello vero e proprio, invece, sono finiti il 30 novembre come da programma.

Dunque ormai ci siamo per dare il via libera a macchine e camion, anche se la data precisa dell’inaugurazione non è ancora stata comunicata. Ragion per cui la minoranza a Scorzè è preoccupata per l’incolumità di pedoni e ciclisti, perché sulla bretella di collegamento a Est, dalla rotonda della Castellana (zona Kelemata a Martellago), viaggeranno circa quattromila mezzi al giorno. E questa tangenziale toccherà le rotonde di via Morosini (Martellago) e via Ponte Nuovo (Scorzè).

«Il Comune di Martellago», continua Manente, «ha già in previsione, e fatto inserire nell’accordo con Concessioni autostradali venete (Cav) la costruzione della pista ciclabile su via Morosini, mentre Venezia sta finendo i lavori per prolungare il tragitto per chi si muove a piedi o in bicicletta in via Ca’ Lin a Trivignano fino al ponte del fiume Dese. A Scorzè nulla di tutto questo; anzi, non si è neppure partecipato al bando per ottenerne i fondi previsti nel piano finanziario della Regione».

Anche Andrea Bello (Pd) rincara la polemica: «In Consiglio comunale ci è stato detto che servivano importi esigui per fare le piste ciclabili e si sarebbe potuto far fronte con risorse proprie ma non le abbiamo viste inserite nel piano triennale delle opere».

Alessandro Ragazzo

 

Gazzettino – Pedaggi, altri aumenti a Nordest

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2

gen

2015

A27 +1,46%. Cav e Autovie Venete +1,50%, in aggiunta alla stangata 2014

Autostrade Meridionali, aumento 0,00 per cento. Consorzio Autostrade Siciliane, aumento 0,00 per cento. Autostrada del Brennero, aumento 0,00 per cento. Il rincaro dei pedaggi, autorizzato dal governo, è già stato applicato dalla mezzanotte di ieri, in contemporanea con i botti di Capodanno, ed è in media – secondo il Codacons – dell’1,32 per cento. Ma naturalmente la media è sempre il pollo di Trilussa: c’è chi l’aumento non ce l’ha proprio, e chi lo becca doppio. E vedi caso, per le tratte venete e friulane, con l’eccezione della Brennero, l’aumento autorizzato è il massimo: 1,50 per cento, il tetto fissato dal governo e giustificato come «adeguamento all’inflazione del settore» benché l’inflazione “generale” si attesti ormai sullo 0,20 per cento.

Solo per l’A27 (gestita da Autostrade per l’Italia) l’aumento è di un filo inferiore al massimo: 1,46%. Ma bisogna poi ricordare che nel corso del 2014 alcuni gestori autostradali nordestini erano già riusciti a farsi autorizzare aumenti molto consistenti.

Autostrade (A27, nel Nordest) ottenne già un 4,46 per cento ma la Cav,che gestisce il tratto di A4 noto come Passante di Mestre, ha già goduto di un più 6,26 che si aggiunge all’1,50 concesso da ieri, arrivando al 7,76%. E che si aggiunge, soprattutto, all’aumento spettacolare del pedaggio “reale” tra Venezia e Padova, più che raddoppiato dall’inizio del 2014 per le decine di migliaia di pendolari che prima potevano fare il cosiddetto “tornello di Dolo” e adesso devono accontentarsi di un misero sconto del 20% su un pedaggio reale quasi triplicato.

E lo stesso per Autovie Venete, che vabbè sta realizzando la terza corsia sulla Venezia-Trieste, ma insomma ha già potuto aumentare i pedaggi del 7,17 per cento, ed ora arriva un altro 1,50% che fa in totale otto e mezzo, un vero record. Un misero sconticino per le tratte brevi è determinato dal fatto che l’aumento, quando è inferiore a 5 centesimi, non viene applicato e il pedaggio resta quello di prima.

Il Codacons mette in fila altri rincari per gli automobilisti: oltre ai pedaggi, novità toccheranno le multe, aumentate tutte dello 0,8% dal prossimo 10 gennaio. Dalla legge finanziaria del governo Renzi spunta anche una cattiva sorpresa per chi possiede auto o moto «d’interesse storico», tra i 20 e i 29 anni, finora esentate dal bollo se non circolanti oppure tenute, se circolanti, a pagare una cifra simbolica. Ora invece, per essere esenti dal bollo, dovranno attendere il compimento dei 30 anni.

 

Anas chiede il rinvio perché il consiglio di amministrazione non è in regime di pieni poteri

VENEZIA – Nell’ultima assemblea prima della fine dell’anno va in scena alla Cav la farsa di un socio romano che ha fatto i compiti e di un socio veneto in difetto. La Concessionaria autostrade venete, riunita sotto la presidenza di Tiziano Bembo, ha dovuto prendere atto che il consiglio di amministrazione agisce in regime di prorogatio da quasi un anno. E dunque non è in grado di varare un’operazione straordinaria di varo di project bond da 840 milioni per finanziare nuovi investimenti e ridurre l’indebitamento. Così, su richiesta del socio Anas (che ha il 50% della società), i rappresentanti della Regione del Veneto hanno dovuto soprassedere all’emissione dei bond per scongiurare eventuali ricorsi giudiziari. L’assemblea, dunque, si è chiusa con un nulla di fatto e i sorrisini di circostanza. Il Veneto che dà lezioni tutti i giorni a Roma, questa volta, non ha potuto che prendere atto che non avendo provveduto a rinnovare il consiglio di amministrazione la società non può operare con serenità soprattutto nel caso di operazioni straordinarie, come quella sui project bond. L’inghippo sta nel rinnovo del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale di Cav, scaduti da almeno otto mesi. E monchi di alcuni suoi membri, causa inchieste giudiziarie: tra gli amministratori da sostituire ci sono anche Giampiero Marchese, ex consigliere regionale del Pd, e il membro del collegio sindacale Paolo Venuti, l’ex commercialista di Galan. Entrambi hanno conosciuto gli arresti e patteggiato una pena nell’inchiesta sul Mose: Marchese a undici mesi e 20 mila euro, Venuti due anni e settantamila euro. La giunta regionale del Veneto da tempo ha fatto presente al consiglio regionale di provvedere alla nomina dei tre consiglieri espressione della Regione nel consiglio di amministrazione (gli altri due spettano ad Anas, che li ha gà nominati). Ma il consiglio è inciampato su una questione formale: per nominare i rappresentanti si deve attingere a una graduatoria aperta per la nomina del presidente di Cav. E subito qualcuno ha eccepito che la procedura corretta sarebbe di riprodurre il bando ex novo per scongiurare ricorsi. In realtà il nodo è molto più banale: se la Lega ha già espresso il gradimento per la conferma di Tiziano Bembo e il centrosinistra ha indicato Paolo Rodighiero amministratore delegato di Dolomiti Bus, il problema sta nel centrodestra: le anime della ex Forza Italia e il Nuovo Centrodestra non riescono a trovare una quadra su un nome gradito a tutti. Così, si è preferito far fare brutta figura al Veneto piuttosto che cedere uno strapuntino di potere.

 

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COMUNICATO STAMPA OPZIONE ZERO 30 dicembre 2014

La CAV nel pantano del debito

Mentre Lega, Forza Italia, e PD si azzuffano come galli nel pollaio per le nuove nomine nel CDA di CAV spa, la società affonda nel pantano del “debito” del Passante. Un debito totalmente illegittimo e dietro al quale spuntano sempre più evidenti le ombre della corruzione e del malaffare.

La storia è ormai nota: la spa pubblica costituita da Regione e ANAS per la gestione del Passante, secondo la Convenzione in essere dovrebbe restituire 1 miliardo di euro proprio a ANAS che aveva anticipato tale somma per la costruzione del by-pass di Mestre. Essendo insufficiente il gettito dei pedaggi per restituire i soldi, nel 2013 CAV ha contratto un primo debito di 423,5 milioni di euro con Banca Europea degli Investimenti e Cassa Depositi e Prestiti; una seconda operazione di indebitamento è stata varata dal CDA di CAV subito dopo attraverso la possibilità, ottenuta dalla Bei, di emettere i famigerati “project bond”, titoli di debito da immettere nei mercati finanziari per rastrellare altri 840 milioni di euro.

Giusto un anno fa proprio il comitato Opzione Zero, l’associazione Re:Common, la Rete Europea Counter Balance presentavano un dettagliato dossier sul caso “Passante di Mestre”, all’OLAF, l’organo ispettivo dell’Unione Europea, alla Procura della Repubblica di Venezia, alla Corte dei Conti italiana, alla Corte dei Conti Europea e pure al capo dell’anticorruzione Cantone.

Nel dossier, presentato dal comitato ai parlamentari della Commissione Europea lo scorso 2 dicembre, si faceva riferimento non solo alla illegittimità di questo debito, visto che la costruzione del Passante è avvenuta usando solo ed esclusivamente soldi pubblici dei cittadini, ma anche al forte rischio che dietro alla lievitazione dei costi da saldare (da circa 780 milioni iniziali a oltre 1,4 miliardi di euro) ci siano ancora una volta tangenti e malaffare. Non sfugge infatti come le principali società che hanno realizzato il Passante siano proprio quelle ditte del Consorzio Venezia Nuova coinvolte nello scandalo MOSE, e come tutta l’operazione “Passante” sia avvenuta sotto l’attenta regia dell’ex assessore Renato Chisso, anche lui pesantemente coinvolto nel malaffare del cosiddetto “sistema veneto”.

Di fronte a questo quadro assai fosco e ai puntuali esposti presentati, Opzione Zero denuncia non solo la totale assenza di risposte da parte degli organismi giudiziari e di controllo, ma anche e soprattutto le pesanti responsabilità politiche che in questa vicenda hanno la Giunta Regionale e il PD. Nessuno questa volta potrà dire “non lo sapevo”, nemmeno il Presidente Zaia, che incredibilmente continua a dichiararsi ignaro ed estraneo a tutto il marciume che in questi anni ha impestato la Regione da lui presieduta. Perché infatti già nel marzo del 2011 era la stessa Corte dei Conti a sollevare forti dubbi su vari aspetti della costruzione e della gestione dell’opera: mancati controlli, uso smodato degli strumenti emergenziali, aumento ingiustificato dei costi, possibilità di infiltrazioni della criminalità organizzata nella concessione dei subappalti.

La spirale perversa di indebitamento innescata dalle spericolate operazioni di CAV sta generando un “buco” di proporzioni colossali; il rischio che i cittadini veneti siano chiamati a pagarne le conseguenze è sempre più concreto. Assistere oggi all’ennesima zuffa spartitoria per le poltrone del CDA di CAV senza che nessuna forza politica abbia il coraggio di affrontare il vero problema sul tappeto la dice lunga sul livello della classe politica regionale in scadenza di mandato.

 

Autostrada “gratis” per 12 ore dopodomani in tutti i caselli della Cav (Concessioni autostradali venete) per lo sciopero indetto nelle ultime quattro ore di ogni turno da Fit Cisl, Sla Cisal e Ugl contro i vertici della società autostradale che gestisce Passante e il tratto Venezia-Padova.

I dipendenti ai caselli incroceranno le braccia per “le relazioni industriali ridotte al rango di mera informativa o presa d’atto di determinazioni già attuate”.

«Nonostante l’accordo aziendale sia scaduto ormai da un anno, Cav ha fatto saltare la convocazione del 27 novembre scorso e continua a non dare riscontro alle richieste d’incontro – affermano i sindacati che hanno disertato anche il tradizionale appuntamento dello scambio di auguri di dine anno -. Cav ha chiuso il 2013 con un utile di bilancio pari a 9.781.643 euro, ma si trova a gestire con lo stesso numero di dipendenti della Venezia-Padova, una struttura autostradale pressoché raddoppiata, abbassando il costo del personale».

Problemi economici ed anche di organizzazione aziendale che hanno convinto Cisl. Cisal e Ugl a indire uno sciopero per mercoledì 31 dicembre che, per gli automobilisti, potrebbe tradursi in un inatteso “regalo” di fine anno.

 

Vvox.it – Tav Vicenza, progettista finanziò Variati

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17

dic

2014

Un conflitto d’interessi grande come una casa. Anzi, come una doppia rotaia chiamata fantasmagoricamente Treno ad Alta Velocità alla vicentina. E’ quello che investe l’ingegner Gianmaria De Stavola dello studio di progettazione Idroesse Infrastrutture Spa, autore delle opere complementari della fermata Tav a Vicenza, cara alla giunta di centrosinistra e alla Camera di Commercio locale.

Già, perché il professionista padovano dato per vicino al Pd (in passato vicepresidente dell’azienda di trasporti veneziana Actv in quota Margherita, già direttore dei lavori del tram di Padova e Mestre e responsabile del preliminare del Passante veneto, chiamato a firmare il controstudio sui flussi di traffico nel mastodonte commerciale Veneto City a Dolo, coinvolto nella realizzazione del Casello di Albarea, del Grande Raccordo Anulare di Padova (GRAP) e della Camionabile sull’Idrovia Padova-Venezia), è stato uno dei dodici finanziatori ufficiali della campagna elettorale del sindaco Achille Variati (Pd) alle ultime elezioni comunali.

Si tratta di una cifra che i minimizzatori in servizio permanente effettivo liquideranno facendo spallucce: 3 mila euro. Ma non è la cifra che conta: è il fatto in sé.

Il fatto che il progettista per conto del Consorzio Iricav 2 abbia sostenuto attivamente, sborsando denaro, l’amministratore pubblico che oggi magnifica un’opera tutta sulla carta, e su carta intestata a quello stesso progettista. Non si scappa: è un clamoroso caso di incompatibilità.

Come promemoria, pubblichiamo i nomi di tutti i finanziatori del sindaco Pd diffusi dall’agenzia Alias (oggi Regina Rossa, di cui era socio il vicesindaco Jacopo Bulgarini d’Elci) nell’ottobre 2013, a cinque mesi dal voto che confermò Variati primo cittadino del capoluogo berico. In modo che la prossima volta, l’egregio e trasparente borgomastro stia più attento. Perché ora dovrebbe prendere provvedimenti. O sul Tav in salsa palladiana incomberà per sempre l’ombra di uno dei suoi 12 apostoli. Gesù finì sulla croce per uno soltanto. E per soli 30 denari. Qui sono 3000.

Unicomm Srl (gruppo di supermercati e centri commerciali della famiglia Cestaro): 20.000 euro
Paolo Marzotto (omonima famiglia di industriali dell’abbigliamento): 10.000 euro
Trivellato Spa (concessionario Mercedes): 10.000 euro
Art. Fer. Artigiani del ferro (azienda di Barbarano Vicentino): 6.000 euro
Francesca Lo Schiavo: 5.000 euro
Ferrazza Srl (azienda di elettronica industriale di Cornedo Vicentino): 4.000 euro
Gianmaria De Stavola (ingegnere dello studio Idroesse): 3.000 euro
Otello Dalla Rosa (amministratore unico Aim Energy): 2.500 euro
Paolo Caoduro (Caoduro Spa, presidente Vicenza Futura, promotrice del nuovo stadio-arena eventi a Vicenza Est): 2.000
Carlo Caoduro (fratello di Paolo, Caoduro Spa): 2.000 euro
Angelo Guzzo (presidente Acque Vicentine, Pd): 1.000 euro
Enrico Guzzoni (revisore dei conti del Comune nel 2010-2012, lavora nello studio Turchetti-Zanguio): 1.000 euro

 

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