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Gazzettino – Venezia. Daniele nuovo Magistrato alle acque

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10

ago

2013

NOMINA – Il dirigente arriva dal Provveditorato Lavori pubblici del Piemonte

Il ministero gli ha ufficializzato ieri l’incarico ad interim

Dopo mesi di “sede vacante”, arriva il sostituto di Ciriaco D’Alessio alla presidenza del Magistrato alle Acque. Il nuovo inquilino di Palazzo X Savi sarà Roberto Daniele, molisano di Campobasso, attuale provveditore ai Lavori pubblici per il Piemonte e la Valle d’Aosta, che ricoprirà ad interim anche le funzioni del Magistrato alle Acque in una fase particolarmente delicata tra la decisiva questione delle Grandi Navi e i recenti episodi di cronaca giudiziaria che hanno toccato il Consorzio Venezia Nuova e i lavori del Mose.
Insomma, un “fardello” non da poco anche per quelle che saranno le decisioni in materia di salvaguardia e difesa della laguna. «Daniele – è detto in una nota del ministero per le infrastrutture e dei Trasporti – è chiamato ad affrontare e superare una serie di emergenze che in questo momento caratterizzano la città di Venezia. In questa delicata fase sarà infatti necessario assicurare continuità e massima trasparenza ai lavori del sistema Mose, per garantirne il completamento nei tempi contrattuali previsti, collaborando con gli organismi preposti al controllo. L’ingegner Daniele dovrà coordinarsi con gli enti e gli organismi locali (Regione, Comune e Autorità portuale) per definire e rendere operative nel breve e medio periodo risposte organiche al problema del transito della navi nella Laguna di Venezia».
L’arrivo di Daniele alla guida del Magistrato alle acque sarà importante anche per la prossima convocazione del Comitatone (probabilmente nel prossimo ottobre) che sarà il momento culminante di un percorso che dovrebbe portare a scelte dirimenti proprio sul tema dei percorsi delle grandi navi nel bacino veneziano. «Di tali soluzioni si è discusso nella riunione del 25 luglio presso il Ministero della Infrastrutture e dei Trasporti a Roma, stabilendo un percorso che porterà alla decisione definitiva entro il prossimo 15 ottobre. Daniele seguirà anche l’evoluzione dei progetti del porto di Trieste, del porto di Venezia e del nuovo tunnel del Brennero, tutti interventi che rivestono una valenza sovranazionale in quanto ubicati all’interno delle reti europee Ten-T».

 

 

Le grandi navi da crociera in arrivo a Venezia saranno «dirottate» da novembre a aprile del prossimo anno a Trieste e Ravenna, senza entrare in laguna. Ma non si tratta degli effetti di una prima applicazione del decreto Clini-Passera, ma di una misura obbligata, legata all’accelerazione dei lavori del Mose in corsa alla bocca di porto del Lido, che impediranno per quel periodo l’accesso alle grandi navi. Così ha deciso il presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa e la Venezia Terminal Passeggeri (Vtp) si è dovuta forzatamente adeguare, come spiega il presidente Roberto Perocchio.

«I lavori del Mose prevedono nel periodo che va dal 23 novembre al 4 aprile – spiega – la posa in acqua dei primi cassoni del Mose, con l’intervento dei sommozzatori per l’aggancio. Un intervento delicato che richiede condizioni di mare non mosso e per questo è stato ritenuto che il passaggio in contemporanea delle grandi navi fosse incompatibile con esso. Abbiamo già informato per iscritto le compagnie di crociera dando indicazioni di attraccare nei porti di Trieste o di Ravenna, anziché in quello di Venezia per il periodo considerato. Si tratta comunque di un periodo di bassa stagione, in cui le crociere sono in numero molto minore rispetto a quello attuale. Abbiamo individuato in tutto solo otto navi-crociera da spostare, di cui tre in home port, cioè come baso di arrivo e di partenza e cinque come base di transito».

Il “calendario-navi” pubblicato da Vtp, vede però nove toccate solo nel periodo fine novembre-fine dicembre, di cui due della Costa che è l’unica ad avere base a Trieste con l’arrivo e la partenza della Costa Classica. La Costa ha in calendario a Venezia due attracchi tra novembre e dicembre con Costa Fascinosa e Costa Magica. Le altre navi in calendario appartengono a P&O, Royal Caribbean, Princess Cruise e Celebrity Cruise.

Per il presidente Perocchio, comunque, la chiusura temporanea di Venezia al traffico crocieristico non avrà conseguenze. «Si tratta di un periodo limitato di tempo e in bassa stagione – insiste – e per questo avevamo già preavvertito verbalmente le compagnie di crociera che i lavori in corso per il Mose avrebbero potuto portare a una parziale chiusura dello scalo in Marittima. Abbiamo avuto assicurazione che le lavorazioni del Mose non avranno altre conseguenze per il regolare svolgimento del traffico crocieristico».

Da valutare invece, quando il Mose sarà entrato in funzione, le effettive conseguenze sul passaggio delle navi da crociera in relazione a quelle che saranno le sue chiusure, anche se è stata prevista una conca di navigazione per il “parcheggio” di esse.(e.t.)

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Interrogazione sul decreto Clini-Passera

Sinistra Ecologia Libertà ha presentato un progetto di legge, a prima firma dell’onorevole Giulio Marcon, che pone un termine certo per il divieto di transito delle grandi navi per il Canale della Giudecca e il Canale di San Marco, fissa il “numero chiuso” per il passaggio per la laguna di Venezia e assegna al Sindaco di Venezia la competenza di regolarne il transito. Ieri discussa in commissione Ambiente l’interrogazione al governo di Sel sull’applicazione del decreto Clini-Passera. Risposta interlocutoria del sottosegretario alle Infrastrutture Ghirlanda.

 

Appello di bettin Al ministro dei beni Culturali

Autorizzati in passato impianti nocivi e letali, nonostante quel divieto paesaggistico

Ci pensi il ministro dei Beni Culturali Massimo Bray a interpretare nel modo giusto il vincolo paesaggistico sull’area veneziana, che ha “bloccato” anche l’operazione Palais Lumière. È l’appello al ministro dell’assessore comunale all’Ambiente Gianfranco Bettin.

«L’idea che, da decenni – dichiara – esista un vincolo paesaggistico di 300 metri non solo, e giustamente, a partire dalla costa e dalla sponda lagunare come abbiamo sempre saputo, bensì, tra l’altro, anche lungo tutto il percorso dei canali artificiali che penetrano nella zona industriale di Porto Marghera è così surreale che potrebbe perfino essere vera, nel paese in cui si lasciano sfilare navi molto più grandi del Titanic davanti a San Marco senza che nessun ministro o burocrate dei Beni culturali e ambientali senta il bisogno di muoversi in fretta. E dove, soprattutto, esattamente dove ora si scopre l’esistenza del famoso “vincolo” si sono autorizzati in passato impianti pericolosissimi, vere e proprie infamie nocive e letali».

Bettin ricorda che nei confronti del progetto Palais Lumiere, in realtà, le vere questioni ambientali le ha poste soltanto il Comune di Venezia. «Solo se le avesse superate – osserva – il progetto sarebbe risultato ammissibile. Interpretare la normativa in modo da scoprire ora l’esistenza di un vincolo, ad esempio, su via dell’Elettricità o su via della Chimica (!) farebbe ridere se non producesse un senso di atroce beffa per quanto autorizzato in passato. Speriamo che il neo ministro Massimo Bray, come ha promesso, ci pensi davvero».

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Gazzettino – L’incontro. Serracchiani a Venezia da Zaia

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9

ago

2013

Debora e Luca: uniti su tutto tranne il porto offshore

VENEZIA – «Il Friuli Venezia Giulia e il Veneto concordano che la velocizzazione della linea ferroviaria Trieste-Venezia, un progetto per il quale il Governo ha stanziato 30 milioni di euro nel recente ‘decreto del fare’, permetterà di accrescere la competitività della due regioni».Lo ha detto la presidente Debora Serracchiani, che ieri a Venezia ha incontrato per la prima volta il presidente del Veneto Luca Zaia.

«L’incontro – ha detto Serracchiani – ci ha permesso di approfondire alcuni temi di interesse comune, a partire naturalmente dalle infrastrutture più importanti, ma anche le questioni riguardanti il credito su cui abbiamo un progetto congiunto che pensiamo di concretizzare al più presto. C’è stato al termine un impegno reciproco di continuare a parlarci e per questo ci incontreremo di nuovo entro la fine del mese».

«Ci siamo confrontati – ha aggiunto – sull’Alta velocità/Alta capacità. Zaia mi ha espresso la sua grande perplessità, se non contrarierà, sull’originario progetto cosiddetto litoraneo e ha dato la sua disponibilità a ragionare su un sistema comune».

Sulle questione dell’approdo delle grandi navi da crociera, sulla possibile concorrenza fra Venezia e Trieste, la presidente del Friuli Venezia Giulia ha ricordato che «la presenza delle grandi navi nella città lagunare sta suscitando perplessità non solo da parte di molti veneziani, ma anche da parte di tanti cittadini italiani. Su questo spero si possa operare in sinergia».

«Ciò che ci divide – ha aggiunto – è invece la piattaforma offshore che Venezia intende costruire al largo della laguna. Su questo ho ribadito al presidente Zaia la mia enorme perplessità, osservando anche che il progetto comporta costi che mi sembra siano difficilmente sostenibili».

Grandi navi, il Governatore replica alle accuse del cantante tendendogli la mano: «Facciamo fronte comune»

«Tutte le navi che lasciano gli ormeggi della Marittima sono obbligate a prendere almeno un cavo di rimorchio prima di mollare gli ormeggi». È l’ultima disposizione della Capitaneria di porto, in materia di transito delle navi in bacino: una disposizione minima, rispetto all’infuocato dibattito di queste settimane sulla necessità di applicare quanto prima il decreto Clini-Passera del marzo 2012, che prevede l’allontanamento dal Bacino di tutte le navi superiori alle 40 mila tonnellate di stazza. Ma una specifica sostanziale, alla luce anche del gravissimo incidente di Genova: le navi che attraversano Venezia devono essere “scortate” dal rimorchiatore (o da almeno 2 rimorchiatori, se superiori alle 40 mila tonnellate) non più solo «nel tratto di canale Riva Sette Martiri (Canale San Marco)-pontile ex Adriatica del Canale della Giudecca», come prevedeva l’ordinanza 23/2012, ma «nel tratto di canale di Riva Sette Martiri e Bacino di evoluzione della Marittima del Canale Lido-Marittima», come cita la nuova ordinanza 105/2013 della Capitaneria di porto, «ritenuto opportuno prevedere ulteriori misure mirate alla sicurezza del transito delle navi oggetto delle disposizioni del decreto i8nterministeriale del 2 marzo 2013». Per il resto, un aumento di pescaggio di circa mezzo metro per le navi commerciali in transito notturno lungo il canale dei Petroli verso le banchine di Marghera.

L’estensione nel ricorso ai rimorchiatori anche nella fase di ingresso-uscita dalla Marittima è la novità di un’estate infuocata di polemiche, riaccese dall’ultimo J’accuse di Adriano Celentano dalle colonne de “Il Fatto Quotidiano”, contro gli amministratori pubblici e il porto rei – a suo dire -del protarsi dello scempio del transito delle meganavi in bacino. Pamphlet che si è attirato la replica risentita del presidente Paolo Costa («Ciabattino, non andare oltre le scarpe….peccato, era un così bravo cantante!» e quella del sindaco Orsoni, a ribadire come il Comune sia suo malgrado estromesso dalle decisioni sul porto, avocate a sé dal ministero e autorità portuale, ma deciso a ribadire che la soluzione è l’immediato trasferimento delle navi più grandi a Marghera. “Il Fatto” riporta anche dichiarazioni del presidente della Regione Luca Zaia: «Che si schieri accanto a noi nella battaglia che facciamo per portare fuori dal canale della Giudecca e San Marco le grandi navi, è solo un gran piacere: benvenuto, speso possa essere utile e lavorare fino all’obiettivo, possiamo fornirgli tutto il materiale necessario per sostenerci», «stiamo ancora aspettando che il governo faccia qualcosa, magari lui ha una voce più forte della nostra».

Roberta De Rossi

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Entro metà ottobre deciderà il Comitatone braccio di ferro tra Costa e Orsoni

Secondo la tempistica dettata dai ministri Lupi (Infrastrutture) e Orlando (Ambiente) nell’incontro del 25 luglio con Porto e amministratori locali sul tema di come applicare il decreto Clini-Passera del marzo 2012 e non far più transitare le Grandi navi in Bacino di San Marco, entro settembre le parti devono presentare i loro progetti, entro il 15 ottobre si riunirà il Comitatone Interministeriale e per fine ottobre arriverà la decisione: trasferimento subito a Marghera delle navi più grandi sì (come vuole il Comune) o no (come pretende il Porto, che non intende lasciare la Marittima), scavo del Canale Contorta dell’Angelo sì (come vuole l’Autorità portuale, progetto da 170 milioni di euro e almeno 3 anni di lavori per portare il canale a un pescaggio di 12 metri e allargarlo) o no (come chiedono a gran voce Comitati No Grandi Navi e associazioni ambientaliste, preoccupate per l’impatto sulla laguna di questa sorta di nuovo canale dei Petroli) e, ancora, scavo del canale Vittorio Emanuele tra Porto Marghera e la Marittima, come proposto dall’ex presidente di Unindustria Brugnaro e che non dispiace allo stesso Comune, che chiede di verificarne la fattibilità. Magistrato alle acque e Capitaneria dovranno vagliare entro settembre i progetti presentati e presentarli al Comitatone, che dovrà dare un parere su fattibilità e finanziamenti: se saranno supportati da documentazione, anche l’ipotesi di un porto off shore a Punta Sabbioni-Cavallino (progetto De Piccoli), Pellestrina o sull’ingresso in Marittima lungo il canale retrostante la Giudecca (ipotesi Scelta Civica).

 

LAGUNA & PORTUALITÀ – Il parlamentare della Lega al ministro Lupi

Prataviera chiede un interesse per il progetto De Piccoli

«Progetto De Piccoli: l’amministrazione di Cavallino-Treporti va resa partecipe». Parole dell’onorevole Emanuele Prataviera che nei giorni scorsi, appoggiando la richiesta del consigliere comunale della Lega Nord, Francesco Chiaranda, ha presentato un’interpellanza al Ministro Maurizio Lupi sul progetto che prevede la realizzazione di un terminal per le grandi navi a ridosso di Punta Sabbioni, allontanando così le navi da crociera da Venezia. Una questione «spinosa» e sulla quale il Comune litoraneo non è mai stato coinvolto, come tra l’altro ha scritto anche il sindaco Claudio Orazio in una sua recente lettera inviata a tutte le autorità competenti, come il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. «Su tutto questo progetto non è stato mai coinvolto il territorio ed in particolare il Comune, né i cittadini e tanto meno le istituzioni – scrive Prataviera – anche la lettera del sindaco Orazio è rimasta inascoltata. Con questa interpellanza chiedo se il Ministro intende adottare le opportune iniziative affinché siano coinvolti nel dibattito, anche se solo a titolo di studio, tutti i soggetti interessati per territorio, ed in particolare il Comune di Cavallino-Treporti e se non ritenga opportuno informare le Commissioni ambiente, territorio e lavori pubblici e trasporti in merito al progetto cosiddetto De Piccoli». Ad intervenire è anche il consigliere Francesco Chiaranda: «A questo punto sarebbe bene che tutte le forze politiche si rivolgessero ai propri rappresentanti a Roma, come ha fatto il sottoscritto, per cercare di far luce sul progetto affinché se ne possa poi discutere con cognizione di causa in Consiglio Comunale e produrre un documento da inviare a Roma anche se per ora non richiesto».

Giuseppe Babbo

 

 

Il molleggiato in un articolo definisce il passaggio in Bacino «un assassinio perpetrato alla città»

L’ex sindaco replica sferzante con una citazione: «Ciabattino non andare al di là delle tue scarpe»

VENEZIA – Per Adriano Celentano le grandi navi da crociera sono «bestioni», che attraversano il Bacino di San Marco e la laguna sino ad eroderla e a distruggerne i fondali. «I veneziani – prosegue nella sua critica – dicono che ogni volta che uno di quei mostri passano si svuota il sifone del water. Gli esperti affermano che le dimensioni abnormi di questi “palazzi galleggianti” stanno distruggendo Venezia».

E i responsabili «di questo lento inesorabile assassinio perpetrato alla città», hanno, per il Molleggiato, nome e cognome: «Luca Zaia, presidente della Regione veneta e l’ex sindaco Paolo Costa, ora presidente dell’Autorità Portuale, che pur di non rinunciare a sfasciare del tutto Venezia, vorrebbe addirittura escavare il fondo di uno dei canali circostanti».

Il cantante lo scrive dalle colonne del «Fatto Quotidiano», nell’”Urlo di Celentano”, un lungo e polemico intervento sulla precarietà generale del Paese, in cui il caso Venezia ha però uno spazio importante. Celentano qualche mese fa aveva dedicato anche la strofa di una canzone, “Ti fai del male” alle grandi navi a Venezia.“Fino a quando il Comune di Venezia – cantava – non fermerà quei mostri che galleggiano giganteschi, orribili navi che sembrano palazzi, che devastano la laguna” L’ira di Celentano è scattata nuovamente alla vista delle immagini della Carnival Sunshine che il 27 luglio sarebbe passata troppo vicino riva Sette Martiri.

«La Carnival ha voluto fare l’inchino a Micky Arison, presidente della Carnival Corporation che, mentre il mostro si avvicinava a soli 20 metri dalle fondamenta, non ha resistito alla tentazione di mandare un tweet con tanto di foto della sua creatura», scrive il cantautore che lancia un appello esplicito ai Ministri Maurizio Lupi (Infrastrutture) e Andrea Orlando (Ambiente), che hanno in mano la questione-grandi navi: «Se non siete in grado di fermare questo sacrilegio umanitario ditelo a qualcuno che vi aiuti prima che il governo cada».

A Venezia, poi, per il cantautore, «persino le pietre non ne possono più, stanche di essere continuamente minacciate – scrive -. Ora dalla pubblicità sul ponte dei Sospiri, ora dai folli architetti che propongono torri velenose alte 250 metri, all’insegna del più basso e becero consumismo. Ma la minaccia più grande e insidiosa viene dai sindaci. Capaci di strangolare non soltanto i sospiri del leggendario ponte, ma di tutto ciò che dalla natura respira. Quei sindaci che via via, senza vergogna, su sono succeduti non per governare Venezia, ma per affondarla. Sono le pietre, dunque le più arrabbiate». Le pietre di Venezia, pronte a ribellarsi ai propri governanti, nella polemica interpretazione di Celentano.

Replica, sferzante, Paolo Costa – come sindaco e presidente dell’Autorità Portuale citato due volte e non in termini elogiativi, dal cantautore – che ricorre a una citazione latina. «Ne sutor ultra trepidam, ciabattino non andare al di là delle tue scarpe. E pensare che era anche un bravo cantante…».

Anche il sindaco Giorgio Orsoni, pur non direttamente chiamato in causa da Celentano – che ha fatto riferimento ai sindaci succedutisi a Venezia – risponde con un intervento sul problema del passaggio delle grandi navi (lo pubblichiamo a parte), che risponde indirettamente anche all’invettiva di Adriano Celentano, rilanciando la soluzione dello spostamento a Marghera dell’attracco delle navi da crociera. «La soluzione immediata – conclude infatti il sindaco nel suo intervento “ispirato” dall’esternazione celentaniana – è soltanto quella di Porto Marghera. Le altre richiedono tutte tempi lunghi, incompatibili con la stessa credibilità di chi è delegato a gestire il Porto. L’Amministrazione comunale è su questa linea da molto tempo e non può che apprezzare la sensibilità dimostrata da chi proveniente dal mondo dello spettacolo interpreta il sentire della gente nel modo più diretto e spontaneo». (e.t.)

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L’INTERVENTO –  L’alternativa è Marghera, il Porto non può condizionare lo sviluppo della città

GIORGIO ORSONI

Mi vedo costretto ad intervenire nuovamente sulla questione delle “grandi navi “. È una litania continua: ovunque io vada, tutti mi chiedono perché il Comune di Venezia continui a farle passare davanti a San Marco. Alle mie spiegazioni tecnico-giuridiche, sulla impotenza del sindaco a fronte dei poteri ministeriali, percepisco nell’interlocutore un misto di incredulità e di commiserazione, non essendo comprensibile ai più l’esproprio da parte dello Stato della zona più importante del territorio comunale: del suo stesso cuore. Ne è dimostrazione anche l’intervento odierno di un noto uomo di spettacolo.

Ho la netta convinzione che ormai la soluzione del problema non sia più differibile e, soprattutto, non sia più affrontabile in termini strettamente burocratici. La risposta data dal Ministro delle Infrastrutture ad una recente interrogazione parlamentare ne è la dimostrazione. Infatti, a fronte dell’innegabile solerzia personale del Ministro Lupi, l’apparato ministeriale rivendica con una non celata protervia competenze sulla gestione del territorio che certamente non gli competono. In particolare l’Autorità portuale che pretende di subordinare al suo consenso l’impostazione generale del piano di sviluppo della Città. In questa impostazione la soluzione al problema delle “grandi navi”, non solo deve essere subordinato ai piani di sviluppo del Porto (probabilmente sbagliati se ci si trova in questa situazione), ma non appare così urgente, come è percepito dalla gente comune.

In questa impostazione si possono attendere tre o forse più anni necessari per studiare e realizzare un nuovo canale in mezzo alla laguna, la cui utilità nel lungo periodo è tutta da dimostrare. Mentre sale la preoccupazione per ciò che potrebbe accadere, come dimostra il recente episodio di un passaggio percepito come anomalo e giustamente stigmatizzato dall’opinione pubblica. È per questo che appare oggi più che mai indifferibile escludere dal bacino di San Marco il transito delle “grandi navi” senza attendere la realizzazione di nuove mastodontiche opere. La soluzione, almeno in via provvisoria esiste, usando strutture e canali esistenti, anche se ciò può comportare maggiori difficoltà di gestione del traffico da parte degli enti competenti. Ma il gioco vale la candela. La soluzione immediata è soltanto quella di Porto Marghera. Le altre richiedono tutte tempi lunghi, incompatibili con la stessa credibilità di chi è delegato a gestire il Porto. L’Amministrazione comunale è su questa linea da molto tempo e non può che apprezzare la sensibilità dimostrata da chi proveniente dal mondo dello spettacolo interpreta il sentire della gente nel modo più diretto e spontaneo.

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IL CASO – Celentano, nuovo affondo contro le grandi navi

Il Molleggiato ha colpito ancora. Parole d’oro per alcuni; una vera “stecca” per altri. Adriano Celentano è tornato alla carica contro le grandi navi in Bacino di San Marco. E questa volta dalle colonne del “Fatto Quotidiano” ha etichettato il governatore Zaia e il presidente dell’Autorità Portuale, Paolo Costa come “assassini”. No comment dalla Regione. Dal Porto: «Peccato, era un bravo cantante». E Sandro Trevisanato (Vtp): «Venga a vedere come facciamo entrare le navi. Gli offriamo una “pilotina”».

LA DENUNCIA   «Sfascieranno Venezia»

L’ACCUSA – Continuano a far transitare le navi

GRANDI NAVI – Nuova polemica del Molleggiato sulla vicenda. Duro attacco al governatore Zaia. No comment di Palazzo Balbi

TREVISANATO (VTP)  «Ora venga a vedere come le navi arrivano in Bacino»

Questa volta l’«urlo» del Molleggiato al secolo Adriano Celentano è caduto nel vuoto. Un paginone sul “Fatto Quotidiano” a parlare di Gesù, di Papa Francesco, sull’apocalittica fine della civiltà e poi, dulcis in fundo, l’attacco sferrato alle grandi navi (con dettagli sui fondali della laguna che nascondono una certa documentazione) con alcuni toni imperiosi come ci ha spesso abituato il cantante contro il governatore Luca Zaia e il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa laddove nel giudicare il loro operato li definisce “assassini“.
Insomma, Celentano ha deciso di tornare a parlare – a suo modo – contro le grandi navi crociere. Lo aveva già fatto nel febbraio scorso quando il Molleggiato aveva diffuso una canzone contro l’ingresso delle grandi navi a Venezia con immediate polemiche al seguito. Ma questa volta, dopo il clamore dell’inverno scorso, il commento di Celentano non ha portato a controrepliche pepate. Solo ironia. Da una parte il Governatore Zaia, pur chiamato in causa, ha ritenuto di non intervenire sulla vicenda, mentre il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa ha tagliato corto con una battuta: «Ne sutor ultra trepidam (Ciabattino non andare oltre le scarpe ndr) – ha detto l’articolo giornalistico -. Peccato era un così bravo cantante!».
Insomma, poca reattività, quasi spallucce alle invettive di Celentano. Chi invece va oltre, pur prendendola con ironia, è il presidente della Vtp, (Venezia Terminal Passeggeri), Sandro Trevisanato che già in occasione della “famosa canzone” anti-navi crociere a Venezia, aveva invitato il Molleggiato a fare una capatina a Venezia e vedere l’ingresso di una grande nave in Bacino di San Marco. «L’altra volta – dice – il mio invito era caduto nel vuoto. Ora rinnovo a Celentano la possibilità di venire a Venezia e vedere con i suoi occhi come entra una nave in laguna. Gli mettiamo a disposizione una pilotina e potrà rendersi conto di persona con quale cautela le navi entrano a Venezia».

 

L’imperativo e’ fare presto

Protervia ministeriale sul nostro territorio. L’unica soluzione immediata è Porto Marghera

di Giorgio Orsoni

Mi vedo costretto ad intervenire nuovamente sulla questione delle “grandi navi”. È una litania continua: ovunque io vada, tutti mi chiedono perché il Comune di Venezia continui a farle passare davanti a San Marco. Alle mie spiegazioni tecnico-giuridiche, sulla impotenza del sindaco a fronte dei poteri ministeriali, percepisco nell’interlocutore un misto di incredulità e di commiserazione, non essendo comprensibile ai più l’esproprio da parte dello Stato della zona più importante del territorio comunale: del suo stesso cuore. Ne è dimostrazione anche l’intervento odierno di un noto uomo di spettacolo.
Ho la netta convinzione che ormai la soluzione del problema non sia più differibile e, soprattutto, non sia più affrontabile in termini strettamente burocratici. La risposta data dal Ministro delle infrastrutture ad una recente interrogazione parlamentare ne è la dimostrazione. Infatti, a fronte dell’innegabile solerzia personale del Ministro Lupi, l’apparato ministeriale rivendica con una non celata protervia competenze sulla gestione del territorio che certamente non gli competono. In particolare l’Autorità portuale che pretende di subordinare al suo consenso l’impostazione generale del piano di sviluppo della Città. In questa impostazione la soluzione al problema delle “grandi navi”, non solo deve essere subordinato ai piani di sviluppo del Porto (probabilmente sbagliati se ci si trova in questa situazione), ma non appare cosi urgente, come è percepito dalla gente comune.
In questa impostazione si possono attendere tre o forse più anni necessari per studiare e realizzare un nuovo canale in mezzo alla laguna, la cui utilità nel lungo periodo è tutta da dimostrare. Mentre sale la preoccupazione per ciò che potrebbe accadere, come dimostra il recente episodio di un passaggio percepito come anomalo e giustamente stigmatizzato dall’opinione pubblica. È per questo che appare oggi più che mai indifferibile escludere dal bacino di San Marco il transito delle “grandi navi”, senza attendere la realizzazione di nuove mastodontiche opere.
La soluzione, almeno in via provvisoria esiste, usando strutture e canali esistenti, anche se ciò può comportare maggiori difficoltà di gestione del traffico da parte degli enti competenti.
Ma il gioco vale la candela. La soluzione immediata è soltanto quella di Porto Marghera. Le altre richiedono tutte tempi lunghi, incompatibili con la stessa credibilità di chi è delegato a gestire il Porto. L’Amministrazione comunale è su questa linea da molto tempo e non può che apprezzare la sensibilità dimostrata da chi, proveniente dal mondo dello spettacolo, interpreta il sentire della gente nel modo più diretto e spontaneo.

Giorgio Orsoni – Sindaco di Venezia

 

GRANDI NAVI – STASERA SU RETE VENETA

Comitato No Grandi Navi e Comitato Cruise Venezia a confronto davanti alle telecamere. É senz’altro la prima volta che i “schieramenti” si incontrano per discutere la delicata questione del passaggio delle “grandi navi” in Bacino di San Marco.

Questa serà, alle 21.05 negli studi di ReteVeneta si potrà assistere alla “singolar tenzone” tra il portavoce dei No Navi, Silvio Testa e il responsabile del Comitato Cruise Venezia, Massimo Bernardo.

L’appuntamento sarà visibile anche su internet, in streaming sul sito di Rete Veneta, www.reteveneta.it». Sarà l’occasione per fare il punto sulla situazione dei progetti alternativi e sulla recenti proteste.

 

Gazzettino – Venezia. Nebbia e navi, paura in Bacino

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4

ago

2013

METEO & MOBILITÀ – Polemiche per la presenza dei colossi del mare in condizioni di scarsa visibilità

Un pilota Actv: «Con i radar fuori uso ci sono colleghi che non se la sentono di navigare a vista»

«La nave da crociera in arrivo l’ho fotografata con il mio cellulare all’altezza di San Basilio prima delle 7, ora in cui è scattata la sospensione del traffico acqueo da parte della Capitaneria di porto. La nebbia era così fitta che al suo passaggio, dal mio battello si potevano distinguere solo la parte centrale, non la prua e la poppa, e tanto meno i rimorchiatori. E dal momento che in laguna il calo di visibilità era stato segnalato nei 60 minuti precedenti il divieto, a partire dalla laguna nord e poi in tutta Venezia, mi sono meravigliato che in simili condizioni le grandi navi potessero circolare comunque».

A dirlo è un pilota Actv, autore di quella che è destinata a diventare l’immagine simbolo della fitta nebbia che ieri ha creato seri problemi al traffico acqueo, fino alla sua interruzione totale dalle 7 alle 10.30. Con alcuni piloti che addirittura si sarebbero rifiutati di partire.

«Da quando la nebbia si è alzata, il tam tam telefonico tra conducenti di mezzi Actv è stato continuo – ha aggiunto il dipendente dell’azienda di trasporto pubblico locale – Non ho dubbi che a bordo della maxinave e dei suoi rimorchiatori tutti i dispositivi di sicurezza fossero regolarmente in funzione. Ma considerato che a quell’ora ancora circolavano mezzi pubblici e privati, e noi portiamo persone e non sacchi di patate, non sarebbe male che per evitare incidenti le grandi navi, in caso di nebbia fitta, restassero fuori dalla laguna».

La testimonianza fotografica e verbale sul passaggio del gigante del mare per bacino San Marco e il canale della Giudecca (che certo non passerà inosservata, rinfocolando le polemiche sul tema), si è accompagna a esternazioni sullo stato complessivo dei radar installati sui mezzi della flotta Actv: «Molti sono inattivi – ha precisato il marinaio – Tanto che diversi miei colleghi, nella circostanza, hanno dovuto navigare a vista se già in servizio o addirittura rifiutarsi di partire se all’ormeggio, in particolare quelli dei ferry boat. Senza dimenticare che tra Murano, Burano e Sant’Erasmo, la linea più critica, la delimitazione del canale navigabile era insufficiente a causa dell’illuminazione a led: inadeguata in situazioni del genere, e non più controllata come una volta».

 

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