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1

ott

2014

PENDOLARI INFURIATI – Ritardi fino a un’ora. Soppresso un convoglio

DISAGI SULLA VENEZIA-PORTOGRUARO

Passaggio a livello abbattuto, mattina di caos per i treni

Un altro giorno di disagi per chi viaggia in treno, ancora una volta per colpa di un passaggio a livello. Lunedì era toccato ai pendolari sulla linea Bassano-Venezia, che hanno passato una mattinata da incubo per un guasto al passaggio a livello di via Tempesta e per un incidente a quello di via Mestrina a Noale; ieri è stata la volta di chi viaggiava sull’asse Venezia-Portogruaro e più in generale nel Veneto Orientale.
Origine dei disagi un incidente a Ca’ Tron di Roncade, dove un furgone ha abbattuto un passaggio a livello nella mattinata. Un incidente che ha mandato in tilt la circolazione ferroviaria nella provincia di Treviso e che ha avuto pesanti ripercussioni su quella nella provincia di Venezia, con viaggiatori costretti ad arrivare a destinazione con decine di minuti di ritardo.
Secondo la ricostruzione della Polizia ferroviaria a causare l’incidente sarebbe stato l’autista di un furgone che ha tentato di violare il passaggio a livello che si stava chiudendo. Quanto è bastato per far cadere la sbarra e costringere i treni a viaggiare a passo d’uomo fino alla messa in sicurezza dell’intera linea. Il sistema di sicurezza, infatti, ha segnalato l’anomalia e il piano sicurezza della rete ferroviaria ha imposto ai macchinisti di rallentare.
Nel Veneziano il convoglio delle 7.57 da Venezia Mestre a Portogruaro è arrivato a destinazione con 16 minuti di ritardo, mentre quello delle 7.44 che effettuava l’itinerario inverso ne ha accumulati ben 59 minuti. Il regionale delle 8.11 da Venezia è arrivato con un ritardo di 25 minuti, quello delle 8.06 da Portrogruaro quasi 40. Cancellato il treno da Venezia a Portogruaro-Caorle, mentre i convogli partiti da Venezia e da Mestre alle 9.01 e alle 9.29 viaggiavano con ritardi superiori alla mezz’ora.

 

Gazzettino – Treni, caccia al gestore europeo

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30

set

2014

Il Veneto apre le procedure di appalto pubblico per il trasporto ferroviario. La rete regionale sarà suddivisa in tre grandi lotti

FERROVIE – In Veneto via al bando europeo per la gestione delle ferrovie.

12 mesi – IL BANDO A BRUXELLES

142 milioni – IL COSTO DEL CONTRATTO

Semaforo verde da Palazzo Balbi per l’avvio dell’iter finalizzato alla messa a gara pubblica del sistema di trasporto ferroviario regionale. Che, al massimo entro due anni, potrebbe assumere una connotazione del tutto diversa dall’attuale, tramite l’assegnazione delle tratte a lotti e a più gestori contemporaneamente. Ad annunciarlo ieri a Venezia è stato il governatore Luca Zaia, spiegando che il valore annuale del contratto non supererà complessivamente quello in vigore oggi con Trenitalia, pari a 142 milioni di euro. «A cambiare invece saranno i meccanismi di assegnazione – ha aggiunto – perché ammesso che in materia gli uffici tecnici non riscontrino impedimenti particolari, vorrei procedere a una suddivisione per tratte. Vale a dire almeno tre lotti corposi, che potrebbero comportare la compresenza sul territorio regionale di gestori diversi».
Attesa e annunciata da tempo, ma solo da ieri partita ufficialmente per ammissione dello stesso presidente della Giunta regionale, la gara pubblica su base europea sarà preceduta da circa dieci mesi per la preparazione dei contenuti del bando, cui faranno seguito altri dodici mesi (obbligatori) di affissione dello stesso all’albo pretorio dell’Unione Europea a Bruxelles. “Fatti i conti a spanne, la fase di preparazione del testo e l’evidenza pubblica del bando dovrebbero richiedere in tutto un biennio – ha detto Zaia – In ogni caso, mi auguro di cuore che la partita possa chiudersi un po’ prima del previsto. Entro la fine dell’anno prossimo? Temo che quest’ultima prospettiva sia troppo ottimistica. Comunque, ne sarei contentissimo e lo considererei un eccellente risultato”. Sollecitato a chiarire gli attuali rapporti tra la Giunta regionale e i vertici di Trenitalia, il governatore ha precisato che tra lui e l’amministratore delegato Vincenzo Soprano “c’è un’ottima sintonia: l’ho incontrato poco tempo fa, e gli ho ribadito che per il Veneto è essenziale che sin da ora i treni siano puliti, puntuali, confortevoli e non sovraffollati”. Sui convogli cadenzati ha aggiunto che “i buoni risultati si vedono, anche se qualche ritardo o criticità ancora c’è”. Mentre sulle tratte di competenza di Sistemi territoriali ha tagliato corto precisando che “problemi non ce ne sono, in quanto già nostre”. E sui referati a suo carico delle infrastrutture e del trasporto pubblico locale, non ha escluso che prima della chiusura del mandato possano essere assegnati ad altri, “perché di incombenze come presidente ne ho fin troppe, e in vista della conclusione della legislatura saranno sempre di più. Ma non in tempi strettissimi, e non mediante l’identificazione di nuovi assessori, perché gli attuali sono sufficienti”.“La messa a gara pubblica del sistema ferroviario regionale è un atto dovuto, chiesto a gran voce non solo dai veneti ma dalla stessa Unione Europea – ha chiarito poi Zaia – E la suddivisione a lotti, un modo per rispondere meglio alle necessità dell’utenza. Non ho dubbi che, dopo la cessazione del contratto in essere, a concorrere ci sarà anche Trenitalia. Forse le Ferrovie tedesche, che negli ultimi tempi ci stanno osservando con la massima attenzione. E non è da escludere che alla conclusione del procedura tecnica e dopo l’ufficializzazione della gara, ad aggiungersi all’elenco siano soggetti completamente nuovi, interessati a inserirsi nel sistema”.

Vettor Maria Corsetti

 

Nuova Venezia – Zaia lancia la gara per i treni regionali

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30

set

2014

Avviso di sfratto per Trenitalia, procedura europea per un appalto da 142 milioni di euro l’anno: «Convogli puliti e puntuali»

VENEZIA – Oggetto: gara per l’affidamento dei servizi ferroviari regionali. Importo: 142 milioni di euro l’anno. Durata: dieci anni. Esito: tutto da scrivere. La giunta regionale ha deciso di aprire le procedure per la messa a gara del servizio di treni regionali. Quasi un avviso di sfratto a Trenitalia, che peraltro non pare particolarmente interessata a una gara sostanzialmente in perdita (i collegamenti più remunerativi sono le Frecce sulle lunghe percorrenze). Liberi treni in libero Veneto, dunque. Ma con il rischio è che la gara, che avrà valenza e procedura europea, vada deserta perchè il servizio è troppo complicato da assicurare e poco remunerativo. E dunque la possibilità di doversi sedere nuovamente al tavolo con Trenitalia è molto probabile. «L’impegno che avevamo assunto è stato mantenuto – gongola il presidente delle Regione Luca Zaia, illustrando la delibera – ora le strutture regionali dovranno lavorare a testa bassa per chiudere il bando, un lavoro particolarmente complesso che dovrà tenere conto di molte variabili: dal personale in servizio fino ai rapporti con le regioni confinanti per terminare con la disponibilità del materiale rotabile, dei depositi, delle officine di manutenzione. Nel frattempo arriveremo entro poche settimane alla sottoscrizione del già annunciato protocollo con Trenitalia che permetterà di arrivare a fine contratto con treni più puntuali, migliore informazione e comfort di viaggio. Vorrei anche sottolineare – ha concluso Zaia – che abbiamo già identificato i fondi per tutte quelle variazioni di orario segnalateci dagli enti locali dopo l’introduzione dell’orario cadenzato che, confermo, ha certamente portato maggiore regolarità nei collegamenti». Attualmente Trenitalia assicura il servizio di treni regionali in virtù di un contratto di servizio che scadrà a fine dicembre. I tempi per la gara saranno giocoforza più lunghi: si calcolano almeno diciotto mesi e dunque la gara non potrà essere bandita prima di inizio 2016. A gestire tutta la fase tecnica sarà la controllata Sistemi Territoriali, sulla base di una serie di indirizzi che la giunta regionale ha individuato in questo modo: individuazione dei servizi ferroviari da garantire, per 14.826 chilometri di percorrenza annua; quantificazione del corrispettivo, pari a 142 milioni di euro l’anno; durata in dieci anni, prorogazione di eventuali altri cinque. Il nuovo gestore dovrà garantire la messa in esercizio di materiale di nuova immatricolazione: l’intento della gara è infatti quello di arrivare a una riduzione dell’età media della flotta ferroviaria rispetto ai valori attuali.

Daniele Ferrazza

 

Nuova Venezia – Guasti e incidenti, treni in tilt a Noale

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30

set

2014

Caos e ritardi fino a mezz’ora per 15 convogli, cancellate quattro navette da Mestre, due corse limitate a Castelfranco

NOALE – Noale ha due passaggi a livello importanti: in via Mestrina e via Tempesta (Noalese). Se i due creano problemi nell’arco di poche ore, si può ben immaginare il caos al traffico ferroviario sulla tratta Venezia-Bassano. Così è stato ieri mattina, dove a causa di un guasto prima (via Mestrina) e un incidente poi (via Tempesta) hanno fatto trascorrere delle ore infernali ai pendolari e studenti. Per le Ferrovie il bilancio è di 21 treni interessati, con 15 che hanno subito ritardi fino ai 30 minuti, 4 navette Mestre-Noale, e viceversa, cancellate, e due convogli hanno avuto una soppressione parziale. Lavoro, dunque, per i tecnici di Rfi e per la polizia locale. Non è la prima volta quest’anno: tra sbarre divelte e altri piccoli inconvenienti, questa linea ha poca pace. L’alba. La mattina non era cominciata bene. Attorno alle 6, un guasto tecnico al passaggio a livello di via Mestrina ha provocato disagi e rallentamenti a diversi regionali. I treni numero 5700 da Venezia a Castelfranco, partito alle 5.26, e il 5702, da Venezia a Bassano delle 5.56, sono arrivati a destinazione 25 minuti dopo il previsto. Ritardi di 15-20 minuti hanno subito altri quattro convogli. Il treno 5705 da Bassano a Venezia è partito da Castelfranco, mentre nella città trevigiana si è fermato il 5710 che, proveniente da Santa Lucia, doveva arrivare fino a Bassano. Metà mattina. Sembrava che potesse già bastare così, invece alle 9.30 è arrivata la seconda mazzata per i passeggeri. Stavolta in via Tempesta. Appena alzate le sbarre per far passare il treno, uno scooter Piaggio, condotto da un 78enne di Mirano, M.M., è finito addosso a una Volkswagen Polo con al volante M.L., un 24enne di Zero Branco. Entrambi i veicoli viaggiavano in direzione Padova. Non si sono stati feriti gravi, ma l’impatto è avvenuto vicino alle rotaie, impedendo alle sbarre di abbassarsi. La conseguenza è stata altri ritardi, con un minimo di 10 minuti fino ai 26 del regionale 5722 da Venezia a Bassano delle 10.56. Per fare i rilievi c’è voluta meno di un’ora ma i disagi per il traffico ferroviario, a catena, si sono registrati fin dopo mezzogiorno. Navette. Problemi anche per chi usa i treni da Mestre-Noale e viceversa. Sono state tolte le numero 5772 (ore 8.08) e 5778 (11.22) dirette nella città dei Tempesta e le 5771 (ore 7.09) e 5775 (9.09) per la terraferma.

Alessandro Ragazzo

 

Gazzettino – Noale. Treni nel caos, una giornata d’inferno.

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30

set

2014

NOALE – Un guasto tecnico al passaggio a livello e un incidente mandano in tilt il sistema

Convogli cancellati e gravi ritardi: pendolari infuriati

È la quarta volta che capita negli ultimi otto mesi, la seconda negli ultimi dieci giorni. La linea ferroviaria Bassano-Venezia è piombata nuovamente nel caos, mandando su tutte le furie centinaia di pendolari che si servono delle stazioni di Noale, Salzano e Spinea. È successo ieri mattina e ancora una volta tutti i disagi sono partiti da Noale; in passato era capitato che camionisti e automobilisti passassero con le sbarre in movimento danneggiandole, stavolta i problemi sono stati addirittura due: un guasto tecnico poco dopo le sei al passaggio a livello di via Mestrina e un tamponamento alle nove e mezza al passaggio a livello di via Tempesta. Inevitabile il caos, non solo sui binari ma anche su tutta la viabilità all’ora di punta. Il primo problema ha interessato ben 21 convogli regionali fino a metà mattinata: 15 mezzi hanno subìto ritardi compresi tra i 10 e i 30 minuti, quattro treni sono stati cancellati e altri due sono stati soppressi parzialmente. I disagi maggiori ci sono stati per i pendolari di Salzano diretti a Venezia: già il loro Comune è meno servito degli altri per quanto riguarda i bus Actv, in più sono state cancellate quattro corse della «navetta» Noale-Mestre e Mestre-Noale. Tecnici Rfi e agenti della Polizia Locale hanno avuto il loro bel da fare per riparare il guasto, gestire il traffico e governare un’altra mattinata di passione. Il guasto tecnico ha provocato ritardi fin dall’alba, l’incidente ha invece costretto i treni a marciare a ritmo ridotto in prossimità del centro di Noale. Banalissimo il tamponamento di via Tempesta, con le sbarre del passaggio a livello appena alzate: una Wolkswagen Polo guidata dal 24enne M.L. di Zero Branco era diretta verso Padova quando, probabilmente dopo una frenata, è stata tamponata dalla scooter di un anziano miranese, il 78enne M.M. L’uomo è stato sbalzato a testa e sul posto è giunta anche un’ambulanza, per fortuna ha riportato solo botte e ferite. Detto delle cause, resta la rabbia di studenti e lavoratori: «Arrivare a Venezia è ogni giorno un’imprevedibile avventura» sottolinea il comitato pendolari Spinea.

 

Gazzettino – “I treni ignorano Salzano e Spinea”

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22

set

2014

PROTESTA – I Regionali Veloci saltano le due stazioni del Miranese, i pendolari insorgono

«I treni Regionali Veloci fermino anche a Salzano e Spinea: un miglior servizio per alcuni non può giustificare un disservizio per molti». Il comitato pendolari di Spinea alza la voce: a studenti e lavoratori non va proprio giù che molti treni della linea Bassano-Venezia fermino nel Miranese solo a Noale e Maerne. «Le stazioni di Salzano e Spinea servono un numero altissimo di utenti, saltandole vengono risparmiati solo otto minuti – spiegano i pendolari -. Molti di noi sono costretti ad utilizzare altre stazioni, muovendoci in macchina e facendo dunque aumentare traffico e inquinamento. È davvero un’intelligente logica di trasporto?». Il comitato (molto attivo anche su Facebook) ha appena stilato un dettagliato documento con le proprie richieste a breve, medio e lungo termine. Il documento è già stato presentato al sindaco Silvano Checchin e ora i pendolari chiedono un incontro al governatore del Veneto Luca Zaia (che ha assunto le deleghe ai Trasporti dopo il coinvolgimento dell’assessore Renato Chisso nello scandalo-Mose). Il comitato chiede fin da subito anche una maggior efficienza della linea Noale-Mestre, denominata navetta: «Quando ci sono dei problemi queste corse Noale-Mestre sono le prime ad essere soppresse. In questi casi chiediamo almeno che il treno successivo fermi nelle nostre stazioni per evitare che nessuno rimanga a piedi». In un’ottica a breve termine i pendolari propongono un’idea diversa di treno Regionale Veloce: «Questi convogli dovranno essere realmente veloci e prevedere molte meno fermate, le principali sarebbero Mestre, Castelfranco e Bassano. Dovranno essere in aggiunta alle normali corse previste con l’orario cadenzato». Due infine le richieste a lungo termine: «Innanzitutto il raddoppio del binario fino a Castelfranco, una regione come il Veneto non può ancora permettersi linee ferroviarie a binario unico – scrivono i pendolari -. E poi chiediamo un biglietto elettronico integrato tra bus e treni: questo per evitare di avere un abbonamento per il servizio ferroviario e poi doverci pagare il bus a causa di ritardi e soppressioni».

 

Le Ferrovie dello Stato cercano associazioni culturali per affidare quelle non più vigilate: a Mestre c’è Carpenedo

Nella lista, alla voce Veneto, sulla linea Mestre- Fossalta, c’è la stazione di Carpenedo, in buono stato, a cinquecento metri dal centro cittadino. È una delle 87 stazioni impresenziate del Veneto finite nella lista delle Ferrovie dello Stato che cerca partner per non lasciare nell’abbandono stazioni ancora attive e frequentate da pendolari ma dove non ci sono biglietterie e personale delle ferrovie. FS darà le vecchie stazioni in affitto o concessione d’uso gratuito a chi si occuperà della loro manutenzione e le utilizzerà per organizzare progetti e attività socio-culturali. Una opportunità che può avere sbocchi diversi: sale espositive, spazi di produzione culturale o artigianale, punti turistici sono alcune delle possibilità date dal piano noto a pochissimi. Nella lista veneta troviamo la stazione di Carpenedo, vicino alla piazza e a Santa Maria dei Battuti. Il passaggio a livello di via Trezzo, attiguo, nel 2015 dovrà sparire sostituito da un sottopasso che chiuderà il collegamento con Carpenedo. Lo ha confermato il nuovo piano comunale del traffico. Ma del futuro della stazione da tempo non si ha certezza: nel piano del metrò regionale (Sfmr) era prevista una nuova stazione vicino al cimitero, poi stralciata. La vecchia stazioncina resta dove è. Utilizzata dai pendolari ma senza servizi. Ci sono altre piccole stazioni della nostra provincia nell’elenco: quella di Gaggio, Lison e Fossalta di Piave; Salzano Robegano sulla Mestre-Trento; Preganziol sulla Mestre-Orsago. In Veneto, il piano Fs ha censito 87 piccole stazioni impresenziate per 98 locali di stazione e 84 appartamenti (54 quelli occupati) , con un valore a bilancio complessivo di 10 miliardi di vecchie lire per i locali di stazione e 17 miliardi per gli alloggi. Le superfici calcolate risultano così ripartite: oltre 7.200 mq per i locali di stazione e circa 9500 mq per gli appartamenti. I fabbricati sono in stato di conservazione accettabile nel 68% circa dei casi ( in un caso lo stato è ottimo; in 9 casi buono; in 49 discreto; un immobile è vecchio; 15 quelli scadenti e 10 quelli fatiscenti). Cinquantuno stazioni sono in posizione centrale rispetto i centri urbani e questo è il caso di Carpenedo. Ferrovie dello Stato in Veneto ha già avviato 21 contatti per un possibile riutilizzo delle aree disponibili: tre con operatori economici privati e 18 con enti locali. 21 i contratti già stipulati (4 di affitto e 16 di comodato). In cinque casi si tratta di accordi a scopo commerciale, in 20 casi lo scopo è sociale e in altri due di diverso tipo. Per Carpenedo non ci sono ancora contatti con associazioni, enti locali, aziende interessate ad un riuso della vecchia stazioncina, cara a molti mestrini e che fino al 1927 era nota con il semplice nome di Carpenedo. La struttura è dotata di sovrappasso pedonale; biglietteria automatica, parcheggio bici, altoparlanti di annuncio arrivo e partenza treni e una sala d’aspetto non riscaldata. «Bonificare significa ripristinare accettabili condizioni di agibilità, ma anche, laddove sia possibile, andare oltre, rendendo la stazione stessa luogo di nuove imprese economiche e sociali», scrivono nel loro piano le Fs. Il riuso ha vari sbocchi. Nel turismo culturale o ambientale, già sperimentato in alcuni casi in altre zone d’Italia. Al Sud le vecchie stazioni sono state una occasione per l’occupazione giovanile.

Mitia Chiarin

 

Il comitato pendolari di Spinea chiede la revisione dell’orario e il reinserimento delle stazioni minori

SPINEA «A che serve il treno veloce se non è per tutti?». Comitato pendolari di Spinea all’attacco: il nuovo orario cadenzato, come il vecchio, non soddisfa e così ecco una serie di richieste che gli utenti della stazione Sfmr del Graspo hanno consegnato in Comune, chiedendo al sindaco di farsene portavoce in Regione: ripristino delle fermate soppresse, revisione degli orari e biglietto unico elettronico le richieste formulate.

Treni veloci. L’orario attuale prevede treni regionali veloci in fasce orarie delicate per i pendolari. Ora i tempi sono accorciati sulla tratta Venezia-Bassano, a scapito però delle fermate in tutte le stazioni. Insomma: treni più veloci che regionali. «I regionali veloci», protestano per il comitato Andrea Pruner, Laura Mezzacapo e Nicola Barbiero, «hanno fatto guadagnare 8 minuti a scapito di alcune fermate che servono un numero di utenti maggiore di altre. Un esempio? I treni che fermano a Maerne ma non a Salzano-Robegano e Spinea, per le quali occorrerebbero tre minuti ciascuna. Non chiediamo modifiche d’orario ma l’inserimento delle fermate di Salzano e Spinea. I servizi navetta dalla stazione di Noale a Mestre non bastano: sono poco frequentati e sono i primi a essere soppressi».

Orario. L’obiettivo del comitato è anche quello di ottenere migliorie nella revisione dell’orario, già prevista per il 13 dicembre. «L’orario cadenzato deve permettere una quantità maggiore di corse anche durante i giorni festivi e oltre gli orari oggi in vigore, con fermate in tutte le stazioni previste, così come succede nel servizio metropolitano delle grandi città. Solo così si otterrà maggiore efficienza del servizio».

Treno e bus. «Serve il raddoppio del binario almeno fino a Castelfranco, la previsione del biglietto unico elettronico e un sistema di trasporto locale integrato». Il comitato ritiene insensata una ferrovia a binario unico e non accetta che la dorsale venga considerata tratta secondaria viste le migliaia di persone che la usano. «Il biglietto unico elettronico è per evitare di pagare due biglietti nel caso un treno in ritardo o soppresso costringa i pendolari a servirsi dei bus». A proposito: «Non possiamo pensare a stazioni ferroviarie metropolitane che, seppur con importanti parcheggi, non prevedano una fermata per i bus. Quella di Spinea non è collegata ai mezzi pubblici, nonostante la presenza di due corse (la linea 6 e 7) che passano a fianco».

(f.d.g.)

 

 

I comitati vogliono che la Regione aumenti i treni nella fascia serale e nei giorni festivi

PORTOGRUARO – A tre mesi dall’entrata in vigore del nuovo orario, che avverrà a metà dicembre, i comitati pendolari della tratta Venezia-Portogruaro chiedono un incontro urgente al governatore Zaia per capire quali modifiche la Regione sia disposta a introdurre per migliorare il servizio. La richiesta è stata avanzata in una lettera sottoscritta dai comitati pendolari del Veneto Orientale e di Quarto d’Altino. Nella missiva gli utenti ricordano che sono passati nove mesi dall’introduzione dell’orario cadenzato e che, sia prima che dopo tale data, i comitati hanno presentato alla Regione diverse richieste di modifica e integrazione del servizio. Nodi tuttora irrisolti, nonostante ad aprile ci sia stato anche un primo incontro con Zaia. I problemi riguardano innanzitutto la fascia serale, con l’ultimo convoglio da Venezia che parte alle 22.41 («Mentre prima c’era un treno alle 0.21 utilizzato da circa cento persone», ricordano i pendolari) e nessun treno tra le 20.11 e le 22.11. L’altro nodo chiave è quello dei collegamenti di sabato e nei festivi. Di sabato il primo arrivo a Venezia è possibile solo alle 6.50, mentre prima era alle 5.25. Peggio ancora va nei festivi, con il primo arrivo possibile a Venezia alle 7.20 o addirittura alle 8.56, se si parte da una delle stazioni minori. Infine l’annoso problema dei «buchi» d’orario in tarda mattinata: tra le 10.41 e le 12.41 da Venezia, tra le 11.08 e le 13.04 da Mestre. «Inutile sottolineare che queste mancanze creano disagio a diverse centinaia di persone», scrivono i comitati, «apprendiamo con piacere dalle sue dichiarazioni che Zaia avverta l’urgenza di risolvere gli spinosi problemi causati ai pendolari dall’entrata in vigore dell’orario cadenzato e come senza la necessità di un confronto diretto con gli utenti. Dal momento che fra tre mesi entrerà in vigore l’orario per il 2015 chiediamo un incontro per capire quali modifiche la Regione sia disposta a inserire».

Giovanni Monforte

 

I disservizi a danno dei pendolari: gli impegni dell’ad Soprano dopo il colloquio con il governatore

La Regione conferma la gara europea per il trasporto ferroviario locale e rimodula le multe sui ritardi

VENEZIA – Il potenziamento del numero dei convogli in ambito veneto con l’entrata in servizio – entro il 2016 – di 166 nuove carrozze e 9 convogli supplementari Vivalto; la garanzia di fornire ai passeggeri, tramite il gestore dell’infrastruttura Rfi, un’informazione finalmente adeguata a terra e a bordo treno; 50 milioni di euro di investimenti sui centri manutentivi a cominciare dalla nuova officina ferroviaria di Mestre. Questi gli impegni assunti dall’amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano, a conclusione di un lungo incontro con il governatore Luca Zaia che nei giorni scorsi, in una lettera al manager, aveva evidenziato le criticità del trasporto regionale su rotaia, legate in particolare al sovraffollamento e alla puntualità delle corse. «Tutti i punti trattati e le obbligazioni assunte saranno oggetto di uno specifico atto integrativo all’attuale contratto di servizio», fa sapere Palazzo Balbi, rimarcando che stavolta non si accontenterà di vaghe promesse a fronte dei disagi e delle proteste dei pendolari che hanno indotto l’amministrazione a disdettare il contratto con Trenitalia (così da evitarne il prolungamento automatico) adottando l’opzione di un bando di gara europeo per l’affidamento del trasporto pubblico locale nei prossimi anni: entro ottobre una delibera della Giunta avvierà la procedura, con una novità rilevante: qualora non si aggiudicasse il futuro appalto, Trenitalia sarà disponibile a noleggiare il proprio materiale rotabile al vincitore, così da favorire una più ampia presenza internazionale alla gara. Tornando al vertice di Venezia (tre ore di colloquio a porte chiuse) Zaia e Soprano hanno concordato sul fatto che l’aumento del traffico ferroviario, stimato nell’ordine del 10%, richiede una maggiore erogazione di risorse per assicurare l’efficacia degli orari cadenzati il cui andamento è considerato nel complesso soddisfacente: i +10 milioni iniziali saranno così integrati alla luce dei maggiori introiti derivanti dall’annunciato aumento del biglietto sulle corse semplici e dalla crescita del volume passeggeri. Delicato il capitolo puntualità dove Trenitalia condivide con Rfi la responsabilità dei ritardi, provocati anche dalle scandenti condizioni di alcuni tratti della rete, perciò la Regione definirà direttamente con questa società un protocollo sulla pianificazione e gestione delle tracce future. Lo stesso sistema delle multe sarà modificato; finora la Regione ha applicato le sanzioni sulla media temporale partenza-arrivo del tragitto devolvendo il ricavato al fondo abbonamenti di lavoratori e studenti. Era la linea adottata dall’ex assessore Renato Chisso ma ora Zaia, che ha assunto la delega alla mobilità, ha deciso di rimodulare le penali sulle singole fermate, così da consentire un monitoraggio più puntuale del servizio. Che altro? Silenziosi i protagonisti dell’incontro, fonti regionali parlano di «esito molto incoraggiante». Lo verificheremo assai presto.

Filippo Tosatto

 

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