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Mogliano. L’assessore Chisso annuncia la sostituzione del bus con un treno vero

MOGLIANO – Le proteste dei pendolari moglianesi sono valse a qualcosa: l’assessore Chisso annuncia nuove corse alternative su gomma. «Per i miglioramenti e le risposte fattibili», ha dichiarato ieri attraverso una nota ufficiale l’assessore regionale alla mobilità, «nel contesto della disponibilità di risorse finanziarie e umane, la porta è sempre stata e rimane aperta. Perché è nostro compito trovare le risposte possibili alle richieste di cittadini e utenti. E possiamo ancora migliorare».

Dalla regione fanno sapere che l’attivazione dal 30 marzo scorso del servizio navetta “Treviso-Venezia” anche nelle prime ore della mattina dei giorni festivi per rispondere alle esigenze dei turnisti, è stato apprezzato dal comitato moglianese dei pendolari. Con questo provvedimento si è inteso mitigare i disagi subiti con l’entrata in vigore del nuovo orario cadenzato, che su molti fronti rimane carente. Il nuovo provvedimento segna una schiarita nei rapporti tra la regione e i pendolari. «Ho anche dato mandato ai tecnici regionali di studiare con quelli di Trenitalia la possibilità di sostituire l’attuale bus, sia questo sia quello della mezzanotte nella direzione opposta, con un treno “vero”», si sbilancia l’assessore Regionale, «servizio che sarebbe migliore ma per il quale occorre appunto valutare costi, disponibilità di risorse umane per la condotta e la scorta e di materiale rotabile. Il mio impegno è per migliorare ulteriormente il servizio, rispetto al quale con l’andata a regime del cadenzamento e fatte salve alcune casistiche particolari, ricevo segnali di soddisfazione da parte dei pendolari rispetto al sistema precedente».

Da segnalare però che l’opposta parte politica, quella del Pd capeggiata da Carola Arena, considera i nuovi orari ancora come un nervo scoperto e non più tardi di due settimane fa ha attaccato duramente l’assessore regionale Chisso.

Matteo Marcon

 

«L’assessore regionale alla mobilità Renato Chisso non può sottovalutare le richieste dei pendolari del servizio ferroviario della stazione di Preganziol. La petizione sulla richiesta dell’adeguamento degli orari dei treni è stata sottoscritta da ben 1200 cittadini».

La dura critica parte dal sindaco di Preganziol Sergio Marton e dall’assessore Roberto Zamberlan. Marton va giù duro nei confronti di Chisso: «Ho chiesto più volte di incontrarmi con l’assessore regionale alla mobilità tramite il suo capo ufficio per far presenti i problemi del trasporto ferroviario che riguardano Preganziol. Sono ancora in attesa di un riscontro positivo. Le risposte evasive di Chisso sul trasporto ferroviario non ci soddisfano affatto. Nei prossimi giorni ho chiesto e ottenuto di incontrarmi anche con il presidente della Regione Luca Zaia».

Marton fa presente che il problema degli orari dei treni è iniziato molto prima dell’entrata in vigore dell’orario cadenzato del 15 settembre.

«La nostra richiesta di fondo -aggiunge Marton- era e resta quella che i treni che fermano a Mogliano facciano altrettanto alla stazione di Preganziol a beneficio dei nostri pendolari».

Un utente del servizio ferroviario è l’assessore alla cultura Roberto Zamberlan: «Senza ulteriori indecisioni e rinvii da parte di Trenitalia devono essere rivisti parecchi orari. Ricordo che solo i treni regionali fermano alla stazione di San Trovaso di Preganziol. Non è certo questo il servizio che l’utenza si aspettava dalla tanto decantata Metropolitana leggera di superficie (servizio che prevedeva un treno ogni quarto d’ora della tratta Treviso-Venezia, ndr). Da risolvere subito è anche il buco di alcuni orari. L’ultimo treno che parte da Venezia e ferma a Preganziol è alle 21.15. Questo mette in grave difficoltà i pendolari che lavorano negli alberghi e nei locali pubblici, oltre ai numerosi turisti che pernottano nelle strutture alberghiere di Preganziol».

Nello Duprè

 

PENDOLARI Aggiustamenti all’orario cadenzato. I sindaci: «Altri nodi da sciogliere»

QUARTO D’ALTINO – Compiuti dei passi avanti, ma sull’orario cadenzato ci sono ancora nodi da sciogliere.
Dopo l’incontro con l’assessore regionale Renato Chisso nella sede di Veneto Strade, i sindaci dei Comuni lungo la tratta ferroviaria Venezia-Portogruaro promettono di mantenere alta l’attenzione sulle situazioni non ancora risolte.

«Abbiamo chiesto di riflettere su alcuni temi, in particolare manderemo una nota sul problema della cancellazione di alcune corse prevista al termine del periodo scolastico perché non si tratta di corse utilizzate principalmente da studenti».

All’incontro erano presenti i primi cittadini di Quarto d’Altino Silvia Conte, con l’assessore Radames Favaro, di Marcon Andrea Follini e di Meolo Michele Basso, oltre al vicesindaco di San Stino Mauro Marchiori e quello di Portogruaro Luigi Villotta, e gli assessori Francesca Zottis, di San Donà, e Alferio Persico di Musile.

«Abbiamo avuto buone notizie, come il ripristino del treno di mezzogiorno e il raddoppio dell’autobus nella notte tra sabato e domenica, e ci ritroveremo ancora a maggio per continuare a discuterne – continuano i sindaci -. Però si tratta di un tamponamento di una situazione di emergenza: non sono stati stanziati dei soldi e non c’è chiarezza sulle risorse anche per il problema dei sottopassi e delle pensiline. E poi resta aperto il problema del fine settimana».

All’incontro è stato ammesso anche un rappresentante del comitato dei pendolari di Quarto d’Altino e del Veneto Orientale, Nicola Nucera, che ha presentato una proposta di modifica di una corsa serale.

«Il treno delle 22.41 non va bene né per chi lavora, nè per chi è a Venezia o Mestre per svago – affermano i pendolari -. Proponiamo quindi di sopprimere la corsa del bus in partenza da Venezia e di ritardare la partenza del Regionale Veloce dalle 22.41 alle 23.11, facendolo fermare in tutte le stazioni fino a Portogruaro per poi farlo proseguire per Trieste». Regione e Rfi hanno promesso di valutare la possibilità di attuare tale modifica.

«Restiamo però preoccupati per il fine settimana e la notte – concludono i pendolari -. La rilevazione della frequentazione delle corse dopo mezzanotte potrebbero non rappresentare la vera potenzialità del servizio. Da quando il treno è stato sostituito con un autobus che, per andare a Portogruaro, impiega più di due ore, tante persone hanno smesso di prenderlo».

Melody Fusaro

 

NUOVA VENEZIA – Aprirà IL 7 aprile davanti alla stazione: è il più grande d’italia

Nuovo park alla Stazione, oltre 800 posti per le bici

Aprirà il 7 aprile in coincidenza con la chiusura del parcheggio di piazzale Favretti

Collegamento per le due ruote con l’Università Ca’ Foscari di via Torino

MESTRE. Un telaio in acciaio zincato, una rampa con gimkana da percorrere con il mezzo a mano per raggiungere, a cinque metri d’altezza, il parcheggio con 807 posti per le biciclette, 200 in più rispetto al deposito di piazzale Favretti che verrà chiuso il 12 aprile, per poi essere demolito. È stato inaugurato ieri in via Trento, il nuovo bicipark della stazione ferroviaria, il più grande in Italia, assicura il comune.

Un intervento reso possibile grazie all’accordo Rfi (Rete ferroviaria italiana) che a concesso l’area in uso gratuito. La struttura, costata 564 mila euro, e alla quale potranno accedere solo le biciclette – esclusi anche i tandem – sarà aperta al pubblico dal 7 aprile, con l’orario di sempre: dalle 6 alle 23, chiusa la domenica. Dal 7 al 12 aprile le biciclette non saranno più accettate nel deposito di piazzale Favretti, ma ci si potrà accedere solo per recuperare la bici e trasferirla dall’altra parte. Il tagliando (50 centesimi al giorno, 10 euro al mese, e 9 per i ridotti) si potrà pagare allo sportello, che si trova al termine della rampa d’accesso. Mezza giunta ha partecipato all’inaugurazione di ieri: c’erano il sindaco Giorgio Orsoni, gli assessori Bergamo, Simionato e Maggioni, il presidente di Avm, Seno, e anche il questore, Roca, che ha voluto essere presente per un intervento di riqualificazione di un’area delicata anche dal punto di vista dell’ordine pubblico quale è l’area della stazione ferroviaria. Un’area al centro di un piano di riqualificazione complessivo – basti pensare al maquillage della stazione vera e propria – che vedrà tra le altre cose, a fianco del nuovo biciparck, la costruzione di un parcheggio di sei piani per 297 veicoli.

Al posto dell’ex deposito delle biciclette di piazzale Favretti sarà invece realizzato un albergo con doppio accesso, uno da viale Stazione, e l’altro direttamente dal primo binario della ferrovia, come avviene già oggi in tante grandi città europee. Il nuovo bicipark rappresenta quindi un primo tassello di queste riqualificazione, di cui finalmente si cominciano a vedere i risultati. Con l’apertura del bicipark partono anche altri progetti che riguardano le ciclabili.

A partire dal tratto compreso tra il nuovo impianto e il sottopassaggio per via Giustizia – fu realizzato da Rfi, spendendo quasi 2 milioni di euro – che permetterà un collegamento con via Miranese. È poi allo studio un collegamento con il polo di via Torino, dove a settembre è stimato l’arrivo di almeno duemila studenti per l’apertura della sede di terraferma di Ca’ Foscari. «Sarà un collegamento fondamentale» dice l’assessore alla Mobilità, Bergamo, «che abbiamo pensato con Ca’ Foscari in uno degli incontri che abbiamo avuto per organizzare i trasporti pubblici in funzione dell’apertura della sede. Dobbiamo concludere alcuni tratti, e rafforzare la segnaletica, ma il percorso prevederà il passaggio per via Monte San Michele e via Bembo, fino a via Torino». «La città ha 120 chilometri di piste ciclabili», aggiunge, «contiamo di arrivare a 140 entro la fine del mandato». Per Seno, di Amv, l’obiettivo è che «il bicipark sia il primo passo per pensare un biglietto unico integrato, una tessera con la quale di possa lasciare la bici, poi salire sul bus e sul treno e raggiungere Venezia».

Francesco Furlan

 

NUOVA VENEZIA – «Ciclabile sul ponte della Libertà, il coronamento di un sogno»

LA PROSSIMA TAPPA: pubblicato bando di gara

«L’inaugurazione del bicipark è un segnale importante per la città, nell’ottica di una mobilità sostenibile e moderna. Ma non ci fermeremo qui», dice il sindaco Giorgio Orsoni prima di tagliare il nastro tricolore, «sta infatti andando avanti anche il progetto per la realizzazione della pista ciclabile sul ponte lagunare, che rappresenta per me il coronamento di un sogno, ovvero quello di vedere unite, anche grazie ai percorsi dedicati alle biciclette, le due realtà, d’acqua e di terra, in un’unica città, che si appresta a diventare città metropolitana». Quando sarà possibile raggiungere piazzale Roma in bicicletta sulla passerella a sbalzo? L’obiettivo, aggiunge l’assessore Bergamo, è di concluderla per settembre-ottobre, al più tardi lo faremo entro la fine dell’anno. La gara è già stata pubblicata, e le domande per poter partecipare dovranno essere presentate entro il 5 maggio. Il valore del bando è di un milione e mezzo di euro. La durata massima dell’appalto sarà di 165 giorni dalla data di consegna. Entro la fine dell’anno quindi – se non vi saranno ricorsi – dovrebbe essere possibile percorre la ciclabile. Ma a quel punto il problema sarà capire dove poter lasciare la bici una volta raggiunta piazzale Roma, anche se prima di prendere una decisione giunta e avm vogliono capire quante saranno le persone a farne un uso quotidiano.

(f.fur.)

 

INAUGURATO ALLA STAZIONE

Con l’inaugurazione del nuovo Bicipark alla stazione, da ieri Mestre ha il posteggio per bici, coperto e custodito, più grande d’Italia: 807 posti, 200 in più della vecchia sede alle ex Poste, con la possibilità di un ulteriore ampliamento a mille. A tagliare il nastro è stato il sindaco Giorgio Orsoni che ha detto «è un segnale importante per la città, nell’ottica di una mobilità moderna e sostenibile, ma non finisce qui: va avanti il progetto per la pista sul ponte della Libertà che aiuterà le due realtà cittadine, di acqua e di terra, a sentirsi ancora più unite nella prossima città metropolitana». Con l’assessore alla Mobilità Ugo Bergamo ha annunciato che il collegamento translagunare per le due ruote «sarà pronto per fine anno», mentre «entro la scadenza del mandato la rete di piste ciclabili salirà da 120 a 140 chilometri».

Il nuovo posteggio è una struttura sopraelevata a 5 metri di 1056 metri quadrati, tutta in acciaio, realizzata da Avm con un investimento di oltre 560 mila euro, grazie a un accordo tra il Comune e Rfi. Sarà aperta a partire da lunedì con il solito orario – tutti i giorni dalle 6 alle 23, eccetto la domenica – e con le stesse tariffe – sosta giornaliera a 50 centesimi, abbonamento mensile a 10 euro, ridotto a 9 per i possessori di un abbonamento di trasporto pubblico valido.

Il vecchio impianto in piazzale Favretti sarà usufruibile fino al 12 aprile per agevolare le operazioni di trasferimento delle bici da parte degli utenti. Grande folla alla cerimonia, a cui sono intervenuti anche il vicesindaco Sandro Simionato, l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Maggioni, il questore Vincenzo Roca, il comandante dei Vigili urbani Luciano Marini, i presidenti delle Municipalità di Mestre Massimo Venturini e di Favaro Ezio Ordigoni, il parroco di Santa Barbara don Guido Scattolin che ha dato la benedizione. Unico neo, non indifferente: per andare al Bicipark manca un collegamento in sicurezza per le due ruote da via Dante e dal piazzale della stazione.

A.Spe.

 

All’incontro con i sindaci, Chisso promette due bus da Venezia a Portogruaro alle 0,20. Treno da Salzano a Spinea alle 7

MESTRE – Saranno introdotti entro metà maggio i primi aggiustamenti all’orario cadenzato sulla tratta Venezia-Portogruaro, con una nuova coppia di treni e l’auspicato anticipo alle 4,13 del primo treno in partenza verso il capoluogo.

Ma una novità importante è in arrivo anche sulla Castelfranco- Venezia, dove i due pullman introdotti nelle settimane scorse saranno sostituiti con un nuovo treno navetta Noale-Mestre.

È quanto emerso dal vertice che l’assessore Chisso ha avuto ieri pomeriggio con i sindaci. Linea Portogruaro-Venezia.

É ormai ufficiale l’introduzione del nuovo treno, da lunedì a venerdì, che partirà da Portogruaro alle 12.06 per arrivare a Mestre alle 13.04, convoglio richiesto dagli studenti ma utile pure per i turnisti.

In direzione opposta, il nuovo treno partirà da Mestre alle 13.57 per giungere a Portogruaro alle 14.55.

È ufficiale anche l’anticipo alle 4.13 della partenza del primo Regionale Portogruaro- Venezia, per chi deve essere entro le 6 sul posto di lavoro.

«Queste novità saranno sicuramente in vigore dal 18 maggio, ma speriamo anche prima, già dal 13 aprile», ha detto Chisso.

Per l’autobus sostitutivo che parte da Venezia alle 0.20, si è deciso da aprile di prevedere nei fine settimana l’impiego di due pullman (con particolare attenzione al periodo pasquale e delle varie festività). Chisso ha chiesto, attraverso i Comuni, la possibilità di attivare una collaborazione con gli alberghi, che potrebbero comunicare prima il numero dei turisti che alloggiano da loro e che sono intenzionati a rientrare da Venezia a mezzanotte così da pianificare meglio il servizio.

«Avevamo chiesto di conoscere i dati sulla frequentazione prima dell’orario cadenzato, ma Trenitalia non li ha. Ma allora come hanno fatto a stabilirne la soppressione?», domanda Silvia Conte, sindaco di Quarto.

Linea Castelfranco-Venezia. Dopo le proteste dei pendolari di Salzano e Spinea per il «buco» tra le 7 e le 8 del mattino, la Regione aveva introdotto nelle scorse settimane due pullman per tamponare il problema. La buona notizia è che da aprile gli autobus diventeranno un treno navetta, in partenza da Noale alle 7.09.

Le reazioni dei sindaci. Michele Basso, sindaco di Meolo, evidenzia che il metodo del tavolo di lavoro sta portando dei frutti. «Il dato positivo è che abbiamo ottenuto un metodo più di condivisione, portato a casa nuovi treni e il rafforzamento del bus delle 0.20, ma rimangono aperte le partite del ripristino del treno, dei convogli festivi e degli orari estivi», aggiunge Conte. Per alcuni treni è prevista infatti la soppressione nel periodo delle vacanze scolastiche. «Ci rivedremo nelle prossime settimane per capire se sono possibili ulteriori miglioramenti e se riusciamo a evitare, per l’estate, la soppressione di treni, come quello delle 5.06, che servono anche ai pendolari », conclude l’assessore di San Donà,Francesca Zottis.

Giovanni Monforte

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NUOVA VENEZIA – come “utente esperto”

Rappresentante dei comitati per la prima volta al tavolo

MESTRE – Per la prima volta al tavolo tra sindaci e Regione ha potuto partecipare anche un rappresentante dei Comitati pendolari di Quarto d’Altino e del Veneto Orientale, Nicola Nucera, presente in qualità di “utente esperto” che supporta l’attività del Comune di Quarto. I pendolari hanno chiesto a Regione e Trenitalia di valutare uno spostamento d’orario del Regionale Veloce 2219, che attualmente è l’ultimo treno che parte da Venezia alle 22.41, appena 30 minuti dopo il Regionale lento 11157 delle 22.11. Poiché il treno delle 22.41 non è in orario congeniale né per i turnisti né per i turisti, i pendolari ne chiedono lo spostamento in partenza alle 23.11, facendolo fermare in tutte le stazioni fino a Portogruaro e poi proseguendo per Trieste.

«Il treno circola già in fascia notturna, quindi lo spostamento di 30 minuti è senza costi aggiuntivi», ha evidenziato Nucera, «mentre l’aumento di percorrenza di 17 minuti potrebbe essere compensato dal risparmio ottenuto dalla soppressione del bus VE801». Quest’ultimo è l’autobus sostitutivo che attualmente parte da piazzale Roma alle 23.15, introdotto dopo la manifestazione dei pendolari promossa lo scorso dicembre. Intanto sui disservizi registrati lungo la tratta Portogruaro- Venezia, il vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, Andrea Martella, ha presentato un’interrogazione al ministro dei trasporti, Maurizio Lupi. «Visto che, a distanza di oltre cento giorni dall’inizio del nuovo orario cadenzato, la Regione non riesce a risolvere il problema, credo sia doveroso un intervento più deciso ed efficace», ha detto Martella, «lasciare, e non è la prima volta che accade, gli utenti a piedi nel cuore della notte, è una vergogna che non ammette alibi».

(g.mon.)

 

Gazzettino – Treni, per Bassano e Portogruaro si cambia

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1

apr

2014

Aggiustamenti all’orario cadenzato, col raddoppio di un servizio bus notturno per venire incontro a pendolari e turisti.

Ancora aggiustamenti all’orario cadenzato sulle linee Venezia-Portogruaro e Venezia-Bassano. Nel doppio incontro di ieri pomeriggio nella sede di Veneto Strade sono proseguite le trattative tra Regione, Rfi e sindaci, in rappresentanza dei pendolari delle due linee. A partire dall’autobus notturno in partenza alle 0,20 da Venezia in direzione Portogruaro, oggetto delle contestazioni di pendolari e turisti che più volte sono rimasti a piedi in piazzale Roma. La Regione ha quindi deciso di raddoppiare, a partire dalla prossima settimana, il servizio della notte tra sabato e domenica facendo partire due autobus.

«I problemi si sono verificati in casi particolari, come San Valentino, l’8 marzo e domenica scorsa – spiega l’assessore regonale ai trasporti Renato Chisso – Per questo abbiamo deciso di lavorare su eventi eccezionali, sul periodo di Pasqua e sull’estate. Inoltre abbiamo chiesto agli albergatori di comunicarci con un giorno di anticipo la presenza di gruppi intenzionati a rientrare in orario notturno».

Sulla stessa linea, comunicata inoltre l’aggiunta, a partire dal 18 maggio, di una corsa in partenza da Portogruaro alle 12,06 che poi riparte da Venezia Mestre alle 13,57. Confermata infine la decisione di anticipare alle 4,13 il treno delle 4,30.

Risposte positive anche per la linea Venezia-Bassano. Tutti gli autobus tra le 6 e le 8 del mattino diventeranno treni e fermeranno quindi anche a Spinea e Salzano. È stata inoltre introdotta una corsa con tappa a Salzano alle 7,14 in direzione Venezia.

I sindaci della tratta per Portogruaro parlano di piccoli passi avanti e tengono alta la guardia sui disagi per i turnisti in difficoltà nel fine settimana: «Continua ad esserci un confronto ed è positivo – commentano – Però i dati sulla frequentazione sono poco chiari, soprattutto per quello delle 0,36 che l’anno scorso è stato soppresso 100 volte». Delusi invece i pendolari che speravano nel ripristino dei treni notturni.

E sul tema interviene anche il vice presidente del gruppo Pd alla Camera, Andrea Martella, che proprio ieri ha annunciato di aver presentato al ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi un’interrogazione sui disagi che si sono registrati nella notte tra sabato e domenica scorse a bordo del bus sostitutivo che collega Venezia a Portogruaro chiedendogli di promuovere un tavolo di confronto tra Trenitalia e Regione con comitati dei viaggiatori e organizzazioni di categoria. «Non passa giorno senza che l’assessore regionale ai trasporti minimizzi la portata dei disagi o che, alla mal parata, scarichi le colpe altrove». scrive Martella. «Sono solo parole – replica Chisso – Ho già risposto con i fatti raddoppiando il servizio nella notte critica».

 

GAZZETTINO – VENEZIA-PORTOGRUARO

Pendolari preoccupati nonostante la modifica per la corsa notturna. Ore 0.20, raddoppiano i bus sostitutivi.

Raddoppia il servizio di autobus sostitutivi nella notte tra sabato e domenica. Lo ha annunciato ieri l’assessore regionale Renato Chisso durante l’incontro con i sindaci e gli amministratori della linea dei Comuni sulla linea Venezia Portogruaro. Dopo i disagi registrati in diverse occasioni con l’autobus sostitutivo, la Regione ha deciso di aggiungere un altro pullman, sempre in partenza alle 00,20, nella notte tra sabato e domenica nel periodo di Pasqua e per tutta l’estate. Sul tema ieri è intervenuto anche il vicepresidente del Pd alla Camera, Andrea Martella, che con un’interrogazione al ministro Lupi ha criticato l’operato della Regione chiedendo l’intervento del ministero per evitare disservizi e disagi per i pendolari. Tra le modifiche all’orario cadenzato, Chisso ha comunicato anche l’intenzione di aggiungere dal lunedì al venerdì una corsa in partenza da Portogruaro alle 12,06 che poi riparte dalla stazione di Mestre alle 13,57. Confermata infine la decisione di anticipare alle 4,13 il treno delle 4,30 per Venezia.

All’incontro erano presenti sindaco e assessore di Quarto d’Altino, i sindaci di Marcon e Meolo, il vicesindaco di San Stino e gli assessori alla mobilità dei comuni di San Donà, Musile e Portogruaro. «Sono stati fatti dei piccoli passi avanti e il confronto resta aperto – commentano – ma rimangono i problemi dei fine settimana e della cancellazione di alcuni treni al termine del periodo scolastico, corse utilizzate in realtà anche dai lavoratori».

All’incontro era presente anche Nicola Nucera, in rappresentanza dei Comitati dei pendolari del Veneto Orientale e di Quarto d’Altino che ha presentato una proposta di modifica dell’orario per il treno delle 22.41 da Venezia. I più delusi sono i comitati: «Siamo preoccupati per il mancato ripristino dei treni notturni e per l’assenza di risposte sulle corse nei giorni festivi».

Risposte positive alle richieste per la Venezia-Bassano. Tutti gli autobus tra le 6 e le 8 del mattino diventeranno treni e fermeranno anche a Spinea e Salzano. È stata inoltre introdotta una corsa con tappa a Salzano alle 7,14 in direzione Venezia.

(M.Fus.)

 

CHIOGGIA – Il comitato che raccoglie firme per la realizzazione della ferrovia Chioggia-Padova e Venezia chiede alla Regione di pubblicare lo studio di fattibilità.

«Chisso – afferma l’avvocato Giuseppe Boscolo – ha detto che costa un miliardo e che dai biglietti si recupera solo il 10%. I dati dello studio dimostrano che costerebbe la metà e si potrebbe recuperare il 50% e non il 10. Le cifre vengono gonfiate perché non si vuole fare quest’opera. Chiediamo degli incontri informativi che, finora, ci sono sempre stati negati».

Dubbi anche sulla nuova Romea commerciale: «Si ritiene – continua il portavoce del comitato che ha già raccolto oltre 500 firme – che questa libererà Chioggia dall’isolamento. Ma le strade di collegamento alla nuova autostrada, le cosiddette opere complementari, sono in forte dubbio. Anche la nostra amministrazione e il Consiglio comunale in particolare, dovrebbero muoversi per sostenerci e cercare di portare a casa un’opera che a Chioggia serve da diversi decenni e che è sempre stata negata».

(m.bio.)

 

Gazzettino – Venezia. Il caos del treno che non c’e’

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31

mar

2014

Ancora problemi sulla Venezia-Portogruaro: bus strapieno, pendolari a terra di notte

PROTESTE – Furiosi i comitati: «La situazione è vergognosa Regione assente»

SAN DONA’ – Ancora un disservizio con le corse sostitutive del treno delle 0.20 da Venezia

I bus non bastano: pendolari a piedi

Autobus insufficienti e venti pendolari a piedi anche sabato notte. Tornano a protestare i Comitati dei Pendolari del Veneto Orientale e di Quarto d’Altino per un nuovo disservizio di Trenitalia. Entrambi i Comitati chiedono a gran voce il ripristino del treno delle 00.20, poiché gli autobus sostitutivi non riescono a contenere tutti i pendolari e criticano l’indifferenza con cui la Regione Veneto ha accolto queste richieste.

L’ennesima difficoltà per l’utenza si è verificata sabato notte. Tutti occupati i 50 posti del bus in partenza da piazzale Roma alle 00.20 per Portogruaro. «Il bus parte con alcuni utenti in corridoio – riferiscono i pendolari- lascia a terra una ventina di persone. A Mestre alle 00.35 c’è diversa gente che aspetta di salire e l’autista richiede un rinforzo. All’1.30 arriva un pulmino da 20 posti, diverse persone viaggiano in piedi. I due automezzi partono un’ora dopo l’orario previsto ma nessuno pensa alla ventina di persone rimaste a terra a Venezia».

Per i Comitati dei Pendolari si tratta di una situazione «vergognosa, ormai è ripetitivo ricordare che gli unici responsabili sono il Presidente della regione Luca Zaia e l’assessore alla Mobilità Renato Chisso, muto, cieco e assente. Prima dell’entrata in vigore dell’orario cadenzato, amministratori locali e Comitati avevano fatto presente il necessario ripristino del treno. Siamo stati presi per venditori di fumo, mentre i fatti confermano che non parlavamo di aria fritta. Nonostante dica di rappresentare il popolo veneto Zaia si è dimostrato disinteressato e non curante dei problemi, lasciando tutto in mano a Chisso che non sa far fronte alla situazione e non ci riceve, precludendo un confronto costruttivo».

Secondo i pendolari nel corso della bella stagione questi disagi si ripeteranno. «È il fallimento. Chisso e Zaia prendetevi le responsabilità di quanto accade, siete pagati con i soldi nostri. E risparmiate il fiato per dire che «state lavorando». Bastava lasciare il treno che ingiustamente avete tolto. Abbiamo ampiamente dimostrato che il suo ripristino è improrogabile».

Davide De Bortoli

 

Nuova Venezia – San Dona’. Tav, Legambiente attacca Chisso.

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30

mar

2014

Lazzaro: «Bocciatura tracciato litoraneo sconfitta per l’assessore»

La bocciatura del tracciato litoraneo della Tav? «Una giusta e pesante sconfitta per la giunta regionale veneta e l’assessore Chisso».

Parole di Legambiente che, commentando la decisione del ministro Lupi di accantonare definitivamente il percorso basso, parla di un’importante vittoria contro il rischio di devastazione del territorio.

«Oggi, dopo una lunga battaglia, possiamo finalmente mettere una pietra sopra lo scellerato progetto disegnato da Regione e Rete Ferroviaria Italiana che, è bene ricordarlo, fino a pochi giorni fa era sostenuto con particolare veemenza dall’assessore Chisso come dal presidente Zaia», commenta Gigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, «siamo sempre più preoccupati da questa dicotomica giunta regionale, che dice il contrario di quello che fa fino a quando non viene sbugiardata. Ma in ogni caso siamo ben felici che si siano finalmente resi conto che quel progetto avrebbe portato la devastazione di uno dei pochi tratti di territorio veneto ancora non coperti da infrastrutture pesanti».

Per Legambiente resta fondamentale il tema del consenso e del confronto, mancato totalmente nella vicenda del tracciato basso.

«Se dopo questa pesante sconfitta», conclude Lazzaro, «la Regione non avesse ancora capito che l’avvio di un percorso di progettazione di un nuovo tracciato deve vedere coinvolta la società civile, cogliamo l’occasione per ricordare che, al contrario di quanto è stato dichiarato dal ministro Lupi, non esiste alcun consenso del territorio su di un nuovo progetto, peraltro ancora inesistente».

(g.mon.)

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