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Gazzettino – Salzano. Traffico di tir, Comuni in lite.

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6

mar

2015

SALZANO – La nuova viabilità dopo l’apertura del casello. Ieri incontro in prefettura

Robegano vuole vietarne il transito nel centro del paese, ma Scorzè si oppone

TRAFFICO – Guerra tra comuni per eliminare il passaggio dei tir dal centro dei paesi

Il divieto al transito dei tir nel centro di Robegano? Sarà valutato solo dopo l’apertura del casello di Martellago-Scorzé. Intanto i Comuni litigano tra loro e nessuno vuol mollare la presa.

Ieri mattina a Venezia si è svolto l’ennesimo incontro in Prefettura, davanti al viceprefetto Natalino Manno. Erano presenti un funzionario di Veneto Strade, un tecnico della Provincia, il responsabile della Polizia Locale di Scorzé Mario Gobbo e il sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin, accompagnato dal consigliere Andrea Pellizzon.

La richiesta del sindaco è la stessa da anni: «Stop ai tir nel centro di Robegano. Portano smog, pericolo e crepe negli edifici». Lungo via XXV aprile oltre a negozi ed abitazioni si affacciano anche la chiesa, una scuola materna e un asilo nido, davanti ai quali passano continuamente mezzi pesanti diretti da Maerne a Noale. Questa strada è di competenza della Provincia, a Salzano maggioranza e opposizione sono compatte nel chiedere che venga imposto il divieto ai tir.

Un anno fa il Pd raccolse oltre 800 firme, ieri Quaresimin è tornato alla carica: «Speriamo che la Provincia capisca che questa sarebbe la soluzione più coerente. I camion vengano deviati sulla variante di Robegano, bretella realizzata pochi anni fa proprio per togliere il traffico dai centri abitati».

La Prefettura ha garantito che saranno eseguiti dei monitoraggi sul numero di veicoli sia nei prossimi giorni sia nei prossimi mesi, per analizzare gli spostamenti dei flussi di traffico dopo l’apertura del nuovo casello. Ma la questione è intricata e coinvolge anche i Comuni di Martellago e Scorzé.

Proprio da Scorzé arriva un secco no: «Deviare i camion sulla bretella di Robegano vorrebbe dire portare poi più traffico a Scorzé, soprattutto sulla Castellana all’altezza di Borgo Venezia, in una zona residenziale in pieno centro» precisa il sindaco Giovanni Battista Mestriner. In questa battaglia tra Comuni, dove ognuno vuol sgravarsi dal traffico, la Provincia è chiamata a prendere una decisione.

Gabriele Pipia

 

MIRANESE – Dopo la clamorosa sentenza della Corte di Cassazione M5S all’attacco

Veritas non doveva far pagare l’Iva sulla Tia (Tariffa di igiene ambientale). Dopo la clamorosa sentenza della Corte di Cassazione dei giorni scorsi con cui si asserisce che Veritas non poteva chiedere il pagamento dell’Iva sulla Tia, i sei movimenti pentastellati dei comuni del Miranese si mobilitano e partono all’attacco. Da Santa Maria di Sala a Scorzè, da Mirano a Martellago, da Spinea a Noale, tutti a chiedere, mediante una richiesta di accesso agli atti, che Veritas renda noti quali sono i costi da lei sostenuti per i contenziosi con i contribuenti e quanti sono esattamente i giudizi pendenti oltre a quelli già definiti in primo e in secondo grado.

«Costi – dice il consigliere del Movimento 5 Stelle di Scorzè, Antonio Petenà – che saranno sicuramente stati spalmati nei Piani economici finanziari a discapito dei cittadini».

Già in sede di approvazione dei Piani, i movimenti pentastellati avevano sollevato obiezioni a riguardo, in molti casi non ascoltate dalle maggioranze che siedono nei vari consigli comunali.

«Cosa più importante poi – indica Petenà – è portare la questione alla conoscenza delle amministrazioni e dei cittadini, oltre che permettere a questi di riavere i soldi versati».

«Questa Corte, in plurime occasioni – si legge nella sentenza degli ermellini – ha avuto modo di chiarire che si deve qui soltanto dar atto che la Tia, di cui si discute, ha natura tributaria e quindi non è soggetta a Iva». I fruitori del servizio potranno quindi richiedere entro i limiti della prescrizione decennale, la restituzione delle somme indebitamente percepite da Veritas fino a tutto il 2012, anno in cui la Tia venne sostituita con la Tari.

Già negli anni scorsi, alcune minoranze comunali avevano espresso la loro perplessità in merito all’appalto dei rifiuti alla società. «Non siamo mai stati d’accordo – ribadisce Paolo Bertoldo, consigliere (Lista Salese) di Santa Maria di Sala – Veritas non è altro che un carrozzone che non ha fatto altro che sanare i debiti del comune di Venezia. Ora ci attiveremo perché i cittadini possano riavere ciò che è stato loro tolto».

 

Nuova Venezia – Miranese nord, le strade stanno cedendo

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3

mar

2015

I Comuni non hanno più soldi. Da Martellago a Scorzè e da Noale a Salzano, ecco lo stato delle vie

MARTELLAGO – I Comuni fanno sempre più fatica a spendere soldi. I vincoli del patto di stabilità vanno a toccare alcune voci per favorirne delle altre, vedi servizi sociali e scuole, ma intanto la manutenzione delle strade e quasi ai minimi. Basta fare qualche chilometro nel Miranese nord (Martellago, Scorzè, Noale e Salzano) per rendersene conto, con buche, avvallamenti, asfalto ceduto e ammortizzatori dei veicoli messi a dura prova.

Va detto che a fine del 2014, la Provincia e Veneto Strade ha rimesso a nuovo diversi tratti di competenza, tipo via Cornarotta e via XXV Aprile a Robegano e via Volta a Scorzè, oppure la Noalese nel comune di Noale o via Ca’ Rossa a Maerne. Ma molto resta ancora da fare, se è vero che ci sono diverse vie in condizioni allarmanti. Martellago.

La situazione è migliorata rispetto a un po’ di tempo fa ma un punto ridotto male è via Selvanese, che da via Olmo nell’omonima frazione, arriva a Zelarino, dopo il passaggio a livello, per intenderci. E’ di sicuro fra le strade più percorse, essendoci lì vicino anche la zona industriale.

Anche un tratto della stessa via Olmo a Maerne, vicino al cimitero, presenta dei segmenti di asfalto ceduto. Scorzè. Viale Kennedy prima e via Onaro poi. E’ la provinciale che collega il centro di Scorzè a Scandolara, nel comune di Zero Branco e che cambia nome a Rio San Martino. Ebbene, il continuo passaggio di camion ha provocato degli avvallamenti, specie nella zona a ridosso con il confine della provincia trevigiana.

Noale. Anche in questo comune ci sono strade da sistemare, per giunta molto trafficate. Una di queste è la provinciale via Mestrina, specie dalla rotonda della variante alla Noalese fino al passaggio a livello, ma anche via Cerva, che unisce la Noalese a via San Dono, e via Crosarona, dalla Noalese alla Castellana, avrebbero bisogno di un intervento. Salzano. Ci sono tratti davvero difficili da percorrere; basta fare un giro in via Dosa, o via Zigaraga, che unisce via Villetta a via della Costituzione a Spinea, per capire le condizioni del manto stradale, fatto di crepe, piccoli fosse, pericolosi cedimenti. Lo stesso dicasi per via Frusta, altra strada percorsa ogni giorno da migliaia di veicoli che si dirigono verso via Montegrappa o via Villatega, sempre nello stesso comune di Salzano. Non sta messa meglio anche via Sant’Elena, che dal cimitero di Robegano arriva fino in via delle Motte a Martellago.

(a.rag.)

 

MARTELLAGO – Slitta di qualche giorno l’apertura del casello del Passante Martellago-Scorzè. In un primo momento dal municipio di Scorzè era trapelata la notizia del 3 marzo, ovvero martedì prossimo, anche se si attendeva il via libera ufficiale ma la società Concessioni autostradali venete (Cav) ha comunicato che si dovrà ancora aspettare.

E l’attesa dovrebbe durare almeno fino a metà del prossimo mese, anche se ancora, almeno a livello ufficiale, non c’è una data. Gli operai stanno ancora sistemando gli ultimi dettagli prima di dare il via libera alla circolazione e gli automobilisti dovranno portar pazienza.

Un tira e molla snervante che ha caratterizzato tutta l’opera, i cui lavori sono stati caratterizzati da una nebulosità preoccupante per i tempi. Ma l’attesa dovrebbe durare solo poche settimane, di certo entro Pasqua, in calendario quest’anno il 5 aprile.

Anche sulla questione pedaggi non ci sono cifre che girano e si è in attesa di conoscere quanto si pagherà per entrare o uscire dal casello; questo, infatti, è l’aspetto che più interessa i pendolari diretti ogni giorno verso Mestre, Padova o San Donà. I lavori del casello sono stati terminati il 30 novembre scorso e in questi tre mesi sono state sistemate le banchine, messi i cartelli stradali di accesso e uscita, fatti gli allacciamenti Enel e le altre rifiniture.

Alessandro Ragazzo

 

Gazzettino – Apertura del casello. Cav smentisce il sindaco.

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25

feb

2015

SCORZÈ – Non il 3 marzo ma nella seconda metà del mese: bisognerà aspettare ancora almeno tre settimane per vedere aperti il casello di Martellago-Scorzè e la nuova viabilità di adduzione.

Dalla segreteria dell’amministratore delegato di Concessioni Autostradali Venete, Piero Buoncristiano, ieri hanno infatti chiarito che non ci sarà alcuna apertura martedì prossimo, data peraltro mai diffusa né ufficializzata dalla società: era stato il sindaco di Scorzè, Giovanni Battista Mestriner, ad anticiparla come papabile, «ma in via ufficiosa» tiene a precisare.

Dalla Cav aggiungono anche che il casello sarà aperto dopo il 15 marzo, quindi nella seconda metà del mese, tempo di ultimare gli adempimenti tecnici, in primis quelli legati all’automazione delle stazioni d’esazione, a di acquisire le autorizzazioni.

Sarà la stessa Cav nei prossimi giorni a comunicare in via ufficiale il d-day e, ciò che più interessa gli utenti, il costo del pedaggio. Con l’entrata in funzione della nuova barriera, che completa le opere del Passante a sette anni dalla sua apertura (è l’ultimo casello che mancava), sarà aperta anche la nuova viabilità di collegamento compresa nel «pacchetto» e ultimata da tempo: la tangenziale nord, che dal casello si allaccia alla Castellana, a est, presso la Kelemata, attraversando via Cà Nove, Ponte Nuovo e Morosini e tagliando il centro di Martellago, e la bretella ovest, che dal casello si collega in via Boschi.

Per chiudere il quadro delle strade complementari concertate con i Comuni manca solo la «complanarina»: la bretella che collegherà casello e Moglianese, correndo parallela al Passante, e il cui iter è rimasto indietro essendo stata aggiunta in un secondo tempo, sarà realizzata da Veneto Strade con fondi Cav (6 milioni) e pronta tra un anno e mezzo-due.

Nicola De Rossi

 

Gazzettino – Salzano. “Stop ai camion a Robegano”

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21

feb

2015

SALZANO – Lettera alla Provincia, mozione in consiglio

SALZANO – «Stop ai tir nel centro di Robegano. Portano smog e crepe negli edifici». La battaglia prosegue da anni e nella frazione è molto sentita perché lungo via XXV Aprile si affacciano anche la chiesa, una scuola materna e un asilo nido. Luoghi delicati davanti ai quali passano continuamente mezzi pesanti diretti da Maerne verso Noale.

La strada è di competenza della Provincia, a Salzano maggioranza e opposizione sono compatte nel chiedere che venga imposto il divieto di transito.

Un anno fa il Pd raccolse oltre 800 firme. Nelle scorse settimane il segretario locale Stefano Barbieri è tornato alla carica chiedendo che il traffico venga deviato sulla bretella di Robegano, inaugurata a giugno 2012.

«La situazione è insostenibile – scrive Barbieri in una lettera inviata a Provincia e Prefettura – Veneto Strade aveva evidenziato che non era possibile deviare ulteriore traffico su via Cornarotta perché il manto era degradato. Ora che lavori di riasfaltatura sono stati completati, il diniego non è più giustificato». Anche la lista civica Bene Comune ha alzato la voce annunciando una mozione al prossimo consiglio.

«I lavori sono conclusi da tempo, venga riaperto il tavolo con la Prefettura – scrivono i consiglieri di minoranza – Una sperimentazione sarebbe una soluzione di buon senso».

Intanto il Comune ha avanzato una nuova richiesta per installare un impianto T-red all’incrocio del Pioppeto, dove troppe auto tirano dritto con il semaforo rosso.

(g.pip.)

 

Gazzettino – Treni, giovedi’ nero per i pendolari.

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20

feb

2015

Per l’ennesima volta negli ultimi mesi un problema a un passaggio a livello ha fatto piombare nel caos la circolazione dei treni sulla linea Bassano-Venezia, quella che passa per le stazioni di Noale, Salzano, Maerne e Spinea. Mentre la Venezia-Trieste andava in tilt per colpa di un veicolo che ha aveva abbattuto una barriera vicino alla stazione di Ceggia, guasti che hanno paralizzato il trasporto su ferro nel Miranese e nel Veneto orientale. I pendolari ormai la prendono con filosofia, ma le critiche al sistema sono sempre più forti e i comitati hanno protestato anche sul web. Ieri i problemi si sono verificati alle 5.30 tra Bassano e Castello di Godego e alle 6 a Ceggia.

 

MIRANESE – Paralisi per un guasto a un passaggio a livello, 10 convogli coinvolti

Treni, giornata di passione

I pendolari: «Servono più corse e il raddoppio della linea»

Per l’ennesima volta un guasto ha fatto piombare nel caos la circolazione sulla Bassano-Venezia, che passa per le stazioni di Noale, Salzano, Spinea e Maerne

MIRANESE «Mio nipote vuole fare il ’trenino’, ma lo faccio aspettare mezz’ora: è bene che si abitui». La battuta circolava, ieri mattina, alla stazione ferroviaria di Salzano: a un certo punto i pendolari ci hanno scherzato sopra, anche se in realtà c’era ben poco da ridere. Per l’ennesima volta negli ultimi mesi un problema a un passaggio a livello ha fatto piombare nel caos la circolazione dei treni sulla linea Bassano-Venezia, quella che passa per le stazioni di Noale, Salzano, Maerne e Spinea. Mentre la Venezia-Trieste andava in tilt per colpa di un veicolo che ha aveva abbattuto una barriera, un guasto ha paralizzato il trasporto su ferro pure nel Miranese. I pendolari ormai la prendono con filosofia, ma le critiche al sistema sono sempre più forti.

Ieri il problema si è verificato alle 5.30 tra Bassano e Castello di Godego. I disagi hanno coinvolto 10 treni per quattro ore, dalle 6 alle 10, in entrambe le direzioni. Tre convogli sono stati soppressi, cinque sono stati cancellati parzialmente e due hanno fatto registrare ritardi tra i 25 e i 45 minuti. Le Ferrovie dello Stato fanno sapere che proprio da pochi giorni l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle Ferrovie ha cambiato la normativa: adesso in questi casi non è più consentito al macchinista di procedere su iniziativa propria marciando a vista, deve per forza aspettare che qualcuno presidi il passaggio a livello. Questo comporta una maggior sicurezza, ma anche ulteriori rallentamenti.

«Rispetto allo scorso autunno la situazione è leggermente migliorata – sottolinea Elena Guida del Comitato pendolari Salzano Robegano – ma siamo ancora in attesa di un riscontro dalla Regione dopo l’incontro del 14 novembre». Due le richieste: aggiunta di un treno mattutino e di uno serale, raddoppio del binario tra Maerne e Noale. Se per l’aggiunta di due corse lavoratori e studenti sperano di essere accontentati in primavera, si prevedono invece tempi lunghi per il raddoppio delle rotaie che renderebbe più fluida la circolazione.

Gabriele Pipia

 

QUARTO D’ALTINO – Comitati in rivolta sui social

«Noi fermi sui binari mentre corrono le Frecce»

QUARTO D’ALTINO – (M.Fus) Giornata nera per il trasporto ferroviario anche a Quarto d’Altino. Dopo una mattinata di ritardi, soppressioni e disagi i comitati dei pendolari di Quarto d’Altino e del Veneto Orientale protestano, gli sfoghi rimbalzano subito sui social network.

Una vittima diretta è il portavoce del comitato di Quarto d’Altino, Luciano Ferro, infermiere all’ospedale di Venezia, celebre per quelle che definisce le sue “Cronache tragicomiche di un pendolare”. «Una barriera è stata abbattuta e i ritardi sono comprensibili – commenta Ferro – ma perché, invece di abbandonarci per ore, non si utilizzano mezzi sostitutivi? E soprattutto perché le Frecce invece transitano? Mi sembrerebbe logico fare in modo che, in caso di emergenza, si fermino anche nelle stazioni intermedie. Anche noi abbiamo un abbonamento ma siamo sempre i più penalizzati, quelli costretti a prendere al volo la propria auto e lasciarla da qualche parte per poi arrivare comunque al lavoro in ritardo».

Dopo le cancellazioni di sabato scorso, i gruppi dei pendolari sono tornati a chiedere di essere ricevuti in Regione. «Avevano assicurato che ci avrebbero convocati a dicembre per fare il punto sulle nostre proposte, ma non abbiamo più sentito nessuno» – spiegano qualli del Veneto Orientale. Una volta salito in treno, ormai rassegnato all’ennesimo ritardo su posto di lavoro, le disavventure di Ferro non sono finite: «Siamo fermi a Mestre da 20 minuti perché un ragazzo sta minacciando il capotreno – scrive su Facebook – Chissà, forse arriverò a Venezia prima o poi…».

 

Noale. Mattinata di disagi ieri per un guasto tra Bassano e Castello di Godego

Dieci i treni interessati tra cancellazioni e ritardi fino a 45 minuti. Utenti furiosi

NOALE – Un guasto quando ancora era buio, con pendolari, studenti e passeggeri costretti a cambiare i loro piani. Altra mattinata difficile ieri per chi viaggiava sulla Venezia-Castelfranco-Basano a causa di un guasto avvenuto alle 5.30 a un passaggio tra Bassano del Grappa (Vicenza) e Castello di Godego (Treviso).

Così, fino a metà mattina, si sono registrati disagi per i passeggeri di Noale, Salzano, Maerne e Spinea, con dieci regionali coinvolti tra cancellazioni totali e parziali e ritardi arrivati anche ai 45 minuti. E non la prima volta quest’anno.

Come informa Trenitalia, subito sono giunti gli uomini di Rfi per riparare il guasto tra Bassano e Castello di Godego. Per procedere, secondo l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, il macchinista non può proseguire con marcia a vista ma deve aspettare, per forza, che ci sia qualcuno a controllare le sbarre. E in una linea dove si viaggia a binario unico nel tratto da Maerne a Bassano, si comprende come ci possano essere stati disagi nella circolazione.

Dieci i convogli che ne hanno fatto le spese, anche nelle ore di punta della mattina, provocando ritardi per i passeggeri. Il primo regionale coinvolto è stato il 5701 delle 5.25 da Bassano e diretto a Venezia. Il suo viaggio è stato fermato a Castelfranco dov’è giunto con 65 minuti di ritardo.

Soppressi pure i treni 5708 delle 7.26 da Venezia a Castelfranco e, viceversa, il 5715 delle 9.04. Quattro regionali non hanno completato il normale tragitto: il Bassano-Venezia delle 6.25 è stato fermato a Mestre, dov’è giunto con 40 minuti di ritardo, e quello delle 9.46 è partito da Castelfranco. Viceversa, quello delle 7.46, è partito sempre dalla città trevigiana anziché da Venezia Santa Lucia e quello delle 8.08 ha iniziato il suo viaggio da Mestre.

Ritardo accumulato di 45 minuti, invece, per il Castelfranco-Venezia delle 6.04, di 24 quello viceversa delle 6.26 e di 16 per la navetta Mestre-Noale delle 7.22. Il 30 gennaio e il 5 febbraio scorsi, sempre i passaggi a livello andati in tilt avevano creato disagi alla circolazione ferroviaria.

Nel primo caso il guasto era successo a Cappelletta di Noale ed erano stati interessati 16 regionali. Nel secondo, dopo un problema a Castello di Godego, 9 convogli avevano fatto registrare rallentamenti. Passeggeri più che arrabbiati per un disagio continuo, con ritardi pressoché quotidiani che in alcuni casi lievitano a decine di minuti.

 

L’inaugurazione del varco di Cappella porterà alla rimozione dei divieti a Spinea

I sindaci fiduciosi: «I territori saranno sollevati dal traffico di attraversamento»

SPINEA – C’è la data di apertura del casello di Martellago-Scorzè e c’è anche quella della rimozione del divieto di transito ai camion alla barriera di Crea di Spinea.

Per il Miranese la data da segnare sul calendario è il 3 marzo. Finalmente il Passante di Mestre diventa un sistema aperto, così com’era stato concepito: a distanza di sei anni dall’inaugurazione, si completa l’operatività dei tre caselli previsti, con l’apertura di quello intermedio e la piena operatività di quello a Crea.

Ma resta un’incognita su come tutto ciò inciderà sul territorio e la viabilità ordinaria.

Sulla carta, l’inaugurazione del casello di Scorzè e l’apertura al traffico pesante di quello di Spinea dovrebbero portare più benefici che altro. Ci sperano i sindaci, con un pizzico di scaramanzia che potrà essere messa da parte forse solo con i primi dati su come si modificheranno i flussi di traffico.

Silvano Checchin, primo cittadino di Spinea, conferma che il divieto ai camion superiori alle 7 tonnellate a Spinea verrà tolto non appena sarà aperto il casello di Cappella di Scorzè.

«Attualmente però», spiega, «non ci è ancora arrivata alcuna comunicazione ufficiale: non so dire se sarà proprio il 3 marzo o qualche giorno dopo».

Di sicuro il divieto che campeggia all’ingresso del casello e all’uscita dell’autostrada ha i giorni contati. Problemi, il nuovo transito di mezzi pensanti, non dovrebbe portarne: «Il divieto aveva senso di esistere, e per questo ci siamo imposti in questi anni, in un sistema non ancora a pieno regime», continua Checchin, «Da luglio 2009 (quando è stato aperto, ndr), a oggi, Spinea era l’unico ingresso per tutto il Miranese, da Vetrego a Scorzè. Ora che l’ultimo casello viene aperto, decade anche il divieto per i camion a Spinea, come previsto dagli accordi».

Anche il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello auspica che l’apertura del varco di Scorzè-Martellago sollevi la città da parte del traffico pesante di attraversamento: «Per lo meno», spiega, «adesso i mezzi pesanti provenienti dalle zone industriali a nord del nostro comune, penso a Salzano e Noale, hanno un ingresso più vicino al Passante e non scenderanno a Mirano per imboccare il sistema A4-A57. Ricordo che l’unico casello aperto da subito e per molto tempo è rimasto solo quello Mirano, poi è arrivata Spinea, ma solo per le auto».

Come dire: la situazione, a partire da marzo, potrà solo che migliorare.

 

Sconosciuti gli importi dei pedaggi, da definire il progetto del bosco a mitigazione

Nuovo casello a Cappella, apertura fissata il 3 marzo

SCORZÈ – C’è la data di apertura del casello del Passante tra Martellago e Scorzè. Il via libera alle auto avverrà da martedì 3 marzo, anche se non si conosce ancora l’orario esatto. La comunicazione telefonica è arrivata in municipio a Scorzè e si attende ora quella ufficiale. Restano da risolvere delle incognite riguardo la mitigazione ambientale, anche se il sindaco Giovanni Battista Mestriner spera che gli alberi del bosco possano essere piantumati quanto prima.

Finiti i lavori del casello a cavallo del fiume Dese ancora il 30 novembre 2014, dopo che erano partiti a gennaio 2013, in questi mesi sono stati sistemati le banchine, i cartelli stradali di accesso e uscita, realizzati gli allacciamenti Enel e tutte le altre rifiniture. Sono pronte anche le tangenziali di accesso sulla Castellana, dalla rotonda di via Boschi per chi arriva da ovest, e quella in zona Kelemata per chi arriva da est.

In passato il casello ha scatenato diverse polemiche da parte dei comitati locali per la sua forma a diamante rovesciato e per le dimensioni: è stato costruito un viadotto lungo 575 metri per collegare l’entrata e l’uscita, oltre a quattro rotatorie per favorire l’innesto della circolazione in autostrada.

Quanto all’inaugurazione, il programma non è ancora stato definito, così come non è stata ancora stilata la lista delle autorità presenti. Ma è fuori di dubbio che arriveranno rappresentanti della Regione e dei Comuni di Martellago e Scorzè, interessati all’opera.

Ma ciò che interessa di più agli automobilisti è certamente quanto si pagherà per entrare e uscire dal casello. Ad oggi la domanda è ancora senza risposta perché non è arrivata la tabella delle cifre. La questione tocca nel vivo soprattutto i pendolari che si spostano da e verso Mestre, Padova e San Donà.

C’è poi il capitolo bosco, ovvero l’area da 10 ettari che sorgerà attorno al casello, richiesta dal Comune di Scorzè. Dalla Regione arriverà un finanziamento di 150 mila euro per realizzarlo. Ora il Consorzio di bonifica Acque Risorgive preparerà uno studio su come sistemare le aree in funzione delle vasche per contenere le piogge abbondanti. A Veneto Agricoltura, invece, il compito di redigere il progetto e decidere quando posizionare gli arbusti che saranno di due tipi: uno da mettere nelle zone più ribassate, l’altro in quelle più alte. A giorni il Comune entrerà il possesso delle superfici. Scorzè spera di definire il progetto di mitigazione ambientale in due, massimo tre mesi, mentre la posa degli alberi arriverà tra primavera e l’estate.

Alessandro Ragazzo

 

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