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ASL 13 – Cauto ottimismo dei consiglieri al termine dell’audizione di ieri

La commissione regionale incontrerà Gumirato, possibili modifiche alla riforma

«La partita resta aperta». È questa la sensazione generale al termine dell’audizione in Quinta commissione regionale, che ieri ha ascoltato a lungo il presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asl 13 Silvano Checchin e il sindaco di Pianiga Massimo Calzavara.

«C’è la volontà di approfondire la situazione da parte della Commissione – garantisce il consigliere regionale Francesco Piccolo – ed è stato deciso di sentire in tempi brevi il segretario della Sanità Mantoan e il direttore generale dell’Asl Gumirato. Vogliamo parlare dell’applicazione delle schede ospedaliere e in particolare, per l’ospedale di Dolo, del mantenimento del servizio di Chirurgia, indispensabile per la sua massima funzionalità».

I 4 punti toccati duranti l’audizione riguardavano il mantenimento della specializzazione in due poli per gli ospedali di Mirano e Dolo, «un modello – secondo il consigliere regionale Bruno Pigozzo – che si integra perfettamente e risulta funzionale sia in termini di qualità e di erogazione dei servizi sia in termini di sostenibilità economica, visto che l’Asl 13 è quella che riceve il finanziamento più basso e ciò nonostante è riuscita ad avere un risparmio di bilancio».

Il secondo punto affrontato ieri è quello dei finanziamenti per le ristrutturazioni: «Derivano principalmente dai ricavi delle spese correnti, il che rappresenta un’anomalia – sottolinea Pigozzo – Gli ultimi due punti auspicano il mantenimento del reparto di Cardiochirurgia a Mirano, in quanto Mestre non è in grado di soddisfare autonomamente tutte le richieste e dei 40 posti dell’ospedale di comunità di Noale in area pubblica, come previsto dalle schede ospedaliere».

La Commissione preceduta da Lorenzo Padrin si è riservata di verificare le ultime delibere regionali in merito all’Atto aziendale e successivamente di promuovere un incontro chiarificatore con Mantoan e Gumirato. «Sia fatta chiarezza – è l’auspicio di Pietrangelo Pettenò – e si proceda per assicurare servizi efficienti ai cittadini. Valuto positivamente la scelta di convocare con urgenza il direttore generale Gumirato e il segretario regionale alla Sanità Mantoan nonché di acquisire la delibera di fine anno con cui la Giunta regionale ha approvato l’atto aziendale, ancora non pubblicata, ma che sembra contenere modifiche e prescrizioni rispetto a quanto previsto».

Lino Perini

 

DOLO – Gianni Conte propone un “tavolo” con il Comune. Anche per rilanciare il mercatino antiquario

Il responsabile del sindacato: «Abbiamo perso troppe attività»

«A fine anno Dolo ha segnato il passo». È questa l’amara considerazione del responsabile della Cisl della Riviera del Brenta Gianni Conte, che fa riferimento a recenti fatti di cronaca, indicativi a suo parere di un andazzo generale decisamente preoccupante.

«Due storiche attività – ricorda Conte – hanno chiuso le serrande, il Mercatino dell’antiquariato non si farà più. Vi è grande amarezza perché il paese non ha più attrazioni».

L’analisi del sindacalista si addentra sui mali di un territorio in continuo depauperamento. «In passato a Dolo vi erano iniziative ogni settimana, forse anche troppe, mentre ora il più bel salotto della Riviera, piazza Cantiere e lo Squero resteranno tristemente e desolatamente vuoti. Come sindacato vi è grande preoccupazione perché la situazione sta peggiorando. Si aggiunga che l’Inps sta restaurando la sede di Mirano e presto dovrebbe assorbire anche gli uffici dolesi. Non bastasse, la società Veritas sta per trasferire l’amministrazione a Scaltenigo lasciando a Dolo solo alcuni servizi, il Tribunale già da un anno non esiste più e anche l’ospedale un po’ alla volta si sta svuotando».

Come organizzazione sindacale – annuncia Conte – «ci mettiamo a disposizione dei politici per cercare di trovare delle soluzioni per salvare il salvabile. Proponiamo di metterci insieme a studiare dei progetti per rimettere in moto un paese che rischia seriamente di diventare un dormitorio».

I dati, tuttavia, indicano che a livello di negozi i numeri non sono così drammatici. «Si stanno aprendo numerosi bar, è vero – risponde Conte – molti giovani investono in questo settore, ma sono attività che hanno poco futuro perché venendo meno i servizi nel territorio, alla fine, resistono qualche mese e poi sono costretti a chiudere. Gli stessi esercizi storici sono in sofferenza e stanno subendo pesantemente l’effetto della crisi dei servizi».

Quali le soluzioni? «Come Cisl ci mettiamo a disposizione per studiare iniziative e manifestazioni che possano rilanciare l’immagine del paese».

Sareste disposti anche a prendere in mano il Mercatino dell’Antiquariato? «Avevamo valutato le problematiche con il settore degli ambulanti. Bisogna ripartire da zero e proporre qualcosa di nuovo. Non è facile, ma lavorando tutti assieme si potrebbero trovare delle soluzioni».

 

DOLO «Nel 2014 il commercio di Dolo ha segnato il passo con la chiusura di storiche attività del centro che rappresentavano delle eccellenze nel loro settore».

Lo dice Gianni Conte, segretario della Cisl della Riviera del Brenta, che analizza la situazione di crisi del commercio dolese simile a quella di Mira e di altri comuni del territorio. Conte non lesina critiche alla giunta comunale.

«Si è lasciato morire il mercatino dell’antiquariato», nota, «e oggi nessuna associazione ha la forza per farlo rivivere».

Conte parla poi dello Squero e di Piazza Cantiere. «Negli anni scorsi qualcuno difendeva lo Squero», prosegue, «lamentandosi perché ospitava troppe manifestazioni e perché c’era la presenza di furgoni per portare il materiale per le feste. Oggi, quello che è considerato il salotto di Dolo, è una piazza vuota senza nessuna attrazione per i cittadini e i turisti. La responsabilità è di questa amministrazione che, da quando non ha più un assessore dedicato, sta facendo morire il commercio del paese. Senza contare i servizi che stanno sparendo come Tribunale, Giudice di Pace e Inps».

Viene poi analizzata la situazione del commercio ambulante. «Come associazione ambulanti», precisa Conte, «avevamo chiesto più volte di proporre iniziative come il mercato serale o quelli straordinari di domenica. Dopo vari solleciti, e articoli sui giornali, ci è arrivata dal Comune la risposta negativa».

Il sindacalista lancia una proposta. «Vogliamo essere propositivi per il nostro paese», conclude Gianni Conte, «e siamo disponibili ad organizzare, assieme a commercianti e associazioni, iniziative per il rilancio del centro di Dolo. Evitiamo che il paese diventi un dormitorio».

Giacomo Piran

 

Gazzettino – Oriago. Ha chiuso una storica attivita’.

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2015

Piccolo commercio in crisi anche la “Tosca” si arrende

Il negozio di ortofrutticoli aveva alle spalle 52 anni di impegno

MIRA – Dopo cinquantadue anni di attività, ha chiuso i battenti a inizio 2015 il negozio di frutta e verdura “Dalla Tosca”, storica e conosciutissima attività commerciale collocata in prossimità della chiesa Santa Maria Maddalena in pieno centro a Oriago.

I proprietari hanno voluto salutare i propri affezionati clienti, ringraziandoli per la lunga fedeltà, con un cartello affisso sulla porta d’entrata. La notizia della chiusura ha fatto ben presto il giro del paese e si è subito diffusa anche nei principali social network.

Sono stati molti i cittadini che hanno voluto raccontare episodi, soprattutto della propria giovinezza, collegati a questo storico negozio, dando vita a una sorta di amarcord virtuale. Da chi ha ricordato con nostalgia la “Tosca” come luogo privilegiato per l’acquisto delle caramelle e dei dolcetti all’uscita dalla scuola delle suore, a chi ne ha sottolineato l’importanza negli anni della crescita economica del paese.

Non è mancato anche chi ha voluto lanciare un allarme inerente l’attualità: «Al di là delle motivazioni che hanno spinto la “Tosca” a chiudere, non è incoraggiante vedere che un numero sempre maggiore di piccoli negozi chiude i battenti, basta pensare alla gloriosa attività dei Morelli a Dolo, che chiude dopo più di un secolo».

E qualcuno puntualizza: «I grandi centri commerciali stanno decretando la fine della piccola imprenditoria. Occorrerebbe che i cittadini delle frazioni riscoprissero il chiosco sotto casa, altrimenti l’economia dei piccoli centri è destinata a soffocare».

Andrea Penso

 

DOLO – Silvano Checchin in Quinta commissione. Sul tavolo la mozione approvata dal Consiglio

Oggi la Conferenza dei sindaci spiegherà alla Regione il suo “no” alla riorganizzazione

Oggi in Regione si parla dei problemi dell’Asl 13. La V commissione regionale Sanità incontrerà questo pomeriggio il nuovo presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asl 13 Silvano Checchin, primo cittadino di Spinea, e si parlerà del nuovo piano aziendale.

Dopo le polemiche dei giorni scorsi oggi sarà l’occasione per fare chiarezza sulla situazione dell’azienda sanitaria di Dolo e Mirano ma anche, e soprattutto, sul suo futuro, compresa l’applicazione dell’atto aziendale proposto dal direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato e approvato a fine anno dalla Giunta regionale.

Una scelta, quest’ultima, che ha fatto molto discutere perché un paio di settimane prima, su proposta dei consiglieri regionali della Riviera e del Miranese Bruno Pigozzo, Francesco Piccolo e Pietrangelo Pettenò, il Consiglio regionale all’unanimità aveva approvato una mozione che prevedeva il blocco delle schede ospedaliere che riguardano l’Asl 13 e conseguentemente dell’atto aziendale. Una mozione sollecitata dalla stessa Conferenza dei sindaci e dai comitati che a novembre avevano organizzato una manifestazione a sostegno dell’ospedale di Dolo.

L’atto aziendale in sostanza prevede, in prospettiva, la destinazione dell’ospedale di Dolo a nosocomio prevalentemente di indirizzo medico e per Mirano a indirizzo chirurgico, riorganizzando i vari reparti presenti in entrambi i plessi. Una scelta che, secondo sindaci e comitati, sarebbe destinata a penalizzare entrambi gli ospedali.

«Chiederemo di fare chiarezza – ha annunciato il presidente della Conferenza Checchin – sull’approvazione dell’atto aziendale da parte della giunta regionale che sembra andare in contrasto con le indicazioni del Consiglio regionale. Va soprattutto chiarita l’idea di ospedali in rete e della specializzazione in polo medico per Dolo e chirurgico per Mirano».

(l.gia.)

 

Il comitato “Marcato” promette: «Faremo guerra al progetto»

«Il 2015 sarà l’anno buio e della regressione per l’Asl 13 e in particolare per l’Ospedale di Dolo, una volta ospedale provinciale e punto di riferimento per tutto il territorio oltre che punto d’incontro e di confronto con l’Università di Padova». A dichiararlo è il medico mirese Francesco Sacco, componente del “Comitato Bruno Marcato” e consigliere Pd.

«Con il voto della Giunta regionale, in contrapposizione con le mozioni presentate dai consiglieri e approvate all’unanimità in consiglio regionale, si vuole dare il via all’Atto aziendale bloccato da oltre un anno e portare in questo modo avanti la sperimentazione di un polo medico-geriatrico a Dolo e di un polo medico chirurgico a Mirano, unico esempio nella Regione Veneto – sottolinea Sacco – Tutto ciò esprime la volontà di declassare Dolo ponendo le basi perchè anche Mirano diventi subalterno a Mestre e tutto questo ancora prima delle definizioni delle Asl. L’intero progetto approvato dalla Giunta Regionale sacrifica gli operatori, gli utenti, la classe medica e l’intero territorio».

«Il Comitato Bruno Marcato – conclude il medico di Mira – disapprova tutto ciò. Daremo battaglia per bloccare un progetto che non garantisce la giusta assistenza ai cittadini della Riviera del Brenta. I finanziamenti necessari a questo progetto in parte derivano dal mancato investimento in tecnologie e personale e in parte dall’avanzo di gestione frutto di sacrifici, in un territorio che ha già la più bassa quota capitaria. A farsi carico di tutto ciò si sollecita quindi la Conferenza dei sindaci e gli stessi sindaci che domani (oggi per chi legge, ndr) parteciperanno all’audizione in commissione Sanità».

(l.per.)

 

D’Agostino rilancia: «All’Asl 13 serve un solo grande ospedale»

«Lasciano esterrefatti le dichiarazioni del consigliere regionale Bruno Pigozzo, in merito all’approvazione da parte della Giunta regionale dell’atto aziendale dell’Asl 13».

La presa di posizione arriva dall’ex amministratore dell’ospedale e dell’Ulss dolese Vincenzo D’Agostino: «Pigozzo si lamenta, insieme ad altri portavoce del centrosinistra e dei comitati locali, che la giunta abbia approvato l’atto aziendale della Asl 13 che prevede la specializzazione dei due ospedali in polo chirurgico (Mirano) e poco medico (Dolo). Ma va ricordato che il piano è stato partorito dalla commissione Sanità, di cui fanno parte esponenti di tutte le forze politiche. Dov’erano il consigliere Pigozzo e gli altri esponenti durante le lunghe e travagliate discussioni della programmazione regionale? Hanno accettato senza batter ciglio questa illogica divisione, anche in termini di costi, invece di puntare a un ospedale unico da collocare in una posizione baricentrica tra Dolo e Mirano, sostenuto peraltro dall’allora assessore regionale Sandri e da tutti i direttori dipartimentali dell’Ulss 13».

Per D’Agostino vi è una logica evidente: «Oggi sarebbero più credibili se ci dicessero che questa contestazione mira solo a ottenere l’impossibile, e cioè salvare la cardiochirurgia di Mirano. Ma che altro può fare il Direttore generale, da me più volte criticato, se non attenersi a quanto i politici hanno deciso? I cittadini vogliono servizi, non possono fare affidamento sulle proteste trite e ritrite dei soliti noti. Tanto, è mia opinione, questa specializzazione dei due presidi, illogica e non fattibile sul piano logistico e sanitario, non troverà mai attuazione. Perché non si propone alla Regione di finanziare l’ospedale unico in questa Asl?».

(l.per.)

 

Pressing del Comitato Marcato

DOLO «Sollecitiamo un intervento della Conferenza dei Sindaci e degli stessi sindaci che domani parteciperanno all’audizione in 5’ commissione regionale Sanità». A chiederlo è il comitato “Bruno Marcato” che si oppone all’Atto Aziendale predisposto dalla direzione generale dell’Asl 13 e approvato dalla Giunta Regionale.

Il comitato è parte fondante del Coordinamento per la salvaguardia dell’ospedale di Dolo che in questi anni ha organizzato, tra l’altro, due manifestazioni pubbliche e promosso una petizione popolare che ha raccolto oltre 5000 firme.

«La delibera approvata dalla Giunta Regionale», scrivono i membri del comitato, «è in contrapposizione con le mozioni presentate dai consiglieri ed approvate all’unanimità in consiglio regionale. Col voto della Giunta si vuole dare il via all’Atto Aziendale e portare avanti la sperimentazione di un polo medico-geriatrico a Dolo e di un polo medico-chirurgico a Mirano, unico esempio nel Veneto. L’intero progetto penalizza gli operatori, gli utenti, la classe medica e il territorio. Noi daremo battaglia per bloccare un progetto che non garantisce la giusta assistenza ai cittadini della Riviera del Brenta».

(g.pir.)

 

NUOVA VENEZIA  –     Nuovo appello del sindaco Patrizia Andreotti alla Regione

«Ospedale, difendere i servizi»

NOALE «Assegnare altri 4 milioni di euro per gli ospedali di Dolo e Mirano è una buona notizia. Ma la giunta regionale non ha ancora risposto alle tante sollecitazioni fatte». È il parere del sindaco di Noale Patrizia Andreotti, dopo che a fine dicembre da Palazzo Balbi sono stanziati i fondi per far partire i lavori per aumentare la sicurezza e garantire le opere antisismiche a Dolo e Mirano. Questo consentirebbe di trasferire gli uffici e la direzione a Noale.

Ma è proprio da qui che nascono i timori di Andreotti. «Non è chiaro», spiega, «se i soldi riguardino solo il trasloco dei dipendenti o anche, come chiedo, per rinnovare e consolidare i servizi esistenti. Siamo convinti che l’attuale direzione voglia confermare e rafforzare i servizi del Pier Fortunato Calvi, come la riabilitazione, il day hospital geriatrico? Che ne sarà delle migliaia di cittadini che usufruiscono di tali servizi?».

C’è poi la questione dei 40 posti dell’ospedale di comunità. «Il governo veneto» si chiede Andreotti «rispetterà la recente mozione approvata dal suo Consiglio di inserirli nel vecchio ospedale? Queste domande saranno poste giovedì dall’attuale presidente della conferenza dei sindaci Silvano Checchin alla quinta commissione regionale».

(a.r.)

 

DOLO – Sono iniziati i lavori per la sostituzione delle lampade interne di alcuni edifici comunali di Dolo con quelle a Led. Gli edifici interessati sono la palestra della scuola media Reginaldo Giuliani, la scuola materna “Isola del Tesoro” (ex Canaletto) e la biblioteca di Villa Concina. La spesa prevista per l’intervento è di 43mila 794 euro e il comune di Dolo prevede di ammortizzare l’investimento in circa tre anni. L’intervento ha come obiettivo il miglioramento energico degli edifici comunali. «Un lavoro simile», spiega l’assessore Alessandro Ovizach, «era già stato fatto l’inverno scorso nelle scuole elementari De Amicis di Dolo e Manin di Sambruson, e nella scuola media Giuliani di Dolo».

I risultati ottenuti in queste scuole dal punto di vista del risparmio energetico sono notevoli. Un monitoraggio svolto dall’ufficio tecnico comunale riguardante il 2014, paragonato al quadriennio 2010-2013, ha fatto rilevare un risparmio del 36 per cento sul consumo totale di energia elettrica nella scuola De Amicis e del 21 per cento sul consumo totale di energia elettrica nella scuola media Giuliani. Questi dati fanno riferimento ai consumi totali delle scuole che comprendono anche altri strumenti alimentati ad energia elettrica come computer e stampanti.

Se si paragona solamente l’energia elettrica utilizzata per alimentare le lampade a Led rispetto a quelle tradizionali il risparmio sale al 70 per cento.

(g.pir.)

 

Domani l’audizione in quinta commissione di Silvano Checchin che si farà portavoce del disagio dei Comuni: «Cardiochirurgia di Mirano non si tocca. Chiederò lumi sull’idea di ospedali di rete»

MIRANO – Silvano Checchin in audizione domani in quinta commissione regionale Sanità per chiedere la modifica delle schede di dotazione ospedaliera. Il neopresidente della conferenza dei sindaci dell’Asl 13 anticipa gli argomenti dell’incontro e lancia la sfida: «Rivedere la specializzazione dei presidi di Dolo e Mirano e ottenere i finanziamenti necessari per la messa a norma dei due ospedali».

Il primo cittadino di Spinea, eletto da poco presidente della conferenza dei sindaci di Miranese e Riviera, affronta la dura partita della sanità locale per la prima volta e va dai commissari dopo il nullaosta alla riorganizzazione dell’Asl da parte della giunta regionale.

«Chiederò un approfondimento dell’idea di ospedali in rete e della specializzazione in polo medico per Dolo e chirurgico per Mirano. È un modello che nelle altre Asl venete organizzate in due sedi ospedaliere non viene praticato: perché, quindi, solo nell’Asl 13 dovrebbe funzionare?».

Per Checchin la questione non è solo organizzativa: «Questa Asl è in avanzo e da tempo ha eliminato tutti i doppioni. Siamo di fronte a una situazione già ottimale: si può razionalizzare ulteriormente, per carità, ma il modello di due ospedali specializzati non è la soluzione».

Spinosa, inoltre, la questione di Cardiochirurgia a Mirano: «Tutti d’accordo che debba lavorare in stretto contatto con Mestre, ma integrazione non significa chiusura, come invece si deduce dall’atto aziendale». Anche in questo caso la questione è economica: «Lavorare in sinergia significa creare un polo di eccellenza tra Mestre e Mirano, che in prospettiva deve diventare una risorsa per il territorio, visto che i punti di eccellenza porteranno risorse aggiuntive alle singole Asl».

Centrale, insomma, resta il nodo dei finanziamenti: «La Regione deve mettere a disposizione i fondi: se non arrivano, il ragionamento su come specializzare e mettere in rete gli ospedali diventa inutile. Mi riferisco in particolare ai 20 milioni di euro necessari per mettere a norma e rendere funzionale l’ospedale di Dolo e realizzare il terzo monoblocco a Mirano. Se arrivano i soldi, questa Asl si salva, altrimenti saranno solo problemi e se pensano che il territorio starà a guardare, si sbagliano».

Checchin arriva in Regione forte dell’appoggio dei sindaci, dei residenti (che hanno raccolto firme a favore del mantenimento dello status quo) e dei comitati. Il “Salvioli” in particolare sottolinea la necessità di rivedere, con urgenza, le schede ospedaliere partendo proprio dalla commissione regionale: «Le recenti delibere bipartisan assunte all’unanimità dai consiglieri regionali veneziani impegnano la giunta a sospendere gli atti aziendali sulla Cardiochirurgia miranese», ricorda il coordinatore Aldo Tonolo.

Filippo De Gaspari

 

MIRA – Domenica prossima dedicata alla donazione del sangue dalle 7.30 alle 9.30 nel centro trasfusionale dell’ospedale di Dolo. E l’Avis Riviera del Brenta lancia l’appello: «Venite a donare e a cogliere questa opportunità altrimenti il servizio domenicale verrà chiuso».

Nell’arco dell’anno l’Avis Riviera del Brenta propone sei aperture domenicali, per permettere la donazione di sangue e per favorire anche coloro che non possono farlo durante la settimana.

«Purtroppo però nell’ultimo anno durante le domeniche di apertura del servizio di raccolta sangue abbiamo registrato un calo di presenze – spiega il presidente dell’Avis Riviera Giuseppe Polo. – Per questo motivo con il comitato di partecipazione dell’Avis abbiamo concordato di tenere aperto sperimentalmente ancora per qualche domenica e poi, se non registreremo almeno una ventina di donazioni saremo costretti a chiudere questo servizio. Speriamo che domenica prossima vengano in molti a donare».

La flessione delle donazioni domenicali ha registrato cali del 50%, con punte anche di appena 7-8 persone. Eppure l’Avis, non solo a Dolo ma anche nei comuni della Riviera del Brenta, registra ogni anno circa 4mila donazioni di sangue. In particolare quella di Dolo, nata nel 1958, conta 1770 donatori iscritti e contribuisce con oltre 2.800 sacche al fabbisogno di sangue. «Un vero peccato chiudere il servizio domenicale – spiega Polo – che rappresentava comunque, per sei domeniche all’anno, un’opportunità».

Luisa Giantin

 

DOLO – Emilio Zen, portavoce del coordinamento per la salvaguardia dell’ospedale di Dolo, ha inviato una lettera a Silvano Checchin, sindaco di Spinea e da alcune settimane presidente della conferenza dei sindaci dell’Asl 13.

Nel testo si chiede un intervento del neopresidente Checchin a sostegno della posizione del coordinamento che si oppone alle schede ospedaliere e all’atto aziendale approvato pochi giorni fa dalla giunta regionale.

Checchin giovedì sarà in audizione alla quinta commissione regionale Sanità.

«In questi due anni», scrive Zen, «il coordinamento si è impegnato per sensibilizzare sulle questioni socio-sanitarie territoriali mediante incontri, volantini, una petizione che ha raccolto più di 5000 firme consegnate in Regione e due manifestazioni».

Il coordinamento ha ottenuto anche l’appoggio di alcuni consiglieri regionali. «Il consiglio regionale», prosegue Zen, «ha approvato all’unanimità una mozione tesa al congelamento dell’atto aziendale dell’Asl 13 per consentire l’auspicata revisione delle schede ospedaliere. Le schede sono anche contestate dai sindaci di centrosinistra della Riviera».

(g.pir.)

 

Dolo. Michele Bedin (Pd) «Una rete unica con tre ospedali»

DOLO «La delibera, approvata dalla Giunta regionale del Veneto, che ha dato il via libera al piano di riorganizzazione della Asl 13 proposto dalla Direzione Generale, è inopportuna e non risolve le vere esigenze dei cittadini della Riviera del Brenta. I 4 milioni di euro stanziati rispetto ai 20 milioni previsti dalla finanziaria 2010, hanno più il sapore di “una tantum’’ che di finanziamenti strutturati» .

A dirlo è il segretario del Pd della Riviera del Brenta, Michele Bedin: «La delibera approvata dalla giunta regionale è in netta contrapposizione da quanto espresso dal Consiglio che ha votato all’unanimità due mozioni presentate proprio dal Pd in favore di una struttura che preveda la messa in rete degli ospedali di Dolo, Mirano, Noale e non la destrutturazione dei reparti così come invece viene oggi concepita. Trasformare un ospedale come Dolo in “puro’’ polo medico», continua Bedin, «significa ridurne le potenzialità operative. La modestia degli stanziamenti previsti sono l’ulteriore prova che non vi è una vera volontà politica da parte di questo governo regionale di investire sulla sanità pubblica del nostro territorio».

(a.ab.)

 

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