Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al Consiglio di Stato. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso Consiglio di Stato contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Dopo lo stop in Consiglio. Gottardo felice. Le opposizioni: «Solo cemento e niente idee»

DOLO – I commissari “ad acta” Mariagrazia Romeo e Maurizio Dorigo hanno adottato il Pati (piano assetto territoriale intercomunale) tra Dolo e Fiesso. Si chiude quindi l’iter di approvazione del nuovo piano regolatore che aveva scatenato in questi mesi un lungo scontro tra maggioranza e opposizione. Soddisfatto il sindaco Maddalena Gottardo: «Il Pati è tornato ad essere uno strumento per lo sviluppo del paese e non uno argomento per la campagna elettorale. Questo è un atto di programmazione e non di autorizzazione».

L’iter del Pati prevede ora la pubblicazione del documento sul Bur e poi ci saranno 60 giorni per la presentazione delle osservazioni da parte dei cittadini. Successivamente sarà convocata una conferenza dei servizi con la Regione, la Provincia e i comuni di Dolo e Fiesso che analizzeranno le osservazioni. Questa procedura potrebbe avvenire dopo le elezioni.

Pesante il commento dei gruppi di opposizione “Dolo Cuore della Riviera”, “Lega Nord” e “Il Ponte del Dolo”.

«Il sindaco uscente Gottardo ha cancellato la democrazia», spiegano, «non è riuscita a far approvare il Pati in Consiglio comunale costringendo così la nostra città ad essere commissariata sulla scelta più importante per il proprio futuro. In quel documento non c’è alcuna visione strategica e alcuno spunto capace di rilanciare Dolo, Arino e Sambruson. Non c’è alcuno spunto in grado di sollevare il nostro territorio dalla fase di crisi e stagnazione nella quale è stato abbandonato. Ci sono soltanto metri cubi di cemento».

Sulla nomina dei commissari “ad acta”, decisa dal difensore civico regionale, pesa anche il ricorso al Tar presentato dai consiglieri di opposizione. «Il ricorso che abbiamo presentato come opposizione», concludono, «a questo punto acquisisce ulteriore forza e giustificazione. Proprio per questo andremo avanti fino in fondo».

Giacomo Piran

 

DOLO – Il Coordinamento iniziative a tutela dell’ospedale di Dolò ritiene di aver fatto il possibile in difesa del nosocomio dolese con la raccolta di firme, due manifestazioni popolari, il coinvolgimento delle istituzioni e la pressione per giungere ad una mozione votata all’unanimità in Consiglio Regionale che ha sancito il congelamento dell’atto aziendale dell’Asl 13 per consentire la revisione delle schede ospedaliere.

Tuttavia, le schede regionali prevedono il passaggio dell’ospedale di Dolo da polo chirurgico a polo medico-riabilativo, nonostante il parere della Conferenza dei Sindaci.

«Per noi è un declassamento, in quanto un ospedale che non risponde ad urgenze ed acuzie con reparti e servizi collegati sicuri, di alta qualità, è un ospedale di serie B». – osservano al Coordinamento che si rivolge ai futuri rappresentanti regionali.

«Cosa propongono i candidati? I loro partiti? Il Coordinamento si sente legittimato a chiedere alle realtà politiche della Riviera incontri per capire, sul futuro dell’ospedale di Dolo e sull’organizzazione complessiva del servizio socio-sanitario, le intenzioni di ciascuno. Per troppo tempo, sul tema, la politica locale ha balbettato. È giunto il momento che esca allo scoperto».

(L.Per)

 

Dolo. L’opposizione ricorre al Tar: «Il sindaco ha preferito far adottare ad altri il piano urbanistico»

DOLO – I dieci consiglieri d’opposizione dei gruppi “Dolo Cuore della Riviera”, Lega Nord e “Il Ponte del Dolo” hanno impugnato davanti al Tar del Veneto il decreto di nomina dei commissari ad acta per l’adozione del Pati (piano assetto territoriale intercomunale) di Dolo e Fiesso.

Ennesima bufera nei confronti del nuovo piano regolatore di Dolo che da oltre un anno è terreno di scontro tra maggioranza e opposizione. Da maggio a ottobre dello scorso anno infatti, per ben quattro volte, si era assistito in Consiglio al rinvio della discussione del Pati.

Questo ha portato il sindaco a chiedere e ottenere la nomina di due commissari ad acta da parte del difensore civico regionale.

I gruppi di opposizione, – rappresentati da Alberto Polo, Mario Vescovi e Giorgio Gei, non hanno accettato la nomina.

«Siamo costretti a ricorrere al Tar», spiegano i dieci consiglieri, «per tutelare il diritto di rappresentanza ricevuto dai cittadini attraverso il voto, in una materia fondamentale come la definizione urbanistica del territorio».

Vengono quindi lanciate accuse contro il sindaco Maddalena Gottardo.

«Dopo l’azzeramento della commissione urbanistica», proseguono, «e quattro tentativi in consiglio comunale andati a vuoto, il sindaco non ha voluto assicurare in aula la maggioranza dei consiglieri indispensabile per il voto. Infatti, piuttosto che confrontarsi nel merito con la minoranza che chiedeva una riconsiderazione di quanto previsto nel Pati, ha optato per la comoda scorciatoia di chiedere a terzi, a nostro avviso illegittimamente, di adottare in via sostitutiva il piano urbanistico. Per come sono avvenuti i fatti, la maggioranza non è riuscita ad adottare il Pati per la grave e nota crisi politica della lista che in origine sosteneva il sindaco».

I consiglieri analizzano alcune parti del Pati.

«Sarà devastante per il paese», commentano, «basti ricordare i 185 mila metri cubi di nuovo volume edificatorio oltre ai 300 mila metri cubi già previsti dal vigente piano regolatore e non ancora realizzati, o la prevista colata di cemento su 220 mila metri quadrati di terreno agricolo. Chiediamo al Tar, previa sospensione cautelare, di annullare il decreto di nomina dei commissari ad acta emesso dal difensore civico regionale, ridando al consiglio comunale il diritto di determinare il futuro sviluppo urbanistico sul proprio territorio, come previsto dalla legge e dal volere dei cittadini».

Giacomo Piran

 

DOLO – I dieci consiglieri di minoranza Alberto Polo, Giorgio Gei, Mario Vescovi, Adriano Spolaore, Andrea Zingano, Gianluigi Naletto, Gianni Lazzari, Giovanni Fattoretto, Marco Cagnin, Vincenzo Crisafi hanno presentato ricorso al Tar per impugnare la nomina dei commissari ad acta Maria Grazia Romeo e Maurizio Dorigo, per l’adozione del Pati di Dolo e Fiesso d’Artico.

«Siamo costretti a ricorrere al Tar – spiegano – per tutelare il diritto di rappresentanza ricevuto dai cittadini attraverso il voto, in una materia fondamentale come la definizione urbanistica del territorio. Agire per le vie legali è l’estremo passo che possiamo mettere in atto, di fronte alla richiesta fatta dal sindaco Gottardo al Difensore civico regionale di adottare il nuovo Piano urbanistico intercomunale attraverso la nomina di due commissari ad acta».

Perché questo passo? «Per come sono avvenuti i fatti! Il sindaco e la sua maggioranza non sono riusciti ad adottare il Pati, non certo per l’impossibilità di raggiungere il numero legale ma per la grave e ben nota crisi della maggioranza. Perciò, piuttosto che confrontarsi nel merito con la minoranza, che chiedeva una riconsiderazione di quanto previsto nel Pati, ha optato per la pilatesca scorciatoia di chiedere a ’terzi’ – a nostro avviso illegittimamente – di adottare un Piano urbanistico privo d’identità e devastante per lo sviluppo sostenibile del paese».

Ed ora? «Chiediamo al Tar del Veneto (previa sospensione cautelare) di annullare il decreto di nomina dei commissari ad acta emesso dal Difensore civico, ridando così al Consiglio il diritto di determinare, come previsto dalla legge, il futuro urbanistico del territorio».

Lino Perini

 

DOLO – Il Comitato contro la nomina di Livieri a vicepresidente della Conferenza

«Fabio Livieri da presidente a vicepresidente della Conferenza dei sindacì per fare che cosa?» È quanto si chiede il Comitato Bruno Marcato che vede nella decisione un ulteriore passo verso il ridimensionamento dell’ospedale di Dolo.

«Se c’erano dubbi che il progetto del nostro direttore generale potesse incontrare difficoltà nell’attuazione, ora non ne abbiamo più: procederà speditamente con il consenso dei sindaci; anzi, con la ’compattezzà e l’unanimità’ chiesta da Livieri e dimostrata nel passato».

Questo il pensiero del Comitato, che aggiunge: «Per far questo, la Conferenza dei sindacì ha inventato addirittura una nuova norma. Nel regolamento regionale viene previsto che il direttivo della Conferenza è organismo ristretto, composto da non più di cinque membri. Nella nostra Asl, invece, i membri diventano sei, per far posto a Livieri, politicamente di centrodestra, per pareggiare la collocazione di centrosinistra del presidente Silvano Checchin».

Perché la decisione non piace al comitato? «Conosciamo bene Fabio Livieri, è stato presidente della Conferenza dei sindaci per cinque anni ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti, anche dei sindaci che ora lo hanno ripescato, forse per garantire il progetto approvato dalla Regione. Con l’elezione di Checchin tutti si aspettavano un cambiamento, ora Livieri lo può sostituire per ’l’esercizio delle funzioni, compiti e poteri’. Evidentemente, Livieri è una ’garanzia politica’, anche se la sua nomina avviene senza rispettare la legge».

Cosa potrà accadere, ora? «Livieri sa che è già tutto fatto dal direttore Gumirato ed approvato dalla Regione; sa anche che non ci sarà l’ampliamento dell’ospedale di Dolo, ma la dismissione e vendita di dodici edifici del vecchio ospedale, compresa Villa Massari, con lo spostamento di tutti i reparti chirurgici a Mirano. Non c’è più nulla da capire, si deve solo attuare. Anche per questo è stato nominato vicepresidente».

 

DOLO – Consolidare il settore Materno Infantile e trasformare la Chirurgia in unità operativa complessa.

Queste le due proposte lanciate dal comitato “Bruno Marcato” per potenziare l’ospedale di Dolo. «In attesa del nuovo assetto territoriale delle Asl», spiegano i componenti, «non vanno predeterminate scelte che definiscano in maniera irreversibile la classificazione degli ospedali, in particolare quello di Dolo».

Per questo il Comitato propone di «mantenere e consolidare il settore Materno Infantile con la copertura del posto di dirigente ora garantito solo parzialmente dal primario di Mirano dopo il pensionamento di quello di Dolo.

Va poi mantenuta e consolidata la Chirurgia trasformandola in unità operativa complessa, utilizzando il posto di dirigenza attualmente scoperto di Otorinolaringoiatria di Mirano. Per questo reparto, le schede ospedaliere prevedono lo spostamento a Mestre, dove il primario ha già preso servizio».

Per il Comitato si tratta di interventi fattibili: «Sono a costo zero, non necessitano di nessun particolare provvedimento se non di un’autorizzazione regionale per la Chirurgia».

(g.pir.)

 

Gazzettino – “Nascite piu’ sicure a Dolo e Mirano”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

18

feb

2015

Potenziato il reparto di Neonatologia con due nuove importanti apparecchiature

«Nascite più sicure a Dolo e a Mirano». Lo annuncia la direzione dell’Ulss 13 sottolineando il potenziamento del reparto di Neonatologia, dove sono arrivate due nuove apparecchiature per gestire i problemi respiratori dei neonati. L’Ulss 13 garantisce che ci saranno sempre meno trasferimenti in altri ospedali.

«Ridurremmo i trasferimenti – hanno spiegato il primario Luca Vecchiato e il direttore generale Gino Gumirato- potendo gestire finalmente anche qui, con efficacia e sicurezza, il bambino appena nato».

E la notizia viene diffusa proprio pochi giorni dopo la tragedia di Ragusa: una neonata è morta per problemi respiratori, i tempi si sono allungati perché non c’erano ospedali disponibili dove trasportare la bambina nata in una clinica privata di Catania.

Per quanto riguarda Dolo e Mirano, prima dell’arrivo di questi macchinari venivano trasferiti mediamente quattro bambini al mese per problemi respiratori. Ora l’obiettivo sarà trasferire solamente casi molto gravi.

A Mirano questa strumentazione di ultima generazione è già stata battezzata con la gestione del primo bimbo: l’assistenza al neonato avviene tramite la cosiddetta C-PAP (Continous Positive Airway Pressure), ovvero assistenza respiratoria a pressione positiva delle vie aeree. Una metodica mininvasiva che evita al neonato di essere intubato. Alla Pediatria di Dolo e Mirano arriveranno presto anche nuove «termo culle» (comunemente chiamate incubatrici), ventilatore automatico, fototerapie per curare l’ittero e nuovi monitor per un monitoraggio più sicuro.

(g.pip.)

 

Se c’erano dubbi che il progetto del nostro Direttore Generale potesse trovare qualche difficoltà  nell’attuazione, ora non ne abbiamo più, procederà speditamente con il largo consenso dei Sindaci anzi, con la “compattezza” e l’unanimità chiesta da Livieri, come dimostrata nel passato.

Per far questo, la Conferenza dei Sindaci riunitasi lo scorso mercoledì 11 febbraio, ha inventato addirittura una norma.

In quella regionale viene previsto che ……..”la rappresentanza nell’ Esecutivo della Conferenza dei Sindaci è l’organismo ristretto composto da non più di cinque membri”……..  La legge non poteva essere più chiara : “i membri devono essere cinque”  !

Nella nostra ULSS invece, “i membri diventano sei”, per far posto a Fabio Livieri (politicamente di centrodestra) per pareggiare la collocazione di centrosinistra del Presidente Silvano Checchin.     Anziché cedere una sedia, i nostri Sindaci ne hanno aggiunta un’altra e Livieri è uscito dalla porta ed entrato dalla finestra.

Non sentivamo certo il bisogno di una ulteriore lottizzazione fatta con lo stile dei vecchi partiti, applicando il “manuale Cencelli” della prima repubblica.    La nostra ULSS avrebbe bisogno di ben altro.

Conosciamo bene Fabio Livieri, è stato Presidente della Conferenza dei Sindaci di questa ULSS per cinque anni ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti, anche dei Sindaci che ora lo hanno ripescato, forse per garantire il progetto approvato dalla Regione.

Con l’elezione di Checchin tutti si aspettavano un cambiamento, ora Livieri lo può sostituire per ……..“l’esercizio delle funzioni, compiti e poteri”……  così è scritto nel nuovo regolamento approvato all’unanimità dai Sindaci.    Evidentemente, Livieri è la garanzia politica (non solo per il Direttore Generale) anche se la sua nomina avviene senza rispettare la legge.   Una volta, a queste cose facevano seguito le dimissioni, ma erano altri tempi.

In una lettera (inviata anche a noi) in occasione della manifestazione del novembre scorso, Livieri chiedeva ai Sindaci presenti alla manifestazione ……“siamo uomini o caporali ?”……. e li  aveva anche accusati di ……“essere spinti in periodo pre-elettorale dai comitati politicizzati”.     Questa vicenda dimostra chi è effettivamente “politicizzato”.   Livieri è stato nominato proprio in piena campagna elettorale.      La stampa riporta una sua affermazione ..….“negli ultimi mesi i toni attorno alla ristrutturazione si sono alzati notevolmente”……      E’ vero, in questo ha ragione, ma oltre a Gumirato, ha contribuito molto anche lui ad alzare i toni.     Afferma inoltre ……..“dobbiamo capire bene come si articolerà la riorganizzazione degli ospedali dell’ASL 13 ed essere compatti nel sostenere l’ampliamento dell’ospedale di Dolo”……..

Il Sindaco Livieri sa benissimo che è già tutto fatto dal dott. Gumirato ed approvato anche dalla Regione, sa anche che non ci sarà l’ampliamento dell’Ospedale di Dolo, ma la dismissione e vendita di dodici edifici del vecchio ospedale compreso Villa Massari con lo spostamento di tutti i reparti Chirurgici a Mirano.    Non c’è più nulla da capire, si deve solo attuare.

Anche per questo lui è stato nominato Vicepresidente, o no ?     Fabio Livieri afferma che …….. “era già dal 2009 che si parlava di riorganizzazione” ……  non si ricorda più che la riorganizzazione è avvenuta quando era lui Presidente della Conferenza dei Sindaci ?   L’avevano confermata all’unanimità con un documento il 18/04/2012, ribadendo testualmente che  ..…… “il nostro obiettivo rimane quello di eliminare i cosidetti  doppioni,  dando una specializzazione all’Ospedale di Dolo, di un servizio prettamente chirurgico, mentre su quello di Mirano una specializzazione medico – internistica”…….

Ora, il dott. Gumirato sta facendo esattamente il contrario e lui lo sta sostenendo con convinzione assieme a chi lo ha voluto vicepresidente.

Tempo fa chiedeva ai Sindaci  …….“siamo uomini o caporali ?” ……  abbiamo capito che adesso va bene anche tutti caporali, insieme e compatti, però !

 

il Comitato Bruno Marcato/Ospedale di Dolo

 

La polemica 

DOLO – Scoppia la polemica contro l’Asl 13 dopo la fuga dal reparto di psichiatria di Alessio Cristofoli. L’episodio infatti è l’ultimo di una serie. Il caso di Claudio Benvenuti, 53 anni di Dolo, anche lui ricoverato per problemi di tossicodipendenza, aveva fatto pensare: appena dimesso aveva fatto perdere le sue tracce finché non è stato trovato morto di freddo e stenti. Un’altro paziente, in questo caso psichicamente instabile, 20 mesi fa era scappato dal reparto e si era gettato in acqua nel Naviglio trovando anche in quel caso la morte.

Sulla vicenda interviene per il Partito Democratico il medico Francesco Sacco che è anche esponente del comitato in difesa dell’ospedale di Dolo “Bruno Marcato”.

«La situazione a Dolo e Mirano», spiega Sacco, «è davvero difficile. Servirebbero maggiori controlli e sorveglianza in casi del genere, cioè nel caso di pazienti in stato di alterazione così evidente. Certo anche l’Asl 13 in questi casi si deve confrontare con la mancanza di risorse e con problemi sempre più evidenti di riordino dei reparti. Il reparto di Psichiatria di Dolo lo conosco per varie vicissitudini di alcuni pazienti che avevo in cura da parecchi anni. È un reparto con pochissimo personale medico e poco personale infermieristico. Un reparto che è stato colpito nel corso degli anni da pesantissimi tagli compiuti dai direttori generali che si sono succeduti e dalla Regione».

«È però evidente», conclude, «che in una situazione del genere la sorveglianza che dovrebbe essere elevata per pazienti del genere è ridotta al minimo ed è quindi insufficiente. Anche l’associazione del territorio “Psiche 2000” aveva criticato nel corso degli anni in diverse occasioni le dimissioni troppo celeri di alcuni pazienti da Psichiatria di Dolo».

(a.ab.)

 

CAMPOLONGO. Ribadire l’importanza dell’ospedale di Dolo per la Riviera e la necessità che la Conferenza dei sindaci torni ad avere un ruolo attivo nella politica sanitaria. Questi sono stati i temi toccati l’altro giorno durante l’incontro chiesto ai sindaci della Riviera dal Coordinamento per la tutela dell’ospedale di Dolo.

Alla riunione erano presenti 4 sindaci tutti del Pd: Alessandro Campalto (Campolongo), Caterina Cacciavillani (Stra), Federica Boscaro (Fossò) e Gianpietro Menin (Camponogara).

«Abbiamo ascoltato l’intervento dei rappresentanti del Coordinamento», spiega Campalto, «le nostre iniziative saranno fatte nelle sedi istituzionali e cioè nella Conferenza dei Sindaci dell’Asl 13».

I quattro sindaci hanno comunque le idee chiare. «Abbiamo ribadito che il modello presentato per l’Asl 13, cioè la specializzazione dei poli Dolo e Mirano, metterebbe seriamente in difficoltà il futuro di Dolo», dice Campalto, «un ospedale deve avere una chirurgia h24 oltre ad altre funzioni. È stata fatta una riflessione anche sul ruolo della Conferenza dei sindaci che non deve prendere solo atto della politica ospedaliera ma deve intervenire e incidere direttamente sulle scelte, perché è sua prerogativa».

(g.pir.)

 

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui