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TUTTI ALLE ZATTERE, DOMENICA 4 OTTOBRE ALLE 15.30

Nel tratto delle Zattere tra il ponte del rio di San Trovaso e la piattaforma ex Adriatica troverete gazebo con materiali informativi, e musica

Venite come volete o a piedi o in barca ! Portate bandiere, cartelli, fischietti e altri strumenti “rumorosi”!

CONTRO LE GRANDI NAVI E I NUOVI SCAVI IN LAGUNA
PER IL LAVORO E LE SOLUZIONI ALTERNATIVE

Fuori le grandi navi crociera dalla laguna: un lungimirante sviluppo sostenibile

Leggiamo nei giornali il caos creato e le molteplici scomposte reazioni alle dichiarazioni del ministro Franceschini
Pochi giorni fa’ erano emerse in Consiglio Comunale le posizioni pregiudiziali di Brugnaro, il voto negativo sul progetto Duferco era scontato, il passaggio in commissione e la discussione in consiglio erano puramente formali.
Bene hanno fatto le opposizioni ad abbandonare l’aula e non partecipare al voto.
Questa concezione autoritaria della dialettica democratica dovrebbe far riflettere i vertici del PD soprattutto coloro che vogliono patti di collaborazione negli interessi della città. L’interesse della città non c’entra proprio nulla e questa vicenda lo dimostra. L’imprenditore Brugnaro cerca solo accordi di potere per difendere quegli interessi di potere economico che si sono consolidati in questi anni all’interno del porto dove la difesa del lavoro viene usata strumentalmente.
Si sta svelando così quell’intreccio consociativo utilitaristico tra istituzioni, imprenditoria e vertici sindacali fondato su una visione corporativa e conservatrice dello sviluppo che non è più in grado di cogliere quella sfida di un futuro sostenibile che sappia coniugare ambiente e lavoro (e che un progetto del genere potrebbe interpretare).
Per quanto ci riguarda noi continueremo a batterci come abbiamo fatto nel corso di questi anni per una soluzione progettuale che mantenga la crocieristica ed il lavoro a Venezia compatibilmente con la tutela del patrimonio urbanistico della città e della salvaguardia della laguna.
Ciò significa un no netto a qualsiasi scavo di nuovi canali in laguna o allargamento di quelli esistenti quali il canale dei petroli o il Vittorio Emanuele, una assoluta contrarietà alla proposta del nuovo tracciato Trezze Est che è quasi peggio del Contorta-S.Angelo ed un si ragionato alla realizzazione di un nuovo avamporto alla bocca di Lido. Il progetto Duferco in valutazione Via con i miglioramenti portati dimostra che questi obiettivi si possono realizzare.
Ora la decisione finale spetta agli esperti della commissione VIA che devono operare liberi da condizionamenti politici e di lobby ed al Governo che dopo la decadenza del progetto Contorta-S.Angelo deve prendere atto che ci sono altre soluzioni alternative fuori della laguna che se non piacciono al nuovo Sindaco ed al Presidente Costa in scadenza di mandato godono di un consenso crescente non solo dei cosiddetti ambientalisti, ma tra i lavoratori del porto (quelli veri, non quelli che pretendono di rappresentarli e non hanno i loro voti ) e nell’opinione pubblica.
Noi comunque continuiamo la nostra battaglia, forti della straordinaria partecipazione all’ assemblea di S.Leonardo del 21 settembre

INVITIAMO TUTTI ALLE ZATTERE, DOMENICA 4 OTTOBRE ALLE 15.30

Nel tratto delle Zattere tra il ponte del rio di San Trovaso e la piattaforma ex Adriatica troverete gazebo con materiali informativi, e musica

Venite come volete o a piedi o in barca !
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CONTRO LE GRANDI NAVI E I NUOVI SCAVI IN LAGUNA
PER IL LAVORO E LE SOLUZIONI ALTERNATIVE

Il 22 ottobre con l’occasione della mostra di Gardin saremo in piazza S. Marco.

Venezia, 2 ottobre 2015

ASSOCIAZIONE AMBIENTEVENEZIA

 

Al convegno con Nencini, il candidato chiede scelte veloci e il presidente vuole “vera leadership”

«Sulle grandi navi stiamo lavorando con Delrio e contiamo su una risposta veloce, dopo i problemi legati al cambio al ministero». Riccardo Nencini, segretario nazionale dei socialisti e viceministro alle Infrastrutture e Trasporti ieri al Candiani ha ribadito che il governo non sottovaluta la questione Grandi navi, uno dei temi caldissimi di questa campagna elettorale alle battute finali.

Parla anche di alta velocità Nencini, ricordando il progetto Rfi per il collegamento con l’aeroporto Marco Polo e il passo avanti della tratta Verona-Vicenza: il progetto sarà pronto per fine agosto, rassicura.

Al dibattito dei socialisti democratici di Luigi Giordani, dedicato allo sviluppo di Porto e aeroporto, sono arrivati anche Paolo Costa, presidente dell’Autorità portuale, e Felice Casson, candidato sindaco del centrosinistra.

Su posizioni distanti, come noto, sullo scavo del canale Contorta. Nessuno scontro dialettico faccia a faccia per loro perché Casson fa il suo intervento e poi scappa a rincorrere i tanti impegni della giornata e non ascolta fino alla fine l’intervento di Costa.

Ma il messaggio tra i due è stato chiaro. Casson ha ricordato prima che la scelta del commissario Zappalorto di firmare una intesa con Save sul terminal di Tessera «è una decisione che sconcerta perché un tecnico entra a gamba tesa su una questione complessa su cui si discute da anni e lo fa a pochi giorni dal voto.

Una intesa che dovrà essere discussa e rivista dalla nuova amministrazione» e sulle grandi navi invita Nencini e il governo «ad evitare le calende greche perché la risoluzione del Senato del febbraio 2014», quella che prevedeva la valutazione di tutte le alternative, «prevedeva una risposta in tre mesi e invece le cose sono andate per le lunghe e ora vanno velocizzate per favorire lo sviluppo ed evitare di perdere posti di lavoro».

E uno strumento utile, ricorda il candidato, è «l’istruttoria pubblica introdotta dal consiglio comunale veneziano nel 2012», che permette di sentire anche territori e Municipalità.

Paolo Costa, dal canto suo, non perde l’occasione per ribadire che Porto e Aeroporto per Venezia non sono semplici infrastrutture ma «attrattori attorno cui si può pensare di ricostruire la base economica che è stata distrutta in città dall’implosione di Porto Marghera». E continua: «O capiamo che il destino della città è quello di guardare al mondo o non ci siamo. E allora serve misura», spiega Costa. «Certo è importante sentire anche i pareri della Municipalità ma serve una vera leadership in città». E parla di un incontro recentissimo avuto con operatori asiatici ed europei per «fare di Venezia la porta principale della via della Seta. Al largo di New York i cinesi stanno realizzando, in acque internazionali, un porto offshore» e i progetti di Venezia vengono presi come esempio. E poi mostra in una tabella lo stato di valutazione dei vari progetti in campo, con la posizione migliore assegnato al progetto del Contorta. «Non chiediamo favori ma che ci sia la consapevolezza che il nostro Porto è il meglio collocato in Europa, al centro di tre corridoi e di una via marittima padana che potrebbe vedere Mantova come retro di Venezia. Su questo deve uscire l’orgoglio veneziano», dice il presidente del Porto. «A perderci in chiacchiere si perdono grandi occasioni», dice il presidente. Nencini rassicura: «Per fortuna Costa ha una strategia. Il Porto di Venezia non è solo il porto del Veneto ma è il porto del Mediterraneo largo».

Nuova Venezia – La grande nave minacciosa tra i kayak

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25

mag

2015

La Msc Magnifica passa quando in acqua ci sono almeno cento imbarcazioni. I vogatori: «Non poteva aspettare?»

VENEZIA – La prima, la “Msc Musica”, è passata all’alba, prima delle sette, quando in bacino San Marco non c’era l’ombra di una barca a remi; la seconda, invece, si è infilata nel canale della Giudecca dopo aver lasciato alla sua sinistra l’isola di San Giorgio alle 7,55, intorno c’era già una decina di imbarcazioni, per la maggior parte kayak e jole arrivate un’ora prima del colpo di cannone, per la maggior parte con canottieri stranieri, francesi, tedeschi e inglesi. La terza è arrivata a San Marco alle 8,19, con il sole già alto a illuminarla e quasi a voler impedire ai fotografi piazzati sulla riva della Punta della Salute di fotografare la sua enorme stazza a causa della forte luce di fronte agli obiettivi di macchine e telefonini.

Sotto la “Msc Magnifica”, in acqua, in quel momento, il grosso delle barche non era ancora arrivato, ma un centinaio, tra il centro del Bacino e il Canale della Giudecca, era già in movimento. La grande nave è passata molto lentamente, apparentemente più lenta del solito, un rimorchiatore davanti a tracciare la giusta rotta e uno dietro, trainato con la prua voltata verso il mare in modo da poter correggere ogni minimo errore con i suoi potenti motori, in cabina di comando, accanto al timoniere, da una parte il comandante e dall’altra il pilota del Porto di Venezia, salito a bordo non appena la “Magnifica” è entrata in Bocca di Porto tra la diga di San Nicoletto e quella di Punta Sabioni.

In Marittima era già attraccata “Msc Musica”, quella passata all’alba senza farsi notare, soprattutto grazie all’ora non tanto alla stazza. Per un momento tutto è sembrato fermarsi: l’enorme nave, con i suoi sessanta metri d’altezza e i suoi 2500 crocieristi ammassati sui suoi sedici ponti, che oscuravano il sole e nascondevano il campanile di San Giorgio, ha avanzato lentamente e ancor più lentamente si muovevano il centinaio di barche a remi che erano già schierate per la partenza della Vogalonga. Una parte ferme proprio in Bacino, altre decine in Canale della Giudecca: nessuna ha ostacolato la rotta del “mostro” anche se, poco dopo, qualcuno ha confessato che lo avrebbe fatto davvero volentieri come protesta per quello che stava avvenendo.

«Come è possibile», si è chiesto con uno stentato inglese, probabilmente un canottiere austriaco ancora a riva, in attesa del colpo di cannone prima di infilarsi nella sua barca, «che facciano arrivare queste navi proprio oggi, almeno potrebbero ritardare la loro entrata in laguna. Che cosa cambia se restavano un’ora o due fuori dal Porto, in mare, in attesa che noi partissimo lasciando libero San Marco?».

Una domanda che si sono fatti in molti, anche a Venezia, alla quale hanno risposto il padre Lalo e il figlio Antonio Rosa Salva, organizzatori della 41esima regata non competitiva lagunare. Anche perché il più anziano fin dalla prima edizione, quella del 1975, quando più generazioni di Rosa Salva (Toni, Pino, Paolo, oltre a Lalo) assieme a Lauro Bergamo e Delfo Utimpergher hanno ideato e promosso la grande manifestazione del remo di maggio proprio contro il dilagare, già allora, delle barche a motore nei canali e in particolare per manifestare in modo civile e gentile contro gli effetti devastanti per il fragile tessuto cittadino del moto ondoso.

«Abbiamo incontrato più volte i rappresentanti del Porto e della Capitaneria», spiegano i due, «abbiamo parlato anche con i responsabili locali delle compagnie di navigazioni che gestiscono le crociere e ci hanno assicurato che l’entrata delle loro navi non avrebbe assolutamente ostacolato la Vogalonga, visto che la terza e ultima avrebbe fatto il suo ingresso molto prima delle 9, l’ora della nostra partenza».

Certo, comunque, che l’entrata delle tre grandi navi in un colpo solo come presentazione per una manifestazione che vuole ribadire la necessità della salvaguardia della laguna e dei suoi canali per la difesa della città non è una buona pubblicità.

E riporta al centro del dibattito ancora una volta la questione non risolta, nonostante gli anni di dibattito e diatribe, del passaggio dei “mostri” ormai alti quanto il campanile di San Giorgio e lunghi come venti granturismo in fila uno dietro l’altro proprio nel luogo più importante e fragile della città.

Forse ai 1500 veneziani iscritti alla Vogalonga quell’enorme grattacielo galleggiante sopra la loro testa non avrà fatto lo stesso effetto che ha provocato ai 6.500 foresti che hanno partecipato alla regata non competitiva perché si sono ormai abituati a vederseli passare e guardarli dal basso in alto.

Comunque, stando almeno a quello che racconta Lalo Rosa Salva, a creare più problemi alla 41esima edizione, ieri, sono stati i motoscafisti e non “Costa” o “Msc”. Poco dopo aver sparato, assieme al figlio, dalla sua piccola imbarcazione il colpo di cannone qualche attimo prima che le campane delle chiese veneziane suonassero le 9, lo hanno informato che c’è stato un problema in Rio Novo. Non è solo perché si sono svegliati in ritardo i vogatori, infatti, che decine di imbarcazioni, soprattutto di stranieri, sono arrivate in bacino dal Canal Grande dopo che tutti gli altri erano già partiti. Rosa Salva riferisce che proprio all’imbocco del Rio Novo, a piazzale Roma, c’è stato un ingorgo di taxi, che per alcuni minuti ha impedito a quelle imbarcazioni di entrare nel canale, in modo da tagliare l’ampia curva con Rialto, e raggiungere in tempo il punto di partenza della Vogalonga. Dall’altra parte, invece, tutto è filato liscio. Le imbarcazioni che hanno raggiunto il Bacino dal Canale della Giudecca sono state invitate a navigare sotto la riva delle Zattere e giunte quasi in bacino, a rimanere tra le grandi bricole e la Punta della Dogana. A controllare che tutto filasse liscio le barche di polizia, carabinieri, Guardia di finanza, Capitaneria e Protezione civile. Così, tutti coloro che sono arrivati al via da quella direzione e non dal Canal grande hanno potuto incrociare la “Msc Magnifica” che si dirigeva verso la banchina che le spettava alla Marittima per scaricare centinaia di crocieristi.

Giorgio Cecchetti

 

Gazzettino – Venezia. Grandi navi vicine alle barche.

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25

mag

2015

nuova polemica

“Msc Magnifica” e “Costa Deliziosa” transitano prima del via della Vogalonga

Ottomila partecipanti alla grande festa. Dieci vogatori sono finiti in acqua

FIANCO A FIANCO Alcuni vogatori vicini alla “Msc Magnifica” nella mattinata di ieri

IL “GIGANTE” Alle 8.15 la Msc Magnifica fa da contrasto con le prime imbarcazioni a San Marco

Vogalonga, la città riconquista la laguna

Ottomila partecipanti da tutto il mondo. Ma è polemica sulle grandi navi

L’odore salmastro della laguna misto a quello di legno e resina delle barche, le urla di festa di chi arriva in Bacino e non vede l’ora di iniziare a vogare. È iniziata così la 41^ edizione della Vogalonga di Venezia, sotto un sole primaverile per niente scontato. Non è mancato il fiato sospeso e le «maledizioni» quando alle 8.15 la gigantesca «Msc Magnifica» è transitata in bacino sfilando a fianco delle barche a remi che si stavano posizionando alla partenza.

Una ventina di minuti prima era passata anche la collega «Costa Deliziosa». Pericoli non ce ne sono stati ma polemiche sì, montate su Facebook e scaturite dalla contraddizione della presenza delle grandi navi all’evento. «La Vogalonga è una pacifica protesta contro il moto ondoso in laguna – ha ricordato Mauro dalla sua canoa – e si apre con il passaggio dei “mostri” in Bacino? Un controsenso”. Alle 9 però, con il colpo del cannone sulla riva di San Giorgio, la città si è ripresa la sua venezianità per alcune ore, bandendo i motori e tornando ai ritmi scanditi dal remo. Circa 2mila le barche in corteo e quasi 8mila i partecipanti: veneziani di sempre e appassionati di tutto il mondo giunti in Serenissima con i propri mezzi, bandiere e «divise».

Un tripudio di colori e vivace entusiasmo, in acqua le tradizionali barche di voga alla veneta: mascarete, gondole, gondoloni, sandoli, caorline; quelle di voga all’inglese come le Jole; e canoe di tutti i tipi: indiane, kayak a uno, due e quattro posti, i dragon boat con 20 rematori ciascuno.

All’appello anche qualche coraggioso sulle tavole Sup (Stand up paddle) simili a quelle da surf, e un austriaco con gli scafi ai piedi in stile «sci alpino con pagaia». Al via tutte le barche sono partite alla volta di Sant’Elena e la folla si è accalcata sulle rive per ammirare lo spettacolo. Il serpentone sull’acqua è passato tra San Pietro di Castello e l’Isola della Certosa, ha costeggiato Sant’Erasmo per poi circumnavigare Burano.

È qui che molti equipaggi hanno lasciato i remi per immortalare il paesaggio mozzafiato: c’è chi è addobbato da pirata e chi traina dietro alla canoa una paperella galleggiante. Da Burano si è proseguito nel Canale di Mazzorbo con una breve sosta al punto ristoro sulle rive dell’isola: molti vogatori stranieri, perlopiù americani e tedeschi, non hanno voluto perdere tempo e si son fatti lanciare acqua e banane sulle barche in movimento. La manifestazione non ha vincitori né vinti ma molti l’hanno affrontata con spirito competitivo. Il viaggio è continuato in direzione Murano per poi costeggiare Sant’Alvise ed entrare nel rio che conduce al Canal Grande. La festa inizia sulle rive della Fondamenta di Cannaregio con stand di «cicheti» di pesce ed «ombre», musica e veneziani che salutano dalle finestre.

È un attimo l’arrivo in Canal Grande e verso mezzogiorno l’arteria principale cittadina è affollata di barche a remi in doppio senso di marcia: c’è chi si avvicina al traguardo e chi sta già facendo ritorno. Fragorosi gli applausi dal ponte di Rialto e colpo d’occhio all’arrivo, con la moltitudine di barche ed equipaggi di varie nazionalità affiancati per scherzare e alleggerire tensioni e fatiche. «Ce l’abbiamo fatta anche quest’anno» il commento più pronunciato. E un’altra Vogalonga se n’è andata.

 

Nuova Venezia – Vogalonga al via, sfilano le grandi navi

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24

mag

2015

Quasi duemila barche iscritte alla maratona con 8 mila appassionati ai remi. Ma alle 8 passerà in Bacino la “Msc Magnifica”

Partenza alle 9 di questa mattina dal Bacino di San Marco, con raduno (ufficiale, ma molti arrivano prima) delle imbarcazioni domani alle 8.30 nel canale della Giudecca, in posizione arretrata rispetto alla Punta della Dogana. Alzaremi di saluto e colpo di cannone alle 9. Secondo le indicazioni dei commissari tecnici del servizio d’ordine saranno fatte allineare prima le barche più veloci, a cominciare da quelle di canottaggio, e poi quelle con minor numero di vogatori o comunque più lente.

L’indicazione è di tenersi sottoriva alle Zattere, nel caso – prima della partenza – fossero in Canale della Giudecca al momento del transito della “Msc Magnifica”. Il percorso: Bacino di San Marco, canale delle Navi, canale della Bissa, canale Passaora, canale Crevan, Burano, Mazzorbo, canale San Giacomo, canale Scomenzera, canale Bisatto, Murano, canale di Tessera, rio di Cannaregio, Canal Grande, Rialto e Punta della Salute.Sandoli, caorline, kayak, jole, tavole da surf, dragon boat e qualsiasi altra “cosa” galleggi, ma sia rigorosamente mossa da remi: sono quasi duemila le imbarcazioni – e quasi ottomila i partecipanti – arrivate da ogni parte d’Italia e d’Europa per dare vita e passione, oggi, alla 41ma Vogalonga. Tra queste, 300 le barche veneziane “doc”.

Partenza alle 9 con il tradizionale colpo di cannone e con il “brivido” di essersi vista sfilare poco prima accanto la gigantesca “Msc Magnifica”, data in transito in bacino alle 8.15, con l’indicazione della Capitaneria ai partecipanti in attesa del via di tenersi a ridosso della riva.

Evidente la contraddizione del passaggio di una grande nave in apertura di una manifestazione nata come grido in difesa della laguna e di Venezia dal moto ondoso: «Una protesta garbata» come l’aveva definita Lauro Bergamo, ideatore della manifestazione nel 1975 con la famiglia Rosa Salva. La Rete si è infiammata di proteste, dirottate sul sito della Msc.

«La Capitaneria ci ha promesso che si cercherà di fare in modo di anticipare il passaggio della nave il più possibile, per le 8, e che tutto sarà fatto in massima sicurezza», commenta Antonio Rosa Salva, «non temiamo contestazioni da parte di qualcuno: la Vogalonga è una festa della città e della laguna».

Contestazioni, infatti, il Comitato No Grandi Navi non ne prevede, ma certo l’incrocio è quantomeno “surreale” data la giornata: prima della Magnifica saranno già sfilate verso la Marittima la Msc Musica e la Costa Deliziosa, entro le 7.30.

Dalle 8.15, comunque, divieto di transito per tutte le imbarcazioni a motore di ogni ordine e grado al passaggio del corteo di barche , verso il 30 chilometri di giro tra i canali della laguna Nord, dino a Sant’Erasmo, Burano, ritorno per Murano, ingresso in Rio di Cannaregio e “trionfo” finale in Canal Grande, con arrivo alla Salute. Actv. Numerose le modifiche e le interruzioni del servizio di trasporto pubblico: dalle 7 alle 15.30 di oggi, molte linee risentiranno del passaggio della maratona del remo, con sospensioni o variazioni delle corse, compreso il ferry boat per il Lido per la corsa delle 8.20. La Linea 1, ad esempio, è sospesa da piazzale Roma a San Marco per tutta la durata della manifestazione. Un quadro completo si può avere sul sito www.actv.it.

Foto alla “Nuova”. “La Nuova” invita tutti i suoi lettori a inviare le loro foto della Vogalonga all’indirizzo Vogalonga@nuovavenezia.it: tutte le immagini saranno poi pubblicate sul sito del giornale, www.nuovavenezia.it. Le migliori saranno pubblicate anche sul giornale e riceveranno un riconoscimento. La storia. La Vogalonga ha avuto inizio il giorno di San Martino di 41 anni fa, con una regata tra amici su mascarete. Erano anni di grande dibattito sulla sicurezza e la salvaguardia della laguna, dopo la grande alluvione del 1966. La prima Vogalonga fu bandita nel 1975 promossa da Lauro Bergamo, Carlo Gottardi, Delfo Utimpergher, Lilly Sirolla e dalla famiglia Rosa Salva.

(r.d.r.)

 

Nuova Venezia – Passa la nave, la Vogalonga “trema”

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23

mag

2015

L’EVENTO – Organizzatori e Capitaneria rassicurano: «Nessun rischio, il transito è molto prima del via»

Domani mattina in Bacino passerà la Msc. Apprensione per le barche di migliaia di appassionati

Mancano poche ore alla partenza della 41^ edizione della Vogalonga ma oltre all’emozione, quest’anno, aleggiano anche l’apprensione e la protesta per il passaggio della nave da crociera. La Msc Musica transiterà per il bacino di San Marco e per il Canale della Giudecca poco prima della partenza della manifestazione remiera: lo sparo del cannone che indica il via è previsto domani alle 9, e anche se la nave dovrà esser già fuori dal tratto di gara alle 8.15, rischia di incontrare le centinaia di imbarcazioni che si preparano in bacino prima delle 8. In tutto, la regata coinvolgerà quest’anno circa 2mila barche a remi per un totale di 8mila vogatori che provengono da ogni parte del mondo e non tutti sono preparati al passaggio dei “giganti” in laguna, nel caso della Msc Musica: stazza lorda 92.409 tonnellate, lunghezza 293,8 metri, larghezza 32,2 metri.

Già da alcuni giorni, in Pescheria a Rialto si trova un cartello in lingua inglese affisso dagli organizzatori della Vogalonga che invita a fare attenzione: «Cari amici, domenica alle 8.15 una nave da crociera attraverserà il canale della Giudecca dal mare Adriatico verso il porto di Venezia. Vi chiediamo gentilmente di non sostare in mezzo al canale per lasciare libero il passaggio e di essere prudenti per la vostra sicurezza».

Non si fanno attendere le polemiche sui social network ma dal comitato organizzatore della maratona escludono possibili pericoli: «Abbiamo appeso l’avviso su suggerimento della Capitaneria di Porto alla conferenza dei servizi – spiega Ermenegildo “Lalo” Rosa Salva – una raccomandazione in più per chi non è veneziano e abituato al passaggio delle navi ma anche l’anno scorso era passata una crociera prima della partenza, nessuno lo sapeva e non è successo niente».

A fargli eco il figlio Antonio Rosa Salva, anche lui parte del comitato: «Le polemiche sembrano delle strumentalizzazioni alla Vogalonga che non devono esserci, perché abbiamo sempre cercato di tenere la politica fuori dall’evento cittadino che per un giorno riporta i remi in città».

Non è d’accordo Manuel Vecchina, uno dei veneziani che si è accorto del cartello e ieri ha scritto un post sulla pagina Facebook della Msc Musica invitandola a passare in anticipo rispetto all’orario previsto, per evitare pericoli. «Quando la Msc passerà – afferma – non troverà solo le imbarcazioni già posizionate in bacino, ma anche quelle che stanno arrivando dal Canale della Giudecca».

Stupito Giorgio Garbisa, 73 anni, giunto alla sua 41esima Vogalonga: «Ma stiamo scherzando? – afferma Garbisa – perché la nave non viene fatta passare prima per evitare qualsiasi rischio»?

La Capitaneria di Porto precisa che la nave sarà già fuori dalla zona della Vogalonga alle 8.15 e vi saranno le motovedette a sorvegliare che tutto fili liscio.

Giorgia Pradolin

 

Incontro a Marghera

Nella tana del lupo. Dove, almeno in apparenza, le sue posizioni non sono tra le più popolari. Invece ieri mattina il candidato sindaco del centrosinistra Felice Casson ha riscosso un buon successo proprio tra le imprese portuali.

Incontro organizzato a Marghera dalla nuova Clp, la Compagnia dei lavoratori portuali. Tema sul tappeto, il rilancio della portualità e le grandi navi.

«Intanto voglio ribadire che io sono favorevole al mantenimento dell’attività croceristica», ha esordito Casson, «chi dice il contrario dice il falso. Vanno però prese in considerazione le soluzioni alternative già proposte a salvaguardia della laguna».

Tra queste «non ci potrà essere il nuovo scavo del canale Contorta. Strada non percorribile perché contraria ai principi della legge Speciale».

«Attendiamo l’esito delle elezioni per fare i confronti e le nostre valutazioni», ha concluso Casson, «le soluzioni alternative possono portare nuovo slancio alla portualità e nuova occupazione».

In platea diversi soggetti imprenditoriali. Il presidente della Nuova Clp Davide Tassan e il suo vice Cristiano D’Iseppi; il direttore della terminal Vecon Roberto Goglio, Giorgio Lorenzato e Pierluigi Penzo, presidente e vicepresidente della Multiservice; Roberto Semenzato, direttore della Tiv, Davide Calderan, dei Rimorchiatori Panfido, Ciro Romano per i Piloti, gli Agenti marittimi Galli e Salvaro, rappresentanti del sindacato e il direttore dell’Autorità portuale Martino Conticelli.

(a.v.)

 

Nuova Venezia – “Grandi navi, decida il sindaco”

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20

mag

2015

Il sottosegretario Borletti Buitoni: bisogna valutare a fondo i progetti alternativi

«Quella di aspettare la nomina del nuovo sindaco di Venezia per decidere sul percorso alternativo al passaggio delle Grandi Navi in Bacino di San Marco è una decisione molto opportuna, perché non si può prendere una decisione di tale delicatezza e importanza per la città e la sua laguna senza aver prima ascoltato l’opinione di chi rappresenterà la comunità veneziana».

È netto e positivo il giudizio del sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni sulla decisione comune presa a Roma sulla questione dai ministri alle Infrastrutture, all’Ambiente e ai Beni Culturali.

«Una decisione di questa importanza per Venezia» insiste Borletti Buitoni «non può essere presa sull’onda della fretta, cedendo al “ricatto” delle compagnie di crociera, né senza mettere prima a confronto tutte le alternative. Non stiamo pensando di realizzare un cavalcavia nella valle Padana, ma di intervenire su uno degli ambienti più preziosi e delicati del mondo. Non si può certo pensare di scavare un nuovo canale in mezzo alla laguna a vantaggio delle Grandi Navi e del resto il progetto di scavo del canale Contorta-Sant’Angelo incontra fortissime contrarietà anche a Venezia. Per questo bisogna valutare a fondo anche i progetti alternativi e non capisco, da questo punto di vista, la contrarietà preventiva espressa dalle compagnie di crociera alla realizzazione di un terminal crocieristico fuori dalla laguna. Non sta a loro decidere, ma alla città di Venezia e al Governo. Paghiamo gli errori del passato e aver consentito il determinarsi di una situazione insostenibile come la presenza delle Grandi Navi a San Marco».

(e.t.)

 

Proposte per rilanciare l’offerta culturale. Pizzo (Venezia cambia 2015): siamo stati esclusi

Casson alla Fenice: «Un euro dalle crociere»

Un euro dai croceristi per la salvaguardia e la cultura. Nelle Sale Apollinee del teatro La Fenice gremite di pubblico il candidato sindaco del centrosinistra Felice Casson lancia la sua proposta.

Eccola, la tassa sul turismo, senza bisogno di leggi speciali. Risorse che arrivano in città ma restano ai privati. Un euro a crocerista, due milioni di euro, due euro, quattro milioni. Così per i passeggeri dell’aeroporto Marco Polo.

Si parla di cultura, alla Fenice. E insieme a Casson ci sono i rappresentanti delle più importanti istituzioni culturali veneziane, coordinate da Andreina Zitelli. «In città si svolgono ogni anno duemila eventi culturali», dice il presidente dell’Istituto veneto Danieli.

«Il Comune deve coordinare gli eventi, non organizzarli», interviene Cristiano Chiarot, sovrintendente della Fenice e adesso anche presidente dell’associazione nazionale Orchestre liriche. Chiarot ha rilanciato il teatro veneziano facendone un centro di cultura aperto anche ai turisti. Nuova linfa per le casse del teatro, ma qualità sempre alta. È questo l’obiettivo a cui deve tendere la città. Eventi coordinati anche con la terraferma e la provincia, nell’ottica metropolitana. Cultura in movimento, ampio spazio alle realtà di base. No alla città museo.

Casson rilancia. «In Parlamento mi chiedono come è possibile che il bilancio del Comune sia ridotto così con tutti i soldi che abbiamo dato a Venezia».

Istituzioni culturali grandi e piccole, con la Fenice e l’Istituto veneto di Scienze Lettere ed Arti ieri c’erano anche la Fondazione Cini e la Fondazione Querini Stampalia, Fondazione Musei civici, Palazzo Grassi e le tante fondazioni private nate negli ultimi anni come la Fondazione Prada. Cultura che deve rimanere a livelli alti e incoraggiare la produzione delle realtà locali musicali, teatrali, letterarie. Una nuova ricchezza che potrebbe aiutare la città. Dibattito che promette seguiti non soltanto in campagna elettorale. E provoca anche qualche polemica. «Potevano invitare anche noi, avevamo molte proposte da fare», dice Giampietro Pizzo, candidato sindaco di VeneziaCambia 2015.

(a.v.)

 

I ministri Delrio (Infrastrutture), Ambiente (Galletti) e Cultura (Franceschini) concordi nel rimettere ogni decisione nelle mani della nuova amministrazione

«Sull’alternativa alle grandi navi in laguna deciderà il prossimo sindaco. Rispettando l’ordine del giorno del Senato, che prevede di mettere a confronto le varie soluzioni progettuali». È questa la conclusione a cui sono giunti ieri pomeriggio i ministri delle Infrastrutture Graziano Delrio, dell’Ambiente Gian Luca Galletti e dei Beni culturali Enrico Franceschini.

Nessuna «forzatura» del governo, dunque. Come auspicavano i sostenitori della soluzione Contorta (Autorità portuale in testa) e come invece temevano i comitati, che hanno inviato proprio ieri ai ministri un corposo dossier sulla vicenda. Con le elezioni alle porte e il nuovo sindaco in arrivo, la politica ha deciso che per prendere una decisione sul futuro della città si attenda la nuova nomina, dopo quasi un anno di commissario.

Proprio il commissario aveva partecipato nell’agosto scorso a un Comitatone – allora il ministro era Maurizio Lupi – astenendosi sulla decisione di mandare avanti il progetto Contorta, già allora sostenuto dal Porto.

Nel frattempo il Contorta è andato all’esame della Via, la commissione di Impatto ambientale, restituito al mittente con la richiesta di corpose osservazioni. E adesso l’Ispra, l’Istituto superiore per la Protezione e la ricerca ambientale, ha demolito anche le risposte inviate dal Porto alle richieste di integrazione della commissione nazionale Via. 250 pagine, 134 richieste che secondo l’Ispra «non hanno ricevuto risposte dal proponente».

Non basta, perché secondo i tecnici del ministero «le misure di compensazione proposte non annullano gli impatti. Anzi, ne comporta di ulteriori che vanno valutati».

Scenario sempre più difficile, quello per il nuovo canale Contorta. Che anche i candidati sindaci, nessuno escluso, hanno bocciato, pur avendo soluzioni alternative diverse.

Si fanno strada anche le altre alternative, già all’esame della commissione Via pur se non inserite nella «Legge Obiettivo» come ricorda il presidente del Porto Paolo Costa. Le nuove banchine a Marghera, il nuovo terminal alla bocca di porto di Lido, come proposto da De Piccoli-Duferco. Questa è l’ipotesi che sembra in vantaggio rispetto alle altre, sostenuta anche dai comitati «No Grandi Navi». Ma è proprio l’unico progetto che la Clia, la compagnia internazionale delle crociere, dice «non essere compatibile». Scartato a suo tempo anche dall’Autorità portuale, ma non ancora dal ministero. La tensione aumenta, e il mondo delle crociere preme per una soluzione. «Se no le compagnie sceglieranno altri porti», dice Costa. Soluzione adesso rinviata ai primi di giugno. A oltre tre anni dal tragico naufragio della Costa Concordia. Che aveva riaperto la polemica sul «rischio» del passaggio delle navi a pochi metri da San Marco, con un divieto mai applicato alla laguna.

Alberto Vitucci

 

L’ex magistrato ne ha discusso con le società delle grandi rotte internazionali

«Siamo per la crocieristica, con garanzie». Ieri gli incontri con Realacci e Vendola

«Ho incontrato i rappresentanti della Clia, l’associazione degli armatori delle grandi rotte navali internazionali, presenti rappresentanti di Carnival e Msc. E andrò a parlare con Vtp. Anche gli armatori sono d’accordo nell’evitare lo scavo del canale Contorta e abbiamo portato su questa linea anche gli altri candidati sindaco. È ampio il consenso al no al Contorta. Ora bisogna decidere rapidamente sulle alternative. E ribadisco che noi siamo per la croceristica a Venezia, garantendo il lavoro e l’equilibrio ambientale».

Grandi navi , Felice Casson ribadisce la sua posizione a Mestre incontrando in piazzale Donatori di sangue l’amico onorevole Ermete Realacci, presidente della commissione Presidente VIII commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera.

«Non è lungimirante proseguire con lo scavo del Contorta», conferma Realacci, ricordando il pronunciamento unanime del Senato sulla valutazione di alternative.

I due hanno lavorato assieme anche al disegno di legge sugli ecoreati che dovrebbe essere approvato martedì. Venezia, dice Realacci, merita il ruolo di capitale del Veneto, «regione al secondo posto in Italia per investimenti nella Green economy», e che occupa 6.400 aziende in Provincia, «quelle che si sono difese meglio dalla crisi».

Ambiente, salute, lavoro. Tre temi cardine del programma di Casson: ieri mattina all’Officina del gusto l’incontro con il mondo della sanità veneziana, nel pomeriggio a Forte Marghera il saluto a Niki Vendola, leader di Sel arrivato per sostenere la lista di Bettin “2020Ve”.

«Bonifiche, sostegno alle produzioni green, difesa dei servizi sociali pubblici sono tra le cifre distintive della lista e della coalizione», dice Casson che, dopo la visita alla Grandi Molini, è sempre più convinto che il rilancio per la città passi anche per un forte investimento su Porto Marghera ma servono azioni lungimiranti: sburocratizzazione, economia green, e zona franca economica per garantire innovazione e finanziamenti europei. Su Alles promette battaglia e sul Vallone Moranzani, servono accordi con «impegni precisi». E conclude: «Lavoriamo uniti, se lo faremo concluderemo la partita il 31 maggio con una vittoria».

Mitia Chiarin

 

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