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QUARTO D’ALTINO «Il perdurare dei disservizi è oramai intollerabile». Il sindaco Silvia Conte elenca aspettative e richieste alla Regione che verranno presentate all’incontro sull’orario cadenzato in programma oggi a palazzo Linetti. «Confidiamo», spiega, «in un confronto concreto tra tutte le parti interessate, amministrazioni pubbliche, rappresentanti dei pendolari e Trenitalia S.p.A., affinché possano essere valutate possibili soluzioni alle problematiche del trasporto pubblico locale. Risulta ormai intollerabile il perdurare di disservizi nei collegamenti ferroviari quali guasti, soppressione di corse, ritardi o addirittura anticipi sull’orario, problemi vissuti quotidianamente da coloro che si avvalgono del trasporto pubblico per i loro spostamenti e che disincentivano l’uso del mezzo publico». E ancora: «Il trasporto ferroviario non è competenza dei Comuni, ma come rappresentanti della comunità continueremo a pungolare la Regione affinché si impegni a favore della pianificazione di un sistema di trasporto pubblico più efficiente, efficace ed integrato. Vista la recente delega all’assessore Elena Donazzan della materia dei trasporti, auspichiamo possa essere accolta la richiesta della presenza di un interlocutore politico al tavolo programmato». Conclude il sindaco di Quarto d’Altino: «Tra le richieste che sindaci e rappresentati dei pendolari avanzeranno, c’è la disponibilità dei dati delle frequentazioni prima e dopo l’entrata in vigore del nuovo orario e riscontro alla proposta di orario ferroviario trasmessa all’attenzione dell’allora assessore alla Mobilità ed alle Infrastrutture in data 6 agosto 2013 come base per avviare una verifica di modelli di esercizio alternativi e più efficienti».

(m.a.)

 

Gazzettino – Treni. Orario cadenzato, sindaci in Regione.

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31

ott

2014

TRASPORTI – Incontro con Trenitalia sui problemi della tratta Venezia-Portogruaro

Orario cadenzato, si torna a trattare. Riparte oggi a palazzo Linetti il tavolo tecnico sull’orario ferroviario con l’incontro tra Regione, Trenitalia e gli amministratori dei Comuni serviti dalla tratta Venezia-Portogruaro. A quasi un anno dall’avvio del nuovo sistema cadenzato, si torna quindi ad affrontare le «problematiche» segnalate giorno dopo giorno dai comitati dei pendolari. I sindaci chiederanno ancora una volta la pubblicazione dei dati sulle frequentazioni delle corse sulla tratta prima e dopo l’entrata in vigore del nuovo orario, porteranno l’elenco dei disservizi, con le cancellazioni e i ritardi e le proposte dei comitati, anche in vista della gara per l’affidamento del trasporto pubblico locale per i prossimi anni.

Con molta probabilità chiederanno risposte sul problema dei «buchi» in alcuni orari, che non rendono realmente cadenzato il servizio, e sui tagli delle corse nei fine settimana e nei mesi estivi. «Siamo fiduciosi che l’incontro fissato in Regione – spiega la sindaca di Quarto d’Altino, Silvia Conte – possa dar luogo ad un confronto concreto tra tutte le parti interessate, affinché possano essere valutate possibili soluzioni alle problematiche del trasporto pubblico locale. Risulta ormai intollerabile il perdurare di disservizi nei collegamenti ferroviari quali guasti, soppressione di corse, ritardi o addirittura anticipi sull’orario, problemi vissuti quotidianamente da coloro che si avvalgono del trasporto pubblico per i loro spostamenti e che disincentivano altri ad abbandonare l’auto per orientarsi verso una tipologia di trasporto più sostenibile ma ancora troppo inefficiente. Vista la recente delega all’assessora Elena Donazzan della materia dei trasporti, programmazione dei trasporti, trasporto pubblico locale, navigazione interna e portuale, auspichiamo possa essere accolta la richiesta della presenza di un interlocutore politico al tavolo». Il Comune di Quarto presenterà anche i risultati di un’indagine sull’orario cadenzato condotta sul proprio territorio.

(m.fus.)

 

Trasporti

TRENI SOPPRESSI DISAGI AI PENDOLARI

Offrire un servizio a pagamento dovrebbe significare prendere un impegno, non solo perché si è pagati, ma anche perché una moltitudine di altre persone fanno riferimento – dietro pagamento di biglietto/abbonamento od eventuale multa per mancanza di biglietto – per organizzare i propri spostamenti, soprattutto per motivi di lavoro. Questa mattina (30 ottobre) mi reco alla stazione di Maerne per prendere il treno delle 9.08 diretto a Venezia SL, ma..treno soppresso. Come, anche oggi?! Pomeriggio dello stesso giorno, stazione di Venezia SL ore 16.56 treno per Bassano del Grappa soppresso. Ce l’hanno con me? Salgo sul primo treno disponibile per prendere la navetta delle 17.22 a Mestre: treno per Ferrara delle 16.48, poi annunciato in partenza con 15′ di ritardo. Alle 17.10 ancora immobile, senza alcuna spiegazione, sul binario. Addio navetta. Partenza direzione casa con treno per Castelfranco V.to alle 17.26, ossia un’ora dopo. Spero sia l’ultima volta che accade, poiché non è la prima. Gli inutili annunci sul divieto di aprire le porte in corsa, come se non fossero bloccate, si susseguono assieme ad altrettanto inutili annunci in cui Trenitalia si scusa per il disagio. Si scusa nel senso che si autoassolve?

Donatella Vechiet – Martellago

 

Gazzettino – Alta Velocita’, il giallo dei tre miliardi

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31

ott

2014

INFRASTRUTTURE – Diventa un caso la dotazione finanziaria dell’opera ferroviaria più importante del Nordest

L’ex commissario Mainardi attacca: «Mancano anche i progetti». Lupi: «I soldi ci sono»

Alta velocità. Tre miliardi. Coniugare progetto e finanziamenti è sempre un’impresa, degna di un “giallo” di Agatha Christie. Il Veneto attende da anni il raddoppio della linea ferroviaria dedicata ai treni veloci che, dalla Val di Susa dovrebbero raggiungere Trieste completando uno degli assi infrastrutturali pianificati dall’Unione Europa. Il gomitolo si aggroviglia sempre più, quando si parla dell’esistenza dei fondi necessari.
«Quei tre miliardi ci sono» ha ripetuto anche ieri il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, replicando alle ennesime perplessità che circolano a Nordest, ultime, in ordine di tempo, di Erasmo Venosi, esperto di sistemi-Tav e consulente di molti comuni contrari alla nuova linea, e di Bortolo Mainardi, già commissario all’Alta Velocità per il Nordest e componente della Commissione Nazionale di Valutazione di Impatto Ambientale (Via). E spiega il ministro: «Nella Legge di Stabilità per il 2015 sono previsti 1,5 miliardi per la tratta Brescia-Verona e altrettanti per la Verona-Padova». Totale 3 miliardi. Non basta, Lupi invita a legge il testo della legge «a pagina 514, tabella E dove si fa riferimento all’articolo 1 comma 76: Rfi (capitolo 7122/P) della Legge di Stabilità dello scorso anno». In pratica, con il nuovo documento viene rifinanziato, in due tranche, il provvedimento del 2014 proprio per la linea ferroviaria Milano-Venezia. Vanno anche messi in nota i 90 milioni previsti dallo SbloccaItalia per completare il progetto preliminare del primo lotto di linea tra Verona e Padova.
Mainardi resta della sua idea, «quei soldi non ci sono». Ma, ragionando «per ipotesi», ammesso che i tre miliardi ci siano «sarà difficile, diciamo impossibile, che si passi dalla promessa sulla carta agli euro sonanti, visto lo stato attuale della progettazione». Per l’ex commissario della Tav a Nordest mancano proprio i progetti «quindi…». Un esempio? Il decreto SbloccaItalia «ipotizza 90 milioni per la parte Verona-Padova (costo previsto, 3,5 miliardi) ma fissa una condizione: per avere i finanziamenti le opere devono essere appaltate entro il prossimo 31 dicembre e cantierabili entro il 30 giugno 2015». Limiti «impossibile da rispettare perché non c’é uno straccio di tracciato neppure segnato sulla carta».
Per contro, spiega Mainardi, per la tratta Verona-Brescia il 16 settembre è stato depositato da Rete Ferroviaria Italiana il progetto definitivo per un costo di 4 miliardi. Se non ci saranno particolari richieste di modifica da parte del Cipe, potrebbe concludersi entro il prossimo anno la partita progettuale e di autorizzazioni con la probabile attivazione del primo lotto». E ancora: «In agosto Regione Veneto, Comune di Vicenza e Rfi hanno chiuso l’accordo per l’attraversamento del capoluogo berico. Rfi deve predisporre entro il 2014 lo studio di fattibilità, quindi il progetto preliminare che dovrà arrivare sul tavolo della Via». Con questa situazione «per l’intera linea Verona-Padova non esiste alcun progetto definitivo o esecutivo… prima di vedere la posa della prima pietra ci vorranno almeno tre anni, ammesso che ci siano i soldi». E dunque, «se entro due-tre anni ci saranno dei finanziamenti concreti, non potranno che essere assegnati alla tratta Brescia-Verona (ma lì, non è Veneto…), più avanti quanto a progettazione della Verona-Padova».

 

QUARTO D’ALTINO – È stato fissato domani alle 9.30 in Regione (palazzo Linetti), l’incontro dei sindaci della linea Mestre-Portogruaro, per discutere dei problemi legati all’orario cadenzato. La convocazione è stata spedita a tutti i primi cittadini, tra cui il sindaco di Quarto, Silvia Conte, che in queste settimane e mesi ha pressato il presidente regionale Luca Zaia, per poter discutere i problemi sollevati dai pendolari. All’incontro infatti saranno presenti i sindaci, che hanno esteso l’invito anche ad una rappresentanza dei pendolari. La speranza è che non sia solo un incontro tecnico, ma sia presente anche un interlocutore politico, data l’importanza della materia. «Abbiamo scritto alla Regione», dice il sindaco Conte, «proprio in questo senso e contiamo che partecipi l’assessore regionale Donazzan, visto che ha ricevuto da Zaia la delega ai Trasporti. Le osservazioni da noi avanzate finora sono fattibili, quello che è mancato è stata la volontà politica di metterle in atto, politica che deve farsi carico di priorità e scelte. Spero ci sia una forte discontinuità rispetto a quanto fatto finora dalla giunta Zaia con l’assessore Chisso, ma temo che il cambiamento sia rinviato a dopo le elezioni».

(m.a.)

 

Gli esperti dei pendolari elaborano nuove proposte: «Inattaccabili»

TRASPORTI «Corsa alle 6.20 per Treviso: così si salvano le coincidenze»

Insieme per chiedere a Trenitalia la corsa del mattino alle 6.20. Un treno che consentirebbe di arrivare a Treviso in tempo per le coincidenze verso Padova e Vicenza. I comitati dei pendolari della tratta ferroviaria Treviso-Portogruaro hanno deciso di unire le forze, per andare compatti al tavolo della Mobilità convocato per il 24 novembre. Presentando in tale occasione, direttamente a Trenitalia, le proposte. Calibrate tenendo conto del traffico-merci, delle coincidenze e dei costi. Fondamentale il fatto che le varie realtà che raggruppano i pendolari, dal gruppo spontaneo «Oderzo si Muove» al Comitato Pendolari collegato ai sindaci, si siano messe assieme per lavorare in modo univoco. «La proposta elaborata – spiega Andrea Princivalli, portavoce di Oderzo si Muove – si basa su quello che era stato deciso come orario unico in Regione durante l’incontro del 24 ottobre scorso. La mattina organizzare un orario ragionevole non è per nulla facile dato che la tratta è a binario unico. Nei pomeriggi il cadenzamento è più logico e razionale. I “nostri” esperti lo hanno controllato per capire se sia fattibile e sembrerebbe inattaccabile. Questi controlli non sono meri esercizi accademici, ma fatti per anticipare quelli che Trenitalia farebbe successivamente rischiando di scontentare nuovamente noi pendolari». C’è di peggio: se l’orario fosse ancor più negativo rispetto all’attuale, la tratta perderebbe altri viaggiatori. Dopo l’introduzione del cadenzamento, sono diminuiti di circa il 45%. «Per forza – ribatte Andrea Princivalli – l’orario è tale da rendere impossibile a studenti e lavoratori poter giungere in tempo a scuola e al lavoro. Per forza di cose la gente ha dovuto trovare altre soluzioni. Ora stiamo elaborando un orario condiviso da tutti per fare in modo che sia inattaccabile da Regione e soprattutto da Trenitalia. Perché se sottoporremo un orario con solo le richieste “di stomaco” Trenitalia poi lo potrà stravolgere per questioni tecniche e di mezzi e inoltre lo renderebbe attivo solo tra 3-4 mesi. I nostri “esperti” stanno lavorando giorno e notte per fare in modo che le richieste avanzate vengano accolte così come proposte e attuabili in tempi ragionevoli». Per non perdere altro tempo e altri viaggiatori.

 

Gazzettino – Treni, nuovo contratto anti-disagi

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30

ott

2014

Dopo l’ennesimo disservizio l’assessore Donazzan annuncia: «Accordo diretto con Rfi»

Per chi viaggia in treno ormai il disagio è ormai una costante: l’altro giorno il paradosso, sei treni soppressi nella fascia tra le 6 e le 11 causa improvvisa indisposizione del capotreno. Può capitare, e infatti è capitato, sulla linea Mestre-Noale lasciando centinaia di pendolari appiedati e infuriati.
«Questo non può essere il servizio di una regione importante come la nostra – ha commentato l’assessore regionale Elena Donazzan, fresca di delega ai Trasporti -. Lavoratori e studenti non possono essere sottoposti a simili odissee. Pretendono servizi efficienti e la Regione intende dare centralità a questo tema. Nel giro di una decina di giorni avremo la sottoscrizione di un accordo in grado di cambiare la qualità del servizio». In che modo? La Regione, che ora paga a Trenitalia 143 milioni l’anno per garantire il servizio ai 150mila viaggiatori che utilizzano giornalmente le linee venete, chiuderà un accordo diretto anche con Rfi, gestore dell’infrastruttura. Si dovrebbe così ovviare ai disservizi legati a problemi della rete (responsabili di circa il 45% dei ritardi sull’orario dei treni), mentre la qualità del servizio è al centro del protocollo cui sta lavorando la Regione. Le priorità? Orari, pulizia, puntualità (con un nuovo meccanismo di calcolo dei ritardi medi), composizione dei convogli per evitare il sovraffollamento.
Quanto accaduto l’altro giorno, infatti, non è un caso. La linea in questione è tra le più tartassate della regione e basta la malattia di un macchinista (non rimpiazzato), per mandare tutto in tilt. Trenitalia si difende dicendo di avere saputo all’ultimo momento dell’assenza e di non avere avuto modi di organizzare il turno sostitutivo. Ma sono disagi che il sistema non può più sopportare.
Da qui l’intervento a gamba tesa del neo assessore. Resta il nodo organizzazione del personale. «L’attuale sistema – dichiara Alessandro Piras, segretario di Cgil Filt Venezia – si basa su un equilibrio precario e basta poco perché le conseguenze, ad esempio della malattia di un macchinista, mandino in tilt un’intera linea. Criticità organizzative, peraltro, già presenti prima dell’entrata in vigore dell’orario cadenzato regionale da cui deriva lo stato di incertezza continua che si scarica sull’utente».
Da parte sua la Regione sta lavorando su due fronti: a un nuovo bando di gara per la gestione del servizio e per migliorare l’attuale orario cadenzato per venire incontro agli aggiustamenti richiesti da precise fasce d’utenza come i pendolari con turni serali.
Incontri sono già stati fatti con il comitato pendolari della Treviso-Portogruaro e altri seguiranno fino al 14 dicembre quando entrerà in vigore l’orario invernale.
«Il presidente Zaia ha dato disponibilità ad accontentare le richieste dove si può», conferma l’assessore Donazzan. Dove non si potrà, verrà potenziata l’intermodalità (pullman sostitutivi). «L’orario cadenzato però funziona – tengono a precisare in Regione -. Nonostante tutto, la puntualità media è aumentata mentre sono diminuite le soppressioni».

Nicoletta Canazza

 

LINEA BASSANO-MESTRE

L’ottobre nero dei pendolari tra corse soppresse e ritardi

BASSANO – Ottobre da incubo per i pendolari della Bassano-Venezia, i più penalizzati sono quelli che abitano a Salzano che non possono usufruire dei Regionali Veloci e non hanno nemmeno un adeguato collegamento Actv con Venezia. Molti di loro, in caso di soppressioni, hanno dovuto montare in auto e andare alla stazione di Marghera. Per sei volte sono state danneggiate le sbarre di un passaggio a livello noalese, a ciò si aggiunge anche un guasto agli impianti di sicurezza alla stazione di Maerne. Tutto in 4 settimane.

(g.pip)

 

QUARTO D’ALTINO – Quando non sono i ritardi e le cancellazioni, a far arrabbiare i pendolari sono i treni che partono in anticipo. Proprio ieri infatti i comitati di Quarto d’Altino e del Veneto Orientale hanno ricevuto diverse segnalazioni di lavoratori che sarebbero giunti al binario quando il treno era già ripartito. «Un altro spiacevole episodio ai danni dei nostri pendolari – scrivono i comitati in una nota – Il Regionale 11106 che parte da Portogruaro alle 6.06 è partito da Meolo con 2 minuti di anticipo, alle 6.37 anziché alle 6.39. Diverse persone lo hanno perso e sono arrivate al lavoro in ritardo».

Ora chiedono spiegazioni alla Regione: «Viaggiatreno testimonia il fatto che il treno in questione è giunto alla stazione successiva, Quarto d’Altino, alle 6.41 con 3 minuti di anticipo – proseguono – E indubbiamente il treno non può aver impiegato 2 minuti per effettuare un tratto di 8 km». E poi concludono: «Auspichiamo che la Regione chieda spiegazioni a Trenitalia e ci riferisca le motivazioni di tale indebita partenza anticipata. Inoltre ci auguriamo che Trenitalia richiami i propri dipendenti a bordo treno al rispetto degli orari di partenza previsti. Auspichiamo inoltre che episodi simili non accadano più: è impensabile che un treno parta in anticipo sull’orario, anche se solo di 2 minuti».

(m.fus.)

 

 

Gazzettino – Treni, altra mattina da incubo

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29

ott

2014

NOALE-MESTRE – Il capotreno è ammalato, saltano sei corse delle Fs

Sei corse saltate solo in ottobre e due volte a causa di malattia del personale. I pendolari della linea che collega Bassano-Venezia sono esasperati.

Questa volta si ammala il capo-treno, saltano 6 corse sulla linea Noale-Mestre

Le Ferrovie si scusano e avviano delle verifiche interne: pendolari infuriati

Il capo-treno resta a casa ammalato? I pendolari restano a piedi infuriati. Era già successo giovedì con la malattia improvvisa del macchinista, è capitato nuovamente ieri e la giustificazione da parte delle Ferrovie è sempre la stessa: «Lo abbiamo saputo all’ultimo, non abbiamo avuto tempo di organizzare un turno sostitutivo». Una giustificazione che per i pendolari ormai conta poco, visto che a rimetterci sono sempre loro. Studenti e lavoratori che utilizzano la linea Bassano-Venezia ogni giorno si presentano in stazione con un interrogativo: il treno passerà oppure no? Nel mese di ottobre abbiamo contato almeno sei mattinate da incubo, inizialmente le cause sono state guasti tecnici e incidenti al passaggio a livello ma ora i pendolari devono imbattersi anche nelle malattie del personale. Ieri sono state soppresse tre corse Noale-Mestre (quelle delle 7.09, 9.09 e 11.09) e tre corse Mestre-Noale (delle ore 6.22, 8.22 e 10.22). I treni in questione sono le cosiddette «navette»: sono state introdotte per permettere ai pendolari di Salzano e Spinea (le due stazioni dove non fermano i treni Regionali Veloci) di prendere le coincidenze per Bassano e Venezia, il problema è che saltano di continuo. «Il capo-treno doveva presentarsi alle 4.50 del mattino ma ha comunicato di essere ammalato. Purtroppo la mattina stessa non si riesce ad organizzare una sostituzione» ha fatto sapere ieri Ferrovie. Ma non esiste un turno di reperibilità per le sostituzioni d’emergenza? «Esiste, ma ieri tra questa linea e le altre linee regionali abbiamo fatto i conti con tre malattie comunicate all’ultimo – spiegano sempre i vertici di Rfi -. Faremo delle valutazioni per capire se c’è un incremento di queste situazioni o se sia solamente una fatalità dovuta alla stagione autunnale». In questo mese nero i pendolari hanno dovuto fare i conti anche con passaggi a livello danneggiati a Noale e guasti tecnici alla stazione di Maerne. Che fare in questi casi? Molti attendono schiumando rabbia, altri vanno a prendere il bus e chi ha più fretta muove la macchina. «Questo mese abbiamo speso decine di euro tra biglietti e benzina – sbottano i pendolari -. Chi ci rimborsa?».

 

TRASPORTI – Il comitato torna alla carica

TRENO – I pendolari tornano alla carica per chiedere un nuovo collegamento ferroviario per Padova e Venezia

CHIOGGIA – Ferrovia Chioggia – Padova – Venezia, il comitato va all’attacco e chiede una risposta al Governatore Zaia. Dopo una pausa estiva per non interferire con le elezioni di maggio e per attendere gli sviluppi dell’inchiesta Mose, il comitato promotore per la realizzazione di una legge regionale con finanziamento decennale che permetta il collegamento della città clodiense con i due capoluoghi torna a farsi sentire. Giovedì prossimo, alle 18.30 in via Cassiopea 33 (nella sede del Consorzio ConChioggiaSi) i rappresentanti si incontreranno per studiare le prossime mosse.

In particolare si chiederà ancora una volta alla Regione di permettere la presentazione dello studio di fattibilità dell’opera in una seduta pubblica da fare a Chioggia. Lo studio era stato commissionato a una ditta di Monselice dalla Regione stessa ed è pronto già da diverso tempo. L’allora assessore alla mobilità Renato Chisso ha però bloccato tutto.

«Ora Chisso è uscito di scena – afferma il portavoce del comitato promotore, l’avvocato Giuseppe Boscolo – Fu lui a bloccare a marzo la già programmata presentazione pubblica. La competenza sulle Infrastrutture è passata direttamente al presidente Luca Zaia al quale chiediamo di pronunciarsi al riguardo. La città ha infatti diritto di conoscere lo studio di fattibilità sulla nuova ferrovia per poter assumere valutazioni consapevoli sul tema fondamentale della rottura dell’isolamento. Ricordiamo che ad aprile avevamo già raccolto circa 700 firme (con indicazione di indirizzo e documento di identità), superando la soglia minima di 500 sottoscrizioni prevista dallo Statuto comunale per una delibera di iniziativa popolare».

(m.bio.)

 

BASSANO – Treni, la Cgil attacca la Regione: «Sulla linea per Venezia disastri quotidiani»

TRASPORTI La Cgil attacca la Regione: sulla Bassano Venezia servizio sempre irregolare

«Ad oltre dieci mesi dall’introduzione dell’orario cadenzato nel servizio ferroviario regionale e nonostante le richieste e i numerosi solleciti da parte delle amministrazioni locali, dei tanti comitati dei pendolari la situazione è desolatamente ferma». Ilario Simonaggio, segretario generale della Filt Cgil Veneto, suona la carica.
«L’assessore regionale ai trasporti ad interim, Luca Zaia – afferma il sindacalista – un mese fa ha incontrato l’amministratore delegato di Trenitalia Spa, Vincenzo Soprano. Come da prassi ne sono seguiti roboanti comunicati stampa sulla perfetta intesa tra i contraenti del contratto di servizio e sulle miracolanti soluzioni prossime venture. Peccato che promesse e fatti non stiano mai nello stesso asse spaziale e temporale. Il tempo stringe per le necessarie modifiche da introdurre almeno con il cambio dell’orario invernale se si vuole evitare il perpetrarsi della brutta figuraccia offerta con il nuovo orario cadenzato».
Sotto osservazione, in particolare, la Bassano Venezia: «Negli ultimi quarantacinque giorni la tratta è stata bersagliata quasi quotidianamente da problemi che hanno messo a dura prova i nervi dei passeggeri a causa della difficoltà di dare la regolarità del servizio. La linea è a semplice binario (ad eccezione del tratto da Maerne a Mestre), con velocità di percorrenza di 70 chilometri in ingresso e uscita a Castelfranco, e 80 chilometri in uscita e ingresso a Mestre, il resto da 100 a 130 chilometri orari. Purtroppo la velocità commerciale è rimasta ferma in questi anni, anche a causa della situazione dell’infrastruttura ferroviaria».
«Sono inoltre presenti – osserva Simonaggio – troppi passaggi a livello stradali con tempi di chiusura che riportano ritardi alla segnaletica in linea ferroviaria e ciò si ripercuote anche sul traffico stradale. Senza considerare che le conseguenze di ogni azione inadeguata da parte degli utenti della strada si ripercuote in modo pesante su puntualità e regolarità del servizio».
«L’orario cadenzato – continua – ha comportato che i treni fanno più servizio ferroviario sulla stessa tratta con soste a Venezia e Bassano per cui anche in questo caso il ritardo può ripercuotersi anche per tutta o parte della giornata». Altro fattore disagio il cambio con le coincidenze che è fissato a Castelfranco Veneto: «Purtroppo – evidenzia ancora Simonaggio – capita che il ritardo dei collegamenti con Vicenza produca la conseguenza de salto della coincidenza con grave perdita temporale consumata in stazione in attesa del treno successivo».
La Cgil punta il dito anche contro le soppressioni che «portano l’immediata conseguenza del sovraffollamento». «Minore offerta o variazioni «in corsa» della composizione del treno – osserva il segretario generale Filt Veneto – producono su una linea trafficata l’effetto «sardina» in scatola. L’offerta di diciotto coppie di treno al giorno nei giorni feriali, uno ogni trentacinque minuti, dalle ore 5,25 alle 20,25 è una buona condizione di servizio a patto che questo sia adeguato e regolare relativamente a qualità delle infrastrutture e del materiale rotabile. Insomma, molto resta da fare per dare treni di qualità sulla Bassano Venezia e nel resto delle linee ferroviarie del Veneto».

Gianni Trentin

 

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