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Gazzettino – Mestre. Negli iper ora entra anche la crisi

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29

apr

2015

MESTRE – La città ospita 4 degli 11 centri commerciali del Veneto. Sindacati preoccupati anche per Simply e Mediaworld

All’Auchan 65 esuberi, a casa soprattutto le cassiere. Vertenza Carrefour: 52 lavoratori a rischio

CONCORRENZA SPIETATA – Un quinto dei lavoratori in meno all’Auchan di Mestre, 65 su 323, oltre al taglio già annunciato nelle scorse settimane di 52 dipendenti sui 202 in forza al Carrefour di Marcon. «Ma ci arrivano segnali pessimi di altri esuberi in arrivo anche dalla catena Simply e da Mediaworld» dicono i sindacati. La crisi è dunque arrivata anche alla grande distribuzione, mentre sempre all’Auchan sono ormai molti i negozi chiusi nella galleria commerciale, lasciando a casa decine di commesse. Del resto a Mestre e dintorni si concentrano ben quattro degli undici centri commerciali del Veneto che, proprio per strapparsi i clienti, il 1. maggio saranno quasi tutti aperti.

 

COMMERCIO IN CRISI – La direzione annuncia tagli pure in città, soprattutto tra le cassiere

Ora trema l’Auchan: 65 a casa

Il sindacato: «Brutti segnali anche nei negozi Simply e Mediaworld»

Un quinto di lavoratori in meno. Dei 1.426 esuberi annunciati dalla catena Auchan, 65 saranno a Mestre, sui 323 dipendenti che lavorano all’ipermercato di via Don Tosatto. E a farne le spese dovrebbero essere soprattutto le addette alle casse, con 25 lavoratrici mandate in mobilità perché – questa è la spiegazione dell’azienda – “con la crisi si battono meno scontrini”. «Certo, la crisi – replicano i sindacati che hanno già proclamato uno sciopero nazionale per sabato 9 maggio -, ma anche la concorrenza spietata tra supermercati che sono sorti ovunque, e a Mestre più che da qualsiasi altra parte».

«Dopo Carrefour tocca a Auchan, ma abbiamo segnali preoccupanti anche dalla catena Simply (sempre del gruppo Auchan, ndr.) e da Mediaworld – commenta Fabio Marchiori della Uiltucs -. La comunicazione degli esuberi è arrivata dopo la rottura delle trattative, giustificata per un “sostanziale calo delle vendite” anche se, di fatto, la crisi per Auchan ha colpito soprattutto i punti vendita del Meridione».

Per lunedì 4 maggio i sindacati hanno convocato un’assemblea del personale, in vista dello sciopero fissato per il 9 e dell’apertura – ormai data per scontata – di un tavolo di confronto al livello ministeriale.

«Prima di arrivare alla rottura delle trattative – riprende Marchiori – Auchan aveva chiesto il blocco della quattordicesima mensilità e un livello inferiore per tutti i dipendenti».

Richieste che, ovviamente, non potevano passare (tra l’altro, l’azienda avrebbe perfino cancellato lo sconto del 5 per cento sugli acquisti concesso ai dipendenti.

«Dopo la disdetta unilaterale del contratto integrativo aziendale – stigmatizza il segretario nazionale della Fisascat, Ferruccio Fiorot – questo è un ulteriore colpo basso attuato da uno dei più grandi operatori della grande distribuzione commerciale che fino ad oggi non ha messo in campo politiche di rilancio. I dipendenti di Auchan coinvolti dalla procedura di licenziamento pagano a caro a prezzo la mancanza di un piano di sviluppo aziendale finalizzato a fronteggiare la crisi dei consumi».

«Questi ipermercati sono nati in un periodo in cui c’era ancora il boom dei consumi – aggiunge Fabio Marchiori -, ma ora faticano a reggere la crisi e la concorrenza anche dei supermercati più piccoli. Auchan starebbe cambiando la politica di mercato, puntando meno alle offerte speciali e più ai “prezzi bassi tutti i giorni”».

Un livellamento verso il basso per competere soprattutto con discount e hard discount. Non è un caso che la Lidl abbia appena annunciato duemila assunzioni nei prossimi due anni a livello nazionale, cercando anche laureati ma con uno stipendio medio iniziale che si aggirerebbe sui 1300 euro lordi al mese, e 700 per un part time.

Fulvio Fenzo

 

Gazzettino – Una petizione contro il super aeroporto

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12

apr

2015

PROTESTA – L’iniziativa lanciata dalla civica “Venezia cambia 2015″, in lizza per le amministrative

Una petizione per bloccare lo sviluppo dell’aeroporto. L’iniziativa è stata lanciata dalla lista civica «Venezia cambia 2015», il movimento cittadino che il 31 maggio sarà in lizza per le elezioni amministrative. L’iniziativa è stata presa nel corso dell’incontro organizzato presso l’istituto comprensivo Gramsci di Campalto per affrontare il tema del potenziamento del Marco Polo, da qui al 2030 e delle ricadute sulla popolazione residente a ridosso dell’area aeroportuale.

La petizione, in calce alla quale già molti partecipanti all’assemblea hanno posto la firma, verrà inviata, ai presidenti delle commissioni Trasporti di Camera e Senato per mettere a conoscenza i membri del Parlamento che una buona parte della cittadinanza veneziana non è affatto d’accordo con il disegno di Enac e Save.

In sostanza, viene chiesto di fermare il progetto di ampliamento, poiché un ulteriore incremento dello scalo veneziano causerebbe altri danni ambientali e sanitari, nonché notevoli disagi agli abitanti della zona. All’incontro, a cui ha partecipato tantissima gente (c’erano anche la sindaca di Quarto D’Altino Silvia Conte, l’assessore di Marcon Mauro Scroccaro, rappresentanti del Comune di Roncade e della Municipalità di Favaro), è stato ricordato che il Piano di sviluppo prevede entro il 2030 il raddoppio dell’aeroporto con l’obiettivo di raggiungere 41 milioni di passeggeri, la costruzione di due nuove piste, oltre a numerose edificazioni per una cementificazione complessiva di 30 ettari di terreno ad alto rischio idrogeologico a un chilometro dal parco della Laguna veneta e a ridosso di quartieri densamente abitati. Tutti, da Mario Torcinovich che ha fatto un excursus sull’iter amministrativo che ha portato alla scelta delle aree destinate allo sviluppo dell’aeroporto, a Cesare Rossi che ha parlato di inquinamento acustico e atmosferico, per passare a Pino Sartori (il pericolo per l’habitat lagunare) e Mara Franco (nuova viabilità e frammentazione del territorio), per finire a Fabrizio Zabeo (rischio idrogeologico), hanno posto l’accento sulle inevitabili ripercussioni sui residenti.

A deputati e senatori viene, dunque, chiesto di non esprimere parere favorevole agli interventi di ampliamento dell’aeroporto di Venezia o, quantomeno, di inserirli nel Piano solo quando queste opere avranno ottenuto il decreto di compatibilità ambientale, che ancora non c’è, ricordando, pure, che la Costituzione italiana afferma che la tutela della salute dei cittadini e, quindi, dell’ambiente in cui le persone vivono, deve essere anteposta a mere strategie di sviluppo.

 

I comitati dei pendolari e gli amministratori comunali hanno incontrato il direttore Baggio

Conte e Follini contro l’assessore Donazzan: «Aveva organizzato l’incontro, assenza inspiegabile»

QUARTO D’ALTINO – Circolerà anche il sabato e la domenica, a partire dal 18 maggio, il treno dei pendolari numero 10.000 delle 4.13 da Portogruaro con arrivo a Venezia alle 5.25 e per esigenze di rotazione, orario incrementato al sabato e alla domenica, anche per il treno da Venezia delle 6.11 con arrivo a Portogruaro alle 7.23.

Sono i risultati annunciati ieri durante un incontro tra il direttore Trenitalia Passeggeri Veneto, Tiziano Baggio, i comitati pendolari e rappresentati da Luciano Ferro e Nicola Nucera e gli amministratori della tratta: presenti il sindaco di Quarto, Silvia Conte, l’assessore Francesca Zottis di San Donà e il sindaco di Marcon Andrea Follini, il vicesindaco di San Stino, Mauro Marchiori e il consigliera di Roncade, Vivienne Moro.

Ma ci sono state polemiche per l’assenza dell’assessore regionale Elena Donazzan. Un’assenza che ha indispettito tutti soprattutto perchè la Regione era l’organizzatrice dell’evento: «Dipiace un sacco per quest’assenza», commenta Conte, «l’assessore si è scusata, ma l’interlocutore politico è fondamentale per decidere le priorità. Se anche sotto il profilo tecnico sappiamo che le nostre proposte sono possibili, è necessaria la volontà politica della Regione di attuarle. È evidente che la Regione è in difficoltà, perché in scadenza e perché non riesce a chiudere il bilancio. È difficile che possano impegnarsi, sarà la nuova giunta a farlo e per questo spero in un ampio rinnovamento».

E ancora: «Siamo tornati all’attacco sul treno di mezzanotte di ritorno da Venezia, soppresso senza motivo, sappiamo che può essere ripristinato, ma si tratta di destinazione delle risorse, per questo ribadisco che serve la politica, è dalla primavera 2013 che lo diciamo, per fortuna le nostre battaglie sono servite a migliorare le cose».

Perplesso anche il sindaco Follini che sulla sua pagina Facebook ha postato l’assenza di Donazzan, sottolineando che la promotrice dell’incontro era proprio lei. «È stato un incontro molto positivo per l’apertura di Trenitalia Veneto su una richiesta importante quale il treno della mattina che serve non solo i pendolari, ma anche chi deve prendere le Frecce o treni di lunga percorrenza a Venezia», spiegano gli amministratori del Veneto Orientale, «inoltre per la prima volta da molto tempo si è discusso nel dettaglio di richieste del comitato pendolari».

Tra i temi oggetto di dibattito, la modifica dell’orario del treno delle 22.41 da Venezia, ripristinandolo in orario più tardo. «I lavoratori della Fenice o degli esercizi commerciali», aggiungono, «richiedono il ripristino del treno delle 22.57 o, cadenzandolo, delle 23.11».

È stato richiesto anche che il treno da Portogruaro delle 5.06, utilizzato soprattutto dai turisti, circoli il sabato e la domenica e nei mesi estivi. «È positivo che ci sia stata disponibilità a nuovi incontri per valutare il trasporto di bici sui treni, nonché una valutazione tecnica e una proposta alla parte politica in merito agli investimenti», concludono gli amministratori.

Marta Artico

 

QUARTO D’ALTINO – Il ripristino di alcune corse nel fine settimana e la promessa di una nuova stagione di dialogo. Si è concluso con qualche piccolo passo in avanti l’incontro convocato dal nuovo direttore passeggeri di Trenitalia, Tiziano Baggio, che ieri ha ricevuto i sindaci e i comitati dei pendolari della tratta Venezia-Trieste. Tra i presenti, Nicola Nucera e Luciano Ferro, per i comitati del Veneto Orientale e di Quarto d’Altino, i sindaci di Quarto e Marcon, Silvia Conte e Andrea Follini, l’assessore Francesca Zottis di San Donà, il vicesindaco di San Stino Mauro Marchiori e la consigliera di Roncade, Vivienne Moro. Assente però l’assessore regionale Elena Donazzan.

Circolerà quindi anche il sabato e la domenica, a partire dal 18 maggio, il treno delle 4,13 da Portogruaro con arrivo a Venezia alle 5,25. E sarà incrementato l’orario anche per il treno da Venezia delle 6,11 con arrivo a Portogruaro alle 7,23. Altre risposte potrebbero arrivare entro qualche settimana sul problema del “vuoto” in pausa pranzo e sui treni (alcuni con oltre 150 passeggeri) che spariscono durante le vacanze.

«Finora il percorso non è stato condiviso con gli utenti e i sindaci – commenta Silvia Conte – Ma il nuovo direttore ci ha dato la sua disponibilità. Abbiamo chiesto a Trenitalia di programmare nuovi modelli di esercizio con i gestori degli autobus e di affrontare il tema del biglietto unico, perché ci sono fondi fermi che non sono ancori stati usati».

(m.fus.)

 

Dura replica del sindacato Cobas ai progetti di licenziamenti

«L’azienda vuol peggiorare le condizioni dei dipendenti»

MARCON «Basta con i ricatti di Carrefour». A prendere posizione, sulla scorta dei tagli e degli esuberi di personale annunciati dall’ipermercato di via Mattei, è l’Adl Cobas Treviso per bocca di Sergio Zulian.

«Pochi giorni fa», si legge in una nota, «Carrefour ha annunciato di voler procedere con il licenziamento di 52 lavoratori dell’ipermercato. In questi anni Carrefour ha sempre alzato in modo provocatorio il numero degli esuberi, nonostante il personale dell’ipermercato sia già stato ampiamente ridotto con procedure di mobilità incentivata. Questo ha consentito di gestire la massima flessibilità della manodopera per cui si lasciavano i lavoratori in cassa integrazione o in contratto di solidarietà e contemporaneamente si coprivano le domeniche assumendo lavoratori interinali».

«Ricordiamo che Carrefour è il secondo gruppo mondiale della grande distribuzione e che nel 2014 ha avuto globalmente degli utili operativi in crescita del 6,7. L’unica strategia aziendale in questi ultimi anni è stata quella di comprimere il costo del lavoro e i diritti dei lavoratori, pretendendo di far lavorare di domenica anche chi ne era esentato di diritto (part-time, lavoratori con figli di meno di tre anni, chi accudisce familiari disabili). È stato consentito alle aziende di assumere lavoratori precari per fare le domeniche e adesso vorrebbero demansionare i lavoratori, oppure costringerli a lavorare di domenica con retribuzione ordinaria o togliere tutti i premi previsti dal Contratto integrativo aziendale».

Prosegue Cobas: «E nel frattempo che cosa ha fatto l’azienda? Non ha predisposto un piano di sviluppo che preveda l’abbattimento dei costi dei prodotti, o la riduzione dei costi di gestione (auto e telefoni aziendali), né considerato la possibilità di trasferire capo settore, capi reparto e capi servizi ai Carrefour non in crisi (possibilità presente nei contratti), o ancora ottenere una maggiore autonomia rispetto alla struttura centrale, in modo da ridurre gli sprechi. Senza contare che questo eccesso di stratificazione organizzativa fa parte di un modello ormai superato le cui conseguenze sulla spesa del personale ricadono però sempre sui livelli più bassi».

Conclude il sindacato di base: «L’unica cosa che non è possibile accettare è la minaccia di licenziamenti. Il personale è già ridotto all’osso ed è evidente che l’obiettivo di Carrefour è peggiorare ancora di più le condizioni di vita ed economiche dei lavoratori».

Marta Artico

 

Sviluppo aeroportuale all’esame della commissione: Enac e a Save hanno circa un mese di tempo per integrare la documentazione con nuovi rilievi su rumore, inquinamento e stato delle acque

TESSERA – La documentazione è insufficiente, chiarimenti e integrazioni sono chieste dalla commissione del Ministero dell’Ambiente impegnata nella valutazione di impatto ambientale presentata da Enac per il Masterplan di Save, il grande piano di sviluppo dello scalo aeroportuale che prevede entro il 2021 l’investimento di 630 milioni di euro (13 milioni il valore delle opere di mitigazione previste per il territorio di Tessera).

La direzione generale per le valutazioni e autorizzazioni ambientali del Ministero dell’Ambiente ha inviato all’Enac e per conoscenza a tutti gli altri enti interessati (dalla Save di Enrico Marchi al Ministero dei trasporti e a quello dei beni culturali, a Regione, Comune e Provincia) la richiesta di integrare con tutta una serie di approfondimenti la relazione inviata alla commissione sul Masterplan. Tempo per rispondere: 45 giorni, che decorrono dal 16 marzo, data dell’invio della richiesta all’Enac. Dunque poco più di un mese.

Tante le integrazioni richieste: dal piano morfologico della laguna di Venezia ai dati dell’aria delle centraline registrati nel 2014; dai dati sui corpi idrici della laguna, comprese le acque nere agli eventuali impatti sulla qualità dell’acqua. Dai dati sui tre ettari di imbonimento della barena, previsti dal piano, agli accertamenti sulla presenza di una specie come la Salicornia veneta (tipica della barena) e altre specie.

Altri accertamenti riguardano il rumore e le vibrazioni, tema molto caro a cittadini e comitati. Richieste analisi che devono comprendere oltre a Tessera e la Triestina pure i Comuni di Marcon e Quarto d’Altino e gli edifici «presenti nelle fasce di pertinenza delle infrastrutture stradali interessate dal traffico indotto dall’aeroporto».

Al proponente, ovvero Save, si chiede di sviluppare uno studio di incidenza ambientale «che si autosostenti al fine di dimostrare la compatibilità del progetto con le finalità conservative dei singoli siti e del sistema ambientale», si legge nella lettera, con dettagli per ciascun sito «e non complessiva, come già presente nella documentazione trasmessa», prevedendo informazioni su cantierizzazioni, perimetrazioni, carte degli habitat di interesse comunitario, analisi delle incidenze e specie, opere di mitigazioni e possibili alternative di progetto e opere di compensazione. E va valutato oltre all’aumento di traffico veicolare e moto ondoso, anche l’aumento di inquinamento dell’aria. Se non arriveranno le integrazioni «la commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale- Via e Vas prenderà atto della insufficienza della documentazione fornita affinché venga resa una compiuta valutazione».

Integrazioni che vanno annunciate anche con un avviso sui quotidiani.

Mitia Chiarin

 

Gazzettino – “Stop ai licenziamenti di Carrefour”

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27

mar

2015

LAVORO – Annunciata la mobilità per 52 dei 202 dipendenti dell’ipermercato di Marcon

«I 202 dipendenti dell’ipermercato Carrofur già da quasi un anno lavorano con uno stipendio e un orario ridotto del 30% in virtù del contratto di solidarietà. Parlare adesso di mobilità per 52 persone è una forzatura che non possiamo accettare».

Alessandro Visentin di Uiltucs Uil sta affrontando con i colleghi Andrea Stevanin di Fisascat Cisl e Gianfranco Rizzetto di Filcams Cgil la questione del possibile licenziamento di 52 dipendenti del punto vendita di Marcon.

«La cosa è appena partita, e i 75 giorni che servono per la procedura della mobilità coincidono con il termine della scadenza del contratto di solidarietà avviato dal 31 maggio del 2014 – aggiunge -. L’obiettivo dell’azienda è quello di non utilizzatore un nuovo ammortizzatore sociale e siglare un accordo nel quale si va a sospendere momentaneamente l’aumento salariale dei dipendenti previsto dall’integrativo nazionale. Ma questo non lo riteniamo possibile. Non siamo intenzionati a cedere».

Tra i 202 dipendenti dell’ipermercato di Marcon vi sono molte donne, madri di famiglia, persone di mezza età che resterebbero senza un lavoro in un momento in cui sarebbe poi difficile un ricollocamento.

«La stessa situazione la sta vivendo anche l’ipermercato di Portogruaro – conclude Visentin – ma per noi quella dell’azienda è una provocazione. Ora aspettiamo le prossime mosse da parte loro».

Che il risultato operativo dell’ipermercato Carrefour non sia per niente soddisfacente e che l’andamento delle vendite nel punto vendita di Marcon stia facendo registrare una sensibile diminuzione, sarebbe sostenuto da dati inconfutabili. È quanto, infatti, sostiene la direzione dell’ipermercato nella lettera inviata ai sindacati di categoria, a Veneto Lavoro, Regione e Provincia: i clienti sono diminuiti e lo scontrino medio è in progressiva diminuzione. Lo conferma il direttore della sede di via Mattei, Valerio Gortan, evitando però di entrare nel merito delle trattative in corso tra azienda e sindacati.

«C’è un calo delle vendite – dice – e non vi è dubbio che il fenomeno è da imputare principalmente alla crisi economica in atto».

A gravare sull’attuale situazione del punto vendita di Marcon, vi è anche un’altra questione che il direttore non fa passare sotto silenzio, cioè la chiusura protrattasi per parecchi mesi della strada che dalla tangenziale di Mestre porta al centro commerciale, per consentire la realizzazione dei nuovi svincoli autostradali di Marcon. «In quel lungo periodo abbiamo perso una consistente fetta di mercato – spiega il direttore – giacché i clienti, per poterci raggiungere, dovevano compiere un largo giro. Non vi è dubbio che in quel periodo una buona parte della clientela ci ha abbandonato».

Raffaele Rosa – Mauro De Lazzari

 

PROCLAMATO UNO SCIOPERO PER LUNEDì 30 MARZO

Rione Pertini, nessuna certezza sul futuro del Billa

Tutto a posto? Niente affatto. È giallo sul futuro del supermercato Billa di via Camporese, nel rione Pertini. Se nei giorni scorsi il passaggio alla catena “Eurospesa” del gruppo triveneto “Dado” sembrava cosa fatta, i 12 dipendenti del punto vendita non hanno ancora notizie di cosa accadrà dopo il 31 marzo, quando Billa chiuderà i battenti.

«Per lunedì 30 marzo abbiamo proclamato uno sciopero con presidio davanti al punto vendita di via Camporese – afferna Fabio Marchiori della Uiltucs -. Non c’è ancora niente di scritto sul passaggio in quanto Billa è proprietaria dell’immobile che si trova però su un terreno di edilizia convenzionata per il quale paga un diritto di superficie al Comune. La catena del gruppo “Dado” vuole però anche la titolarità del suolo e si attende dal Comune la delibera che autorizza la vendita del terreno. Ad oggi non c’è nessuna certezza».

Il sindacato ha quindi chiesto la convocazione urgente di Billa e Dado all’Ufficio controversie collettive della Provincia per fare chiarezza e capire cosa accadrà dall’1 aprile. «Ai dipendenti non è arrivata nessuna comunicazione: dovranno stare a casa o andare in negozio? – chiede Marchiori -. Siamo fortemente preoccupati per questi posti di lavoro».

(f.fen.)

 

MARCON – È stato ufficialmente consegnato ieri pomeriggio il cantiere per la seconda fase di pulizia dell’area dell’ex Nuova Esa alla ditta Cfm di Marghera. È stata così avviata la seconda fase dei lavori che prevede la rimozione di altri 410.000 chilogrammi circa di rifiuti di varia natura tra vernici, morchie, materiali chimici miscelati, la cui reale composizione si avrà dopo la fase di caratterizzazione, che dovrà essere preliminare al nuovo asporto.

Un intervento importante quindi che riguarderà l’allontanamento di una ulteriore tranche di materiale pericoloso, rispettando una scala di priorità elaborata ancora nel 2012 dall’Arpav e dai vigili del fuoco.

Sei mesi il tempo a disposizione. L’attività sarà meno complessa della prima fase di lavoro, terminata lo scorso 17 giugno con la partenza dell’ultimo carico di pentasolfuri, in quanto il materiale è stato già tutto messo in sicurezza e reinfustato. Presenti ieri alla consegna i responsabili di Veneto Acque, della Cfm e del Comune.

«Si tratta», ha commentato il sindaco, «di un altro importantissimo tassello verso la definitiva soluzione del problema».

(m.a.)

 

MARCON – Da domani scatta la seconda fase di pulizia dell’area. Ci vorranno sei mesi

MARCON – Riparte domani a Marcon il cantiere per la seconda fase di pulizia dell’area ex Nuova Esa. Con il primo intervento, terminato a giugno dell’anno scorso, erano già stati portati all’incenerimento negli impianti di Ravenna e Gioia Tauro 100 tonnellate di pentasolfuri. Ed ora partirà un carico ancor più consistente: circa 410 tonnellate di rifiuti, meno pericolosi dei pentasolfuri, ma comunque vernici, morchie, materiali chimici miscelati.

Un intervento importante che riguarderà l’allontanamento di un’ulteriore tranche di materiale che avverrà rispettando una scala di priorità elaborata da Arpav e vigili del fuoco ancora nel 2012, all’indomani dell’incendio scoppiato nell’area antistante l’ex stabilimento e risoltosi, fortunatamente, senza gravi conseguenze.

L’attività che prenderà il via domani sarà, tra l’altro, meno complessa della prima fase di lavoro, in quanto il materiale è stato già tutto messo in sicurezza e pronto per essere trasferito agli inceneritori. Il tutto si svolgerà sotto stretta vigilanza del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Venezia, visto che si tratta di rifiuti sotto sequestro. «È un altro importante tassello messo verso la risoluzione del problema Nuova Esa – sottolinea il sindaco di Marcon Andrea Follini – e di questo dobbiamo essere grati alla Regione Veneto e a Veneto Acque per l’attenzione posta in questa operazione. Dopo i 180 giorni previsti per questa seconda fase, nell’area rimarrà ancora un certo quantitativo di rifiuti di minore pericolosità». E domani pomeriggio, alle 18.30, Comune e Veneto Acque hanno convocato un’assemblea al centro civico per illustrare modalità e tempi di questa fase di lavoro.

Mauro De Lazzari

 

MARCON – Nuova Esa, riparte il cantiere per la seconda fase di pulizia dell’area. Con la prima parte della bonifica e messa in sicurezza del sito di via della Fornace, sono state allontanate da Marcon e portate all’incenerimento negli impianti di Ravenna ed in Calabria, qualcosa come 100.000 chilogrammi di pentasolfuro e dei suoi imballaggi originari.

Ora sono da portare via altri 410.000 chilogrammi circa di rifiuti di varia natura tra vernici, morchie, materiali chimici miscelati, la cui reale composizione si avrà dopo la fase di caratterizzazione, che dovrà essere preliminare al nuovo asporto. Un intervento importante che prenderà il via venerdì con la consegna del cantiere alla ditta che si è aggiudicata i lavori.

L’attività sarà meno complessa della prima fase di lavoro in quanto il materiale è stato già tutto messo in sicurezza e reinfustato, pronto per essere trasferito agli inceneritori dopo l’attesa fase della caratterizzazione, sotto la vigilanza del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri coordinati dalla Procura della Repubblica di Venezia, essendo rifiuti sotto sequestro.

«È un altro importante tassello messo verso la risoluzione del problema Nuova Esa sul nostro territorio», commenta il sindaco Andrea Follini, «e di questo dobbiamo essere grati alla Regione o e Veneto Acque per l’attenzione che hanno posto in questa operazione. Dopo i 180 giorni previsti per questa ulteriore seconda fase, possiamo proprio dire di essere a buon punto». L’illustrazione della seconda fase è in programma venerdì alle 18.30 nella sala consiliare del centro civico di via della Cultura dall’amministrazione e da Veneto Acque.

Marta Artico

 

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