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SALZANO – Novità in arrivo per chi prende il treno alla stazione di Salzano, lungo la linea Venezia-Castelfranco- Bassano per recarsi al lavoro, ma anche per motivi di studio o semplicemente di svago. Da domenica prossima, infatti, entreranno in vigore delle modifiche all’orario della navetta Noale-Mestre, dopo l’incontro chesi è tenuto nei giorni scorsi nella sede di Veneto Strade al quale hanno partecipato anche una rappresentanza dei pendolari e i sindaci di Salzano (Alessandro Quaresimin) e Spinea (Silvano Checchin). Un incontro atteso da tempo e richiesto proprio dai primi cittadini per cercare di andare incontro ai loro abitanti. Le proposte erano già state avanzate negli incontri di fine anno in municipio con i tecnici di Trenitalia. Il comune di Salzano aveva inviato una successiva lettera alla Regione, con le sue richieste. L’autobus non partirà più al minuto 48 ma al 14, mentre, viceversa, non sarà più al minuto 54 bensì al 22. Questo servizio è diretto e non ferma né a Salzano né a Spinea. In questo modo le modifiche permetteranno ai pendolari di avere a disposizione due convogli all’ora, anche se dovranno scendere e poi cambiare o a Noale o a Mestre. Un’altra questione sul tavolo e che è stata posta, era la richiesta degli utenti di non sospendere la navetta durante la chiusura estiva delle scuole. In questo periodo, infatti, funzionerà  dalle 6 alle 9 e dalle 14-21, festivi compresi.

(a.rag.)

 

Gazzettino – Treni. Ecco il “decalogo” dei pendolari

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8

apr

2014

TRENI – Inviate alla Regione le richieste di modifica dell’orario dai comitati del Veneto orientale

Il decalogo con le richieste dei Pendolari è stato inviato ieri alla Regione Veneto. Il documento contiene molti accorgimenti e osservazioni per rimediare all’orario cadenzato, come previsto dai Comitati dei Pendolari del Veneto Orientale e di Quarto d’Altino. Nella tratta Portogruaro-Venezia è importante la predisposizione di treni nel periodo estivo: “Un Regionale 11102 delle 5.06 con arrivo a Mestre alle 6.04. Visto l’anticipo del Regionale delle 4.13 si crea una voragine con il treno delle 5.38. Il Regionale è utilizzato da turnisti che iniziano alle 7 a Venezia, per questo chiediamo anche il suo prolungamento fino alla stazione di Santa Lucia. Un altro Regionale alle 7.06 permetterebbe a tutti i viaggiatori delle stazioni in cui i Regionali Veloci non fermano di giungere a Mestre entro le 8.30″, in orario d’ufficio. Previsto anche l’inserimento di tre Regionali nei giorni festivi, tutti con partenza da Portogruaro, “alle 4.13 con arrivo a Venezia alle 5.25, alle 5.06 con arrivo a Mestre alle 6.04, alle 5.38 con arrivo a Venezia alle 6.50. L’inserimento sarebbe una risposta positiva per i lavoratori e darebbe la possibilità agli utenti di servirsi di coincidenze con le prime Frecce del mattino per Roma, Milano e Torino”. Altri ancora i treni richiesto per il sabato: “Regionale 11100 delle 4.13 con arrivo a Venezia alle 5.25 e Regionale 11102 delle 5.06 con arrivo a Mestre alle 6.04″. Due i treni lenti serali suggeriti, in servizio tutti i giorni compresi i festivi e con fermate in tutte le stazioni. Il primo da Venezia alle 00.21 per Portogruaro, il secondo da Portogruaro alle 22.38 per Venezia. Al servizio di turisti, lavoratori dello spettacolo e del turismo, residenti e viaggiatori. «Da giugno sembra che Trenitalia sopprimerà tutti gli Interciy – precisano nel documento i Pendolari- Chiediamo quindi che sia istituito un collegamento che permetta il rientro a Mestre e Venezia dal Veneto Orientale e dal Friuli, visto che l’Intercity 734 in partenza da Portogruaro alle 23.15 verrà soppresso. Chiediamo il ripristino di un treno alle 21.26 (ex 5817) da Venezia per Portogruaro tutti i giorni. Era uno dei più utilizzati da pendolari e turnisti».

 

SALZANO – Orari modificati. I pendolari sono soddisfatti

SALZANO – «Le proteste e le proposte sono servite. Abbiamo ottenuto le modifiche che chiedevamo da mesi, ora attendiamo altre novità per il mese di giugno». C’è soddisfazione a Salzano e Spinea per le modifiche all’orario ferroviario che entreranno in vigore il 13 aprile, ma i pendolari non si accontentano e chiedono ulteriori miglioramenti al servizio. Lunedì scorso al termine di una riunione nella sede di Veneto Strade sono arrivate importanti conferme sulle variazioni previste per la linea Bassano-Venezia. All’incontro hanno preso parte l’assessore regionale Renato Chisso, i tecnici di Rfi, i sindaci di Salzano e Spinea e una delegazione del comitato pendolari Salzano-Robegano. Ma vediamo nel dettaglio le modifiche: la navetta Noale-Mestre (corsa diretta che non ferma a Salzano e Spinea) partirà al minuto 14 anziché al minuto 48, mentre la navetta Mestre-Noale partirà al minuto 22 anziché al minuto 54. «Questo cambiamento è importante perché garantirà due treni all’ora, seppure con un cambio a Noale o Mestre» spiegano al comitato. L’altro aspetto riguarda il potenziamento dell’orario nel periodo delle vacanze scolastiche: la navetta sarà infatti garantita anche durante l’estate e nelle festività nelle fasce orarie 6-9 e 14-21.

(g.pip.)

 

PORTOGRUARO – Treni, la Regione boccia le richieste delle scuole sulla linea per Treviso

PORTOGRUARO – Non solo i problemi dell’orario cadenzato dei treni sulla Venezia-Portogruaro. Al tavolo tecnico con l’assessore regionale Renato Chisso, il vicesindaco Luigi Villotta ha portato la Portogruaro-Treviso. «Sulla Venezia-Portogruaro – spiega Villotta – è stato fatto un passo avanti con ulteriori treni ed autobus sostitutivi messi a disposizione da Trenitalia. Per quanto riguarda la Portogruaro-Treviso, che per le Ferrovie rimane una linea a vocazione merci, ho rimesso sul tavolo le richieste avanzate dai dirigenti scolastici di Portogruaro, evidenziando che si rendono necessari diversi aggiustamenti per consentire agli studenti dell’Opitergino Mottense e dell’Annonese di arrivare e tornare da scuola in tempi ragionevoli. Nessuna delle richieste presentate è stata accolta, ma la Regione, verso la metà di giugno, convocherà tutte le amministrazioni comunali da Treviso a Portogruaro».

(M.Mar)

 

Petizione dei pendolari: accesso più sicuro, rampe anti-scivolo e più copertura

Avm annuncia l’installazione di telecamere per la sorveglianza dell’ingresso

Nuovo parcheggio per le biciclette alla stazione ferroviaria, primo giorno di apertura tra opinioni differenti – c’è chi lo promuove e chi lo boccia – e slalom: quelli che bisogna fare tra gli archetti-stradali con la bicicletta portata a mano per raggiungere, a cinque metri e mezzo d’altezza, il piano dove lasciare la due-ruote. Ieri, oltre ai pendolari, anche i vertici di Avm hanno fatto un sopralluogo per verificare come è andato l’esordio. E se c’è una cosa che già si può dire con certezza è che Avm ha già deciso di predisporre un sistema di video-sorveglianza, con un paio di telecamere che verranno installate sulla rampa d’accesso al parcheggio. Perché il custode – la sorveglianza è garantita dalla cooperativa “il Cerchio” – non è che possa associare con certezza i volti di 800 persone ad altrettante biciclette, e perché anche se di notte l’ingresso è chiuso con un cancello, non è che risulti così difficile scavalcare e salire. Nella giornata di ieri sono state circa cento le persone che hanno trasferito la bicicletta dal vecchio al nuovo bicipark. Per farlo c’è tempo per tutta la settimana: poi da lunedì il bicipark di piazzale Favretti, che sarà abbattuto per realizzare un hotel, sarà definitivamente chiuso. I pendolari che ogni giorno si spostano in bicicletta da e per la stazione di Mestre – sono circa 400 quelli in abbonamento – e che hanno spesso i secondi contati, hanno aguzzato la vista e annotato quello che non va nella struttura. E hanno deciso di promuovere una petizione che ieri ha raccolto le prime sottoscrizioni. «Vogliamo far sentire la nostra voce», spiega Lucia Panareo, del comitato dei pendolari «per far apportare i miglioramenti necessari per una fruizione in sicurezza e tranquillità ».

Sono sette le richieste dei pendolari: pista ciclabile per arrivare al bicipark, apertura di un accesso diretto alla stazione ferroviaria, miglioramento dell’accesso lato strada, per evitare una pericolosa immissione diretta nel traffico di Via Trento, rimozione dei cartelli segnaletici sulla rampa che costringono allo slalom, copertura della rampa di accesso con materiale antiscivolo; installazione di telecamere per la sorveglianza notturna, e infine l’allargamento del marciapiede. Nonèunpunto della petizione, ma c’è anche chi sottolinea come parte delle rastrelliere, quelle più verso la stazione, siano esposte alle intemperie. Da sottolineare anche anche che nonostante l’apertura del nuovo e più capiente bicipark (il costo è di 50 cent al giorno, 10 euro al mese) continua l’abitudine di parcheggiare le bici a casaccio davanti al piazzale della stazione. E ieri ce n’erano più del solito: appoggiate ai cartelli stradali, nel piccolo spazio verde della stazione del bike sharing. Tra i pendolari c’è chi sostiene che sia anche dovuto al fatto che, rispetto all’ingresso della stazione, il nuovo bicipark sia troppo lontano, quanto meno più lontano di quello di piazzale Favretti. E considerando che la mattina sono tutti di fretta, a molti risulta più semplice lasciare la bici nel primo buco libero.

Francesco Furlan

 

Al Palaplip la prima riunione a livello regionale convocata da Legambiente

«Bisogna essere uniti, presto faremo un manifesto con tutte le richieste»

Prima uscita ieri mattina per il super Comitato dei pendolari veneti, i quali hanno deciso di parlare a una sola voce per diventare una controparte forte davanti a Trenitalia e soprattutto alla Regione. In modo tale da non sentirsi più dire che parteggiano ciascuno per il proprio campanile senza pensare all’intero mosaico, complesso, che non riescono a vedere. Niente affatto. Al Palaplip di Mestre, seduti attorno a lunghi tavoli, c’erano i portavoce dei pendolari dell’area del Bellunese, di Vittorio Veneto, della zona di Calalzo e Conegliano, un rappresentante del comune di Oderzo, e ancora Mogliano, per arrivare a Quarto d’Altino e al Veneto Orientale. Insomma tutte le linee interessate dall’orario cadenzato. Presenti Gianpietro Antonini dell’Usb, in veste di pendolare, Ivano Mometti di Federconsumatori, studenti e universitari e soprattutto i giovani di Trenitardo. Al tavolo anche l’ingegnere e consulente della Regione Domenico Menna, che da dal 2011 lavora alla rivoluzione delle corse. A guidare l’incontro Legambiente, con Maurizio Billotto.

Proprio Davide, di Trenitardo, ha portato con sé il questionario che gli studenti della Banca del Tempo Perduto hanno messo a punto in collaborazione con Sistemi Territoriali per monitorare il servizio ferroviario regionale del Veneto.

Ampia la discussione, i rappresentanti dei comitati hanno portato ciascuno le proprie richieste e i temi sui quali hanno la necessità di lavorare per migliorare la situazione.

«È necessaria una vera integrazione dei servizi», ha spiegato Angela Stortini (Veneto Orientale), «bisogna analizzare i problemi nel dettaglio. Oggi la linea che interessa Venezia non va assolutamente bene. Ci sono troppe limitazioni per raggiungere una simile meta turistica».

Limitazioni che sono state evidenziate in questi mesi dai vari comuni e che riguardano, nello specifico i treni del, mattino, della sera, ma specialmente i convogli dei giorni festivi.

Precisa Billotto: «La cosa fondamentale è che iniziamo a metterci assieme. Ci siamo dati appuntamento per il prossimo3 maggio».

In questi giorni, nel frattempo, all’ingegner Menna arriverà un pacchetto con tutte le richieste dei comitati e delle linee con i problemi di orari notturni saltati, di festivi, corse sovraffollate, ma anche rotture di carico che interessano le zone pedemontane e montane.

Presto verrà realizzata una piattaforma unica, anche sotto il profilo web, in modo che comitati, associazioni e rappresentanti pendolari siano visibili in un unico sito.

Verrà scelto, inoltre, un portavoce del Coordinamento. Sarà messo nero su bianco un manifesto con tutte le richieste. «Uno dei punti sui quali il super comitato non vuole soprassedere », è stato detto ieri, «è quello della necessità di mettere assieme ferro e gomma». “Intermodalità” e “tariffazione unica” sono due parole chiave per il coordinamento dei comitati.

«Tutte questioni», aggiunge Legambiente, «sulle quali la Regione è in ritardo». «Ci sono criticità da appianare », ha detto Menna, «ma la Regione non ha il bando della matassa di ogni cosa. La nostra amministrazione diretta è sulla ferrovia». In merito alle rotture di carico, specialmente a Conegliano, Menna ha fatto presente i forti vincoli imposti da Rfi, specialmete in ingresso e uscita dal nodo di Mestre.

Marta Artico

 

Gazzettino – Pendolari, libro bianco sui treni

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6

apr

2014

MESTRE – Gli “stati generali” mettono a fuoco i problemi del Veneto: «Vogliamo risposte dalla Regione»

Un documento, indagini sul campo e aggiornamenti in diretta sul web di guai e ritardi

I pendolari del Veneto scendono in campo uniti sui punti neri del trasporto ferroviario regionale. È quanto stabilito ieri dagli «Stati Generali dei Pendolari» che si sono incontrati al Palaplip di Mestre. Gli «Stati Generali dei Pendolari» fondati il 15 febbraio scorso, riuniscono attorno allo stesso tavolo le associazioni Legambiente, Federconsumatori, i comitati dei Pendolari del Veneto Orientale, di Quarto d’Altino e «Treno dei Desideri» della linea Conegliano-Vittorio Veneto- Ponte della Alpi, il comitato «Binari Quotidiani» della linea Feltre- Padova, il gruppo «Oderzo si muove», «Trenitardo» ed Asu, Associazione degli studenti medi e universitari di Padova. La situazione delle linee che da Padova vanno nel bellunese, per esempio, è sempre più pesante.

Primo punto: verrà presentato alla Regione Veneto di un documento unitario con tutte le proposte e le critiche, molte già raccolte dai vari Comitati, in modo che il fronte dei pendolari non si presenti frammentato. Da più parti si è sottolineato come dalla Regione Veneto i pendolari abbiano bisogno di risposte, non solo promesse. Altra previsione è la costruzione di una piattaforma di discussione in internet, promossa dal team «Trenitardo» sorto dalle associazioni studentesche Asu di Padova e Zoe lab di Venezia. Il sito raccoglie tutte le segnalazioni di ritardi, lamentele, soppressioni e malfunzionamenti di treni, contattatile all’indirizzo: pendolari-veneti@googlegroups.com.

Allo stesso gruppo l’azienda «Sistemi Territoriali» per conto della Regione ha commissionato un monitoraggio «sul campo». Il primo controllo partirà dalla stazione Santa Lucia a Venezia dal 14 al 18 aprile. «Abbiamo chiesto di presenziare alla comunicazione dei dati – conferma Davide Quagliotto di «Trenitardo» – per essere certi che vengano utilizzati nel modo opportuno».

Altro nodo cruciale toccato è il trasporto integrato tra ferro e gomma, sottolineato da Maurizio Billotto di Legambiente «L’obiettivo è una pianificazione e un’integrazione tra le due modalità. Il Veneto è in ritardo rispetto ad altre regioni come Lombardia, Emilia e Toscana che hanno spinto per l’accorpamento dei bacini».

All’incontro ha presenziato Domenico Menna, consulente del dipartimento delle Infrastrutture della Regione Veneto, che a fronte delle criticità ha indicato alcuni aumenti registrati a gennaio «Più 8 per cento nella linea Portogruaro – Venezia, più 7 per cento nella Castelfranco-Bassano, altri aumenti consistenti sulla linea Venezia- Verona. Stiamo portando avanti una serie di accorgimenti, tra cui un piano degli investimenti per il Bellunese. La Regione non ha il bandolo della matassa per tutto ma stiamo cercando di fare sintesi, senza tirarci indietro».

 

CENSIMENTO DELLA REGIONE

Pendolari pagati per segnalare i ritardi dei treni

Censimento della Regione contro i disservizi dei treni. Dal 1° aprile, 40 giovani sono pagati per segnalare tutto quello che non funziona. Intanto, nasce a Mestre un supercomitato tra associazioni, per dare più forza alle proteste.

IL TRASPORTO PUBBLICO» IN VENETO

La Regione paga i pendolari per misurare i ritardi dei treni

Dal primo aprile quaranta giovani utenti fanno il censimento dei disservizi

Un questionario per segnalare problemi di sicurezza e pulizia sui convogli

PADOVA – Diciottomila euro per garantire il controllo del servizio ferroviario regionale. Parte la collaborazione tra Trenitardo e Sistemi Territoriali spa, società partecipata della Regione Veneto. E così il comitato di pendolari, nato a novembre dello scorso anno, diventa l’occhio della Regione. Quasi quaranta ragazzi, dai 20 ai 30 anni, hanno il compito di individuare eventuali problemi e disservizi su tratte, treni e stazioni. L’obbiettivo è quello di scovare tutti i punti deboli. I controllori dei ritardi seguiranno dei turni in base alle diverse fasce orarie e saranno presenti di persona tra i binari. L’indagine sarà effettuata per quattro settimane totali nel corso di un anno. Il primo periodo è già iniziato: dal primo al 18 aprile gli studenti sono attivi nella stazione di Venezia Santa Lucia. In più sulla piattaforma web Trenitardo (www.trenitardo. org), nata dalla collaborazione tra il sindacato degli studenti, Asu e altri soggetti studenteschi (ZoeLab, NeoAteneo, Link e Rete della Conoscenza) c’è la possibilità di compilare il Questiobinario. Quattro domande che puntano a misurare il grado di soddisfazione del servizio ferroviario regionale veneto. Può essere compilato da chiunque e più di una volta. Il questionario rileva diverse problematiche sia per tratta e che per singola stazione come pulizia, sicurezza o disponibilità del personale. In più analizza la propensione dell’utenza per l’orario cadenzato. Infine l’ultimo quesito chiede agli utenti di mettersi nei panni dei gestori del sistema ferroviario. I risultati verranno elaborati periodicamente da Sistemi Territoriali spa e trasmessi alla Regione Veneto. Ad una settimana dalla pubblicazione sul sito sono già stati compilati più di cinquecento questionari.

«Non ce lo saremmo mai aspettato», commenta Davide Quagliotto, rappresentante di Trenitardo, «dimostra come la gente abbia bisogno di ascolto perché in cerca di risposte concrete. C’è molta rabbia in giro, noi vogliamo essere un intermediario”.

Il contributo di 18 mila euro al Comitato Trenitardo servirà a far fronte alle spese di monitoraggio per la parte tecnica. Quagliotto aggiunge: «Ci tengo a precisare che il nostro, più che un appalto, è una collaborazione. Noi non siamo in contatto direttamente con la Regione ma con Sistemi Territoriali spa. Il nostro ruolo non è politico ma tecnico, grazie a questo Trenitardo mantiene la sua totale autonomia. Garantiamo massima trasparenza, abbiamo chiesto di essere presenti durante l’elaborazione e la presentazione dei dati».

Elisa Fais

 

Vandali, danni per 15.000 €

VENEZIA – Nel corso dell’ ultima settimana, in Veneto, sono stati danneggiati cinque treni regionali. Questi i fatti e i costi: il 28 marzo rotti i finestrini di una vettura del regionale 11075 in sosta a Belluno, il 29 quelli di una carrozza del 20858 fra Venezia e Padova e di un’automotrice del 5943 fra Bassano e Padova, il 2 aprile rotti finestrini e vetri porte del 2729 fra Mestre e Venezia e finestrini di una vettura del 2205 fra Venezia e Trieste: più di 15mila euro di danni in soli tre giorni, ai quali si devono aggiungere i costi per le riparazioni e il fermo tecnico delle vetture in officina. «Non è purtroppo la prima volta», commenta l’assessore regionale Renato Chisso, «che vagoni e convogli ferroviari vengono pesantemente danneggiati. C’è troppa tolleranza su questi atti, per i quali mi auguro che le forze dell’ordine e la magistratura trovino presto i responsabili. In un clima di continua demonizzazione del servizio ferroviario», aggiunge l’assessore, «non so se questi ultimi eventi siano definibili come “semplici” vandalismi di gente senza coscienza civile o non siano la manifestazione di qualche protestatario ai limiti del terrorismo, che si “vendica” contro i disservizi procurandone di ulteriori».

 

Vandali scatenati. In un solo mese danni a 41 carrozze

Oggi al PalaPlip si riunisce il primo Tavolo dei pendolari

MESTRE – Rotti i vetri di finestrini e porte dei vagoni, imbrattate da graffiti le fiancate esterne delle carrozze: solo nell’ultima settimana sono stati cinque i treni regionali presi di mira dai vandali. Ma il bollettino dell’intero mese di marzo è da guerra: danneggiate 41 carrozze di 27 diversi treni regionali con danni calcolati per 23 mila euro. I dati sono stati diffusi da Trenitalia che per combattere il dilagare dei vandalismi ha annunciato l’aumento dei controlli da parte del personale della Protezione aziendale, la vigilanza privata a cui si affida l’azienda. Senza contare l’assidua sorveglianza già messa in atto dagli agenti della polizia ferroviaria (Polfer) e dai capitreno. Una vera e propria task force, chiamata a contrastare un fenomeno in preoccupante aumento.

Mercoledì scorso, 2 aprile, sono stati rotti finestrini e vetri delle porte del Regionale 2729 nel tratto tra Mestre e Venezia. Nello stesso giorno i vandali hanno preso di mira i finestrini di una carrozza del Regionale 2205 Venezia-Trieste. Sabato 29 marzo era toccato ai finestrini di un vagone del Regionale 20858 fra Venezia e Padova e di un’automotrice del Regionale 5943 Bassano-Padova. In appena tre giorni, calcola Trenitalia, danni per oltre 15 mila euro, a cui vanno aggiunti i costi che l’azienda sostiene per le riparazioni e il fermo tecnico delle carrozze in officina. Ma l’elenco è lungo. Venerdì 28, ad esempio, i vandali hanno preso di mira i finestrini di un vagone del Regionale 11075 in sosta nella stazione di Belluno. «Vetri rotti e attacchi di writers che hanno imbrattato migliaia di metri quadri di superfici interne ed esterne», denuncia Trenitalia. «A conti fatti, se da domani svanissero graffiti e atti vandalici ai danni dei treni del Veneto, si potrebbero “guadagnare” migliaia di ore di lavoro a favore del miglioramento della qualità e di interventi più capillari per un servizio migliore alla clientela».

Intanto disagi, ieri mattina, per gli utenti della tratta Milano- Venezia, a causa dell’investimento mortale di una persona nel Veronese, nella stazione di Castelnuovo del Garda. Per consentire i rilievi dell’autorità giudiziaria, è stato necessario sospendere la circolazione dei treni tra le stazioni di Peschiera e Sommacampagna. Lo stop, durato dalle 10.50 alle 12.30, ha coinvolto tre Frecciabianca, con ritardi tra mezz’ora e 80 minuti.

Intanto oggi alle 10, al PalaPlip di via San Donà, associazioni, comitati e Legambiente Veneto Orientale si ritrovano per dare avvio al Tavolo dei pendolari, con l’obiettivo di lavorare per costruire un’unica piattaforma di richieste, a iniziare dalla correzione dell’orario cadenzato, da strutturare sulla base delle esigenze di chi si sposta ogni giorno: sabato, festivi e periodo estivo compreso.

Denunciano Legambiente e i comitati di Quarto d’Altino e del Veneto Orientale: «Oltre alle sofferenze dovute a guasti su vecchie linee, i pendolari veneti si scontrano con l’assessore Chisso che passa il tempo a fare proclami e si dimentica di annunciare che cosa ha appena fatto con il bilancio regionale: zero risorse sulla Metropolitana Regionale (Sfmr) e nessuna risorsa aggiuntiva per colmare i buchi d’orario nei periodi festivied estivi».

Giovanni Monforte

 

Troppi disagi da Trenitalia. Mom ferma la convenzione

«Così non va, l’accordo è nullo». E da settembre stop al biglietto unico

Troppi disservizi di Trenitalia sulla linea Treviso-Portogruaro, a partire dall’introduzione dell’orario cadenzato ed il crescente ricorso dei clienti ferroviari ai servizi sostitutivi della società Mom (Mobilità di Marca, di Treviso). Per questo la società di autotrasporto ha deciso di rescindere l’accordo di integrazione con Trenitalia, attivo dal 2007. Da settembre, quindi, saranno necessari due biglietti e due abbonamenti per chi viaggia sulla linea Treviso- Portogruaro utilizzando i due mezzi di trasporto, diversamente da quanto avveniva finora. A comunicarlo è il presidente di Mom, Giulio Sartor, precisando che la scelta è stata assunta dopo una serie di diffide inviate a Trenitalia, ma rimaste inascoltate.

«A causa della soppressione di numerosi treni», spiega, «l’utenza si è riversata sul trasporto su gomma, sfruttando l’assenza di costi aggiuntivi prevista dall’intesa. Ma la compensazione economica pattuita ora è totalmente inadeguata dal momento che l’utenza, in alcune fasce orarie, si è completamente riversata sul servizio autobus».

Mom, in sostanza, per far fronte alla richiesta, è stata costretta ad aumentare il numero delle corriere, utilizzando spesso i bus doppi. Tutto questo senza riuscire ad avviare un confronto per la revisione delle condizioni economiche con regione e Trenitalia. Dalla società sono partite almeno quattro richieste, ma tutte sono state ignorate. Nel frattempo l’azienda ha continuato a garantire il servizio, che oggi conta un’ottantina di corse per collegare Oderzo e Treviso. Ovviamente ciò ha comportato maggiori spese. Ed è su questo che si basa la lettera di rescissione unilaterale del contratto. Mom contesta la violazione dell’articolo 2 in tema di programma di esercizio, secondo il quale Trenitalia era vincolata a comunicare e programmare ogni variazione del servizio sulla linea.

«Siamo consapevoli», conclude Sartor, «che si tratta di un atto forte, ma inevitabile, dato che non possiamo sostenere noi i disservizi creati da Trenitalia».

Mom si è trovata all’improvviso con le fermate delle corriere piene di pendolari, rimasti appiedati dopo la cancellazione dei treni. Un disservizio che gradualmente Mom è riuscita a far rientrare, a proprie spese e senza alcun aiuto da parte di Trenitalia. A settembre a rischio saranno quindi tutti i pendolari di Ponte di Piave, San Biagio, Oderzo, Motta che, se non verrà preso un nuovo accordo, se la dovranno vedere con biglietti e abbonamenti diversi a seconda del mezzo usato. Un problema di soldi e di organizzazione. Se si vorrà continuare ad usare indistintamente corriere e treni per percorrere la tratta si dovranno siglare due abbonamenti, con raddoppio dei costi.

Federico Cipolla

 

La decisione di Trenitalia da giugno, infuriato il comitato pendolari della zona

Il caso in Parlamento con un’interrogazione urgente di 30 deputati del Pd

PORTOGRUARO – Le stazioni di Portogruaro e San Donà, e di conseguenza l’intero Veneto Orientale, rischiano di perdere tutti i collegamenti diretti con Roma. Ma anche con altre città importanti come Bologna e Firenze. A partire da giugno, Trenitalia potrebbe cancellare le due coppie di Intercity che collegano Trieste e il Veneto Orientale con la capitale. A rischio, dunque, sono quattro Intercity. In direzione Roma si tratta dei treni che transitano da Portogruaro alle 8.32 e alle 14.01. Mentre in senso opposto si tratta degli Intercity provenienti dalla capitale che arrivano a Portogruaro alle 17.28 e alle 22.14. La notizia della possibile cancellazione è rimbalzata dall’Umbria, dove i pendolari di Orvieto sono già in subbuglio perché, oltre ai Trieste-Roma, Trenitalia avrebbe in mente di cancellare anche altri Intercity, per un totale di dieci convogli. L’allarme è stato immediatamente ripreso dal comitato spontaneo dei pendolari del Friuli. Per la bassa friulana e il Veneto Orientale, il problema sarebbe non da poco. Qualora fosse confermata la cancellazione delle due coppie di Intercity, non ci sarebbe più alcun collegamento diretto (anche se più lento) con Roma, Firenze e Bologna. La Frecciargento Trieste- Roma, infatti, non fa alcuna fermata nel Veneto Orientale e, di conseguenza, ai viaggiatori portogruaresi non rimarrebbe che cambiare a Mestre. Il caso è già finito in Parlamento, con un’interrogazione urgente sottoscritta da oltre trenta deputati del Pd (primo firmatario Luigi Dallai) e indirizzata ai ministri dei Trasporti, Maurizio Lupi, e dell’ Economia, Pier Carlo Padoan. Nell’interrogazione si sottolinea che «tale soppressione causerebbe gravi e ulteriori disagi nei confronti di migliaia di utenti». Per il momento da Trenitalia non è giunta alcuna conferma né smentita, anche se pare che una decisione in merito sia al momento «congelata» in attesa della definizione del contratto di servizio con lo Stato, che stabilisce i treni a lunga percorrenza sovvenzionati con fondi pubblici. In tal senso, già l’anno scorso gli Intercity rischiarono di essere soppressi, ma poi arrivò il finanziamento statale.

Intanto sulla tratta Treviso-Portogruaro «MOM-Mobilità di Marca», l’azienda di trasporto pubblico del trevigiano, ha disdetto l’accordo di integrazione tariffaria con Trenitalia. Con l’introduzione dell’orario cadenzato, secondo MOM molti utenti si sono riversati sugli autobus, a causa della soppressione di numerosi treni. A fronte dell’impegno per le corse sostitutive, a MOM è riconosciuta una compensazione economica, che però per l’azienda è divenuta del tutto inadeguata a sopportare i costi.

Giovanni Monforte

 

Mogliano. L’assessore Chisso annuncia la sostituzione del bus con un treno vero

MOGLIANO – Le proteste dei pendolari moglianesi sono valse a qualcosa: l’assessore Chisso annuncia nuove corse alternative su gomma. «Per i miglioramenti e le risposte fattibili», ha dichiarato ieri attraverso una nota ufficiale l’assessore regionale alla mobilità, «nel contesto della disponibilità di risorse finanziarie e umane, la porta è sempre stata e rimane aperta. Perché è nostro compito trovare le risposte possibili alle richieste di cittadini e utenti. E possiamo ancora migliorare».

Dalla regione fanno sapere che l’attivazione dal 30 marzo scorso del servizio navetta “Treviso-Venezia” anche nelle prime ore della mattina dei giorni festivi per rispondere alle esigenze dei turnisti, è stato apprezzato dal comitato moglianese dei pendolari. Con questo provvedimento si è inteso mitigare i disagi subiti con l’entrata in vigore del nuovo orario cadenzato, che su molti fronti rimane carente. Il nuovo provvedimento segna una schiarita nei rapporti tra la regione e i pendolari. «Ho anche dato mandato ai tecnici regionali di studiare con quelli di Trenitalia la possibilità di sostituire l’attuale bus, sia questo sia quello della mezzanotte nella direzione opposta, con un treno “vero”», si sbilancia l’assessore Regionale, «servizio che sarebbe migliore ma per il quale occorre appunto valutare costi, disponibilità di risorse umane per la condotta e la scorta e di materiale rotabile. Il mio impegno è per migliorare ulteriormente il servizio, rispetto al quale con l’andata a regime del cadenzamento e fatte salve alcune casistiche particolari, ricevo segnali di soddisfazione da parte dei pendolari rispetto al sistema precedente».

Da segnalare però che l’opposta parte politica, quella del Pd capeggiata da Carola Arena, considera i nuovi orari ancora come un nervo scoperto e non più tardi di due settimane fa ha attaccato duramente l’assessore regionale Chisso.

Matteo Marcon

 

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