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La protesta

QUARTO D’ALTINO – Il sindaco di Quarto, Silvia Conte, è tornata a scrivere all’assessore regionale ai trasporti per sollecitare nuovamente un incontro per sapere quali misure si intendano intraprendere in merito alle più volte segnalate criticità della tratta ferroviaria Venezia-Portogruaro, di competenza della Regione. Dopo una richiesta di incontro trasmessa all’assessore Donazzan lo scorso gennaio, non si è più mosso nulla.

«Sulla tratta ferroviaria Venezia-Portogruaro», scrive, «continua una situazione di grave disagio. Lo scorso ottobre con i tecnici regionali e un dirigente di Trenitalia, ci era stato garantito che le varie criticità rappresentate da sindaci e Comitati dei pendolari sarebbero state affrontate. A distanza di quasi quattro mesi non abbiamo ancora avuto risposte».

Sindaci e pendolari vogliono capire cosa sia stato fatto in merito alle noti questioni più volte sollevate: l’avvio di un tavolo permanente della mobilità che coinvolga Comuni e i rappresentanti dei pendolari, anche in vista della nuova gara per l’affidamento del trasporto pubblico locale per i prossimi anni; un riscontro alla proposta di orario ferroviario cadenzato trasmessa all’attenzione dell’assessore alla Mobilità ad agosto 2013 per avviare la verifica dei modelli di esercizio alternativi e più efficienti.

«L’orario continua a presentare criticità», continua Conte, «non copre in modo equo e completo né l’arco della giornata, né tutti i giorni dell’anno, né tutto il territorio regionale e si riscontrano soppressioni e ritardi. Abbiamo più volte evidenziato alla Regione la necessità di avere un interlocutore politico in grado di fare delle scelte e dare risposte concrete ad un problema che condiziona i pendolari».

Marta Artico

 

Gazzettino – Ferrovia. Un piano per il nodo di Mestre

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23

feb

2015

TRENI – Prevista la “velocizzazione” della Venezia-Udine per tagliare i tempi di percorrenza di 30 minuti

Sono 310 i milioni per rimuovere il “collo di bottiglia” per il traffico ferroviario

TAV ARCHIVIATA – Il tracciato balneare nel dimenticatoio

CONTRATTO DI PROGRAMMA – Interventi per riattivare la linea dei bivi

Per il deputato Michele Mognato nel progetto potrebbe rientrare la riattivazione della linea dei Bivi tra Terraglio e il bivio Carpenedo.

Sparisce definitivamente l’Alta velocità fra Venezia e Trieste, sostituita da un piano di “velocizzazione” che dovrebbe ridurre di mezz’ora gli attuali tempi di percorrenza. Ma soprattutto si mette mano al “collo di bottiglia” del nodo ferroviario di Mestre, con un piano di investimenti di 310 milioni di euro. È quanto previsto nel contratto di programma 2012-2016 fra il Governo e le Ferrovie dello Stato all’esame in questi giorni della Commissione Trasporti della Camera. Il documento, che deve fare i conti con i pesanti tagli imposti dal 2012 a oggi dalla “Spending review”, costituisce di fatto i libro mastro degli impegni che il gruppo Ferrovie intende seguire nei prossimi anni, con un occhio alle grandi direttrici europee e un altro agli scenari politici e urbanistici.

Il documento, illustrato alla Camera dall’amministratore delegato Maurizio Gentile, riguarda da vicino anche il Nordest. Dove si parla di Alta velocità, nella tratta fra Brescia e Vicenza, ma anche di altri progetti. Come appunto la “velocizzazione” della Venezia-Trieste, che sembra avere soppiantato definitivamente il progetto Tav lungo il tracciato “balneare”. La modernizzazione della linea di fatto è già in corso con l’estensione del Sistema di comando e controllo sulla tratta Mestre-San Donà, che entro il prossimo anno sarà esteso fino a Portogruaro.

Ma nel piano delle Ferrovie, sottolinea l’on. Michele Mognato, relatore alla Camera dello schema di decreto ministeriale che recepisce il Contratto di programma, un ruolo centrale avrà anche lo sviluppo del trasporto ferroviario attorno ai grandi nodi urbani. Con un occhio al trasporto locale, per lo sviluppo previsto delle Città metropolitane, e uno al traffico ferroviario, che dovrebbe di fatto raddoppiare con l’aumento della capacità dei convogli e delle “tracce” riservate ai treni merci.

«Nel solo nodo di Mestre – spiega Mognato – le Ferrovie contano di investire 310 milioni di euro per rimediare a quello che definiscono un “collo di bottiglia”». Nel progetto potrebbe rientrare la riattivazione della linea dei Bivi nel tratto fra il Terraglio e il cosiddetto “bivio Carpenedo”, già contemplato nel piano del commissario Bortolo Mainardi.

Nell’ambito del Contratto di programma rientra infine la progettazione del collegamento per l’aeroporto Marco Polo, anche se con modalità probabilmente diverse da quelle previste dal Masterplan della Save che aveva ipotizzato il collegamento con l’Alta velocità.

Alberto Francesconi

 

Nuovo servizio sulla linea Mestre-Adria, l’utenza informata anche per mail di eventuali scioperi

MIRA – Scioperi, guasti, ritardi e contrattempi, tutti comunicati via sms e via email all’utenza. A mettere in piedi questo servizio con il mese di marzo è Sistemi Territoriali, la società regionale che gestisce la linea ferroviaria Mestre-Adria. Il servizio telematico sarà affiancato anche da un sistema di consultazione gratuita, un numero verde che l’azienda metterà a disposizione dell’utenza dieci ore al giorno.

Novità in arrivo, poi, anche sul versante della sicurezza. Dal prossimo anno sarà in vigore un nuovo sistema di controllo centralizzato dei treni per aumentare le precauzioni che possano scongiurare ogni tipo di incidente.

A spiegare tutte le novità in arrivo è il presidente di Sistemi Territoriali, Gian Michele Gambato. «Con l’inizio di marzo», spiega Gambato, «sulla linea Mestre-Adria faremo partire un sistema di comunicazione per l’utenza, unico in tutto il Veneto. Già ora sono a disposizione con l’iscrizione on line nel “club clienti”, orari e variazioni stagionali degli stessi. Con questo nuovo sistema invece saranno comunicati anche gli imprevisti direttamente sul cellulare o sulla posta elettronica consultabile sullo smartphone».

Gambato dà degli esempi chiari. «Se ci fossero uno sciopero», continua, «un danno causato dal maltempo sulla linea, un black-out, un guasto, un contrattempo causato da atti vandalici o furti, per evitare che l’utente lo scopra solo quando non vede il treno arrivare, il nuovo servizio lo contatterà direttamente informandolo in tempo reale dei problemi in atto».

Il nuovo sistema avrà un periodo di prova di tre settimane da inizio marzo ma poi entrerà in funzione regolarmente. Sarà attivo da marzo anche il nuovo numero verde, strutturato per poter accedere a tutti i tipi di informazioni. Il numero, già attivato a livello sperimentale da pochi giorni è 800 366766.

Ma le novità non sono solo queste. L’intera linea che poi fa parte, nel tratto che va da Mestre a Mira Buse, del Sistema Ferroviario Metropolitano regionale, sarà ammodernata con un sistema di sicurezza nuovo di zecca.

«Sono previste», spiega Gambato, «elle garanzie precise per i treni che viaggiano su questa linea. I controlli sui treni in transito saranno fatti centralmente da una stazione di controllo principale. Qui se fossero rilevate anomalie nel transito del convoglio il treno sarebbe fermato. Per realizzare questo nuovo sistema di controllo e ammodernamento della linea sono stati stanziati finanziamenti per ben 11 milioni di euro».

Alla fine del 2015 si assegnerà la gara d’appalto, ma, nel 2016, tutte le novità potranno essere operative. Se ad esempio qualcuno volesse lanciare sulla Mestre-Adria (che in alcuni tratti è monorotaia), un treno a tutta velocità per compiere un attentato, o il macchinista fosse colto da malore e il treno non fosse più gestibile, il mezzo verrebbe fermato al primo riscontro di una anomalia.

Alessandro Abbadir

 

Non si fermò a Calcroci capotreno punito

CALCROCI. Commissione disciplinare e diversi giorni di sospensione non retribuita dal lavoro. Questa la conseguenza a cui andrà incontro il capotreno che, qualche settimana fa, era responsabile di un convoglio che trasportava una scolaresca da Venezia dove era in visita didattica a Calcroci.

In quell’occasione una trentina di bambini su 50 non riuscì a scendere a quella fermata nonostante i richiami a gran voce di insegnanti e genitori. I bimbi, che frequentavano le quarte delle elementari furono “recuperati” alla stazione successiva, quella di Prozzolo.

«Su questa vicenda», spiega il presidente di Sistemi Territoriali Gian Michele Gambato, «si è attivata immediatamente, dopo la segnalazione dei genitori, la commissione disciplina che ha riscontrato diverse violazioni della procedura da seguire in casi del genere. Il capotreno in questo caso verrà punito».

(a.ab.)

 

Gazzettino – Treni, giovedi’ nero per i pendolari.

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20

feb

2015

Per l’ennesima volta negli ultimi mesi un problema a un passaggio a livello ha fatto piombare nel caos la circolazione dei treni sulla linea Bassano-Venezia, quella che passa per le stazioni di Noale, Salzano, Maerne e Spinea. Mentre la Venezia-Trieste andava in tilt per colpa di un veicolo che ha aveva abbattuto una barriera vicino alla stazione di Ceggia, guasti che hanno paralizzato il trasporto su ferro nel Miranese e nel Veneto orientale. I pendolari ormai la prendono con filosofia, ma le critiche al sistema sono sempre più forti e i comitati hanno protestato anche sul web. Ieri i problemi si sono verificati alle 5.30 tra Bassano e Castello di Godego e alle 6 a Ceggia.

 

MIRANESE – Paralisi per un guasto a un passaggio a livello, 10 convogli coinvolti

Treni, giornata di passione

I pendolari: «Servono più corse e il raddoppio della linea»

Per l’ennesima volta un guasto ha fatto piombare nel caos la circolazione sulla Bassano-Venezia, che passa per le stazioni di Noale, Salzano, Spinea e Maerne

MIRANESE «Mio nipote vuole fare il ’trenino’, ma lo faccio aspettare mezz’ora: è bene che si abitui». La battuta circolava, ieri mattina, alla stazione ferroviaria di Salzano: a un certo punto i pendolari ci hanno scherzato sopra, anche se in realtà c’era ben poco da ridere. Per l’ennesima volta negli ultimi mesi un problema a un passaggio a livello ha fatto piombare nel caos la circolazione dei treni sulla linea Bassano-Venezia, quella che passa per le stazioni di Noale, Salzano, Maerne e Spinea. Mentre la Venezia-Trieste andava in tilt per colpa di un veicolo che ha aveva abbattuto una barriera, un guasto ha paralizzato il trasporto su ferro pure nel Miranese. I pendolari ormai la prendono con filosofia, ma le critiche al sistema sono sempre più forti.

Ieri il problema si è verificato alle 5.30 tra Bassano e Castello di Godego. I disagi hanno coinvolto 10 treni per quattro ore, dalle 6 alle 10, in entrambe le direzioni. Tre convogli sono stati soppressi, cinque sono stati cancellati parzialmente e due hanno fatto registrare ritardi tra i 25 e i 45 minuti. Le Ferrovie dello Stato fanno sapere che proprio da pochi giorni l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle Ferrovie ha cambiato la normativa: adesso in questi casi non è più consentito al macchinista di procedere su iniziativa propria marciando a vista, deve per forza aspettare che qualcuno presidi il passaggio a livello. Questo comporta una maggior sicurezza, ma anche ulteriori rallentamenti.

«Rispetto allo scorso autunno la situazione è leggermente migliorata – sottolinea Elena Guida del Comitato pendolari Salzano Robegano – ma siamo ancora in attesa di un riscontro dalla Regione dopo l’incontro del 14 novembre». Due le richieste: aggiunta di un treno mattutino e di uno serale, raddoppio del binario tra Maerne e Noale. Se per l’aggiunta di due corse lavoratori e studenti sperano di essere accontentati in primavera, si prevedono invece tempi lunghi per il raddoppio delle rotaie che renderebbe più fluida la circolazione.

Gabriele Pipia

 

QUARTO D’ALTINO – Comitati in rivolta sui social

«Noi fermi sui binari mentre corrono le Frecce»

QUARTO D’ALTINO – (M.Fus) Giornata nera per il trasporto ferroviario anche a Quarto d’Altino. Dopo una mattinata di ritardi, soppressioni e disagi i comitati dei pendolari di Quarto d’Altino e del Veneto Orientale protestano, gli sfoghi rimbalzano subito sui social network.

Una vittima diretta è il portavoce del comitato di Quarto d’Altino, Luciano Ferro, infermiere all’ospedale di Venezia, celebre per quelle che definisce le sue “Cronache tragicomiche di un pendolare”. «Una barriera è stata abbattuta e i ritardi sono comprensibili – commenta Ferro – ma perché, invece di abbandonarci per ore, non si utilizzano mezzi sostitutivi? E soprattutto perché le Frecce invece transitano? Mi sembrerebbe logico fare in modo che, in caso di emergenza, si fermino anche nelle stazioni intermedie. Anche noi abbiamo un abbonamento ma siamo sempre i più penalizzati, quelli costretti a prendere al volo la propria auto e lasciarla da qualche parte per poi arrivare comunque al lavoro in ritardo».

Dopo le cancellazioni di sabato scorso, i gruppi dei pendolari sono tornati a chiedere di essere ricevuti in Regione. «Avevano assicurato che ci avrebbero convocati a dicembre per fare il punto sulle nostre proposte, ma non abbiamo più sentito nessuno» – spiegano qualli del Veneto Orientale. Una volta salito in treno, ormai rassegnato all’ennesimo ritardo su posto di lavoro, le disavventure di Ferro non sono finite: «Siamo fermi a Mestre da 20 minuti perché un ragazzo sta minacciando il capotreno – scrive su Facebook – Chissà, forse arriverò a Venezia prima o poi…».

 

Noale. Mattinata di disagi ieri per un guasto tra Bassano e Castello di Godego

Dieci i treni interessati tra cancellazioni e ritardi fino a 45 minuti. Utenti furiosi

NOALE – Un guasto quando ancora era buio, con pendolari, studenti e passeggeri costretti a cambiare i loro piani. Altra mattinata difficile ieri per chi viaggiava sulla Venezia-Castelfranco-Basano a causa di un guasto avvenuto alle 5.30 a un passaggio tra Bassano del Grappa (Vicenza) e Castello di Godego (Treviso).

Così, fino a metà mattina, si sono registrati disagi per i passeggeri di Noale, Salzano, Maerne e Spinea, con dieci regionali coinvolti tra cancellazioni totali e parziali e ritardi arrivati anche ai 45 minuti. E non la prima volta quest’anno.

Come informa Trenitalia, subito sono giunti gli uomini di Rfi per riparare il guasto tra Bassano e Castello di Godego. Per procedere, secondo l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, il macchinista non può proseguire con marcia a vista ma deve aspettare, per forza, che ci sia qualcuno a controllare le sbarre. E in una linea dove si viaggia a binario unico nel tratto da Maerne a Bassano, si comprende come ci possano essere stati disagi nella circolazione.

Dieci i convogli che ne hanno fatto le spese, anche nelle ore di punta della mattina, provocando ritardi per i passeggeri. Il primo regionale coinvolto è stato il 5701 delle 5.25 da Bassano e diretto a Venezia. Il suo viaggio è stato fermato a Castelfranco dov’è giunto con 65 minuti di ritardo.

Soppressi pure i treni 5708 delle 7.26 da Venezia a Castelfranco e, viceversa, il 5715 delle 9.04. Quattro regionali non hanno completato il normale tragitto: il Bassano-Venezia delle 6.25 è stato fermato a Mestre, dov’è giunto con 40 minuti di ritardo, e quello delle 9.46 è partito da Castelfranco. Viceversa, quello delle 7.46, è partito sempre dalla città trevigiana anziché da Venezia Santa Lucia e quello delle 8.08 ha iniziato il suo viaggio da Mestre.

Ritardo accumulato di 45 minuti, invece, per il Castelfranco-Venezia delle 6.04, di 24 quello viceversa delle 6.26 e di 16 per la navetta Mestre-Noale delle 7.22. Il 30 gennaio e il 5 febbraio scorsi, sempre i passaggi a livello andati in tilt avevano creato disagi alla circolazione ferroviaria.

Nel primo caso il guasto era successo a Cappelletta di Noale ed erano stati interessati 16 regionali. Nel secondo, dopo un problema a Castello di Godego, 9 convogli avevano fatto registrare rallentamenti. Passeggeri più che arrabbiati per un disagio continuo, con ritardi pressoché quotidiani che in alcuni casi lievitano a decine di minuti.

 

La Regione si è accorta di non potere pubblicare i bandi degli appalti

Il quartiere Fornace resta senza una via d’uscita. Andreotti: «Non molliamo»

NOALE – Non si può certo dire che Noale sia fortunata con i sottopassi. Più indietro rispetto ad altri comuni attraversati dal Sistema ferroviario metropolitano regionale (Sfmr), c’è solo quello di via Valsugana a essere attivo. Tempo fa sembrava la volta buona pure per quello di via Ongari, vista la conferma dei 6 milioni di euro di finanziamento. Sembrava, appunto, perché in un mese il sindaco Patrizia Andreotti ha ricevuto due notizie, una più brutta dell’altra, e ora i tempi di costruzione rischiano di slittare a data da destinarsi. Quest’ultima, infatti, se l’è sentita dire in settimana dal vice presidente della Regione Marino Zorzato, con delega all’Urbanistica, e dal presidente del Consiglio Veneto Clodovaldo Ruffato. Tutto per via del contenzioso tra Regione e le ditte impegnate nell’opera, con la prima che non può affidare ad altri la stesura del progetto. In poche parole: prima si dovrà sbrogliare questa matassa e poi il cantiere potrà essere aperto.

Riassunto della puntata precedente: Andreotti e il suo assessore all’Urbanistica Alessandro Dini andarono in Regione per capire quando ci sarebbe voluto per l’avvio dei lavori del sottopasso di via Ongari; non una domanda buttata là, perché negli ultimi anni Noale ha investito molto in quella zona con la demolizione della vecchia fornace per lasciare spazio a uffici, negozi e appartamenti. Soldi di privati, sia chiaro, e cantieri partiti a fine 2014. L’intero pacchetto, però, comprende anche il sottopasso di via Ongari, spostato più a est rispetto all’attuale passaggio a livello, dove la strada è stretta e realizzarne uno sarebbe stato impossibile, e una strada di collegamento con la Noalese, zona Capitelmozzo. Ma Andreotti e Dini si sentirono rispondere che la Regione ha delle cause passate in giudicato, lodi arbitrali di Net Engineering e Astaldi, le società che hanno progettato il Sfmr.

Questo significa che tutti i progetti da loro eseguiti sono bloccati e non possono essere pubblicati i bandi finché non si pagano le somme dovute.

Notizia negativa, a cui se n’è sommata un’altra nei giorni scorsi: la Regione non può affidare a terzi i progetti e a Noale manca l’esecutivo per partire. «Zorzato e Ruffato sono stati schietti» spiega Andreotti «e non è escluso che si tenti la strada dell’Avvocatura regionale. I tempi si allungheranno e questo ci mette in grossa difficoltà. Di certo non molleremo».

Alessandro Ragazzo

 

Disagi ieri sulla linea Venezia-Trieste: soppresse sette corse, compreso l’Ic Frecciargento da Roma, altre sono arrivate a destinazione dopo due ore

SAN DONÀ – Sabato «nero» per i viaggiatori della linea ferroviaria Venezia-Trieste: un doppio guasto, avvenuto in Friuli nelle prime ore della mattinata, ha causato la cancellazione di diversi treni e ritardi che hanno superato le due ore. Grossi disagi, soprattutto, per chi voleva spostarsi tra il Veneto Orientale e il Friuli. Ma non sono mancati problemi anche per chi doveva raggiungere Venezia e si è visto cancellare i Regionali Veloci.

Ai viaggiatori, pendolari ma anche turisti diretti al Carnevale, non è rimasto che affollare i Regionali Lenti Portogruaro-Venezia, che hanno viaggiato regolarmente.

I due guasti si sono verificati nello stesso tratto di linea, tra le stazioni di Trieste Centrale e Bivio d’Aurisina, sul Carso giuliano. I problemi sono cominciati già prima dell’alba.

Secondo quanto si è appresso, il primo inconveniente si è verificato alle 5.20 a un treno impiegato per i lavori di manutenzione della linea. La circolazione ferroviaria è dovuta proseguire su un solo binario.

Ma poco dopo un secondo guasto ha interessato il sistema automatico che regola il distanziamento dei treni. Sul posto sono arrivati gli operai di Rete Ferroviaria Italiana per un intervento tecnico sugli impianti di circolazione. Il guasto è stato riparato intorno alle 8.20.

Ma, nel frattempo, la circolazione ferroviaria tra Veneto e Friuli è andata in tilt, tanto che la situazione è tornata alla normalità solo in tarda mattinata.

Sono stati cancellati sette treni: la Frecciargento Trieste-Roma e sei convogli regionali, tra cui i Regionali Veloci 2206 e 2207 tra Venezia e Trieste. Nove treni regionali hanno accumulato ritardi tra 20 e 120 minuti. Qualche esempio: il Regionale Veloce 2680, atteso a San Donà alle 8.41, è arrivato in riva al Piave solo alle 10.24, mentre il 2208 ha accumulato un’ora e mezza di ritardo.

Non è andata meglio per i Regionali Portogruaro-Trieste: il 2687 delle 6.09 è stato cancellato da Monfalcone. Grossi ritardi anche per due Frecciabianca (130 minuti per il Trieste-Torino e 105 per il Trieste-Milano) e per alcuni intercity: il Trieste-Roma delle 8.48 è arrivato a San Donà alle 10.35.

Proteste, nei giorni scorsi, si sono levate anche per il sovraffollamento dei treni. Giovedì pomeriggio, ad esempio, come segnalato dai comitati pendolari, il Regionale Veloce da Venezia delle 17.41, al posto delle normali carrozze per media distanza, è stato effettuato con un vecchio convoglio con la metà di posti a sedere disponibili. Con il risultato che molti pendolari sono stati costretti a viaggiare ammassati in piedi.

Giovanni Monforte

 

Un passaggio a livello rotto ha gettato nel caos la linea Mestre – Bassano

Macchinisti obbligati a procedere a passo d’uomo. Nove convogli interessati

NOALE – Non è stata una giornata facile ieri per il trasporto ferroviario sulla Venezia-Castelfranco-Bassano. Un guasto al mattino, avvenuto stavolta nel Trevigiano ed è la seconda volta che capita in meno di una settimana, e il forte vento del pomeriggio, hanno portato ad avere dei disagi per i pendolari. Se a questo ci aggiungiamo la pioggia mista neve e il freddo, il viaggio per i pendolari non è stato dei più facili.

Interessati nove convogli al mattino, anche nelle ore di punta, quelle di spostamento di lavoratori e studenti. Ritardi che sono oscillati attorno ai 15 minuti ma un regionale è arrivato a destinazione 32 minuti dopo il previsto, mentre un altro è stato fermato a Mestre anziché proseguire a Venezia e in terraferma ci è arrivato con 46 minuti di ritardo.

Due i convogli cancellati. Problema. Trenitalia informa che il guasto si è verificato ieri attorno alle 7 in zona Castello di Godego (Treviso), quando doveva transitare il treno 5702 da Venezia a Bassano. Il rallentamento è avvenuto poco prima di Cassola (Vicenza) e così è arrivato a Bassano alle 7.37 anziché alle 7.05. A ruota, ci sono stati disagi anche per le corse successive, vista l’assenza del secondo binario con i treni costretti a correre solo su uno e aspettare in stazione il passaggio dell’altro regionale. I treni 5706, da Venezia a Bassano delle 6.56, 5718 sempre sulla stessa tratta delle 9.56 e il 5721 da Bassano a Santa Lucia delle 10.25, hanno viaggiato con 14 minuti di ritardo. Disagi per chi è salito nella città vicentina sul regionale 5709 in partenza alle 7.25: non è andato a Venezia ma è stato fermato a Mestre, dov’è giunto 46 minuti oltre l’orario. Altri due regionali (5714 e 5717) sono rispettivamente partiti e arrivati a Mestre invece di Venezia. Neppure partiti i treni 5720 da Venezia a Castelfranco (ore 10.26) e 5727 viceversa delle 12.04.

Maltempo. Sembra finita ma alle 14.40 il forte vento ci ha messo lo zampino, con un albero pericolante a Piombino Dese (Padova). Quattro regionali sono stati limitati e altrettanti cancellati e sostituiti con degli autobus tra Castelfranco e Noale. Il precedente. Giusto una settimana fa era andato in tilt il passaggio a livello di via Casone a Cappelletta. Interessati 16 convogli, con due navette Mestre-Noale cancellate, sette avevano visto il tragitto ridursi e altrettanti erano arrivati in ritardo.

Alessandro Ragazzo

 

Dal vertice degli amministratori locali è scaturita una lettera aperta con richiesta di incontro urgente

MOGLIANO – I sindaci uniti per il rilancio del servizio ferroviario chiedono un incontro con il presidente della giunta regionale Luca Zaia. Si è svolto in municipio a Mogliano un vertice per discutere della linea Venezia-Treviso. La situazione, per i pendolari e gli altri utenti del servizio, tra cui molti turisti, nella nota ufficiale viene definita senza mezzi termini «drammatica». Lo è dall’entrata in vigore, ormai più di un anno fa, dei nuovi orari cadenzati.

Ma tra le cause dei forti disagi sul fronte della mobilità per i residenti di Mogliano e dei comuni limitrofi, c’è anche la mancata attivazione della cosiddetta metropolitana di Superfice.

Tra i più agguerriti ci sono gli utenti della fermata di Preganziol che soffre, oltre alle limitazioni d’orario del coprifuoco notturno, anche un problema ulteriore: 32 convogli al giorno sfrecciano davanti alla stazione senza nemmeno fermarsi. Il servizio offerto da Trenitalia è dunque un tema di area vasta.

All’incontro di venerdì erano presenti il sindaco di Mogliano, Carola Arena, quello di Preganziol, Paolo Galeano, il delegato del sindaco di Treviso, Nicolò Rocco, l’assessore ai lavori pubblici di Casier, Miriam Poloni e i rappresentati dei comitati che si battono per rendere più efficiente il sistema ferroviario locale.

Ne è scaturito un appello congiunto al presidente della Regione Luca Zaia, per chiedere un incontro urgente.

«Dopo anni di promesse» si scrive nella lettera aperta al governatore «dei diversi assessori alla Mobilità che si sono succeduti nel corso di tutti questi anni, siamo convinti che debba essere il presidente ad assumersi un impegno preciso e forte per il futuro della tratta ferroviaria Venezia – Treviso. Per troppo tempo» ammoniscono agguerriti sia gli amministratori sia i cittadini coinvolti «abbiamo sentito parlare di miglioramenti, riqualificazione della tratta, aggiunta di treni e rilancio del progetto di Metropolitana di superficie ma nulla è stato fatto. Anzi, con il cosiddetto “orario cadenzato”, le problematiche, soprattutto per ciò che riguarda alcune fasce orarie, sono certamente peggiorate».

Sfruttando anche l’imminente campagna delle regionali dalla bassa trevigiana sono pronti a dare battaglia: «Noi ci auguriamo che il Presidente Zaia» si chiude la lettera aperta «risponda in tempi assolutamente brevi a questa nostra richiesta: pretendiamo risposte concrete e tangibili e non le solite promesse». Se tutto ciò non dovesse accadere non si escludono forme di protesta molto eclatanti.

Matteo Marcon

 

L’investimento condiviso da Veneto e Friuli permetterà di tagliare un’ora da Venezia a Trieste. Intanto continuano i disagi: venerdì cancellati due treni

SAN DONÀ – Al via la progettazione preliminare per la velocizzazione dell’attuale linea ferroviaria Venezia-Trieste. Si tratta di una serie di lavori che riguarderanno la tratta già esistente, con interventi di miglioramento tecnologico, rettifiche delle curvature, potenziamento infrastrutturale dei nodi che oggi rappresentano dei “colli di bottiglia” per la circolazione ferroviaria.

Un investimento complessivo da 1,8 miliardi di euro che, condiviso dalle Regioni Friuli e Veneto, consentirà nei prossimi anni di ridurre a poco più di un’ora (tempo stimato circa 68 minuti) la percorrenza tra Venezia e Trieste.

La notizia dell’avvio della fase della progettazione preliminare è stata confermata dall’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Michele Mario Elia, durante un incontro, a Roma, con la governatrice del Friuli, Debora Serracchiani.

«Sulla velocizzazione della Trieste-Venezia», si legge in una nota della giunta regionale friulana, «è stato concordato di promuovere una riunione a breve, con la presenza anche del presidente del Veneto Luca Zaia, che ha condiviso sin dall’inizio questo investimento sulla linea esistente».

La proposta di velocizzare la tratta esistente era emersa già dopo le polemiche sul percorso litoraneo della Tav e il lavoro sui tracciati alternativi condotto dall’allora commissario Mainardi. Alla fine tutti gli enti coinvolti concordarono sul fatto di dare priorità al potenziamento e adeguamento della linea esistente che, una volta velocizzata, potrà essere in grado di soddisfare ancora per diversi anni le esigenze. La velocizzazione non impedirà in futuro, se mai ce ne saranno i fondi e la necessità, di realizzare l’Alta Velocità, con l’ipotesi più accreditata del quadruplicamento della linea esistente.

Anche per l’avvio degli interventi di velocizzazione, comunque, ci sarà da attendere, perché dopo la progettazione preliminare dovranno seguire quella definitiva e gli appalti. Nel frattempo i viaggiatori convivono con i soliti problemi.

I comitati pendolari hanno segnalato altri due convogli soppressi, nel tardo pomeriggio di venerdì. Intanto una sponda ai pendolari arriva di nuovo dal Friuli. Incontrando i pendolari locali, l’assessore regionale alla Mobilità Mariagrazia Santoro «ha evidenziato la necessità di reintegrare l’ultimo treno notturno in partenza da Venezia per Trieste, la cui cancellazione ha causato notevoli disagi».

Proprio quanto i pendolari da un anno chiedono invano a Luca Zaia.

Giovanni Monforte

 

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