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Bilancio dei primi cinque anni di attività: visitati 2mila bambini, il 50% ha presentato problemi al cuore

In cinque anni di attività visitati dalla Cardiologia Pediatrica di Dolo circa 2mila bambini, e al 50% dei casi è stata diagnosticata una malattia cardiaca. La sicurezza di avere all’interno del bacino dell’Asl 13 di Dolo e Mirano un riferimento per la diagnosi e la cura delle malattie cardiovascolari dei bambini è una sicurezza importante sia per i genitori che per i pediatri e i medici di famiglia. All’ospedale di Dolo dal 2009 esiste il servizio di Cardiologia Pediatrica che in concomitanza con il quinto anniversario di apertura ha fatto un breve bilancio dell’attività svolta in stretta collaborazione con il centro pediatrico dell’Azienda Ospedaliera di Padova, dove recentemente sono stati inviati tredici bambini.
«Le cardiopatie congenite, specie se complesse – ha spiegato Daniele D’Este, primario del reparto di Cardiologia di Dolo – sono spesso già diagnosticabili in epoca prenatale e possono diventare sintomatiche fin dai primi giorni di vita. Le malattie cardiache dei bambini sono diverse da quelle dell’adulto ed è per questo che i piccoli pazienti devono essere valutati da uno specialista che abbia maturato una competenza specifica nella diagnosi e nella cura delle cardiopatie che li interessano più frequentemente. Ci sono poi i difetti cardiaci congeniti – aggiunge il primario – che sono le malformazioni congenite più frequenti, dopo i difetti scheletrici, e i primi in quanto a mortalità». In questi cinque anni nell’ambulatorio pediatrico (attuale U.O.S. Ecocardiografia Pediatrica), operano tre dottoresse (la responsabile Maria Domenica Sorbo, Maria Stefani e Maria Cristina Baratella) e sono stati sottoposti ad ecocardiogramma 1729 bambini tra questi 1305 sono stati i pazienti esterni visitati mentre 424 i ricoverati. Per 872 si è potuto escludere una patologia cardiovascolare mentre nei rimanenti si è riscontato una cardiopatia congenita. Molte le patologie cardiache che riguardano i bambini, dalla pervietà del forame ovale (28% dei casi), al difetto del setto interventricolare (17,5% dei casi), fino al prolasso mitralico (13% dei casi) e al difetto del setto interatriale (11% dei casi).

 

Gazzettino – Un incubatore di idee per il turismo in Riviera

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25

ago

2014

DOLO – Con il nuovo Ecomuseo nasce una “cabina di regia” nel capoluogo dell’Unione dei Comuni

DOLO – Ca’ Foscari e il Centro Studi della Riviera del Brenta pronti ad avviare il primo “Destination management organization” per il turismo in Riviera del Brenta con il coinvolgimento di 3500 studenti e delle loro idee. È proprio vero che «nemo propheta in patria» e il Centro Studi, che ha ancora sede a Mira Porte, dopo aver gestito per anni l’Ecomuseo di Mira, prima in villa Principe Pio e poi in villa Dei Leoni, e aver chiuso l’esperienza mirese si è trasferito a Dolo avviando una proficua collaborazione con l’Unione dei Comuni.
«Ca’ Foscari con la collaborazione del Centro Studi Riviera e di T&T IQ – annuncia Elisabetta Vulcano del Centro Studi – avvierà a Dolo il primo Dmo della Riviera del Brenta per la gestione delle nuove realtà culturali e turistiche». Il programma sarà presentato a settembre ma la Vulcano annuncia già alcune anticipazioni. «Dopo una collaborazione biennale con l’Unione dei Comuni della “Città della Riviera del Brenta” che ha trasformato «Le Delizie della Brenta» nella App più scaricata del territorio – spiega la responsabile del Centro Studi – Ca’ Foscari inaugura uno spin-off del Dipartimento di Economia del Turismo che ospiterà il primo Dmo della Riviera del Brenta a Dolo. Si tratta di una sorta di cabina di regia per la progettazione turistica del territorio, fungerà da acceleratore del sistema turistico della Riviera del Brenta sostenendo l’attuazione di progetti strategici come l’apertura del nuovo e primo Ecomuseo in capo all’Unione dei Comuni». Insomma da Mira l’Ecomuseo verrà ospitato a Dolo nei prossimi anni. «Il Dmo inoltre – sottolinea la Vulcano – mirerà a reperire risorse aggiuntive dall’Europa attraverso bandi europei per sostenere le proprie attività e sarà supportato da un “laboratorio di Idee”, un incubatore di idee sul tema dell’innovazione turistica, che coinvolgerà un bacino scolastico di quasi 3500 studenti».

Luisa Giantin

 

DOLO – Emilio Zen, promotore della raccolta firme per l’ospedale di Dolo e portavoce de “Il Ponte di Dolo” è preoccupato: «Si legge di investimenti per lavori di adeguamento del monoblocco di Noale. A Noale si insedierà tutta l’area direzionale e amministrativa dell’Ulss 13, parte del dipartimento per la prevenzione, un ospedale di comunità di 40 posti letto e rimane la lungodegenza. Ciò consentirà di liberare gli spazi in affitto del Mariutto a Mirano. E Dolo? nessuna prospettiva. Anzi, il sito dell’Ulss 13 riporta: “I maggiori tempi per la ristrutturazione di Dolo sono stati riparametrati dopo la consegna degli esiti delle valutazioni antisismiche dei plessi ospedalieri”». Amara la riflessione finale. «Capite cittadini? Capite signori amministratori? Capite partiti dormienti? Dolo aspetterà, chissà fino a quando, regalando i suoi pezzi, poco per volta, a Mirano e ora anche a Noale, rimanendo infine una desolata cattedrale nel deserto. Da parte nostra continueremo con la raccolta di firme, massiccia, significativa e per alcuni, probabilmente, imbarazzante»

(L.Per.)

 

Città della Riviera del Brenta

DOLO. Nuovo passo in avanti per l’ampliamento dell’Unione dei Comuni “Città della Riviera del Brenta”. La giunta del’Unione – composta dai sindaci Maddalena Gottardo (Dolo), Andrea Martellato (Fiesso), Federica Boscaro (Fossò) e Filippo Livieri (Campagna Lupia) – ha approvato all’unanimità una delibera che dà parere positivo all’ingresso del Comune di Campolongo. Ora le giunte dell’Unione e di Campolongo dovranno definire tempi e modalità dell’adesione, che avverrà all’inizio del prossimo anno. L’altro obiettivo è ampliare i servizi già gestiti dall’Unione dei Comuni che dovrebbero essere (oltre alla Polizia locale, all’ufficio Commercio e alla comunicazione e sportello integrato) quelli della Protezione civile, del Suap, servizio notificazioni e promozione turistica, Personale, Ragioneria, ufficio appalti, servizi scolastici, Protocollo, Segreteria e Affari generali. Con l’ingresso di Campolongo e, in futuro di Stra, la popolazione dell’Unione dei Comuni passerà dagli attuali 37.232 abitanti a 55.406.

Giacomo Piran

 

MIRANO. Pagamenti degli esami online, finalmente si parte. L’Asl 13 di Mirano-Dolo sdogana l’unico vero strumento in grado di tagliare le code alle casse degli ospedali. D’ora in poi sarà possibile, per l’utente che deve eseguire un esame, pagare la prestazione direttamente da casa, senza mettersi in coda al Cup o alle casse automatiche. Basterà connettersi al sito Internet dell’Asl 13 www.ulss13mirano.ven.it, cliccare sul link “pagamenti online” e seguire le istruzioni. Uno strumento innovativo, che va di pari passo con le nuove esigenze e abitudini dei cittadini, sempre più connessi alla rete e ai consumi online.

Il servizio è gratuito, non prevede quindi costi aggiuntivi per l’utente e soprattutto è attivo 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno. Potranno servirsene i titolari di carta di credito (Visa, Mastercard, Visaelectron) per pagare online tutte le prestazioni specialistiche (anche in libera professione), gli esami di laboratorio ed eventuali ticket di Pronto soccorso. Una novità che si affianca a quella attivata circa un paio di anni fa, sempre online, nell’Asl 13, con i referti online e che completa un percorso che ha già tagliato la burocrazia sanitaria. L’obiettivo è permettere all’utente di recarsi in ospedale una sola volta, per eseguire l’esame (attualmente lo scarico dei referti riguarda gli esami di laboratorio, ma in previsione sarà possibile scaricare ogni tipo di referto), dopodiché sia il pagamento (da effettuarsi di regola prima di effettuare l’esame o la visita) che lo scarico del referto, potrà essere effettuato da casa con un semplice clic. Soddisfatto il direttore generale Gino Gumirato: «Scommettiamo sempre più su tecnologia e innovazione, la ricetta migliore per garantire servizi efficienti e di qualità».

(f.d.g.)

 

Gazzettino – Noale. Ospedale, rivoluzione al via

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21

ago

2014

NOALE – Nel 2016 vi confluiranno 270 dipendenti. Gumirato: «Cambiamento epocale»

Pronto il progetto, a settembre lavori di ristrutturazione del terzo e quarto piano

IL DIRETTORE GENERALE

«Iniziamo la rivisitazione dell’Ulss 13»

Gumirato: «Parte un cambiamento epocale che punta a una migliore organizzazione dei servizi per un’assistenza più efficiente e prestazioni di qualità»

RIVOLUZIONE – L’ospedale di Noale, prima tappa del rinnovamento che interesserà l’intera Ulss 13

Entro la fine di settembre partono i lavori per la ristrutturazione del monoblocco dell’ospedale di Noale. La notizia è ufficiale e arriva dalla direzione generale dell’Ulss 13 che non nasconde soddisfazione per un progetto che è andato avanti spedito e che adesso vedrà un ultimo tassello burocratico prima del via ai lavori effettivi.
Il progetto di ristrutturazione – che viene meglio chiamato progetto di rivisitazione dell’ospedale di Noale – prevede lavori di adeguamento del terzo e quarto piano della struttura ospedaliera e sarà oggetto nei prossimi giorni dell’esame da parte della commissione regionale per l’investimento in tecnologia ed edilizia (Crite) che darà il via libera finale ai lavori. Con questa ristrutturazione è previsto il trasferimento di 270 dipendenti dell’Ulss tra impiegati di Dolo e Mirano, tutta l’area della direzione ed una parte del dipartimento per la prevenzione. L’auspicio è di portare a termine i lavori entro il dicembre del prossimo anno per poi procedere al trasferimento.
«Siamo di fronte ad un cambiamento epocale – afferma soddisfatto il direttore generale dell’Ulss 13 Gino Gumirato – deciso dalla Regione Veneto e che vedrà una rivisitazione dell’intera Ulss 13 con una migliore organizzazione dei servizi abolendo i doppioni per fornire una sempre migliore , efficente ed efficace prestazione sanitaria di qualità».
Con questa operazione cesseranno tutta una serie di affitti e spese per la manutenzione ordinaria di immobili del Mariutto, che verranno lasciati definitivamente entro il 31 dicembre 2015 per una cifra di 760mila euro all’anno. Si risparmieranno complessivamente oltre 2 milioni di euro all’anno per i prossimi 33 anni.
Il reparto di lungodegenza di Noale resterà dov’è attualmente per un’altro anno mentre verranno attivati i 40 posti letto dell’ospedale di comunità (Country Hospital) con l’obiettivo tassativo che ogni cambiamento non deve in qualsiasi modo riflettersi sul servizio reso al cittadino. «I cambiamenti possono portare con loro anche qualche paura – sottolinea Gumirato – ma con una corretta informazione si possono raggiungere gli obiettivi mettendo al centro di tutto il cittadino che deve sentirsi protagonista e partecipe a questo storico cambiamento».

Luigi Bortolato

 

DOLO – Prosegue la petizione popolare per la salvaguardia e il potenziamento dell’ospedale di Dolo e dell’Asl 13 promossa dal comitato Bruno Marcato e da associazioni e comitati rivieraschi. Nell’ultimo fine settimana, con la presenza sabato durante la Fiera del Bestiame e ieri durante l’ultima serata della Sagra di San Rocco, sono state raccolte oltre 400 firme che vanno a sommarsi alle tremila ottenute nelle altre giornate di presenza degli stand e gazebo nel territorio. Le prossime uscite sono previste per il 27 agosto al mercato di Sambruson di Dolo mentre il 31 agosto si terrà un’altra giornata unitaria di raccolta in tutte le piazze della Riviera del Brenta. La disposizione degli stand sarà comunicata nelle prossime settimane da parte dei promotori dell’iniziativa. Le richieste delle petizione, che poi sarà consegnata alla Regione riguardano il blocco dell’atto aziendale approvato dal direttore dell’Asl 13 Gino Gumirato, la classificazione dei nosocomi di Dolo e Mirano come ospedale di rete su due poli sanitari, lo stanziamento di fondi per i lavori del Pronto soccorso di Dolo, del nuovo distretto sanitario di Mira e per le altre strutture.

(g.pir.)

 

Dal 1° settembre vi sarà la dematerializzazione e sparirà la cosiddetta ricetta rossa. Chi richiederà una prescrizione farmaceutica al proprio medico di famiglia riceverà un promemoria stampato su carta bianca con il quale potrà recarsi in farmacia e ritirare il farmaco prescritto. Un sistema che coinvolge i medici dell’Azienda Ulss 13 e le farmacie. I medici di medicina generale interessati nel territorio dell’Asl 13 sono 180 e 30 sono i pediatri di libera scelta. La novità non implica cambiamenti particolari per i pazienti che, al posto della ricetta rossa farmaceutica, riceveranno un promemoria bianco contenente due codici: il numero di ricetta elettronica ed il codice fiscale dell’assistito. Con questo potranno recarsi alla farmacia preferita e ricevere il farmaco prescritto dal proprio medico. Tutto questo garantisce agli assistiti maggiore sicurezza, tempi più rapidi nell’erogazione dei servizi e contenimento della spesa sanitaria. I cittadini saranno informati attraverso una campagna di comunicazione dal titolo «Cambia il colore, aumenta il valore» che prevede la distribuzione di materiali negli ambulatori dei medici nelle strutture sanitarie del territorio. «Meno carte e meno burocrazia – sottolinea il direttore generale dell’Ulss 13 Gino Gumirato – favoriranno un accesso più snello e veloce alle cure facendo sentire il cittadino veramente il protagonista del processo sanitario. Per capire di cosa stiamo parlando, basta pensare che solo nel 2013 sono state prodotte in questa Ulss oltre tre milioni (3.147.203) di prescrizioni cartacee, delle quali 2.316.182 di farmaceutiche e 831.021 di specialistiche».

(L.Per.)

 

L’assessore all’Ambiente Conte risponde ai sindaci che sollecitavano il progetto «Non sarà possibile farlo entro quest’anno, resta l’impegno a trovare i soldi»

CAMPONOGARA – Il progetto e l’affidamento dell’appalto per il completamento dell’Idrovia Padova Venezia slitta a tempo da destinarsi. A spiegarlo, tirando il freno a mano su un progetto che sembrava avviato al galoppo, è direttamente l’assessore all’Ambiente della Regione Maurizio Conte, in una lettera inviata al presidente della Conferenza dei sindaci Giampietro Menin. I sindaci della Riviera del Brenta avevano invitato quasi unanimemente la Regione a fare presto per non perdere i fondi europei destinati alle grandi opere. «Viste le complesse norme in materia di appalti pubblici» spiega Conte «non si può favorevolmente riscontrare l’invito a presentare il progetto entro la fine del 2014. Resta però l’impegno a reperire comunque le risorse economiche per la realizzazione di un’opera ritenuta sicuramente prioritaria sotto vari aspetti». Resta l’impegno, ma non si sa ne in che modo le risorse saranno trovatete, nè dove. I calcoli sono precisi dopo l’emanazione del bando di gara per il progetto. Si dovranno trovare 3-400 milioni di euro. Secondo lo studio di fattibilità della Regione, per completare il tracciato (oltre 27 km tra Padova, Saonara, Vigonovo, Strà, Fossò, Camponogara, Dolo, Mira e Venezia) in classe quinta e quindi in regola con la normativa comunitaria, servono 384 milioni di euro che diventano 461 milioni con opere aggiuntive per migliorare la sicurezza idraulica del sistema Brenta-Bacchiglione nello snodo di Stra-Vigonovo. Già il bando di gara però conteneva delle incongruità che sindaci e comitati hanno fatto notare alla Regione. «Il bando prevede» spiega per il comitato Brenta Sicuro Marino Zamboni «il passaggio sul canale di navi utilizzate per il trasporto di merci sul fiume Volga. Cioè navi gigantesche se paragonate a un progetto fattibile di idrovia. Queste caratteristiche nel bando vanno cambiate». L’assessore, rispondendo ai sindaci, spiega che il canale potrà avere una portato superiore rispetto a quella ipotizzata nel bando di 350 metri cubi al secondo e che oltre che ad essere scolmatore sarà anche navigabile. Viene esclusa del tutto comunque anche da parte dell’assessore l’ipotesi di una camionabile perché dimensioni del genere non lo permetterebbero. I sindaci della Riviera del Brenta sono preoccupati. «La risposta che mi è pervenuta ci preoccupa» spiega Menin «Non si parla di un termine per la presentazione nè di come i soldi si reperiscono. Se si rispettavano i tempi arrivavano dai fondi strutturali europei». Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Campolongo Alessandro Campalto da sempre in prima fila sui temi legati alla sicurezza idraulica. Una conferenza dei sindaci della Riviera sul tema si terrà a settembre.

Alessandro Abbadir

 

MIRA – Il sindaco Maniero replica al collega di Camponogara: «Abbiamo 40 mila abitanti da servire»

«La nostra proposta è quella di spostare il distretto sanitario di Mira a Oriago, per rispondere alle necessità di oltre 40 mila abitanti, nulla di più. Nessun’altra modifica all’assetto dei servizi sanitari nell’Asl 13». Il sindaco di Mira Alvise Maniero risponde all’intervento del collega di Fiesso D’Artico, Andrea Martellato, che ieri aveva dichiarato di essere «decisamente contrario al trasferimento ad Oriago di Mira dell’attuale Distretto sanitario di Camponogara. Perché invece non usufruire degli spazi liberati dal Tribunale di Dolo?». Dichiarazioni che hanno preoccupato molto i cittadini dell’area della Riviera che si vedrebbero privati dell’importante distretto di Camponogara che serve Vigono, Fossò, Fiesso d’Artico e Stra. «C’è stata un pò di confusione – spiega l’assessore ai Servizi Sociali di Mira, Francesca Spolaor -. Ho sentito personalmente il sindaco Martellato, nonostante fosse in ferie, e non intendeva in alcun modo coinvolgere Camponogara in questa vicenda, considerato poi che il distretto è praticamente nuovo. Martellato è convinto che il distretto di Mira sarebbe meglio fosse trasferito a Dolo ma noi abbiamo una diversa opinione al proposito». Il sindaco di Mira, infatti, sta proseguendo i contatti con l’impresa costruttrice del nuovo distretto, nell’area di Piazza Mercato a Oriago, ma anche con i funzionari della Regione per avere l’ok all’iter da avviare con l’Asl 13, come prescritto dalla Conferenza dei sindaci lo scorso luglio. «Resta inteso che noi proseguiamo per la nostra strada e che nell’ultima conferenza dei sindaci la maggioranza era d’accordo con il trasferimento ad Oriago – afferma Maniero -. Chi sostiene che non c’è alcuna logica demografica in questo trasferimento ha torto. Noi dobbiamo rispondere ad un bacino di oltre 40 mila abitanti per garantire un servizio territoriale sanitario e sfido chiunque, sindaco, comitato, esponente politico a dire che questa proposta sia insensata». Il prossimo appuntamento a metà settembre in conferenza dei sindaci dovrebbe essere praticamente quello definitivo per decidere se proseguite con il trasferimento a Oriago o se percorrere altre strade.

 

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