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IL PROGETTO

SAN DONÀ – Passerà per il Basso Piave la ciclabile “Venezia-Monaco”. È stata prevista una tratta di 86 chilometri attraverso Roncade, Monastier, Noventa, Fossalta, San Donà, per poi scendere, attraverso Caposile e Santa Maria di Piave, verso Jesolo e concludersi a CavallinoTreporti.

«Riuscire ad essere parte di questo grande progetto europeo è stato un grande risultato dovuto a un lungo lavoro condotto dall’attuale amministrazione», esulta l’assessore alla mobilità Francesca Zottis. L’itinerario prevede in parte di uniformare tra loro tratti di ciclabile già esistenti e in parte di realizzarne di nuovi. Propone, inoltre, nell’ambito di un progetto comunitario transfrontaliero Italia-Austria, misure comuni di promozione e di segnaletica. Sulla mappa pubblicata sul sito della Ciclovia, nel percorso tra la Marca Trevigiana e il litorale, San Donà è indicata come il principale attrattore.

Del territorio vengono proposte, come elementi di interesse, soprattutto le memorie belliche e i paesaggi lungo il Piave.

«Secondo uno studio del Politecnico di Milano, ogni chilometro di ciclabile turistica genera un indotto annuo tra i 110 e i 350mila euro/km che, per il 60 per cento circa, va per vitto e alloggio. E un intero sistema ciclabile costa meno di un km di autostrada – conclude l’assessore Zottis – Il Veneto, con appena 1.000 km di vie ciclabili segnate, di cui il 90 per cento attorno al Garda, già segna fatturati legati al cicloturismo attorno ai 90 milioni».

(f.cib)

 

TERZA CORSIA DELL’A4 – Vertice tra il commissario Serracchiani e i sindaci del Veneto orientale

Entro il 2022 l’opera idraulica tra Fossalta di Portogruaro e Annone

La terza corsia tra San Donà e Portogruaro rinviata al 2031, come i nuovi caselli di San Stino e Bibione, ma le opere di mitigazione ambientale, in particolare il famoso canale di gronda tra Fossalta di Portogruaro e Annone Veneto, saranno realizzate certamente per il 2022.

Regolarmente completata, entro il 2017, la terza corsia tra Gonars e Alvisopoli, ed entro il 2022 l’ampliamento si estenderà tra Alvisopoli e Portogruaro e tra Gonars e Palmanova. Data entro cui saranno ampliati anche i parcheggi per camion dell’area di servizio Fratta (sia a nord dell’A4 in territorio di Teglio Venato fino a 100 stalli sia a sud verso Fossalta per 40 stalli).

Dopo una sospensione “tecnica” dei lavori per tre anni, fino al 2025, ovvero fino all’estinzione dei mutui contratti, i lavori riprenderanno per completare l’ampliamento con la terza corsia, entro il 2031, anche tra Portogruaro e San Donà.

In teoria anche il nuovo casello di Bibione e lo spostamento di quello di San Stino, dovrebbero essere realizzati entro il 2031, ma essendo lavori scorporati dalla terza corsia, non è stata data assicurazione che verranno realizzati.

C’erano praticamente tutti i sindaci interessati del Veneto Orientale (Codognotto di San Michele, Cappelletto di San Stino, Sidran di Fossalta, Gasparotto di Gruaro, Tamai di Teglio, Falcomer di Cinto, Toffolon di Annone e l’assessore Bellotto di Portogruaro) all’incontro di Udine con il Commissario per l’emergenza in A4 Debora Serracchiani, l’ad di Autovie Venete Maurizio Castagna e il direttore operativo Enrico Razzini.

Il “nuovo corso” dell’opera (i 4 lotti inizialmente previsti sono stati suddivisi in più sublotti sia per facilitare il reperimento delle risorse, sia per consentire un celere avvio dei lavori), peraltro ancora da definire nei dettagli, aveva scatenato la preoccupazione dei sindaci del Veneto Orientale che temevano uno slittamento degli interventi previsti.

Massima era la preoccupazione per il canale di gronda (un sistema di raccolta delle acque), opera ritenuta indispensabile per la tutela del territorio dagli allagamenti. «Dei tre canali di gronda previsti – ha spiegato l’amministratore delegato Castagna – due sono compresi nel primo stralcio del secondo lotto (Portogruaro-Alvisopoli), mentre il terzo (compreso fra i corsi d’acqua Fosson e Loncon, nei comuni di San Stino e Annone) – che rientra nel terzo stralcio del secondo lotto, avendo le caratteristiche di opera di pubblica utilità, potrà essere realizzato in anticipo rispetto ai lavori di tutto il tratto».

Da parte sua la Serracchiani ha assicurato «massima disponibilità a incontrare i sindaci ogni qualvolta ci siano dei problemi». I sindaci, hanno ricevuto assicurazioni anche sull’installazione delle barriere fono-assorbenti già pianificate.

 

L’IRA DI CODOGNOTTO

Ma per Bibione il casello resta un sogno

SAN MICHELE – L’incontro è stato cordialissimo, ma sul rinvio a futura memoria del casello di Bibione il sindaco di San Michele Pasqualino Codognotto, spalleggiato dal collega di Fossalta Noel Sidran e dall’assessore di Portogruaro Paolo Bellotto, non è riuscito trattenere la protesta. «Non solo la realizzazione del casello è stata rinviata al 2031 – protesta Codognotto -, ma ne è stato previsto un forte ridimensionamento. Porterò la questione in Consiglio comunale e solleciterò alla mobilitazione le categorie economiche». Preoccupati anche il sindaco Sidran e l’assessore Bellotto per il futuro sviluppo dell’Eastgate Park. Ed è qui il punto: quando alla fine degli anni ’90 Anas contestò la realizzazione del casello di Alvisopoli vista la realizzazione della tangenziale di Portogruaro, Autovie Venete, su pressione di Renato Chisso, riuscì a portare a casa il sì al casello, proprio in prospettiva dell’area di logistica tra Fossalta e Portogruaro.

(m.mar.)

 

 

QUARTO-SAN DONÀ – Cantiere chiuso in anticipo di otto mesi rispetto a quanto era stato previsto

5 PONTI SUI FIUMI E 9 CAVALCAVIA

400 OPERAI IMPEGNATI IN TRE ANNI

TAGLIO DEL NASTRO – Lunedì l’inaugurazione con Zaia e Serracchiani. Da martedì via alle auto

Conto alla rovescia per l’apertura totale della terza corsia nel tratto Quarto d’Altino-San Donà di Piave. Lunedì prossimo, con l’inaugurazione dell’ultima grande opera – il doppio ponte sul fiume Piave – saranno terminati i lavori del primo dei quattro lotti di ampliamento della A4. E già da martedì, se il maltempo non farà rinviare gli ultimi lavori per la segnaletica, i veicoli potranno percorrere l’autostrada su tre corsie senza trovarsi di fronte la strozzatura dopo il Passante di Mestre o il restringimento a due corsie nell’attraversare il Piave. Il traffico autostradale potrà così scorrere senza intoppi di lavori in corso o riduzioni di carreggiate.

La terza corsia è stata completata, ed a tempo di record, in soli tre anni. L’intervento di ampliamento era infatti iniziato nell’ottobre 2011, prevedendo di terminarlo nel primo semestre del 2015. Invece i lavori sono finiti con quasi otto mesi d’anticipo, nonostante il maltempo di quest’anno abbia più volte rallentato l’esecuzione delle opere. Indicato da Autovie come uno dei più impegnativi della terza corsia della A4, il tratto Quarto d’Altino-San Donà ha richiesto la demolizione e la nuova costruzione, più ampia, di nove cavalcavia e cinque sottopassi, oltre alla realizzazione di cinque ponti che attraversano i fiumi Sile, Musestre, Vallio, Meolo e quello sul Piave, particolarmente complesso perché costituito da due carreggiate separate a sette campate, lunga 672 metri quella in direzione di Trieste, e ad otto campate, per una lunghezza di 740 metri l’altra, verso Venezia. In occasione dell’ampliamento dell’autostrada è stato realizzato anche il nuovo casello di Meolo-Roncade, atteso da decenni perché consente un collegamento diretto con Jesolo ed il litorale lungo la Treviso-mare. Anche il casello è stato costruito in tempi ridotti rispetto al previsto ed aperto già ad ottobre 2012, benché per due anni, fino ad un mese fa, consentisse soltanto l’accesso per Trieste e l’uscita da Venezia. Per agevolare l’innesto del traffico, sulla Treviso-mare sono state inoltre create due rotatorie, l’una di collegamento al nuovo casello, l’altra ai piedi del sovrappasso autostradale. Al casello di Noventa-San Donà è stato invece ampliato il piazzale per consentire la sosta di un maggior numero di veicoli.

L’imponente mole di lavori, che ha impegnato in questi tre anni quasi 400 dipendenti e oltre trenta imprese, è finalmente conclusa. Il taglio del nastro, alle 12 di lunedì, con il governatore del Veneto Luca Zaia e la presidente della Regione Friuli Debora Serracchiani, sarà l’inaugurazione vera e propria della nuova terza corsia.

 

DOPO IL RINVIO AL 2030 «Ma resta il problema del tratto successivo»

IL CONSIGLIERE PD «Non è possibile ingessare il territorio fino a Fossalta di Portogruaro»

VENEZIA – «Quali azioni intende compiere la Regione per tutelare presso Autovie Venete il territorio Portogruarese, rispetto ai tempi previsti per la realizzazione della terza corsia?».
Alessio Alessandrini, consigliere regionale del Pd, si rivolge direttamente al presidente della Regione Luca Zaia dopo l’annuncio del rinvio al 2030 della realizzazione della terza corsia dell’A4 nel tratto successivo, cioè quello da San Donà a Fossalta di Portogruaro. «Crescono le preoccupazioni per l’allungamento dei tempi che rischia di “ingessare” il territorio con le procedure di esproprio che già hanno riguardato i residenti compresi nel tratto del secondo lotto tra San Donà di Piave e il Tagliamento – scrive Alessandrini in un’interrogazione – e le preoccupazioni espresse dal Consorzio di Bonifica per il rinvio al secondo lotto dei tre canali di gronda previsti per la difesa idraulica del territorio, la cui realizzazione è possibile solo dopo la costruzione della terza corsia. Il presidente Zaia dovrebbe farsi carico delle preoccupazioni sollevate dai sindaci e da tutti gli altri enti interessati, oltre che dai soggetti per i quali sono previsti gli espropri, per sollecitare Autovie Venete a realizzare almeno il casello di Bibione conferendo all’opera carattere di urgenza. Infine – conclude il consigliere Pd – si dovrà fare la massima attenzione sulle opere di compensazione, soprattutto quelle di carattere ambientale».

Maurizio Marcon

 

Gazzettino – Diluvio d’acqua e di polemiche

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13

nov

2014

Case e strutture sanitarie allagate, l’Ulss attacca il Comune di Portogruaro

CAOS TRENI – Treni e viabilità messi in ginocchio dal maltempo: complici un paio di incidenti in A4 e un canale che è esondato, muoversi ieri nella tratta che comprende Portogruaro è stato quasi impossibile.

Disagi anche in centro storico. La fitta pioggia ha provocato anche l’allagamento di una scuola a Venezia: poco dopo le 18 i vigili del fuoco sono stati chiamati alla elementare “Renier Michiel” a pochi passi dall’Accademia. Oggi la scuola resta chiusa.

MALTEMPO – In una notte mille chiamate a Carabinieri e Vigili dal Portogruarese. «Molti si sono sentiti abbandonati»

Diluvio d’acqua e di polemiche

SOMMERSI – Prima il diluvio – 200 millimetri di pioggia in due ore e mille chiamate di soccorso – poi le polemiche. Il nubifragio che ha colpito il Veneto orientale ha portato alla chiusura di due strutture sanitarie a Portogruaro: sette pazienti del Centro disturbi alimentari sono state portate in ospedale a Portogruare. Il direttore generale dell’Asl 10, Carlo Bramezza ha accusato il Comune di non essersi fatto vedere. Molti cittadini si sono sentiti abbandonati.

SAN MICHELE – Quattro famiglie isolate, un anziano malato si rifiuta di lasciare l’alloggio

A PORTOGRUARO – Sott’acqua tutta la zona ad est del Lemene, evacuate due strutture sanitarie

NEL COMPRENSORIO – Situazione pesante a Concordia, disagi a Fossalta e Gruaro

Case e strade allagate in tutto il Portogruarese

NOTTE DURA – All’alba ai centralini di vigili e carabinieri erano già arrivate oltre mille chiamate

Case allagate, popolazione evacuata, decine di auto da buttare, frane, scuole e strade chiuse. Mai il territorio più a est della provincia di Venezia era stato così ferito come nel violento e continuo nubifragio di ieri. Purtroppo però la conta dei danni è solo all’inizio, con la pioggia che continua a cadere e per il weekend le previsioni sono pessime. «Tutto è scaturito tra le 5 e le 7 della mattinata di ieri, dopo una notte e diversi giorni di piogge incessanti – spiega il direttore del Consorzio, Sergio Grego – I dati forniti dai radar hanno accertato che in due ore sono caduti da un minimo di 70 mm ad oltre 200 di pioggia a nord di Portogruaro. Ho stentato a crederci». Il continuo nubifragio ha allagato tantissime abitazioni, strade, campagne nei comuni di Portogruaro, Concordia Sagittaria, Gruaro e Fossalta di Portogruaro, con gravi danni. Inondata tutta la zona a est della cittadina del Lemene, tra il rione di Ronchi, Santa Rita, Aldo Moro, «Bmv», nonchè due strutture sanitarie, con i pazienti trasferiti in ospedale, rimasto all’asciutto. Allagata Concordia a sinistra della Provinciale 68 per Caorle (chiusa per allagamento) fino a Sindacale, tra cui anche Paludetto. Acqua anche a Parz di Teglio Veneto, Fratta di Fossalta compresa la strada per Fossalato. Il Fosson a San Stino è esondato nei campi, così come il Cavrato a San Michele, dove rimangono 4 famiglie isolate e una rampa del Tagliamento franata. «Tutti sono stati raggiunti dai Volontari e dalla Polizia locale – spiega il comandante Andrea Gallo – per essere rifocillate». «Un anziano, bisognoso di cure mediche non vuole abbandonare l’abitazione – spiega il coordinatore dei Volontari, Antonio Miorin – se la situazione non cambia, dovremo pensare a come spostarlo». Centinaia gli interventi della Protezione civile, intervenuta con i Vigili del fuoco, Polizia, Carabinieri e volontari, tra cui una squadra di Protezione Civile sandonatese. «Resta disponibile sul territorio un’altra squadra, allertata per qualunque eventualità – spiega il vicesindaco e assessore alla Protezione Civile di San Donà Luigi Trevisiol – siamo pronti per qualsiasi rischio». Del resto alle prime ore dell’alba al centralino dei Vigili del fuoco di Mestre erano già arrivate oltre 100 richieste di aiuto e al 112 nella notte 895. Difficile intervenire tempestivamente per la mole di lavoro, tanto che più di qualcuno si è sentito abbandonato. «È attivo il servizio di monitoraggio (h24) dell’intero comprensorio degli impianti – spiegano dal Consorzio di Bonifica – da cui è peraltro stato certificato il costante e regolare funzionamento degli impianti idrovori». Pompe tutte in funzione, anche se qualcuno aveva sollecitato altre pompe. «Ci siamo messi al lavoro assieme alla Protezione Civile e ai Vigili del Fuoco, per fronteggiare l’emergenza – spiega il sindaco di Concordia, Claudio Odorico mentre con l’assessore Ferron riempiono sacchi di sabbia – non avevano nessun avviso di abbondanti piogge. Si è trattato di un evento straordinario che, per la prima volta, ha riguardato l’intero territorio del Comune. Fin dalle 6 del mattino sono partite le squadre ma l’emergenza era oramai generale. Sono intervenuti anche i militari della base dell’Aeronautica del paese e quindi soccorsi da altri Comuni». Intanto ieri sono rimaste chiuse le scuole a Paludetto.

Marco Corazza

 

L’ALTRA STRUTTURA – Una ventina di ospiti del Centro salute mentale riaccompagnati a casa

TRASFERITE IN OSPEDALE 7 RAGAZZE

L’acqua invade il centro disturbi alimentari «Arredi nuovi, ora qui è tutto da buttare»

L’acqua invade due strutture sanitarie, pazienti evacuati. L’allarme al Centro disturbi alimentari è scattato intorno alle 7.30, quando l’acqua ha progressivamente invaso il giardino esterno e l’intero piano terra. I tecnici dell’azienda sanitaria, subito allertati, hanno messo in sicurezza l’edificio, isolandolo dalla corrente elettrica. Le pazienti, nove ragazze, sono state dapprima trasferite in una struttura protetta e poi al reparto di Day Surgery dell’ospedale cittadino. L’acqua non ha risparmiato nemmeno il vicino Centro diurno di salute mentale. Gli ospiti, ieri una ventina, sono stati riaccompagnati a casa. «Dopo aver fatto uscire le ragazze – spiega il responsabile del Centro disturbi alimentari, Pierandrea Salvo – ci siamo attivati per salvare i computer, le attrezzature e gli arredi. Abbiamo chiamato il Comune, la Protezione Civile comunale, i Vigili del fuoco ma, a parte una decina di sacchi di sabbia, per ore non ci è arrivato alcun altro aiuto. Qui è tutto da buttare, armadi, elettrodomestici, porte, non si recupera nulla. Chissà per quanto tempo dovremmo chiudere».
Non nasconde il suo rammarico anche il direttore generale Carlo Bramezza, sul posto sin dal mattino. «Purtroppo – commenta – la situazione è davvero difficile e dispiace che nessuno dell’Amministrazione comunale si sia fatto vedere. Ringrazio il personale dell’Ulss per essersi prodigato in questa emergenza». Dalla Protezione Civile arriva il commento del coordinatore Luca Villotta. «I volontari – spiega – sono intervenuti per affrontare delle situazioni che avrebbero potuto causare nuovi allagamenti in tutto il territorio. In poche ore abbiamo fatto oltre 150 interventi nel solo Comune di Portogruaro. Abbiamo fatto il massimo con i mezzi a disposizione. Purtroppo il Centro disturbi alimentari si trova a 50 centimetri sotto il piano strada e su questo credo sia necessario fare delle valutazioni».
«Quando sono stato informato della situazione – afferma il sindaco Antonio Bertoncello – ho attivato tutti, dalla Protezione Civile, al Consorzio di bonifica, ai Vigili del fuoco. Tutto il personale del Comune, Manutenzioni e Polizia Locale, era sul territorio. Ho sospeso l’esecutivo della Conferenza dei sindaci per monitorare la situazione sul territorio. Quello che è successo alle due strutture è sicuramente un fatto grave». Da Rodriquez un affondo. «In queste circostanze la città non ha bisogno di un sindaco in giacca e cravatta ma di un sindaco con gli stivali».

 

STRADE ALLAGATE – L’enorme quantità di pioggia caduta nel Portogruarese ha provocato l’allagamento di diverse strade, oltre a comportare disagi anche per la circolazione dei treni

FERROVIE – L’esondazione del Cormor blocca la linea Venezia-Trieste

DISAGI – Ritardi superiori alle due ore e convogli soppressi

Strade provinciali chiuse e code in A4 per due incidenti

Circolazione in tilt, treni ko

Trasporti in tilt. Treni e viabilità messi in ginocchio dal maltempo. Complici un paio di incidenti in A4 e un canale che è esondato, muoversi ieri nella tratta che comprende Portogruaro era quasi impossibile. I primi guai sono iniziati già in piena notte con l’esondazione del canale Cormor che ha sospeso il transito dei treni nel tratto fra Latisana e San Giorgio di Nogaro in provincia di Udine, ma di fatto bloccando l’intera linea Venezia-Trieste. La circolazione si è fermata alle 4.20 dell’alba di ieri ed è stata riaperta solo dopo le 13 con il transito del treno regionale 2212 in partenza da San Giorgio di Nogaro alle 12.59. Nell’arco di queste ore sono stati molti i treni soppressi e ancora di più quelli che hanno accumulato ritardi con punte superiori alle due ore. Alla fine c’è stata una freccia cancellata, quattro frecce e due intercity deviati con rallentamenti fino a 110 minuti, dieci regionali limitati e cinque cancellati. Rfi per limitare i disagi ai pendolari ha istituito i bus sostitutivi fra Portogruaro e San Giorgio di Nogaro. La situazione più difficile ha coinvolto i passeggeri della Freccia Bianca 9710, Trieste-Torino, che hanno raggiunto la meta con 136 minuti di ritardo. Non è andata tanto bene nemmeno a quelli che erano a bordo della Freccia argento 9404, Trieste-Roma, con un ritardo di 106 minuti. Pesanti rallentamenti anche per gli intercity 584, Trieste-Roma, che ha accumulato un’ora e un quarto di ritardo e un’ora e mezza pure per l’intercity 735 Mestre-Trieste.
Chi ha cercato la via di fuga in auto non ha avuto sorte migliore. La provinciale Portogruaro-Caorle è rimasta chiusa fino al pomeriggio di ieri a causa dell’acqua, e in alcuni momenti era impossibile transitare anche sulla strada provinciale Portogruaro-Fratta. Nemmeno l’autostrada è stata risparmiata dai disagi. Due incidenti in A4, ieri mattina, in direzione Venezia hanno rallentato la viabilità e creato colonne. Nei due incidenti sono state coinvolte in uno auto e nell’altro mezzi pesanti con parziale chiusura delle corsie di marcia per poter rimuovere i mezzi coinvolti.

 

Acqua a scuola, chiusa la “Renier”

Grondaia difettosa all’istituto del Lido, la decisione presa al termine di una riunione di genitori

La fitta pioggia di ieri ha provocato l’allagamento di una scuola. Erano da poco trascorse le 18 quando i vigili del fuoco sono stati chiamati alla elementare “Renier Michiel” a pochi passi dall’Accademia. Alcuni genitori che avevano appena concluso una riunione, hanno notato che varie zone dello stabile erano allagate. I pompieri, al termine della verifica, hanno deciso di sigillare diverse zone dell’edificio, decretando così la chiusura della scuola per questa mattina. «Non sappiamo per quanto tempo durerà questa situazione – hanno detto ieri sera alcuni genitori – il problema si è verificato per l’intasamento di una grondaia. E così dal piano superiore l’acqua è scesa sotto». Da quanto si è potuto apprendere già in mattinata i bambini di una classe erano stati mandati a casa in anticipo, proprio per i danni provocati da questa perdita. Poi il problema ha interessato praticamente tutta la struttura e per questo sono stati chiusi gli impianti elettrici. Intanto, sul fronte acqua alta, ieri il mareografo di punta della Salute ha registrato alle 12.05 una punta massima di marea di 102 cm (in coincidenza con una marea astronomica di soli 48 cm, dunque con un contributo meteorologico di 54 cm) per i prossimi giorni il fenomeno sarà in attenuazione, secondo le previsioni del Centro Maree del Comune. Da tener presente che la marea ieri ha oscillato su 101-102 cm per ben un’ora e mezza, dalle 11.35 alle 13.05 ed è defluita lentamente, tanto che piazza San Marco non risultava completamente percorribile prima delle 15.30. La fitta pioggia di ieri ha creato tante difficoltà negli spostamenti e c’erano zone, come campo San Polo, che sono rimaste a lungo allagate. Per oggi il Centro Maree prevede per oggi marea sostenuta (massima 80 cm) e per i due giorni successivi marea normale.
LIDO

Strade come fiumi in piena, allagamenti e viabilità in tilt. Il maltempo di ieri, con la pioggia quasi incessante, ha messo in ginocchio il Lido e mandato nel caos il traffico. L’isola ha messo in risalto i soliti vecchi difetti, in primis i tombini ostruiti che non facevano defluire l’acqua piovana. Via Sandro Gallo via Malamocco e i lungomare allagati, e dunque impraticabili, in più punti. Un discorso a parte lo merita, ancora una volta, piazzale Santa Maria Elisabetta, ancora un cantiere aperto e incompleto. Le pendenze di Insula saranno anche quelle provvisorie, ma intanto, il piazzale è finito sott’acqua come mai si ricordi a memoria d’uomo. E con il piazzale sono state allagate tutte le attività commerciali, bar, ristoranti, l’agenzia di viaggi, i negozi, che si trovano a ridosso del piazzale. Non si sa ancora per quanti mesi potrebbe perdurare questa provvisorietà, ma un’area fondamentale per la circolazione viaria del Lido, da mesi, è lasciata in degrado e abbandono, con recinzioni di cantiere, senza che si sia trovata una soluzione dignitosa. E la gente, esasperata dalla pioggia, dai danni ancora subìti, è ora pronta a scendere in piazza. La rabbia dei cittadini sta per esplodere.

(ha collaborato Lorenzo Mayer)

 

Maltempo e pioggia intensa anche a Cavallino-Treporti. Il forte nubifragio che si è abbattuto nella mattinata ha creato una serie di disagi soprattutto nella zona delle Isole treportine dove non sono mancati degli allagamenti. In particolare strade allagate si sono registrate a Saccagnana e a Lio Piccolo. In entrambi i casi è stato necessario l’intervento dei volontari della Protezione civile, impegnati da giorni nel monitoraggio dell’intero territorio, che hanno messo in funzione due idrovore, per tentare di liberare le carreggiate stradali e per impedire all’acqua di raggiungere anche le abitazioni vicine. Disagi anche a Punta Sabbioni, dove la pioggia intensa ha mandato sott’acqua il lungomare Dante Alighieri, nella zona del cantiere del Mose. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia locale che hanno interdetto la circolazione per motivi di sicurezza per circa due ore. Sotto accusa sono finiti gli scarichi della zona, mentre nel pomeriggio la situazione è tornata alla normalità. Sotto osservazione, infine, anche la spiaggia: le mareggiate dei giorni scorsi hanno provocato un’erosione dell’arenile in zona Ca’ di Valle.

(G.B.)

 

MESTRE – Una strada? No, una grande piscina

La protesta di un’insegnante dello Iusve alla Gazzera: «Dopo queste piogge impossibile raggiungere l’Università»

Quanto è dura la strada per la laurea. D’accordo gli esami, d’accordo la tesi, ma che fuor di metafora lo sia anche il percorso per raggiungere l’Università è qualcosa di inaccettabile per gli studenti dello Iusve di Mestre. A cominciare stradina che porta all’istituto universitario salesiano, quella che passa attraverso il parco della Gazzera, che con la pioggia di questi giorni si è di nuovo trasformata in una piscina. A denunciare la situazione è Daniela Turato, docente Iusve da 5 anni: «Si è costretti ad attraversare un guado perché è impossibile trovare un pò di spazio non paludoso dove poter poggiare i piedi senza scivolare. Con la neve, poi, diventa una pista di pattinaggio per abili talenti». L’istituto salesiano ha denunciato più volte al Comune la situazione della stradina, passaggio inevitabile per studenti e personale dell’istituto. «Inoltre non è illuminata – aggiunge Turato – e se ci si ritrova a doverla percorrere dopo le 17, lo si fa col cuore in gola e con la speranza di non incrociare qualche ospite inatteso». Tra le denunce dell’istituto, anche i disagi legati ai ritardi e al sovraffollamento degli autobus che collegano lo Iusve a Mestre, alla stazione o ai comuni limitrofi. «In particolare la linea 10 dell’Actv, che ha una fermata dietro l’università, vede gli autobus costantemente in ritardo di almeno 10-15 minuti, sia in andata che al ritorno. Per il sovraffollamento, poi, non tutti riescono a salire sull’autobus del mattino e si arriva all’università quotidianamente in ritardo – conclude l’insegnante – Un peccato se si pensa che questo istituto, in controtendenza con tante altri sedi universitarie italiane, può vantarsi di vedere negli anni crescere costantemente i suoi iscritti grazie alla qualità della proposta formativa offerta ai giovani».

(m.fus.)

 

RIVIERA DEL BRENTA

I maggiori disagi a Stra, Vigonovo, Fiesso e Fossò. Situazione in peggioramento

IN RIVIERA DEL BRENTA – Centro di Vigonovo isolato

A Fossò abitazioni sott’acqua per l’esondazione del Cornio

DISAGI A STRA – Situazione in rapido peggioramento in tutta l’area

Il territorio della Riviera del Brenta, che sembrava essere stato risparmiato dagli ultimi eventi atmosferici avversi, da ieri sta pagando duramente la sua buona sorte. Da ieri mattina la pioggia è caduta abbondante in tutta la zona. Il terreno già saturo d’acqua non ha assorbito l’acqua piovana ed è stato subito un vero caos idraulico. La vera e propria bomba d’acqua della durata di circa due ore è precipitata verso mezzogiorno. Da allora non ha più smesso di piovere, anche se in maniera meno intensa. Si segnalano allagamenti ovunque. Il Comune più colpito sembra essere quello di Vigonovo, letteralmente isolato dalle strade allagate, compresa via Roma, già chiusa al traffico da tre giorni per un grosso problema creato da una “caverna” creatasi sotto il manto stradale.
Le strade provinciali di via Padova e di via Veneto, quelle comunali di via Cavour, via Pascoli, via Leopardi sono state completamente allagate. Nella frazione Sandon di Fossò lo scolo consorziale Cornio è esondato, mandando sott’acqua alcune famiglie di via Celestia. Chiuse per allagamenti anche via Padova e via Castellaro Basso. A Campolongo Maggiore vengono segnalati alcuni allagamenti, in particolare su via Toscana e Umbria, nel territorio «basso» della frazione Bosco di Sacco.
A Stra allagamenti a nord del centro abitato e nella frazione di San Pietro. Una idrovora è stata sistemata dai Vigili del Fuoco in via Noventana per scaricare l’acqua piovana in Brenta.
A Fiesso d’Artico l’idrovora che scarica l’acqua nel Serraglio sta funzionando al massimo, come d’altronde quella dall’Idrovia sul Brenta in territorio di Vigonovo. La situazione è in continuo mutamento e peggioramento in tutti i comuni della Riviera del Brenta.

Vittorino Compagno

 

Gazzettino – L’ira dei sindaci sale sui treni

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1

nov

2014

I primi cittadini della Portogruaro-Venezia in Regione, ma l’assessore non c’è

C’erano tutti, tecnici regionali e dirigenti di Trenitalia, con i Comitati pendolari e i sindaci di tutti i Comuni interessati, per discutere i problemi dei treni dei pendolari. Mancava l’assessore regionale, Elena Donazzan. E così ai sindaci non è rimasto che protestare.

 

IL VERTICE – Fronte compatto: «I problemi dell’orario cadenzato si aggiustano solo investendo»

Treni, domande senza risposte

Sindaci e assessori della linea Portogruaro-Venezia all’incontro in Regione. Ma la Donazzan non c’è

Ormai è una corsa contro il tempo quella dei sindaci della tratta Venezia-Portogruaro per riuscire a portare a casa, prima delle prossime elezioni regionali, qualche soluzione ai problemi che affliggono i pendolari dall’entrata in vigore dell’orario cadenzato.

Quasi due ore di incontro ieri mattina a Palazzo Linetti tra i tecnici regionali della direzione Mobilità e un dirigente di Trenitalia. Comitati pendolari, sindaci e assessori ai Trasporti dei comuni coinvolti (Quarto D’Altino, Marcon, Roncade, Casale sul Sile, Meolo, San Donà di Piave, San Stino di Livenza, Portogruaro e Fossalta di Portogruaro) se ne sono usciti con i dati delle frequentazioni ferroviarie sotto il braccio scuotendo la testa: all’incontro mancava quel tanto richiesto interlocutore politico nonostante la recente assegnazione delle deleghe ai Trasporti all’assessore Elena Donazzan.

I dati resi pubblici ai primi cittadini sono quelli delle linee ferroviarie del 2013 e 2014, il rapporto della puntualità e le rilevazioni grafiche delle frequentazioni, prima e dopo le modifiche dell’orario cadenzato. «Il problema è puramente politico – spiega il sindaco di Marcon Andrea Follini – ma la politica non era presente all’incontro. I disagi annunciati dai pendolari continuano, le corse che saltano al mattino e alla sera, quelle cancellate al sabato e alla domenica mettendo in difficoltà i lavoratori pendolari del week-end».

«I dati delle frequentazioni li avevamo richiesti mesi fa – ribadisce Silvia Conte, sindaco di Quarto D’Altino – per poter fare dei confronti con quanto affermato dai pendolari. La scelta di investire oltre il fondo nazionale deve esser assunta dalla politica, come avviene in altre regioni.» Un finanziamento regionale al servizio pubblico ferroviario potrebbe presto arrivare, se inserito nel prossimo assestamento del bilancio. Al confronto ieri, c’era anche il consigliere regionale Bruno Pigozzo (Pd). «Ho intenzione di richiedere la quantificazione economica delle risorse disponibili – spiega il consigliere – così che si possa inserire nell’assestamento qualche risorsa in più, una promessa che già aveva fatto Chisso». Ad oggi però, i sindaci sono ben lontani dall’aver risposte rassicuranti ai disagi. «Nei dati mancano le frequentazioni estive del 2014, attendiamo di vedere anche quelli -. aggiunge l’assessore ai Trasporti di Portogruaro Patrizia Daneluzzo – Per quanto ci riguarda i disagi li sentiamo meno nella linea “Portogruaro-Venezia” ma sono più critici in quella “Treviso-Portogruaro”».

Nessuno cita la «carta di intenti» annunciata alcuni giorni fa dopo l’incontro tra Zaia e l’Ad di Trenitalia Vincenzo Soprano che dovrebbe «aggiustare» molte delle variazioni problematiche dell’orario cadenzato. Il pensiero dei primi cittadini di «Venezia-Portogruaro» è che gli «aggiustamenti tecnici» ventilati ieri (dalla Regione) e verificati (da Trenitalia) siano solo una toppa ad uno strappo talmente ampio che solo un cospicuo contributo può ricucire. «Se c’è l’interesse della Regione ad un investimento sul servizio – aggiunge Francesca Zotti, assessore ai Trasporti e Mobilità del Comune di San Donà – lo scopriremo tra un mese, con l’assestamento di bilancio».

 

FOLLINI (MARCON) – I disagi continuano e le corse saltano

I PENDOLARI «Alla mattina presto e di sera i problemi restano rilevanti»

Ritardi, tagli notturni, al sabato, nei giorni festivi ed estivi. Tra i disagi che i pendolari della tratta Venezia-Portogruaro continuano a segnalare, c’è il problema dei due autobus notturni che hanno sostituito i treni che partivano da Venezia alle 23.05 e 00.20. «Gli utenti continuano a segnalarci che gli autobus da Venezia a Portogruaro non sono sufficienti a contenerli tutti – racconta l’assessore ai Trasporti di Portogruaro Patrizia Daneluzzo – sarebbe quindi importante reintegrare quel servizio ferroviario». Ad una prima occhiata, ai dati delle frequentazioni delle linee ferroviarie 2013 e 2014, i Comitati di Quarto D’Altino e Veneto Orientale storcono il naso. «I dati regionali sono attendibili – spiega Nicola Nucera, incaricato del confronto tra i dati segnalati dagli utenti e quelli forniti dalla Regione – però poco conta che i treni in ritardo di oltre quindici minuti siano pochi, se poi si tratta di treni di punta che contengono centinaia di lavoratori».

I comitati hanno guardato con attenzione le linee cancellate. «Quelle estive e festive, ritenute non scolastiche – aggiungono Marco Natella e Gianni Foffano – ma non per questo il lavoro e i lavoratori si fermano!» «Un esempio – aggiunge Nucera – riportato dai dati regionali, è quello del treno 11102 che da Portogruaro arriva a Mestre alle 6.04 e trasporta, in media, 200 persone. Questo treno dopo l’entrata in vigore del cadenzato è stato soppresso da giugno a settembre, al sabato e durante tutte le festività, ma prima, tra sabato e domenica, veniva preso stabilmente da una sessantina di lavoratori. Ora come fanno?» Tra le preoccupazioni e disagi dei lavoratori pendolari ci sarebbero infatti quelle linee che da Portogruaro giungono a Venezia e Mestre prima delle 7.30 ma, dopo l’orario cadenzato, sono sparite nei fine settimana e nei giorni festivi. Tagli che hanno conseguentemente portato un sovraffollamento nelle altre corse, soprattutto nelle giornate turisticamente più appetibili in laguna.

 

AUTOSTRADA A4 – Terza corsia, slitta al 2031 il tratto S.Donà-Portogruaro

Autovie, causa mancanza di fondi, ha deciso il rinvio al 2031 della terza corsia dell’A4 nel tratto San Donà – Fossalta di Portogruaro. Ampliamento, invece, entro il 2022, per il tratto Fossalta-Palmanova.

Autovie a corto di fondi, slitta il tratto San Donà- Fossalta di Portogruaro

Rinviata al 2031 la realizzazione della terza corsia dell’A4 nel tratto San Donà – Fossalta di Portogruaro. Ampliamento, invece, prioritario, entro il 2022, per il tratto Fossalta di Portogruaro – Palmanova. L’A4 nel Veneto orientale è destinate a rimanere un collo di bottiglia per almeno altri tre lustri. Tempi biblici anche per le opere complementari idrauliche collegate, come il canale di scolo a Nord dell’infrastruttura che avrebbe dovuto ovviare ai periodici allagamenti dovuti dalla barriera costituita dalla massicciata autostradale. Sospesi sia lo spostamento del casello di San Stino che il nuovo casello di San Michele/Bibione, che pur situato in corrispondenza del tratto prioritario è considerata opera funzionale da realizzare in un secondo tempo.

L’amministratore delegato di Autovie, Maurizio Castagna, all’assemblea di bilancio di venerdì, ha dovuto prendere atto che i tempi duri continuano ed è quindi necessario posticipare al 2031 gli interventi «non prioritari». E questo nonostante per la prima volta dall’inizio della crisi il traffico sia aumentato in modo seppur lieve (0,5% quello leggero e + 1,6% quello pesante per un incremento complessivo di + 0,8%) e gli aumenti dei pedaggi, componente principale dei ricavi, abbiano fatti lievitare la cifra dell’esercizio, da luglio 2013 a giugno 2014, a 180 milioni di euro, con un incremento di 16 milioni e un utile netto di 21.1 milioni. Rispetto al Piano finanziario, già limato lo scorso giugno di 44 milioni di euro, il Governo ha chiesto ulteriori tagli, in considerazione anche che i futuri aumenti tariffari dei pedaggi, inizialmente previsti al ritmo del 6%, non potranno superare il valore dell’inflazione (previsto attorno all’1.5 %). È stato così necessario, ha spiegato Castagna, dividere l’intervento complessivo in due blocchi: quello prioritario, da realizzare entro il 31 dicembre 2022, e l’altro, tra cui quello che interessa il Veneto orientale, da realizzare tra il 1. luglio 2022 e il 30 giugno 2031. Per un costo totale dell’opera che sarà di 1.428 milioni, di cui 558 milioni già spesi, con un risparmio di 259 milioni rispetto al piano del 2009.

«Mi pare che Autovie – commenta e Lucio Leonardelli, ex vicepresidente della società – abbia impostato un piano realisticamente fattibile alla luce della situazione economica attuale e dei criteri che sono stati indicati dal governo. È da sperare che sul fronte Veneto ci sia un’opportuna verifica affinché vengano realizzate le opere previste».

Maurizio Marcon

 

QUARTO D’ALTINO – La richiesta dei sindaci della tratta Venezia-Portogruaro è stata accolta e il tavolo di confronto sull’orario cadenzato può ripartire.
Dopo la lettera inviata dai Comuni al presidente della Regione Luca Zaia, è arrivata la convocazione per il 31 ottobre. Si parlerà delle «problematiche» dell’orario cadenzato, che il 15 dicembre compie un anno e che non piace ai comitati dei pendolari. I sindaci chiederanno ancora una volta la pubblicazione dei dati sulle frequentazioni delle corse sulla tratta «prima» e «dopo» l’entrata in vigore del nuovo orario, porteranno l’elenco dei disservizi, con le cancellazioni e i ritardi, elencati puntualmente dai pendolari.
Con molta probabilità chiederanno risposte sul problema dei «buchi» in alcuni orari, che non rendono realmente cadenzato il servizio, e sui tagli delle corse nei fine settimana e nei mesi estivi. Il Comune di Quarto presenterà anche i risultati dell’indagine condotta sul proprio territorio, dalla quale risulterebbe che più della metà degli intervistati ritiene che con l’entrata in vigore dell’orario cadenzato il trasporto pubblico locale sia peggiorato. In Regione quindi, il 31 ottobre, saranno attesi i sindaci di Quarto d’Altino, Marcon, Roncade, Casale Sul Sile, Meolo, San Donà di Piave, San Stino di Livenza, Portogruaro e Fossalta di Portogruaro.

(m.fus.)

 

Parte da Quarto la protesta dei primi cittadini della linea Venezia-Portogruaro

Chiedono al governatore un riscontro alle tante proposte lanciate dai comitati

QUARTO – Il tempo passa inesorabile e manca ormai sempre meno al 14 dicembre, data in cui entrerà in vigore l’orario ferroviario invernale. Per questo i sindaci dei Comuni interessati dalla tratta Venezia-Portogruaro hanno scritto al governatore Zaia, sollecitando la richiesta di un incontro per avere risposta alle tante questioni aperte riguardo all’introduzione dell’orario cadenzato. La lettera è stata sottoscritta da ben nove sindaci. Oltre a Silvia Conte di Quarto, hanno apposto la loro firma Andrea Follini (Marcon), Loretta Aliprandi (Meolo), Andrea Cereser (San Donà), Matteo Cappelletto (San Stino), Antonio Bertoncello (Portogruaro), Natale Sidran (Fossalta di Portogruaro), nonché i sindaci trevigiani di Roncade, Pieranna Zottarelli, e Casale sul Sile, Stefano Giuliato. Nella lettera i Comuni ribadiscono la richiesta di avere da Trenitalia i dati sulla frequentazione dei convogli prima e dopo l’entrata in vigore del cadenzamento. Ma, soprattutto, chiedono di avere un riscontro alla proposta di orario cadenzato trasmessa alla Regione nell’agosto dello scorso anno come base per avviare una verifica di un modello di servizio più efficiente. «A oggi l’orario cadenzato presenta diverse criticità, come segnalato in varie occasioni con i rappresentanti dei pendolari e ribadito anche dal Consiglio comunale di Quarto con un ordine del giorno approvato lo scorso 23 luglio», spiega Silvia Conte, «l’orario cadenzato, infatti, non copre in modo equo e completo né l’arco della giornata, né tutti i giorni dell’anno, né tutto il territorio regionale. Questo emerge anche da un’indagine conoscitiva condotta dal Comune di Quarto sul proprio territorio, dalla quale risulta che più della metà degli intervistati (il 53,2% per la precisione) ritiene che con l’entrata in vigore dell’orario cadenzato il trasporto pubblico locale sia peggiorato». Nella lettera i sindaci sottolineano al governatore Zaia la necessità per i Comuni e per i comitati pendolari di avere un interlocutore politico con cui rapportarsi. All’ultimo incontro, che risale allo scorso 28 luglio, Zaia non era seduto al tavolo e a rappresentare la Regione c’erano solo i tecnici. Infine, i Comuni chiedono «l’avvio di un tavolo permanente della mobilità che coinvolga le amministrazioni pubbliche e i rappresentanti dei pendolari, anche in vista della nuova gara per l’affidamento del trasporto pubblico locale per i prossimi anni». Nei giorni scorsi anche il Tavolo dei Pendolari, che riunisce i vari comitati esistenti in Veneto, ha sollecitato un incontro con Zaia.

Giovanni Monforte

 

Gazzettino – Ferrovie “Orario cadenzato, troppi disagi”

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10

ott

2014

FERROVIE – I sindaci dei Comuni interessati chiedono un incontro con Zaia

PENDOLARI – Ancora disagi con l’orario cadenzato dei treni

«A quasi un anno dall’avvio dell’orario cadenzato, i disagi sono ancora troppi. Abbiamo bisogno di un interlocutore politico». Nell’ultimo tavolo di luglio si sono presentati solo i tecnici e ora i sindaci dei comuni della tratta ferroviaria Venezia Portogruaro chiedono di nuovo un incontro al presidente della Regione, Luca Zaia.
Da tempo infatti sollecitano la pubblicazione dei dati sulle frequentazioni delle corse sulla tratta «prima» e «dopo» l’entrata in vigore del nuovo orario, avviato lo scorso 15 dicembre. I sindaci inoltre attendono un riscontro alla proposta di orario ferroviario cadenzato presentata in Regione nell’agosto del 2013. Una proposta che, a loro avviso, potrebbe rendere più efficiente il servizio.
«Ad oggi – spiega la Sindaca di Quarto d’Altino, Silvia Conte – come segnalato in diverse occasioni con i rappresentanti dei pendolari e ribadito anche dal consiglio comunale di Quarto d’Altino con un ordine del giorno, l’orario cadenzato presenta diverse criticità: non copre in modo equo e completo né l’arco della giornata, né tutti i giorni dell’anno, né tutto il territorio regionale. Questo emerge anche da un’indagine conoscitiva condotta dal Comune di Quarto sul proprio territorio, dalla quale risulta che più della metà degli intervistati ritiene che con l’entrata in vigore dell’orario cadenzato il trasporto pubblico locale sia peggiorato.» La lettera, inviata a Zaia, è stata sottoscritta dai sindaci di Quarto d’Altino, Marcon, Roncade, Casale Sul Sile, Meolo, San Donà di Piave, San Stino di Livenza, Portogruaro e Fossalta di Portogruaro. Tra le richieste, anche l’avvio di un tavolo permanente della mobilità che coinvolga le amministrazioni pubbliche e i rappresentanti dei pendolari.

 

Caos in stazione

Treno cancellato corriera in ritardo: la rabbia sul web

MONTEBELLUNA – (L.Bon) Salta il treno e la corriera è in ritardo: caos in stazione. Ennesima mattinata da incubo, ieri, per i pendolari sulla linea Calalzo Padova. Il treno delle 8.16, infatti, è stato soppresso, fra le proteste di chi doveva raggiungere le stazioni di Castelfranco e Padova. Agli utenti è stato assicurato, come spesso accade, il servizio sostitutivo, rappresentato dalla corriera. Peccato che il mezzo sia arrivato a destinazione con quasi un’ora di ritardo, quando ormai i passeggeri si erano decisi a prendere il treno successivo. E se ne è andato praticamente vuoto. Ovvia la rabbia degli utenti sul web. C’è chi evidenzia le coincidenze perse a causa del ritardo e chi invita ad essere previdenti. «Dopo aver fatto 3 anni da pendolare giornaliero Montebelluna/Padova -afferma uno degli internauti del gruppo Montebelluna city- bisogna essere fatalisti o iperprevidenti. Quando hai lezioni importanti o esami devi prendere il treno prima in modo da avere un lasco e se proprio ci sono problemi puoi anche andare a Padova in auto. Il 18 settembre avevo un esame all’Università di Padova alle 11; ho preso il treno delle 7 quando avrei potuto prendere quello delle 8 e, al limite (molto rischioso) anche quello delle 9».

 

MEOLO – Autostrada del Mare Meolo- Jesolo: i Comuni scrivono al governatore Zaia per chiedere «con estrema urgenza, prima della pausa estiva, un incontro per conoscere lo stato dell’iter del progetto e per confrontarci sulle necessità infrastrutturali del nostro territorio». La lettera ha come firmatari i Comuni di Meolo, San Donà, Musile, Fossalta, Eraclea, Cavallino- Treporti, nonché Monastier, Roncade, San Biagio, Silea e Treviso. I Comuni firmatari affermano anche che «prima di ogni definitiva decisione, riteniamo necessaria una revisione approfondita delle motivazioni dell’opera in relazione all’impatto e alle esigenze dei Comuni del territorio». La lettera segue un incontro organizzato dal Comune di Meolo, a cui sono stati invitati tutti i sindaci. «La nuova amministrazione ha deciso di riunire tutti i Comuni interessati per aprire un confronto allo scopo di ricercare una posizione condivisa, valutare lo stato attuale dell’opera e possibili soluzioni alternative», spiega Loretta Aliprandi, sindaco di Meolo, «la nostra posizione è contraria alla privatizzazione della Treviso Mare». Hanno firmato pure Comuni di centrodestra, anche se con posizioni più sfumate. «La mia firma vuole essere costruttiva per capire lo stato dell’arte dell’opera e le questioni aperte da qui ai prossimi mesi, in attesa che le note vicende giudiziarie facciano il loro corso», commenta Gianluca Forcolin, sindaco di Musile.

(g.mon.)

 

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