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Gazzettino – Eraclea. Valle Ossi resta un punto di domanda.

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22

feb

2015

ERACLEA – Nulla di fatto nell’incontro tra amministrazione comunale e Numeria

ERACLEA – Nulla di fatto nell’incontro tra amministrazione comunale e Numeria, società proprietaria di Valle Ossi. Le notizie allarmanti che giungono da Veneto Banca, principale banca finanziatrice della società che dovrebbe investire quasi 500milioni di euro per realizzare il terremare da sogno sui 260 ettari alla spalle della laguna del Mort, aumentano le preoccupazioni degli amministratori di Eraclea.

«Dopo la richiesta di sospensione della procedura di Via del settembre 2013 – ricorda l’assessore al Demanio, Stefano Stefanetto – come Amministrazione eravamo in attesa, stando dagli stessi impegni presi dalla Numeria, della presentazione di un nuovo progetto che superasse definitivamente la criticità sollevate nelle “osservazioni” dei diversi enti. Non c’è, infatti, più alcuna preclusione all’intervento, anche le associazioni ambientaliste si sono poste positivamente a fronte delle misure di mitigazione e compensazione ambientale concordate. Ora queste notizie sull’ispezione della Banca d’Italia a Veneto Banca, rispetto a presunti finanziamenti di favore assegnati, senza le dovute garanzie, acuiscono le nostre preoccupazioni».

«Per l’acquisto del terreno Zanon – continua Stefanetto – dove dovrebbe essere costruito il campo da golf, i soldi alla Numeria sono arrivati da Veneto Banca, due realtà quindi contigue che potrebbero seguire la stessa sorte». Comunque dietro non c’è solo Veneto Banca e, vista la cospicua Imu regolarmente pagata, potrebbe essere un’attesa in funzione della crisi economica. «In effetti – ammette Strefanetto – non tutti i segnali sono negativi, anche se la preoccupazione resta tanta».

 

ERACLEA – Che fine ha fatto Valle Ossi? Tutto tace e il Comune di Eraclea ha scritto alla società Numeria, proprietaria dei 260 ettari dell’area alla spalle della laguna del Mort, per capire intenzioni e reale volontà d’intervenire.

Quando era stato presentato il primo progetto, nel 2008, la cifra d’investimento complessivo indicata era sui 500 milioni di euro, e la prima convenzione con il Comune è datata 2011. Da allora è iniziato un iter che ha portato ad una rilevante modifica del progetto iniziale e degli stessi termini della convenzione con il Comune. Avviata, come concordato, la procedura di Via, la Numeria due anni fa ha chiesto la sospensione dell’iter. Sembrava solo che ci fossero alcuni dettagli da mettere a punto. Ad attendere l’apertura dei cantieri sono soprattutto gli operatori turistici di Eraclea Mare che con il mega intervento immobiliare sperano in un definitivo decollo della località turistica. Probabilmente a causa della crisi economica tutto si è di fatto bloccato. Di qui la lettera del Comune alla proprietà per capire se per Valle Ossi c’è ancora un futuro turistico.

Maurizio Marcon

 

ERACLEA – Verso il completamento del “Giralagune”, il progetto di pista ciclabile per collegare la laguna nord di Venezia con quella di Caorle e Bibione, passando per la laguna del Mort di Eraclea.

Dopo l’accordo tra i Comuni di Eraclea e Caorle, è stato presentato in Regione il progetto dal costo di 600mila euro (350mila per le opere nel territorio Caorle e 250mila ad Eraclea) per creare un itinerario cicloturistico lungo il litorale, tra spiagge e pinete.

A Eraclea Mare il progetto prevede il raccordo del percorso ciclabile da via dei Pioppi e il tombinamento del fosso sul perimetro del campeggio Porto Felice. Contestualmente è prevista la messa a dimora di un filare di alberi lungo tutta via dei Fiori.

Sia per le opere in territorio di Caorle che ad Eraclea sono stati chiesti finanziamenti alla Regione, pari all’80% del totale della spesa, come previsto dal bando sulle piste ciclabili.

Sempre ad Eraclea l’amministrazione comunale ha approvato il progetto del collegamento ciclabile tra Ponte Crepaldo e Valcasoni, fino alla pista esistente (Bar Cibin).

Il percorso avverrà prevalentemente su proprietà del Consorzio di bonifica (che ha dato il suo parere favorevole) e la Regione ha già concesso un contributo di 130mila euro su una spesa complessiva di 350mila.

Maurizio Marcon

 

MEOLO – Autostrada del Mare Meolo- Jesolo: i Comuni scrivono al governatore Zaia per chiedere «con estrema urgenza, prima della pausa estiva, un incontro per conoscere lo stato dell’iter del progetto e per confrontarci sulle necessità infrastrutturali del nostro territorio». La lettera ha come firmatari i Comuni di Meolo, San Donà, Musile, Fossalta, Eraclea, Cavallino- Treporti, nonché Monastier, Roncade, San Biagio, Silea e Treviso. I Comuni firmatari affermano anche che «prima di ogni definitiva decisione, riteniamo necessaria una revisione approfondita delle motivazioni dell’opera in relazione all’impatto e alle esigenze dei Comuni del territorio». La lettera segue un incontro organizzato dal Comune di Meolo, a cui sono stati invitati tutti i sindaci. «La nuova amministrazione ha deciso di riunire tutti i Comuni interessati per aprire un confronto allo scopo di ricercare una posizione condivisa, valutare lo stato attuale dell’opera e possibili soluzioni alternative», spiega Loretta Aliprandi, sindaco di Meolo, «la nostra posizione è contraria alla privatizzazione della Treviso Mare». Hanno firmato pure Comuni di centrodestra, anche se con posizioni più sfumate. «La mia firma vuole essere costruttiva per capire lo stato dell’arte dell’opera e le questioni aperte da qui ai prossimi mesi, in attesa che le note vicende giudiziarie facciano il loro corso», commenta Gianluca Forcolin, sindaco di Musile.

(g.mon.)

 

Gazzettino – Treviso-Mare, altola’ dei sindaci

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1

ago

2014

SANDONATESE   «No alla Via del mare» Altolà dei sindaci a Zaia

GRANDI OPERE Tutti i Comuni scrivono a Zaia per chiedere un incontro. Solo Jesolo si defila

Aliprandi (Meolo): «Va trovata un’alternativa compatibile con il territorio»

UNDICI COMUNI – Il sindaco di Meolo Loretta Aliprandi. L’appello a Zaia sottoscritto da 11 primi cittadini

Tutti i sindaci dei Comuni da Treviso al litorale coinvolti dal progetto della “Via del mare”, scrivono al governatore Luca Zaia per chiedere una revisione dell’opera. E chiedono un incontro urgente, prima della pausa estiva.
L’iniziativa, partita dal sindaco di Meolo Loretta Aliprandi, è stata sottoscritta da 11 amministrazioni comunali: Cavallino Treporti, Eraclea, Fossalta di Piave, Meolo, Monastier di Treviso, Musile di Piave, Roncade, San Biagio di Callalta, San Donà, Silea e Treviso. L’unico a non firmare la richiesta è stato Jesolo, particolarmente interessato alla nuova superstrada che collegherebbe il casello della A4 Meolo-Roncade con la spiaggia jesolana. «Abbiamo deciso di riunire tutti i Comuni coinvolti per aprire un confronto allo scopo di ricercare una posizione comune, valutare lo stato attuale dell’opera e le possibili soluzioni alternative» afferma Loretta Aliprandi.
Il centrosinistra, al governo dopo le recenti elezioni amministrative in quasi tutti i Comuni interessati dalla superstrada a pedaggio, compreso Meolo, è sempre stato contrario alla privatizzazione della Treviso-mare. A questo si aggiungono i recenti scandali che hanno coinvolto due delle tre società (Consorzio “Vie del Mare” e “Adria Infrastrutture”) che dovrebbero realizzare in project financing la nuova opera. «Riteniamo sia doveroso riprendere in esame altre soluzioni maggiormente compatibili con il territorio attraversato» aggiunge Aliprandi.
Ma se non sorprende che il centrosinistra abbia ora i numeri per dire “no” all’autostrada del mare, quello che meraviglia è che anche due Comuni di centrodestra, come Musile e Fossalta di Piave, abbiano aderito alla richiesta a Zaia. «Non si tratta di rifiutare l’opera – dice Sensini, sindaco di Fossalta -. È una richiesta di incontro con i sindaci, mai fatto dalla Regione, perché vogliamo capire bene questo intervento». «È un’occasione per comprendere se l’opera andrà avanti oppure no, anche alla luce delle vicende giudiziarie» sostiene Forcolin, sindaco di Musile.

Emanuela Furlan

 

Gazzettino – Eraclea. Valle Ossi diventa sponsor del verde.

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10

mag

2014

ERACLEA – Numeria, che voleva cementificare l’area, paga “il mese dell’ambiente”

“Maggio 2014, mese dell’ambiente e del paesaggio” è sponsorizzato per 5 mila euro da Numeria, la società che possiede Valle Ossi e che su Valle Ossi ha messo in piedi un progettino da 250 milioni di euro. E non per costruire solo giardinetti e ridenti aree picnic, ma strutture ricettive e residenziali per mezzo milione di metri cubi a mezzo metro dalla Laguna del mort. Numeria negli ultimi tempi era sparita dalla circolazione dopo aver chiesto alla Regione di mettere una pietra sopra il mega progetto. Adesso invece la società passata alla storia per aver comperato Valle Ossi da Giovanni Montresor, un miliardario vicentino che dichiarava 5 euro di imponibile, torna alla scoperto come sponsor di un programma di “discussione e riflessione sui temi dell’ambiente”. Un ravvedimento operoso? Fatto sta che Numeria offre al Comune 5 mila euro per coprire una parte delle “spese previste per l’organizzazione dell’evento relative al noleggio impianti video, stampa materiale pubblicitario, eventuale rinfresco per l’inaugurazione” – si legge nella determina dirigenziale del Comune di Eraclea. E sarà interessante assistere ad uno di questi dibattiti sponsorizzati da Numeria perchè è prevista la partecipazione di Luigi Lazzaro, presidente regionale di Lega Ambiente, l’associazione che si è battuta proprio contro la cementificazione di Valle Ossi.

Maurizio Dianese

 

Eraclea. La “Numeria” ha chiesto alla Regione di sospendere la valutazione d’impatto ambientale.

Servono 450 milioni di euro per la realizzazione. «L’economia questa volta ha aiutato l’ambiente» 

ERACLEA – Darsena di Valle Ossi, dopo la richiesta in Regione della sospensiva al procedimento di valutazione di impatto ambientale, il timore è che non ci siano più i soldi da investire.

Si tratta di 450 milioni di euro della Numeria, società dalla composizione frastagliata che gestisce il fondo Copernico. Il progetto sarebbe dunque in bilico per la mancanza di denaro liquido da parte degli investitori coinvolti a suo tempo in tutta Italia ed Europa.

Il presidente dell’associazione naturalistica sandonatese, Michele Zanetti, lo ha ribadito anche in occasione di un approfondimento sul blog “Jesoloforum.com”. Le sorti del porto turistico di Jesolo, i fallimenti, le vicende della Faro Immobiliare, la mancata vendita degli appartamenti dalla parte opposta del litorale, sono tutti elementi che spingono a riflettere prima di partire con un investimento di una simile portata. Il diportismo è in crisi, sempre sotto la lente di ingrandimento del fisco e delle nuove tassazioni dopo anni di quasi totale libertà. Oggi è facile, davanti a uno yacht di lusso, pensare a un evasore che fugge tra i flutti anche se spesso non è così. Un’associazione che viene spontanea, soprattutto allo Stato che qui ha cercato di stanare tanti, troppi, potenziali evasori. O comunque ha tassato pensando di reperire risorse fresche. Così la nautica è stata penalizzata fortemente. L’amministrazione comunale di Eraclea avrebbe già chiesto spiegazioni in merito a questa richiesta di sospensiva formulata alla Regione. Ma la richiesta in realtà è solo per un periodo limitato, circa un mese. Non si capisce dunque cosa stia accadendo, e intanto la Numeria non si è espressa. Con un simile investimento, centinaia di appartamenti da realizzare, altrettanti posti barca tra Jesolo ed Eraclea, nessuno se la sente di sbilanciarsi anche perché la svolta sarebbe importante per questo tratto di litorale sempre un poì emarginato. Zanetti, come ha fatto dal palco di Jesoloforum.com, si sbilancia serenamente.

«La richiesta di sospendere», spiega l’ambientalista, «la procedura per la valutazione di impatto ambientale è un dato di fatto. I tempi si dilungano, e non è un mistero che oggi investire simili cifre quando il mercato è a dir poco in difficoltà sarebbe una mossa azzardata. Direi che questa volta, forse l’unica, le leggi dell’economia e del mercato hanno favorito l’ambiente».

Per quest’estate, dunque, non ci saranno particolari cambiamenti. Stessa spiaggia, stesso mare, stessa valle. Nessun cantiere aperto, la spiaggia della Laguna del Mort ancora suggestiva e incontaminata a estendersi con il suo lembo di sabbia minacciata dall’erosione. Non ci saranno i naturisti, quelli ufficiali, ma sarà sempre il paradiso del nudo integrale.

Giovanni Cagnassi

 

Eraclea, la società punta a sospendere la valutazione di impatto ambientale

Chiesta la sospensione della procedura di Via per Valle Ossi. Della richiesta di stop alla “valutazione di impatto ambientale”avanzata dalla Numeria, la società che ha presentato un progetto edificatorio per mezzo miliardo di euro, il Comune di Eraclea è stato informato attraverso una laconico comunicato della Regione.

La richiesta di sospensione è stata giustificata dalle necessità poste da un progetto che presenterebbe una complessità superiore alle attese.

In effetti, il terramare che prevede un allagamento di 60 ettari di Valle Ossi, più 400mila metri cubi di edificazione, un campo da golf di 18 buche su altri 60 ettari di terreno, oltre ad una fascia boscata “filtro” verso la laguna profonda almeno 200 metri, sono aspetti certamente complessi da affrontare.

Ma la voce che si è sparsa è che tutto si sarebbe bloccato per una presunta non sostenibilità economica dell’investimento.

Perplessità che erano state subito sollevate dagli amministratori comunali, in fase di presentazione pubblica del progetto e, recentemente, dallo stessa Provincia di Venezia, attraverso una delibera del Consiglio provinciale.

«Quando abbiamo ricevuto la comunicazione dalla Regione della richiesta di sospensione della Procedura di Via da parte della società lottizzante – spiega l’assessore al Demanio Stefano Stefanetto – abbiamo cercato di capire meglio cosa stava succedendo rivolgendoci alla Proteco (lo studio tecnico incaricato alla progettazione ndr.), ma non abbiamo avuto particolari chiarimenti».

Per il progetto di Valle Ossi tra la gente e gli operatori c’è molta attesa, potendo rappresentare una svolta per il futuro turistico di Eraclea Mare .

«La gente ci chiede giustamente notizie – conclude Stefanetto – in quanto sono attese notevoli prospettive occupazionali.

Come amministrazione comunale abbiamo correttamente avanzato subito pubblicamente le nostre perplessità sulla sostenibilità economica dell’intervento. Sarebbe giusto che ora la Numeria accettasse un confronto e una condivisione di eventuali problematiche emerse».

 

Nuova Venezia – Eraclea. Approvato il Pat Stop al cemento.

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18

gen

2014

ERACLEA – Approvato il Pat di Eraclea. Il piano di assetto del territorio prevede in sostanza una forte riduzione dell’espansione urbanistica. Stop al consumo del territorio dopo anni di cementificazione piuttosto spinta.

«Per effetto degli indirizzi del Comune», ha commentato l’assessore comunale, Stefano Stefanetto, «si è cercato di valorizzare l’ambiente e promuovere aspetti quali la mobilità lenta e le vie fluviali, ma anche rivolgendo grande attenzione al territorio agricolo».

Sono state implementate, in particolare, le piste ciclabili nella zona della Pineta e verso il mare. È un Pat concentrato sull’ambiente, come ha rilevato il sindaco Talon con soddisfazione, l’individuazione di corridoi ecologici con la tutela dei vincoli ambientali e paesaggistici. Si cercherà di non costruire più e valorizzare l’esistente. Per quanto riguarda i settori di artigianato, agricoltura e turismo, la strategia è quella della riqualificazione dell’esistente. Il prossimo passaggio sarà l’approvazione in giunta provinciale e la pubblicazione nel Bur per l’effettiva entrata in vigore del Pat. Il vice presidente della Provincia, Mario Dalla Tor fa alcune riflessioni: «Gli obiettivi sono stati articolati secondo quattro macroambiti. Per il litorale si punta alla riqualificazione del tessuto edilizio e degli spazi liberi, al potenziamento dell’offerta turistico-ricettiva, la tutela e valorizzazione dell’area della Laguna del Mort e del litorale orientale. Poi si punta sul sistema insediativo dell’entroterra, consolidamento e riqualificazione del capoluogo e delle frazioni, con l’ adeguamento e la verifica delle aree a servizi. Per il sistema ambientale dell’entroterra si vogliono garantire l’equilibrio ambientale esistente,e promuovere e agevolare la fruizione turistica.

(g.ca.)

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Gazzettino – Eraclea, “Senza garanzie stop a Valle Ossi”

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10

dic

2013

ERACLEA – Odg in Provincia “stoppa” Valle Ossi

ERACLEA – Appello alla Regione sulla lottizzazione da 250 ettari proposta da un gruppo privato

Il Consiglio provinciale chiede all’unanimità di verificare la solidità dei promotori del progetto

Il Consiglio provinciale vuole vederci chiaro su Valle Ossi. E chiede alla Regione di tener conto che in ballo c’è una lottizzazione da 250 ettari alla foce del Piave. E siccome sull’altra riva anche Jesolo sta mettendo in piedi una lottizzazione altrettanto corposa, e cioè “Orizzonte Verde”, a Cortellazzo, il Consiglio provinciale chiede cautela. E cioè di controllare, prima di partire, se chi propone la lottizzazione ha i soldi per iniziare e soprattutto per arrivare alla fine dell’intervento. Insomma se non è uno stop, poco ci manca. E siccome il voto in Consiglio provinciale è stato unanime – 30 su 30 – sarà difficile per la Regione ignorare questo voto.

«La Regione, ma soprattutto la Commissione che deve valutare l’impatto ambientale su questa zona non può non tener conto di quello che dice una istituzione come la Provincia di Venezia – spiega l’assessore all’Ambiente, Paolo Dalla Vecchia – Nessuno vuol bloccare l’intervento, i privati hanno il diritto di costruire visto che i passaggi istituzionali sono stati fatti e il progetto è stato approvato, ma siccome si parla di cemento in un posto tutelato dall’Europa, estremamente bello ed estremamente fragile, vogliamo vederci chiaro. Non vorremmo che si iniziasse a costruire e poi ci si fermasse a metà, accampando il momento di crisi.»

E il consigliere provinciale Diego Vianello, che ha steso l’ordine del giorno che ha messo d’accordo maggioranza ed opposizione, aggiunge: «Servirebbe quella che in gergo si chiama asseverazione e cioè una garanzia da parte delle banche che il piano finanziario sta in piedi, tutto qua. Non sono obbligati a farlo, come invece è obbligato chi presenta un project financing e io chiederò attraverso i nostri parlamentari che si faccia una modifica di legge in questo senso.»

A Valle Ossi – un’area di 250 ettari – si prevede sostanzialmente di costruire quanto basta per raddoppiare l’attuale Eraclea mare. Più 4 darsene per 1.350 posti barca e un campo da golf da 65 ettari. Per un investimento totale che si aggira sui 250 milioni di euro.

 

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