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IL SINDACO CAMPALTO CHIARISCE

DOLO «La manifestazione di domenica 16 novembre pro -ospedale di Dolo? È promossa dai sindaci della Riviera del Brenta e organizzata dal comitato Bruno Marcato».

A chiarire la posizione è il sindaco di Campolongo Maggiore Alessandro Campalto, presidente della Conferenza dei sindaci del comprensorio.

Campalto vuol sgombrare il campo da assunzioni di paternità dell’iniziativa da parte di movimenti e partiti politici. «Nella Conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta», spiega Campalto, «le amministrazioni comunali hanno concordato l’opportunità di presentare nei rispettivi consigli comunali un ordine del giorno per la salvaguardia delle funzioni ospedaliere dell’Asl 13 Dolo-Mirano. È un documento, che fa sintesi delle posizioni dei singoli consigli comunali relativamente alla programmazione e alla gestione socio sanitaria locale attuale. I Comuni, in accordo con “coordinamento iniziative a tutela dell’ospedale di Dolo”  si fanno dirette promotori della mobilitazione».

(a.ab.)

 

Gazzettino – Dolo, giustizia caos: saltati 40 processi

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11

nov

2014

IL CASO – Corto circuito dopo la retromarcia del ministero che ha mantenuto in Riviera gli uffici del giudice di pace

Vicenda paradossale: i fascicoli erano stati spediti a Venezia, Pm e cancelliere non si sono presentati

CRISTANTE «Assenza di comunicazione»

«Assenza di comunicazioni tra Tribunale e Procura» ha affermato alquanto irritata il Giudice Tiziana Cristante

A DOLO – Mancano pm e i fascicoli. Disagi e rabbia per 150 persone

CAOS – Al Giudice di Pace sono saltati circa quaranta processi tra preliminari e definitivi

Giudice di pace, saltano 40 processi

Cronaca preannunciata di ordinaria disorganizzazione giudiziaria. Ieri mattina, nei locali del Giudice di Pace di Dolo, in Piazzetta degli Storti 6, era prevista la prima tornata mensile di udienze penali. In tutto una quarantina di processi, sotto la conduzione del coordinatore del giudice di pace, l’avvocato Tiziana Cristante. Processi che non si sono potuti svolgere per tre motivi: la mancanza di tutti i fascicoli processuali, già spediti alle sede del giudice di pace di Riva de Biasio a Venezia, la mancanza del cancelliere e del pubblico ministero. «Assenza di comunicazioni tra Tribunale e Procura», ha affermato alquanto irritata il giudice Tiziana Cristante.

La paradossale vicenda si trascina da diverso tempo. Dal primo novembre scorso l’ufficio del giudice di pace di Dolo avrebbe dovuto essere trasferito a Venezia e proprio per tale motivo tutti i faldoni contenenti la documentazione dei processi erano stati appena traslocati nella sede veneziana di Riva de Biasio. Una decina di giorni fa l’improvviso contrordine da parte del ministero della Giustizia con un comunicato pubblicato sul proprio sito internet: “L’assetto territoriale e gestionale degli uffici del Giudice di Pace continua ad essere mantenuto presso la sede di Dolo”. Troppo breve il tempo a disposizione per il Tribunale di Venezia, destinatario della comunicazione del ministero, e per la Procura, che avrebbero dovuto inviare a Dolo i fascicoli e un pubblico ministero per sostenere l’accusa nei processi.

Della mancanza del pm e dell’impossibilità che le cause si discutessero regolarmente nell’ufficio del giudice di pace a Dolo si sapeva sin da venerdì scorso. Per tale motivo era stato affisso sulla porta un avviso con il quale si informava che tutte le udienze di ieri sarebbero state spostate al 13 luglio del prossimo anno. Visto il week end di mezzo, non è stato però possibile avvisare dell’inconveniente gli avvocati e i soggetti coinvolti nei processi, ragion per cui circa 150 persone, alquanto irritate, si sono ugualmente presentate presso la sede del giudice di pace di Dolo.

(v.c.)

 

LA CAMERA DEGLI AVVOCATI – Zatta: «Episodio gravissimo. La situazione è paradossale»

L’episodio di ieri all’Ufficio del Giudice di Pace dolese è stato stigmatizzato dal Presidente della Camera degli Avvocati della Riviera del Brenta Michele Zatta, fra l’altro in scadenza di mandato perché a fine mese vi saranno le nuove nomine.

“Siamo esterrefatti dinanzi alla situazione paradossale che ha portato al rinvio delle udienze fissate. È la chiara dimostrazione della mancanza di coordinamento fra uffici giudiziari. Il problema più grave è che ha creato danni e disagi perché erano in programma una quarantina di udienze che coinvolgevano decine di persone”.

Zatta ha aggiunto…«Come Camera degli Avvocati ci siamo sempre battuti per la permanenza dell’Ufficio e siamo convinti della sua necessità. Questo episodio è anche la dimostrazione che la riforma voluta dal Ministero su base geografica è chiaramente ed assolutamente carente ed auspichiamo un’ulteriore momento di riflessione».

E conclude: «Paradossalmente potrebbe rivelarsi anche utile per far capire ai sindaci, in particolare quello di Dolo, la necessità di conservare l’apertura dell’ufficio in via permanente accollandosi, come accade a San Donà e Chioggia, una parte delle spese del personale.»

(L.Per.)

 

 

MIRA – Il sindaco di Mira impegnato a chiedere al direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato la sospensione dei provvedimenti già predisposti per l’ospedale di Dolo, e di prevedere una gestione del nosocomio dolese «di Rete» in due sedi (Mirano e Dolo) senza trasferimenti di reparti da un presidio all’altro.

Questo l’impegno chiesto al sindaco Alvise Maniero dal consiglio comunale di Mira nell’ultima seduta che si è espresso all’unanimità votando un ordine del giorno per la salvaguardia delle funzioni ospedaliere dell’Asl 13.

Su proposta del capogruppo di Fi Paolino D’Anna tutti i consiglieri si sono espressi in difesa dell’ospedale di Dolo e delle strutture sanitarie dell’Asl 13.

In particolare l’ordine del giorno approvato chiede al sindaco Maniero di attivarsi per chiedere la sospensione dei provvedimenti già predisposti dal Direttore Generale, in attesa degli indirizzi relativi sia alle schede territoriali che sulle nuove Ussl, oltre a non definire con scelte irreversibili anche la collocazione delle strutture intermedie funzionali ai nuovi riassetti territoriali delle Asl.

Alla Conferenza dei Sindaci viene chiesto inoltre di attivarsi per una audizione con la quinta Commissione regionale allo scopo di richiedere una diversa definizione e modifica delle schede ospedaliere. Ieri il sindaco Maniero ha subito inviato l’odg al Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Asl 13 Fabio Livieri, chiedendo che venga discusso e approvato nella prossima assemblea, così da avere il supporto di tutte le Amministrazioni comunali del bacino dell’As 13.

Luisa Giantin

 

16 novembre 2014 – Manifestazione per l’Ospedale di Dolo

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9

nov

2014

Dolo_ospedale

 

domenica 16 novembre 2014

GIU’ LE MANI DALL’OSPEDALE

MANIFESTAZIONE POPOLARE

– contro lo smantellamento dell’ospedale di Dolo e per il suo rilancio

– perché torni ad essere il grande e funzionale riferimento  della Riviera del Brenta

 

Programma:

ore 10,00 ritrovo a Dolo – Foro Boario, di fronte ingresso ospedale vecchio

ore 10,10 partenza del corteo

percorso: S.R. 11, via Zinelli, via Rizzo, Squero – Piazza Cantiere

ore 10,45 saluto e interventi

 

Opzione Zero aderisce

e invita a partecipare in tanti!!!

 

 

FINALMENTE IN PIAZZA TUTTI ASSIEME!

Il tacito, lento, graduale smantellamento dell’ospedale di Dolo ha finalmente scosso e unito chi governa la Riviera del Brenta: molti sindaci, si auspica tutti, saranno in testa alla manifestazione del 16 novembre.  È noto che le schede ospedaliere emanate dalla Regione Veneto negano all’ospedale di Dolo proprio la funzione di “Ospedale”.  Successive azioni della direzione, in atto e programmate, lo stanno privando di servizi essenziali, cui si aggiungono liste d’attesa di mesi per visite e diagnostica.

 

Perché tutto questo?

Perché vogliono declassare un ospedale che fu, e vorremmo che rimanesse, saldo riferimento per i 130.000 abitanti della Riviera del Brenta e di un vasto territorio limitrofo?  Perché vogliono eliminare l’ospedale di Dolo, che si trova in una posizione geografica baricentrica, che ospita i suoi servizi in immobili di proprietà pubblica, che vanta una storia illustre, che rappresenta ancora un riferimento per la cittadinanza grazie a crescita e sviluppo faticosamente raggiunti?

A questo tentativo, noi da tempo diciamo no  e ora lo dicono anche i Comuni Un risultato importante e non scontato per il Coordinamento che da più di due anni sta lottando strenuamente in tal senso.

 

Allora chiediamo assieme:

  • che le schede ospedaliere siano congelate e riviste come per altri ospedali della nostra Provincia e del Veneto, con blocco immediato dell’atto aziendale;
  • che sia mantenuto per Dolo, come per Mirano, il ruolo di ospedale per acuti, con servizi e reparti complementari tra loro;
  • che siano concessi quei finanziamenti sempre promessi, già stanziati e mai erogati, necessari al completamento del Pronto Soccorso e ad altri interventi urgenti.

 

La voce dei cittadini va ascoltata perché esprime bisogni, difficoltà, esigenze, aspettative a cui la “politica” dovrebbe dare risposte serie e concrete senza demagogie e opportunismi.

 

Manifestazione organizzata da: Comitato Bruno Marcato, Il Ponte del Dolo, Sinistra Ecologia Libertà, Opzione Zero, ANPI, Rifondazione Comunista, Movimento 5 Stelle, Circolo AUSER Dolo, AIDO Dolo, Mira 2030, Associazione Culturale Arcobaleno Dolo, Associazione Isola Bassa Dolo, Mira Fuori del Comune, Insieme di Stra, Psiche 2000, Associazione Diabetici Riviera del Brenta…

e con l’adesione dei Comuni di Campolongo Maggiore, Camponogara, Dolo, Fiesso d’Artico, Fossò, Mira, Pianiga, Stra, Vigonovo

 

 

 

————————————————————————————————————————————–

 

Documento approvato dalla Conferenza dei Sindaci

 

Premesso

che il PRSS aveva previsto una nuova classificazione degli Ospedali, la dotazione delle Schede Ospedaliere, delle Schede Territoriali ed una nuova riorganizzazione dei servizi nel territorio per meglio rispondere ai bisogni oltre che a contenere la spesa anche attraverso una razionalizzazione dei servizi;

che per quanto riguarda la nostra ASL tale riorganizzazione è stata già da tempo avviata ed anche a seguito di questa, è stato portato a pareggio il bilancio e la nostra ASL è considerata virtuosa, nonostante il perdurare sottofinanziamento regionale rispetto ad altre ASL,

che l’allora riorganizzazione aveva avuto nell’approvazione della Conferenza dei Sindaci con l’indicazione di mantenere l’Ospedale per Acuti organizzato in due sedi, Dolo e Mirano e con accorpamento dei reparti doppioni e razionalizzazione dei servizi,

che in sede di approvazione definitiva delle Schede Ospedaliere cambiava invece la classificazione dei nosocomi, indicando Mirano Ospedale ad Area Chirurgica e Dolo ad Area Medica, unico esempio presente nella nostra Regione, ma sicuramente non funzionale e rispondente sia al necessario contenimento costi che ai bisogni territoriali

che le Nuove Schede Ospedaliere approvate, prevedendo una completa revisione e classificazione degli ospedali ed introducendo un nuovo modo nell’organizzazione dei servizi sanitari e sociali, non possono altresì essere attuate senza le conseguenti Schede Territoriali in definizione dei servizi e delle Strutture Intermedie definite in Ospedale di Comunità, Riabilitazione e Lungodegenza ed Hospice, programmabili nel territorio

Considerato

che è già stata programmata e definita La localizzazione di tali strutture senza l’approvazione delle Schede Territoriali e che è stato inoltre approvato a suo tempo l’Atto Aziendale che da avvio alla riorganizzazione delle Strutture e dei Servizi Ospedalieri prefigurando, di fatto, qualsiasi nuova e più razionale proposta in sede di approvazione delle Schede Territoriali

che è proprio su questo tema che va avviata una riflessione anche al fine di non depauperare il patrimonio di capacità gestionali e tecniche esistente nella nostra ASL, raggiunte in particolar modo nell’Ospedale di Dolo, ma attualmente messo in discussione ma va ripensato anche l’utilizzo del patrimonio edilizio dismesso e disponibile per le Strutture Intermedie indicate dal Piano Sanitario in alternativa alla sola disponibilità offerta dai privati

che considerato l’attivo di bilancio e il considerevole avanzo di gestione della nostra ASL, non sia possibile consentire l’utilizzo di tale risorse per altri scopi come ipotizzato dalla Regione, se non quello di rinforzare la sanità della nostra ASL ed in particolare dell’Ospedale di Dolo, oltre ai servizi in Riviera del Brenta, un territorio fragile e complesso, in un bacino di utenza di quasi 150mila abitanti, sui 270mila che vivono nell’intera area dell’attuale Ulss.

che se la Regione Veneto ritiene necessario anche definire il nuovo riassetto territoriale delle USSL su cui ricalibrare anche le ASL proprio per una diversa e risposta ai bisogni di servizi per i prossimi anni e che tale nuovo disegno potrà interessare anche il territorio dell’attuale USLL 13, senza queste importantissime scelte preliminari, qualsiasi attuazione delle Schede Sanitarie pregiudicherebbe in maniera irreversibile il futuro dei presidi ospedalieri esistenti nell’USL 13 con particolare riferimento a quello di Dolo,

che attualmente a Dolo esiste l’Ospedale per Acuti con idonee e sufficienti condizioni per essere classificato Ospedale di Rete, considerata anche l’ideale posizione geografica che lo colloca proprio a metà strada da Mestre e Padova e da Piove di Sacco e Mirano, un bacino di utenza molto superiore agli abitanti residenti che si troverebbero senza alcun riferimento sanitario ed ospedaliero presente e programmato invece in altri bacini territoriali simili al nostro

che tale nosocomio possiede un patrimonio immobiliare derivante da lasciti, da rivalutare e riconvertire o ricapitalizzare secondo quanto previsto dalle leggi e normative regionali recentemente adottate al fine di poter essere completamente autonomo ed autosufficiente sia nella spesa per investimenti che per la riorganizzazione e finanziamento di quella corrente, in aggiunta a quanto viene assicurato dalla quota capitaria, pur rimanendo questa tra le più basse di tutte le USSL nella Regione Veneto.

Il consiglio comunale di ………… impegna il Sindaco

A chiedere:

– la temporanea sospensione dei provvedimenti relativi all’Atto Aziendale già predisposto dal Direttore Generale, in attesa degli indirizzi sia relativi alle Schede Territoriali che sulle nuove USLL, oltre a non definire con scelte irreversibili anche la collocazione delle Strutture Intermedie direttamente funzionali ai nuovi riassetti territori delle USLL;

– impegnare in tal senso la Conferenza dei Sindaci per i provvedimenti di competenza, ed inoltre, per una audizione specifica con la V° Commissione Consigliare della Regione Veneto, indicando e richiedendo una diversa definizione e modifica delle Schede Ospedaliere adeguandole a seguito delle decisioni che la Giunta ed il Consiglio Regionale prenderanno sia sulle Schede Territoriali che sulle eventuali nuove USLL,

– di prevedere, come in tutte le atre ASL del Veneto, una gestione di Ospedale di Rete in due sedi (Mirano e Dolo) come sta avvenendo nelle altre ASL che presentano analogie con la nostra e sospendendo l’attuazione della inutile, artificiosa
definizione di area medica e chirurgica, che appare anche inutilmente costosa oltre che rischiosa, bloccando i  preventivati e già programmati trasferimenti di reparti da un presidio all’altro.

Nuova Venezia – Dolo “Liberta’ di bandiera al corteo”

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7

nov

2014

Arrivano i primi attriti per la manifestazione a difesa dell’ospedale

DOLO «Come referente del coordinamento a tutela dell’ospedale esprimo soddisfazione per l’annunciata partecipazione alla manifestazione del 16 novembre della Lega e di Forza Italia. Non ritengo però di sottoscrivere alcuna condizione o veto da parte di chicchessia». Emilio Zen risponde così a Giovanni Fattoretto (Lega Nord) che aveva annunciato la presenza del Carroccio con l’obbligo però di non esporre bandiere o simboli politici.

«Le modalità della manifestazione potranno essere discusse in un eventuale incontro preliminare», prosegue Zen, «dove condividere scelte varie, bandiere comprese. A noi piacciono come simbolo di libertà e democrazia sventolate in occasioni nobili della nostra storia. La manifestazione offre a tutti l’opportunità di scendere in campo in difesa dell’ospedale. Chi perderà questa occasione dovrà giustificarsi con i suoi elettori e i cittadini».

Anche il comitato Bruno Marcato si esprime. «Da molto tempo stiamo lavorando per la buona riuscita della manifestazione coinvolgendo movimenti, associazioni, comitati, mondo economico, sindacati, istituzioni, liste civiche e partiti. Abbiamo tentato di favorire la massima partecipazione garantendo gli spazi di libertà e democrazia necessari. Chi sta cercando qualcos’altro, ha sbagliato indirizzo».

Nel frattempo Pietrangelo Pettenò, consigliere regionale di Rifondazione, ha presentato una mozione sull’ospedale di Dolo chiedendo ai consiglieri di Venezia di sottoscriverla. Il testo chiede che la Giunta regionale si impegni ad intervenire con la direzione dell’Asl 13 perché «siano sospesi i provvedimenti relativi all’atto aziendale, in attesa degli indirizzi sulle schede territoriali e sulle nuove Asl, e sia prevista una gestione di ospedale di rete in due sedi, Mirano e Dolo».

Giacomo Piran

 

Gazzettino – “A Dolo e Mirano due poli sanitari”

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7

nov

2014

PETTENÒ (FDS)

DOLO – Il consigliere della Federazione della sinistra Veneta Pietrangelo Pettenò ha presentato ieri in Consiglio regionale una mozione.

«La Giunta sospenda l’atto aziendale dell’Ulss 13 e preveda una gestione di ospedale di rete in due sedi a Dolo e Mirano».

Questa la richiesta: «Il Piano regionale socio sanitario ha previsto una riorganizzazione dei servizi nel territorio per meglio rispondere ai bisogni di razionalizzazione dei servizi; nell’Azienda Ulss 13 questa riorganizzazione, avviata da tempo, ha portato al pareggio il bilancio».

Pettenò aggiunge: «L’allora riorganizzazione aveva avuto l’approvazione della locale Conferenza dei sindaci, con l’indicazione di mantenere l’ospedale per acuti organizzato in due sedi, Dolo e Mirano, e con l’accorpamento dei reparti doppioni e la razionalizzazione dei servizi ma in sede di approvazione definitiva delle schede ospedaliere si cambiava la classificazione dei nosocomi indicando Mirano ospedale ad area chirurgica e Dolo ad area medica».

(l.per. )

 

Nuova Venezia – Fumatori: pochi, giovani e poveri

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7

nov

2014

Nei paesi dell’Asl 13 si consumano meno sigarette che nel resto della Regione

MIRANO – Si fuma un po’ meno nell’Asl 13 (23 per cento) rispetto alla media veneta (24 per cento) ma gli amanti della sigaretta sono soprattutto i giovani, specie quelli di età compresa tra i 18 e i 24 anni ma anche quelli dai 25 ai 34, e sono i più poveri.

È quanto emerge dai dati dell’azienda sanitaria di Mirano-Dolo da una ricerca fatta tra il 2010 e il 2014 su 1000 intervistati.

In queste settimane, l’Asl 13 sta facendo dei convegni sul tema. Ultimo ieri a Noale, per parlare di «Lotta al tabagismo: dalla prevenzione al trattamento».

Dai numeri si scopre come i fumatori siano più uomini che donne; tra i 18 e i 24 anni, la prevalenza di chi ama la bionda è pari al 34 per cento, scende leggermente, al 30 per cento, per la fascia compresa tra i 25 e i 34 anni. Anche la vita di tutti i giorni incide sull’accendersi la sigaretta: infatti il 34 per cento ammette di fumare quando è in difficoltà economica. Smettere significa far del bene non solo ai propri polmoni ma anche al cuore. I benefici si toccano con mano anche nell’immediato: dopo 20 minuti, da quando si è spenta l’ultima sigaretta, il battito del cuore risulta più regolare, dopo 12 ore i polmoni respirano meglio e dopo 12 mesi si dimezza addirittura il rischio di infarto. Nella ricerca fatta dall’Asl 13, tra chi fumava nell’anno precedente, il 54 per cento degli intervistati ha provato a smettere ma il 53 per cento ha fallito. Il 10 per cento, invece, sta ancora tentando interrompere, mentre il 7 per cento lo ha già fatto.

«Non è facile convincere un fumatore a dire addio alla sigaretta» spiegano il responsabile di cardiologia riabilitativa Franco Giada e la direttrice di medicina dello sport Donatella Noventa «e il nostro lavoro diventa più difficile quando dobbiamo convincere persone che hanno subito un infarto e laddove, nel momento in cui si sentono meglio, riprendono a fumare come se niente fosse».

Alessandro Ragazzo

 

Nuova Venezia – Dolo. Corteo per l’ospedale e polemiche

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6

nov

2014

Anche Lega e FI alla manifestazione contro la loro giunta in Regione

DOLO «La Lega Nord e Forza Italia parteciperanno alla manifestazione per l’ospedale. Abbiamo avuto la conferma da parte del Comitato Bruno Marcato che sarà una manifestazione di sindaci e cittadini e non ci sarà alcun simbolo partitico. Perché la Sanità non ha colore politico». A dirlo è Giovanni Fattoretto, segretario della circoscrizione della Riviera della Lega Nord, che si è incontrato martedì e ieri con il comitato Bruno Marcato per discutere del corteo a difesa dell’ospedale di Dolo del 16 novembre.

Un corteo cui seguiranno gli interventi che chiederanno alla Regione la sospensione dell’atto aziendale dell’Asl 13, in attuazione delle schede sanitarie regionali, oltre all’avvio degli interventi previsti per l’ospedale di Dolo e alla sua catalogazione come ospedale di rete assieme a Mirano. «C’è un accordo con il comitato», dice Fattoretto, «che dice che non ci dovranno essere bandiere e loro sono garanti di questo. Se vedremo che ci sarà una violazione di questo accordo noi andremo a casa».

La presenza alla manifestazione della Lega Nord e di Forza Italia della Riviera, se da un lato è vista positivamente, solleva perplessità visto che sono proprio queste due forze politiche ad amministrare la Regione Veneto e ad aver votato il Piano Socio Sanitario Regionale che di fatto condanna Dolo.

«La mia opinione su questo tipo di manifestazione è che più partecipazione c’è meglio è», dice Mattia Donadel, presidente del comitato “Opzione Zero” che sarà presente all’evento del 16 novembre, «le realtà politiche locali che rappresentano forze di governo in Regione abbiano il coraggio di metterci la faccia e di criticare i vertici regionali se condividono la piattaforma della manifestazione. Altrimenti la loro polemica si traduce in un mero pretesto per smarcarsi dall’iniziativa».

Giacomo Piran

 

Gazzettino – Dolo “Giudice di pace Nulla per salvarlo”

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6

nov

2014

DOLO – La sede del Giudice di Pace in piazzetta Storti. Il giudice rimane ancora sei mesi, ma “Difesa civica” chiede più impegno al Comune

DOLO “Difesa civica” attacca il Comune

DOLO – «Dolo sta perdendo centralità da molto tempo. Vengono continuamente persi servizi che le amministrazioni dovrebbero imparare a pagare perché oltre a dare importanza alla loro territorialità fungono da vantaggio per l’indotto dell’economia».

È quanto sottolinea l’associazione “Difesa civica” che evidenzia l’impoverimento del territorio. «L’Inps se ne andrà a fine anno a Mirano e per Dolo sarà un’ulteriore perdita di servizi mentre per il Giudice di Pace, che resta ancora a Dolo sei mesi, non si sta facendo abbastanza per cercare di mantenerlo definitivamente. L’impegno economico che dovrebbe essere sostenuto per salvaguardare un servizio di così grande importanza dovrebbe spingere il comune di Dolo, in qualità di maggior beneficiario, a sostenere costi in misura percentualmente superiore agli altri comuni al fine di garantirne la permanenza perché è evidente che ne deriva anche un vantaggio per tutte quelle attività che vivono di riflesso dalla presenza di queste Amministrazioni».

Nel mirino alcune scelte dell’attuale Amministrazione come evidenzia il portavoce Vincenzo D’Agostino: «Perché non investire sull’Ufficio del Giudice di Pace anziché per il Centro Studi sul Turismo? Non vi è proporzione fra quanto si spende per il primo rispetto al secondo che si avvantaggia anche dell’uso dei locali da dove sono stati trasferiti gli uffici comunali di via Rizzo». Dolo perde servizi ed il ruolo di centro del mandamento della Riviera del Brenta.

Lino Perini
 

DOLO – Riunione della Conferenza dei Capigruppo Consiliari ieri mattina e nel corso della quale è stato approvato all’unanimità l’inserimento, nel prossimo Consiglio Comunale, in programma prevedibilmente il 27 novembre, un ordine del giorno a difesa dell’Ospedale di Dolo.

Il documento riprende l’‘Ordine del Giorno per la salvaguardia delle funzioni ospedaliere ASL 13 Dolo/Miranò che è stato elaborato nei giorni scorsi dalla Conferenza dei Sindaci della Riviera del Brenta. Sottoponendolo ai propri Consigli i primi cittadini rivieraschi si impegneranno, con una ferma dichiarazione di intenti, a chiedere alla regione Veneto una riorganizzazione dell’ASL 13 che sia razionale, coerente e pienamente condivisa dai Comuni della Riviera, tale da non risultare penalizzante per i cittadini del territorio.

Da parte sua il Sindaco di Dolo, Mariamaddalena Gottardo, ha anticipato la propria adesione al “Coordinamento iniziative a tutela dell’Ospedale di Dolo”, comitato recentemente costituitosi in Riviera e aperto alla partecipazione dei Sindaci e di tutte le componenti della società politica e civile locale.

Il Comitato, come noto, sta organizzando una manifestazione pubblica a Dolo nella mattinata di domenica 16 novembre, con un corteo in sfilata dall’ingresso del vecchio ospedale (di fronte al Foro Boario) sino allo Squero Monumentale, al quale hanno già aderito già una quarantina fra associazioni, comitati, sigle sindacali e movimenti politici oltre, ovviamente, i sindaci che rappresentano il territorio rivierasco.

(L.Per.)

 

 

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