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Nuova Venezia – Romea Commerciale. Il Miranese si mobilita.

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19

set

2014

L’allarme del M5S di Spinea: «Non dobbiamo temere solo i volumi di traffico»

Tra le ipotesi di raccordo con l’A4 resta il casello di Crea. Domani il mega corteo.

SPINEA – Le paure di Spinea nei giorni della protesta contro la Orte-Mestre. «Città coinvolta, bene o male: attenti agli effetti negativi del nuovo traffico», tuona il Movimento 5 stelle, che porta in aula la questione: nel prossimo Consiglio comunale il gruppo capitanato da Massimo De Pieri presenterà una mozione relativa il progetto della nuova autostrada, chiedendo a tutti i consiglieri di esprimersi ed esortendo gli spinetensi a partecipare in massa alla giornata di protesta di domani assieme a tutti i Comuni della Riviera. «Anche il territorio del Miranese e di Spinea in particolare sarà interessato dagli effetti di quella che si preannuncia come la più grande opera infrastrutturale d’Italia», denuncia De Pieri, «il progetto, presentato da Anas e il cui promotore è una cordata di imprese e banche, prevede la realizzazione ex-novo di una autostrada a pagamento e a quattro corsie nel tratto Ravenna-Mestre. L’innesto al nodo viario della A4 però non è ancora stato deciso. Le due opzioni? Una prevede l’attraversamento della Riviera a Mira e Dolo e l’innesto a Roncoduro direttamente sul Passante, l’altra l’attraversamento della Riviera dopo Oriago, in comune di Mira e l’innesto sulla tangenziale di Mestre in località Villabona. Ma c’è una terza opzione prospettata, che prevede la deviazione dell’autostrada, lungo il confine dell’abitato di Oriago e a proseguire sul confine sud del comune di Spinea per innestarsi nel Passante all’altezza del casello di Crea. È stata respinta dalla Provincia, ma ciò nonostante, anche se l’opera non inciderà fisicamente sul territorio di Spinea, genererà effetti che interesseranno il territorio del Miranese, in particolare sotto l’aspetto ambientale». Secondo i grillini infatti, se si dovesse attuare l’opzione prevista dal primo tracciato, ciò comporterebbe lo spostamento sul Passante del traffico, specialmente quello pesante, che attualmente percorre la Romea da e per Trieste-Est Europa, utilizzando la A4. «Di conseguenza si riverserebbero sul territorio del Miranese e di Spinea in particolare, gli effetti dell’inquinamento atmosferico e acustico, andando ad aggravare ulteriormente una situazione già fortemente compromessa», spiega De Pieri. Nei mesi scorsi, di fronte all’ipotesi di un innesto a Spinea il sindaco Silvano Checchin era stato categorico: «Non se ne parla nemmeno».

Filippo De Gaspari

 

MARTELLAGO-SCORZE’ – I Comuni si rifiutano, arrivano i “no” di Veneto Strade, Anas e Provincia

Nessuno vuole la gestione delle nuove strade per evitare i costi di manutenzione

A.A.A. cercasi disperatamente gestore della viabilità di collegamento del casello: a gennaio si apre. Ieri nella sede Anas di Mestre gli Enti interessati si sono riuniti per fare il punto sul casello di Martellago-Scorzè e sui tempi: confermate le date di conclusione dei lavori per fine novembre e, tempo di ultimare i collaudi, di apertura a gennaio-febbraio. All’incontro si doveva anche definire l’Ente che dovrà gestire i 5-6 km di nuova viabilità di adduzione: la tangenziale nord e la bretella ovest, che collegano il casello alla Regionale Castellana allacciandosi a est in zona Kelemata e a ovest in via Boschi. Peccato però che nessuno voglia la patata di questi nuovi chilometri di asfalto da manutentare.
«Assolutamente no» hanno ribadito i sindaci dei due Comuni, Giovanni Battista Mestriner e Monica Barbiero: non hanno le risorse per la manutenzione delle vie comunali, figuriamoci per due grosse arterie di attraversamento con tanto traffico pesante. Ma anche il funzionario intervenuto per Veneto Strade ha declinato a sorpresa l’invito di prendere in carico questa viabilità, che non è stata seguita dalla società che si occupa della rete viaria di interesse regionale e per la quale non ci sarebbero stati pre-accordi in merito: per Veneto Strade inoltre non si tratta di varianti della Castellana, che resta solo quella che passa in centro a Martellago. Nessuna disponibilità neanche da Anas e Cav, le cui competenze si fermerebbero in autostrada, per non parlare di “ciò che resta” della Provincia: le due nuove arterie, poi, manco s’incrociano con una Provinciale. Su questo nodo ci si è quindi dovuti ri-aggiornare al 24 settembre, sperando che per allora qualcuno cambi idea.
Si è parlato anche dell’iter della bretellina complanare al Passante, dalla Moglianese alla barriera, aggiunta a progetto del casello già chiuso e ancora sulla carta. La buona notizia è che Anas ha assicurato ai due sindaci, che l’hanno concordata, che i soldi per l’opera ci sono e che il progetto preliminare sarà sottoposto a procedura di screening per verificare se si possa evitare la Valutazione d’Impatto Ambientale e accelerare. I lavori però non rientrerebbero nel contratto con Pdm e quindi Anas dovrà procedere a una gara d’appalto ad hoc. E poi chi gestirà anche questa?

SCORZÈ – Casello del Passante pronto per fine novembre, apertura per le prime settimane del 2015. E poi martedì prossimo si conoscerà il nome della ditta che farà la tangenziale sud di Scorzè, con il cantiere pronto a partire per fine anno. Queste le due notizie avute ieri dal sindaco Giovanni Battista Mestriner e dal suo assessore alla Viabilità Claudio Codato che prima hanno incontrato i vertici di Anas, per discutere del casello, e poi di Veneto Strade per affrontare la partita dell’arteria da via Milano a via Boschi. Intanto il Comune vuole mettere in sicurezza la Moglianese con un autovelox e comunica che la stessa provinciale sarà asfaltata in autunno come via Onaro e via Volta. Dunque si annunciano settimane decisive per la viabilità.

Casello. La novità più importante è la fine dei lavori per fine novembre tra Martellago e Scorzè. Il Passante sarà chiuso per metà anche dalle 22 di sabato prossimo alle 6 di domenica, solo in direzione Milano. I successivi tre mesi dovrebbero essere in discesa, anche perché il casello è pronto e si dovrà completare la viabilità di accesso dalla Castellana. E in quest’ottica va vista la riunione del 24 settembre dove si stabilirà il nome del gestore delle tangenziali a nord: ieri non si è riusciti a prendere una decisione. Aperto al traffico il casello di Martellago-Scorzè, via libera ai camion anche in quello di Spinea.

Tangenziale. Da Veneto Strade Mestriner e Codato hanno saputo che il 16 settembre ci sarà l’apertura pubblica delle buste per sapere chi costruire la strada da via Milano a via Boschi (Castellana) da dove poi ci sarà l’accesso a ovest al casello del Passante. Lavori che dovrebbero iniziare in tre-quattro mesi e durare due anni, consegna prevista per fine 2016. Sarà lunga tre chilometri e avrà quattro rotatorie.

Sicurezza. Codato ha fatto sapere di alcuni interventi che saranno fatti nei prossimi mesi. «Per rallentare il traffico sulla Moglianese a Cappella» spiega «stiamo pensando a una postazione di autovelox ma neppure escludiamo di mettere un semaforo all’altezza di via Dante. Inoltre tra fine settembre e i primi di novembre saranno asfaltate via Onaro, via Moglianese e via Volta».

Alessandro Ragazzo

 

Gazzettino – Meolo. “Prima le opere, poi il casello”

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10

set

2014

AUTOSTRADA – Il sindaco di Meolo chiede alla Regione di vigilare su Autovie

Aliprandi: «Mancano i lavori complementari. Aprire lo svincolo sarebbe un disastro»

Ultimatum del sindaco Aliprandi alla Regione e ad Autovie: «Prima di aprire completamente il casello autostradale Meolo-Roncade devono essere realizzate tutte le opere complementari previste. In caso contrario, la situazione sarebbe insostenibile per la nostra viabilità».
Loretta Aliprandi ha riferito nel Consiglio comunale di lunedì scorso dell’incontro avuto con la segreteria tecnica del governatore Zaia. Infatti, mentre procedono speditamente i lavori della terza corsia, tanto che Autovie prevede di completarli forse già alla fine di quest’anno, aprendo in entrambi i sensi di marcia anche il nuovo casello della A4 (ora accessibile solo in direzione Trieste), non è ancora stata completata tutta una serie di interventi collegati che riguardano la viabilità locale. È incompiuta la pista ciclopedonale che collega il centro di Meolo alla zona industriale, interrotta ai piedi del cavalcavia autostradale senza possibilità di attraversare in sicurezza la Treviso-mare. Non è stata realizzata la bretella di collegamento tra la rotatoria in uscita dalla A4 e la zona industriale, né risolto il nodo dell’incrocio tra la “Via per Monastier” e la Treviso-mare, a cui si è aggiunta a fine luglio l’eliminazione della fermata dell’Atvo, per problemi di sicurezza, con notevoli disagi per i pendolari. E, ancora, non è ancora stato completato il sottopasso autostradale in via Vallio, con la costruzione di una pista ciclabile lungo la strada. «Siamo disponibili a soluzioni transitorie, però tutti i progetti devono essere realizzati» ha ribadito il sindaco che ha chiesto alla Regione una verifica degli accordi del 2003 e del 2009. Ma nell’incontro in Regione si è scoperto anche che ai tecnici regionali non risultava che dovesse essere costruita la pista ciclabile in via Vallio. Nessun progetto, nessun fondo in bilancio per farla. «Eravamo convinti che sarebbe stata realizzata e ci era stata garantita a maggio» ha sostenuto Aliprandi, annunciando un incontro con i residenti. Ora il Comune dovrà trovare una soluzione, perché la strada, molto frequentata come alternativa alla Treviso-mare, rappresenta un serio pericolo per ciclisti e pedoni.

 

Scattolin (Pd): senza la tangenziale sud lo svincolo tra Martellago e Cappella costringerà gli automobilisti a percorrere una rete viaria già congestionata

SCORZÈ «Non serve un esperto per comprendere come il nuovo casello tra Martellago e Cappella rappresenterà una calamita per le macchine che dovranno entrare o uscire dal Passante. In assenza di alternative, questo incremento di traffico insisterà tutto su una una rete viaria già congestionata, inquinata e quindi insicura per tutti i cittadini e per la nostra salute». Il grido d’allarme arriva dal consigliere del Pd di Scorzè Gigliola Scattolin, parlando della futura viabilità quando il casello a cavallo del fiume Dese sarà pronto: fine 2014. Sotto accusa finiscono le arterie di collegamento, qualcuna ancora da realizzare come la tangenziale sud di Scorzè, e le opere di mitigazione. Per quanto riguarda il primo cantiere, potrebbe aprire tra fine 2014 e inizio 2015, anche se i tempi certi non sono ancora stati comunicati; poi serviranno almeno dodici mesi per costruire gli oltre tre chilometri da via Milano a via Boschi, tutti in territorio comunale che toccheranno pure la zona industriale. Nel frattempo, il centro di Scorzè potrebbe andare in sofferenza per l’aumento dei veicoli da e per il casello. «A inizio anno», continua Scattolin, «il sindaco Giovanni Battista Mestriner si spendeva parlando di “pochi mesi” per l’inizio dei lavori, credo forte delle rassicurazioni che gli amici in Regione avevano dato. Siamo arrivati a fine luglio e di mesi ne sono passati quasi otto da quell’annuncio ed è interessante andare a vedere a che punto siamo arrivati. Il casello è quasi pronto, quindi operativo e in grado di muovere nuovo traffico sul Passante; peccato che della famosa variante, essenziale per bypassare il centro di Scorzè, non si sappia più nulla». Scattolin si rivolge alla neonata Unione dei Comuni del Miranese: «La ferita del Passante non si è ancora rimarginata e mettiamo insieme tutti i problemi determinati dalle promesse non mantenute sulla viabilità complementare e, insieme ai cittadini, gli operatori economici, le associazioni, i consigli comunali, si vada in Regione a presentare una richiesta complessiva per la nostra area». Mestriner replica pepato: «Consiglio a Scattolin di fare un’interrogazione agli organi competenti per conoscere l’iter del procedimento della tangenziale. Posso aggiungere che il bando è stato fatto, sono arrivate anche le offerte, la commissione ha valutato la parte tecnica e mi risulta che in questi giorni stia facendo pure quella economica. Al termine, il cantiere sarà aggiudicato».

Alessandro Ragazzo

 

La società che costruirà il maxi insediamento vuole l’immediata riunione tecnica

In ballo il centro commerciale e direzionale ma anche il casello di Albarea

DOLO – Dopo mesi di silenzio torna la “bomba” Veneto City. L’occasione arriva da una lettera riservata inviata il 18 giugno scorso dai soggetti proponenti al Comune di Dolo, come responsabile del procedimento, e al comune di Pianiga, alla Provincia e alla Regione. Nel luglio 2013 i proponenti avevano presentato i documenti del «Progetto quadro», il Piano urbanistico attuativo (Pua) relativo al 1º e al 2º stralcio di fase1 del progetto «Veneto City» e il Progetto definitivo delle opere infrastrutturali. La documentazione era composta da 502 tavole: 76 elaborati per i Pua, 35 elaborati per il Progetto quadro e 391 elaborati per il progetto definitivo. Da allora era partita la fase dell’istruttoria da parte dei Comuni di Dolo e di Pianiga che avevano chiesto dei pareri che però, come si evince dalla lettera, non sono ancora arrivati costringendo i proponenti a sollecitare la questione. Nella lettera Veneto City Spa chiede infatti al comune di Dolo e agli altri enti di convocare “nei tempi tecnici più stretti possibili” la conferenza dei servizi nella quale devono partecipare gli enti interessati cui è stato richiesto il parere tecnico in fase di analisi del primo Pua. Si tratta quindi di soggetti proprietari o concessionari (Regione, Provincia, Consorzi di Bonifica, Comuni e Rfi – Rete Ferroviaria Italiana) nonché i soggetti competenti per materia (Enel, Cav, Soprintendenza ai Beni architettonici e ai Beni archeologici, Asl 13, Arpav). Nella stessa lettera si cita l’articolo 9 dell’accordo di programma che prevede la convocazione di un collegio di vigilanza che deve “esercitare il controllo tecnico sul programma degli interventi” e dirimere i dubbi. Inoltre si prevede che ogni ente nomini un proprio rappresentante in seno al collegio. I proponenti nella lettera segnalano che il collegio non è ancora costituito e l’unico rappresentante nominato è l’architetto Daniele Agnolon in rappresentanza di Veneto City Spa. Tra i temi in discussione c’è anche il casello autostradale di Albarea.

Giacomo Piran

 

Via Morosini sul piede di guerra per i disagi causati dai lavori del casello: gli abitanti hanno inviato a tutte le autorità, Comune, Passante di Mestre Scpa, polizia locale e carabinieri, una petizione con 50 firme. Da alcune settimane il grosso degli operai del cantiere si stanno concentrando sulla nuova bretella che collegherà verso est il casello alla Castellana, e via Morosini, che sarà intersecata con una rotonda, è diventata la strada preferenziale di passaggio per i camion di terra, con ovvie conseguenze. «Una situazione insostenibile – denunciano i residenti – Nella nostra via, stretta (si incrociano a stento due auto, figuriamoci i bilici), senza marciapiedi e pista ciclabile, e dove vige il divieto di transito per i mezzi pesanti, passano anche cento camion al giorno da 500 tonnellate, dalle 5 alle 18. Un andirivieni senza sosta che mette costantemente in pericolo ciclisti e pedoni, ha già prodotto pesanti danni al manto stradale (un camion ha anche abbattuto un palo Telecom) e che temiamo possa causare anche cedimenti strutturali delle case sottoposte alle sollecitazioni continue, ingigantite dalla presenza di un rallentatore di velocità. Il vicino Comune di Scorzè ha inibito le sue strade al transito dei camion del cantiere: perché devono passare tutti qui?» denunciano gli abitanti, che invocano risposte da Comune di Martellago e Pdm, ma chiedono anche di mantenere gli impegni per la realizzazione dell’attesa ciclabile di via Morosini, per la quale c’è anche un contributo statale di 250mila euro, che sarebbe prevista tra i lavori del casello ma di cui non si sa più nulla. «Il problema adesso è risolto. Siamo intervenuti presso la Pdm e d’ora in poi i camion non passeranno più per via Morosini ma useranno la strada di cantiere» ha assicurato nei giorni scorsi il sindaco Monica Barbiero, anticipando anche che a breve incontrerà gli abitanti del quartiere e garantendo che si sta lavorando per portare a casa la ciclabile.

 

MARTELLAGO – Si lavora anche sulle rotonde

CASELLO – Le strade di Martellago sono un brulicare di cantieri per i lavori del casello, che procedono spediti

Le strade di Martellago sono un brulicare di cantieri per i lavori del casello, che procedono spediti secondo il crono programma: sarà pronto per fine anno. Il casello in sè, con edifici di stazione e opere di fondazione, è quasi concluso: l’intervento più oneroso che resta è il varo dell’impalcato principale del viadotto di 600 metri che attraverserà il Passante, ne richiederà la chiusura per almeno una notte ed è previsto per fine luglio, mentre poi il ponte sarà terminato entro agosto. Già asfaltata anche la nuova bretella che dalla barriera si aggancia in via Boschi, ora le maestranze sono per lo più concentrate sulla nuova viabilità di adduzione a est, la tangenziale nord di Martellago, che incrocerà con quattro rotatorie altrettante strade comunali. La nuova arteria è già ben impostata, specie nel tratto dal casello al Dese a via Cà Nove, e sono già stati realizzati due rondò, in via Cà Nove e in via San Paolo, quest’ultima in comune di Scorzè. Ora che sono stati acquisiti anche gli edifici interferenti da abbattere (a parte uno, per il quale l’esproprio sarà chiuso nei prossimi giorni), gli operai hanno iniziato a lavorare a spron battuto anche nel secondo tratto della tangenziale, il più delicato: a giorni si inizierà la rotonda su via Morosini e sono già state avviate le operazioni di coordinamento con gli altri enti, in primis per lo spostamento della condotta dell’acquedotto, per la costruzione della rotatoria più complicata, quella di innesto sulla Castellana presso la Kemenata, i cui lavori scatteranno tra alcune settimane. Per consentire i vari interventi, nei giorni scorsi sono state emanate due ordinanze di chiusura al traffico, una per il tratto di via Morosini dal civico 44 al 60 e per la strada di collegamento con via Puccini, l’altra per via Astori.

(N.Der.)

 

Comunicato Stampa congiunto Opzione Zero, Re-Common, Counter Balance

25 giugno 2014

L’operazione Project Bond per il Passante di Mestre è a forte rischio corruzione. Intervenga subito Cantone per bloccare l’emissione dei titoli “tossici”

Opzione Zero, Re:Common e la Rete Europea Counter Balance oggi hanno scritto al presidente dell’Autorità Nazionale Anti-Corruzione Raffaele Cantone per manifestare tutti i loro dubbi e le loro preoccupazioni in merito all’operazione di rifinanziamento del debito del Passante di Mestre attraverso l’emissione sui mercati finanziari dei famigerati Project Bond per 700 milioni di euro. Val la pena ricordare che solo un anno fa la Spa pubblica CAV, gestore del Passante, aveva già ricevuto due finanziamenti: uno dalla BEI per 350 milioni di euro, e uno di 73,5 milioni di euro direttamente da Cassa Depositi e Prestiti.

Per l’acquisto dei titoli finanziari legati all’opera, in quella che viene annunciata come la prima operazione italiana di project bond europei, sono in pole position cinque banche private, tra cui Banca Intesa e Unicredit, Il beneficiario del nuovo finanziamento è appunto la Concessioni Autostradali Venete (CAV) Spa, partecipata al 50% da Regione Veneto e ANAS SpA, costituita nel 2008 con lo scopo di rimborsare a ANAS circa 1 miliardo di euro anticipato per la costruzione del Passante di Mestre e delle opere complementari. Il rimborso avrebbe dovuto avvenire attraverso il gettito dei pedaggi, ma fin da subito si è visto che gli introiti annuali erano insufficienti a ripagare i costi sostenuti.

Costi, è bene ricordare, che dai 750 milioni di euro preventivati inizialmente, sono schizzati nel giro di pochi anni a oltre 1,4 miliardi di euro. Proprio la Corte dei Conti nel 2011 in una relazione ufficiale metteva in evidenza l’aumento spropositato dei costi, nonché l’assenza di controllo pubblico e il rischio di infiltrazione mafiosa. Nel 2013 scoppia in Veneto il caso Mantovani e poi lo scandalo MOSE; e guarda caso il principale esecutore dei lavori di costruzione del Passante di Mestre è la società Mantovani Spa, così come tra i principali soci della società Passante di Mestre scpa, il general contractor che si è aggiudicato la gara per la costruzione del by-pass di Mestre, ci sono le stesse società consorziate con Il Consorzio Venezia Nuova ora al centro della vicenda MOSE. Non sfugge poi l’arresto dell’assessore regionale alle infrastrutture Renato Chisso, e la richiesta di arresto dell’ex-governatore Giancarlo Galan, i due dei principali artefici del Passante.

Nonostante il quadro fosse ormai chiaro da tempo, le spericolate operazioni finanziarie di CAV  SpA sono state avallate dall’attuale Giunta Regionale in carica con le delibere n. 1992/2012 e 493/2013 e dai suoi rappresentanti politici nel Consiglio di Amministrazione della società (tra questi fino a poco tempo fa anche l’arrestato Giampietro Marchese, in quota PD). E di questo dovrà risponderne in pieno proprio il Presidente Luca Zaia, che ancora oggi si dichiara ignaro di tutto il malaffare e la corruttela che ha coinvolto la sua Giunta.

“Il vaso di Pandora ormai è stato scoperchiato” ha dichiarato Mattia Donadel, presidente di Opzione Zero. “Quello che emerge in modo chiaro e inequivocabile dalle inchieste in Lombardia e in Veneto è che il “sistema” delle Grandi Opere e del Project Financing sono pensati e strutturati unicamente per alimentare lobby politiche e affaristiche delinquenziali. Tuttavia gli arresti e i procedimenti penali in corso non fermano gli iter dei vari progetti “in cantiere”, e nemmeno le ricadute perverse delle opere già realizzate, prima tra tutte il Passante di Mestre” ha aggiunto Donadel.

“L’emissione dei Project Bond aprirà un altro buco dopo quello provocato solo qualche mese fa dalla stessa CAV con Cassa Depositi e Prestiti e con Banca Europea degli Investimenti per altri 423,5 milioni di euro”, ha affermato Elena Gerebizza di Re:Common.

Per queste ragioni nella lettera al presidente Cantone si chiede conto delle attività di monitoraggio svolte sulle azioni della Regione Veneto e sull’intenzione o meno di inglobare nelle indagini dell’Autorità Anti-Corruzione le operazioni relative all’emissione di project bond, nonché, visto il coinvolgimento della Bei, sulla possibilità di promuovere un’azione di cooperazione nell’ambito del network European Partner Agaist Corruption (Epac), al fine di chiedere maggiori trasparenza alla Banca europea per gli investimenti.

 

Gazzettino – Project bond per il Passante di Mestre.

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20

giu

2014

INFRASTRUTTURE – La Cav, che gestisce l’opera, prima in Italia lancia l’operazione per raccogliere 700-900 milioni entro settembre

Il Passante a caccia di quasi un miliardo per ripagare i debiti e allungare la sua concessione. La società che gestisce i 32 chilometri da Dolo a Quarto d’Altino fortemente voluti da Giancarlo Galan per superare il “muro” della Tangenziale di Mestre godono di buona redditività e altrettanta solvibilità, tanto che sta studiando – prima in Italia – il lancio di un project bond della durata di 15 anni. «Contiamo di raccogliere sul mercato finanziario tra i 700 milioni e i 900 milioni – spiega Tiziano Bembo, presidente di Cav, la società al 50% Anas e al 50% Regione Veneto che gestisce il Passante di Mestre, 132,4 milioni di valore della produzione nel 2013 (114 milioni gli incassi dai pedaggi), 9,8 milioni di utile – cinque banche (Imi, Unicrdit, Rbs, Bnp Paribas, Societe Generale) cureranno l’operazione a un costo molto vantaggioso (0,25%). Per fine agosto Moody’s e Fitch dovrebbero aver fissato il nostro rating e poi il bond potrebbe essere piazzato sul mercato per settembre». Gli uomini di Cav confidano sull’investimento sicuro e pensano di strappare un 4% o anche meno: «Il Passante è già stato realizzato, questi fondi ci serviranno a ripagare l’Anas che ha anticipato a suo tempo i 1,216 miliardi per finanziare l’opera e il finanziamento di 423 milioni erogato nel 2013 dalla Cassa Depositi e Prestiti». Bei dovrebbe garantire il 20% del bond.
L’altra grande partita è l’allungamento della concessione la cui scadenza era prevista per il 2032: «Vogliamo arrivare al 2050 e questo per poter finanziare altre opere nel Veneto», dice Bembo.

(m.cr.)

 

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