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Gazzettino – Diluvio d’acqua e di polemiche

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

13

nov

2014

Case e strutture sanitarie allagate, l’Ulss attacca il Comune di Portogruaro

CAOS TRENI – Treni e viabilità messi in ginocchio dal maltempo: complici un paio di incidenti in A4 e un canale che è esondato, muoversi ieri nella tratta che comprende Portogruaro è stato quasi impossibile.

Disagi anche in centro storico. La fitta pioggia ha provocato anche l’allagamento di una scuola a Venezia: poco dopo le 18 i vigili del fuoco sono stati chiamati alla elementare “Renier Michiel” a pochi passi dall’Accademia. Oggi la scuola resta chiusa.

MALTEMPO – In una notte mille chiamate a Carabinieri e Vigili dal Portogruarese. «Molti si sono sentiti abbandonati»

Diluvio d’acqua e di polemiche

SOMMERSI – Prima il diluvio – 200 millimetri di pioggia in due ore e mille chiamate di soccorso – poi le polemiche. Il nubifragio che ha colpito il Veneto orientale ha portato alla chiusura di due strutture sanitarie a Portogruaro: sette pazienti del Centro disturbi alimentari sono state portate in ospedale a Portogruare. Il direttore generale dell’Asl 10, Carlo Bramezza ha accusato il Comune di non essersi fatto vedere. Molti cittadini si sono sentiti abbandonati.

SAN MICHELE – Quattro famiglie isolate, un anziano malato si rifiuta di lasciare l’alloggio

A PORTOGRUARO – Sott’acqua tutta la zona ad est del Lemene, evacuate due strutture sanitarie

NEL COMPRENSORIO – Situazione pesante a Concordia, disagi a Fossalta e Gruaro

Case e strade allagate in tutto il Portogruarese

NOTTE DURA – All’alba ai centralini di vigili e carabinieri erano già arrivate oltre mille chiamate

Case allagate, popolazione evacuata, decine di auto da buttare, frane, scuole e strade chiuse. Mai il territorio più a est della provincia di Venezia era stato così ferito come nel violento e continuo nubifragio di ieri. Purtroppo però la conta dei danni è solo all’inizio, con la pioggia che continua a cadere e per il weekend le previsioni sono pessime. «Tutto è scaturito tra le 5 e le 7 della mattinata di ieri, dopo una notte e diversi giorni di piogge incessanti – spiega il direttore del Consorzio, Sergio Grego – I dati forniti dai radar hanno accertato che in due ore sono caduti da un minimo di 70 mm ad oltre 200 di pioggia a nord di Portogruaro. Ho stentato a crederci». Il continuo nubifragio ha allagato tantissime abitazioni, strade, campagne nei comuni di Portogruaro, Concordia Sagittaria, Gruaro e Fossalta di Portogruaro, con gravi danni. Inondata tutta la zona a est della cittadina del Lemene, tra il rione di Ronchi, Santa Rita, Aldo Moro, «Bmv», nonchè due strutture sanitarie, con i pazienti trasferiti in ospedale, rimasto all’asciutto. Allagata Concordia a sinistra della Provinciale 68 per Caorle (chiusa per allagamento) fino a Sindacale, tra cui anche Paludetto. Acqua anche a Parz di Teglio Veneto, Fratta di Fossalta compresa la strada per Fossalato. Il Fosson a San Stino è esondato nei campi, così come il Cavrato a San Michele, dove rimangono 4 famiglie isolate e una rampa del Tagliamento franata. «Tutti sono stati raggiunti dai Volontari e dalla Polizia locale – spiega il comandante Andrea Gallo – per essere rifocillate». «Un anziano, bisognoso di cure mediche non vuole abbandonare l’abitazione – spiega il coordinatore dei Volontari, Antonio Miorin – se la situazione non cambia, dovremo pensare a come spostarlo». Centinaia gli interventi della Protezione civile, intervenuta con i Vigili del fuoco, Polizia, Carabinieri e volontari, tra cui una squadra di Protezione Civile sandonatese. «Resta disponibile sul territorio un’altra squadra, allertata per qualunque eventualità – spiega il vicesindaco e assessore alla Protezione Civile di San Donà Luigi Trevisiol – siamo pronti per qualsiasi rischio». Del resto alle prime ore dell’alba al centralino dei Vigili del fuoco di Mestre erano già arrivate oltre 100 richieste di aiuto e al 112 nella notte 895. Difficile intervenire tempestivamente per la mole di lavoro, tanto che più di qualcuno si è sentito abbandonato. «È attivo il servizio di monitoraggio (h24) dell’intero comprensorio degli impianti – spiegano dal Consorzio di Bonifica – da cui è peraltro stato certificato il costante e regolare funzionamento degli impianti idrovori». Pompe tutte in funzione, anche se qualcuno aveva sollecitato altre pompe. «Ci siamo messi al lavoro assieme alla Protezione Civile e ai Vigili del Fuoco, per fronteggiare l’emergenza – spiega il sindaco di Concordia, Claudio Odorico mentre con l’assessore Ferron riempiono sacchi di sabbia – non avevano nessun avviso di abbondanti piogge. Si è trattato di un evento straordinario che, per la prima volta, ha riguardato l’intero territorio del Comune. Fin dalle 6 del mattino sono partite le squadre ma l’emergenza era oramai generale. Sono intervenuti anche i militari della base dell’Aeronautica del paese e quindi soccorsi da altri Comuni». Intanto ieri sono rimaste chiuse le scuole a Paludetto.

Marco Corazza

 

L’ALTRA STRUTTURA – Una ventina di ospiti del Centro salute mentale riaccompagnati a casa

TRASFERITE IN OSPEDALE 7 RAGAZZE

L’acqua invade il centro disturbi alimentari «Arredi nuovi, ora qui è tutto da buttare»

L’acqua invade due strutture sanitarie, pazienti evacuati. L’allarme al Centro disturbi alimentari è scattato intorno alle 7.30, quando l’acqua ha progressivamente invaso il giardino esterno e l’intero piano terra. I tecnici dell’azienda sanitaria, subito allertati, hanno messo in sicurezza l’edificio, isolandolo dalla corrente elettrica. Le pazienti, nove ragazze, sono state dapprima trasferite in una struttura protetta e poi al reparto di Day Surgery dell’ospedale cittadino. L’acqua non ha risparmiato nemmeno il vicino Centro diurno di salute mentale. Gli ospiti, ieri una ventina, sono stati riaccompagnati a casa. «Dopo aver fatto uscire le ragazze – spiega il responsabile del Centro disturbi alimentari, Pierandrea Salvo – ci siamo attivati per salvare i computer, le attrezzature e gli arredi. Abbiamo chiamato il Comune, la Protezione Civile comunale, i Vigili del fuoco ma, a parte una decina di sacchi di sabbia, per ore non ci è arrivato alcun altro aiuto. Qui è tutto da buttare, armadi, elettrodomestici, porte, non si recupera nulla. Chissà per quanto tempo dovremmo chiudere».
Non nasconde il suo rammarico anche il direttore generale Carlo Bramezza, sul posto sin dal mattino. «Purtroppo – commenta – la situazione è davvero difficile e dispiace che nessuno dell’Amministrazione comunale si sia fatto vedere. Ringrazio il personale dell’Ulss per essersi prodigato in questa emergenza». Dalla Protezione Civile arriva il commento del coordinatore Luca Villotta. «I volontari – spiega – sono intervenuti per affrontare delle situazioni che avrebbero potuto causare nuovi allagamenti in tutto il territorio. In poche ore abbiamo fatto oltre 150 interventi nel solo Comune di Portogruaro. Abbiamo fatto il massimo con i mezzi a disposizione. Purtroppo il Centro disturbi alimentari si trova a 50 centimetri sotto il piano strada e su questo credo sia necessario fare delle valutazioni».
«Quando sono stato informato della situazione – afferma il sindaco Antonio Bertoncello – ho attivato tutti, dalla Protezione Civile, al Consorzio di bonifica, ai Vigili del fuoco. Tutto il personale del Comune, Manutenzioni e Polizia Locale, era sul territorio. Ho sospeso l’esecutivo della Conferenza dei sindaci per monitorare la situazione sul territorio. Quello che è successo alle due strutture è sicuramente un fatto grave». Da Rodriquez un affondo. «In queste circostanze la città non ha bisogno di un sindaco in giacca e cravatta ma di un sindaco con gli stivali».

 

STRADE ALLAGATE – L’enorme quantità di pioggia caduta nel Portogruarese ha provocato l’allagamento di diverse strade, oltre a comportare disagi anche per la circolazione dei treni

FERROVIE – L’esondazione del Cormor blocca la linea Venezia-Trieste

DISAGI – Ritardi superiori alle due ore e convogli soppressi

Strade provinciali chiuse e code in A4 per due incidenti

Circolazione in tilt, treni ko

Trasporti in tilt. Treni e viabilità messi in ginocchio dal maltempo. Complici un paio di incidenti in A4 e un canale che è esondato, muoversi ieri nella tratta che comprende Portogruaro era quasi impossibile. I primi guai sono iniziati già in piena notte con l’esondazione del canale Cormor che ha sospeso il transito dei treni nel tratto fra Latisana e San Giorgio di Nogaro in provincia di Udine, ma di fatto bloccando l’intera linea Venezia-Trieste. La circolazione si è fermata alle 4.20 dell’alba di ieri ed è stata riaperta solo dopo le 13 con il transito del treno regionale 2212 in partenza da San Giorgio di Nogaro alle 12.59. Nell’arco di queste ore sono stati molti i treni soppressi e ancora di più quelli che hanno accumulato ritardi con punte superiori alle due ore. Alla fine c’è stata una freccia cancellata, quattro frecce e due intercity deviati con rallentamenti fino a 110 minuti, dieci regionali limitati e cinque cancellati. Rfi per limitare i disagi ai pendolari ha istituito i bus sostitutivi fra Portogruaro e San Giorgio di Nogaro. La situazione più difficile ha coinvolto i passeggeri della Freccia Bianca 9710, Trieste-Torino, che hanno raggiunto la meta con 136 minuti di ritardo. Non è andata tanto bene nemmeno a quelli che erano a bordo della Freccia argento 9404, Trieste-Roma, con un ritardo di 106 minuti. Pesanti rallentamenti anche per gli intercity 584, Trieste-Roma, che ha accumulato un’ora e un quarto di ritardo e un’ora e mezza pure per l’intercity 735 Mestre-Trieste.
Chi ha cercato la via di fuga in auto non ha avuto sorte migliore. La provinciale Portogruaro-Caorle è rimasta chiusa fino al pomeriggio di ieri a causa dell’acqua, e in alcuni momenti era impossibile transitare anche sulla strada provinciale Portogruaro-Fratta. Nemmeno l’autostrada è stata risparmiata dai disagi. Due incidenti in A4, ieri mattina, in direzione Venezia hanno rallentato la viabilità e creato colonne. Nei due incidenti sono state coinvolte in uno auto e nell’altro mezzi pesanti con parziale chiusura delle corsie di marcia per poter rimuovere i mezzi coinvolti.

 

Acqua a scuola, chiusa la “Renier”

Grondaia difettosa all’istituto del Lido, la decisione presa al termine di una riunione di genitori

La fitta pioggia di ieri ha provocato l’allagamento di una scuola. Erano da poco trascorse le 18 quando i vigili del fuoco sono stati chiamati alla elementare “Renier Michiel” a pochi passi dall’Accademia. Alcuni genitori che avevano appena concluso una riunione, hanno notato che varie zone dello stabile erano allagate. I pompieri, al termine della verifica, hanno deciso di sigillare diverse zone dell’edificio, decretando così la chiusura della scuola per questa mattina. «Non sappiamo per quanto tempo durerà questa situazione – hanno detto ieri sera alcuni genitori – il problema si è verificato per l’intasamento di una grondaia. E così dal piano superiore l’acqua è scesa sotto». Da quanto si è potuto apprendere già in mattinata i bambini di una classe erano stati mandati a casa in anticipo, proprio per i danni provocati da questa perdita. Poi il problema ha interessato praticamente tutta la struttura e per questo sono stati chiusi gli impianti elettrici. Intanto, sul fronte acqua alta, ieri il mareografo di punta della Salute ha registrato alle 12.05 una punta massima di marea di 102 cm (in coincidenza con una marea astronomica di soli 48 cm, dunque con un contributo meteorologico di 54 cm) per i prossimi giorni il fenomeno sarà in attenuazione, secondo le previsioni del Centro Maree del Comune. Da tener presente che la marea ieri ha oscillato su 101-102 cm per ben un’ora e mezza, dalle 11.35 alle 13.05 ed è defluita lentamente, tanto che piazza San Marco non risultava completamente percorribile prima delle 15.30. La fitta pioggia di ieri ha creato tante difficoltà negli spostamenti e c’erano zone, come campo San Polo, che sono rimaste a lungo allagate. Per oggi il Centro Maree prevede per oggi marea sostenuta (massima 80 cm) e per i due giorni successivi marea normale.
LIDO

Strade come fiumi in piena, allagamenti e viabilità in tilt. Il maltempo di ieri, con la pioggia quasi incessante, ha messo in ginocchio il Lido e mandato nel caos il traffico. L’isola ha messo in risalto i soliti vecchi difetti, in primis i tombini ostruiti che non facevano defluire l’acqua piovana. Via Sandro Gallo via Malamocco e i lungomare allagati, e dunque impraticabili, in più punti. Un discorso a parte lo merita, ancora una volta, piazzale Santa Maria Elisabetta, ancora un cantiere aperto e incompleto. Le pendenze di Insula saranno anche quelle provvisorie, ma intanto, il piazzale è finito sott’acqua come mai si ricordi a memoria d’uomo. E con il piazzale sono state allagate tutte le attività commerciali, bar, ristoranti, l’agenzia di viaggi, i negozi, che si trovano a ridosso del piazzale. Non si sa ancora per quanti mesi potrebbe perdurare questa provvisorietà, ma un’area fondamentale per la circolazione viaria del Lido, da mesi, è lasciata in degrado e abbandono, con recinzioni di cantiere, senza che si sia trovata una soluzione dignitosa. E la gente, esasperata dalla pioggia, dai danni ancora subìti, è ora pronta a scendere in piazza. La rabbia dei cittadini sta per esplodere.

(ha collaborato Lorenzo Mayer)

 

Maltempo e pioggia intensa anche a Cavallino-Treporti. Il forte nubifragio che si è abbattuto nella mattinata ha creato una serie di disagi soprattutto nella zona delle Isole treportine dove non sono mancati degli allagamenti. In particolare strade allagate si sono registrate a Saccagnana e a Lio Piccolo. In entrambi i casi è stato necessario l’intervento dei volontari della Protezione civile, impegnati da giorni nel monitoraggio dell’intero territorio, che hanno messo in funzione due idrovore, per tentare di liberare le carreggiate stradali e per impedire all’acqua di raggiungere anche le abitazioni vicine. Disagi anche a Punta Sabbioni, dove la pioggia intensa ha mandato sott’acqua il lungomare Dante Alighieri, nella zona del cantiere del Mose. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia locale che hanno interdetto la circolazione per motivi di sicurezza per circa due ore. Sotto accusa sono finiti gli scarichi della zona, mentre nel pomeriggio la situazione è tornata alla normalità. Sotto osservazione, infine, anche la spiaggia: le mareggiate dei giorni scorsi hanno provocato un’erosione dell’arenile in zona Ca’ di Valle.

(G.B.)

 

MESTRE – Una strada? No, una grande piscina

La protesta di un’insegnante dello Iusve alla Gazzera: «Dopo queste piogge impossibile raggiungere l’Università»

Quanto è dura la strada per la laurea. D’accordo gli esami, d’accordo la tesi, ma che fuor di metafora lo sia anche il percorso per raggiungere l’Università è qualcosa di inaccettabile per gli studenti dello Iusve di Mestre. A cominciare stradina che porta all’istituto universitario salesiano, quella che passa attraverso il parco della Gazzera, che con la pioggia di questi giorni si è di nuovo trasformata in una piscina. A denunciare la situazione è Daniela Turato, docente Iusve da 5 anni: «Si è costretti ad attraversare un guado perché è impossibile trovare un pò di spazio non paludoso dove poter poggiare i piedi senza scivolare. Con la neve, poi, diventa una pista di pattinaggio per abili talenti». L’istituto salesiano ha denunciato più volte al Comune la situazione della stradina, passaggio inevitabile per studenti e personale dell’istituto. «Inoltre non è illuminata – aggiunge Turato – e se ci si ritrova a doverla percorrere dopo le 17, lo si fa col cuore in gola e con la speranza di non incrociare qualche ospite inatteso». Tra le denunce dell’istituto, anche i disagi legati ai ritardi e al sovraffollamento degli autobus che collegano lo Iusve a Mestre, alla stazione o ai comuni limitrofi. «In particolare la linea 10 dell’Actv, che ha una fermata dietro l’università, vede gli autobus costantemente in ritardo di almeno 10-15 minuti, sia in andata che al ritorno. Per il sovraffollamento, poi, non tutti riescono a salire sull’autobus del mattino e si arriva all’università quotidianamente in ritardo – conclude l’insegnante – Un peccato se si pensa che questo istituto, in controtendenza con tante altri sedi universitarie italiane, può vantarsi di vedere negli anni crescere costantemente i suoi iscritti grazie alla qualità della proposta formativa offerta ai giovani».

(m.fus.)

 

RIVIERA DEL BRENTA

I maggiori disagi a Stra, Vigonovo, Fiesso e Fossò. Situazione in peggioramento

IN RIVIERA DEL BRENTA – Centro di Vigonovo isolato

A Fossò abitazioni sott’acqua per l’esondazione del Cornio

DISAGI A STRA – Situazione in rapido peggioramento in tutta l’area

Il territorio della Riviera del Brenta, che sembrava essere stato risparmiato dagli ultimi eventi atmosferici avversi, da ieri sta pagando duramente la sua buona sorte. Da ieri mattina la pioggia è caduta abbondante in tutta la zona. Il terreno già saturo d’acqua non ha assorbito l’acqua piovana ed è stato subito un vero caos idraulico. La vera e propria bomba d’acqua della durata di circa due ore è precipitata verso mezzogiorno. Da allora non ha più smesso di piovere, anche se in maniera meno intensa. Si segnalano allagamenti ovunque. Il Comune più colpito sembra essere quello di Vigonovo, letteralmente isolato dalle strade allagate, compresa via Roma, già chiusa al traffico da tre giorni per un grosso problema creato da una “caverna” creatasi sotto il manto stradale.
Le strade provinciali di via Padova e di via Veneto, quelle comunali di via Cavour, via Pascoli, via Leopardi sono state completamente allagate. Nella frazione Sandon di Fossò lo scolo consorziale Cornio è esondato, mandando sott’acqua alcune famiglie di via Celestia. Chiuse per allagamenti anche via Padova e via Castellaro Basso. A Campolongo Maggiore vengono segnalati alcuni allagamenti, in particolare su via Toscana e Umbria, nel territorio «basso» della frazione Bosco di Sacco.
A Stra allagamenti a nord del centro abitato e nella frazione di San Pietro. Una idrovora è stata sistemata dai Vigili del Fuoco in via Noventana per scaricare l’acqua piovana in Brenta.
A Fiesso d’Artico l’idrovora che scarica l’acqua nel Serraglio sta funzionando al massimo, come d’altronde quella dall’Idrovia sul Brenta in territorio di Vigonovo. La situazione è in continuo mutamento e peggioramento in tutti i comuni della Riviera del Brenta.

Vittorino Compagno

 

Piano Finanziario dell’A4 senza terza corsia tra San Donà e Portogruaro fino al 2030: il sindaco di Gruaro, Giacomo Gasparotto, chiede la Convocazione della Conferenza Sindaci.

«Da notizie di stampa – scrive Gasparotto nella sua richiesta – Autovie Venete sta predisponendo il Piano Finanziario relativo al completamento della terza corsia San Donà – Villesse con investimento di circa 1,5 miliardi euro. Il piano prevede che l’opera sia realizzata tramite due stralci funzionali: un primo tratto San Donà-Portogruaro, in territorio veneziano, e un secondo tratto Portogruaro Villesse in territorio Friulano. Sembra che il Cda di Autovie Venete, controllato dalla Regione Friuli, stia privilegiando, come tratto prioritario, lo stralcio in territorio friulano. Questo comporterebbe uno slittamento dei lavori del tratto veneto al 2030 e quindi anche del nuovo casello di Bibione, penalizzando in tal modo il litorale turistico veneziano (Caorle/Bibione) con 8 milioni di presenze annuali. Sotto l’aspetto del traffico è noto a tutti che la congestione riguarda soprattutto il tratto Veneto perché, superata la biforcazione (Udine-Trieste) in località Palmanova, la situazione è senza dubbio meno problematica».

Partendo da queste considerazioni il sindaco di Gruaro chiede «che l’argomento venga inserito nel prossimo odg della Conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale, a fine di invitare il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il Vice Presidente del cda di Autovie (nominato dal Veneto), il bellunese Ivano Faoro, a farsi parte attiva nei confronti di Autovie e Regione Friuli perché venga considerato prioritario il tratto Veneto, anche promuovendo un incontro con la Governatrice Serrachiani».

Maurizio Marcon

 

MALTEMPO NEL VENETO ORIENTALE

Alberi caduti e stalle crollate, abitazioni e centinaia di auto danneggiate

Distrutti anche serre, orti e vigneti. Il sindaco Gasparotto: «Un disastro»

PORTOGRUARO – Alberi caduti, case crollate e danneggiate, strade trasformate in piste di ghiaccio, raccolti gravemente danneggiati. È stata una serata allucinante quella che si è vissuta martedì tra le 22.30 e le 2 in gran parte del Portogruarese a causa di vento, pioggia ma soprattutto di una fortissima e devastante grandinata. Diversi i comuni colpiti. I danni maggiori si sono registrati nei territori di Annone Veneto, Portogruaro e Gruaro. Ora è caccia ai finanziamenti da recuperare attraverso la Regione che quasi certamente inoltrerà al governo una richiesta di calamità naturale. Per quanto riguarda le abitazioni, almeno 50 sono state quelle danneggiate dalla furia del vento a Gruaro. Ma a Loncon ci sono stati alcuni crolli di stalle e fienili in aperta campagna. Solo per una fortunata coincidenza non si sono registrati feriti e non ci sono stati incidenti stradali. Le automobili danneggiate dalla grandine, quelle parcheggiate e quelle che erano invece in marcia, sono state almeno trecento. Molte carrozzerie della zona sono già al lavoro. I danni maggiori le vetture li hanno subiti sulla carrozzeria. Alcune però hanno rimediato danneggiamenti ai fanali posteriori e anteriori, e soprattutto hanno subito la rottura dei finestrini o dei lunotti. In pochi casi anche del parabrezza. La scia di grandine ha attraversato prima la zona di Annone Veneto e Pramaggiore, poi quella di Portogruaro e infine si è abbattuta a Fossalta di Portogruaro e San Michele al Tagliamento. Risparmiata la costa. A Bibione e Caorle il maltempo si è limitato ad attività elettrica in cielo, senza piovaschi. La perturbazione ha solo l’ambito il centro di Annone. A Giai e a Loncon ha fatto cadere molti alberi, almeno una decina di cui uno sulla provinciale che collega Annone a San Stino; e ha distrutto moltissimi orti. I giardini delle abitazioni di Loncon sono stati enormemente danneggiati. Un appassionato di fiori si è visto il roseto completamente spogliato. Squarciato il tetto della cantina Giuseppe Piva. A Pracurte sono stati compromessi alcuni vigneti. Secondo gli agricoltori colpiti non si potrà produrre il rinomato passito. Nelle campagne di Loncon poi il vento ha abbattuto alcuni tetti, provocando crolli di travi. La tempesta ha poi toccato Blessaglia, in misura minore, e soprattutto Belfiore. É questa la località più colpita nel territorio di Pramaggiore. E anche qui si lamentano danni agli orticoli. I giardini delle ville, in stile veneziano, sono andati distrutti. Non è rimasto nulla. A Portogruaro il fenomeno è stato molto intenso a Pradipozzo, Summaga e Lison. Anche qui molte coltivazioni, tra cui pregiati frutteti, sono stati colpiti. Nella zona industriale di Summaga è volata qualche copertura. Ma questo è poco in confronto a quanto avvenuto nella parte alta del territorio di Portogruaro, e soprattutto nel gruarese, tra Malcanton, La Sega e Giai. Il ciclone qui ha preso vigore. È crollato un albero in via Gramsci, che ha costretti i vigili del fuoco a intervenire nei pressi dell’abitazione della famiglia Montagner. Il paesaggio qui si è trasformato. Le strade erano diventate completamente bianche. Cumuli di chicchi hanno invaso le vie di comunicazione più importanti come via De Gasperi, via Mazzini, via Gramsci sempre tra Malcanton e La Sega; e poi via Roma e via Lemene in pieno centro a Gruaro. Nel pomeriggio di ieri il sindaco Giacomo Gasparotto ha compiuto un sopralluogo. »È un disastro» ha confidato. A La Sega il fortissimo vento ha distrutto le serre nuove dell’azienda agricola Bortolussi. I danni ammontano a 25 mila euro. L’impresa è in ginocchio. A Gruaro invece sono stati distrutti appezzamenti di pregiato radicchio. E mentre la Protezione civile di Gruaro, in piena notte, dava man forte ai vigili del fuoco di Portogruaro e San Vito al Tagliamento, fuori dalle abitazioni la gente, in pigiama, ha cominciato a spazzare le foglie e soprattutto la grandine. Le strade sulla viabilità minore sono rimaste sporche invece fino a ieri sera. Infine Fossalta e San Michele. Ad Alvisopoli, Malafesta, Pozzi, San Mauro, Villanova della Cartera molte case hanno avuto le tapparelle danneggiate e le automobili hanno subito uguale sorte di quelle di altri paesi.

Rosario Padovano

 

Una bomba d’acqua “coda” della bufera che ha flagellato l’Europa 

PORTOGRUARO. San Giuda, la tempesta che ha flagellato il Nord Europa, ha colpito l’Italia, anche “se di striscio”. Treviso e il Veneto orientale ne hanno fatto le spese più di tutti, finendo per impattare contro una vera e propria bomba d’acqua, martedì notte. Non serve scomodare la maledizione di Halloween per spiegare un fenomeno sicuramente fuori stagione, ma non del tutto anomalo. Abituati a piogge autunnali, normali per il periodo, ci siamo ritrovati a contare danni da temporale estivo, come si fa solitamente a luglio e agosto. La “coda” di San Giuda che ha colpito trasversalmente le province venete ha cominciato a muoversi nella tarda serata di martedì dall’area gardesana, attraversando con direzione Nord-Est tutta la regione: ha scaricato pioggia e grandine sul vicentino, lambendo Padova e colpendo l’Alta Padovana, quindi sfiorando il Miranese e impattando sulla Marca e il Veneto orientale. Pioggia, venti forti, grandine: come in estate. Perché quasi estiva è la situazione che il fronte atlantico ha trovato a Nordest, da diversi giorni sotto l’influenza di un anticiclone sub tropicale. Clima mite e umidità nei bassi strati sono il terreno ideale per lo sviluppo di temporali: basti pensare che la mattina del 29 ottobre il Meteo Stretti di Eraclea ha misurato una temperatura in loco di 20,1 gradi. Decisamente fuori stagione. Per il ponte di Ognissanti la situazione dovrebbe tornare normale, ma solo per la prima parte del weekend. Oggi pressione in aumento, calo dell’umidità e discesa delle temperature notturne verso valori più nella media.

(Filippo De Gaspari)

 

La gente: «Sembrava un bombardamento»

Residenti allibiti: caduti 40 centimetri di ghiaccio in 5 minuti. Gli anziani: «Mai visto nulla del genere»

PORTOGRUARO – Sono racconti allucinanti quelli descritti dai testimoni della grandinata che si è abbattuta martedì sera sul Veneto orientale. «Sembrava un bombardamento», «Sembrava un treno in corsa», queste le frasi pronunciate. Eppure in mezzo al disastro c’è un motivo, seppur piccolo, di soddisfazione. Tutte le case, circa 50, che hanno subito danneggiamenti a La Sega verranno risarcite. Infatti i proprietari hanno stipulato in queste settimane assicurazioni sul maltempo che garantiscono, al pagamento della polizza, un risarcimento. Oggi, nei comuni colpiti come ad Annone Veneto ad esempio, si possono già presentare dei memoriali inserendo la lista dei danni. A Gruaro due consiglieri comunali sono in ginocchio. Gli imprenditori agricoli Matteo Bortolussi e Ivan Moro hanno subito danni per migliaia e migliaia di euro. «Il vento mi ha portato via oltre 2000 metri quadrati di serre», ha spiegato Bortolussi, «le avevo acquistate pochi mesi fa. I danni ammontano a più di 20mila euro. Ivan Moro deve dire addio al suo pregiato radicchio. Danneggiato così come l’imprenditore Tonino Frigo. La grandinata gli ha distrutto i peri. «A La Sega», ha raccontato il sindaco di Gruaro, Giacomo Gasparotto, « si sono accumulati 40 centimetri di grandine in pochi minuti. Gli anziani del paese sostengono che non hanno mai visto nulla del genere nella loro vita. Sono allibito». Gasparotto ha inoltrato una comunicazione alla Regione Veneto, ma contrariamente ad altri sindaci non chiederà che la Regione stessa avanzi al Governo la proposta dello stato di calamità. «I cittadini danneggiati sono tutti assicurati» conclude. Gravi danni ai capannoni di Malcanton e a un allevamento avicolo. I tetti di alcuni sono stati sradicati. Sempre a La Sega sono stati danneggiati alcuni camini. Allucinante anche il racconto di Marco Piscicelli, che abita invece a Portogruaro Nord, vicino ai centri commerciali. «Mi hanno fatto un preventivo di 3mila euro per i danni subiti alla carrozzeria della mia macchina», afferma «Erano le 23.20 di martedì. Ho sentito un tuono fortissimo. Poi è cominciata la grandinata».

(r.p.)

Agricoltura in ginocchio. Danni per un milione.

Frutteti compromessi, migliaia di ettari di coltivazioni di soia e radicchio distrutti

Quindici aziende si sono rivolte a Cia e Coldiretti. Cantine vinicole scoperchiate

SAN STINO – Frutteti compromessi, le coltivazioni di soia rovinate, cantine vinicole con i tetti scoperchiati. Il maltempo ancora una volta fa pagare il prezzo più salato all’agricoltura. Secondo una prima stima, la grandinata di martedì sera ha causato danni alle imprese agricole del portogruarese superiori al milione di euro. Per avere una quantificazione esatta, però, bisognerà attendere i prossimi giorni, quando saranno terminati i vari sopralluoghi alle strutture danneggiate e le verifiche sulle condizioni delle coltivazioni. Una quindicina le aziende agricole che si sono rivolte agli uffici di zona della Coldiretti, per segnalare danni. Già ieri gli addetti della Coldiretti hanno eseguito i primi sopralluoghi. La violenta grandinata ha investito, in particolare, la zona di San Stino e Gruaro. La furia del maltempo si è abbattuta su una fascia di terreno piuttosto stretta, larga non più di 2 chilometri, ma molto lunga, comprendendo tutto il territorio che si estende tra San Stino e Gruaro. Un’area vocata a coltivazioni di pregio, per complessivi circa 5 mila ettari di terreno agricolo interessati dalla furia del maltempo. Dai primi sopralluoghi, sembra che i danni peggiori li abbiano patiti i frutteti, alcuni dei quali rischiano di essere compromessi anche per il futuro in quanto è stata intaccata pure la parte legnosa della pianta. Vari problemi hanno lamentato anche le aziende specializzate nella produzione vinicola. La furia del vento ha provocato la caduta di numerosi alberi, alcuni dei quali sono precipitati sui vitigni. In alcune aziende, inoltre, sono stati segnalati danni alle cantine, con coperture parzialmente scoperchiate, tegole e coppi dei tetti e delle grondaie divelti. Accanto ai frutteti, però, è la soia l’altra coltivazione che ha patito i danni maggiori. Già prima della grandinata di martedì sera, la raccolta della soia giunta a maturazione stava procedendo infatti a rilento, a causa dell’umidità e dei livelli di piovosità dell’ultimo periodo. Con la grandinata, adesso il raccolto di interi campi di soia rischia di essere spacciato. Dal maltempo non sono rimaste immuni nemmeno le coltivazioni orticole. A Gruaro la grandine ha rovinato il raccolto del radicchio dell’azienda agricola gestita da Ivan Moro, che si trova in località Boldara. E sempre nel territorio di Gruaro si sono verificati alcuni danni di entità importante a una serra. Anche gli uffici di Portogruaro della Confederazione italiana degli agricoltori (Cia) hanno provveduto ieri a fare una ricognizione di quanto accaduto, contattando i vari imprenditori associati nelle zone colpite dal maltempo. Le segnalazioni raccolte sono state di minore entità, ma anche in questo caso si parla di danni registrati in particolare nella zona di Gruaro. La grandine ha colpito duramente pure nelle campagne attorno alla frazione portogruarese di Summaga, dove alcuni agricoltori hanno raccontato di chicchi di grandine grossi quasi come una noce. La grandine ha colpito anche il territorio di San Michele al Tagliamento, in particolare nella zona a nord della Statale 14 e verso la ferrovia. Quanto accaduto martedì sera è solo l’ultima tegola che si è abbattuta in questi ultimi mesi sull’agricoltura del portogruarese, che più volte ha dovuto fare i conti con la furia del maltempo.

Giovanni Monforte

 

PORTOGRUARO – Grande pioppo a rischio crollo I pompieri costretti a tagliarlo 

PORTOGRUARO – Anche il grande pioppo di piazza Castello, a Portogruaro, è rimasto vittima del violento fortunale di martedì sera. Da tempo la grande pianta veniva monitorata dai tecnici comunali e dai botanici, in quanto colpita da malattie e funghi alla radice. La furia del veneto dell’altra sera, purtroppo, ha dato il colpo di grazia al grande pioppo. Ieri mattina un nuovo sopralluogo dei tecnici ha evidenziato infatti che la pianta presentava dei problemi di stabilità piuttosto importanti, tali da far temere un possibile crollo a terra in caso di nuovi fenomeni temporaleschi. Così si è deciso di intervenire d’urgenza e il grande pioppo è stato tagliato per ragioni di sicurezza. A parte questo, nel complesso il maltempo non ha causato gravi danni o situazioni di pericolo nel territorio di Portogruaro. Ieri mattina gli operai del Comune, insieme a quelli di Asvo, si sono messi in azione per ripulire le strade principali e le zone più frequentate del capoluogo, ma soprattutto di Summaga, Pradipozzo e Lison, le più colpite.

(g.mon.)

 

COME UNA TROMBA D’ARIA

Le violentissime raffiche di vento dell’altra sera hanno abbattuto decine di alberi

FOSSATI PIENI DI GRANDINE – I resti della grandine che ha flagellato le auto parcheggiate all’aperto

Grandine sulla testa. Finisce in ospedale. L’operaio di Pradipozzo era uscito in strada per “salvare” la sua auto

Portogruarese flagellato dal maltempo. Una violenta grandinata ed il forte vento provocano danni in gran parte del Portogruarese e, nel bilancio, c’è anche un ferito. Si tratta di un cinquantenne di Pradipozzo di Portogruaro, colpito violentemente alla testa dalla grandine, tanto da provocargli un trauma cranico con tanto di lacerazione del cuoio capelluto.
Tutto è accaduto in mezz’ora, verso le 23.15 di martedì sera. Improvvisamente nel cielo si sono presentate le nubi nere che anticipavano un temporale. Maltempo che era stato previsto dai meteorologi che, nelle ultime ore, avevano lanciato l’allerta. È così che il vento ha iniziato a soffiare forte, quasi come una tromba d’aria, mentre a terra la temperatura sfiorava i 20 gradi. Spazzati via decine di alberi in tutto il territorio comunale di Annone Veneto, cadendo in qualche caso sulle abitazioni, fortunatamente senza provocare feriti. Lo stesso è accaduto a Pramaggiore, Summaga, Gruaro, Portogruaro, Fossalta e San Michele. A completare l’opera di danneggiamenti ci ha pensato poi la grandine che distrutto parte della coltivazioni di mais. Non sono passate indenni decine e decine di automobili, le cui carrozzerie sono rimaste seriamente danneggiate.
Proprio per cercare di salvare l’auto, un cinquantenne di Pradipozzo operaio del Consorzio di bonifica, è uscito in strada ma è rimasto colpito violentemente dai grossi chicchi di grandine. L’uomo è rimasto ferito alla testa, perdendo parecchio sangue, e con l’auto ammaccata ovunque. Fortunatamente le ferite sono rimaste in superficie e si rimargineranno in pochi giorni.
Paura anche a Malcanton di Gruaro, presso il bowling. «Improvvisamente il vento ha spazzato via la tensostruttura – racconta Fausto che si trovava nel campetto di calcetto al coperto -. È stato impressionante, poi è arrivata anche la grandine che ha fatto il resto». Moltissimi gli automobilisti che proprio in zona si sono fermati in mezzo alla strada. «Non riuscivamo a vedere più nulla – racconta un portogruarese che transitava su viale Pordenone -. È stato incredibile, ci siamo tutti fermati non sapendo nemmeno dove stessimo andando». «Abbiamo sentito il rumore della grandine – racconta Antonio, pensionato di Summaga -. Quando è cessato abbiamo trovati i lucernari di casa completamente distrutti». Non è andata meglio in via Mocenigo ad Alvisopoli o a Villanova della Cartera di San Michele, dove le auto sono state coperte da 15 centimetri di grandine. Per tutta la notte hanno lavorato i Vigili del fuoco con la Protezione civile e i Carabinieri.

Marco Corazza

 

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