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MIRANO – Interrogazione di Pettenò al Consiglio regionale

MIRANO – Il problema del traffico nell’area del casello di Mirano-Dolo è approdata nuovamente in Consiglio regionale: il consigliere Pietrangelo Pettenò (Federazione della Sinistra) ha presentando un’interrogazione chiedendo alla Giunta Zaia di dare risposte concrete ai cittadini del Miranese che da tre anni convivono con i disagi causati dalle migliaia di mezzi che escono e rientrano in autostrada per risparmiare sul pedaggio. «La situazione si è ulteriormente aggravata in quanto sempre più mezzi pesanti adottano questa manovra vantaggiosa», scrive Pettenò, che già un anno fa portò lo stesso problema in Consiglio. Allora la Giunta rispose che si trattava di una situazione transitoria. «È ora di trovare una soluzione definitiva che preveda tariffe congrue, risolvendo il problema del traffico a sud di Mirano e tutelando la salute dei cittadini di Vetrego costretti a subire una molte di traffico insostenibile» conclude.

(G.Pip)

 

 

Mira. Ordine del giorno votato all’unanimità alla presenza del direttore dell’Asl 13. L’impegno: «Salvaguardare Dolo»

MIRA.

Il sindaco Alvise Maniero e il “suo” consiglio si schierano in difesa dell’ospedale di Dolo. Con un voto unanime, il consiglio comunale di Mira, alla presenza del direttore generale Arturo Orsini e dei sindaci di Dolo, Fiesso, Fossò, Camponogara e il vice sindaco di Campolongo, ha detto no ai tagli e chiesto più finanziamenti alla Regione.

La preoccupazione è che gli indirizzi contenuti nel nuovo Piano socio sanitario, in approvazione al Consiglio regionale, possano avviare l’ospedale di Dolo a un inesorabile declassamento tale da comprometterne l’esistenza.  Nel corso della discussione sono emersi alcuni dati allarmanti. L’Asl 13 è la meno finanziata (contributo pro capite inferiore anche di 200 euro rispetto ad altre). «Se solo si ottenesse un innalzamento di 150 euro pro capite nel finanziamento regionale» ha osservato Flora Alborino, direttore di Medicina di Laboratorio «arriverebbero 37 milioni di euro in più: quante cose si potrebbero fare».   L’Asl 13 riceve la quota più bassa del Veneto per l’assistenza agli anziani. E, nonostante i tagli degli ultimi anni, risponde in pieno ai requisiti individuati come ottimali, sia per numero di abitanti serviti (oltre 250mila), che per posti letto per abitanti (nel limite del 4 per mille), e per i tempi medi di ricovero. A fronte di ciò il Consiglio comunale di Mira chiede che il nuovo Piano socio sanitario mantenga per Dolo la caratteristica di ospedale per acuti, incrementando la quota pro capite trasferita all’ Asl 13.  Si chiede inoltre che venga fermata ogni forma di riorganizzazione ospedaliera, e in particolare il trasferimento di reparti e servizi da Dolo a Mirano; che si proceda ad adeguare alle normative vigenti il Pronto soccorso, le sale operatorie e il vecchio monoblocco dell’ospedale attraverso un’armonizzazione delle specialità di eccellenza. Si chiede infine di ottimizzare le strutture per ridurre i costi. L’ordine del giorno, proposto dal Pd, chiede a sindaco e giunta di «sostenere queste istanze in tutte le sedi opportune per ottenere al più presto i finanziamenti necessari per l’ospedale di Dolo, e avviare una azione immediata di mantenimento e riqualificazione dei servizi sociali e sanitari in Riviera».

Alessandro Abbadir

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DOLO. Rimangono ancora alti i livelli di pm 10, ozono e biossido di azoto registrati nell’aria dalle centraline comunali posizionate in via Cairoli a Dolo, a fianco del municipio, e in via Brusaura, davanti alla sede della Protezione civile.   I dati, disponibili sul sito del Comune rivierasco, sono aggiornati fino al 4 giugno. Per quel che riguarda il mm 10 dall’inizio dell’anno ci sono stati a Sambruson 37 superamenti della media massima giornaliera (che non dovrebbero essere superata più di 35 volte in un anno solare), la media su anno civile è di 41,4 microgrammi per metrocubo contro i 40 fissati mentre il picco di rilevazione è stato registrato l’1 giugno con oltre 90 microgrammi per metro cubo. A Dolo la situazione vede 25 sforamenti della media massima giornaliera di pm 10 mentre la media su anno civile è di 41,9 microgrammi per metro cubo. Nelle rilevazioni sulla qualità dell’aria a Sambruson ci sono stati 71 superamenti della media massima giornaliera di ozono (limite annuale pari a 25 superamenti) con il picco che è stato registrato alle 20 del 28 maggio con 144,3 microgrammi per metro cubo.  A Dolo infine ci sono stati 41 superamenti di media massima giornaliera di ozono (picco alle 20 del 28 maggio con 140,6) mentre alta è la media su anno civile di biossido di azoto con 49,2 microgrammi per metro cubo contro il limite massimo fissato a 40.

Giacomo Piran

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MIRA – Tagli ai costi della politica di Mira (ridotte a quattro le sei commissioni consiliari) e difesa dell’ospedale di Dolo: questa l’agenda del consiglio mirese. Maggioranza e opposizione si sono trovate d’accordo nella difesa dell’ospedale e dopo quattro ore di dibattito

hanno preso atto della difficile situazione in cui versa il nosocomio. «Se solo si ottenesse un innalzamento di 150 euro pro capite nel finanziamento regionale – ha osservato la Flora Alborino in rappresentanza dei primari – arriverebbero 37 milioni in più». I consiglieri all’unanimità hanno approvato un documento in cui si impegna il sindaco Alvise Maniero e la conferenza dei sindaci «a ottenere al più presto i finanziamenti necessari per l’ospedale.  

Nel corso dell’assemblea sono state costituite anche le commissioni consiliari. 1. Commissione: Affari generali e istituzionali, Sistema informatico sarà composta da: Gino Biasiolo, Luisa Mazzariol, Mauro Berti, Riccardo Barberini, Serena Giuliato (Movimento 5 Stelle), Vilma Minotto, Fabio Zaccarin (Pd). 2. Commissione: Bilancio, Patrimonio, Programmazione, Personale, Sviluppo economico, Attività produttive, Politiche comunitarie: Mauro Berti, Melania Canova, Mauro Novello, Simone Bastianello, Serena Giuliato, Michele Carpinetti, Francesco Sacco (Pd). 3. commissione: Pianificazione territoriale, Lavori pubblici, Ecologia, Politiche ambientali: Giuseppe Sifanno, Allen Biasiotto, Andrea Pesce, Gino Biasiolo, Michele Pieran (Movimento 5 stelle), Gabriele Bolzoni, Renato Martin (Pd). 4. commissione: Diritti e Politiche sociali, Volontariato, Cultura, Pubblica istruzione, Sport, Turismo, Pari opportunità: Michele Pieran, Riccardo Barberini, Elisa Boscaro, Luisa Mazzariol (Movimento 5 stelle), Vilma Minotto, Francesco Sacco (Pd). Paolino D’Anna (Pdl), Mattia Donadel (Mira fuori dal Comune), Alessio Bonetto (Noi per Mira) sono componenti di diritto di tutte e quattro le commissioni.

(L.Gia)

 

Chiesta la ripresa e la trasmissione sul sito comunale

DOLO. Poter riprendere e trasmettere via internet i lavori del consiglio comunale così come fatto a Mira con la nuova amministrazione del sindaco Alvise Maniero.       Questa è la proposta presentata ieri da Giorgio Gei (Ponte del Dolo) in commissione capigruppo e al sindaco Maddalena Gottardo.

«I principali comuni vicini a noi», spiega Gei, «si stanno dotando, o si sono già dotati, di moderni strumenti che permettono la ripresa dei lavori consiliari e la trasmettono sul web rendendola così accessibile a molti, sia in diretta che successivamente in qualsiasi altro momento, attraverso il podcasting». 

Per il capogruppo del Ponte del Dolo la proposta è supportata da altre motivazioni.

«La sala consiliare ha a tutt’oggi un vincolo alla sua capienza», commenta Gei, «non facilmente sanabile visti i tempi di ristrettezze economiche. E’ inoltre uso di questa amministrazione convocare il consiglio comunale in orari pomeridiani che non permettono a molti la partecipazione».

Giorgio Gei chiede quindi un parere da parte dei due capigruppo Silvano Boato e Alberto Polo, oltre che del sindaco Gottardo.

«L’adozione di tali strumenti credo richieda una modifica al regolamento. Chiedo pertanto di valutare la proposta al fine di permettere anche al nostro consiglio di agire al passo con i tempi. Potrebbe essere questa occasione per mettere comunque mano al regolamento anche in altri articoli che si sono rivelati inadeguati».

Giacomo Piran

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Cento le aziende coinvolte nel nubifragio di mercoledì tra Riviera e Miranese

La Coldiretti: «Impossibile chiedere lo stato di crisi, nessun rimborso previsto»

DOLO. Ora arrivano le cifre dei danni all’agricoltura in Riviera e Miranese a causa dei nubifragi e della grandine dello scorso mercoledì: tre milioni di euro che non saranno rimborsabili come calamità naturale. Le aziende coinvolte? Un centinaio. I numeri emergono dalle ispezioni fatte da Coldiretti nel comprensorio nei giorni scorsi. «Abbiamo verificato con i nostri tecnici, spiegano Paolo Capuzzo e Fabio Livieri referenti di area di Coldiretti, «che i danni nell’area dei 17 comuni sono nell’ordine dei tre milioni di euro solo per le colture. È stata colpita duramente la zona di Dolo , Mira , Fiesso D’Artico, Fossò e nel miranese ad esempio Cappella di Scorzè, l’area di Martellago e alcune frazioni di Mirano come Vetrego e Campocroce».        Le colture più colpite? Con mais e granoturco che hanno avuto danni per il 70 % dei raccolti , sono state quasi letteralmente cancellate le produzioni di tabacco che si concentrano a Fiesso D’Artico , Pianiga e Mirano. «Queste produzioni specifiche», spiega Livieri, «hanno avuto danni per l’85 % e andrà male anche per i vitigni che erano in fase di fioritura e sviluppo e che sono stati semidistrutti dalle grandinate. Malissimo le produzioni di alberi da frutto e bietole».        Questi danni però non potranno essere rimborsati. «Se le aziende non hanno stipulato specifiche assicurazioni, spiega Livieri, «dato che non ci sono stati danni alle strutture agricole, non sarà concesso lo stato di crisi e in questo modo non sarà possibile ricevere contrbuti per i danni subiti». Una speranza di ripresa per le colture c’è ed è paradossalmente , questo periodo di caldo che è seguito ai nubifragi. Dopo la tanta pioggia dei giorni scorsi», concludono Capuzzo e Livieri di Coldiretti, «questa ondata di caldo africano permetterà soprattutto alle viti di riprendersi e fare vino di buona qualità ma resta da sperare che i fenomeni negativi non si ripetano nel corso dell’estate».       E se i danni alle colture non potranno essere rimborsati , non lo saranno nemmeno quelli alle abitazioni che hanno subito numerosi allagamenti a Mira Taglio, Fiesso, Dolo e in alcune frazioni di Mirano. A Mira il comune ha già avvertito le 300 famiglie coinvolte dai nubifragi. Per loro nonostante i tanti danni non ci sarà un euro . Il comune di Dolo cerca di andare incontro alle esigenze dei suoi residenti invece annunciando di voler sforare il patto di stabilità. Quello che appare chiaro comunque è che i soldi stavolta non ci saranno per nessuno.

Alessandro Abbadir

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Camion e auto che escono e rientrano in A4 per ridurre il pedaggio intasano le strade della frazione di Mirano

«Solo ora si rendono conto del problema dei camion? Noi ci conviviamo quotidianamente, da quattro anni». I residenti di Vetrego alzano la voce e puntano ancora una volta il dito contro la società Veneto Strade e i politici che a loro dire hanno devastato la frazione miranese. La questione del traffico nell’area del casello è tornata in auge nei giorni scorsi, visto che sempre più spesso anche i camion e non più solo le automobili fanno il classico giochetto di entrare e uscire dal casello per risparmiare: lo “sconto” per i veicoli a tre assi diretti da Mestre a Padova Est è di 3.20 euro, 1 euro invece che 4.20. Una volta i mezzi pesanti privilegiavano la tempistica, ora invece in condizioni di crisi si guarda prima di tutto alla convenienza. L’attenzione si è dunque spostata sui camion, ma a Vetrego strabuzzano gli occhi: «Noi del problema camion ce ne siamo accorti già quattro anni fa – sbotta Lina Casonato, una residente di via Porara -, ormai Vetrego non esiste più per nessuno. Adesso si parla dei tir come nuovi “furbetti”, ma i camionisti fanno il proprio interesse, noi non ce l’abbiamo con loro». La rabbia, infatti, è tutta contro le istituzioni: «La colpa è di chi ha creato questo sistema – prosegue la donna – ma alla fine ci andiamo di mezzo noi. Non viviamo più come prima, è un inferno». È stato perfino creato un comitato di casalinghe e pensionati, per far sentire la propria voce. «Eppure siamo stati abbandonati e dimenticati» esclama. Lina racconta come spesso e volentieri all’ora di punta sia quasi possibile uscire di casa: «Il tragitto da Vetrego e Mirano è di circa 3 km – spiega – sa quanto ci mettiamo noi, alle 8 del mattino o alle 6 di sera? Venticinque minuti».

 

Gazzettino – Dolo, “Sbloccate i soldi per l’ospedale”

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17

giu

2012

DOLO – Il Pd critica apertamente le linee guida del nuovo piano sanitario

La protesta: «Asl 13 sottofinanziata, è l’ultima per quote pro-capite»

«Il nuovo Piano socio-sanitario regionale deve garantire equità e integrazione dei servizi, garantendo a tutti il diritto alla salute». In vista del voto di mercoledì per l’approvazione del nuovo piano sanitario, resta vivo il dibattito fra le forze politiche sul futuro dell’ospedale di Dolo. Questa volta ad andare all’attacco sono i vertici del Pd, che criticano l’eccessiva discrezionalità delle linee guida del piano. «La maggioranza di governo della Regione Veneto ha dimostrato più volte di non essere coesa e questa diversità si traduce in contraddizioni evidenti – attacca il consigliere regionale Bruno Pigozzo – I servizi sul territorio sono ancora troppo discrezionali: chiediamo criteri chiari e omogenei per tutti ed un trattamento finanziario equo e trasparente. Non basta solo far quadrare i conti, è necessario un riordino generale più omogeneo». Il responsabile alla Sanità per i Democratici Gabriele Scaramuzza sottolinea, invece, la necessità di riequilibrare la quota pro-capite provinciale, di oltre 100 euro inferiore rispetto alla media regionale. «La nostra Asl è sotto-finanziata ed è l’ultima per quote pro-capite, nonostante sia all’avanguardia in molte specialità. Non vengono riconosciute e valorizzate le eccellenze di un’Asl che ha sempre rispettato tutti i parametri, nonostante le poche risorse a disposizione». Il segretario del Pd dolese, Matteo Bellomo, chiede invece che vengano immediatamente sbloccati i 22 milioni promessi per la ristrutturazione e la messa a norma dell’ospedale e lancia la proposta dell’osservatorio «Sanità H24»: «Al recapito mail dolodemocratica@gmail.com cittadini e professionisti potranno segnalare tutte le anomalie e le disfunzioni riscontrate, di cui poi ci faremo portavoci in Regione». Regione che vede la sanità al centro dello scontro fra Pdl e Lega, più concentrati sulle proprie diatribe politiche che sugli interessi dei cittadini. Questo il pensiero del segretario provinciale del Pd Michele Mognato: «Questa è una partita che non ha colore politico – spiega Mognato – in cui bisogna far fronte comune fra partiti e comitati cittadini. Basta con le beghe interne, è il momento di dare delle risposte ai cittadini».

 

Nuova Venezia – “Perso il 70 per cento del raccolto”

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15

giu

2012

 

Cia e Coldiretti preoccupate. A Mira danni e disagi per 300 famiglie, l’assessore Gatti: «Non saranno risarcite»

MIRA.

Nubifragi: danni per milioni di euro in Riviera del Brenta e Miranese e cittadini doppiamente infuriati: da un lato perché gli interventi anti-allagamento di questi anni sembrano non essere serviti a nulla, dall’altro perché non saranno risarciti.        Agricoltura. La grandinata di mercoledì pomeriggio ha messo in ginocchio l’agricoltura. Per il presidente della Cia Venezia Paolo Quaggio una valutazione più attendibile dei danni sarà possibile solo nei prossimi giorni. I danni, però, sono ingenti.

«Le zone più colpite» spiega Quaggio «sono state quelle di Dolo, Pianiga e Vetrego di Mirano. Valutiamo una perdita media del 60-70% delle produzioni vegetali. In particolare il frumento ha subito perdite superiori al 70%. Per il mais si stimano perdite del 50% ma anche superiori laddove la grandine è stata accompagnata da forti venti. La soia in alcune aree dovrà essere riseminata. Unica nota di speranza: non si segnalano danni alle strutture agricole».        Anche Coldiretti sottolinea una situazione davvero difficile. «Ci vorrà una settimana per fare stime attendibili» spiegano Paolo Capuzzo e Fabio Livieri «ma quello che è certo è che nell’area a cavallo fra Riviera e Miranese il maltempo è stato estremo».         Allagamenti a Mira. A Mira hanno subito disagi e danni oltre 300 famiglie. Molte persone hanno perso elettrodomestici, mezzi, oggetti di valore.  Sono state colpite in particolare via Cesare Pavese, via Toti e le strade laterali, via Fratelli Bandiera, via Alfieri, via Gramsci, via Verga. A Oriago la zona di via Lago di Misurina e le strade laterali, ma anche via Sabbiona e parte di via Lomellina. Sott’acqua anche via Valmarana a Mira Porte e i sottopassi sulla Miranese fra Marano e Mira e quello fra Borbiago e Oriago in via Valdarno.   I residenti sono infuriati. «È stato colpito di nuovo il quartiere “ex Lissandrin”» spiega Roberto Mozzato per il comitato cittadini attivi di Mira Taglio «quello più popoloso del capoluogo. Qui dal 2007 avevamo chiesto di collocare pompe idrovore che scaricano l’acqua sul Serraglio da 1700 metri cubi al secondo. Da 5 anni ne abbiamo invece due da 1200. Perché il Consorzio di bonifica non le autorizza?».   Risarcimento danni. Dal Comune brutte notizie per chi spera nei risarcimenti. «Abbiamo incontrato decine di persone che hanno subito danni» spiega l’assessore alla Protezione Civile Michele Gatti «L’idrovora di via Gramsci, ora azionata manualmente, dovrà essere automatizzata. Comunque per il fatto che l’evento è stato violento ma circoscritto a Mira e Comuni limitrofi, non ci saranno risarcimenti».  Dolo e Fiesso. In via Leopardi a Dolo sono finite sott’acqua diverse famiglie: si chiede di potenziare le pompe idrovore. A Fiesso Adriano Zaramella denuncia il fatto che «l’impianto idrovoro nello scolo Castellaro è incompiuto, abbandonato da tempo tra le sterpaglie, manca il posizionamento e la messa in servizio dell’idrovora».

di Alessandro Abbadir    (ha collaborato Giacomo Piran)

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Nuova Venezia – Riviera, “Interventi bloccati dai tagli”

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15

giu

2012

 

L’ex commissario Carraro: «Realizzato solo il 25% del programma»

MIRA. «Molto si è fatto ma degli interventi che avevo programmato dal 2007 in poi è stato realizzato solo il 25 % anche in Riviera del Brenta». A dirlo è MarianoCarraro l’ex commissario straordinario agli allagamenti che per quattro anni si è occupato soprattutto in provincia di Venezia a dare risposte per risistemare un territorio che dal 2007 in poi (l’evento maggiore è del settembre di quell’anno) aveva mostrato gravi squilibri nell’assetto idrogeologico con tracimazioni e danni per migliaia di famiglie.           «A Mira e Dolo, ma anche a Campagna Lupia Campolongo e Camponogara, Fiesso e nel Miranese in realtà come Santa Maria di Sala e Mirano, Noale e Scorzè» spiega l’ex commissario Mariano Carraro «ho cercato di far attivare tutti i fondi a disposizione per realizzare interventi idraulici come il risezionamento di canali, la realizzazione di aree di golenaggio, l’installazione di nuove pompe idrovore, vasche di laminazione e la realizzazioni di nuove botti sifone. Come commissariato agli allagamenti abbiamo risarcito in parte i danni subiti da molte famiglie. I fondi che maggiormente sono stati utilizzati sono quelli destinati dalla Legge Speciale per Venezia, fondi finalizzati al disinquinamento della laguna. Tutto questo è in parte servito anche in questa occasione per mitigare i danni del maltempo e del nubifragio visto che senza questi interventi si sarebbero ripetuti i danni del 2007».        Carraro però lancia un monito a Comuni e Consorzi di bonifica. «Dal 2008 in poi a causa della crisi economica i lavori in programma per la sistemazione idraulica del comprensorio di Riviera e Miranese in molti casi non sono più partiti» conclude Carraro «perché risorse non ce ne erano più.        Si deve capire invece che questi lavori vanno completati altrimenti i danni che produrranno i mancati interventi saranno maggiori dei supposti risparmi».

(a.ab.)

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