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Dopo tredici anni di attesa e continue richieste dell’amministrazione comunale e dei pendolari, stanchi di aspettare il treno sotto la pioggia o ammassati nella saletta d’attesa, sono partiti i lavori per la realizzazione della pensilina della stazione di Quarto d’Altino. La gru è all’opera da qualche giorno e la copertura sul marciapiede dei binari 2 e 3, realizzata da Rfi, dovrebbe essere pronta già oggi o al massimo domani.

«Una bella notizia – commenta la sindaca di Quarto d’Altino, Silvia Conte – Non era dignitoso far aspettare le persone sotto la pioggia. Questo risultato è il frutto di una battaglia dei pendolari insieme all’amministrazione comunale».

Soddisfatto anche l’assessore Radames Favaro: «Abbiamo chiesto questo intervento per anni in tutte le occasioni perché si trattava di un’opera incompleta ed era quindi dovuta, oltre a essere fondamentale per gli utenti della stazione».

Il portavoce del comitato pendolari di Quarto d’Altino, Luciano Ferro, ora chiede risposte anche per gli altri disagi per i quali manifestano da tempo: «Non sono state ripristinate le corse nei fine settimana e con la chiusura delle scuole ci saranno nuove cancellazioni. Il treno delle 5:45 da Quarto per Venezia, per esempio, non ci sarà più da metà giugno fino a metà settembre e saremo in tanti a dover andare al lavoro in auto».

 

L’ODISSEA DEI PENDOLARI – La società pensa a una “app” personalizzata per informare i viaggiatori

Trieste-Venezia, coinvolti 28 convogli: ritardi su tutte le linee

La protesta: passeggeri esasperati, svolta nella comunicazione

Mattinata di passione ieri per i passeggeri ferroviari della Trieste-Venezia. Con un treno merci bloccato a Bivio d’Aurisina per quasi 4 ore, in piena fascia pendolari, dopo il guasto avvenuto verso le 6, che in quel tratto ha costretto i convogli a circolare a senso alternato su un solo binario. Risultato: 28 treni coinvolti (20 regionali, 3 Ic e 3 Frecce, che hanno registrato ritardi fino a 60 minuti, e altri due regionali limitati nel loro percorso).

Questo dopo che solo pochi giorni prima il 21 maggio un altro merci aveva avuto problemi nel medesimo tratto, causando ritardi fino a 40 minuti a 10 convogli.

Ma, a sorpresa, in tutto questo, al netto dei disagi, i comitati dei viaggiatori “promuovono” Trenitalia. O meglio, promuovono la sua gestione della comunicazione durante l’emergenza. Potenza della rivoluzione 2.0 avviata dai nuovi vertici. Certo, il disagio è nato anche perché «Rfi ha tagliato buona parte degli scambi», ma «la gestione della comunicazione da parte di Trenitalia è stata buona – dice Marco Chiandoni del Comitato pendolari Fvg -. Da qualche settimana manda per conoscenza in anticipo anche a noi comitati le segnalazioni dei disservizi. Una novità partita con la nuova direzione».

Così ieri la notizia del guasto è stata “postata” in tempi rapidissimi «sui social network e sul nostro blog. Su Facebook il primo messaggio è stato visto da 112 persone e, nelle ore successive, da altre 207. Mentre sul blog ci sono state 160 visualizzazioni. Se uno sa per tempo che c’è un problema, può decidere di andare in auto, per esempio».

Da qui l’idea di Chiandoni. «La Regione potrebbe proporre nel futuro contratto di servizio una sorta di pagina “social” regionale o su Facebook o su Twitter, in cui uno potrebbe iscriversi per essere informato di eventuali disagi. Una pagina dedicata al Fvg in cui vengono date le informazioni in anticipo». Ovviamente, «la comunicazione deve partire da loro».

Concorda sull’opzione-web Andrea Palese (Comitato Alto Friuli), che, nel promuovere la gestione comunicativa di ieri («I problemi ci sono stati comunicati tempestivamente»), pensa però a «un’informazione a livello istituzionale: la Regione potrebbe mettere sul suo sito una pagina dedicata ai treni, come quella che oggi c’è per i tempi di attesa nei pronto soccorso». Palese rimarca anche che, fatta eccezione per ieri, la puntualità di Trenitalia è notevolmente migliorata: «Lunedì a livello regionale è stata del 99,8%».

L’idea piace all’assessore regionale Mariagrazia Santoro, secondo cui, però, «per essere maggiormente tempestivi anche in orari in cui la Regione non è ancora operativa, forse potrebbe essere un’opzione da rivolgere a Trenitalia. Potrebbe essere un’idea inserirla nel nuovo contratto di servizio». Ma la proposta piace pure a Trenitalia. Che rilancia: «Stiamo studiando un sistema per far arrivare ad ogni pendolare notizie “ad personam” sui treni che gli interessano. O con una mailing list, o tramite i social network, o, ancora meglio, con una “app”».

 

Gazzettino – Vittorio Veneto. Treni sempre piu’ lumaca

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23

mag

2015

VITTORIO VENETO – L’odissea dei pendolari diretti a Venezia

A conti fatti, è come se fossero tornati a casa con un treno che viaggiava a meno di 30 chilometri all’ora. I pendolari vittoriesi, organizzati nel comitato «Il treno dei desideri», tornano a protestare per le inefficienze del trasporto locale su rotaia, che costringono molti di loro a dilatare i già notevoli tempi di percorrenza del tragitto casa – lavoro e viceversa in presenza di un minimo inconveniente.

È il caso di mercoledì pomeriggio, quando pendolari vittoriesi e bellunesi che lavorano a Venezia hanno raggiunto la stazione di Santa Lucia per salire sul regionale delle 17.31 per Udine. Un rapido sguardo al tabellone delle partenze ed ecco la sorpresa: il treno era cancellato.

«Ai nostri “colleghi” – riferisce la vittoriese Lidia Scarpa del comitato – non è rimasto altro da fare che prendere il treno per Conegliano delle 17.45. La corsa è partita con 7 minuti di ritardo e questo ha messo a rischio ancora più forte la già difficile coincidenza a Conegliano per Vittorio. Alcuni viaggiatori si sono rivolti al capotreno, il quale dopo avere contattato la sede di Mestre ha risposto che il treno per la montagna non li avrebbe aspettati e che comunque c’era quello delle 19.41», con arrivo a Vittorio alle 20.

Morale: il treno da Venezia è arrivato a Conegliano alle 18.52, a «Minuetto» per Belluno già partito da tempo, e quindi diversi viaggiatori hanno dovuto attendere più di tre quarti d’ora in stazione il collegamento successivo. Quello che, sulla carta e nella normalità, doveva essere un viaggio di un’ora e mezza scarsa, è diventata un’odissea di due ore e mezza.

«Ormai è la prassi – testimonia una pendolare -: se cancellano un treno o c’è un guasto servono due ore per tornare a casa, ma solo se trovi uno “strappo” da chi ha smesso da tempo di prendere il treno a Vittorio».

Non è la prima volta che i pendolari vittoriesi, alpagoti e bellunesi denunciano disagi simili.

 

Gazzettino – Treni, i pendolari contano le “Frecce”

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22

mag

2015

FERROVIE FVG – Dubbi dei Comitati sui soldi pubblici alle lunghe percorrenze. I Civity dal 15 giugno

La Regione paga 3 milioni all’anno per Milano e Roma: «Semmai cambieremo dopo la maxi-gara»

UDINE – I treni veloci Frecciargento e Frecciabianca che collegano Trieste e Udine a Roma e Milano finiscono nel mirino dei pendolari del trasporto pubblico locale, perché poco frequentati e, sulla tratta regionale e fino a Mestre, non così rapidi come si converrebbe all’alta velocità.

Da qui la domanda-provocazione: i numeri dei viaggiatori e i tempi di percorrenza sono sufficienti a giustificare i 3 milioni di euro l’anno (per ora fino al dicembre 2015) che la Regione mette a disposizione per garantire ai cittadini del Friuli Venezia Giulia il servizio di collegamento rapido con Roma, Milano e Torino, attraverso 4 Frecciargento (Trieste-Roma e Udine-Roma e ritorno) e 4 Frecciabianca (Trieste-Milano/Torino e ritorno)?

Il quesito, posto per avviare «una riflessione», scaturisce da un’analisi pubblicata in questi giorni (tra l’altro sul blog Comitato pendolari Alto Friuli) dal titolo «Frecce spuntate del Fvg», nella quale si elencano i tempi di percorrenza dei treni veloci e si dà qualche dato sul loro utilizzo.

Per la verità dati stringati, secondo i quali vi sarebbero «30-40 passeggeri al massimo sulla tratta Trieste-Mestre, mentre più utilizzate risultano le Frecce Udine-Roma grazie soprattutto alle fermate intermedie di Pordenone, Conegliano e Treviso».

Trenitalia non fornisce il tasso di occupazione perché considerato «sensibile» in regime di concorrenza, anche se il finanziamento regionale degli 8 Freccia da solo sta a dire che essi sono sensibilmente sotto la soglia della sostenibilità di mercato. Riescono a reggersi con le proprie forze, invece, gli altri 8 Freccia effettuati giornalmente da Trenitalia in regime di libero mercato.

Alta velocità. Sotto la lente dei pendolari non solo il numero dei passeggeri, ma anche l’alta velocità che tali mezzi dovrebbero assicurare. Dalle rilevazioni che hanno effettuato, la considerano «virtuale», poiché «i treni Frecciabianca e Frecciargento che collegano Torino-Milano e Roma a Trieste e Udine percorrono il Friuli Venezia Giulia con tempi che in alcuni casi sono superiori a quelli dei treni regionali».

Non da ultimo, sottolineano, il Friuli Venezia Giulia «è l’unica regione d’Italia che paga Trenitalia per garantirsi i collegamenti Freccia». Una verità confermata dall’Ufficio stampa di Trenitalia.

La replica. «Come avviene per il trasporto regionale, anche questi collegamenti non starebbero in piedi dal punto di vista economico e la scelta, al momento e prima della gara del trasporto ferroviario, è tra averli e non averli», replica l’assessore regionale ai Trasporti, Mariagrazia Santoro.

«Abbiamo convintamente optato per il mantenimento di questi importanti collegamenti – aggiunge -, i quali che consentono di confermare l’attrattività logistica anche per imprese che hanno la sede legale nella nostra regione e versano i contributi qui in misura nettamente superiore a quella che può essere la spesa del servizio, quindi a conti fatti conviene ai cittadini avere questi collegamenti e conviene alla Regione poter offrire al proprio tessuto economico-produttivo servizi di qualità».

Con il nuovo bando di gara, la Regione «potrà anche valutare altre possibilità di collegamento che devono però consentire una continuità nel nodo di Mestre». In generale, comunque, «il tema dei servizi in aree a bassa domanda, non si può analizzare con la sola con la logica del costo-utenti», conclude Santoro.

Nuovi convogli. Proprio ieri sera, intanto, Santoro ha confermato che il 15 giugno entreranno in esercizio i primi, sospirati nuovi treni Civity della spagnola Caf. Funzioneranno sulla Trieste-Tarvisio.

 

Gazzettino – Preganzol. Svolta: da domenica 26 treni in più

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21

mag

2015

PREGANZIOL – La battaglia di Comune e pendolari comincia a dare i primi frutti

Sta dando i primi risultati positivi la battaglia che il Comune di Preganziol sta portando avanti da mesi con i gruppi di pendolari per migliorare il servizio di trasporto ferroviario della tratta Treviso-Venezia, in particolare per avere più fermate dei treni alla stazione cittadina di via Roma.

Per il sindaco Paolo Galeano ci sono segnali incoraggiati sul potenziamento del servizio ferroviario. «In questi giorni -spiega primo cittadino- abbiamo effettuato alcune verifiche e ci siamo confrontati con i pendolari che si erano mossi con noi nei mesi scorsi per la battaglia sull’adeguamento del servizio ferroviario. Dopo la riunione fatta in Regione a novembre, abbiamo potuto verificare che c’è stato un aumento dei treni a disposizione di chi si muove da Preganziol. Da domenica 17 maggio Preganziol può contare 13 corse di treni in più da e per Venezia. Si tratta di 26 fermate in più al giorno, alle quali si aggiunge l’autobus delle 00.04 da Venezia».

Per il sindaco Galeano c’è da fare ancora molto lavoro per poter parlare di una vera e propria riorganizzazione del servizio ferroviario di cui necessita il territorio.

«Bisogna che anche i treni serali delle 22,04 e delle 23 da Venezia facciano le fermate intermedie. Puntiamo inoltre al biglietto o abbonamento integrato tra la ferrovia e il trasporto su gomma per avere una maggiore flessibiltà di tutto il sistema di trasporto».

 

Gazzettino – Mestre. Lavori sui Bivi, e’ gia’ allarme

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16

mag

2015

FERROVIA – Rilievi tecnici per riaprire alle merci la tratta abbandonata

LA SOLUZIONE «Treni in trincea per non soffocarci»

PROTESTE – Tra Carpenedo e Marocco tantissime case a ridosso dei binari

Non sono ancora arrivate le ruspe ma poco ci manca. L’avvio dei lavori per ripristinare la tratta ferroviaria dei Bivi è segnato, su quei binari deve passare l’Alta capacità per le merci. Nei giorni scorsi i residenti della zona hanno visto i primi tecnici in sopralluogo. E Rfi ha confermato loro che vuole procedere alla pulizia dei terreni, disboscandoli, in modo da poter fare i rilievi topografici e geotecnici preliminari alla progettazione per la riattivazione della linea.

Non sarà questione di giorni o pochi mesi, dunque, ma il percorso è avviato e la gente che abita lì attorno è preoccupatissima. È vero che esiste un ordine del giorno del Consiglio comunale, votato quasi all’unanimità il 27 giugno del 2012 in seguito alle mobilitazioni dei cittadini, ma bisogna vedere se il documento sarà in grado di proteggerli.

Non avendo in mano altro che quello, però, Alvise Pengo, coordinatore del comitato Co.Bi.Ter., assieme al presidente del Cocit Diego Saccon e a quello dell’associazione Terraglio & Dintorni Angelo Pistilli, hanno scritto una lettera a tutti i candidati sindaco. Chiedono loro un impegno a rispettare il contenuto di quel documento e, soprattutto, a farlo rispettare dalle ferrovie.

Inizialmente i cittadini volevano che la linea dei Bivi non fosse riattivata, perché in tutti gli anni in cui è stata inutilizzata (dal 1994 in poi), sono state costruite molte case proprio a ridosso dei binari facendo nascere un quartiere urbano.

Poi hanno scoperto che non si può evitare la riapertura, perché è un’opera considerata indispensabile per un effettivo trasferimento delle merci dalla gomma al ferro e conseguentemente per lo sviluppo di tutta l’area di Porto Marghera, liberando al contempo la stazione centrale di Mestre che potrà così sviluppare il trasporto passeggeri.

A quel punto hanno chiesto che venissero limitati al massimo i danni, e l’ordine del giorno dice proprio questo, ossia che la riattivazione «deve prevedere la realizzazione in galleria ed il pieno coinvolgimento della popolazione interessata».

Su questi due punti cittadini e comitati non intendono cedere di un millimetro.

 

Nuova Venezia – Mestre. Noi pendolari siamo presi in giro.

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14

mag

2015

L’intervento

Claudio Peris

A Mestre all’alba non si guarda all’orario ufficiale perchè tutto ruota attorno alle Frecce, che hanno la precedenza. Noi pendolari siamo presi in giro

Non ci crederete, ma qui in Veneto esiste una stazione dove i treni partono prima di arrivare. Una stazione dove, se vai sul binario del treno all’orario previsto per il suo arrivo, magari alle prime ore dell’alba, ti accorgi che quel treno non c’è! È già partito….

Succede tutti i giorni alla stazione ferroviaria di Mestre. Purtroppo non solo con il primo treno per Venezia Santa Lucia del mattino che è previsto in arrivo al binario alle 5.41 con partenza successiva alle 5.43, ma a tutte le ore. Qui, dicono i ferrovieri, per Venezia è prevista la “partenza anticipata” anche di cinque, sei minuti. Alla faccia dell’orario ufficiale che prevede un orario di arrivo del treno e uno di partenza. Come in tutte le stazioni del mondo.

Per noi poveri pendolari, perso il treno previsto, non resta allora che correre da un binario all’altro in cerca di quello successivo per Venezia. Ma non sarà sicuramente un’impresa facile. Arrivati sull’altro binario, mentre speri di salire, neanche a farlo apposta anche quel treno ti sfila sotto il naso e lo perdi ancora! È partito in anticipo pure quello.

E allora corri, corri da un binario all’altro e finisci per perdere sia l’uno che l’altro treno. Eh sì: perché mentre corri dall’undicesimo al primo binario e sali le scale “l’altro treno” non c’è: è già partito.

Se poi, a causa dei perenni lavori di sistemazione degli ascensori sui binari (inizio lavori nel marzo 2014 e tuttora fermi), il treno si ferma lontano dalla salita delle scale del binario, ti tocca fare i cento metri di corsa sul marciapiede, sperando che nel frattempo il capotreno non sia disattento e ti chiuda le porte in faccia, facendoti rimanere lì impalato a imprecare sul binario.

Se poi ancora, come nel caso del treno da Mestre per Venezia delle 5.43 lo perdi, ti tocca aspettare fino alle 6.04, sempre che quel treno arrivi! Mi è capitato qualche volta, infatti, che il treno da Treviso è stato cancellato e allora non ti resta che aspettare il successivo…

Finisci così per arrivare a Venezia (nonostante la levataccia) alle 6.20 se ti va bene. Quasi quaranta minuti dopo! Un’eternità per fare 10 chilometri di ferrovia tra Mestre e Venezia.

Ma se non vi basta, mi è anche capitato durante una giornata qualsiasi (in orari normali) che salendo in tempo sul treno da Mestre per Venezia, dopo una lunga attesa (più di dieci minuti dopo dell’orario previsto per la partenza), il mio treno inspiegabilmente rimaneva fermo, non partiva!

E come una beffa intanto vedevo partire per Venezia le Frecce Bianche e quelle Rosse… E come nelle comiche anche gli altri treni regionali. Treni con orario di partenza successivo al mio? Mi sono chiesto: «Quale è la logica delle ferrovie? I misteri della stazione di Mestre sono infiniti?». No. Mi hanno spiegato: precedenza alle Frecce. Certamente! Ma per i regionali niente regole? Devono aspettare solo i treni di serie B?

Nel frattempo, per complicare la vita a noi pendolari e a tutti i viaggiatori, sono spariti nella stazione di Mestre quasi tutti i monitor che segnalavano l’orario di arrivo dei treni. Mentre su quelli delle partenze per Venezia invece, le Frecce non esistono e non ci si può nemmeno salire!

Che calvario. Non solo per noi lavoratori, ma anche per i turisti e addirittura, come spesso me lo dicono, anche per gli stessi ferrovieri! E pensare che tanti anni fa, nel sottopassaggio della stazione di Mestre, per ogni binario all’inizio delle scale c’erano delle luci lampeggianti che segnalavano la partenza del primo treno utile per Venezia. Ora invece sugli unici grandi monitor delle partenze, anche se l’indicatore lampeggia, il treno spesso non c’è: è già partito. Partito dall’unica stazione ferroviaria al mondo dove i treni partono prima di arrivare. Quella Venezia Mestre che fa anche ridere il mondo. Una stazione ferroviaria così efficiente che il treno pur partendo in anticipo è anche capace di arrivare in ritardo a Venezia! Bizzarrie che ci fanno impazzire e sembrano proprio non interessare a nessuno.

 

QUARTO D’ALTINO – Entro fine maggio la stazione avrà la pensilina. L’annuncio è stato dato dal sindaco, Silvia Conte, candidata in Regione con la Moretti.

«Abbiamo fatto pressioni su Ferrovie Italiane e ci è stato promesso che entro fine mese la pensilina sarà completata».

Una notizia positiva per le centinaia di pendolari che ogni giorno si recano a prendere il treno nella stazione altinate, che oltre a parecchi disagi legati agli orari, devono anche attendere all’aria aperta senza neanche potersi proteggere dalle intemperie, perché manca una pensilina.

Pensilina richiesta a Rfi da un bel po’ di anni, ma che finora non è mai arrivata. E così quando piove senza l’ombrello ci si inzuppa, quando tira vento non si sa dove stare, quando c’è il sole non si riesce a ripararsi e accade che i pendolari si ammassino nel sottopasso specialmente nelle brutte giornate invernali. E sono davvero in tanti ad usufruire della stazione di Quarto visto che non esiste un servizio pubblico di autobus.

I lavori sono iniziati sotto Natale, diversi mesi fa dunque, fa ma non sono stati completati, adesso finalmente pare che verranno terminati grazie al pressing dell’amministrazione.

(m.a.)

 

TRENITALIA

SAN DONÀ – Due nuove corse notturne nella tratta Portogruaro-Venezia. Vittoria del Comitato dei Pendolari del Veneto Orientale che chiedeva il ripristino di uno di questi due treni dopo l’introduzione dell’orario cadenzato, nel dicembre del 2013.

L’ultima concessione ottenuta da Trenitalia è la reintroduzione, a partire da domenica 17 maggio anche nei giorni festivi del treno 10000 delle 4,13 da Portogruaro con arrivo a Venezia alle 5,25 e per esigenze di rotazione della corsa delle 6,11 da Venezia con arrivo a Portogruaro alle 7,23.

«Ci sono turnisti e lavoratori che iniziano alle 6 a Venezia anche il sabato e nei giorni festivi. Questi da un anno e mezzo sono costretti ad usare l’auto perché il primo treno il sabato arriva a Venezia alle 6.50 e nei festivi alle 7.20 – spiega il portavoce del Comitato Nicola Nucera – Positivo che nel mese di aprile i treni della stessa linea abbiano registrato un indice di puntualità di arrivo del 95 per cento ».

Tra le richieste che ancora devono trovare risposta di Trenitalia il ripristino del treno alle 00.21 da Venezia a Portogruaro e il fatto che non è stato ancora posticipato il regionale veloce delle 22.41 alle 23.11 da Venezia per Trieste.

«La situazione serale da Venezia rimane drammatica – continua Nucera – il servizio ferroviario chiude alle 22.41 in direzione San Donà-Portogruaro, ma non va meglio verso Treviso-Udine con l’ultimo treno alle 23.04». Fino al 2013, con l’orario precedente Venezia chiudeva i collegamenti alle 0.36 verso Portogruaro e alle 23.56 verso Treviso-Udine. Penalizzati ulteriormente i centri minori in cui non fermano i Regionali Veloci come Gaggio, Meolo, Ceggia che vedono l’ultimo collegamento serale in partenza da Venezia alle 22.11. «Auspichiamo che nel 2016 si possa ottenere un orario consono alle esigenze dei pendolari – precisa Nucera – come promesso da Trenitalia,».

(d.deb.)

 

LO SPRECO – Pronto da anni, il sottopasso della Gazzera non sarà collegato a nessuna strada

Opera inutile, non ci sono soldi per la viabilità verso Castellana e Mestre centro

VIA OLIMPIA – In treno sull’Sfmr solo per chi va a piedi

La nuova stazione dell’Sfmr alle spalle di via Olimpia sarà raggiungibile solo attraverso un ponte ciclopedonale che verrà installato nelle prossime settimane.

C’è l’asfalto, il marciapiede, la pista ciclabile e una sfilza di lampioni. Perfino i pannelli fonoassorbenti. Ma questo tunnel sotto la linea ferroviaria per Udine, pronto da anni e collegato al progetto regionale della metropolitana di superficie, finirà nel “nulla”, con una rotatoria utile solo a tornare indietro e a ributtarsi in via Brendole, da dove parte la stessa strada. Perché, saltato il nuovo quartiere residenziale a cavallo tra la Gazzera e la Castellana, tutta la nuova viabilità di collegamento (anche quella diretta alla futura stazione dell’Sfmr di via Olimpia) non verrà realizzata.

L’impresa che riprenderà in mano il cantiere dell’Sfmr, bloccato da fine 2014 per il fallimento della ditta precedente, si limiterà a realizzare una rotonda all’uscita del sottopasso, ai piedi della tangenziale, e niente di più. Da lì, infatti, sarebbero dovuti intervenire i privati secondo l’accordo di programma siglato ancora nel 1999 ma che l’ex giunta Orsoni ha revocato nel maggio 2014, giusto un anno fa. Quindi tutto si fermerà lì, con quella rotatoria in mezzo ai campi, mentre il progetto iniziale prevedeva una nuova strada che, passando sotto la tangenziale, avrebbe corso parallelamente alla A57 per sbucare sulla Castellana, alla Cipressina. Ma non solo, perché nel medesimo intervento – circa a metà della “complanare” alla tangenziale – era previsto anche il collegamento alla nuova stazione dell’Sfmr di Mestre centro, alle spalle del palazzetto di via Olimpia, che a questo punto sarà raggiungibile solo a piedi attraverso un ponte ciclopedonale che verrà posato nelle prossime settimane sul Marzenego.

L’ennesimo spreco di denaro pubblico? A meno che la Regione o il Comune non trovino i soldi per completare la viabilità prevista dal progetto iniziale, i milioni di euro spesi per il by-pass tra via Brendole e Gazzera, e soprattutto per il supertunnel sotto la ferrovia, saranno tutti soldi gettati più o meno al vento, in quanto non serviranno nemmeno a far respirare il nodo di via Gazzera Alta dal traffico di attraversamento di chi vuole immettersi in tangenziale.

Fulvio Fenzo

 

BLITZ DEI 5 STELLE «Stazione allagata, non si può costruire lungo il Marzenego»

Blitz nel cantiere abbandonato del Movimento 5 Stelle. La candidata presidente della Municipalità di Chirignago-Zelarino Lucia Chiavegato ed altri candidati pentastellati si sono recati nella stazioncina dell’Sfmr alle spalle di via Olimpia (la cui costruzione riprenderà nelle prossime settimane) ed hanno trovato tutto allagato. «È la prova del gravissimo rischio idraulico dell’area del Marzenego – denuncia Lucia Chiavegato – che sarà sicuramente amplificato con le nuove edificazioni civili e commerciali previste tra Gazzera e Castellana. Se è vero che il Comune ha revocato l’anno scorso l’accordo di programma del nuovo quartiere residenziale, ci risulta che in Regione la maxi lottizzazione è tuttora prevista, rischiando di mettere a repentaglio la sicurezza idraulica di tutta la zona di Mestre “lato via Piave”».

Per il Movimento 5 Stelle vanno dunque bloccate per sempre le nuove edificazioni, completando solo le infrastrutture previste. E questa sera, alle 21 nel municipio di piazza S. Giorgio a Chirignago, i 5 Stelle presenteranno candidati e programmi per Comune e Municipalità di Chirignago-Zelarino.

 

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