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Nuova Venezia – Cinque crociere a rischio per la protesta

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4

giu

2014

SABATO MANIFESTAZIONE

«Grandi navi, obiettivo bloccare il piazzale della Marittima»

I comitati preparano la manifestazione di sabato, partenza alle 13: cinque crociere a rischio

«Domenica parteciperemo alla Vogalonga con striscioni e una puntatina alla Biennale»

«Saremo pacifici e gandhiani, ma ugualmente efficaci: obiettivo della nostra protesta è non far partire le navi, per questo saremo “#tuttigiùperterra” davanti all’ingresso dello scalo in Marittima. Ai passeggeri diremo: “Go back home by plane or by train”: una volta potevano non sapere quali danni provocano queste navi alla città, quale il loro impatto sulla laguna, ma ora lo sanno bene ». Tommaso Cacciari ha formalmente presentato alla Questura di Venezia la domanda per la manifestazione del 7 giugno del fronte “No Grandi navi”: appuntamento alle 13 a piazzale Roma, breve corteo sul ponte della Libertà, giù lungo la rampa che porta al Tronchetto, per fermarsi – esattamente come un anno fa – nel piazzale del porto, con l’obiettivo di mandare di traverso l’avvio di crociera a migliaia di passeggeri di Splendour of the Seas (Royal caribbean), Norwegian Jade, Msc Preziosa, Aida Aura e Seven Seas Marines (in arrivo). In vista della decisione cheil governo ha promesso di prendere entro l’estate sull’ingresso al porto passeggeri alternativo al Bacino San Marco per la Marittima, con i comitati che caldeggiano non lo scavo del Canale Contorta o del Vittorio Emanuele (entrambi con Valutazione d’impatto ambientale del ministero negativa) quanto la realizzazione di un nuovo scalo in bocca di porto (progetto De Piccoli, per intendersi), il fronte No Grandi navi ha deciso di alzare il tiro: sabato manifestazione e domenica 8 partecipazione con striscioni alla Vogalonga e “puntatina” all’apertura ufficiale della Biennale di Architettura, alla cerimonia di premiazione dei Leoni. «Quella di domenica sarà una presenza», prosegue Tommaso Cacciari, «ma certo dipende molto da come andrà sabato: finora, negli incontri con prefetto, questore, forze dell’ordine, ci è stata garantita libertà di manifestazione. Noi vogliamo una protesta colorata, allegra, con la musica, pacifica, per bambini e anziani, ma se arriveranno disposizioni come il divieto di bloccare il transito ai passeggeri, “gandhianamente” e pacificamente non le rispetteremo:  saremo “tutti giù per terra”». «Se poi intendessero fermarci prima », conclude Tommaso Cacciari a nome dei NoNav, mettendo le carte in tavola sui progetti della giornata, «vorrà dire che invece della Marittima saremo “tutti giù per terra” dove ci fermano: a quel punto, però, invece di quattro navi, sarà la città a fermarsi». L’anno scorso c’era stata qualche ora tensione ed era volato qualche fumogeno tra i cordoni delle forze dell’ordine schierati all’ingresso del porto e i manifestanti, che volevano entrare,con proteste vivaci dei passeggeri. Nel pomeriggio la protesta si era spostata con le barche in canale della Giudecca: «Sabato resteremo in Marittima, ma dovranno rispettare la protesta della città contro i colossi, che ha fatto il giro del mondo». Polemica garantita.

Roberta De Rossi

 

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7-8 GIUGNO TUTTI A VENEZIA PER FERMARE LE GRANDI NAVI.

GIORNATE DI MOBILITAZIONE PER SALVARE LA LAGUNA BENE COMUNE

CONTRO LE GRANDI OPERE

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CLICCARE SULL’IMMAGINE PER VEDERE TUTTE LE FOTO

 

La battaglia contro le Grandi Navi a Venezia è arrivata a un punto cruciale.

Da quando due anni fa è nato il movimento di cittadini che si batte contro i mostri del mare, numerose indagini hanno dimostrato come queste “grandi opere galleggianti” danneggino irreparabilmente un ecosistema fragile come quello della laguna veneziana, attentando ogni giorno alla nostra salute: dall’inquinamento atmosferico causato dalle polveri sottili, pari alle emissioni di 14.000 automobili, a quello elettromagnetico, provocato dai radar costantemente accesi delle navi attraccate nel cuore del popolato quartiere di Santa Marta, dall’erosione dei fondali, che avviene al loro passaggio, allo spostamento di masse d’acqua enormi, che danneggiano rive e palazzi e molto altro ancora.

Ma numerose sono state anche le battaglie che ci hanno visto protagonisti e con le quali abbiamo tentato in tutti i modi di interrompere questo disastro, utilizzando le nostre barche e i nostri corpi, opponendoci a chi da Roma voleva decidere del destino della nostra città.

Tutto questi sforzi sono riusciti a far emergere la drammaticità di questa situazione veneziana, non solo sul piano nazionale, ma anche su scala internazionale. Siamo riusciti a ottenere che l’amministrazione locale si schierasse e a costringere il governo centrale a occuparsi del problema. Ma le cosiddette “soluzioni” attorno alle quali si stanno accordando il ministro delle Infrastrutture Lupi, quello dell’Ambiente Galletti e le lobby della crocieristica sono tra le peggiori che ci potessimo aspettare. Lo scenario potrebbe addirittura essere quello dell colpo di grazia per la Laguna veneta, già resa fragile dal passaggio delle navi da crociera e da cinquant’anni di politiche di sviluppo insostenibili e azzardate.

Come tutte le grandi opere, il previsto scavo del canale Contorta-Sant’Angelo è imposto da quei poteri forti che vogliono mantenere la centralità dell’attuale Terminal Passeggeri alla Marittima, e che si coagulano attorno alla figura di Paolo Costa (ex rettore di Ca’ Foscari, ex sindaco di Venezia, ex ministro delle Infrastrutture e Trasporti, ex commissario governativo per la realizzazione della base USA Dal Molin a Vicenza). Quando Costa parla di “ricalibrare” il canale Contorta-Sant’Angelo, attualmente già esistente, profondo meno di 2 metri e largo circa 4, cerca in realtà di vendere un’operazione invasiva e distruttiva: uno scavo che lo porterebbe a 10 metri di profondità e una larghezza di 200, nel bel mezzo della laguna. Sarebbe come “ricalibrare” un sentiero di montagna in un’autostrada! Le conseguenti erosioni dei fondali, e il collegamento diretto tra il canale dei Petroli e il cuore del centro storico di Venezia, renderebbero la città un vero e proprio braccio di mare, sempre più vulnerabile alle ondate di marea.

Tutto questo quando le alternative per vietare subito il transito in laguna delle grandi navi incompatibili e per portare fuori dalle bocche di porto il loro approdo, mantenendo e anzi creandi nuovi posti di lavoro, sarebbero a portata di mano!

Di fronte a questa situazione, a un passaggio fondamentale della battaglia di un’intera città, Venezia, per il proprio futuro di comunità, invitiamo tutte e tutti a una nuova straordinaria mobilitazione: non solo per riaffermare che le grandi navi devono stare fuori dalla Laguna, ma anche per dare più forza a tutte le lotte che ci vedono impegnati, per ribadire che i beni comuni non possono essere svenduti o messi a profitto, per contrastare la logica della distruzione del territorio e quella delle grandi opere che favoriscono l’intreccio tra affari e politica, cioè sempre le stesse lobby che, dal Passante al project financing ospedaliero, dalla Pedemontana al Mo.S.E., dall’autostrada Mestre-Orte fino allo scavo del Contorta grandi navi, sostengono questi progetti inutili e devastanti, fino ad alimentare le cosiddette “economie criminali”.

La battaglia per allontanare definitivamente i “mostri del mare” dalla Laguna è arrivata ad uno snodo decisivo: la posta in gioco è alta e deve essere compresa da tutti sia a livello nazionale sia internazionale. A tutte le realtà sociali e a tutti i cittadini di Venezia, ma non solo, chiediamo quindi di costruire e partecipare insieme a noi a due giornate d’iniziativa per fermare una volta per tutte le grandi navi, per impedire che queste “grandi opere galleggianti”, i poteri forti e gli interessi parassitari che le governano, continuino a entrare nella nostra città. Perché la laguna torni a essere un bene comune per chi la vive e la difende.

Sabato 7 e domenica 8 giugno vi invitiamo tutte/i a manifestare con noi a Venezia!

Assemblea NoGrandiNavi

Venezia, 14 maggio 2014

 

Gazzettino – Venezia. Via libera alle proteste dei No Navi

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1

giu

2014

GRANDI NAVI – Il Fronte del no in Prefettura

«Manifestazioni senza eccessi»

LA RIUNIONE – Vertice sulla sicurezza in Prefettura con le autorità

RACCOMANDAZIONI – Chiesto il rispetto delle regole. Garantito il diritto di manifestare

CRUISE VENICE – Preoccupazione al Porto per il blocco delle navi

Il 7 e 8 giugno manifestazioni in coincidenza con Biennale e Vogalonga: «Saremo colorati»

L’incontro è stato definito “cordiale”. A dir la verità la delegazione dei No Navi si aspettava di incontrare solo il prefetto Domenico Cuttaia, ma in realtà si è trovata di fronte l’intero staff del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica (Cosp) con tutte le forze dell’ordine. Ma il risultato è stato chiaro. E lo ha espresso con determinazione lo stesso prefetto: la mobilitazione del 7 e 8 giugno prossimi, in concomitanza con l’apertura della Biennale, si farà e si potrà fare. Lo sancisce la Costituzione – ha ricordato il rappresentante di governo – che consente ad ogni cittadino di manifestare. Insomma, per il Comitato No Navi una rassicurazione non da poco, soprattutto dopo gli appelli dei “contrari”, il Comitato Venice Cruise, favorevoli alle grandi navi, che nei giorni scorsi, in più occasioni avevano fatto appello al prefetto affinchè venisse annullata la protesta ritenuta “pericolosa” e dannosa relativamente alle voci di un possibile blocco che i No Navi potrebbero attuare per ritardare il transito in entrata e uscita delle navi dal Porto.
Il via libera della Prefettura con l’avallo delle forze dell’ordine, sentito anche il Comune, c’è stato. Ora ci si avvia alla definizione del programma della due-giorni di protesta a favore di “Laguna Bene Comune” che vedranno anche una manifestazione-corteo il 7 giugno, alle 13, da Piazzale Roma alla stazione Marittima, con happening di musica e altro, nel finale.
«Abbiamo spiegato le nostre regioni – hanno detto i portavoce dei No Navi, Tommaso Cacciari e Luciano Mazzolin – perchè nessuno deve condizionare la nostra protesta, tantomeno i partitini che alle ultime elezioni hanno guadagnato il 3 per cento come l’Udc. Al prefetto abbiamo consegnato il Libro Bianco su grandi navi e laguna affinchè venga recapitato al Governo e ai membri del Comitatone. La nostra sarà una manifestazione pacifica, gandhiana nelle forme, aperta e accogliente nei confronti di tutti. Ma sarà e dovrà essere efficace, creativa, fantasiosa, coinvolgente e gioiosamente determinata. Noi ci auguriamo solo una grande mobilitazione per dire no alle grandi navi in laguna. E per questo invitiamo tutti i cittadini ad esserci, anche con i nonni e i figli».

 

Audizione dei “No Grandi navi” al Comitato per l’ordine e sicurezza per il corteo del 7 giugno: «Non bloccheremo nulla». C’è già l’hastag “# tutti giù per terra”

L’hastag del giorno sarà “#tuttigiùperterra”: il che la dice piuttosto lunga su quel che il popolo “Nograndinavi” ha in animo per sabato 7, quando alle 13 partirà da piazzale Roma la manifestazione diretta in Marittima. Una sorta di “tappeto umano” steso all’ingresso del porto, per intralciare il transito dei passeggeri e, di conseguenza, l’attività di imbarco e sbarco delle grandi navi. «Sarà una manifestazione pacifica, colorata, allegra, gandhiana, alla quale potranno venire tutti, ma non per questo meno efficace », commenta Tommaso Cacciari, che con altri portavoce No- Nav ha incontrato ieri a lungo il Comitato per l’ordine e la sicurezza, presenti prefetto Cuttaia, questore Roca, sindaco Orsoni e tutte le forze dell’ordine. «Prefetto e Questore ci hanno assicurato che il diritto a manifestare non è in discussione e non ci saranno divieti: perciò sabato si parte da piazzale Roma», aggiunge Tommaso Cacciari, «avevamo saputo di un’audizione con Vtp e Venice Cruise che avevano chiesto di vietare la manifestazione: è incredibile che realtà private portatrici di interessi specifici possano aver chiesto che fosse vietato di manifestare a migliaia di cittadini che hanno portato quest’emergenza alla ribalta mondiale». Naturalmente, prefetto e questore hanno chiesto che non ci siano scontri e che l’attività del porto sia garantita: la parola d’ordine del corteo resta, però, un giorno senza navi. «Non impediremo niente, ma saremo lì», commenta Luciano Mazzolin, «abbiamo suggerito che per quel giorno le facciano ormeggiare a Marghera: la Capitaneria ha risposto che ci sono problemi per la normativa Seveso sui rischi industriali. E al Redentore no? Da anni sopperiamo alle carenze degli enti pubblici con studi sull’impatto sulla laguna, l’aria, la città, la salute del transito delle navi; abbiamo scoperto noi i pareri negativi di valutazione di impatto ambientale “segretati” contrari sia al contorta dell’Angelo del Porto sia allo scavo del Vittorio Emanuele che vorrebbe il Comune». «L’unica Via favorevole è a un nuovo scalo in bocca di porto, sostenuto dai comitati: ma anche questa è “sparita”», commenta Armando Danella, in riferimento al cosiddetto progetto De Piccoli. «Abbiamo invitato i parlamentari e il sindaco a venire con il tricolore: ci ha detto, ridendo, che non è escluso», chiosa Mazzolin. «Al di là battute», risponde a distanza il sindaco Orsoni, «è stato un incontro molto costruttivo, serio: prefetto e questore hanno dimostrato massimo rispetto per il diritto a manifestare la libertà di espressione e opinione, ma naturalmente negli ambiti della legalità. Un passaggio giusto e serio perché è una manifestazione che vuole rappresentare un’opinione importante». La prossima settimana nuovo incontro interministeriale tecnico sui progetti in campo: « Il Comune non fa progetti, checchè ne dica qualcuno», chiosa Orsoni, « il Comune porta avanti le soluzioni previste dal piano urbanistico e da una mozione del Consiglio comunale: la prospettiva futura del porto è Marghera ».

Roberta De Rossi

 

I PROGETTI PER LE CROCIERE

Mira lancia il nuovo Porto al Lido

Un pontile galleggiante per 6 navi

Motobattelli per la Marittima

«La proposta progettuale “Porto Novissimo di Lido” risolverebbe il problema della croceristica a Venezia in modo rapido, economico e a basso impatto ambientale».
L’assessore all’Urbanistica di Mira Luciano Claut ha illustrato insieme al senatore Giovanni Endrizzi ieri in municipio a Mira l’ipotesi progettuale del “Porto Nuovissimo del Lido” deliberata dalla Giunta comunale di Mira e presentata al Governo nell’ambito delle consultazioni sulla portualità passeggeri veneziana. Si tratta di una delle sette proposte che il Governo analizzerà nei prossimi giorni per dare seguito alle indicazioni della Legge Clini-Passera sul problema della Grandi Navi a Venezia.
«Mira è coinvolta direttamente in questa vicenda – ha spiegato l’assessore Claut – il Porto di San Leonardo è territorio lagnare di Mira, siamo nel cosiddetto Comitatone e nel Comitato Portuale, un nostro contributo era doveroso. Abbiamo presentato questa proposta, già formulata a settembre dello scorso anni, al Comitato Interministeriale per Venezia a palazzo Chigi a Roma ad aprile ed il fatto che nel frattempo altri soggetti hanno presentato proposte simili, sancisce l’esistenza di un fronte ampio che propone una soluzione extragunare in bocca di porto del Lido».
Claut ed il senatore Endrizzi, che ha presentato una mozione in proposito, hanno sottolineato come grazie all’azione del Movimento 5 Stelle il Senato si è espresso impegnando il Governo a considerare tutte le vie alternative alla Marittima anche quelle con nuove proposte di scali. «La nostra proposta – ha illustrato Claut – prevede la realizzazione di uno scalo indipendente dall’isola del Mose, su un pontile galleggiante in grado di ospitare sin dai primi mesi di realizazione almeno due navi fino a raggiungere una capacità massima di sei, ed eventualmente una lunata a mare per altre quattro navi. Un Porto Nuovissimo a Lido consentirebbe di avere meno condizionamenti dall’andamento delle maree, il rispetto dell’area Sic, senza intaccare l’isola del Lido, lontana dalle spiagge. Un supporto logistico consentirebbe di alimentare il nuovo porto dalla Marittima attraverso le motonavi per i passeggeri (che attraverserebbero ugualmente il bacino S. Marco in barca) mentre il catering arriverebbe attraverso delle chiatte». Critico il giudizio di Claut ed Endrizzi sull’allargamento del canale Malamocco-Marghera che attraversa per 5 chilometri la Laguna di Mira e che se realizzato rappresenterebbe la fine della Laguna Sud. «Ma ancor più lacerante sarebbe lo scavo del nuovo Canale Contorta – ha sottolineato Claut – La nostra proposta rappresenta una soluzione meno impattante sotto l’aspetto ambientale, più rapida ed economicamente meno onerosa. Attendiamo una convocazione del Governo Renzi entro fine giugno per illustrare ed approfondire la nostra proposta».

Luisa Giantin

 

Il progetto

Il Comune di Mira (a guida grillina) dice no alle Grandi navi passeggeri in laguna e propone ufficialmente il progetto del “Porto Novissimo di Lido”. Un progetto avanzato in sede di Autorità Portuale che punta a far attraccare le grandi navi nel terminal dell’isola del Mose, alle bocche di porto del Lido. Da li i turisti secondo questa progettazione potranno essere portati a Venezia con dei vaporetti e anche alle spiagge del litorale del Cavallino o Jesolo . Il tutto secondo i proponenti, evitando che si verifichino grossi rischi ed incidenti nel campo della sicurezza nel bacino di San Marco. «Il progetto prende avvio – spiega per gli ideatori, l’architetto e assessore ai lavorio pubblici del Comune Luciano Claut – fin dallo scorso settembre quando il comune di Mira si è schierato contro alla proposta di scavare il nuovo Canale Contorta in laguna. Quella soluzione avrebbe rappresentato un disastro ambientale senza precedenti. Con lo scavo del canale si sarebbe alterato l’ecosistema e metterebbe a rischio l’habitat per decine di specie animali. Sarebbe sorta insomma una vera e propria nuova laguna». Dopo l’inserimento della soluzione del transito delle Grandi navi a Venezia, nella legge obbiettivo , anche su sollecitazione del senatore del Movimento 5 Stelle Sergio Endrizzi è stato votato al Senato un ordine del giorno per porre uno stop a nuovi scavi in laguna.

Alessandro Abbadir

 

L’ESPERTO AL LIONS

«Se, ma proprio se, si dovesse scavare in laguna in tempi brevi, allora l’impatto meno devastante sarebbe quello del canale Vittorio Emanuele. La cosa migliore sarebbe però spostare le grandi navi all’esterno della laguna, come avviene anche in molte altre città del mondo per i porti più rilevanti ». Le parole sono quelle dell’ingegnere idraulico Luigi D’Alpaos, invitato martedì sera alla cena all’Hotel Ca’ Sagredo organizzata dai «Lions» veneziani per parlare della laguna tra Mose e Grandi Navi. «Venezia va difesa », ha detto il presidente del Lions Club veneziano, Mario Novarini, introducendo l’ospite, «come città della cultura, capitale del diritto ambientale e per questo ci sembra essenziale esigere un turismo compatibile e non mordi e fuggi». Dopo aver illustrato i mali della laguna, dal moto ondoso al cambio delle correnti, D’Alpaos ha criticato duramente la gestione della laguna, facendo questo quadro della situazione: «Da una parte ci sono gli importatori degli interessi forti, come il Porto e il Consorzio, che tutto hanno fatto tranne che tutelare il benessere della laguna, pensando invece che sia loro e di poterne fare quello che vogliono. Dall’ altra parte ci sono quelli che sostengono che la laguna sia un bene comune indispensabile da proteggere e da salvare. Poi c’è una politica becera che favorisce il gigantismo navale che sembra non porre più limiti alle dimensioni». Insomma, per il professore padovano se non si ascoltano i tecnici e si fa solo come vogliono i politici neppure il Comitatone può fare qualcosa: «Il problema è che il controllore non può essere anche il controllato, vedi Magistrato alle Acque. Non si possono prendere decisioni senza conoscere quello a cui si va incontro, altrimenti anche il Comitatone continuerà ad avere una falla enorme».

(v.m.)

 

Paolo Costa convoca a sorpresa una Conferenza dei servizi sulla posa dei cassoni

«Conca troppo piccola, danni provocati dal Consorzio». E scoppia la polemica

«Stop» ai lavori del Mose. La conca non è pronta, il Porto potrebbe subire danni e ritardi dai lavori. Dunque «è necessario convocare con urgenza una Conferenza di Servizi e ridiscutere tutto». L’altolà ai lavori del Consorzio Venezia Nuova arriva stavolta da colui che ne era stato – da sindaco e ministro – uno dei massimi sostenitori. Il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa ha firmato un «decreto presidenziale » che già fa discutere.Convocando per giovedì prossimo alle 15 una riunione straordinaria della Conferenza dei servizi per la definizione del «programma di posa dei cassoni del Mose alla bocca di Malamocco ». Un atto di imperio che ha già sollevato perplessità negli enti destinatari dell’invito,Magistrato alle Acque e Consorzio Venezia Nuova. «Il programma dei lavori è già stato approvato ed è ben conosciuto anche dall’Autorità portuale », ribattono. Curioso anche che i due enti (Autorità portuale e Magistrato alle Acque) dipendano dallo stesso ministero, le Infrastrutture rette da Maurizio Lupi, e siano già ben esposti nella polemica per le alternative alle grandi navi. Ma Costa, com’è suo costume, va avanti deciso. Qualche settimana fa aveva inviato una lettera-diffida al Consorzio Venezia Nuova, chiedendo in sostanza i danni per le operazioni di posa dei cassoni, già ultimate alla bocca di Lido. E chiedendo anche nei giorni scorsi che i lavori richiesti dal Porto per rendere sicura la conca di Navigazione di Malamocco fossero rifinanziati dal Magistrato alle Acque. Perché ci si è accorti che la famosa conca – chiesta al Comitatone proprio dal Comune quando Costa era sindaco, nel 2002 – costata quasi duecento milioni di euro, adesso è «troppo piccola» per consentire l’ingresso alle grandi navi. Secondo il progetto della conca, realizzata dal Consorzio Venezia Nuova nella bocca di porto di Malamocco, le dimensioni massime di una nave che può passare di là, durante i lavori del Mose o il funzionamento delle barriere mobili, è di 280 metri di lunghezza, 39 di larghezza, 12 di altezza. In sostanza la conca non serve per le grandi petroliere, né per le grandi portacontainer, né per le navi da crociera. Dunque? Per le merci il Porto spinge per realizzare la piattaforma off shore, ma il problema si potrebbe presentare anche per i passeggeri se dovesse passare l’ipotesi Marghera o il canale Contorta chiesto dall’Autorità portuale. Ecco perché, citando la legge 241 del 7 agosto 1990, Costa ha deciso di convocare tutti. «Un solo rappresentante per ente», specifica nella lettera. Uno per il Magistrato alle Acque, il Consorzio e Fincosit, uno per la Capitaneria e uno a testa per armatori, spedizionieri, raccomandatari, terminalisti, rimorchiatori, piloti, ormeggiatori, che dunque saranno in maggioranza. «La Conferenza dei servizi», conclude la lettera di Costa, «sarà presieduta dal Presidente». Secondo il Porto si dovrà stilare un calendario condiviso dei lavori. Ma anche, dal momento che i lavori «determinano una temporanea diversa organizzazione della navigazione, e in particolare del servizio di rimorchio, ormeggio e pilotaggio », bisognerà «valutare i diversi interessi coinvolti». Un atto insolito. Che Costa ha firmato puntando evidentemente a una ridiscussione delle modalità dei lavori. E anche alla possibilità di risarcire le imprese portuali a spese del Consorzio – e dunque dello Stato – per i ritardi e le «interferenze » della grande opera con l’attività economica dello scalo veneziano.

Alberto Vitucci

 

Baruffe lagunari, un’altra grana per Lupi

Lo scenario: la lite Porto-Consorzio nell’ambito dei progetti per l’off shore, il Mose, le grandi navi

Un’altra grana «lagunare» sul tavolo del ministro Lupi. Il responsabile delle Infrastrutture, si dice, non ne può più di dover affrontare le «baruffe veneziane ». Prima il Porto contro il Comune, gli ex amici Paolo Costa e Giorgio Orsoni divisi dalle alternative alle grandi navi in laguna. Poi Vtp, la società delle crociere, contro la Capitaneria di Porto. Ricorso al Tar contro l’ordinanza che metteva limiti al passaggio delle navi. Adesso la querelle tra il Porto e il Magistrato alle Acque, entrambi uffici dello Stato che dipendono dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Cosa farà Lupi dovendo decidere della richiesta danni del Porto per i lavori del Mose? Potrà stanziare nuovi fondi dello Stato per il Magistrato alle Acque per poi girarli all’Autorità portuale? Questione intricata, che si inserisce nel complesso panorama dei lavori e dei progetti in laguna. Se il governo manterrà l’impegno preso, il prossimo Comitatone dovrebbe riunirsi entro la metà di giugno per discutere dell’alternativa al passaggio delle grandi navi davanti a San Marco. Sul tavolo i progetti del nuovo canale Contorta, per cui spinge il Porto (bocciato però nella sua versione preliminare dalla commissione Via). Poi gli attracchi a Marghera, come chiede il Comune, con possibile arrivo in Marittima tramite il canale Vittorio Emanuele, da adeguare ai nuovi pescaggi. Oppure le soluzioni del porto in bocca di Lido. Il progetto De Piccoli-Duferco, unico «promosso» in via preliminare dalla stessa commissione. Masi dovrà decidere anche dei finanziamenti per la piattaforma off shore per petroli e merci in Adriatico. Due miliardi di lavori, in parte finanziati dallo Stato. E adesso anche della richiesta di danni per Mose, progetto da cinque miliardi giunto all’80 per cento della realizzazione nelle tre bocche di porto di Lido, Malamocco e Chioggia. Uno scenario sempre più complesso.

 

Nuova Venezia – Grandi navi, un esposto per la trasparenza

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24

mag

2014

Un esposto alla magistratura per chiedere «trasparenza negli atti amministrativi». Lo annunciano i consiglieri della lista «In Comune» Beppe Caccia e Camilla Seibezzi «se il governo non renderà noti al più presto con la pubblicazione on line tutti i pareri che riguardano i progetti alternativi presentati sulle grandi navi». «È inquietante che siano stati nascosti i pareri positivi al progetto De Piccoli, che prevede di allontanare le navi dalla laguna», scrive Caccia, «mentre vanno avanti progetti distruttivi per la laguna come lo scavo di nuovi canali, a cominciare dal Contorta proposto dalle lobby». Un giallo denunciato prima dal senatore Casson, con una interrogazione al governo, poi dallo stesso De Piccoli. «I pareri sui progetti alternativi non sono mai stati resi noti ». Una questione su cui si è espresso anche il sindaco Orsoni: «Solo grazie alla nostra diffida e all’insistenza del Comune », ribadisce, «il governo ha ritenuto di convocare il Comitatone e di distribuire la documentazione completa». Per il Comune la soluzione migliore resta quella di Marghera, con l’ormeggio «provvisorio» delle navi troppo grandi nel canale Brentella. Mentre i comitati insistono perché le navi incompatibili restino fuori della laguna. Giovedì a mezzogiorno un gruppo di aderenti al comitato è salito sul campanile di San Marco e ha srotolato uno striscione verticale, lungo quasi settanta metri. Fuori le grandi navi dalla laguna». Una grande manifestazione è stata convocata per il 7 e l’8 giugno, in corrispondenza dell’arrivo di alcuni «giganti del mare». «Le nostre assemblee, affollate di cittadini», dicono i portavoce dei comitati, «hanno deciso la più dura opposizione a nuove opere inutili e devastanti come lo scavo di canali che creerebbero danni irreversibili per la laguna. Il 7 e l’8 giugno lo grideremo al mondo».

(a.v.)

 

Nuova Venezia – Grandi navi scende in campo De Piccoli

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22

mag

2014

IL PROGETTO DEL LIDO

«Un limite per le navi»

Il sindaco torna all’attacco

«In attesa del Piano, fermiamo quelle troppo grandi». Il “giallo” denunciato da Cesare De Piccoli: «Il parere positivo al mio progetto scomparso al ministero»

«C’è un limite fisico, bisogna prenderne atto. Non possiamo scavare nuovi canali che tra poco saranno insufficienti perché il gigantismo navale non si ferma. Dobbiamo ragionare a livello strategico, e intanto mettere un limite alle dimensioni delle navi che possono entrare in laguna ». Il sindaco Giorgio Orsoni torna alla carica. E annuncia una nuova offensiva presso il governo. «Si continua a ragionare per spot», dice, «senza capire che occorre pianificare la laguna del futuro e la portualità. In questa fase ogni progetto alternativono nè realizzabile». Una nuova presa di posizione forte, e un segnale al governo. “No” allo scavo di nuovi canali, come propone l’Autorità portuale, sì a soluzioni come Marghera, per rendere da subito praticabile l’alternativa. «Il decreto Clini Passera del resto», osserva Orsoni con l’occhio dell’avvocato, «non parla di costruire alternative ma di individuarle. E non parla nemmeno dell’obbligo di arrivare in Marittima ». Untema che rimane “caldo”, quello delle navi. Con un nuovo “giallo”, denunciato ieri a Ca’ Farsetti da Cesare De Piccoli, ex viceministro e vicesindaco, autore di una proposta alternativa, la Venis cruise 2.0, per spostare la stazione passeggeri alla bocca di poto di Lido. «L’unico parere positivo della commissione Via ai progetti alternativi presentati », ha detto ieri, «è stato quello dato al nostro progetto. Un parere misteriosamente smarrito nei labirinti burocratici dei ministeri. Come del resto il parere negativo firmato sul progetto del nuovo canale Contorta». La commissione per la Valutazione di impatto ambientale del ministero per l’Ambiente presieduta dall’ingegnere Guido Monteforte Specchi e composta di una trentina di esperti nazionali, ha espresso il 13 settembre scorso il suo “apprezzamento” al progetto De Piccoli elaborato dalla Duferco engineering, che potrebbe «contribuire a risolvere i principali problemi ambientali derivanti dalla navigazione delle cosiddette grandi navi». E invitava a sottoporre la proposta a una «Valutazione ambientale approfondita». Ma quel parere, ha denunciato ieri De Piccoli, «non è mai stato reso noto». «Adesso che ne sono venuto a conoscenza», ha proseguito l’ex viceministro, «credo di aver diritto a un esame serio e comparativo, in modo che si possa scegliere il progetto migliore». Rispetto al primo progetto presentato – e sostanzialmente promosso dalla commissione Via – il Venis cruise 2.0 ha diminuito di circa il 50 per cento scavi, estensione e volumetria, ridotto i pontili da due a uno e la portata a cinque navi anziché otto. Un’idea che piace anche ai comitato “No Grandi Navi”, che hanno annunciato per il 7 e l’8 giugno una grande manifestazione in laguna. Accolta con prudenza dal sindaco. «È vero, hanno ragione, tutta questa vicenda è stata gestita con poca trasparenza dai ministeri, forse anche all’insaputa dello stesso ministro Lupi», dice Orsoni, «e solo grazie al Comune che ha inviato la diffida è stato convocato il Comitatone e sono stati consegnati i documenti».

Alberto Vitucci

 

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