Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Gazzettino – Miranese. Pendolari, la rivolta in tre punti.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

23

ott

2014

TRENI – I comitati di Spinea e Salzano scrivono alle Ferrovie e a Zaia: «Ecco la soluzione»

«Corse da potenziare, orari da modificare e più fermate»

RICHIESTE – I comitati dei pendolari di Salzano e Spinea: «Ecco la soluzione per i treni»

Introduzione della fermata del Regionale Veloce anche nelle stazioni di Spinea e Salzano, modifica agli orari della navetta Noale-Mestre, potenziamento delle corse nella fascia serale e nei periodi non scolastici. Sono queste le tre richieste avanzate dal comitato pendolari Spinea, in accordo con quello di Salzano, e riportate al dettaglio in un documento unitario da presentare a Regione e Ferrovie. Il documento è stato presentato pubblicamente ai cittadini lunedì sera in municipio a Spinea, in un’assemblea pubblica a cui hanno partecipato moltissimi lavoratori pendolari assieme al sindaco Silvano Checchin. In sala erano presenti anche diversi studenti, perché i disagi della linea Bassano-Venezia rappresentano un problema davvero molto sentito. Nelle ultime settimane i pendolari hanno protestato furiosamente per una lunga serie di ritardi e soppressioni, ora alzano la voce. A dicembre entrerà in vigore il nuovo orario, i due comitati sanno che questo è il momento giusto per farsi sentire. L’aspetto più impellente, per centinaia di pendolari, è la fermata a Spinea e Salzano dei treni Regionali Veloci (che attualmente nel Miranese fermano solo a Noale e Maerne). «Il vecchio orario prevedeva negli orari di punta la fermata di tre treni all’ora verso Venezia e due tre all’ora da Venezia – scrive il comitato di Spinea -. Ora i treni sono due all’ora in entrambi i sensi, a 16 minuti l’uno dall’altro e con una fascia scoperta di ben 44 minuti. La cadenza non è regolare». Da qui dunque la richiesta: «I treni fermino a Salzano e Spinea. Il tempo di percorrenza rimarrebbe pressoché invariato». Il secondo punto riguarda l’anticipazione della Noale-Mestre in orario di punta e si tratterebbe di semplici modifiche d’orario. Ben più importante è il terzo aspetto: «Nella fascia serale chiediamo due ulteriori corse della Mestre-Noale-Mestre, tra le 21 e le 23. Negli orari di punta chiediamo che la navetta sia mantenuta anche nei giorni non scolastici, per andare incontro ai lavoratori». Il documento riporta riferimenti precisi agli orari in vigore, i tecnici di Regione e Rfi nelle prossime settimane studieranno il nuovo tabellone.

Gabriele Pipia

 

Spinea. Il comitato pendolari chiede che i convogli veloci fermino pure in paese e a Salzano

SPINEA – Introdurre una fermata alle stazioni di Spinea e Salzano per il treno regionale veloce, anticipare l’orario della navetta e prevedere corse aggiuntive nella fascia oraria serale e nel periodo non scolastico. Sono le tre richieste formulate alla Regione dal comitato pendolari di Spinea dopo l’incontro in municipio con il sindaco Silvano Checchin. «L’orario in vigore dal 24 settembre 2013 prevedeva, nelle fasce orarie più utilizzate, la fermata di tre treni ogni ora con una cadenza di circa 20 minuti, e due treni ogni ora con cadenza ogni 30», affermano i pendolari, «Quello in vigore dal 15 giugno, al contrario, prevede la fermata di due soli treni ogni ora, distanti il primo dal secondo di 16 minuti verso Venezia e 18 minuti da Venezia. Rimane così scoperta una fascia oraria di 44 minuti verso Venezia e di 42 minuti da Venezia, con disagi per l’utenza che si è ritrovata con due treni anziché tre». Il comitato chiede che i convogli in partenza da Bassano, che grazie a tali modifiche hanno recuperato 5 minuti nella percorrenza, fermino nelle stazioni di Spinea e Salzano senza variazioni sulla tratta. Altra richiesta riguarda le navette: «Per avere tre treni in orari cadenzati in modo omogeneo, proponiamo di anticipare la navetta di 26 minuti». In questo modo il comitato apre alla possibilità per studenti e lavoratori di avere, nell’ora di punta, tre treni con cadenza di circa 15 minuti uno dall’altro. «In questo caso verrebbe prevista l’introduzione di una nuova navetta con partenza da Noale alle 6.43 e arrivo a Mestre alle 7.06, senza problemi di incroci o incompatibilità d’orario. Siamo coscienti del fatto che, seppure necessario, non è possibile posticipare la navetta per la tratta Mestre-Noale, perché incorrerebbe in incompatibilità di incroci con i treni della tratta opposta». E poi le corse aggiuntive. Il comitato chiede di «prevedere in fascia serale due ulteriori corse della navetta Mestre-Noale-Mestre. L’attuale orario prevede l’ultima corsa in partenza alle 21.09 da Noale: chiediamo di rafforzare il servizio». I pendolari chiedono che la navetta sia mantenuta anche nei periodi e nei giorni non scolastici per favorire l’afflusso e il deflusso di pendolari e turisti da e verso Venezia.

Filippo De Gaspari

 

Disagi e forti ritardi per i pendolari del mattino: soppressi il Venezia-Verona e il Venezia-Vicenza. Il 31 ottobre incontro in Regione per la Mestre-Portogruaro

Mattinata di disagi quella di ieri, per chi da Venezia doveva spostarsi per andare a lavorare a Mestre, Padova, Verona, Vicenza e viceversa. Nell’ora di punta, tra le 7 e le 9, quando la maggior parte dei pendolari si accalca sui convogli, due treni sono stati soppressi, con i conseguenti disagi e attese che hanno portato a ritardi al posto di lavoro. I due treni soppressi sono: il Venezia-Verona delle 7.12, che stando alle dichiarazioni ufficiali di Trenitalia è stato cancellato a Venezia per un malfunzionamento alle porte e il Vicenza-Venezia delle 7.02. Dopo la soppressione del treno delle 7.12, chi doveva andare a Padova ha atteso il treno regionale per Bologna,delle 7.42; mentre chi doveva andare oltre la città del Santo, ha aspettato l’arrivo del regionale per Verona. Il treno poi è andato in assistenza, dove è stato aggiustato. Altro treno cancellato invece, è il Venezia Vicenza che doveva arrivare nella città lagunare alle 7.48, soppresso ancora prima di partire alle 7.02 per problemi legati al personale, secondo fonte Trenitalia. «Un impiegato di turno si è ammalato e non c’è stato il tempo materiale per sostituirlo», è stato spiegato. Niente personale, niente treno insomma. Evidente che ciò ha causato ritardi a catena, specialmente perché i convogli nelle fasce di punta del mattino, sono sempre affollati. Diversa la versione di un pendolare che ieri mattina è partito con il treno delle 7.12 con le porte malfunzionanti. «Siamo saliti a Venezia direzione Padova», spiega, «il treno che a quell’ora non era molto affollato, non ha però fatto a tempo ad arrivare a Mestre che le porte si sono bloccate. Non funzionavano più, tanto che un controllore ha dovuto aprirle una ad una. Siamo rimasti senza poter uscire per un quarto d’ora e poi siamo riusciti a montare su un Intercity per non fare troppo tardi». Insomma, ennesimi disagi, sostengono i pendolari. Disguidi, malfunzionamenti, ritardi, soppressioni e pure personale che manca. Sul fronte della tratta Venezia-Trieste, la battaglia continua: è stato fissato per il 31 ottobre alle 9.30 in Regione e precisamente a palazzo Linetti, l’incontro dei sindaci della linea della Mestre-Portogruaro per discutere dei problemi legati all’orario cadenzato. La nota ufficiale di convocazione dell’incontro è stata spedita a tutti i primi cittadini, i quali sperano di incontrare il governatore Luca Zaia. Nel frattempo ieri il comitato pendolari del Veneto Orientale ha visto Francesco Piccolo, consigliere regionale del Gruppo misto. Piccolo ha annunciato un’interrogazione prima del 31 ottobre, giorno dell’incontro.

Marta Artico

 

BASSANO – Continuano i disservizi per i passeggeri sulla linea per Venezia: «È da terzo mondo»

Pendolari infuriati protestano dal sindaco

Treni sporchi, corse in ritardo, vagoni stipati all’inverosimile. Una ragazza è svenuta nella calca

LA PROTESTA – Non c’è pace per gli utenti del servizio di trasporto ferroviario che collega la città del Grappa a Padova o a Venezia. I disagi e di disservizi sulle linee sono all’ordine del giorno. Il comitato locale che rappresenta i viaggiatori ha illustrato la pesante situaziane anche al sindaco Poletto, che a sua volta si è impegnato a coinvolgere nella questione i colleghi delle Amministrazioni limitrofe.

TRENI SPORCHI «Ormai lo stato di sopportazione di chi deve prendere un treno è giunto al limite – afferma il portavoce del Pd Luigi Tasca – Non è possibile che ai nostri giorni si assista a tali disservizi: persone stipate come sardine, treni sporchi e in ritardo sono la regola¨».

 

Una ragazza sviene per la ressa sul treno Bassano-Padova. Scoppia la protesta

Non c’è pace per gli utenti del servizio di trasporto ferroviario che collega la città del Grappa a Padova o a Venezia. I disagi e di disservizi sulle linee sono all’ordine del giorno. Il comitato locale che rappresenta i viaggiatori ha illustrato la pesante situaziane anche al sindaco Riccardo Poletto, che a sua volta si è impegnato a coinvolgere nella questione i colleghi delle Amministrazioni limitrofe nel tentativo di unire le forze per risolvere l’annosa questione.
Sulle problematiche sollevate dai pendolari, interviene anche il Partito Democratico del Bassanese. «Ormai lo stato di sopportazione di chi deve prendere un treno è giunto al limite – afferma il portavoce del Pd Luigi Tasca – Non è possibile che ai nostri giorni si assista a tali disservizi: persone stipate come sardine, treni sporchi e in ritardo sono la regola piuttosto che l’eccezione, ed è dei giorni scorsi la notizia di una studentessa che si è sentita male in un treno sulla tratta Bassano – Padova a causa dell’eccessivo sovraffollamento nei vagoni».
«La Regione – continua Tasca – si è tanto riempita la bocca in questi anni di espressioni come «metropolitana di superficie» piuttosto che di «valorizzazione dei trasporti», ma la verità è che il governatore Luca Zaia ha deciso di non incrementare nel bilancio di quest’anno le risorse del fondo per il trasporto ferroviario».
Sul tema interviene anche la senatrice bassanese del Pd Rosanna Filippin. «Fino ad oggi Zaia se l’è cavata facendo ricadere tutta la colpa su Trenitalia, ma per migliorare il servizio non basta dirlo o annunciare roboanti interventi futuri – ha dichiarato la parlamentare – Per risolvere il problema serve stanziare fondi sulla ferrovia. Non è Trenitalia che deve fare di più, ma la Regione e i suoi rappresentanti: perché il servizio migliori servono soldi».
«Le elezioni regionali si avvicinano – chiosa Filippin – e sono sicura che i cittadini bassanesi ci penseranno due volte prima di votare qualcuno che ha isolato la loro città per quanto riguarda le ferrovie».

Raffaella Forin

 

Nuova Venezia – Orario cadenzato. Treni, summit in Regione.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

17

ott

2014

QUARTO D’ALTINO – È stato fissato per il 31 ottobre alle 9.30 a palazzo Linetti, in Regione, l’incontro dei sindaci della linea Venezia-Trieste e nello specifico della tratta Mestre-Portogruaro per discutere dei problemi legati all’orario cadenzato. La nota ufficiale di convocazione è stata spedita ai primi cittadini, tra cui il sindaco di Quarto, Silvia Conte, che in questi mesi ha pressato la Regione per poter discutere le istanze del territorio e dei cittadini e i problemi della tratta. Quarto in prima linea, dunque, assieme al comitato pendolari del Veneto Orientale. All’incontro saranno presenti i sindaci che potranno estendere l’invito anche a una rappresentanza dei pendolari. Nel frattempo mercoledì il sindaco di Marcon Andrea Follini e il consigliere delegato di Quarto Gianni Foffano si sono recati a Spinea, invitati dal sindaco Silvano Checchin, alla presenza anche del sindaco Alessandro Quaresimin di Salzano e dei comitati dei pendolari, per discutere dei problemi dei due Comuni, molto simili a quelli della tratta per Trieste. «L’intenzione», dice Andrea Follini, «è quella di fare fronte comune visto che i disagi sono comuni a tutti i pendolari delle linee che partono a raggiera da Venezia. Il 31 avremo l’incontro in Regione: speriamo partecipi anche Zaia, serve infatti un interlocutore politico».

(m.a.)

 

QUARTO D’ALTINO – La richiesta dei sindaci della tratta Venezia-Portogruaro è stata accolta e il tavolo di confronto sull’orario cadenzato può ripartire.
Dopo la lettera inviata dai Comuni al presidente della Regione Luca Zaia, è arrivata la convocazione per il 31 ottobre. Si parlerà delle «problematiche» dell’orario cadenzato, che il 15 dicembre compie un anno e che non piace ai comitati dei pendolari. I sindaci chiederanno ancora una volta la pubblicazione dei dati sulle frequentazioni delle corse sulla tratta «prima» e «dopo» l’entrata in vigore del nuovo orario, porteranno l’elenco dei disservizi, con le cancellazioni e i ritardi, elencati puntualmente dai pendolari.
Con molta probabilità chiederanno risposte sul problema dei «buchi» in alcuni orari, che non rendono realmente cadenzato il servizio, e sui tagli delle corse nei fine settimana e nei mesi estivi. Il Comune di Quarto presenterà anche i risultati dell’indagine condotta sul proprio territorio, dalla quale risulterebbe che più della metà degli intervistati ritiene che con l’entrata in vigore dell’orario cadenzato il trasporto pubblico locale sia peggiorato. In Regione quindi, il 31 ottobre, saranno attesi i sindaci di Quarto d’Altino, Marcon, Roncade, Casale Sul Sile, Meolo, San Donà di Piave, San Stino di Livenza, Portogruaro e Fossalta di Portogruaro.

(m.fus.)

 

«Basta con il massacro dei pendolari, Zaia ci riceva». Hanno lasciato il segno, negli utenti delle linee ferroviarie che gravitano su Conegliano, i pesanti disagi di venerdì 3, lunedì 6 e anche lunedì 13 ottobre, con cancellazioni, ritardi e casi di sovraffollamento per motivi vari. Stanco dell’immobilismo sul tema dei trasporti, il tavolo di coordinamento dei pendolari veneti, di cui fa parte anche il gruppo vittoriese «Treno dei desideri», ha consegnato una richiesta di incontro urgente al governatore del Veneto Luca Zaia. Obiettivo dei pendolari: capire quali modifiche la Regione sia disposta a inserire nell’orario ferroviario 2015 che scatterà tra due mesi. «È passato quasi un anno dall’arrivo dell’orario cadenzato in Veneto – si legge nella missiva dei comitati – sia prima sia dopo, le associazioni degli utenti del treno hanno presentato alla Regione richieste di modifica o integrazione, come illustrato anche ai dirigenti regionali negli incontri estivi con gli amministratori locali del veneziano, trevigiano e bellunese. Tuttavia, i problemi che affliggono le linee venete permangono irrisolti. Queste mancanze creano disagio a migliaia di persone. Vorremmo evidenziare come le modifiche o integrazioni da noi proposte potrebbero risolvere almeno alcune delle macroscopiche disfunzionalità dell’attuale sistema di trasporto ferroviario regionale».
Per dimostrare che il problema è reale il comitato, con l’aiuto della comunità di Trenitardo, ha scoperto che dall’1 al 13 ottobre tra Venezia e Belluno sono stati cancellati almeno 5 treni; altri 15 hanno registrato ritardi tra i 10 e i 40 minuti mentre 32 hanno viaggiato con ritardi tra 6 e 9 minuti: pochi, ma in alcuni casi sufficienti a perdere la coincidenza. «Escludendo le cancellazioni – fa due conti il Treno dei desideri – si tratta di complessivi 508 minuti di soli ritardi (quasi 8 ore e mezza) su soli 12 giorni di rilevazioni, non tutti monitorati. Sono valori significativi e importanti che confermano il continuo peggioramento della qualità del servizio». Anche il gruppo Trenibelluno.it è da tempo impegnato nel monitoraggio della Conegliano – Vittorio – Belluno.

 

ODERZO – Un incontro per parlare della tratta ferroviaria «maltrattata», la Treviso-Portogruaro. Avrà luogo venerdì alle 20.30 a Palazzo Foscolo, organizzato dal Partito Democratico. Con relatori, fra gli altri, Alberto Cappelletto, sindaco di San Biagio di Callalta, comune che con Motta di Livenza, Gorgo al Monticano e Ponte di Piave, è direttamente toccato dal problema. «La tratta ferroviaria Portogruaro-Treviso, che permette il collegamento casa-lavoro o casa-scuola a molti cittadini dell’opitergino-mottense, è una linea che per la nostra Regione conta proprio poco – commenta Francesco Marchese, vice segretario del circolo Pd Quattro Comuni: Motta, Cessalto, Chiarano, Gorgo – In seguito al progetto promosso l’anno scorso dall’ex assessore Chisso (ancora in carcere successivamente all’inchiesta sul Mose), il cosiddetto “orario cadenzato”, la tratta Portogruaro-Treviso ha risentito molto delle variazioni messe in atto. Molte tratte orarie sono state soppresse creando non pochi problemi all’utenza». Fino a primavera, a seguito di incontri avuti dai Comuni con Trenitalia, grazie alla mediazione della Regione, diversi punti erano stati risolti. Poi l’arresto dell’assessore Chisso ha di fatto sospeso tutto. Il nuovo orario ferroviario entrerà in vigore solo il 20 ottobre, e non già a settembre come sarebbe stato logico in concomitanza con l’inizio delle scuole. Solo dopo i veementi appelli al governatore Zaia da parte del gruppo spontaneo dei pendolari «Oderzo Si muove» e del Comune di Oderzo a firma di Francesco Montagner, la Regione ha convocato il tavolo della Mobilità per il 24 di questo mese. Sul tappeto i problemi sono tanti, prioritario da sciogliere è il nodo delle coincidenze al mattino: l’orario attuale non consente di arrivare a Padova o a Vicenza per le 8.30, creando non pochi disagi a studenti e lavoratori. Ma non c’è solo questo. «Muoversi lungo la strada Postumia sta diventando sempre più difficile» annota il segretario Marchese. A parte il traffico sostenuto, anche a volersi servire dei pullman di linea non è sempre facile, visto che in alcuni orari sono veramente affollati. Da notare tra l’altro che Mom non è stata invitata al tavolo della Mobilità che avrà luogo il 24. Venerdì si parlerà di tutto questo ed altro. E pensare che, se fosse ben organizzata, la tratta «Portogruaro-Treviso» potrebbe funzionare come una piccola metropolitana di superficie.

(an.Fr.)

 

L’ex assessore Bergamo incontra Zappalorto e rassicura i ciclisti sui cantieri

«Le voci che circolano sulla cancellazione dei fondi per il collegamento ciclabile tra Mestre e Venezia sono destituite di fondamento. E un incontro nei giorni scorsi con il commissario Zappalorto ha fugato ogni dubbio: i soldi sono assicurati e c’è continuità sulla mobilità ciclabile tra amministrazioni». L’ex assessore alla Mobilità, l’avvocato lidense Ugo Bergamo rassicura gli Amici della bicicletta, in allarme per la notizia dell’assenza di fondi per la pista sul Ponte della Libertà per collegare piazzale Roma con Mestre, fino al Vega e alla stazione Porto Marghera con una progettazione in corso poi per il collegamento con il Bicipark in stazione cisono. «I finanziamenti sono confermati nel bilancio del commissario e sono due. Uno da 380 mila euro, un contributo regionale e poi altri 556 mila 560 euro che sono a bilancio per il 2014. Questa pista ciclabile, al di là di quel che qualcuno dice creando allarme, è stata confermata non solo dalla nostra amministrazione ma anche da quella del commissario che ha dimostrato attenzione alle nostre segnalazioni». Dice Bergamo che i lavori per i primi tre chilometri di pista sono a buon punto: «Presto sarà ultimata l’asfaltatura». E si lavora anche per la pista a sbalzo mentre il progetto per il collegamento tra il Vega e i Pili va ultimato. «Per il collegamento con il bicipark in stazione i fondi ci sono perché sono quelli che arrivano da Rfi come conseguenza della chiusura del passaggio a livello della Giustizia», dice l’ex assessore che spiega di aver ottenuto rassicurazioni anche per la garanzia di fondi per completare altri tratti ciclabili in città: da quello del Terraglio alla Dese-Favaro.

(m.ch.)

 

VIA TORINO – Già novanta le richieste di studenti che arrivano in città in treno

IMPRESA ARDUA – Manca il percorso dedicato e i posti nell’attuale bicipark risultano esauriti

Bici, bici e ancora bici. Non si sa più dove metterle. Adesso servono un centinaio di posti per l’Università di via Torino e in questi giorni al Bici park di fianco alla stazione ferroviaria, stanno lavorando a imbullonare al pavimento nuovi “archetti” per le biciclette. 90 sono le domande presentate finora da altrettanti studenti universitari che scendono dal treno e sperano di poter raggiungere in bici via Torino. In questo momento non c’è la pista ciclabile e non c’è nemmeno posto al Bici park. E non è l’unico record in negativo di questo bicipark. Nato per contenere mille biciclette e costare al massimo 500mila euro, è costato un terzo in più e di bici ne contiene meno di 700. Colpa di una progettazione fatta male alla quale si è aggiunta l’incompetenza di chi ha deciso di installare rastrelliere che portano via lo spazio più che portare bici. Per non dire della rampa d’acciaio, fatta apposta per scivolare, per tacere delle putrelle che reggono la tettoia, i cui spigoli sono appena stati coperti con materiale anti urto, ma solo dopo che un paio di ciclisti si erano fatti male o avevano strappato i loro giubbotti. Non solo, fra gli errori di questo bici park c’è il fatto che sia una tettoia e basta, pur costata l’iradiddio – 800mila euro, il doppio di quanto ha speso il Comune di Padova per un bicipark perfetto e da mille posti. Il fatto che sia solo una tettoia, significa che appena cadono due gocce di pioggia, entra acqua dai lati e le bici finiscono a mollo. E siccome già l’estate ha fatto il pieno di pioggia, il rischio è che l’inverno per il Bicipark diventi un disastro. Avm per fortuna ha deciso di correre ai ripari e conta di chiudere i lati aperti della tettoia, ma si tratta di vedere se ci sono i soldi per fare questo lavoro. Ci sarebbe poi da costruire la pista ciclabile fino al Bici park, ma non si può pretendere troppo. In fin dei conti abbiamo sbagliato il progetto, abbiamo sbagliato a scegliere i portabici, abbiamo sbagliato a costruire la rampa, non si vorrà mica recuperare con la pista ciclabile giusta, no?

(m.dia.)

 

Pagina 14 di 71« Prima...1213141516...203040...Ultima »

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero