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Gazzettino – “Terna interrato o si fa la guerra”

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18

set

2012

Dopo le proteste di sindaci di Mirano e Spinea anche i cittadini passano all’attacco

Il Comitato Viabilità Sicura: «Evidentemente la salute non è uguale per tutti»

Il progetto dell’elettrodotto Terna continua a far discutere. Dopo le opposizioni politiche arrivate dai sindaci di Mirano e Spinea, ora ad alzare la voce sono pure i cittadini. Nella tratta che va da Mirano a Malcontenta il progetto prevede una linee aerea con potenza di 380 mila volt che parte da Mirano nell’area di via Taglio e passa per Spinea nei territori di Crea e Fornase, coinvolgendo nel complesso un’ottantina di famiglie. A Mirano c’è molta preoccupazione, visto che in via Taglio sarà costruita pure la stazione dell’elettrodotto. I residenti si stanno mobilitando, capofila è naturalmente il «Comitato Viabilità Sicura», attivo da vent’anni. In una nota diffusa ieri, il comitato difende l’area dove sorgerà la stazione:

«Il territorio a sud di Mirano, dal canale Taglio alle frazioni di Vetrego e Scaltenigo, sembra essere diventato il luogo adatto per realizzare tutte le infrastrutture rigettate dai Comuni limitrofi» si legge. E via con gli esempi: «Prima il Passante autostradale completato a tempo di record lasciando aperte tante ferite, poi il progetto della centrale a Biogas, ora l’elettrodotto Terna».

Proprio in via Taglio, inoltre, è stata attiva per anni la discarica di Cà Perale, in passato oggetto di molte contestazioni. I Comuni di Mirano e Spinea chiedono che la linea venga interrata, i comitati prendono la stessa posizione:

«Da Malcontenta in poi la linea non sarà aerea ma interrata, perché da noi no? La salute è uguale per tutti» dichiarano. «Siamo preoccupati: qui si parla di espropri, campi magnetici, danni alla salute e impatto visivo» prosegue la nota. La battaglia è appena cominciata: «I cittadini sono pronti a lottare contro questi pericoli – annuncia il Comitato -. Il territorio era già stato penalizzato dal Passante e da una valanga di traffico, non vorremmo trovarci tra qualche anno a contare i casi di tumore che hanno colpito i cittadini».

Parole forti che lasciano presagire un lungo muro contro muro con Comuni e comitati sullo stesso fronte, contro l’azienda.

Gabriele Pipia

 

Mira, Mirano e Spinea scrivono congiuntamente a Terna e avanzano anche la richiesta di ridimensionamento delle due stazioni elettriche previste

MIRA. I Comuni di Mira, Mirano e Spinea sulla questione dell’elettrodotto Padova-Venezia puntano i piedi e chiedono a Terna l’interramento delle linee dell’alta tensione e il ridimensionamento delle due stazioni elettriche di Malcontenta e Mirano. I primi cittadini dei tre comuni della Riviera e del Miranese , per questo motivo hanno preso carta e penna ed hanno scritto a Terna, al Dipartimento per l’Energia del Ministero dello Sviluppo Economico e al presidente della giunta regionale del Veneto . Nello specifico vogliono l’interramento delle linee con le stesse modalità previste ad esempio nell’area del comune di Venezia da Marghera fino a Fusina.

I sindaci, in particolare quello di Mira Alvise Maniero, intervengono dopo che questi giorni hanno ricevuto numerose e preoccupate segnalazioni dei cittadini, interessati dall’avvio delle procedure di esproprio. Cittadini convinti che questa infrastruttura abbia un grave impatto sul territorio e sulla loro salute.

«Vale la pena ricordare – scrivono i sindaci Alvise Maniero, Maria Rosa Pavanello e Silvano Checchin – l’importante valenza ambientale, storica, culturale e paesaggistica che rivestono il territorio e il tessuto urbano della Riviera e del Miranese, interessati dall’attraversamento dell’opera. Un’area caratterizzata dalla presenza di un patrimonio inestimabile di ville venete, di storiche dimore di campagna e da una rete importante di vie d’acqua, che la rendono in qualche modo unica sotto il profilo ambientale».

Anche sulle due nuove stazioni elettriche di Malcontenta e Mirano i sindaci esprimono riserve e contrarietà.

«Oltre a prevedere uno spreco inaccettabile di suolo (circa 20 ettari) – continuano i tre sindaci- queste due nuove stazioni elettriche sono localizzate in ambiti di notevole valenza paesaggistica. In particolare la stazione di Malcontenta, è prevista in un’area compresa tra il Forte Tron, Villa Foscari La Malcontenta e la laguna veneta, tutelata anche dall’Unesco che l’ha inserita nel proprio piano di gestione per una adeguata difesa e valorizzazione. A Spinea, la nuova linea si aggiungerebbe ad altre già esistenti, senza che vi sia da parte di Terna alcun impegno a migliorare questa situazione, come richiesto in una apposita Conferenza di Servizi».

Da qui un appello finale alle istituzioni. «Auspichiamo – concludono i tre sindaci – la revisione del progetto, cosìcché le linee possano essere interrate anche nel tratto che attraversa i territori dei nostri Comuni».

Alessandro Abbadir

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Gazzettino – Mira, Maniero straccia l’accordo con Terna

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8

set

2012

AMBIENTE – Il sindaco si unisce alla protesta di Spinea e Mirano contro l’elettrodotto

«COSÌ NON VA»

MIRA – Il neo sindaco di Mira Alvise Maniero chiede di rivedere il progetto sull’elettrodotto Padova-Venezia di Terna. «Tralicci e linee aeree vanno interrati – afferma Maniero unendosi ai sindaci di Mirano, Maria Rosa Pavanello, e Spinea, Silvano Checchin -. Devono essere riviste le localizzazioni e il dimensionamento delle due stazioni elettriche di Malcontenta e Mirano». L’accordo con Terna era già stato sottoscritto dal precedente sindaco di Mira Michele Carpinetti, ma per Maniero le cose non sono affatto a posto. I primi cittadini di Mira, Mirano e Spinea non ci stanno all’idea che il nuovo elettrodotto di Terna tra Padova e Venezia attraversi i loro territori su tralicci e linee aeree, finendo interrato solo nell’area industriale di Marghera fino a Fusina. Così i primi cittadini hanno scritto a Terna, al Dipartimento per l’Energia del Ministero dello Sviluppo Economico e al presidente del Veneto, Luca Zaia. «Vale la pena ricordare – scrivono Maniero, Pavanello e Checchin – l’importante valenza ambientale, storica, culturale e paesaggistica che rivestono il territorio e il tessuto urbano della Riviera del Brenta e del Miranese, interessati dall’attraversamento dell’opera». (l.gia.)

Pavanello e Checchin: i progetti devono essere cambiati

MIRANO. Terna sceglie il silenzio e non commenta le uscite pepate dei sindaci di Mirano e Spinea sull’elettrodotto. Il dibattito però resta infuocato, perché la nota congiunta con cui Silvano Checchin e Maria Rosa Pavanello chiamano in causa la società di gestione della rete elettrica, lascia intendere che lo scontro proseguirà fin che non cambieranno i progetti.

Ieri i due Comuni hanno messo bene in evidenza le loro posizioni sui rispettivi siti Internet, a disposizione dei cittadini. «Spinea ha chiesto già nella Conferenza dei servizi del 2010 l’interramento delle linee senza mai avere risposta. Mirano ha chiesto opere di compensazione e un incontro urgente con la società, ma senza ottenere riscontro». Ribadito dai due sindaci anche il diritto ad avere lo stesso trattamento riservato al Comune di Venezia, che avrà le linee interrate. Checchin e Pavanello poi assicurano battaglia in sede di progettazione esecutiva, chiamando anche Mira ad unirsi al coro. Ma proprio con i grillini restano tesissimi i rapporti.

Se Checchin tuona contro il Movimento 5 stelle: «Arrivano tardi, dov’erano nel 2007 quando uscì il progetto? Protestano adesso che il procedimento è concluso», a Mirano è il capogruppo del Pd Dora Bovo a pizzicare i consiglieri di Grillo: «Vogliono solo la polemica», dice riferendosi alla protesta per il mancato inserimento degli avvisi di esproprio in Internet.

«Abbiamo avvisato direttamente gli espropriati e invitato tutti all’incontro organizzato con i tecnici di Terna e le organizzazioni agricole per dare informazioni su tracciato e procedure. Sul web già il 23 agosto erano pubblicati elenco, tracciati e orari degli uffici. Documentazioni peraltro presenti solo nei siti di Mirano e Spinea: Vigonovo ha solo l’elenco pubblicato a suo tempo dai giornali e Mira ancora nulla». (f.d.g.)

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I Comuni di Mirano e Spinea pronti a dare battaglia contro il progetto Checchin: «Altri risarciti, noi no». Pavanello: nessuna firma senza compensazioni

SPINEA. Sfida a Terna. I sindaci di Spinea e Mirano sono decisi a dare battaglia all’azienda che dovrà costruire l’elettrodotto Dolo-Camin da 380 mila volt, tanto da dire, senza mezzi termini, che attueranno tutte le azioni possibili se non saranno accolte le loro richieste.

Per Spinea, nel progetto esecutivo si deve inserire l’interramento dell’opera, lo spostamento del tracciato, mentre entrambi puntano alla compensazione per l’impatto ambientale. A Mirano, infatti, è prevista la costruzione della stazione in zona Taglio. Dunque si preannuncia un autunno caldo, considerato che Silvano Checchin (Spinea) e Maria Rosa Pavanello (Mirano) rimarcano come Terna debba tener conto della Città metropolitana e non usare due pesi e due misure. E chiedono pure a Venezia e Mira, altri Comuni interessati all’opera, di fare un passo indietro per arrivare a una soluzione condivisa.

«Il 21 luglio 2009» ricorda Checchin «la commissione di Valutazione d’impatto ambientale (Via) della Regione, dà il parere favorevole all’intervento ma dagli atti, non risulta che la precedente giunta di Spinea avesse presentato delle osservazioni. Lo abbiamo fatto il successivo 19 gennaio, quando chiediamo l’interramento della linea da 380 mila volt e quella da 132 mila per circa un chilometro, dal Graspo d’Ua al Parco Nuove Gemme. In alternativa, per compensare, abbiamo proposto lo spostamento a sud del tracciato in zona Fornase. Ma non abbiamo ricevuto risposta».

Checchin è convinto che Venezia e Mira ricavino molto da questa situazione. «Sarà bonificata l’area di Vallone Moranzani» spiega «mentre Mira avrà la dismissione delle linee. Inoltre non capisco perché in certi punti l’elettrodotto sarà interrato e non può essere così da noi. Non vorrei che Terna ragioni con Comuni più importanti, mentre con gli altri fa un po’ quello che vuole. Vogliamo che nel progetto esecutivo, siano accettate le nostre proposte e le difenderemo con qualsiasi azione».

A Mirano in zona Taglio sorgerà la stazione, che occuperà una decina di ettari. Il sindaco Pavanello chiede la firma dell’accordo con Terna per avere la compensazione da 1,5 milioni di euro. «La giunta Cappelletto non lo ha mai sottoscritto» precisa «Se non si dovesse arrivare l’intesa, chiederemo conto al vecchio governo locale».

Alessandro Ragazzo

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Gazzettino – Mirano e Spinea, ultimatum a Terna

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2

set

2012

I due sindaci: «Se le nostre richieste non saranno accettate siamo pronti a qualsiasi azione»

«Interramento delle linee e opere di compensazione ambientale, altrimenti bloccheremo tutto»

ELETTRODOTTO – I sindaci di Mirano e Spinea contro Terna: «Se non interrate siamo pronti a qualsiasi azione»

I sindaci di Mirano e Spinea battono i pugni e lanciano l’ultimatum a Terna per l’elettrodotto: «Se Terna non valuterà soluzioni alternative per ridurre l’impatto ambientale, siamo pronti a tutto, a qualsisi azione»

MIRANO – «Se in fase di progettazione esecutiva le nostre richieste non saranno accettate, saremo pronti a qualsiasi azione per evitare che venga realizzato l’elettrodotto sui nostri territori». Con una netta presa di posizione i sindaci di Mirano e Spinea battono i pugni: o Terna valuterà soluzioni alternative per ridurre l’impatto ambientale, oppure inizierà un lungo muro contro muro. Questo è il monito di Maria Rosa Pavanello e Silvano Checchin. A far discutere è il tracciato 380 Kw che va da Mirano a Malcontenta, passando sopra i terreni di una decina di famiglie miranesi (nella zona di via Taglio) e di 72 famiglie residenti a Crea e Fornase. In forma minore è interessato anche il tracciato 132 Kw, Scorzè-Villabona, che passa per Spinea dal Graspo d’Uva al Parco Nuove Gemme. Ma quali sono le richieste dei Comuni? Principalmente due: l’interramento delle linee e la realizzazione di opere di compensazione ambientale. Spinea chiede pure che all’altezza di Fornase la tratta Mirano-Malcontenta venga spostata più a sud, in modo da allontanarla dalle abitazioni.

«Terna ci ignora e non discute con i Comuni, ma noi non accettiamo questi tipi di interventi» tuonano Checchin e Pavanello, che puntano il dito anche contro le precedenti amministrazioni «che non hanno tutelato i Comuni e informato a dovere i cittadini». «Spinea è il Comune più penalizzato – prosegue Checchin -, mentre Venezia e Mira ne traggono giovamento perché vengono dismessi i vecchi tracciati. I 17 Km da Malcontenta a Fusina sono previsti interrati, perché da noi il tracciato sarebbe via aerea?». A Mirano nascerà una stazione di circa 10 ettari, in un’area che negli anni è già stata martoriata dal Passante e dall’ex discarica di Cà Perale. Ai tempi dell’Amministrazione Cappelletto venne stipulato una bozza di accordo che prevede un milione e mezzo di euro al Comune come somma per opere di compensazione. «Abbiamo chiesto un incontro urgente per firmare questa bozza ma Terna non ci ha mai risposto, fanno solo i loro interessi» dichiara Pavanello.

Nella nota congiunta c’è spazio anche per un appello al Comune di Mira («Ci auguriamo che la nuova Amministrazione voglia appoggiare il nostro approccio dimostrandosi sensibile all’ambiente») e per un piccato confronto con il trattamento riservato al comune di Venezia: «Terna è disposta ad interrare le linee sui territori del capoluogo. Ma Spinea e Mirano fanno parte della stessa area metropolitana, vogliamo lo stesso trattamento».
Gabriele Pipia

 

Confronto in Comune, esclusi dalla riunione membri dei comitati e grillini Terna si difende: abbiamo presentato il progetto, poi nessuno ci ha più chiamato

SPINEA. L’elettrodotto di Terna elettrizza anche il clima a Spinea. Sale la protesta nel Comune del Miranese che più di tutti risentirà del passaggio della nuova infrastruttura, sia in termini di espropri che di mancate compensazioni. Giovedì c’è stato un incontro tra gli amministratori del Comune, i 72 espropriati e i tecnici di Terna.

Non sono mancati momenti di tensione quando alla riunione si sono presentati alcuni esponenti dei comitati e del Movimento 5 stelle. Porte chiuse però a chi non era direttamente interessato: la riunione infatti era aperta ai soli proprietari dei fondi interessati dalla servitù di passaggio dell’elettrodotto. Così i grillini sono stati gentilmente invitati ad andarsene. Apriti cielo.

«Un elettrodotto è un’opera i cui effetti sul territorio l’ambiente e il paesaggio interessano tutti, non solo i proprietari delle aree coinvolte e anche chi vive nelle vicinanze ha il diritto di sapere», tuona Massimo De Pieri, del Movimento, «siamo stati tutti espropriati, qualcuno di un pezzo di terra, altri dell’informazione e del confronto con le istituzioni». Lasciato il Comune i grillini non si sono dati per vinti e attraverso il loro blog hanno affidato alla rete le domande che avrebbero voluto porre a Terna. «A Spinea, a fronte della realizzazione di 2,1 chilometri di elettrodotto è prevista la demolizione di un solo chilometro di elettrodotto aereo da 220 chilovolt, mentre a Mira a fronte di nuovi 2,3 chilometri ne saranno demoliti 8, a Mirano 9,9 e a Salzano (dove il nuovo elettrodotto non passa) 5. Perché Terna non propone per Spinea soluzioni compensative almeno pari a quelle fatte agli altri comuni? Ancora: è vero che Terna ha sottoscritto col comune di Mirano una convenzione per una compensazione economica per l’impatto ambientale pari a 1.500.000 euro? Infine: è prevista una compensazione per il danno territoriale a Spinea?».

«Terna non ha mai rifiutato il confronto», fanno sapere dalla società, «abbiamo fatto due presentazioni pubbliche a Dolo e Saonara nel 2008, come previsto in questi casi. Ne avremo fatte altre su richiesta dei Comuni interessati ma nessuno, compresa Spinea, ci ha chiamati». Nel dettaglio Terna spiega che la mancata previsione di compensazioni a Spinea è determinata dal fatto che il Comune ha sempre detto no al progetto, non sottoscrivendo perciò alcuna convenzione. Nessuna convenzione nemmeno con Mirano: «Con l’allora sindaco si stava discutendo, ma non si è mai arrivati alla firma».

Filippo De Gasperi

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De Pieri: «Il territorio comunale di Spinea sarà il più penalizzato, serve almeno un adeguato risarcimento»

Il progetto dell’elettrodotto Terna continua a far parlare, sia a Mirano che a Spinea. Mercoledì sera l’Amministrazione Comunale di Spinea e i rappresentanti dell’azienda hanno incontrato i proprietari dei fondi interessati dal passaggio della linea elettrica aerea che collegherà Mirano e Malcontenta, passando pure sopra le proprietà di 72 famiglie residenti a Crea e Fornase. A tener alta l’attenzione su questo tema è ancora una volta il Movimento 5 Stelle, che ieri ha diffuso una nota molto piccata sull’argomento. A tuonare è come sempre Massimo De Pieri, ormai vera e propria spina nel fianco dell’Amministrazione. «Sono andato in Municipio per assistere all’incontro e fare alcune domande, ma non mi è stato permesso – sbotta De Pieri -. La riunione era rivolta solo ai proprietari dei fondi interessati, ma gli effetti di un elettrodotto interessano tutti, anche coloro che abitano nelle vicinanze. Serve maggior confronto e informazione». De Pieri sostiene che il territorio di Spinea sia molto penalizzato da questo progetto: «Saranno realizzati 2,1 chilometri di nuovo elettrodotto e sarà demolito solo un Km di quello vecchio – prosegue -. A Mira ne demoliscono 8, a Mirano 9.9, a Salzano 5, a Venezia addirittura 38.8. A Spinea no, e spetterebbe dunque un importante compensazione o economica o in opere complementari». De Pieri cita anche il Comune di Mirano: «Ci spieghino se Terna ha effettivamente sottoscritto con il comune di Mirano una compensazione di un milione e mezzo di euro per l’impatto ambientale sul territorio». Per questo punto risponde la sindaca Pavanello: «La compensazione ci spetterebbe perché nel nostro territorio ci sarà la sottostazione, ma per ora esiste solo una bozza di protocollo. Stiamo sollecitando Terna per avere un incontro urgente». Intanto il Comune di Mirano da qualche settimana ha pubblicato on-line sul proprio sito le planimetrie e la documentazione relativa al progetto. La questione interessa da vicino una decina di famiglie residenti in via Taglio, nell’area prossima al Passante e all’ex discarica. È li che sarà collocata la sottostazione dell’elettrodotto. (G.Pip.)

 

MIRANO – L’elettrodotto Dolo-Camin fa parlare anche a Mirano.

Il progetto di Terna, circa 15 chilometri via aerea con una potenza di 380mila volt, toccherà infatti anche il Miranese nell’area del canale Taglio, in prossimità del Passante autostradale e dell’ex discarica di via Perale. È in quella zona che verrà costruita la centrale, interessando una decina di famiglie che vanno a sommarsi alle 72 di Spinea in zona Crea e Fornase. Lo scorso 8 agosto è stato reso pubblico l’avviso in cui si annuncia il via libera al progetto definitivo e i nomi degli espropriati.

Entro l’8 settembre i cittadini potranno visionare il progetto e presentare le proprie osservazioni agli uffici di Terna. «Ma molti non ne sono nemmeno a conoscenza» ammonisce il Movimento 5 Stelle, che dopo aver punzecchiato l’amministrazione di Spinea, ieri ha chiesto maggior trasparenza anche al Comune di Mirano. «Molti cittadini segnalano la scarsa informazione sul progetto – scrive il consigliere Antonio Milan -. Bisognerebbe prender esempio da Vigonovo, che ha pubblicato tutta la documentazione sul proprio sito».

L’assessore Salviato, però, rassicura: «Abbiamo già spedito una lettera agli interessati, i nostri uffici sono a disposizione per dare informazioni e ricevere osservazioni. Valuteremo la possibilità di pubblicare il progetto anche on-line». (G.Pip)

 

Monta la protesta a Mirano e Spinea. Per presentare le osservazioni c’è tempo fino all’8 settembre. Il Movimento 5 stelle: «È stato un blitz d’agosto»

MIRANO. Sale la protesta dopo la pubblicazione dell’avviso di approvazione del progetto definitivo, con imposizione del vincolo di esproprio, dell’elettrodotto Terna Dolo-Camin. Trecentottanta kilovolt per un tracciato di 33 chilometri, con la dismissione di 100 chilometri di vecchie linee.         Un’ottantina gli espropriati tra Mirano e Spinea, ma non tutti ancora lo sanno o lo hanno saputo tardi. E c’è tempo solo fino all’8 settembre per presentare eventuali osservazioni. Basta e avanza per far alzare la voce a cittadini, comitati e associazioni. Il Movimento 5 stelle di Mirano ha chiesto al Comune di mettere subito online mappe e avvisi di esproprio.      «Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni per la scarsa accuratezza dell’informazione che riguarda il progetto, a differenza di quanto fatto per esempio a Vigonovo, nel sito comunale», denuncia il consigliere grillino Antonio Milan, «Restano solo 15 giorni per reperire tutta la documentazione». Immediata la risposta dell’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Salviato: «Abbiamo comunque provveduto a inviare una lettera firmata dal sindaco ai miranesi interessati dall’opera, circa una decina, informandoli che l’Ufficio espropri dell’area 3 è a disposizione». Da ieri comunque sul sito del Comune sono disponibili online anche le planimetrie catastali. A Spinea è sempre il Movimento 5 stelle a puntare il dito contro il tratto aereo dell’infrastruttura, che interesserà in particolare i territori di Fornase e Crea. «In pieno agosto Terna concede ai cittadini interessati 30 giorni per prendere conoscenza del progetto e formulare osservazioni», denunciano i grillini, che poi puntano il dito anche contro l’opera in sé: «Miranese e Riviera si apprestano ad accogliere un congruo numero di tralicci che faranno bella mostra di sé, compromettendo salute e interessi patrimoniali, eppure non si chiedeva nulla di più che interrare l’infrastruttura. Certo, i costi sono maggiori ma rapportati ad un contenuto tecnologico ben diverso e, comunque, ben sostenibili da una impresa che opera in regime di totale monopolio».      C’è anche l’esempio: «In Australia si sta ultimando la posa interrata di 260 chilometri di cavo ad alta tensione per non dare fastidio a pecore e conigli. In Italia invece pendiamo dalle labbra dell’ad di Terna Flavio Cattaneo che dichiara: “Abbiamo lanciato alcuni concorsi internazionali d’architettura per ottenere piloni e tralicci esteticamente sostenibili”».      Filippo De Gaspari

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